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venerdì 30 novembre 2012
La Città Sotto la Metropolitana
Venerdì 30 Novembre 2012 - Sto andando al lavoro con le mie colleghe, ci spostiamo con la metropolitana, la maggior parte della città si trova sotto, come in un futuro prossimo, ci sono chiese, cinema, negozi, uffici, tutto sotto in piazze sotterranee poco al di sopra del livello della metropolitana.
Siamo in ritardo ma dobbiamo recuperare qualcosa da mangiare per la pausa pranzo. C'è un dispenser di cibo biologico, merendine, germogli, primi piatti...inseriamo le monete, ognuna sceglie un cibo ma siamo in ritardo, il dispenser si è incastrato, dobbiamo andare. Scendiamo di nuovo sottoterra poi io mi rendo conto che con il mio modo di fare le scale posso tentare di tornare indietro e recuperare il cibo per tutte. Le lascio e comincio a correre, immediatamente entro in modalità scale, tocco con un piede solo un gradino, con le mani mi aggrappa al corrimano e con un movimento ad elastico procedo volando di tre quattro gradini alla volta. Ci sono dei neri radunati vicino ad un chiosco cercano di fermarmi con complimenti e io senza fermarmi rispondo "secondo te una che fa le scale così ha tempo di fermarsi a parlare con te?" salgo di livello in livello fino ad uscire all'esterno, dove c'è il dispenser, evito un gruppetto di persone, vedo i nostri cibi che nel frattempo sono caduti fuori, mi domando per un attimo chi aveva preso che cosa poi decido e prendo tutto. Rifaccio la scala alla stessa maniera ma scendendo arrivo appena in tempo per salire sul treno. Le porte si chiudono dietro di me.
domenica 30 settembre 2012
La Figlia Difficile
Domenica 30 settembre 2012 - Sono la figlia di un boss mafioso proprietario di un negozio tipo Leroy Merlin che vende solo accessori da bagno. Sono triste perchè nessuno mi vuole, mi aggiro tra le corsie e ogni cosa che tocco cade ad effetto domino. Nella corsia affianco gli scagnozzi di mio padre stanno parlando di me, di quanto io sia difficile da piazzare. Voglio svegliarmi da un quarto d'ora ma non riesco. Sono stufa di raccogliere fiori di stoffa e spugnette rosa pesca che continuo a far cadere. Suona il telefono, mi sveglio.
domenica 1 aprile 2012
Il Venditore di Bambole
Domenica 1 Aprile 2012 - Sono su una strada in discesa, assolata e deserta, crepe nei marciapiedi di cemento, asfalto sollevato dalle radici di pini marittimi polverosi. Voglio prendere il sole e mi sdraio sul bordo del marciapiede. Mi si avvicina un vecchietto basso, morboso e segaligno, ha un banchetto ambulante tipo quello delle giostre, vende bambole. Mi parla, io non voglio ascoltarlo, provo fastidio per il suo essere insistente e voler stare vicino a me. Sfrutto un attimo in cui è distratto da un potenziale cliente, tiro su il mio telo di spugna e mi sposto, più in alto, mi sdraio sotto la mezzombra dell'unico pino che conserva qualche ago verde. Guardo in alto, tra i rami spiccano ritagli di cielo turchese. Mi sveglio.
martedì 20 marzo 2012
Il Negozio di Passamanerie
Martedi 20 marzo 2012 - Lavoro in un negozio di stoffe e passamanerie, dai soffitti pendono lunghi scampoli di stoffa fluttuanti. Il negozio si trova su un pontile, dalle vetrate si vede un parcheggio e un piccolo lago. I clienti arrivano in macchina o con la loro imbarcazione, possono entrare da dove vogliono, le vetrate sono completamente aperte, soffia una leggerissima brezza proveniente dal lago, gonfia le tende e attorciglia in mulinelli gli scampoli di stoffa penzolanti. Io sono l'unica commessa, ma sono divisa in sette. Ogni settima parte di me ha un suo aspetto e carattere differente. Il negozio non ha orario. Ora e' chiuso ma tu entri, lo stesso, dalle finestre spalancate che danno sul lago. Mi accorgo della tua presenza per il fruscio dei tuoi capelli che hanno sfiorato la tenda. Nella parte piu' interna del negozio regna il silenzio e il buio. Lo spostamento della tenda dal quale sei entrato, ha creato una lama di luce che e' penetrata fino a li in fondo. Nella lama pulviscolo cosmico in sospensione. A tratti illuminato, riflette il sole. Mi vedo avanzare in tutte le mie sette persone, io sono a volte in un una a volte in un altra ma ho la percezione di essere tutte. Procediamo come un serpente, mosse da una musica rarefatta, spira dopo spira, ognuna con movenze diverse. Poi parte dall'ultima in cui io sono piu' presente una camminata a passi ritmati dai tacchi, come in una sorta di flamenco improvvisato, ogni parte di me segue il suo ritmo ma il risultato e un tappeto sonoro pieno e armonico. A sfilare usciamo dentro e fuori dalle vetrate. Stai osservando immobile seguendoci con sguardo ipnotico, un pezzo di passamaneria viola in mano. Mi sento risucchiata in un unica persona, capelli, veli, stoffe, tende, nappe e orecchini metallici, in un turbine caldo, freddo, duro, liscio, morbido. Mi sveglio.
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lunedì 19 marzo 2012
Con i Tacchi Alti

Domenica 18 marzo 2012 - Sono in una citta' straniera, credo Barcellona o una cittadina del sud della Francia, ho appena lasciato il negozio del parrucchiere. Cammino da sola per la strada, tacchi alti, vestita in nero con fodera del cappotto e suole delle scarpe rosse. La strada e' deserta, una via romana a lastroni di basalto, il rumore dei tacchi mi fa sentire che sto camminando a passo lungo e sicuro. E' giorno, luce fredda e vento gelido sulle guance. Carte per terra mi fanno capire che c'e' stata una festa, forse carnevale. Nella mano sinistra stringo il mio telefono, o almeno lo credevo, lo guardo e nella mano ho un telefono obsoleto, sembra una ricetrasmittente di forma trapezoidale, ha una sola manopola in centro. Penso che ho tirato su questo oggetto al posto del mio telefono, nel negozio del parrucchiere. Panico. Mi immagino il mio telefono appoggiato la', alla merce' di tutti. Metto la mano in tasca e lo trovo, non ho borsa. Cammino dritta e spedita, senza pesi inutili, senza zavorra, ho solo quello che mi serve: il mio telefono, portamento, un bel cappotto e tacchi alti. Non ho voglia di tornare sui miei passi per riportare la ricetrasmittente...mi sveglio.

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venerdì 8 ottobre 2010
Sogni olfattivi: Annusando Profumo di Meloni
Martedì 20 Aprile 2010 - Vago per strade di un paese senza macchine, sono in camicia da notte ma la porto arrotolata fino alla vita, e sono senza mutande, so che devo lavarmi ed entro da un fruttivendolo che, ho già visto in un altro sogno, ha il bidet tra le cassette esposte della frutta... mi avvicino all'oggetto del desiderio, intorno ci sono peperoni e meloni gialli, mi sono quasi seduta, e checcazzo... arriva il fruttivendolo... allora con gesto sciolto, abbasso la camicia da notte e dico: "dovevo solo lavarmi le mani" passo le mani sotto il getto di acqua fresca, le mie dita tagliano l'acqua e creano un velo uniforme dai bordi frastagliati, ho il naso all'altezza delle cassette della frutta, il profumo dei meloni è fortissimo, intenso, mi sveglio
sabato 19 settembre 2009
Manuale d'Uso per Esseri Umani
Venerdì 18 Settembre 2009 - Galleggio a mezz'aria nello scompartimento di un treno lanciato a massima velocità. Sulla mia sinistra compare il volto del Maestro e poi tutto il corpo. Anche lui galleggia. Tra le mani ha una pentola a pressione, la mia pentola a pressione. Chiusa con il coperchio. Mi guarda e sorridendomi con gli occhi mi dice che anche se sono molto chiusa, capire me è più semplice che con gli altri, perché io ho il libretto di istruzioni.
