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venerdì 21 marzo 2014
Uccelli
...mi è entrato un uccello in casa, uno di quelli che gugolano dalle cinque del mattino sopra il tetto di casa mia. Era già due giorni consecutivi che aprendo la finestra della camera e tornando sotto le coperte, veniva a posarsi sulla ringhiera di ferro battuto un piccionetortoracolomba.
Se ne stava li, a guardare dentro casa...allora sollevavo il piumone e volava via.
Mi ero chiesta se questo avvenimento potesse voler dire qualcosa, come gli àuguri romani che osservavano gli uccelli per trarne auspici, mi ero fatta un appunto mentale...
poi la quotidianità prevale e te ne dimentichi
Oggi sto scrivendo al portatile e improvviso come falcopiccionetortora entra 'sto pollastro. E non riesce più ad uscire perchè si è infilato tra le finestre accostate.
Mi parte un grido strozzato, non posso farne a meno, il cuore mi salta nel cervello e ci si aggrappa con tutte le sue forze determinato a non tornare giù. Mentre l'uccello prova ad uscire a capocciate contro il vetro, agguanto una cartellina e la uso come prolunga per cercare di aprire le ante. Il volatile alterna una finestra all'altra e io di conseguenza, in una danza di allontanamento come un minuetto. Finalmente, con i polsi che tremano, comincio a parlare bassa all'uccello. "Stai tranquillo che ti apro, stai tranquillo che ti apro, stai tranquillo che ti apro io..."
Il mantra sembra funzionare, l'uccello si acquieta e riesco ad aprirgli la finestra da sopra, credo di aver avuto le braccia lunghe un metro in quel momento.
Un fruscio d'ali e puf...sparito.
Ora che sto scrivendo ho ancora il tremore adrenalinico...
Urge assolutamente scoprire che messaggio c'era per me.
P.S....senso di leggerezza, di volo, tenerezza, saudade, desiderio di pace, veicolato dalla colomba del diluvio. Spirito Santo.
Il piccione annuncia amicizie e riconciliazioni. Rappresenta la donna innamorata ma volubile. In sogno raffigura il sognatore stesso, concentrato sulla direzione prescelta.
Capito tutto. I fiori stanno funzionando. C'è una energia cosmogonica che si muove dalla notte dei tempi. Basta vederla e prenderla.
martedì 6 novembre 2012
The Blue Fly - Il Tempo della Mosca
Ieri sera, mentre preparavo la cena, e' entrato in casa un moscone. All'inizio credevo fosse una cimice, tanto era il rumore che faceva e tanto era grosso. Poi si e' appoggiato nel cerchio di luce della lampada sul mobile, spostavo la lampada e il moscone si spostava per rimanere nel cerchio caldo.
Era a suo modo bello...la parte finale del corpo rigata come un piccolo bombo. Come fosse fatta di velluto nero e blu.
Se ne stava li, tremante di freddo al calore della lampada. Ho avuto pena di questo insetto fuori tempo. Le mosche sono creature di luce, in estate per farle uscire di casa e' abbastanza creare il buio e lasciare uno spiraglio di sole che entri di taglio dalle persiane. In pochi minuti escono da li seguendo il raggio...
Ma siamo in autunno, la sera diventa scuro presto. Ho aperto la finestra e spento tutto in casa, per dare una possibilita' di fuga. Faccio sempre cosi.
<<Esiste una teoria secondo cui le mosche vivono su un piano di temporalità diverso dal nostro. Per questo motivo sarebbe difficile seguirle nelle loro evoluzioni o prenderle al volo. Esse ci vedrebbero al rallentatore, anticipando i nostri movimenti.>>
Non se ne e' andato. A volte si incaponiscono scegliendo la morte. Allora mi tocca.
Entro nel tempo della mosca e mi apposto paziente e immobile.
Il colpo arriva senza acrimonia, se non e' il primo e' il secondo che raggiunge il bersaglio.
Il piu' delle volte rimangono tramortite, credo sia l'onda sonora a ridurle cosi', nessun spargimento di sangue, le raccolgo e le butto fuori.
...e se sopravvivono, spero abbiano imparato.

Era a suo modo bello...la parte finale del corpo rigata come un piccolo bombo. Come fosse fatta di velluto nero e blu.
