mercoledì 30 dicembre 2009

Regressione, Trasformazione e Accettazione


Mercoledì 30 Dicembre 2009 - Sono tornata in piscina, la mia intenzione è di rimanerci anche dopo la chiusura, per vedere com'è. Sono immersa nella vaschetta dove di solito faccio acquagym, sulla superficie dell'acqua galleggia una schiuma di lattice rosa. Sta arrivando qualcuno, vado verso l'angolo cieco e mi immergo completamente. Sono in posizione quasi fetale, con l'interno delle braccia stringo le narici e con la bocca aperta provo a respirare. Funziona. L'acqua è piacevolmente tiepida, con gli occhi aperti osservo la luce rosata che filtra attraverso la schiuma di lattice. Sento i passi di chi era venuto a controllare che non ci fosse più nessuno, che si allontanano. Penso che grazie a questa schiuma l'acqua è pulita e non serve più mettere dentro ne il cloro ne il robot pulisci fondo. Nuoto respirando sott'acqua godendo della vasca tutta per me. Esco dalla vasca, ora la piscina è di nuovo frequentata. Sono tutti gli addetti ai lavori, che nelle ore di chiusura sfruttano la piscina per ritrovarsi. Patrizia mi fa notare che qualcosa è cambiato in me. Mi guardo allo specchio e vedo che ho i seni grandi e tondi come palloncini con due punte che sporgono dal reggiseno del costume, mi imbarazzano e cerco di nasconderle, Patrizia invece sostiene che sto bene. Tocco i miei seni e non mi sembrano miei, hanno la consistenza di due gavettoni pieni d'acqua. Mi riguardo allo specchio e si ridimensionano, finisco di vestirmi e saluto tutti, sentendo che li sono di casa.

Me ne sto immersa in questo liquido ricoperto di materiale rosa, filtra la luce, sono in posizione fetale. 
Come in una Placenta Onirica.
La Placenta simboleggia un'altra nascita e molto successo dovuto a un nuovo tipo di comportamento.
Il Seno rappresenta la misura. Sia come limitazione che come mancanza di limiti. Il seno oltremodo gonfio è messaggero di avanzamento sicuro. Anche negli affari. In quanto Petto offre protezione e amore. E' una sorgente del dono del sé.
Lo Specchio raffigura una verità da scoprire. E' lo strumento rivelatore di un'analisi su di sé, sulla propria vita, sulla propria evoluzione, sulle proprie lotte e i propri entusiasmi.
Vedersi belli e ben pettinati allo specchio indica la volontà di sedurre, di vivere l'amore che ci viene offerto.

lunedì 28 dicembre 2009

Borneo 1834 - Serge Lutens

Devo ammetterlo, ho preso questo profumo a scatola chiusa. Non era possibile testarlo ed essendo ipercuriosa non ho saputo resistere. L'accoppiata Serge Lutens/Christopher Sheldrake era comunque una garanzia di un qualcosa di alternativo alla massa.

Qualcuno ha descritto Borneo 1834 come il fratello adulto di Angel. Forse si. Per me tanto Angel è squillante, cristallino e invasivo quanto Borneo 1834 è grave, torbido e profondo.
Borneo 1834 è odore di uomo chiuso. Mi viene in mente Donald Draper il protagonista di Mad Men, dall'apparenza accurata di un professionista perfettamente sbarbato, giacca e cravatta, ma impenetrabile, trasgrediente, in qualche modo amorale e segreto.Un profumo che ha due accessi. Quello in superficie che richiama il classico insieme di profumo maschile talmente datato da non essere tracciabile in possessori di memorie che non si spingono oltre gli anni '80 e un accesso sotterraneo che sa di corteccia, terra umida, muffa, cacao amaro e polveroso, di quello che ti aderisce alla gola e non ti fa più respirare, carta di giornali accatastati in soffitta. Un profumo che non vive nelle stanze illuminate dal sole quotidiano ma che se ne sta nascosto nelle parti oscure della casa. Dalla quale esce con la maschera dell'uomo perfetto.
Borneo 1834 (Serge Lutens) - 2005 - Orientale legnoso - (Christopher Sheldrake)Patchouli, Fiori Bianchi, Cardamomo, Galbanum, Labdanum, Cacao.

domenica 27 dicembre 2009

Bubboni

Sabato 24 Ottobre 2009 - Ho sognato che avevo un rigonfiamento sul mento, lo grattavo e ne usciva pus.

Il Mento è la sede della Volontà.
Il Pus è energia in eccesso che non viene utilizzata come dovrebbe e allora trova un canale di sfogo alternativo.

Sono Volitiva ma non Agisco. Che novità.

domenica 22 novembre 2009

Senza Involucro

Sono rimasta senza involucro. L'involucro mi serviva per non sentire la mancanza dell'abbraccio. L'abbraccio che solo un uomo può dare. Avvolgente, confortante, rassicurante.
Sono rimasta senza il mio involucro di protezione adiposa e ora sono indifesa, piccola e sola.
Allora me ne sto seduta in un angolo, con le mie stesse braccia a stringermi, ma non è la stessa cosa.

mercoledì 28 ottobre 2009

Io che arrivo da un altro pianeta

Adesso lo so. Io arrivo da un altro pianeta. E qui non mi trovo. Sul mio pianeta l'esperire reciprocità sessuali fa parte delle cose che si possono donare e ricevere tra amici. Non esiste il sentimento di possesso del corpo dell'amato né della sua sessualità. Essa è libera e scissa dal sentimento di appartenenza che può far nascere una convivenza. Sul mio pianeta nessuno giudica o viene giudicato per le sue scelte in campo sessuale. Sul mio pianeta sembrerebbe non esistere l'amore, così come lo intendete qui. Semplicemente, sul mio pianeta, l'amore è un'altra cosa. E il sesso segue la naturale inclinazione alla seduzione e all'essere sedotti. Non c'è gelosia, delusione, rabbia, frustrazione, sconforto, invidia, compensazione, sublimazione, disequilibrio, tradimento.
Sul mio pianeta viviamo meglio. Siamo più felici, perché fottiamo di più e meglio. Scevro da ogni impalcatura sociale, religiosa, morale, il sesso è un modo per donare se stessi, per confortare, per sentirsi meno soli, per giocare, per provare cose nuove con chi condivide con te una delle tante inclinazioni diverse che convivono in te. Come un mosaico dove ognuno è un tassello dalla forma unica e ogni sua sfaccettatura si incastra con sfaccettature diverse di altri tasselli. Sul mio pianeta sappiamo che non esiste l'anima gemella, ma tante anime gemellabili con ogni sfumatura di noi. Sul mio pianeta siamo talmente impegnati a fare l'amore che non facciamo la guerra, rubiamo, sprechiamo, inquiniamo, consumiamo più del dovuto, uccidiamo, litighiamo, disprezziamo. Ognuno sa che troverà chi lo apprezza e glielo dimostrerà veramente. Sul mio pianeta siamo talmente impegnati a sedurre che ognuno da sempre il meglio di sé. E lo scambio di attenzione, calore, sensualità, erotismo è nutrimento ed energia. Ognuno carica o prende energia dall'altro e i rapporti sono un continuo fluire armonico. Sul mio pianeta noi pulsiamo, vibriamo, brilliamo... e siamo soddisfatti.

domenica 25 ottobre 2009

Gaultier 2 e Classique - Jean Paul Gaultier

Vaniglia, subito. E poi il rimando immediato a Jean Paul Gaultier, il primo profumo, quello che ora chiamano Classique. Ma tanto quanto Jean Paul Gaultier è un fiore che ti prende alla gola, quanto Gautier2 è la caramella che la accarezza.
Il creatore del profumo per descrivere Gaultier2 disse che l'idea doveva essere di due corpi nudi nel buio. E forse si, in qualche modo lo evoca, ma sono i corpi di due metrosexual, nessun confine di sesso da varcare.
Jean Paul Gautier invece è definito, animalesco, sessuale, con quel sentore di umore salato che ne fa un profumo molto erotico.Forse la differenza è tutta qui. Una sensualità acqua, sapone e caramelle, lineare, dove tutto è sotto controllo perchè semplicemente non c'è niente da tenere sotto controllo, contro l'erotismo esplosivo, dove il controllo è tenuto fino allo spasimo, fino al punto di non ritorno, e all'implosione.


Gaultier2 (Jean Paul Gaultier) - 2005 - Orientale vanigliato - (
Francis Kurkdjian)
Ambra, Muschio, Vaniglia
.

Jean Paul Gaultier - Classique (Jean Paul Gaultier) - 1993 - Orientale Floreale - (Jacques Cavallier)
Rosa, Anice Stellato, Fior d'Arancio, Mandarino, Pera, Zenzero, Iris, Prugna, Orchidea, Ylang-ylang, Vaniglia, Ambra, Muschio.

martedì 6 ottobre 2009

La Pentola a Pressione, i Calzini Antiscivolo e il Punteruolo da Ghiaccio

Se la pentola a pressione sono io, e sono munita di libretto di istruzioni così come dice il Maestro nel sogno del Manuale d'Uso per Esseri Umani, per essere capita...
Se, così come ho capito con l'ultimo sogno* non potevo essere un ghiacciolo se volevo provare il vero amore, il punteruolo da ghiaccio mi serve per spaccare il ghiaccio di cui sono ricoperta e entro il quale mi sono rinchiusa... Allora a cosa mi possono servire le calze antiscivolo?
Per non scivolare?
O, come mi ha suggerito la mia amica Michela, per camminare sulla mia strada senza fare rumore, senza che nessuno se ne accorga?
Aspetto che arrivi il sogno sull'uso del terzo tesoro dal pianeta di ghiaccio.