Guardo fuori dai finestrini, il paesaggio che scorre rapido è una campagna piatta che emerge a sprazzi tra la nebbia mattutina. Coltivazioni dormienti in attesa dell'arrivo del sole e della primavera. Il Maestro galleggia sempre al mio fianco, sta guardando anche lui nella mia stessa direzione. Penso a un mondo dove ogni essere umano nasce con il suo libretto di istruzioni personale. E dove il matrimonio deve fare la revisione ogni tre anni. Mi sveglio.
Guardo fuori dai finestrini, il paesaggio che scorre rapido è una campagna piatta che emerge a sprazzi tra la nebbia mattutina. Coltivazioni dormienti in attesa dell'arrivo del sole e della primavera. Il Maestro galleggia sempre al mio fianco, sta guardando anche lui nella mia stessa direzione. Penso a un mondo dove ogni essere umano nasce con il suo libretto di istruzioni personale. E dove il matrimonio deve fare la revisione ogni tre anni. Mi sveglio.
giovedì 3 settembre 2009
La Proposta, la Lettera
Prima di addormentarmi stavo proprio pensando che trascinata nel vortice degli ultimi avvenimenti avevo perso di vista il mio vero obiettivo. Ed ecco che prontamente, evocato, il Maestro ricompare nei miei sogni per propormi qualcosa di inaspettato e per darmi un messaggio.
Venerdì 28 Agosto 2009 - Sono alla guida della mia macchina, giro per le strade di zone industriali e palestre. Davanti ad un cancello che poi diventa un portone a vetri di una ditta-palestra che poi diventa la sua casa vedo K. Mi saluta, e mi racconta dell'incontro con alcuni rappresentanti di prodotti cosmetici che volevano provasse una crema per il corpo al cacao. Lui non voleva rimanere impegnato per un giorno con quelle persone e così gli sono venuta in mente io e ha raccontato che con la sua amica M. l'aveva già provata. Ma siccome così non era e a lui non piace raccontare palle forse era il caso di farlo davvero. Io dalla macchina ascolto tutta la sua storia e solo dopo penso che poteva essere una proposta. E' che come al solito capisco sempre in ritardo. Ora vedo i particolari della sua testa che gira in 3D come in una visualizzazione al computer ma è reale. Osservo da vicinissimo le sue sopracciglia, il naso, gli occhi, penso che è proprio bello. Bello per me. Lui mi consegna una lettera e io ricordo che gliene avevo scritta una tempo fa. Forse allora è la risposta alla mia lettera? Cerco di ricordare cosa gli avevo scritto. Mi sveglio.
Il Cioccolato Onirico è l'indizio di un bisogno affettivo. Riceverlo significa essere amati, offrirlo amare.
La Crema Onirica dimostra che godiamo di nuovo della approvazione degli altri.
Il Corpo incarna la personalità del sognatore.
La Fabbrica Onirica è la fabbrica della vita dove ogni prodotto grezzo del nostro vissuto subisce una metamorfosi. Quella alla quale ho accostato guidando la mia macchina è una fabbrica, palestra, casa del Maestro. Un triplice indizio che devo fermarmi per cambiare me stessa.
Cosa devo cambiare? Quali sono i punti salienti? Me lo dice il Maestro Onirico. Come al solito con il suo esempio: . Non sprecare tempo con chi non vuoi stare . Non mentire a se stessi . Tutto è possibile di mutamento . Non essere schiavo della approvazione di tutti . Ammetti il tuo bisogno di amore . Sii pronto a riceverlo, vivi il momento . Non guardare al passato perdendoti il presente.
Il Volto è l'espressione muta dell'essere. Trasmette ciò che l'individuo sente, vibra e concepisce dentro di se.
Il Naso concerne i problemi da risolvere, le situazioni da delineare.
Gli Occhi concernono la presa di coscienza.
La Lettera indica autoconoscenza, capacità di percepire e di discernere.
Tutto quello che c'è da sapere su di me lo so perché l'ho scritto. Devo solo imparare ad accettare quello che mi da il Maestro. E ricordarmelo.
Venerdì 28 Agosto 2009 - Sono alla guida della mia macchina, giro per le strade di zone industriali e palestre. Davanti ad un cancello che poi diventa un portone a vetri di una ditta-palestra che poi diventa la sua casa vedo K. Mi saluta, e mi racconta dell'incontro con alcuni rappresentanti di prodotti cosmetici che volevano provasse una crema per il corpo al cacao. Lui non voleva rimanere impegnato per un giorno con quelle persone e così gli sono venuta in mente io e ha raccontato che con la sua amica M. l'aveva già provata. Ma siccome così non era e a lui non piace raccontare palle forse era il caso di farlo davvero. Io dalla macchina ascolto tutta la sua storia e solo dopo penso che poteva essere una proposta. E' che come al solito capisco sempre in ritardo. Ora vedo i particolari della sua testa che gira in 3D come in una visualizzazione al computer ma è reale. Osservo da vicinissimo le sue sopracciglia, il naso, gli occhi, penso che è proprio bello. Bello per me. Lui mi consegna una lettera e io ricordo che gliene avevo scritta una tempo fa. Forse allora è la risposta alla mia lettera? Cerco di ricordare cosa gli avevo scritto. Mi sveglio.Il Cioccolato Onirico è l'indizio di un bisogno affettivo. Riceverlo significa essere amati, offrirlo amare.
La Crema Onirica dimostra che godiamo di nuovo della approvazione degli altri.
Il Corpo incarna la personalità del sognatore.
La Fabbrica Onirica è la fabbrica della vita dove ogni prodotto grezzo del nostro vissuto subisce una metamorfosi. Quella alla quale ho accostato guidando la mia macchina è una fabbrica, palestra, casa del Maestro. Un triplice indizio che devo fermarmi per cambiare me stessa.
Cosa devo cambiare? Quali sono i punti salienti? Me lo dice il Maestro Onirico. Come al solito con il suo esempio: . Non sprecare tempo con chi non vuoi stare . Non mentire a se stessi . Tutto è possibile di mutamento . Non essere schiavo della approvazione di tutti . Ammetti il tuo bisogno di amore . Sii pronto a riceverlo, vivi il momento . Non guardare al passato perdendoti il presente.
Il Volto è l'espressione muta dell'essere. Trasmette ciò che l'individuo sente, vibra e concepisce dentro di se.
Il Naso concerne i problemi da risolvere, le situazioni da delineare.
Gli Occhi concernono la presa di coscienza.
La Lettera indica autoconoscenza, capacità di percepire e di discernere.
Tutto quello che c'è da sapere su di me lo so perché l'ho scritto. Devo solo imparare ad accettare quello che mi da il Maestro. E ricordarmelo.
mercoledì 12 agosto 2009
La Domanda dell'Alce
"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde." Così mi ha scritto una volta la mia amica Micky. Penso che questo sogno possa essere una Risposta ad una di quelle domande.
Mercoledì 12 Agosto 2009 - Sto camminando sui tacchi alti verso un centro commerciale, mi fermo ad un baracchino ed acquisto due biglietti della lotteria, sto per andarmene quando chiedo al tipo se per caso vinco cosa devo fare, lui mi risponde che sono la prima persona a chiederlo e anche lui non sa bene qual'è la procedura da seguire. Chiacchieriamo un attimo e dentro di me io so cosa bisogna fare. Saluto l'omino e mi dirigo verso la mia bancarella di pashmine. E' diventata notte, i colori delle sciarpe brillano cangianti sotto i faretti. Da una barra prendo solo sciarpe verdi, con gesto veloce le sfilo e le adagio una accanto all'altra sul banco per sceglierne una, sono verdi con disegni etnici di diversi colori, viola, blu, marrone, nero, rosso... penso alla Domanda dell'Alce. Alla Domanda dell'Alce si può rispondere solo con la Verità, altrimenti fai un'altra cosa, mangia lasagne vegetariane...
