lunedì 2 maggio 2011

La bestia a due schiene

 
...La sua abilità nello spogliarla, la facilità con cui le fece passare il vestito sopra la testa senza incastrare la cerniera con la sua coda e la velocità con cui sciolse l'elastico che le teneva fermi i capelli la impressionarono. Deve avere una figlia, pensò Sarah. Gli uomini con delle figlie sapevano come svestire una ragazza. Ma anche lei aveva delle carte con cui impressionare il suo amante: materializzò come dal nulla un preservativo, lo scartò con una mano e glielo infilò ancor prima che lui protestasse perchè preferiva farlo senza. Quindi, con un movimento di bacino quasi impercettibile, uno slittamento pelvico appena visibile, lui si trovò dentro di lei. Il suo volto cambiò all'istante, trasformandosi in quell'espressione che faceva quasi innamorare Sarah di tutti gli uomini che si portava a letto: stupore, miscelato a gratitudine nei suoi confronti per avere permesso che ciò accadesse. Nella maggior parte dei casi, quell'espressione appariva soltanto all'inizio, poi si modificava in una maschera di trionfo o di determinazione a concludere. Ma questo padre leggermente sovrappeso e dallo sguardo dolce rimase stupito fin quasi alla fine. Sarah venne, come succedeva di solito, perchè conosceva alla perfezione il funzionamento del proprio corpo: in quale posizione mettersi, come rilassare i muscoli, lasciarsi andare e irrigidirsi, e posticipare l'orgasmo dell'amante perchè potesse raggiungere il suo. Il professor Carr - un altro uomo che aveva imparato dalle figlie come spogliare una ragazza senza scompigliarle i capelli - le aveva rivelato quei segreti, e gliene sarebbe stata grata per tutta la vita. Ma le aveva anche insegnato che un orgasmo non significa nulla: era solo un grido o uno starnuto. Così, sebbene ricercasse il piacere sessuale come la dipendenza da una droga e raggiungesse l'orgasmo a ripetizione, sperava ogni volta nella componente nascosta: la fusione in un'unica entità, la creazione della bestia a due schiene. Ogni volta, e con ogni uomo, attendeva quel momento trascendente, la fusione del proprio io che permetteva di assorbire un altro io già fuso: desiderava disperatamente che non fosse il professor Carr l'unico a ridurla in quello stato. (la bestia a due schiene - emily maguire)
Purtroppo questo pezzo non l'ho scritto io, mi è tornata in mente la figura di questo amante che sa spogliare una ragazza senza scompigliarle i capelli, perchè è padre di una figlia femmina. E' una cosa che mi ha sempre colpito, la competenza, la praticità delle mani di un uomo, nel togliere rapidamente i vestiti. Senza malizia, erotismo, ma come quando sei in ritardo per la scuola, i codini già fatti, e il papà ti veste senza spettinarti un capello... ed è proprio per questo motivo, la competenza delle mani, che diventa erotico.

3 commenti:

Carolina Venturini ha detto...

Sempre molto intensa nello scrivere...

mk ha detto...

Purtroppo questo pezzo non l'ho scritto io, l'ho estratto dal libro "La bestia a due schiene" di Emily Maguire... mi è tornato in mente la figura di questo amante che sa spogliare senza una ragazza scompigliare i capelli, perchè è padre di una figlia femmina. E' una cosa che mi ha sempre colpito, la competenza, la praticità delle mani del Mago, nel togliermi rapidamente i vestiti. Senza malizia, erotismo, ma come quando sei in ritardo per la scuola, i codini già fatti, e il papà di veste senza spettinarti un capello... ed è proprio qui che diventa erotico.

Carolina Venturini ha detto...

Si, è molto erotico come momento.. bellissima lo stesso, anche se è una citazione.