Se ne stava li, tremante di freddo al calore della lampada. Ho avuto pena di questo insetto fuori tempo. Le mosche sono creature di luce, in estate per farle uscire di casa e' abbastanza creare il buio e lasciare uno spiraglio di sole che entri di taglio dalle persiane. In pochi minuti escono da li seguendo il raggio...
Ma siamo in autunno, la sera diventa scuro presto. Ho aperto la finestra e spento tutto in casa, per dare una possibilita' di fuga. Faccio sempre cosi.
<<Esiste una teoria secondo cui le mosche vivono su un piano di temporalità diverso dal nostro. Per questo motivo sarebbe difficile seguirle nelle loro evoluzioni o prenderle al volo. Esse ci vedrebbero al rallentatore, anticipando i nostri movimenti.>>
Non se ne e' andato. A volte si incaponiscono scegliendo la morte. Allora mi tocca.
Entro nel tempo della mosca e mi apposto paziente e immobile.
Il colpo arriva senza acrimonia, se non e' il primo e' il secondo che raggiunge il bersaglio.
Il piu' delle volte rimangono tramortite, credo sia l'onda sonora a ridurle cosi', nessun spargimento di sangue, le raccolgo e le butto fuori.
...e se sopravvivono, spero abbiano imparato.

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venerdì 17 febbraio 2012
La Fagiana
Venerdì 17 Febbraio 2012 - Sto guidando sciolta per andare al lavoro, Pa La Pimpi risuona finalmente non solo nella mia testa...ma si spande per tutta la macchina... ed eccola, sul bordo della strada, una zampa sull'asfalto e una già sull'erba una fagiana. Mi guarda, il capo girato verso di me, il corpo proiettato verso il prato, la zampa che era sulla strada bloccata a mezzaria. E' bella, giovane e tutta nuova, il piumaggio vibrante nel freddo del mattino, il cuore che pulsa caldo sotto i raggi di questo tiepido sole quasi timidamente primaverile. La supero e lei spicca un piccolo balzo, un semivolo...
Ho capito.
Il Fagiano è, in virtù delle sue caratteristiche, emblema di libertà interiore. Sognarlo significa essere ben coscienti, infatti, della buona salute mentale che ci assiste, e che ci rende più sicuri della bontà delle nostre azioni.
Simbolo di fertilità e nutrimento è associato a Demetra, la Madre Terra.
La comparsa del fagiano annuncia che è in atto un rinnovamento. E’ un simbolo di nascita e rinascita e aiuta a progredire, con la consapevolezza che il cambiamento in atto ti aiuterà a esprimere il tuo valore e i tuoi talenti. Evoca anche il recupero di energia sessuale e potere.
Gli antichi identificavano la Fenice col fagiano dorato, tanto che questa associazione ne deriva il simbolo di rinascita dalle ceneri.
Demetra, dea delle messi, che ciclicamente si blocca e fa seccare tutto perchè le hanno rapito la figlia Persefone, rappresenta il ciclo della natura. Ma come in natura, l'inverno è solo una apparente sterilità del terreno, noi sappiamo che sotto, nelle profondità della terra, nascosto agli occhi dei mortali, i semi stanno germogliando. Il ritorno di Persefone dal mondo ctonio coincide con l'arrivo della Primavera. La madre, Demetra, e la figlia, Persefone, si riuniscono. E la Fagiana ne è la rappresentazione. La Dea Fagiana è colei che nutre e che si rinnova.
Fertilità e Nutrimento.
Il dio interno si manifesta.
Ho capito.
Simbolo di fertilità e nutrimento è associato a Demetra, la Madre Terra.
La comparsa del fagiano annuncia che è in atto un rinnovamento. E’ un simbolo di nascita e rinascita e aiuta a progredire, con la consapevolezza che il cambiamento in atto ti aiuterà a esprimere il tuo valore e i tuoi talenti. Evoca anche il recupero di energia sessuale e potere.
Gli antichi identificavano la Fenice col fagiano dorato, tanto che questa associazione ne deriva il simbolo di rinascita dalle ceneri.
Demetra, dea delle messi, che ciclicamente si blocca e fa seccare tutto perchè le hanno rapito la figlia Persefone, rappresenta il ciclo della natura. Ma come in natura, l'inverno è solo una apparente sterilità del terreno, noi sappiamo che sotto, nelle profondità della terra, nascosto agli occhi dei mortali, i semi stanno germogliando. Il ritorno di Persefone dal mondo ctonio coincide con l'arrivo della Primavera. La madre, Demetra, e la figlia, Persefone, si riuniscono. E la Fagiana ne è la rappresentazione. La Dea Fagiana è colei che nutre e che si rinnova.