Seduto ad un angolo del banco c'è un uomo con gli occhi azzurri, sta parlando, mi guarda e nota che porto scarpe da donna, mi chiede perché, che bisogno ho di mettere i tacchi alti, allora io gli spiego che i tacchi mi danno forza, mi fanno sentire potente e femmina, quando cammino sui tacchi alti posso toccare meglio il cielo e lascio la mia impronta nell'asfalto caldo. Allora lui si avvicina a me, incuriosito ed intrigato vuole sapere di più, iniziamo a parlare in maniera intima e coinvolgente, lo guardo negli occhi e sento la mia voce che si abbassa e dice cose meravigliose. Mi sveglio.
L'Alce simboleggia l'individuo che deve combattere in seno all'unione per conservare quanto ha raggiunto sul piano della sessualità. L'Alce Onirica indica al sognatore una passione amorosa che va difesa o protetta.
Il Mercato Onirico rappresenta il clima interiore, è un luogo di incontro, di scambio, di comunicazione e di fusione.
La Sciarpa, lo Scialle denota un desiderio di essere amati.
Il Verde in sogno ci pone in collegamento con lo spirito dell'eternità, permette all'anima di effettuare continui inizi di vita attraverso le sue perpetue metamorfosi e, in tal senso, il verde è spirito di ricchezza, ponendo le basi per nuove primavere interiori. E' il colore di Venere, è il risveglio della natura e il risveglio all'Amore. Speranza, salute ritrovata e riscoperta.
Gli Occhi Onirici sono lo strumento dell'intelligenza, esprimono la vitalità. Indicano una fonte di comprensione, attaccamento e legame affettivo. Vedere gli Occhi in sogno indica che è necessaria una presa di coscienza. Si impone un'introspezione relativamente ad una realtà che è in atto.
L'Azzurro è il colore del cielo, ci connette allo spirito di Verità e ci infonde il desiderio di accedere alla conoscenza. E' l'inconscio, l'intelligenza, la lealtà, la serenità.
La Voce Onirica avverte che si sta vivendo un periodo di transizione. Le parole sono la risposta ad un bisogno immediato, sia sul piano dell'evoluzione spirituale che per gli eventi che riguardano la vita di tutti i giorni del sognatore.

Non è la prima volta che cammino per un mercato, ma è la prima volta che lo faccio con i tacchi alti e per la prima volta io sono la Proprietaria di un banchetto. Vendo sciarpe e scialli, vendo quindi Desideri di Amore, tra questi ne scelgo, per me, solo di colore verde, prendo quindi con mano sicura dei Nuovi Inizi, li appoggio sul banco per osservarli meglio, quale sceglierò?
Indosso scarpe con i tacchi alti, voglio quindi innalzare il mio livello spirituale "posso toccare meglio il cielo" sono potente e femmina, voglio lasciare un segno nell'asfalto caldo e cedevole come un corpo, voglio quindi sprofondare anche nella carnalità.
Il mio Osservatore Esterno si era distratto, seduto in un angolino parlava con altri, ma poi mi ha visto, i suoi occhi azzurri mi hanno scrutato e hanno notato il cambiamento, all'inizio mi chiede il perché di questo cambiamento, se ne avevo bisogno, ma io gli rispondo suadente, sono sicura di me e dico cose meravigliose... l'Osservatore Esterno diventa oggetto di seduzione e seduttore, ha cambiato posizione rispetto a me o sono io che ho cambiato posizione rispetto a lui?
Non sogno più di essere nell'acqua da molto tempo, come Afrodite sono uscita e sono nata.
Ho un segno come di cesareo a riprova di questo fatto, si è formato a Maggio e ora piano piano stà scomparendo, come a voler dire che ho partorito me stessa.
Era Novembre quando ho incontrato Lucia che mi disse che nella pancia io portavo la vera me, che dovevo decidermi a rinascere (vedi Lucia e il sogno) come sempre nel mio caso il corpo arriva prima della mente, in questa rinascita, l'inconscio, con questo sogno, arriva con 3 mesi di ritardo, ma giusto 9 mesi dopo lo scossone emotivo e l'essere resa consapevole da parte di Lucia.
Sono uscita dal liquido onirico e come la dea sono munita di tutti gli strumenti per esercitare la seduzione.
La Domanda dell'Alce non è mai stata posta, ma io sapevo la Verità con la quale avrei dovuto rispondere, a mente fredda ripenso invece alla cosiddetta "prova dell'alce" (che consiste nel percorrere alla velocità costante di circa 60 km/h un breve rettilineo e sterzare violentemente prima a destra e poi a sinistra in rapida sequenza proprio come se si dovesse evitare un'alce che attraversa la strada)
Forse non è una domanda quella del sogno, ma la rappresentazione onirica di ciò che dovrò fare nella vita da sveglia: continuare a guidare la mia auto (la mia vita) evitando gli ostacoli (l'Alce) senza ribaltarmi. L'alternativa è "mangiare lasagne vegetariane", mangiare invece di vivere è quello che ho fatto fino a poco tempo fa. Senza carne, quindi senza carnalità, sessualità, passione.
Questo è un sogno su una domanda che invece è una prova, su una Verità non detta ad alta voce, sul cambiamento e la trasformazione.
All'inizio del sogno compro biglietti della lotteria, una cosa che non ho mai fatto da sveglia, e chiedo informazioni su come ritirare la vincita, sicura che succederà.
Credo nella Fortuna e nella Programmazione. Ognuna aiuta l'altra e ognuna sopperisce all'altra in sua assenza.
Preferisco essere pronta a tutto.
Mercoledì 12 Agosto 2009 - Sto camminando sui tacchi alti verso un centro commerciale, mi fermo ad un baracchino ed acquisto due biglietti della lotteria, sto per andarmene quando chiedo al tipo se per caso vinco cosa devo fare, lui mi risponde che sono la prima persona a chiederlo e anche lui non sa bene qual'è la procedura da seguire. Chiacchieriamo un attimo e dentro di me io so cosa bisogna fare. Saluto l'omino e mi dirigo verso la mia bancarella di pashmine. E' diventata notte, i colori delle sciarpe brillano cangianti sotto i faretti. Da una barra prendo solo sciarpe verdi, con gesto veloce le sfilo e le adagio una accanto all'altra sul banco per sceglierne una, sono verdi con disegni etnici di diversi colori, viola, blu, marrone, nero, rosso... penso alla Domanda dell'Alce. Alla Domanda dell'Alce si può rispondere solo con la Verità, altrimenti fai un'altra cosa, mangia lasagne vegetariane...Seduto ad un angolo del banco c'è un uomo con gli occhi azzurri, sta parlando, mi guarda e nota che porto scarpe da donna, mi chiede perché, che bisogno ho di mettere i tacchi alti, allora io gli spiego che i tacchi mi danno forza, mi fanno sentire potente e femmina, quando cammino sui tacchi alti posso toccare meglio il cielo e lascio la mia impronta nell'asfalto caldo. Allora lui si avvicina a me, incuriosito ed intrigato vuole sapere di più, iniziamo a parlare in maniera intima e coinvolgente, lo guardo negli occhi e sento la mia voce che si abbassa e dice cose meravigliose. Mi sveglio.
L'Alce simboleggia l'individuo che deve combattere in seno all'unione per conservare quanto ha raggiunto sul piano della sessualità. L'Alce Onirica indica al sognatore una passione amorosa che va difesa o protetta. Il Mercato Onirico rappresenta il clima interiore, è un luogo di incontro, di scambio, di comunicazione e di fusione.