La pentola è la donna e il suo contenuto è il femminino, la mia pentola, il mio essere donna, è chiuso dentro, ermeticamente, con un coperchio a pressione, senza leggere il mio libretto di istruzioni, qualcuno rischia che gli esploda in mano, facendo uscire tutto il contenuto senza possibilità di recuperarlo.
Il punteruolo da ghiaccio serve per spaccare il ghiaccio ma anche per essere armata.
Ne ho bisogno? O forse semplicemente chi è armato porta in se l'istanza di agire e non di subire un'azione altrui. Il punteruolo da ghiaccio mi serve per rompere il ghiaccio e passare all'azione.

Le calze antiscivolo lasciano al piede, che simboleggia l'anima, la possibilità di camminare senza scarpa, senza quindi il vestito sociale con il quale ricopriamo la nostra anima di fronte agli altri. Prevengono dal scivolare e cadere. In quanto calze isolano dal contatto diretto con il terreno, con la realtà, come a dire che non sono ancora pronta per andare a piedi nudi nel mondo. E ti permettono di arrivare e andartene senza che nessuno si accorga, in perfetto silenzio. Esse sono come uno strumento di invisibilità. Per poter fare le prove a denudare la propria anima senza correre il rischio di rimanere feriti o visti da tutti.* questo sogno non l'ho ancora pubblicato, sono indecisa se farlo. Troppo personale per raccontarlo così com'è, come ho fatto con gli altri finora, troppo impersonale se dovessi cambiare qualcosa...
Ma io odio la censura...

sabato 19 settembre 2009

Manuale d'Uso per Esseri Umani

Venerdì 18 Settembre 2009 - Galleggio a mezz'aria nello scompartimento di un treno lanciato a massima velocità. Sulla mia sinistra compare il volto del Maestro e poi tutto il corpo. Anche lui galleggia. Tra le mani ha una pentola a pressione, la mia pentola a pressione. Chiusa con il coperchio. Mi guarda e sorridendomi con gli occhi mi dice che anche se sono molto chiusa, capire me è più semplice che con gli altri, perché io ho il libretto di istruzioni.
Guardo fuori dai finestrini, il paesaggio che scorre rapido è una campagna piatta che emerge a sprazzi tra la nebbia mattutina. Coltivazioni dormienti in attesa dell'arrivo del sole e della primavera. Il Maestro galleggia sempre al mio fianco, sta guardando anche lui nella mia stessa direzione. Penso a un mondo dove ogni essere umano nasce con il suo libretto di istruzioni personale. E dove il matrimonio deve fare la revisione ogni tre anni. Mi sveglio.

lunedì 7 settembre 2009

Sul Pianeta di Ghiaccio

Lunedì 31 Agosto 2009 - Sono naufragata su un Pianeta di Ghiaccio. Ci sono arrivata in barca, non ricordo, con altre persone: donne, uomini, bambini. All'inizio cerchiamo di sopravvivere li dove siamo atterrati, una distesa biancazzurra battuta da un vento incessante. Fa molto freddo. Il rumore dei frammenti di ghiaccio che rotolano spigolosi è simile a quello di un campanellino continuo. Ben presto la situazione degenera, tra gli uomini ci sono sempre litigi e combattimenti per il poco cibo rimasto e per il comando. Le donne hanno la peggio e in più vengono sfruttate per fare i lavori più duri. Decido di andarmene. Le donne del gruppo mi seguono, con i bambini a carico. Ho individuato una grotta ghiacciata ad un giorno di cammino. Partiamo di notte ma sul Pianeta di Ghiaccio non è mai buio, il ghiaccio infatti durante la notte emana esso stesso una luce azzurrina. Arrivate alla grotta incomincio subito a renderla più accogliente. Dentro la grotta è liscia e circolare come un igloo molto grande, al centro c'è uno spazio vuoto circondato da divani di ghiaccio ricoperti con pelli. Dietro il divano, salendo due gradini, si accede all'anello superiore. Tutto intorno al camminamento, nelle pareti, sono ricavate tante nicchie grandi come stanze, ogni donna ne prende una e la arreda come vuole. Le donne con i bambini maschi sanno che li potranno tenere con loro fino al compimento degli otto anni, poi devono lasciarli andare tra gli uomini. Di fronte all'ingresso, sulla parete opposta, c'è la stanza del tabernacolo. Li decido di custodire i nostri tesori, li ho trovati cercando tra le macerie del naufragio. Essi sono una pentola a pressione, un paio di calzini antiscivolo e un punteruolo da ghiaccio. Non so ancora come potrò utilizzarli, ma so che presto mi saranno molto utili. Ho paura che gli uomini possano venire a rubarceli e quindi decido, sempre con il consenso delle altre, di istituire dei turni di guardia. Due di noi, a turno, staranno sveglie davanti all'entrata della grotta, controllando che l'altra non si addormenti e pronte ad avvisare al minimo segno di attacco. Poi penso che è inutile che stiano fuori al freddo, freddo che entra anche nella grotta. Allora stacco dalla parete esterna della grotta un grosso blocco di ghiaccio e lo faccio rotolare fino all'entrata, è della misura perfetta. Così staremo tutte dentro, anche le due di guardia potranno mettersi sul divano nell'atrio, così saranno all'interno, al caldo e comode. Tanto il mondo fuori e solo ghiaccio e vento incessante. Mi sto svegliando, guardo il blocco di ghiaccio che ho messo a chiudere l'ingresso: è quasi trasparente, enorme e spesso più di un metro, quando gli uomini arriveranno, per spostarlo o scalfirlo faranno fatica e rumore, e noi saremo pronte. Apro gli occhi, e un senso di solitudine mi pervade.Se l'Acqua rappresenta il regno delle emozioni e dei sentimenti, io sono naufragata e devo sopravvivere in un luogo dove le emozioni e i sentimenti sono congelati.
Entrare nella Grotta Onirica significa voler analizzare nuovamente un avvenimento del passato al fine di risolvere un problema attuale. Quello che c'è nella Grotta ci da le indicazioni su come superare il blocco della situazione attuale o il trauma che ci ossessiona. Uscire dalla Grotta indica l'aver compreso come uscire dall'angoscia che ci attanaglia nella vita da svegli.
La Pentola è un simbolo femminile, crogiolo da cui ha origine la vita. Raffigura la conoscenza. La mia pentola è a pressione. Proprio come mi sento, compressa.
Le Calze indicano un bisogno di essere amati. Le mie sono antiscivolo, per associazione libera penso che voglio entrare nel mondo dell'amore con passo sicuro, senza pericolo di cadere.
Il Punteruolo o lo Scalpello servono per rompere il ghiaccio, incidere e scalfire. Potrebbero servire anche per incidere un disegno o un simbolo nella materia. Al momento non so cosa farne.
L'Igloo indica che sotto una apparenza fredda o indifferente c'è un ribollire d'amore e passione.
Io mi sono chiusa dentro, e non voglio che il blocco di ghiaccio venga scalfito, ho messo anche le guardie. Da cosa devo difendermi?
Da quegli uomini egoisti e sfruttatori che possono entrare e rubarmi una femminilità e una conoscenza tenute sotto pressione, che rischiano di esplodere, una cautela nel fare il passo e nel mostrarsi a piedi nudi, la paura di rivelare l'anima, e lo strumento che mi permetterebbe di rompere io stessa il ghiaccio e di incidere nella mia vita.
Così preferisco stare dentro. Ma è vita questa?

giovedì 3 settembre 2009

La Proposta, la Lettera

Prima di addormentarmi stavo proprio pensando che trascinata nel vortice degli ultimi avvenimenti avevo perso di vista il mio vero obiettivo. Ed ecco che prontamente, evocato, il Maestro ricompare nei miei sogni per propormi qualcosa di inaspettato e per darmi un messaggio.
Venerdì 28 Agosto 2009 - Sono alla guida della mia macchina, giro per le strade di zone industriali e palestre. Davanti ad un cancello che poi diventa un portone a vetri di una ditta-palestra che poi diventa la sua casa vedo K. Mi saluta, e mi racconta dell'incontro con alcuni rappresentanti di prodotti cosmetici che volevano provasse una crema per il corpo al cacao. Lui non voleva rimanere impegnato per un giorno con quelle persone e così gli sono venuta in mente io e ha raccontato che con la sua amica M. l'aveva già provata. Ma siccome così non era e a lui non piace raccontare palle forse era il caso di farlo davvero. Io dalla macchina ascolto tutta la sua storia e solo dopo penso che poteva essere una proposta. E' che come al solito capisco sempre in ritardo. Ora vedo i particolari della sua testa che gira in 3D come in una visualizzazione al computer ma è reale. Osservo da vicinissimo le sue sopracciglia, il naso, gli occhi, penso che è proprio bello. Bello per me. Lui mi consegna una lettera e io ricordo che gliene avevo scritta una tempo fa. Forse allora è la risposta alla mia lettera? Cerco di ricordare cosa gli avevo scritto. Mi sveglio.

Il Cioccolato Onirico è l'indizio di un bisogno affettivo. Riceverlo significa essere amati, offrirlo amare.
La Crema Onirica dimostra che godiamo di nuovo della approvazione degli altri.
Il Corpo incarna la personalità del sognatore.
La Fabbrica Onirica è la fabbrica della vita dove ogni prodotto grezzo del nostro vissuto subisce una metamorfosi. Quella alla quale ho accostato guidando la mia macchina è una fabbrica, palestra, casa del Maestro. Un triplice indizio che devo fermarmi per cambiare me stessa.