Fertilità e Nutrimento.
Il dio interno si manifesta.
martedì 10 maggio 2011
La Serotonina e' un Cavallo Nero che Ti Guarda da un Cancello
Oggi ho deciso di farmi aiutare, di nuovo. Non e' facile per me, che sono abituata alla solitudine e cerco sempre, fino allo stremo delle forze di risolvere i miei problemi da sola. Senza intrusioni. Ho fatto bene. Ho ricevuto il segno che me lo conferma.
L'ho visto tornando. Dietro il cancello di una villa, affacciato a guardarmi, c'era un cavallo. E' il cavallo che spesso ho visto la sera, lo guardavo e pensavo "ecco allora la giornata e' andata bene". Era li, pronto ad aspettarmi, passo con la macchina, rallento e lui mi segue con lo sguardo... E' uno sguardo profondo, indagatore ma libero. Quel cavallo sono io. Il cancello che ci divide e' un cancello pronto a spalancarsi su prati verdi dove poter correre senza ostacoli.
martedì 26 ottobre 2010
Il Coniglio
Venerdì 22 Ottobre 2010 - Sono all'uscita del parcheggio della piscina, è sera, è buio. I fari della macchina illuminano il prato che si spande tutt'intorno, un movimento congelato ed ecco che guardando meglio vedo un coniglio. Se ne sta lì fermo immobile, piccolo, molto piccolo, del colore indefinito dei cereali, solo l'interno delle orecchie, bianco, spicca. Indietreggio un poco e nella frazione di buio si sposta e poi si riblocca ipnotizzato dalle luci della mia macchina. Potremmo stare lì, io e lui, in sospensione. Per vedere chi tra i due si muove per primo. Vado.
Il Coniglio rappresenta un evento inaspettato nella vita di chi lo sogna o lo vede. Esso simboleggia la comprensione di una realtà altra che può destabilizzare le convinzioni della persona. Seguirlo indica una volontà di attenzione agli eventi a prima vista insignificanti, ma che potrebbero invece rivelarsi determinanti.
Come Alice, chi si incuriosisce, e rimane aperto e ricettivo, può essere trasportato in un Paese delle Meraviglie che dona un diverso modo di percepire la realtà circostante.
Il Coniglio, come la Lepre, è un animale lunare, incarna la lussuria, i desideri carnali e sensuali. Rappresenta anche l'abbondanza, la fortuna, la lascivia, la procreazione, la pubertà, lo slancio, la crescita, l'amore e il rinnovamento tipico primaverile.
Nella civiltà asiatica riveste il ruolo di condottiero, una guida che illumina e accompagna chi lo segue nel viaggio tra due mondi.
"Tutto parte dal coniglio, è il coniglio che indica la strada, è il coniglio il punto di partenza per arrivare a vivere veramente."Il Coniglio Onirico raffigura una persona docile, che si può ferire con facilità.
Va bene, ho capito.
giovedì 21 ottobre 2010
Due Cani
Giovedì 21 Ottobre 2010 - E' mattina, guido assonnata per andare al lavoro, una leggera nebbia staziona a mezzo metro sui prati. Il muro di cinta che corre lungo la strada custodisce i giardini delle ville di cui si vede solo la portineria sulla strada. Ci deve essere una piccola collina all'interno di una di queste perché ad un metro in linea d'aria dal muro di cinta galleggiano due cani. Con un balzo sincronizzato puntano le zampe davanti sul muro e poi giù, mi attraversano la strada e atterrano nel prato di fronte. Uno dei due è più grande, compie un giro su stesso e l'altro lo imita ad un secondo di distanza, come due pattinatori levrieri. Le orecchie tese, il muso puntato, con passo baldanzoso si inoltrano nella nebbia. Inghiottiti e spariti con un unico movimento di coda.
lunedì 11 ottobre 2010
Il Messaggio della Volpe
Lunedì 11 ottobre 2010 - Sto' tornando a casa dalla piscina, l'acqua ha fatto il suo effetto, non penso a niente. Guardo distrattamente il susseguirsi del paesaggio notturno. Ecco il Palo e poi il Cartello di direzione obbligatoria e... ho visto una volpe. Se ne stava lì come un gatto smilzo sul bordo della strada, due zampe già sul prato e due ancora sull'asfalto. Mi sta aspettando. Mi guarda fissa negli occhi, per un momento siamo sospese nello stesso spazio tempo.