La Sciarpa, lo Scialle denota un desiderio di essere amati.

Il Verde in sogno ci pone in collegamento con lo spirito dell'eternità, permette all'anima di effettuare continui inizi di vita attraverso le sue perpetue metamorfosi e, in tal senso, il verde è spirito di ricchezza, ponendo le basi per nuove primavere interiori. E' il colore di Venere, è il risveglio della natura e il risveglio all'Amore. Speranza, salute ritrovata e riscoperta.
Gli Occhi Onirici sono lo strumento dell'intelligenza, esprimono la vitalità. Indicano una fonte di comprensione, attaccamento e legame affettivo. Vedere gli Occhi in sogno indica che è necessaria una presa di coscienza. Si impone un'introspezione relativamente ad una realtà che è in atto.
L'Azzurro è il colore del cielo, ci connette allo spirito di Verità e ci infonde il desiderio di accedere alla conoscenza. E' l'inconscio, l'intelligenza, la lealtà, la serenità.
La Voce Onirica avverte che si sta vivendo un periodo di transizione. Le parole sono la risposta ad un bisogno immediato, sia sul piano dell'evoluzione spirituale che per gli eventi che riguardano la vita di tutti i giorni del sognatore.

Non è la prima volta che cammino per un mercato, ma è la prima volta che lo faccio con i tacchi alti e per la prima volta io sono la Proprietaria di un banchetto. Vendo sciarpe e scialli, vendo quindi Desideri di Amore, tra questi ne scelgo, per me, solo di colore verde, prendo quindi con mano sicura dei Nuovi Inizi, li appoggio sul banco per osservarli meglio, quale sceglierò?
Indosso scarpe con i tacchi alti, voglio quindi innalzare il mio livello spirituale "posso toccare meglio il cielo" sono potente e femmina, voglio lasciare un segno nell'asfalto caldo e cedevole come un corpo, voglio quindi sprofondare anche nella carnalità.
Il mio Osservatore Esterno si era distratto, seduto in un angolino parlava con altri, ma poi mi ha visto, i suoi occhi azzurri mi hanno scrutato e hanno notato il cambiamento, all'inizio mi chiede il perché di questo cambiamento, se ne avevo bisogno, ma io gli rispondo suadente, sono sicura di me e dico cose meravigliose... l'Osservatore Esterno diventa oggetto di seduzione e seduttore, ha cambiato posizione rispetto a me o sono io che ho cambiato posizione rispetto a lui?
Non sogno più di essere nell'acqua da molto tempo, come Afrodite sono uscita e sono nata.
Ho un segno come di cesareo a riprova di questo fatto, si è formato a Maggio e ora piano piano stà scomparendo, come a voler dire che ho partorito me stessa.
Era Novembre quando ho incontrato Lucia che mi disse che nella pancia io portavo la vera me, che dovevo decidermi a rinascere (vedi Lucia e il sogno) come sempre nel mio caso il corpo arriva prima della mente, in questa rinascita, l'inconscio, con questo sogno, arriva con 3 mesi di ritardo, ma giusto 9 mesi dopo lo scossone emotivo e l'essere resa consapevole da parte di Lucia.
Sono uscita dal liquido onirico e come la dea sono munita di tutti gli strumenti per esercitare la seduzione.
... aprirmi alle emozioni e viverle. Esprimermi, volere e scegliere. Ricevere.Esprimo me stessa, voglio e scelgo. Sono pronta per ricevere, sono pronta per agire.
... armarmi, lottare per cambiare, diventare indipendente. Esprimermi, volere e scegliere. Agire.
La Domanda dell'Alce non è mai stata posta, ma io sapevo la Verità con la quale avrei dovuto rispondere, a mente fredda ripenso invece alla cosiddetta "prova dell'alce" (che consiste nel percorrere alla velocità costante di circa 60 km/h un breve rettilineo e sterzare violentemente prima a destra e poi a sinistra in rapida sequenza proprio come se si dovesse evitare un'alce che attraversa la strada)
Forse non è una domanda quella del sogno, ma la rappresentazione onirica di ciò che dovrò fare nella vita da sveglia: continuare a guidare la mia auto (la mia vita) evitando gli ostacoli (l'Alce) senza ribaltarmi. L'alternativa è "mangiare lasagne vegetariane", mangiare invece di vivere è quello che ho fatto fino a poco tempo fa. Senza carne, quindi senza carnalità, sessualità, passione.
Questo è un sogno su una domanda che invece è una prova, su una Verità non detta ad alta voce, sul cambiamento e la trasformazione.
All'inizio del sogno compro biglietti della lotteria, una cosa che non ho mai fatto da sveglia, e chiedo informazioni su come ritirare la vincita, sicura che succederà.
Credo nella Fortuna e nella Programmazione. Ognuna aiuta l'altra e ognuna sopperisce all'altra in sua assenza.
Preferisco essere pronta a tutto.
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domenica 31 maggio 2009
Il Sistema Corpospecchio
Domenica 31 Maggio 2009 - Sono in una piscina olimpionica, il fondo è fatto tutto a gradini, saliscendi, saliscendi, nel centro della piscina c'è una piattaforma più alta delle altre, come una piramide Maya ci si accede dai quattro lati fatti tutti a gradini. Io sto nuotando in un angolo dove l'acqua della piscina mi arriva alle spalle. Improvvisamente nell'acqua con me c'è Carlo. Mi rendo conto che è lui l'uomo più adatto a me. Anche se lui è un visivo e io una tattile. Lo tocco, tocco le spalle, il collo, i pettorali. Con le dita frementi percorro la sua pelle resa scivolosa dall'acqua. Si avvicina a me e fa la stessa cosa con me. Ha capito che quello che io faccio sul suo corpo lui deve farlo sul mio. E' il sistema Corpospecchio. Ora mi stringe a se, ha circondato la mia vita con un braccio e mi ha tirato verso di lui, nell'acqua il mio corpo è senza peso, lui mi tiene ancorata. Preme il suo viso sopra il mio, occhi contro occhi, le arcate sopraccigliari che si toccano. Ho la sua lingua nella mia bocca. E' rigida, appuntita e durissima. Anche io allora metto la mia lingua nella sua bocca, e la faccio anch'io appuntita, rigida e durissima. Premo con la lingua sopra la sua in un gioco di forza, per vedere chi cede per primo. Ora è il mio turno di resistere alla pressione. Nello sforzo gli mordo il labbro e allora mi tira giù sott'acqua. Ci guardiamo negli occhi, le bollicine di ossigeno che passano attraverso il nostro sguardo, baciandoci e respirando l'aria l'uno dall'altra. Chiudo gli occhi. Sono appena riemersa da sola in carenza di ossigeno. Sento chiamare il mio nome, mi giro e sulla piramide, in mezzo alla piscina, con l'acqua che arriva alle caviglie, vedo il Maestro.E' appena riemerso dall'acqua, il suo corpo è costellato di piccole gocce d'acqua che scintillano alternandosi ad ogni respiro sotto le luci blu della piscina. Mi fa segno di raggiungerlo, salgo i gradini uscendo dall'acqua nel mezzo della piscina, dell'aria calda proveniente da diversi angoli asciuga la mia pelle appena fuoriesco dall'acqua. Arrivo al gradino più alto, sono a pochi centimetri dal Maestro, le gocce d'acqua sul suo corpo si staccano attratte dal mio, ma prima di arrivarci evaporano nell'aria. Mi guardo e mi vedo con gli occhi di questi due uomini come se mi vedessi per la prima volta, come se fino ad ora non avessi mai potuto vedere. Vedo il mio corpo che respira. Mi sveglio.
