mercoledì 19 settembre 2018

Terre d'Hermès - Hermès




Terre d'Hermès, parlo dell' eau de toilette, la composizione che è più diffusa, conosciuta e riconosciuta è un profumo che mi piace moltissimo. E' entrato a fare parte della piccola schiera di profumi dedicati al pubblico maschile, che ho acquisito e che uso ogni tanto, quando voglio sentirmi circondata da braccia virili, anche se sono le mie, quando voglio sentirmi anticonformista in maniera secca e un po' mascolina.
Si dice nomen omen quando il nome corrisponde alla cosa, come dire di nome e di fatto e Terre d'Hermès è di fatto un profumo tellurico.
Dopo la partenza fugace di albedo di agrumi, della sensazione di olio essenziale scaturito dalla buccia del pompelmo, rimasta sulle dita e trasferita sulle mucose delle labbra a far sentire in maniera pungente l'amaro agrumato di questo piccolo sole giallo, subentra un odore di terra secca, fortemente minerale, come di roccia sbriciolata e scaldata dal sole cocente di una regione montagnosa desertica. Profumo di gesso, come quello usato da un free climber nella sua solitaria arrampicata a mani nude, saggiando ogni volta come la prima volta lo spuntone di roccia sul quale fare appoggio e affidamento.
E' una arrampicata nel silenzio, profumo di terra smossa, di radici di piantine caparbie, abbarbicate con tutta la loro forza a strapiombo nel nulla.

C'è un respiro caldo dato dal pepe. E' una sensazione profumo, scaldante, che risale nelle narici e modifica la temperatura della pelle e dei recettori olfattivi.
Ritorna una nota pungente, metallica, lucida e aerea, e una nota amara come masticare una radice non ripulita dalla terra. Un sapore di gomma e asfalto caldo, lontano, come di orme di pneumatici che ritornano molli sulla strada arroventata dal sole, che si librano nell'aria e viaggiano sotto forma di molecole libere e disgiunte fino a raggiungere altitudini non terrene, sfuggendo alla loro natura fortemente umana di propaggini urbane nel deserto.
Il profumo è di terra calda, solare, privo di ogni elemento ctonio. E' la montagna e il suo stare nell'aria e nel sole.
Odore di sale e di terra mischiati. Lo scalatore ha raggiunto la vetta, si issa con la sola forza delle sue braccia, i muscoli sporchi e puliti di terriccio e sudore asciugato dal vento, i raggi di sole che penetrano filtrati dalle ciglia socchiuse, il respiro che torna lento e regolare, le mani che accarezzano la terra dolcemente, in una fusione completa con la natura e la consapevolezza della mortalità umana.








Terre d'Hermes - Eau de Toilette (Hermès) - 2006 - Legnoso Speziato  (Jean-Claude Ellena)
Arancio, Pompelmo, Pepe, Geranio Pelargonio, Patchouli, Cedro, Vetiver, Benzoino



mercoledì 5 settembre 2018

Méharées - L'erbolario













Méharées, sulla mia pelle, ha una partenza che non mi piace molto, un qualcosa a metà tra il musk aggressivo di alcuni profumi maschili e una morsa alla gola. Fortunatamente ho imparato ad aspettare, e che le note di partenza spesso sono solo fumo negli occhi che spariscono subito, rivelando la vera natura a chi ha pazienza.
Infatti, dopo circa dieci minuti, questo profumo si ammorbidisce e diventa quasi dolce.
Non ha una dolcezza gourmand, ma piuttosto l'idea di dolcezza zuccherina dei datteri canditi che può giungere da una rivisitazione olfattiva e non gustativa.
Mi spiego meglio.
Negli ultimi decenni, nel panorama dei profumi, si è affacciata una nuova modalità di espressione, gourmand appunto, tanto da far quasi nascere l'esigenza di aggiungere una nuova famiglia olfattiva. Questi profumi ricreano le note del cioccolato, del latte, della vaniglia, dei frutti, del caffè, non come in passato, dove queste note sono sempre entrate nelle composizioni dei profumi, miscelandosi e fondendosi con resine, spezie, legni e fiori, aldeidi e molecole di sintesi dando luogo a profumi molto complessi tipici delle decadi antecedenti agli anni 2000, ma, da un certo punto nella linea temporale in poi, sono diventate la nota dominante di creazioni lineari e quasi mononota, dove l'intento è quello di rendere il profumo una più possibile realistica riproduzione di questi cibi golosi, normalmente dolci, che innescano una risposta più gustativa che olfattiva, o meglio entrambe ma con una preponderanza per il senso del gusto.
Nascono così tutta una serie di fragranze golose, zuccherine, calde, morbide, che richiamano i sapori dell'infanzia o della frutta fresca o dei dessert. Vaniglie budinose, cioccolati, latte, acqua e zucchero, praline, meringhe, caramelli, e in corrispondenza di questa virata, si è notato una povertà di fantasia nella ricerca dei nomi dei profumi. Ma questa è un'altra storia...
Méharées quindi non è dolce di datteri come siamo abituati ultimamente a pensare, ma è un idea di dattero, di scorza d'arancio candita, di calore e di un po' di sabbia e di lana, che un profumiere, come un pittore, può provare a rappresentare. Non il realismo, ma l'interpretazione di una fantasia.
Ecco, questo è quello che io chiamo un profumo sciarpa, avvolgente come una pashmina di cachemire, che rende molto meglio su questi tessuti piuttosto che sulla pelle. Vaporizzato sulla sciarpa rimane per un paio di giorni, morbido, caldo, leggermente speziato ma non pungente, talcato come un talco adulto, leggermente profumato al gelsomino e alla rosa, vanigliato, legnoso dolce non resinoso un po' secco.
Muovi la sciarpa e un effluvio delizioso, in modo sensuale non mangereccio, sale e ti avvolge in un abbraccio. La nuvola abbraccio se ne sta li un po', in sospensione sulle tue spalle e poi si riabbassa, fino al prossimo movimento, dove prontamente si rialza e tu te ne stai come sotto un'ala protettrice.
Sicuramente un profumo per l'autunno o l'inverno, dove dona un piccolo sole caldo ad ogni gesto.

Méharées (L'Erbolario) - 1980 - Orientale Speziato ()
Bergamotto, Arancia, Rosa, Cannella, Cedro, Legno di Guaiaco, Patchouli, Sandalo, Vaniglia, Ambra, Muschio