Cosa devo cambiare? Quali sono i punti salienti? Me lo dice il Maestro Onirico. Come al solito con il suo esempio: . Non sprecare tempo con chi non vuoi stare . Non mentire a se stessi . Tutto è possibile di mutamento . Non essere schiavo della approvazione di tutti . Ammetti il tuo bisogno di amore . Sii pronto a riceverlo, vivi il momento . Non guardare al passato perdendoti il presente.

Il Volto è l'espressione muta dell'essere. Trasmette ciò che l'individuo sente, vibra e concepisce dentro di se.
Il Naso concerne i problemi da risolvere, le situazioni da delineare.
Gli Occhi concernono la presa di coscienza.
La Lettera indica autoconoscenza, capacità di percepire e di discernere.

Tutto quello che c'è da sapere su di me lo so perché l'ho scritto. Devo solo imparare ad accettare quello che mi da il Maestro. E ricordarmelo.

domenica 30 agosto 2009

L'Ascensore del Tempo

Mercoledì 26 Agosto 2009 - Nel sogno sono con Silvia, S. e la presenza del fratello di Silvia, Marco, che è anche il mio (portano lo stesso nome). Siamo su un ascensore. Dobbiamo cercare Marco che è scomparso nel futuro. Sappiamo questo perché l'ascensore si muove oltre che nello spazio anche nel tempo, ma da solo non è sufficiente, ci vuole anche un oggetto e noi non sappiamo quale oggetto lui abbia usato. Per terra, sul pavimento dell'ascensore ci sono delle bottiglie e dei vasetti di vetro tutti senza coperchi ne tappi e ci sono due manubri per fare ginnastica, due pesi per le braccia, sono grigi. Io comincio a riordinare le bottiglie e i vasetti, spostandoli tutti da un lato e preparando in fila quelli da testare. Silvia e S. scendono dall'ascensore, ognuno con un manubrio in mano, siamo fermi ad un piano sotterraneo, è un parcheggio. Io rimango nell'ascensore ho in mano una bottiglia di vetro vuota, è la prima che ho deciso di testare, le altre attendono in fila, se non funzionano le sposto nella fila delle scartate. Mentre le porte si stanno chiudendo all'unisono diciamo "a due minuti fa!". Il tempo nell'ascensore sembra non scorrere, improvvisamente scopro che si muove in orizzontale ed è senza tetto. Sto attraversando una foresta. Con la bottiglia in mano penso che se non dovesse funzionare posso sempre buttarla fuori, nel bosco, ma poi mi assale il dubbio che se dovessi riprovarla in un altro modo non riuscirei più a recuperarla, spersa così tra la boscaglia. E poi non voglio inquinare. Mentre penso all'etica ecologica noto che l'ascensore è diventato tutto trasparente e più grande. Ed è ammobiliato. Guardo giù e vedo che si sposta seguendo un binario. La foresta sta diminuendo sul lato sinistro, ora ci sono degli spalti e c'è della gente che assiste ad una Adunanza. In lontananza sento una voce da un altoparlante che sta facendo un comizio. E' una lingua che non conosco. Sembra di assistere dal vivo ad un documentario sul nazismo ma so che invece questo è il futuro ed è un'altro pianeta. Mi appiattisco sul pavimento per evitare che mi vedano. Ma mi sono sdraiata sul lato destro e quindi sono perfettamente visibile. Avrei dovuto mettermi sul lato sinistro, nascosta dai mobili della cucina, ma non oso muovermi. Mi copro la faccia sperando che nessuno mi scorga. Mossa inutile. Infatti già qualcuno del pubblico si è alzato e mi indica con il dito e il braccio tesi. L'ascensore rallenta, in un lampo salgono a bordo dei militari vestiti di nero, mi prendono e iniziano a mettermi delle catene ai polsi. Io ho la certezza che verrò imprigionata e condannata a morte. "Ma quando finiscono i due minuti?!" penso e in quel mentre si aprono le porte e vedo S. e Silvia nel parcheggio sotterraneo con i pesi in mano "a tre minuti fa!" grido, le porte si chiudono e mi rendo conto che l'Ascensore parte sempre per il futuro e che finché loro sono lì e io sull'ascensore andremo sempre in tempi e luoghi diversi. Mi sveglio angosciata.L'Ascensore Onirico con il suo velocizzare lo spostamento verso l'alto o il basso mette in evidenza che si vuole risolvere i problemi in fretta e facilmente. Indica anche la ricerca dell'orientamento della propria vita che può cambiare una situazione.
Il mio ascensore prima scende verso un parcheggio sotterraneo e poi si muove orizzontalmente. Non è propriamente un Ascensore.

La Verticalità induce il sognatore ad attuare una presa di coscienza obbligatoria e ascendente. L'Orizzontalità il proseguire avanti (o indietro) nella vita.

Il Parcheggio reppresenta un periodo di arresto, di introspezione e la necessità di darsi un'inquadramento, di ritrovare il proprio centro e ridefinire l'orientamento della propria vita.
Nel Sotterraneo Onirico si mette ciò che deve essere dimenticato. Io lascio il parcheggio, da sola.

Il Viaggio segnala un desiderio di cambiare attività, stile di vita o di vivere un nuovo amore. Denota un mutamento che avviene a livello interiore.

Il Vetro compare in sogno quando si sta per comprendere le intenzioni proprie e altrui. Nel sogno compare sia come oggetto che mi serve per fare una cosa, sia come mutamento delle pareti del mezzo sul quale sto viaggiando.

La Bottiglia e il Vaso sono spesso l'emblema di una personalità che non riesce a sviluppare pienamente le sue qualità e rimane quindi intrappolata. Vuoti indicano bisogni sessuali insoddisfatti, inclinazione a fuggire dalla realtà.

La Bottiglia è il simbolo del femminile. Vuota indica un bisogno di affetto, di calore umano. Esprime un senso di insoddisfazione. Può inoltre avere un significato mistico.

Tra le bottiglie e i vasi che ho riordinato c'è ne uno che serve per raggiungere Marco. Egli è mio fratello, che nella mia visione ha trovato il vero amore sapendo aspettare e diventando indipendente andando a vivere da solo, e anche il fratello di Silvia, che ha appena intrapreso un percorso di indipendenza, con la separazione, e di crescita spirituale affrontando il dolore rimosso di un lutto molto simile al mio.

Il Vaso è dove risiede la forza di ciascun individuo. Quello di cui io ho bisogno non è una Bottiglia che mi faccia tornare indietro nel tempo, ma una Bottiglia che mi faccia andare in un futuro diverso, su un altro pianeta, dove non ci siano catene e prigionia e condanna a morte. Un Vaso di Coraggio e Volontà.

I Pesi rappresentano i doveri gravosi e altri oneri della vita quotidiana che probabilmente si dovrebbe cercare di ridurre. I pesi nel mio sogno sono due.

Due pesi, due misure. Devo lasciare in mano ad altri questo modo di ragionare. E fare per me quello che ritengo giusto consigliare agli altri.

Il Bosco e la Boscaglia compaiono nei sogni quando si è perso l'orientamento, quando non si percepisce più ciò che è fondamentale nella vita, quando non ci si è ancora resi conto di alcuni aspetti della propria personalità o non si sono ancora compresi appieno determinati eventi occorsi. Esorta a ricercare il senso della propria esistenza e ritrovare la direzione.

Il margine del Bosco Onirico segnale che si sta uscendo da una situazione critica. Può anche indicare una separazione imminente.

Le Rotaie indicano che una direzione di vita si dischiude davanti a noi con chiarezza.

Il Due rappresenta la dualità, l'instabilità, l'elemento passivo. Rappresenta l'opposizione in qualsiasi progetto, la confusione che impedisce la continuità usando il conflitto.

Il Tre è la concezione, l'idea. La comprensione di una verità. L'intelligenza che percepisce l'armonia. Indica equilibrio tra intelligenza, emotività e volontà. Riguarda il concepimento di una idea piuttosto che la sua realizzazione.

Il Bosco che finisce, l'Ascensore che diventa trasparente, i Binari che diventano visibili sotto i miei piedi, i Tre minuti alla fine del sogno, sono tutti simboli che alcune situazioni vissute a livello inconscio, sono uscite per palesarsi alla coscienza.

I Mobili rappresentano i sentimenti che arredano la vita del sognatore.
Il mezzo sul quale sto viaggiando, è diventato la mia casa. Infatti è un Ascensore Ammobiliato. Ma ha le pareti di Vetro, in questo viaggio verso il futuro cerco ancora di nascondermi ma è un tentativo fallito. Mi sono nascosta a destra, quindi alla luce del giorno, visibile e infatti il pubblico dagli spalti mi vede. Alcuni di loro mi indicano.


La Folla simboleggia le forze passive e inconsce. Interviene nei sogni delle persone ripiegate su se stesse che devono affrontare situazioni di separazione e solitudine.
Nascondersi in sogno esige una seria analisi per scoprire le proprie paure, i complessi e le rimozioni. Indica una paura ad affermare le proprie opinioni o ad adempiere ai propri obblighi. Paura di assumersi le proprie responsabilità e di affermarsi.

La Milizia Onirica è la manifestazione dei nostri istinti affettivi. Nei sogni femminili può rappresentare l'innamorato che dubita e sorveglia la relazione con fare possessivo. E' il principio maschile che se attacca la sognatrice è negativo e denota una scarsa fiducia in se stessi. Diventa positivo, e indice che si è presa in mano la propria vita, quando invece è benevolo verso la sognatrice.
Nel sogno la Polizia, il mio istinto in campo affettivo, mi cattura e mi incatena. Ho la consapevolezza che se non riesco ad andarmene da questo pianeta e da questo futuro, sarò imprigionata e condannata a morte. Se non cambierò il mio atteggiamento nei confronti dell'affetto e dell'amore sono destinata alla morte psichica.
La Prigione del sogno indica uno stato d'animo e non un luogo. Attorno al sognatore ci sono persone che lo opprimono e che ne ostacolano la libertà.
Il Patibolo, la Condanna a Morte, in sogno, sottointendono molta inquietudine nella vita del sognatore. Perché dovreste essere giustiziati? Cosa avete commesso? Cosa nel vostro comportamento da svegli vi fa sentire colpevoli?
E' Importante esaminare questo sogno e prendere coscienza di cosa non si riesce a perdonarsi, quale errore così grave verso se stessi o altri si è commesso. Rappresenta un momento di depressione che va superato mediante l'accettazione dei propri errori e il perdono.