mercoledì 27 maggio 2009
Con la Gonna, senza Mutande
Martedì 26 Giugno 2009 - Sono in vacanza con i miei, ci spostiamo a bordo di una barchetta, la mia postazione è sdraiata sopra una rete che sporge oltre la prua. Quando arriviamo in qualche posto, sono la prima a scendere. Oggi mio padre porta la barca in maniera un po' affrettata, entriamo nei canali di una città e per poco non urtiamo le altre barche o le banchine. Finalmente attracchiamo, scendo. Passeggio tra le stradine e mi fermo in un bar gelateria con tavolini all'aperto. E' frequentato dalla gente locale, niente turisti (sono tutti in altri bar). Ascolto la conversazione di due giovani uomini e così vengo a scoprire che sono su un isola che si chiama Isolabella. Guardo sui tavolini e tovagliette di carta riproducono l'isola con disegni non proporzionati a mettere in evidenza i luoghi più interessanti. Mi fermo davanti al tavolino dei due, devo passare ma il ragazzo ha la sedia proprio a metà, o passo tra lui e il tavolino o deve spostare la sedia. Mi guarda con aria di divertita sfida. Ok, raccolgo la sfida e decido di passargli davanti. Proprio in quel mentre una folata di vento proveniente dal mare mi solleva la gonna corta e sono senza mutande. Cerco di abbassarla ma o abbasso davanti lasciando scoperto il sedere o tengo la gonna dietro e si alza davanti. Passo e faccio per dirigermi verso un ponticello di legno che collega con l'altro lato della strada, quando sento che i ragazzi commentano parlando di "gatta morta", io mi volto e do una risposta arguta (che non ricordo) ridono e mi riconoscono il punto. Sono a casa ora, apro il cassetto di un comodino e trovo una collana fatta di uno strano materiale verde perlaceo. Sono come tanti granelli che rimangono uniti tra loro in maniera misteriosa. Stacco qualche granello e li assaggio. E' zucchero. Sono di nuovo sull'Isolabella e osservo una cameriera che serve lo speciale gelato dell'isola, un gelato caldo, fa volteggiare in aria una palla di zucchero, lavorandola con due spatole ogni volta che la riprende. Ad ogni passaggio la palla cambia colore e gusto. Gli avventori devono fermarla al momento giusto per avere il gusto desiderato. Riprendo a camminare tra i vicoli della cittadina, incurante del vento che ogni tanto mi solleva la gonna. Senza mutande.
L'Isola Onirica ci esorta a creare una realtà nuova, capace di condurci, dopo aver attraversato il Mare dell'Inconscio, verso una consapevolezza diversa dei fatti e delle cose della vita.
L'Isola è l'Autoconoscenza attraverso la quale si diventa consapevoli dei contenuto psichici inconsci. Può anche indicare che per paura ed insicurezza il sognante tende ad isolarsi dagli altri.
La Barca Onirica esprime il modo come navighiamo nella vita, come si mantiene la rotta. Essa è anche il simbolo del rinnovamento, del passaggio da uno stadio all'altro nella vita del sognatore.
La Rete indica che si cerca un legame sentimentale in cui vengano soddisfatti anche i bisogni sessuali. Indica anche un allineamento della vita interiore con quella esteriore.
La Nudità rappresenta una prova morale che fortificherà lo spirito. Esorta ad abbandonare le false inibizioni e a non reprimere i bisogni sessuali.
La Gonna simboleggia solitamente i bisogni erotici, così come la biancheria intima.
La Biancheria Intima rappresenta anche le influenze inconsce che agiscono sul proprio comportamento. Essa spinge a diventarne consapevoli e comprenderle.
Lo Zucchero rappresenta gli aspetti positivi della vita, di come ci si percepisce.
Mangiare Zucchero indica che si è portati a credere positiva una situazione che invece potrebbe danneggiarci.
L'Isola Onirica ci esorta a creare una realtà nuova, capace di condurci, dopo aver attraversato il Mare dell'Inconscio, verso una consapevolezza diversa dei fatti e delle cose della vita.
L'Isola è l'Autoconoscenza attraverso la quale si diventa consapevoli dei contenuto psichici inconsci. Può anche indicare che per paura ed insicurezza il sognante tende ad isolarsi dagli altri.
La Barca Onirica esprime il modo come navighiamo nella vita, come si mantiene la rotta. Essa è anche il simbolo del rinnovamento, del passaggio da uno stadio all'altro nella vita del sognatore.
La Rete indica che si cerca un legame sentimentale in cui vengano soddisfatti anche i bisogni sessuali. Indica anche un allineamento della vita interiore con quella esteriore.
La Nudità rappresenta una prova morale che fortificherà lo spirito. Esorta ad abbandonare le false inibizioni e a non reprimere i bisogni sessuali.
La Gonna simboleggia solitamente i bisogni erotici, così come la biancheria intima.
La Biancheria Intima rappresenta anche le influenze inconsce che agiscono sul proprio comportamento. Essa spinge a diventarne consapevoli e comprenderle.
Lo Zucchero rappresenta gli aspetti positivi della vita, di come ci si percepisce.
Mangiare Zucchero indica che si è portati a credere positiva una situazione che invece potrebbe danneggiarci.
domenica 24 maggio 2009
Il Treno, il Bacio
Domenica 24 Maggio 2009 - Esco dalla piscina e mi dirigo verso gli uffici. Gli uffici sono su un barcone che è anche un treno. In un ufficio ci sono due ragazze che stanno parlando con K. Si girano tutti a guardarmi perché sono entrata dove non mi sarebbe consentito l'accesso. K. si congeda dalle due ragazze e si dirige verso di me, le ragazze ci osservano, il treno comincia a muoversi, io ho due borse sulle spalle e mi sbilancio indietro, K. sfrutta l'accelerazione del treno e mi viene addosso, chiudendomi in un angolo mi guarda fisso negli occhi e sussurra "Adesso che sono qui non ti lascio più andare" io cerco di distogliere lo sguardo come mio solito, ma poi decido di sostenere lo sguardo, c'è uno scossone e un'altra accelerazione del treno, forse siamo passati su uno scambio, mi ritrovo con il viso vicinissimo al suo, gli occhi sempre gli uni negli altri, con la punta della lingua lecco il suo labbro superiore e una parte di denti che sporgono perché sta sorridendo, distoglie lo sguardo improvvisamente timido, farfuglia qualcosa sulla discrezione, sul non voler mischiare il lavoro con la vita privata, poi ci ripensa, altro strattone di un altro scambio, il treno sta prendendo velocità, si avvicina con le labbra semiaperte, io con le labbra morbide ma chiuse sento la morbidezza calda delle sue e il pungere di un po' di barba. Schiudo le labbra e faccio uscire un pezzetto di lingua, solo la punta. Anche lui la sua, e così a mezz'aria tra scossoni e la velocità che aumenta esploriamo ognuno la lingua, le labbra e la bocca dell'altro. Mi sveglio.
Il Treno Onirico è l'immagine del nostro percorso vitale, portatore di novità e sorprese, ci mostra che la nostra vita è in marcia e lo slancio vitale è ripreso, grazie a propositi e programmi precisi che faranno in fretta progressi. I Bagagli che si portano con se rappresentano l'indispensabile, il necessario, l'essenziale che pone il sognatore di fronte all'obbligo di fare delle scelte per l'adattamento sociale.
I bagagli ingombranti rappresentano le nostre illusioni, le nostre proiezioni, le fissazioni, i desideri di vanità, le ribellioni, l'odio, il rancore, gli appetiti inutili. Di quante emozioni opprimenti ci lasciamo caricare, quanto gravano sul morale e ci allontanano da nuove vie da scoprire? La Lingua rappresenta la manifestazione esteriore di se e la capacità di stabilire dei contatti. Evidenzia bisogni erotici o più in generale sentimenti che diventano sempre più pressanti e che dovrebbero essere tenuti meglio sotto controllo.