L'ho oltrepassata, nello specchietto retrovisore ho visto la coda sparire flessuosa tra le stoppie.
Spesso mi capita di vedere animali selvatici. Sempre penso che abbiano un messaggio. Per me.
La Volpe non è sempre stata un simbolo negativo. Nella cultura cinese essa serve da specchio ai pensieri degli uomini, il suo ruolo è quello di scoprire i loro desideri più riposti e di far loro prendere coscienza delle responsabilità dei propri atti. Rappresenta una seconda coscienza.
Per i bretoni era uno degli animali psicopompi, trasportatrice delle anime dei morti.
La Volpe è tra gli animali più astuti, capace di ammaliare con il suo penetrante acume. Rappresenta l'istinto dell'uomo.
...poi ho trovato questo racconto...
Questo è il messaggio della Volpe per me.
...e sparisci nelle stoppie.
L'ho oltrepassata, nello specchietto retrovisore ho visto la coda sparire flessuosa tra le stoppie.
Spesso mi capita di vedere animali selvatici. Sempre penso che abbiano un messaggio. Per me.
La Volpe non è sempre stata un simbolo negativo. Nella cultura cinese essa serve da specchio ai pensieri degli uomini, il suo ruolo è quello di scoprire i loro desideri più riposti e di far loro prendere coscienza delle responsabilità dei propri atti. Rappresenta una seconda coscienza.
Per i bretoni era uno degli animali psicopompi, trasportatrice delle anime dei morti.
La Volpe è tra gli animali più astuti, capace di ammaliare con il suo penetrante acume. Rappresenta l'istinto dell'uomo.
Se dovessimo scegliere un animale che più di altri simbolizza il mondo furry, questo è la volpe. Esso è l'animale scelto da una buona parte dei furries, di gran lunga il più amato e rappresentato. Il motivo per cui questo animale viene adottato da così tanta gente è controverso. Secondo alcuni la volpe sarebbe da un punto di vista concettuale una sorta di via di mezzo tra i canidi e i felidi, riunendo in se i pregi degli uni e degli altri. Ma il vero motivo è oscuro: in parte c'entra la simbologia della volpe come animale che incarna la sessualità femminile attiva e disinvolta, ma basti ricordare che la ritroviamo anche come protagonista nel corpus medioevale di racconti del Roman de Renard, che ebbe a suo tempo in Francia tanto successo da far sì che per indicare l'animale si usasse da allora in avanti, in francese, il nome del protagonista, Renard appunto. (tratto da "Cos'è il furry" tigress.com)
...poi ho trovato questo racconto...
Volpe (Mada Rua).Usa l'Istinto e il tuo Acume. Per portare alla luce i tuoi desideri più nascosti.
Simbolo di astuzia. Rende pazzo chi la caccia o la segue.
I personaggi vedono una volpe che spunta dai cespugli di fronte a loro, in lontananza. E' inutile inseguirla o tentare di colpirla con armi da lancio, essa è troppo veloce. Di tanto in tanto la volpe spunta di fronte ai personaggi, li attende per qualche secondo, poi scompare solo per apparire poco più tardi. Dopo un po' di tempo a qualcuno sembrerà di essere già passato dal luogo ove si trovano (in effetti i personaggi, ingannati dalla volpe, compiono un lungo giro in tondo, come possono notare lasciando dei segni o guardando da che lato proiettano l'ombra). Per sfuggire all'inganno della furba (e permalosa) volpe i personaggi dovranno riuscire a sorprenderla: una dovrà restare nascosto per sorprenderla mentre gli altri continueranno a camminare fino a farla cadere nell'imboscata. A questo punto la volpe riconoscerà la scaltrezza dei personaggi "...siete più furbi di un coniglio, meritate una possibilità di rispondere ai miei indovinelli: se risponderete correttamente troverete la strada, altrimenti continuerete ad errare in eterno". I tre indovinelli sono:
Se un uomo portasse un fardello come il mio
Si romperebbe la schiena.
Non sono ricca
Ma lascio argento sul mio percorso.
Una scatola senza coperchio, cardini o chiave
Ma con un dorato tesoro al suo interno.
Tre vite io ho.