La Catena Onirica rappresenta come ogni cosa sia effetto e causa. Se si è incatenati è perché il sognatore stesso con i suoi atti, ha progressivamente creato gli anelli della catena, riducendosi all'inanità. E solo il sognatore stesso può liberarsene, disfando poco alla volta, con coraggio, ciò che si è così minuziosamente costruito. La Catena Onirica suggerisce la necessità immediata di separarsi da tutte le attitudini negative.

In questo assaggio di un futuro possibile vengo salvata dal ritorno dell'Ascensore del Tempo al Parcheggio Sotterraneo.

La soluzione che penso di mettere in atto è tornare indietro nel passato, un minuto in più rispetto a prima, per poter cambiare il presente. Ma ciò non è possibile.
Perché in effetti l'Ascensore del Tempo va solo dal presente al futuro. Ti da la possibilità mediante il ritorno al Parcheggio Sotterraneo di stazionare un po' nell'inconscio e quindi nell'inconsapevolezza di quello che succede fuori, vivendo, ma poi sull'Ascensore della Vita sono da sola. Come tutti. E solo io posso decidere dove andare e come arrivarci.
Per non tornare sotto. Per non vivere applicando una misura diversa a me stessa da quella che applico agli altri. Per lasciarmi vivere liberamente, istintivamente, con il diritto ad amare ed essere amata che lascio agli altri.
Scatenata.

mercoledì 12 agosto 2009

La Domanda dell'Alce

"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde." Così mi ha scritto una volta la mia amica Micky. Penso che questo sogno possa essere una Risposta ad una di quelle domande.Mercoledì 12 Agosto 2009 - Sto camminando sui tacchi alti verso un centro commerciale, mi fermo ad un baracchino ed acquisto due biglietti della lotteria, sto per andarmene quando chiedo al tipo se per caso vinco cosa devo fare, lui mi risponde che sono la prima persona a chiederlo e anche lui non sa bene qual'è la procedura da seguire. Chiacchieriamo un attimo e dentro di me io so cosa bisogna fare. Saluto l'omino e mi dirigo verso la mia bancarella di pashmine. E' diventata notte, i colori delle sciarpe brillano cangianti sotto i faretti. Da una barra prendo solo sciarpe verdi, con gesto veloce le sfilo e le adagio una accanto all'altra sul banco per sceglierne una, sono verdi con disegni etnici di diversi colori, viola, blu, marrone, nero, rosso... penso alla Domanda dell'Alce. Alla Domanda dell'Alce si può rispondere solo con la Verità, altrimenti fai un'altra cosa, mangia lasagne vegetariane...
Seduto ad un angolo del banco c'è un uomo con gli occhi azzurri, sta parlando, mi guarda e nota che porto scarpe da donna, mi chiede perché, che bisogno ho di mettere i tacchi alti, allora io gli spiego che i tacchi mi danno forza, mi fanno sentire potente e femmina, quando cammino sui tacchi alti posso toccare meglio il cielo e lascio la mia impronta nell'asfalto caldo. Allora lui si avvicina a me, incuriosito ed intrigato vuole sapere di più, iniziamo a parlare in maniera intima e coinvolgente, lo guardo negli occhi e sento la mia voce che si abbassa e dice cose meravigliose. Mi sveglio.L'Alce simboleggia l'individuo che deve combattere in seno all'unione per conservare quanto ha raggiunto sul piano della sessualità. L'Alce Onirica indica al sognatore una passione amorosa che va difesa o protetta.
Il Mercato Onirico rappresenta il clima interiore, è un luogo di incontro, di scambio, di comunicazione e di fusione.
La Sciarpa, lo Scialle denota un desiderio di essere amati.
Il Verde in sogno ci pone in collegamento con lo spirito dell'eternità, permette all'anima di effettuare continui inizi di vita attraverso le sue perpetue metamorfosi e, in tal senso, il verde è spirito di ricchezza, ponendo le basi per nuove primavere interiori. E' il colore di Venere, è il risveglio della natura e il risveglio all'Amore. Speranza, salute ritrovata e riscoperta.
Gli Occhi Onirici sono lo strumento dell'intelligenza, esprimono la vitalità. Indicano una fonte di comprensione, attaccamento e legame affettivo. Vedere gli Occhi in sogno indica che è necessaria una presa di coscienza. Si impone un'introspezione relativamente ad una realtà che è in atto.
L'Azzurro è il colore del cielo, ci connette allo spirito di Verità e ci infonde il desiderio di accedere alla conoscenza. E' l'inconscio, l'intelligenza, la lealtà, la serenità.
La Voce Onirica avverte che si sta vivendo un periodo di transizione. Le parole sono la risposta ad un bisogno immediato, sia sul piano dell'evoluzione spirituale che per gli eventi che riguardano la vita di tutti i giorni del sognatore.

Non è la prima volta che cammino per un mercato, ma è la prima volta che lo faccio con i
tacchi alti e per la prima volta io sono la Proprietaria di un banchetto. Vendo sciarpe e scialli, vendo quindi Desideri di Amore, tra questi ne scelgo, per me, solo di colore verde, prendo quindi con mano sicura dei Nuovi Inizi, li appoggio sul banco per osservarli meglio, quale sceglierò?
Indosso scarpe con i tacchi alti, voglio quindi innalzare il mio livello spirituale "posso toccare meglio il cielo" sono potente e femmina, voglio lasciare un segno nell'asfalto caldo e cedevole come un corpo, voglio quindi sprofondare anche nella carnalità.
Il mio Osservatore Esterno si era distratto, seduto in un angolino parlava con altri, ma poi mi ha visto, i suoi occhi azzurri mi hanno scrutato e hanno notato il cambiamento, all'inizio mi chiede il perché di questo cambiamento, se ne avevo bisogno, ma io gli rispondo suadente, sono sicura di me e dico cose meravigliose...
l'Osservatore Esterno diventa oggetto di seduzione e seduttore, ha cambiato posizione rispetto a me o sono io che ho cambiato posizione rispetto a lui?
Non sogno più di essere nell'acqua da molto tempo, come Afrodite sono uscita e sono nata.
Ho un segno come di cesareo a riprova di questo fatto, si è formato a Maggio e ora piano piano stà scomparendo, come a voler dire che ho partorito me stessa.
Era Novembre quando ho incontrato Lucia che mi disse che nella pancia io portavo la vera me, che dovevo decidermi a rinascere (vedi Lucia e il sogno) come sempre nel mio caso il corpo arriva prima della mente, in questa rinascita, l'inconscio, con questo sogno, arriva con 3 mesi di ritardo, ma giusto 9 mesi dopo lo scossone emotivo e l'essere resa consapevole da parte di Lucia.

Sono uscita dal liquido onirico e come la dea sono munita di tutti gli strumenti per esercitare la seduzione.
... aprirmi alle emozioni e viverle. Esprimermi, volere e scegliere. Ricevere.

... armarmi, lottare per cambiare, diventare indipendente. Esprimermi, volere e scegliere. Agire.
Esprimo me stessa, voglio e scelgo. Sono pronta per ricevere, sono pronta per agire.

La Domanda dell'Alce non è mai stata posta, ma io sapevo la Verità con la quale avrei dovuto rispondere, a mente fredda ripenso invece alla cosiddetta "prova dell'alce" (che consiste nel percorrere alla velocità costante di circa 60 km/h un breve rettilineo e sterzare violentemente prima a destra e poi a sinistra in rapida sequenza proprio come se si dovesse evitare un'alce che attraversa la strada)
Forse non è una domanda quella del sogno, ma la rappresentazione onirica di ciò che dovrò fare nella vita da sveglia: continuare a guidare la mia auto (la mia vita)
evitando gli ostacoli (l'Alce) senza ribaltarmi. L'alternativa è "mangiare lasagne vegetariane", mangiare invece di vivere è quello che ho fatto fino a poco tempo fa. Senza carne, quindi senza carnalità, sessualità, passione.
Questo è un sogno su una domanda che invece è una prova, su una Verità non detta ad alta voce, sul cambiamento e la trasformazione.
All'inizio del sogno compro biglietti della lotteria, una cosa che non ho mai fatto da sveglia, e chiedo informazioni su come ritirare la vincita, sicura che succederà.
Credo nella Fortuna e nella Programmazione. Ognuna aiuta l'altra e ognuna sopperisce all'altra in sua assenza.
Preferisco essere pronta a tutto.

sabato 8 agosto 2009

Vento

Venerdi 7 agosto 2009 - Ho sognato che avevo un ventilatore in ogni stanza della mia casa. Ventilatori industriali (come quello che ho davvero) appoggiati sul pavimento, ognuno direzionato differentemente. Vedo i miei piedi nudi camminare attraverso questo incrocio di correnti d'aria. Il rumore dei ventilatori è come quello di elicotteri in fase di decollo. Mi sveglio. Il vento onirico simboleggia l'ispirazione e lo spirito. E' portatore di cambiamento.
Il Piede è la Chiave. Come la chiave serve per aprire le porte e cambiare di stanza, così il piede decide dove si poserà nella sua marcia evolutiva. Rappresenta una manifestazione dell'anima.