Il Bacio incarna il desiderio ardente di un amore tenero ed esprime interessamento per qualcuno. Dare un bacio indica comprensione. Lo Sguardo è un messaggio, parla da se, possiede un potere magnetico ed è in grado di indurre un mutamento dello stato d'animo.
Lo Sguardo palesa l'intenzione di influenzare, amare o vendicarsi.
Nel sogno si percepisce chiaramente che tipo di fluido magnetico scorre tra gli sguardi dati e ricevuti.
Sono partita, la strada intrapresa ha subito dei cambi e un aumento della velocità.
A bordo di un ufficio dove non potrei stare.
Ho due borse sulle spalle, a causa loro ho perso l'equilibrio e sono rimasta chiusa in un angolo.
Riuscirò a scegliere quale borsa tenere e quale lasciare?
O deciderò di tenerle tutte e due per andare ancora in luoghi non consentiti, a provare l'ebrezza della velocità, dello scambio e dell'esplorazione, dell'essere chiusa in un angolo a sostenere sguardi e baci?
Il Treno Onirico è l'immagine del nostro percorso vitale, portatore di novità e sorprese, ci mostra che la nostra vita è in marcia e lo slancio vitale è ripreso, grazie a propositi e programmi precisi che faranno in fretta progressi. I Bagagli che si portano con se rappresentano l'indispensabile, il necessario, l'essenziale che pone il sognatore di fronte all'obbligo di fare delle scelte per l'adattamento sociale.I bagagli ingombranti rappresentano le nostre illusioni, le nostre proiezioni, le fissazioni, i desideri di vanità, le ribellioni, l'odio, il rancore, gli appetiti inutili. Di quante emozioni opprimenti ci lasciamo caricare, quanto gravano sul morale e ci allontanano da nuove vie da scoprire? La Lingua rappresenta la manifestazione esteriore di se e la capacità di stabilire dei contatti. Evidenzia bisogni erotici o più in generale sentimenti che diventano sempre più pressanti e che dovrebbero essere tenuti meglio sotto controllo.
Il Bacio incarna il desiderio ardente di un amore tenero ed esprime interessamento per qualcuno. Dare un bacio indica comprensione. Lo Sguardo è un messaggio, parla da se, possiede un potere magnetico ed è in grado di indurre un mutamento dello stato d'animo.
Lo Sguardo palesa l'intenzione di influenzare, amare o vendicarsi.
Nel sogno si percepisce chiaramente che tipo di fluido magnetico scorre tra gli sguardi dati e ricevuti.
Sono partita, la strada intrapresa ha subito dei cambi e un aumento della velocità.
A bordo di un ufficio dove non potrei stare.
Ho due borse sulle spalle, a causa loro ho perso l'equilibrio e sono rimasta chiusa in un angolo.
Riuscirò a scegliere quale borsa tenere e quale lasciare?
O deciderò di tenerle tutte e due per andare ancora in luoghi non consentiti, a provare l'ebrezza della velocità, dello scambio e dell'esplorazione, dell'essere chiusa in un angolo a sostenere sguardi e baci?
mercoledì 6 maggio 2009
Preparazione alla Danza

Mercoledì 6 Maggio 2009 - Sono ancora nel cortile del condominio dell'altro giorno (La Compensazione), c'è una scuola di danza ora. Io sono in tutù e scarpette da punta. Ho visto il Maestro in una sala, ci ho parlato ma non ricordo di cosa. Aiuto un'altra istruttrice a portare dentro delle scatole larghe e piatte, sta piovendo. Ad un certo punto prendo una decisione, lascio la maestra e mi dirigo verso la sala dove so che c'è il Maestro. Correndo nello spiazzo, sotto la pioggia, cerco di non bagnare le scarpette di raso, evito le pozzanghere e mi stringo nel cache-coeur perché ho freddo. Entro nella sala, una lama di luce entra da una finestra in alto, nella lama pulviscolo cosmico galleggia. C'è un silenzio irreale, calma e tepore, il rumore della pioggia è rimasto chiuso fuori. Mi sistemo davanti al grande specchio ed inizio a salire sulle punte. Non c'è lezione qui dentro, ognuno procede autonomamente nei suoi esercizi. Sento un rumore dietro di me, riflesso nello specchio vedo il Maestro, maglietta bianca e calzamaglia blu ha una gamba estesa sulla sbarra, arcua la schiena per toccare il piede con le braccia allungate. Non toglie lo sguardo da me. Si sta preparando per danzare.

martedì 5 maggio 2009
Se incontri Buddha per la strada, uccidilo.
Perché il vero Buddha è dentro di te.
Così recita un'altro insegnamento Buddista.
Nel percorso di apprendimento il Buddismo sostiene che solo quando l'allievo è pronto il maestro arriva. Ma poi quando il Maestro ha esaurito tutto ciò che poteva insegnarci, diventa un ostacolo alla nostra potenzialità di crescita. Perché lui è lui e noi siamo noi. Per questo, nel momento in cui incontriamo Buddha per la strada ad un certo punto dobbiamo ucciderlo*, perché è un falso Buddha, nel senso che essendo "altro da noi" non può essere il nostro obbiettivo finale di budditudine. L'unico vero Buddha è quello che è dentro di noi, per ognuno di noi. Buddha è uno stato di coscienza, è la capacità di sentire dentro di noi il Maestro Interiore. Vero nella sua unicità nostra personale. Poiché dovrebbe essere nostro dovere morale realizzare completamente se stessi, quando si è sfruttato appieno l'insegnamento del Maestro, bisogna superarlo.
*Ovviamente metaforicamente. Mi sembra stupido ribadirlo, ma non si sa mai...
Così recita un'altro insegnamento Buddista.
Nel percorso di apprendimento il Buddismo sostiene che solo quando l'allievo è pronto il maestro arriva. Ma poi quando il Maestro ha esaurito tutto ciò che poteva insegnarci, diventa un ostacolo alla nostra potenzialità di crescita. Perché lui è lui e noi siamo noi. Per questo, nel momento in cui incontriamo Buddha per la strada ad un certo punto dobbiamo ucciderlo*, perché è un falso Buddha, nel senso che essendo "altro da noi" non può essere il nostro obbiettivo finale di budditudine. L'unico vero Buddha è quello che è dentro di noi, per ognuno di noi. Buddha è uno stato di coscienza, è la capacità di sentire dentro di noi il Maestro Interiore. Vero nella sua unicità nostra personale. Poiché dovrebbe essere nostro dovere morale realizzare completamente se stessi, quando si è sfruttato appieno l'insegnamento del Maestro, bisogna superarlo.
*Ovviamente metaforicamente. Mi sembra stupido ribadirlo, ma non si sa mai...