Gentile abbastanza da lenire la pelle,
Leggera abbastanza da accarezzare il cielo,
Dura abbastanza da rompere le rocce
Se si risponde correttamente a tutti e tre la volpe scompare assieme al suo inganno. Il premio è la risposta alle domande agognate.
Questo è il messaggio della Volpe per me.
...e sparisci nelle stoppie.
venerdì 5 febbraio 2010
Lo scoiattolo
Oggi mentre guidavo per tornare a casa dal lavoro, uno scoiattolo mi ha attraversato la strada, si dirigeva verso il bosco. Come un'onda grigiomarronebianca, la coda lunga quanto il corpo, silenzioso e flessibile.
Guardo cosa rappresenta lo scoiattolo, sento che come altre volte in cui ho incrociato animali sulla mia strada, è un segno. (Come la Lepre)
Imprevedibilità
Pianificazione
...la pianificazione dell'imprevedibilità?
Si, si può fare.
Guardo cosa rappresenta lo scoiattolo, sento che come altre volte in cui ho incrociato animali sulla mia strada, è un segno. (Come la Lepre)
Imprevedibilità
Pianificazione
...la pianificazione dell'imprevedibilità?
Si, si può fare.
sabato 10 gennaio 2009
Come la Lepre
Giovedì 8 Gennaio 2009 - Ha nevicato e poi ha piovuto. E' sera tardi, torno dalla piscina.
La strada è asfalto nero lucido che si svolge dritta come un nastro di seta tra la neve di velluto bianco. Improvvisamente, ferma in mezzo al nastro, un'ombra doppia. Come di un gattopinocchio che si è svegliato con orecchie d'asino. Le due teste si volgono verso di me, che intanto ho rallentato la macchina, ed ecco quattro bagliori dorati, quattro bottoni di rameverdearancio. Sono quasi ferma, ipnotizzata da quegli occhi. Nel secondo che mi ci è voluto per controllare se arrivava qualche altra macchina dietro di me, due balzi e via, morbide e silenziose, le due lepri sono saltate nella neve e poi verso il bosco e nella notte.
A volte, soprattutto quando guido da sola, spengo la radio e ascolto il rumore del traffico, dei tergicristalli alternati alle gocce di pioggia, il silenzio dell'afa che galleggia in agosto... ed ecco che mi affiorano domande di natura esistenziale.
Spesso, stando attenta, la risposta arriva subito dalla natura che mi circonda. Dalla Natura in sé e dalla natura di certe cose che osservo.
La Lepre è una creatura notturna, legata alla femminilità e alla Luna. Lepri, conigli e gatti, misteriosi, familiari e spesso trasgressivi compagni dei chiari di luna dell'immaginario, simbolicamente associati alla pubertà, non hanno più le giustificazioni dell'infanzia. Simbolo di rinnovamento della vita in tutte le sue forme, portano abbondanza, esuberanza ma anche incontinenza, lussuria e sfrenatezza. Ambiguità, segretezza e mistero il loro modo di agire. Sensualità e femminilità il loro ambito. (Chevalier - Gheerbrant)
Ecco, guidavo nel silenzio della notte innevata e poi lavata dalla pioggia e riflettevo sulla sessualità e sull'amore, sui rapporti amorosi. E la risposta è arrivata.
Devo fare come la Lepre.
La strada è asfalto nero lucido che si svolge dritta come un nastro di seta tra la neve di velluto bianco. Improvvisamente, ferma in mezzo al nastro, un'ombra doppia. Come di un gattopinocchio che si è svegliato con orecchie d'asino. Le due teste si volgono verso di me, che intanto ho rallentato la macchina, ed ecco quattro bagliori dorati, quattro bottoni di rameverdearancio. Sono quasi ferma, ipnotizzata da quegli occhi. Nel secondo che mi ci è voluto per controllare se arrivava qualche altra macchina dietro di me, due balzi e via, morbide e silenziose, le due lepri sono saltate nella neve e poi verso il bosco e nella notte.
A volte, soprattutto quando guido da sola, spengo la radio e ascolto il rumore del traffico, dei tergicristalli alternati alle gocce di pioggia, il silenzio dell'afa che galleggia in agosto... ed ecco che mi affiorano domande di natura esistenziale.
Spesso, stando attenta, la risposta arriva subito dalla natura che mi circonda. Dalla Natura in sé e dalla natura di certe cose che osservo.