mercoledì 5 agosto 2009

Essere spietati - Le Scarpe Vecchie

Giovedì 16 Luglio 2009 - Le portavo nel baule della macchina da mesi. Un grosso sacco pieno di scarpe vecchie, mai messe, messe e tolte subito ogni volta, nuove o mai usate. Scarpe che non mi identificano più, che non mi hanno mai rappresentato. Eppure se ne stavano li. Ogni volta d'impiccio per la borsa del nuoto e la spesa. Occupavano quasi metà del baule.
Ieri sera mi sono fermata davanti al cassonetto della Caritas, sulla strada che faccio tutti giorni, casa-lavoro, lavoro-casa, ho lanciato le mie gambe fuori dalla postazione di guida della mia macchina, con passo sicuro sui tacchi a spillo delle mie nuove scarpe ho girato intorno alla macchina, ho aperto il baule e ho preso il sacco. TAPUM!, un suono sordo e le scarpe erano sul fondo del cassonetto.
Inizia una nuova vita.
La nuova vita prevede anche l'essere spietati. Dove la pietà è il sentimento sul quale fanno leva le persone che vogliono manipolarti, che vogliono costringerti, che ti legano a sè per non farti volare con le tue ali.
Essere spietati è l'obbligatoria fase di transizione tra il volare a un metro da terra di cortile e lo spiccare il volo per sorvolare nuovi paesaggi.
Bisogna essere spietati per troncare le relazioni. E' l'unico modo. Non ci si può permettere di provare pietà. La posta in gioco è troppo alta, la tua libertà contro il continuare come prima a vivacchiare rinchiusi nel cortile.
Non si può guardare negli occhi, bisogna essere spietati, altrimenti ti ritrovi di nuovo legato e costretto in una vita non tua, abitudini, relazioni, pseudoamicizie tenute in piedi da un senso di comunione falsato.
Bisogna essere spietati con chi ti mette sotto una cappa per averti solo per sè.
Buttare senza pietà e liberarsi delle scarpe vecchie per poter volare.

martedì 21 luglio 2009

Quando rinasco

La prossima volta che rinasco, rinasco gatto, delfino, balena.
La prossima volta che rinasco, rinasco farfalla, gabbiano, giraffa.

Anzi no, rinasco uomo.

Per far sentire ogni mia donna, corteggiata, adorata, la più bella.

Rinasco uomo con memoria di donna, e sarò irresistibile.

martedì 14 luglio 2009

Big Bubble Assassine

Spesso ho sognato di avere in bocca una Big Bubble insapore. Cerco di sputarla fuori ma cresce di volume, mi riempie la bocca fino a soffocarmi. Voglio svegliarmi ma gli occhi sono incollati. Cerco di togliere la Big Bubble con le dita ma la bocca è sigillata. Voglio gridare aiuto, che qualcuno venga a svegliarmi, ma la Big Bubble diventa sempre più enorme fino alla gola, soffoco. Mi sveglio in mancanza di ossigeno.

domenica 12 luglio 2009

Santal Blanc - Serge Lutens

Ultimo acquisto in ordine di tempo Santal Blanc non è il classico profumo al Sandalo, non è secco non è maschile. Anzi ha un che di dolce e lievemente alcoolico, come un whiskey giovane. Appena spruzzato è cremoso e scamosciato, poi subentra la frutta sciroppata e il whiskey, è solo dopo un bel po' di tempo che esce il profumo polveroso e talcato di sandalo e iris. Sui vestiti è molto meglio, o così sembra in rapporto all'effetto che ha sulla mia pelle. E' un profumo per tutte le stagioni che ha un'ottimo effetto sull'umore. E' "lievitante".Santal Blanc (Serge Lutens) - 2001 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Sandalo Bianco
, Cannella, Fienogreco, Pepe rosa, Rosa, Gelsomino, Radice di Iris, Muschio, Benzoino Balsamo di Copaiba, Cedro.

venerdì 10 luglio 2009

Delizia o American Cream - Lush - Gorilla Perfume

Uno dei complimenti più belli che mi hanno mai fatto è stato un "sapevo che eri arrivata, perché sulle scale ho sentito il profumo dei tuoi capelli" era il profumo del balsamo Delizia di Lush
... lieve come una carezza, goloso come un mignon d'alta pasticceria... così diceva la descrizione, sull'onda del successo del balsamo Delizia, Lush ha creato questo profumo solido. E' leggermente diverso, più aromatico e legnoso ma sempre notevole.
Confezionato in un barattolino di alluminio, il profumo solido si spalma nei punti caldi dura tantissimo, e si sente a metri di distanza. Delizioso!
Delizia o America Cream (Lush/Gorilla Perfume) - 2008 - Gourmand -
Vaniglia, Salvia Sclarea, Lavanda, Benzoino, Cumarina.

mercoledì 8 luglio 2009

Messe de Minuit - Etro

Lame di luce, sensazione tattile del legno liscio delle panche lucidate a cera. L'odore della cera delle candele, il fumo di incenso che esce dal turibolo di peltro.
Fortemente evocativo, non è un profumo per tutti i giorni. Da il meglio di se quando fa freddo, quando c'è la nebbia, sui cappotti. E come l'incenso, può prenderti alla gola.


Messe de Minuit (Etro) - 1994 - Aromatico legnoso - (Jacques Flori)
Mandarino, Bergamotto, Galbano, Legni, Mirra, Cannella, Patchouli, Vaniglia, Ambra, Miele, Muschio, Incenso

domenica 28 giugno 2009

La Strada degli Elefanti

Domenica 28 Giugno 2009 - Sto guidando lungo una strada in leggero pendio, sembra una strada statale, è costeggiata da un bosco più in alto sul lato destro, ogni tanto segnali stradali. Sono al telefono con mio zio Nino, siamo appena stati a pranzo insieme, e mi dice che è bello così improvvisato e forse è l'unico modo per incontrarci. Mentre concordo con lui che anche a me non piacciono le feste comandate, noto con la coda dell'occhio che dal bosco soprastante ogni tanto emergono degli elefanti. All'inizio penso che siano statue, immobili e con lo sguardo fisso, se ne stanno a distanza regolare dopo ogni cartello stradale. Poi osservandone uno, capto un movimento del suo occhio. Gli elefanti sono veri e vivi. Mi sveglio.Presenze silenziose lungo la strada che sto percorrendo, guardiani? osservatori?

L'Elefante Onirico esprime forti bisogni sessuali. Nei sogni delle sognatrici il desiderio ardente di un partner sessuale forte e capace di provare empatia.
L'Elefante è simbolo di prosperità e realizzazione. Esaudisce tutti i desideri, dona la pace, la pioggia e l'abbondanza. Vederlo stimola allo sviluppo e a rivolgere la mente verso la conoscenza, la pietà e il riserbo.
L'Elefante porta fortuna, più il suo colore è chiaro e in base a quanti se ne vedono tanta sarà la fortuna.
L'Elefante è il più nobile tra gli animali selvaggi. E' una potenza elevata, anche perché per vivere non si nutre di altri animali. E' una forza naturale e indomita. E' l'emblema dei nostri istinti domati e sublimati, ci mostra il nostro stato interiore, attinente alle nostre possibilità.

martedì 23 giugno 2009

Spazio Tempo Sospeso

E' sabato mattina, sto guidando sulla superstrada, i finestrini completamente abbassati su tutte e due i lati fanno volare i miei capelli, mi sferzano il viso come fruste di seta. Guidando nella corsia in mezzo mi chino per cercare una cosa nella borsa, la musica ha un ritmo ossessivo. Un clakson ha suonato, sollevo la testa verso il suono, in ascesa sulla corsia d'uscita un ragazzo guida una jeep verde militare. Ha la T-shirt di un bianco candido, o almeno così sembra dal contrasto con la pelle abbronzata, occhiali da sole e cappellino verde militare con visiera. Mi saluta senza quasi sorridere, mi guarda fissamente. Lo riguardo e per un attimo la velocità è rimasta in sospeso. Viaggiavamo ed eravamo fermi nello stesso spazio/velocità.

giovedì 18 giugno 2009

Cuore di cazzo, cazzo di cuore

Cosa me ne faccio di questo cuore del cazzo? Si agita per chi amo e non posso avere, si riempie di colpa per chi mi vuole, ma non amo.

Voglio togliermi il cuore, non mi serve, non lo voglio, così da essere in pace.

Nessuna sofferenza, nessun rimorso.
Voglio togliermi il cuore per guardare in faccia chi si aspetta da me qualcosa senza dover fingere o sentirmi inadeguata. Per poter pensare senza dolore e mancanza.

Qualcuno mi tolga il cuore e mi liberi dall'amore. Quello che non posso dare, quello che non posso avere.