lunedì 4 maggio 2009
La Compensazione
Domenica 3 Maggio 2009 - Vivo in un complesso di condomini disposti a raggiera angolata, sono fuori dal palazzo, nell'area comune. C'è il Maestro con il quale continuo a battibeccare e altri amici indefiniti. Vorrei farmi conoscere per come sono ma le continue punzecchiature mi fanno rispondere a tono e non riesco ad aprirmi. Sento che parla di me agli altri e che sta dicendo che quando sono andata dal medico, mi ha messa su una scala per vedere meglio la "compensazione", insinua che sono strana visto che devo essere visitata in posizioni anomale. Io mi ricordo vagamente di essere già stata dal medico e che mi ha effettivamente fatta salire su una scala tipo quelle da imbianchino, ma non ricordo per quale motivo, perdo il ritmo del rispondere e quindi il Maestro continua a fare battute su di me, fingendo che io non sia presente, e fa allusioni a sfondo sessuale con un suo amico. Improvvisamente mi ritorna in mente il motivo della strana visita, era per vedere meglio come stavo in piedi perché secondo il medico stavo "compensando" una stortura interna. Penso ad un'ernia al disco. Ora sono nello studio medico, oltre al dottore è presente anche il Maestro, io sto in piedi in cima ad una scala, un piede sull'ultimo gradino da un lato e l'altro piede sull'ultimo gradino dell'altro lato. Il medico sta dicendo che l'ernia va operata, parlano di continuo tra loro, ricordando di come all'inizio il medico non fosse stato accettato dallo staff del Maestro, perché a seconda del tipo di scarpe giudicavano la sveltezza nel rispondere e il senso dell'umorismo di una persona e lui indossa ciabatte di feltro, ma poi l'avevano rivalutato. Interrompo il loro ciarlare per chiedere quanto durerà l'operazione e il decorso: 1 giorno per sistemare l'ernia, 8 mesi di immobilità e un'altra cosa che non ho capito perché stavo già pensando che avrei perso le lezioni di acquagym e io non voglio rinunciarci. Sono contrariata e il Maestro sostiene che ho un carattere impossibile che faccio sempre di testa mia. Scocciata, saluto secca il dottore e me ne vado. E' infastidito perché avrebbe voluto spiegami meglio. Il Maestro gli fa un cenno con la testa "vedi, è questo che intendevo..." Ora sono in casa, arrabbiata e triste perché ancora una volta mi sono chiusa in me e sono andata a chiudermi in un luogo dove nessuno può raggiungermi. Mi sono resa ancora una volta invisibile, intoccabile, inavvicinabile e piango anche per questo. Penso che se rimarrò ferma per 8 mesi, tornerò come prima, prigioniera del mio grasso. Ma anche ora, con questo atteggiamento di fuga sono comunque prigioniera di me stessa e della mia incapacità a lasciarmi andare davanti agli altri. In lontananza, attraverso i muri, sento che il Maestro sta ancora discutendo di me e percepisco nella sua voce che è sinceramente interessato ma non vuole cedere per primo. Mi sveglio.
martedì 28 aprile 2009
La Collana della Sirena e i Sandali d'Argento
Martedì 28 Aprile 2009 - Sogno di entrare in un negozio dove sono già stata qualche sogno fa, solo che non me lo ricordavo, fino ad ora. E' una gioielleria etnica. Con me c'è Z. e altre amiche, Z. mi porta a vedere una collana che ho già visto l'altra volta e che costava 129,00. Quando la vedo mi sembra diversa da come la ricordavo, è un cerchio di metallo con un pendente grande quanto un melone, sembra un feto, mi rendo conto che non potrei portare questo gioiello senza rimanere con il collo piegato in avanti. Guardo il cartellino del prezzo ora c'è scritto 3x39,00. Le altre amiche si sono dirette subito verso una libreria in cristallo che espone bracciali rigidi d'argento e collane bellissime, sono fatte di piastrine collegate tra loro a formare un triangolo che copre il petto, flessibili e cangianti come scaglie di pesce. Eccola, quella è la collana che avevo visto l'altra volta, ora la ricordo chiaramente, è composta da un laccio morbido intorno al collo al quale sono collegate, a scalare in un triangolo che copre il petto lasciando scoperti i seni, piastrine d'argento lavorate con simboli misteriosi, ad ogni spostamento d'aria, le piastrine si muovono fluide creando un onda che riflette le luci, il sole, il cielo fuori dalla vetrina. Improvvisamente ritorno all'inizio del sogno, avevo pensato di salire la scalinata coperta di velluto rosso. So che sopra ci sono sandali in corda e argento di cui ho bisogno, ma ero stata distolta da Z. prima di poter salire. Vengo svegliata. Nel dormiveglia cerco di riprendere il sogno per poter salire le scale... suona la sveglia. Ci proverò nel prossimo sogno.I sandali nel loro ricoprire parzialmente i piedi, che rappresentano a loro volta l'anima del sognatore, raffigurano una apertura dell'anima verso l'esterno.
Il collo rappresenta l'unione tra mente e corpo, di conseguenza una collana simboleggia l'unione tra questi due lati di noi.
La collana che cercavo non era il giogo con il feto, questa volta non mi sono fatta distogliere da chi voleva farmi credere che quella fosse la collana che volevo.
La collana che avevo visto e che cercavo ha la flessibilità del pesce, che cambia direzione con un colpo di coda.
Ma c'è una cosa più importante che devo fare, salire le scale, compiere un cambiamento di livello per migliorare il contesto della vita affettiva e spirituale. Lassù so che troverò i sandali di cui ho bisogno, li ho già visti, sono fatti di corda e d'argento.
La suola di corda implica essa stessa un'appoggio stabile per la salita verso l'alto.
La corda scaturisce dalle virtù personali, lega e sigilla, unisce e aiuta a sorreggersi.
Intorno al piede, a trattenere il sandalo, lacci d'argento lucente e lavorato. Esso parla di un'anima che ha accolto in sé un amalgama di influenze, l'argento, metallo della Luna, corrisponde ad una emotività passiva.
Così come di dipendenza in amore parlano i braccialetti rigidi e chiusi.
La scala è ricoperta di velluto rosso, esso simboleggia un successo conquistato grazie alle nostre capacità interiori.
Questo sogno in apparenza semplice e insignificante, parla di come sono riuscita a liberarmi da un giogo che mi costringeva ad una posizione fetale, ripiegata su me stessa e senza possibilità di evoluzione, di come con un colpo di coda degno della sirena che ho sognato più volte di essere, ho cambiato direzione nel mare dell'emotività, di come abbia rifiutato di essere dipendente in amore, rigida e chiusa come il bracciale da schiava e di come aneli a salire ad un livello superiore di consapevolezza. Dove troverò scarpe adatte per procedere sul cammino intrapreso e far intravedere un po' più di me e di quello che sono dentro, mostrando la mia emotività passiva.
Devo tornare a dormire. Per sognare. E per indossare i sandali.
venerdì 3 aprile 2009
La Cena di Rappresentanza
Venerdì 3 Aprile 2009 - Devo andare ad una cena di rappresentanza con il Maestro, ma non posso. Allora gli propongo una sostituta. La scelta cade su Eve, le spiego come sarà la serata e facciamo le prove della pettinatura. Siamo nella mia cameretta di quando vivevo con i miei. La pettino facendole una acconciatura raccolta molto morbida, con ciocche che ricadono a boccoli sul viso, tipo le acconciature delle donne dell'antica Grecia, e per completare utilizzo un cordoncino cangiante rosso arancio bianco sfumati, che faccio passare incrociandolo più volte tra i capelli e poi intorno al collo. Prendo la collana di cristalli di rocca e la apro, le dico di tenerne una estremità e comincio ad avvolgergliela intorno al polso destro (come la catena intorno al gambo della rosa nel sogno La Rosa e la Catena) le prime volte non riesco, rimane troppo molle, la collana sfugge, poi riesco ad avvolgerla bene e chiudo le due estremità. Siamo d'accordo, andrà lei. La sera della cena vedo Eve non ancora pronta, le chiedo se non è in ritardo con i preparativi e lei mi risponde che non vuole andare e che ci andrà Valentina, la sorella, al posto suo. Penso che è troppo giovane e che si annoierà ma ormai è tardi per cambiare idea. Sono seduta al tavolo della cena, di fronte a me, sfasata di un posto sulla destra, c'è Vale e alla sua sinistra il Maestro. La guardo e vedo che si sta annoiando, sbocconcella i cibi che evidentemente non le piacciono. Guardo il Maestro che sta guardandomi da un po', con gli occhi mi fa segno che potevo esserci io li al posto di Vale. Tra i commensali seduti vicino a noi scatta il quiz "quanti anni dimostri, quanti anni hai". Nessuno crede alla mia età vera e si complimentano tutti. Mentre il Maestro mi sta spiegando come accompagnare a casa Valentina e poi vederci, io mi sveglio, rispondendogli che può venire a qualsiasi ora, anche in piena notte, e che se starò dormendo io mi sveglierò.