La Lepre è una creatura notturna, legata alla femminilità e alla Luna. Lepri, conigli e gatti, misteriosi, familiari e spesso trasgressivi compagni dei chiari di luna dell'immaginario, simbolicamente associati alla pubertà, non hanno più le giustificazioni dell'infanzia. Simbolo di rinnovamento della vita in tutte le sue forme, portano abbondanza, esuberanza ma anche incontinenza, lussuria e sfrenatezza. Ambiguità, segretezza e mistero il loro modo di agire. Sensualità e femminilità il loro ambito. (Chevalier - Gheerbrant)
Ecco, guidavo nel silenzio della notte innevata e poi lavata dalla pioggia e riflettevo sulla sessualità e sull'amore, sui rapporti amorosi. E la risposta è arrivata.
Devo fare come la Lepre.
domenica 19 ottobre 2008
Freestyle
Domenica 19 Ottobre 2008 - Sono in ufficio e guardo un disegno fatto con matite colorate da C. Sul retro del foglio ci sono scritte indicazioni di lavoro e un'elenco di nomi con a fianco cifre di debiti che lei ha contratto. A fianco al mio nome c'è € 1,50. Penso che non mi ricordavo di averle prestato dei soldi. Sulla mia scrivania ho tanti campioncini di prodotti cosmetici. Arriva il capo e io sostengo che li devo catalogare, ma so che è un lavoro inutile e avrei altro da fare. Improvvisamente sono in campeggio. Devo defecare ma i water sono tutti a vista, sistemati ad anfiteatro. Ne scelgo uno nascosto da panni stesi ad asciugare. Sono dietro i panni che mi sgocciolano addosso e penso che vista dal centro della stanza sono mimetizzata. Arrivano F. e S. mi vedono subito e si mettono a chiacchierare con me mentre io mi sto pulendo. Non ascolto quello che dicono perché penso ancora ai trucchi di prima. Mi sveglio.
Sono in piscina, nella vasca olimpionica metà al chiuso metà all'aperto, intorno al bordo c'è il prato. Nuoto con le mie pinne blu, avanti e indietro a velocità sostenuta. Nuoto con le gambe unite muovendomi come se avessi la coda di pesce, vado talmente forte che il busto fuoriesce dall'acqua come un'aliscafo che ha preso velocità. Ci sono alcune persone nella parte sinistra della vasca, nuotano lente. Vicino al bordo una donna più vecchia di me, truccata come Liz Taylor, capelli neri tinti e costume blu di paillette, aiuta e tiene a galla un ragazzo disabile, nuotano. Io la prendo per i fianchi e le passo dietro, poi continuo a nuotare in tondo, con pinnate lente e regolari faccio cerchi e otto. La piscina si svuota, inizio a nuotare a stile libero. Ho dei braccioli da bambino, tutti colorati, alle braccia, ma quando nuoto non li vedo. Conto quattro bracciate 1, 2, 3, 4 alla quinta respiro, voltando sempre la testa verso sinistra. Nuoto bene, ma il viso scivola sulla superficie dell'acqua, il naso entra appena, penso che potrei anche non contare e respirare normalmente. Esco. Tolgo i braccioli e le pinne. E' quasi l'una e trenta, dovrei tornare al lavoro, invece decido di fare ancora due vasche. Ho visto dei bagnini molto carini che mi guardano. Esco e raduno le mie cose. I braccioli sono della piscina, li apro e li sgonfio. Ho un materassino mio, sgonfio anche quello, poi mi stufo e cerco di piegarlo per metterlo nella borsa, ma mezzo gonfio non ci sta. Ho molte borse e penso che sono stracarica e non ho voglia di portarle tutte. Dovrei prendere il telo mare, una sdraio, uno zaino blu, il tappeto del bagno che uso a bordo vasca. Sopra c'è una cacca della mia gatta. Cerco di nasconderla. Un bagnino si avvicina e la vede, pensa che sia di un bambino e commenta che ne ha trovate altre nel prato. Io sto li in piedi che non so come gestire tutta la roba che ho. Vorrei andare via a mani libere, leggera, senza avere beni materiali da trascinarmi dietro che mi appesantiscono. Mi guardo intorno, dietro le vetrate, tra i bagnini indaffarati mi sembra di aver visto il Maestro, è da tanto che non lo vedo nei miei sogni. Mi sveglio.
Il primo sogno è l'esempio di come il cervello costruisca una storia per utilizzare pensieri, informazioni, ricordi recenti, riunendoli per archiviarli con un senso compiuto e liberarsene.