Voglio togliermi il cuore. Ed essere solo fica.

lunedì 8 giugno 2009

Ultrapercettività Sensoriale

Mi sono addormentata da un'ora ed ora sono sveglia. Lucida. Mi ha svegliato la consapevolezza improvvisa di una luminosità liquida che galleggia intorno a me. La vedo, il punto di origine è dove oggi, ormai ieri, mi ha toccato I. Per tre volte ha appoggiato la sua mano sul mio braccio, ogni volta sostando sempre un po' di più. Il mio braccio immobile per paura che qualsiasi movimento potesse far scaturire all'esterno l'elettricità che sentivo dentro. Dal braccio sinistro ora, il contatto si spande in ondate vibranti per tutto il corpo, fino a riempire l'intera stanza. E' talmente reale che temo possa svegliare chi sta dormendo accanto a me.
La mia pelle è un tappeto sensoriale iper-ricettivo, ad ogni lieve sfiorare delle mie dita che ripercorrono i contorni dell'impronta lasciata su di me, si sollevano vapori dorati, galleggiano a cinque centimetri dalla pelle e poi ricadono come se si fossero resi conto improvvisamente di avere un peso. Ritornando a contatto con la mia pelle si spandono in onde circolari e poi giù nella carne, portando con sé liquidità luminosa e calda. Il mio respiro è profondo e circolare, percepisco l'odore di terra umida del prato sottostante la finestra, nel buio della stanza vedo l'immagine di un corpo che galleggia, è I. si avvicina al mio, la sensazione di tutte le possibili reciprocità è fortissima. Ora c'è anche M. nella stanza, penso lucidamente che lei è la donna con la quale potrei provare. Sono passate circa quattro ore, lo capisco dal cinguettare degli uccellini e dal lieve chiarore che filtra attraverso le persiane. Chiudo gli occhi. Mi addormento. Fra un'ora circa mi devo alzare.
Sveglia. La sensazione di liquidità persiste in me. Sono in vibrazione continua, sento che se qualcuno mi toccasse, il mio corpo risponderebbe immediatamente con ondate orgasmiche. Nessuno l'ha fatto.
Entro in acqua, la lezione di acquagym ha inizio. Lentamente, l'energia repressa viene utilizzata in questa attività di sublimazione, disperdendosi nell'acqua fredda. Riesco a vedere la luminescenza che lascia il mio corpo ad ogni movimento. Che spreco.

domenica 31 maggio 2009

Il Sistema Corpospecchio

Domenica 31 Maggio 2009 - Sono in una piscina olimpionica, il fondo è fatto tutto a gradini, saliscendi, saliscendi, nel centro della piscina c'è una piattaforma più alta delle altre, come una piramide Maya ci si accede dai quattro lati fatti tutti a gradini. Io sto nuotando in un angolo dove l'acqua della piscina mi arriva alle spalle. Improvvisamente nell'acqua con me c'è Carlo. Mi rendo conto che è lui l'uomo più adatto a me. Anche se lui è un visivo e io una tattile. Lo tocco, tocco le spalle, il collo, i pettorali. Con le dita frementi percorro la sua pelle resa scivolosa dall'acqua. Si avvicina a me e fa la stessa cosa con me. Ha capito che quello che io faccio sul suo corpo lui deve farlo sul mio. E' il sistema Corpospecchio. Ora mi stringe a se, ha circondato la mia vita con un braccio e mi ha tirato verso di lui, nell'acqua il mio corpo è senza peso, lui mi tiene ancorata. Preme il suo viso sopra il mio, occhi contro occhi, le arcate sopraccigliari che si toccano. Ho la sua lingua nella mia bocca. E' rigida, appuntita e durissima. Anche io allora metto la mia lingua nella sua bocca, e la faccio anch'io appuntita, rigida e durissima. Premo con la lingua sopra la sua in un gioco di forza, per vedere chi cede per primo. Ora è il mio turno di resistere alla pressione. Nello sforzo gli mordo il labbro e allora mi tira giù sott'acqua. Ci guardiamo negli occhi, le bollicine di ossigeno che passano attraverso il nostro sguardo, baciandoci e respirando l'aria l'uno dall'altra. Chiudo gli occhi. Sono appena riemersa da sola in carenza di ossigeno. Sento chiamare il mio nome, mi giro e sulla piramide, in mezzo alla piscina, con l'acqua che arriva alle caviglie, vedo il Maestro.
E' appena riemerso dall'acqua, il suo corpo è costellato di piccole gocce d'acqua che scintillano alternandosi ad ogni respiro sotto le luci blu della piscina. Mi fa segno di raggiungerlo, salgo i gradini uscendo dall'acqua nel mezzo della piscina, dell'aria calda proveniente da diversi angoli asciuga la mia pelle appena fuoriesco dall'acqua. Arrivo al gradino più alto, sono a pochi centimetri dal Maestro, le gocce d'acqua sul suo corpo si staccano attratte dal mio, ma prima di arrivarci evaporano nell'aria. Mi guardo e mi vedo con gli occhi di questi due uomini come se mi vedessi per la prima volta, come se fino ad ora non avessi mai potuto vedere. Vedo il mio corpo che respira. Mi sveglio.

venerdì 29 maggio 2009

Encefalogramma: piatto

Oggi ho un malditesta torbido. Si diffonde su una linea immaginaria, da sinistra a destra, sulla fronte, vicinissima all'inizio dei capelli. Non è forte, è come un tappeto musicale, il suo rumore è sordo e continuo, una musica formata da una nota sola. Michela mi ha massaggiato la testa con un olio che ha raffreddato tutto lo scalpo. Dalla finestra ogni tanto entra un alito di vento, ad ogni folata sento il cervello risucchiato fuori dalla testa, come dita rapaci che scavano nel cranio.
E' strano e piacevole. Mi fa smettere di pensare.
Devo tornare in ufficio, il sole è un caldo berretto di lana sulla mia testa. Ferma al semaforo mi guardo allo specchio mentre liscio il berretto di sole sui capelli. Lateralmente percepisco il passare di una macchina conosciuta. E' l'ora, è il luogo, è il giorno giusto. Non ho bisogno di guardare chi sta guidando, so che è lui. Invece di accellerare sta rallentando. Sento lo spostamento d'aria provocato dalla testa che si è girata. Sento lo sguardo sulla mia macchina che va rimpicciolendosi nello specchietto retrovisore. E' restio a abbandonare l'immagine. Dilata la strada e il tempo.
Il vento crea turbini visivi entrando dai finestrini completamente abbassati. Schiacciano il freddo assopito tra i miei capelli e lo fanno scivolare sul viso, entra negli occhi ed escono lacrime.
Sono in ufficio ora, spostandomi di due piastrelle per volta sento profumo di pane appena sfornato, salame ungherese, torta di mele e crema pasticcera calda, sono tutti nella mia testa.
Mi siedo, dovrei concentrarmi sul lavoro da fare, ma non ho materia cerebrale sufficiente da concentrare.

mercoledì 27 maggio 2009

Con la Gonna, senza Mutande

Martedì 26 Giugno 2009 - Sono in vacanza con i miei, ci spostiamo a bordo di una barchetta, la mia postazione è sdraiata sopra una rete che sporge oltre la prua. Quando arriviamo in qualche posto, sono la prima a scendere. Oggi mio padre porta la barca in maniera un po' affrettata, entriamo nei canali di una città e per poco non urtiamo le altre barche o le banchine. Finalmente attracchiamo, scendo. Passeggio tra le stradine e mi fermo in un bar gelateria con tavolini all'aperto. E' frequentato dalla gente locale, niente turisti (sono tutti in altri bar). Ascolto la conversazione di due giovani uomini e così vengo a scoprire che sono su un isola che si chiama Isolabella. Guardo sui tavolini e tovagliette di carta riproducono l'isola con disegni non proporzionati a mettere in evidenza i luoghi più interessanti. Mi fermo davanti al tavolino dei due, devo passare ma il ragazzo ha la sedia proprio a metà, o passo tra lui e il tavolino o deve spostare la sedia. Mi guarda con aria di divertita sfida. Ok, raccolgo la sfida e decido di passargli davanti. Proprio in quel mentre una folata di vento proveniente dal mare mi solleva la gonna corta e sono senza mutande. Cerco di abbassarla ma o abbasso davanti lasciando scoperto il sedere o tengo la gonna dietro e si alza davanti. Passo e faccio per dirigermi verso un ponticello di legno che collega con l'altro lato della strada, quando sento che i ragazzi commentano parlando di "gatta morta", io mi volto e do una risposta arguta (che non ricordo) ridono e mi riconoscono il punto. Sono a casa ora, apro il cassetto di un comodino e trovo una collana fatta di uno strano materiale verde perlaceo. Sono come tanti granelli che rimangono uniti tra loro in maniera misteriosa. Stacco qualche granello e li assaggio. E' zucchero. Sono di nuovo sull'Isolabella e osservo una cameriera che serve lo speciale gelato dell'isola, un gelato caldo, fa volteggiare in aria una palla di zucchero, lavorandola con due spatole ogni volta che la riprende. Ad ogni passaggio la palla cambia colore e gusto. Gli avventori devono fermarla al momento giusto per avere il gusto desiderato. Riprendo a camminare tra i vicoli della cittadina, incurante del vento che ogni tanto mi solleva la gonna. Senza mutande.