martedì 31 marzo 2009
La Serra
Venerdì 27 Marzo 2009 - Sono in una piscina cinema, ai lati della vasca uscite protette da tende di velluto blu scuro, un grande schermo bianco trasparente sovrasta la vasca, non c'è proiettato nulla in questo momento. Faccio la mia lezione di acquagym solita, quella che finisce alle 22,00 e vado a fare la doccia, poi decido di fare un'altra lezione alla fine della quale altra doccia e altro shampoo, infine mi fermo per fare ancora un'altra lezione, è l'ultima. Uscendo dalla vasca incrocio lo sguardo del Maestro ma lui gira apposta la testa dall'altro lato. Percorro un pezzo di bordo e mi rituffo in acqua, riesco ad immergermi e a guardare sotto con gli occhi aperti. Mi metto in fila alla scaletta per uscire dalla piscina, dietro di me c'è un ragazzo che ha fatto il corso con noi. Guardo insistentemente il Maestro, lui saluta tutti distrattamente, dicendo "'more, 'more" anche al ragazzo dietro di me, anzi sembra più interessato a lui. Non trovo più il mio borsone, ero sicura di averlo lasciato sulle panche vicino ad una delle uscite. Cerco ancora e mi dirigo nello spogliatoio, l'avevo lasciato lì. Mi faccio la terza doccia della serata e mi dirigo verso Paola che mi stava aspettando. Camminando verso l'uscita noto le pareti di vetro, sono altissime e formano una cupola trasparente sopra di noi, al riparo di queste pareti, come in una enorme serra, piante tropicali altissime e rigogliose, e librerie in legno scuro che sorreggono vasi di cristallo. Parliamo dei maschi e di come il suo compagno abbia deciso di fare i conti di casa il prossimo Venerdì di Pasqua. Lei comprende che i conti sono importanti, ma vorrebbe fare altro. Io concordo con lei sul decadimento dei rapporti di coppia per differenze di aspettative. Allora decidiamo di uscire libere.

domenica 1 marzo 2009
Sulle Punte
Far parte di un balletto denota elasticità mentale e adattamento fluido agli eventi sconvolgenti. Il Piede consente l'equilibrio e il movimento. Il Piede rappresenta l'anima.
La scarpa riveste il piede come la vita sociale riveste l'anima.
Dopo essere caduta dalle caviglie nella realtà (vedi La Caviglia e la Libertà) ora cammino sulle punte in sogno. E' forse un invito a mostrare la mia diversità? A far coincidere la scarpa con l'anima?
Camminando sulle punte nella vita quotidiana onirica esprimo un desiderio di non omologazione, di alzarsi per avere un punto di vista diverso. E per mostrare fuori come sono dentro.
Ho cercato le mie vecchie scarpette da punta.
Sono passati moltissimi anni da quando le ho usate l'ultima volta, ero una adolescente esile, strana e solitaria, che viveva in un mondo tutto suo. Avevo le idee chiare su quello che volevo dall'amore e una mente sperimentatrice per tutto ciò che riguardava il sesso. Ero attratta da ragazzi ombrosi, belli e problematici o dai belli assoluti.
Ascoltavo musica diversa dalle mie coetanee e leggevo tantissimo.
Ero un'ostrica e una crisalide. Al pescatore che avesse avuto la perseveranza necessaria ad aprirmi avrei mostrato una natura sensuale, fantasiosa e priva di inibizioni.
Qualcosa invece ha rotto la pupa e ne sono uscita troppo presto, spiegando ali accartocciate troppo deboli per volare.
E' così che ho vissuto come una farfalla da cortile.
Ho trovato le mie scarpette da punta in fondo all'armadio, abbandonate e dimenticate in un angolo oscuro fino ad oggi. Le ho provate e mi andavano ancora bene. Sono le mie scarpe.
Questo pomeriggio ho cucito nuovi nastri più lunghi per le mie caviglie di donna.
E sono salita sulle punte.
Le caviglie sono ancora deboli e ondeggiano, non reggono bene.
Allora mi sono ricordata del consiglio del Maestro di rinforzare prima le caviglie, per evitare di cadere di nuovo.
Mi sono seduta per terra e ho cominciato l'esercizio.
Per poter rimettere le mie scarpe.
lunedì 23 febbraio 2009
La Finta Addormentata


Proprio l'altra sera parlavo di emisfero destro ed emisfero sinistro e della mia teoria sul cannoncino e il bignè.
Domenica 22 Febbraio 2009 - Sono in piscina. Ci sono due vasche gemelle, in quella di sinistra stanno due bambine identiche vestite con costumi svolazzanti hanno la faccia dipinta con vernice d'oro, i capelli biondi raccolti in morbidi boccoli. Mangiano pasticcini prendendoli da un vassoio al bordo della vasca. L'istruttrice le sgrida e loro tra gridolini e risa continuano a provare la loro danza. Nella vasca di destra c'è un corso di nuoto. E' il compleanno di una ragazza bionda. Ha il viso incantevole ma è molto grassa. Beve champagne direttamente dalla bottiglia e ride sguaiata. Gli altri ballano, mangiano pasticcini e pizzette da bordo vasca e brindano con in mano calici di vino. La loro istruttrice pensa che è impossibile contenerli e quindi si unisce alla festa. Io vado a sdraiarmi su un lettino e mi addormento. Sento arrivare il Maestro, riconosco il suo passo, i rumori che fa spostando gli attrezzi. Si avvicina a me e io fingo di continuare a dormire, il braccio mollemente abbandonato sopra la testa e oltre il bordo del lettino. Il Maestro si è fermato proprio dietro di me, prende il mio braccio tra le mani e lo muove, fa girare la mano studiandone l'articolazione, cerca di svegliarmi toccandomi leggermente la spalla ma io fingo ancora di dormire. Allora afferra il mio braccio e lo strattona, un colpo secco. Il dolore mi toglie dal mio stato di finta addormentata. Il Maestro si sta dirigendo verso la vasca di destra, fa uscire tutti quanti interrompendo le gozzoviglie. Deve iniziare la lezione. Sono in acqua ora, mi arriva alle ginocchia e non riesco a saltare. Con gli occhi fissi sul Maestro per non perdermi l'esercizio, mi sposto verso l'acqua più alta. Mi sveglio.
I miei due emisferi cerebrali si sono dati alla pazza gioia, disubbidiscono e festeggiano sguaiatamente. Di nuovo è arrivato il Maestro Onirico ha rimettermi in riga. Lui si occupa della vasca destra, dell'emisfero destro, perché è quello preposto al corpo ed essendo un Maestro di ginnastica guarda il corpo. L'istruttrice delle due bambine dalla faccia dipinta riesce a malapena a farsi ubbidire. L'istruttrice sono io. E anche le due bambine con il volto coperto sono sempre io. Ho dei problemi a darmi delle regole e a seguirle. Ho dei problemi a rivelare me stessa. Indosso una maschera.
Io sono anche l'istruttrice del corso di nuoto che si tiene nella vasca/emisfero destro. Una istruttrice che non riuscendo a tenere a bada gli allievi, si aggrega al festino. Anche la ragazza grassa dal viso incantevole sono sempre io. Invece di nuotare, di imparare a nuotare, mangio.
Perché succede tutto questo? Perché sto dormendo. E quando avrei la possibilità di agire, preferisco far finta di dormire.
Ci vuole il Maestro Onirico per riportarmi dentro nell'acqua e per scuotermi. I suoi modi sono prima dolci e poi sbrigativi, ha capito che non deve lasciarmi adagiare. Devo rientrare nell'acqua, è un passo indietro rispetto a qualche sogno fa. E in più l'acqua mi arriva alle ginocchia, indica che non sono più nello stato emozionale, ho perso lo slancio, la motivazione. Devo tenere gli occhi sul maestro, eseguire l'esercizio e ricominciare tutto da capo, immersa nell'acqua.
Devo ricominciare dall'emisfero destro.
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