L'Isola Onirica ci esorta a creare una realtà nuova, capace di condurci, dopo aver attraversato il Mare dell'Inconscio, verso una consapevolezza diversa dei fatti e delle cose della vita.
L'Isola è l'Autoconoscenza attraverso la quale si diventa consapevoli dei contenuto psichici inconsci. Può anche indicare che per paura ed insicurezza il sognante tende ad isolarsi dagli altri.
La Barca Onirica esprime il modo come navighiamo nella vita, come si mantiene la rotta. Essa è anche il simbolo del rinnovamento, del passaggio da uno stadio all'altro nella vita del sognatore.
La Rete indica che si cerca un legame sentimentale in cui vengano soddisfatti anche i bisogni sessuali. Indica anche un allineamento della vita interiore con quella esteriore.
La Nudità rappresenta una prova morale che fortificherà lo spirito. Esorta ad abbandonare le false inibizioni e a non reprimere i bisogni sessuali.
La Gonna simboleggia solitamente i bisogni erotici, così come la biancheria intima.
La Biancheria Intima rappresenta anche le influenze inconsce che agiscono sul proprio comportamento. Essa spinge a diventarne consapevoli e comprenderle.
Lo Zucchero rappresenta gli aspetti positivi della vita, di come ci si percepisce.
Mangiare Zucchero indica che si è portati a credere positiva una situazione che invece potrebbe danneggiarci.

domenica 24 maggio 2009

Il Treno, il Bacio

Domenica 24 Maggio 2009 - Esco dalla piscina e mi dirigo verso gli uffici. Gli uffici sono su un barcone che è anche un treno. In un ufficio ci sono due ragazze che stanno parlando con K. Si girano tutti a guardarmi perché sono entrata dove non mi sarebbe consentito l'accesso. K. si congeda dalle due ragazze e si dirige verso di me, le ragazze ci osservano, il treno comincia a muoversi, io ho due borse sulle spalle e mi sbilancio indietro, K. sfrutta l'accelerazione del treno e mi viene addosso, chiudendomi in un angolo mi guarda fisso negli occhi e sussurra "Adesso che sono qui non ti lascio più andare" io cerco di distogliere lo sguardo come mio solito, ma poi decido di sostenere lo sguardo, c'è uno scossone e un'altra accelerazione del treno, forse siamo passati su uno scambio, mi ritrovo con il viso vicinissimo al suo, gli occhi sempre gli uni negli altri, con la punta della lingua lecco il suo labbro superiore e una parte di denti che sporgono perché sta sorridendo, distoglie lo sguardo improvvisamente timido, farfuglia qualcosa sulla discrezione, sul non voler mischiare il lavoro con la vita privata, poi ci ripensa, altro strattone di un altro scambio, il treno sta prendendo velocità, si avvicina con le labbra semiaperte, io con le labbra morbide ma chiuse sento la morbidezza calda delle sue e il pungere di un po' di barba. Schiudo le labbra e faccio uscire un pezzetto di lingua, solo la punta. Anche lui la sua, e così a mezz'aria tra scossoni e la velocità che aumenta esploriamo ognuno la lingua, le labbra e la bocca dell'altro. Mi sveglio.
Il Treno Onirico è l'immagine del nostro percorso vitale, portatore di novità e sorprese, ci mostra che la nostra vita è in marcia e lo slancio vitale è ripreso, grazie a propositi e programmi precisi che faranno in fretta progressi. I Bagagli che si portano con se rappresentano l'indispensabile, il necessario, l'essenziale che pone il sognatore di fronte all'obbligo di fare delle scelte per l'adattamento sociale.
I bagagli ingombranti rappresentano le nostre illusioni, le nostre proiezioni, le fissazioni, i desideri di vanità, le ribellioni, l'odio, il rancore, gli appetiti inutili. Di quante emozioni opprimenti ci lasciamo caricare, quanto gravano sul morale e ci allontanano da nuove vie da scoprire?
La Lingua rappresenta la manifestazione esteriore di se e la capacità di stabilire dei contatti. Evidenzia bisogni erotici o più in generale sentimenti che diventano sempre più pressanti e che dovrebbero essere tenuti meglio sotto controllo.
Il Bacio incarna il desiderio ardente di un amore tenero ed esprime interessamento per qualcuno. Dare un bacio indica comprensione. Lo Sguardo è un messaggio, parla da se, possiede un potere magnetico ed è in grado di indurre un mutamento dello stato d'animo.
Lo Sguardo palesa l'intenzione di influenzare, amare o vendicarsi.
Nel sogno si percepisce chiaramente che tipo di fluido magnetico scorre tra gli sguardi dati e ricevuti.

Sono partita, la strada intrapresa ha subito dei cambi e un aumento della velocità.
A bordo di un ufficio dove non potrei stare.
Ho due borse sulle spalle, a causa loro ho perso l'equilibrio e sono rimasta chiusa in un angolo.
Riuscirò a scegliere quale borsa tenere e quale lasciare?
O deciderò di tenerle tutte e due per andare ancora in luoghi non consentiti, a provare l'ebrezza della velocità, dello scambio e dell'esplorazione, dell'essere chiusa in un angolo a sostenere sguardi e baci?

mercoledì 13 maggio 2009

Il Caravanserraglio delle Stoffe Ikea e il Ballerino di Tango

Mercoledì 13 Maggio 2009 - Sono nel capannone del condominio in cui mi aggiro da qualche sogno a questa parte (La Compensazione e Preparazione alla Danza) questo capannone si chiama "Caravanserraglio delle Stoffe Ikea" è un grande spazio con stoffe arabescate disposte a monticelli alti circa un metro, posizionati per tutto il pavimento a distanza di circa un metro gli uni dagli altri. Ci sono delle mie amiche e delle mie zie. Ad un certo punto Eve libera dalle stoffe una grande area ovale. Si sparge una musica, coppie e amiche iniziano a ballare ridendo. Improvvisamente arriva un ballerino professionista con il quale sapevo di avere un accordo per ballare e mi prende. E' appena iniziato un Tango. Io cerco di recuperare le mie scarpe con i tacchi che avevo tolto e messo vicino ad una colonna in un angolo, ma lui mi fa segno di ballare a piedi nudi, solo con calze nere opache, perché non sono esperta e i tacchi, sostiene, mi intralcerebbero. E' un uomo adulto, maturo, ha la pelle abbronzata dal sole. Indossa abiti da gaucho con un cappello nero. Ha gli occhi bistrati con kajal nero. Il suo sguardo è fisso nella direzione in cui mi porta, io non stacco gli occhi da lui. Affondo per un istante il viso nell'incavo del suo collo e sento profumo di ambra e leggerissimo anice (nel sogno sento davvero il profumo ed è simile a quello che ho percepito qualche giorno fa in fase allucinatoria olfattiva in ufficio). Mi prende e mi stringe in una morsa che non ammette tentennamenti, le mie gambe, i piedi a punta arcuatissimi, si muovono veloci a ritmo. Avvinghiata a lui che mi guida, produco movimenti rapidi e nervosi con le gambe. Ho l'impressione di fare i passi giusti anche se non ho mai ballato il Tango in vita mia. Balliamo benissimo, veloci e leggeri, come pattinatori sul ghiaccio. Alla fine di una camminata mi dice di prepararmi perché faremo un minuto 1/2 di 32 quadrato. Lo guardo interdetta, non capisco. Mi spiega che il 32 quadrato consiste in una serie sfioramenti di varie parti del corpo del partner e del proprio, in coreografia. Scivolando in arabesque sul pavimento come sul ghiaccio, tocco e vengo toccata, con movenze molto sensuali. Riprendiamo la posizione, la danza sta per finire. La musica si affievolisce e mentre già qualcuno sta rimettendo i mucchietti di stoffe al loro posto, il ballerino professionista di Tango mi lascia. Mi sveglio in condizioni di esaltazione. Per circa un'ora non riesco a riprendere sonno. Una sensazione viscerale e fisica è giunta fino a quando mi sono svegliata ed è continuata oltre, fortissima.Ballare in sogno rappresenta il corteggiamento o l'atto sessuale stesso.
Danzare freneticamente in sogno evoca il desiderio esplosivo di raggiungere l'unità tra corpo e spirito in un legame artistico o spirituale.Il Tango evidenzia desideri erotici che potrebbero portare ad una avventura.
Le Calze esprimono bisogni sessuali che vengono soddisfatti in maniera simbolica attraverso il sogno. Evidenziano il bisogno di essere amati.

Le Gambe sono l'espressione della capacità volontaria di applicarsi e farsi valere.
Le Scarpe rappresentano il senso della realtà. Le mie sono finite in un angolo, abbandonate.

I Tacchi sono il simbolo dell'Immaginazione, di un desiderio di elevazione dello Spirito imprigionato dalla carne.
Il Cappello rappresenta le intenzioni, le aspettative e le opinioni che si nascondono agli altri.
I Copricapo Onirici segnalano che le idee non sono libere, ma sottostanno a delle regole, a norme, a convenzioni e dogmi. I personaggi onirici che portano il cappello non hanno la possibilità di essere sinceri.
I tessuti rappresentano la ricchezza sia fisica che psichica.
La figura geometrica del Quadrato è un simbolo di tensione. C'è qualcosa da addolcire, smussare, pacificare nella vita del sognatore. E' collegato alle ambizioni materiali. Realismo, equilibrio, i progetti realizzabili e la stabilità nella realizzazione di quei progetti.
La figura geometrica dell'Ovale indica il bisogno di una protezione in un periodo doloroso.

Il numero 32 simboleggia l'unità divina. La Perfezione Infinita. Questa cifra costituisce la base di tutto il possibile. Rappresenta il Verbo.

Ho capito, ho capito che devo parlare. Devo agire nel mondo reale, mettendo da parte per un attimo l'immaginario (i Tacchi) devo agire e farlo con la carne, a piedi nudi, mostrando l'anima nascosta. Ci devo mettere tutta la mia volontà, la mia capacità di impormi. Per ballare la mia danza.
E' da giorni che giro in questo condominio onirico, con l'unico scopo di danzare. Finalmente sono in un ovale, sono protetta, ho tutte le stoffe per ottenere ciò che voglio, la parola detta renderà tutto possibile.
L'Arabesco Onirico è segno di una grande elasticità mentale. Ci sono arabeschi sui tessuti e nel Tango assumo la posizione dell'arabesque. Tutte e due queste parole hanno la radice nella parola Arabo. Considerato simbolo di mistero, l'Arabo in sogno simboleggia un segreto svelato.L'Arabesco annuncia un periodo nel quale si dovranno affermare le proprie qualità di equilibrio e di intelligenza per poter vincere le avversità e realizzare un progetto importante.
Ecco, appunto.

mercoledì 6 maggio 2009

Preparazione alla Danza

Mercoledì 6 Maggio 2009 - Sono ancora nel cortile del condominio dell'altro giorno (La Compensazione), c'è una scuola di danza ora. Io sono in tutù e scarpette da punta. Ho visto il Maestro in una sala, ci ho parlato ma non ricordo di cosa. Aiuto un'altra istruttrice a portare dentro delle scatole larghe e piatte, sta piovendo. Ad un certo punto prendo una decisione, lascio la maestra e mi dirigo verso la sala dove so che c'è il Maestro. Correndo nello spiazzo, sotto la pioggia, cerco di non bagnare le scarpette di raso, evito le pozzanghere e mi stringo nel cache-coeur perché ho freddo. Entro nella sala, una lama di luce entra da una finestra in alto, nella lama pulviscolo cosmico galleggia. C'è un silenzio irreale, calma e tepore, il rumore della pioggia è rimasto chiuso fuori. Mi sistemo davanti al grande specchio ed inizio a salire sulle punte. Non c'è lezione qui dentro, ognuno procede autonomamente nei suoi esercizi. Sento un rumore dietro di me, riflesso nello specchio vedo il Maestro, maglietta bianca e calzamaglia blu ha una gamba estesa sulla sbarra, arcua la schiena per toccare il piede con le braccia allungate. Non toglie lo sguardo da me. Si sta preparando per danzare.

martedì 5 maggio 2009

Malditesta

Vedo catene infinite di corpi umani, che salgono verso l'alto, in continuo mutamento, grasso magro, grasso magro, grasso magro. Come clessidre in ascensione perpetua.
Ritorno a galla.
Sento profumo di brioche dove non può essercene.
Con la coda dell'occhio sinistro ho captato un movimento intorno al foglio di protocollo che sto leggendo, ha fatto capolino uno scarafaggio, ha zampettato veloce per tre centimetri ed è ritornato sotto.
Ho sollevato il foglio, non c'è niente.

Se incontri Buddha per la strada, uccidilo.

Perché il vero Buddha è dentro di te.
Così recita un'altro insegnamento Buddista.
Nel percorso di apprendimento il Buddismo sostiene che solo quando l'allievo è pronto il maestro arriva. Ma poi quando il Maestro ha esaurito tutto ciò che poteva insegnarci, diventa un ostacolo alla nostra potenzialità di crescita. Perché lui è lui e noi siamo noi. Per questo, nel momento in cui incontriamo Buddha per la strada ad un certo punto dobbiamo ucciderlo*, perché è un falso Buddha, nel senso che essendo "altro da noi" non può essere il nostro obbiettivo finale di budditudine. L'unico vero Buddha è quello che è dentro di noi, per ognuno di noi. Buddha è uno stato di coscienza, è la capacità di sentire dentro di noi il Maestro Interiore. Vero nella sua unicità nostra personale. Poiché dovrebbe essere nostro dovere morale realizzare completamente se stessi, quando si è sfruttato appieno l'insegnamento del Maestro, bisogna superarlo.

*Ovviamente metaforicamente. Mi sembra stupido ribadirlo, ma non si sa mai...

lunedì 4 maggio 2009

La Compensazione

Domenica 3 Maggio 2009 - Vivo in un complesso di condomini disposti a raggiera angolata, sono fuori dal palazzo, nell'area comune. C'è il Maestro con il quale continuo a battibeccare e altri amici indefiniti. Vorrei farmi conoscere per come sono ma le continue punzecchiature mi fanno rispondere a tono e non riesco ad aprirmi. Sento che parla di me agli altri e che sta dicendo che quando sono andata dal medico, mi ha messa su una scala per vedere meglio la "compensazione", insinua che sono strana visto che devo essere visitata in posizioni anomale. Io mi ricordo vagamente di essere già stata dal medico e che mi ha effettivamente fatta salire su una scala tipo quelle da imbianchino, ma non ricordo per quale motivo, perdo il ritmo del rispondere e quindi il Maestro continua a fare battute su di me, fingendo che io non sia presente, e fa allusioni a sfondo sessuale con un suo amico. Improvvisamente mi ritorna in mente il motivo della strana visita, era per vedere meglio come stavo in piedi perché secondo il medico stavo "compensando" una stortura interna. Penso ad un'ernia al disco. Ora sono nello studio medico, oltre al dottore è presente anche il Maestro, io sto in piedi in cima ad una scala, un piede sull'ultimo gradino da un lato e l'altro piede sull'ultimo gradino dell'altro lato. Il medico sta dicendo che l'ernia va operata, parlano di continuo tra loro, ricordando di come all'inizio il medico non fosse stato accettato dallo staff del Maestro, perché a seconda del tipo di scarpe giudicavano la sveltezza nel rispondere e il senso dell'umorismo di una persona e lui indossa ciabatte di feltro, ma poi l'avevano rivalutato. Interrompo il loro ciarlare per chiedere quanto durerà l'operazione e il decorso: 1 giorno per sistemare l'ernia, 8 mesi di immobilità e un'altra cosa che non ho capito perché stavo già pensando che avrei perso le lezioni di acquagym e io non voglio rinunciarci. Sono contrariata e il Maestro sostiene che ho un carattere impossibile che faccio sempre di testa mia. Scocciata, saluto secca il dottore e me ne vado. E' infastidito perché avrebbe voluto spiegami meglio. Il Maestro gli fa un cenno con la testa "vedi, è questo che intendevo..." Ora sono in casa, arrabbiata e triste perché ancora una volta mi sono chiusa in me e sono andata a chiudermi in un luogo dove nessuno può raggiungermi. Mi sono resa ancora una volta invisibile, intoccabile, inavvicinabile e piango anche per questo. Penso che se rimarrò ferma per 8 mesi, tornerò come prima, prigioniera del mio grasso. Ma anche ora, con questo atteggiamento di fuga sono comunque prigioniera di me stessa e della mia incapacità a lasciarmi andare davanti agli altri. In lontananza, attraverso i muri, sento che il Maestro sta ancora discutendo di me e percepisco nella sua voce che è sinceramente interessato ma non vuole cedere per primo. Mi sveglio.

martedì 28 aprile 2009

La Collana della Sirena e i Sandali d'Argento

Martedì 28 Aprile 2009 - Sogno di entrare in un negozio dove sono già stata qualche sogno fa, solo che non me lo ricordavo, fino ad ora. E' una gioielleria etnica. Con me c'è Z. e altre amiche, Z. mi porta a vedere una collana che ho già visto l'altra volta e che costava 129,00. Quando la vedo mi sembra diversa da come la ricordavo, è un cerchio di metallo con un pendente grande quanto un melone, sembra un feto, mi rendo conto che non potrei portare questo gioiello senza rimanere con il collo piegato in avanti. Guardo il cartellino del prezzo ora c'è scritto 3x39,00. Le altre amiche si sono dirette subito verso una libreria in cristallo che espone bracciali rigidi d'argento e collane bellissime, sono fatte di piastrine collegate tra loro a formare un triangolo che copre il petto, flessibili e cangianti come scaglie di pesce. Eccola, quella è la collana che avevo visto l'altra volta, ora la ricordo chiaramente, è composta da un laccio morbido intorno al collo al quale sono collegate, a scalare in un triangolo che copre il petto lasciando scoperti i seni, piastrine d'argento lavorate con simboli misteriosi, ad ogni spostamento d'aria, le piastrine si muovono fluide creando un onda che riflette le luci, il sole, il cielo fuori dalla vetrina. Improvvisamente ritorno all'inizio del sogno, avevo pensato di salire la scalinata coperta di velluto rosso. So che sopra ci sono sandali in corda e argento di cui ho bisogno, ma ero stata distolta da Z. prima di poter salire. Vengo svegliata. Nel dormiveglia cerco di riprendere il sogno per poter salire le scale... suona la sveglia. Ci proverò nel prossimo sogno.

I sandali nel loro ricoprire parzialmente i piedi, che rappresentano a loro volta l'anima del sognatore, raffigurano una apertura dell'anima verso l'esterno.
Il collo rappresenta l'unione tra mente e corpo, di conseguenza una collana simboleggia l'unione tra questi due lati di noi.

La collana che cercavo non era il giogo con il feto, questa volta non mi sono fatta distogliere da
chi voleva farmi credere che quella fosse la collana che volevo.
La collana che avevo visto e che cercavo ha la flessibilità del pesce, che cambia direzione con un colpo di coda.
Ma c'è una cosa più importante che devo fare, salire le scale, compiere un cambiamento di livello per migliorare il contesto della vita affettiva e spirituale. Lassù so che troverò i sandali di cui ho bisogno, li ho già visti, sono fatti di corda e d'argento.
La suola di corda implica essa stessa un'appoggio stabile per la salita verso l'alto.
La corda scaturisce dalle virtù personali, lega e sigilla, unisce e aiuta a sorreggersi.
Intorno al piede, a trattenere il sandalo, lacci d'argento lucente e lavorato. Esso parla di un'anima che ha accolto in sé un amalgama di influenze, l'argento, metallo della Luna, corrisponde ad una emotività passiva.

Così come di dipendenza in amore parlano i braccialetti rigidi e chiusi.

La scala è ricoperta di velluto rosso, esso simboleggia un successo conquistato grazie alle nostre capacità interiori.

Questo sogno in apparenza semplice e insignificante, parla di come sono riuscita a liberarmi da un giogo che mi costringeva ad una posizione fetale, ripiegata su me stessa e senza possibilità di evoluzione, di come con un colpo di coda degno della sirena che ho sognato più volte di essere, ho cambiato direzione nel mare dell'emotività, di come abbia rifiutato di essere dipendente in amore, rigida e chiusa come il bracciale da schiava e di come aneli a salire ad un livello superiore di consapevolezza. Dove troverò scarpe adatte per procedere sul cammino intrapreso e far intravedere un po' più di me e di quello che sono dentro, mostrando la mia emotività passiva.
Devo tornare a dormire. Per sognare. E per indossare i sandali.