In questi giorni ho pensato a C. perchè ho scoperto che abbiamo delle cose che ci accomunano, ai disegni divini e al fatto che ognuno si crea il proprio destino, ad eventuali soldi che dovevo a qualcuno e forse me ne ero dimenticata, a come certe persone sentano il bisogno di ridare fino all'ultimo centesimo il resto di spese fatte per qualcun'altro e chi invece non se ne cura, chi frigge per avere fino all'ultimo centesimo e si scontra con chi invece vorrebbe fare cifra tonda, "tanto poi ci sistemiamo quando me li dovrai dare tu..." (Io mi adeguo, dando l'esatto importo a chi frigge e insistendo solo due volte per ridarlo esatto a chi non se ne cura, da parte mia farei a meno di riavere i centesimi ma capisco l'esigenza di esattezza di chi me li vuole ridare a tutti i costi, e alla fine, dopo aver detto che non li voglio un po' di volte, li prendo).
In questi giorni ho parlato di bisogni e di water. In questi giorni sto facendo fuori tutti i campioncini di prodotti che ti danno nelle profumerie e nelle farmacie tentata di buttarli perchè per usare loro non uso quello che io ho scelto apposta per me.
Ho pensato spesso al bucato da fare e ho scritto di tessuti che si imbevono e di gocce.
Eppure... eppure non riesco a liberarmi dell'idea che forse questo agglomerato caleidoscopico ha un suo senso.
Ho qualcosa da nascondere (i trucchi, un debito dimenticato, i panni da lavare, i water all'aperto) ma non so cos'è. O forse si.
E poi c'è un disegno e delle indicazioni di lavoro. Ho del lavoro da fare (su me stessa) che fa parte di un disegno più ampio. Il disegno è fatto con matite colorate. Questo significa che l'ambito nel quale devo lavorare più alacremente è la creatività. Devo smettere di catalogare (le sensazioni, le emozioni, i fatti) e cominciare a lavorare per compiere il disegno che mi riguarda. Devo smettere di vivere come hanno scelto gli altri per me (i campioncini) e vivere scegliendo io come farlo. Freestyle.
Il secondo sogno fa parte ancora della saga della piscina. E' già la seconda volta però che si è insinuato un elemento nuovo. Le pinne. (Vedi La Morsa - Il Ritorno del Maestro).
Le pinne servono per nuotare nel mare, non sono adatte ad uno spazio ristretto come una piscina, lì le altre persone, in confronto a me, nuotano lente.
L'altra volta il Maestro è arrivato quando avevo tolto le pinne, e mi aveva trattato duramente, per impartirmi una lezione. Ora si è fatto solo intravedere da dietro la vetrata. Lui è fuori dalla piscina. Dove dovrei stare anche io. Devo smettere di nuotare velocemente in uno spazio ristretto e contenuto da quattro mura. E' una azione inutile (come Innaffiare l'acqua).
Sono pronta per nuotare nel mare. Ma ho paura di provare.
Con me, nella vasca, c'è la me stessa più vecchia e il mio giovane, ancora handicappato, lato maschile. Insieme riescono a nuotare. Lei lo aiuta. Io li sostengo per un po' ma poi continuo a nuotare veloce, in cerchio come il pescecane che non può fermarsi, come una sirena prigioniera.
Per nuotare nel mare devo abbandonare i luoghi certi e famigliari, i luoghi dove so che primeggio. E mettermi alla prova.
Per cambiare devo liberarmi dai pesi che mi porto dietro. Oggetti che mi danno un'illusione di protezione (i braccioli, il materassino mezzo sgonfio) ma che invece mi immobilizzano e mi appesantiscono e dei quali posso fare sicuramente a meno (lo zaino, la sdraio, il materassino, il tappeto).
Devo nuotare a stile libero, come il consiglio che ho dato ad una amica, anche io dovrei agire Freestyle.
Agire seguendo l'istinto. Libera da attaccamenti materiali. Leggera.
Lo Zaino rappresenta gli oneri e gli impegni che ci si trascina appresso e dai quali veniamo limitati ed ostacolati.
Il Tappeto rappresenta la vita affettiva e sociale.
Gli escrementi sono la materia ultima della digestione e il risultato dell'assimilazione degli alimenti. Nel sogno il corpo fisico diviene l'anima che si nutre di emozioni, sentimenti, gioia, dolore, sofferenza, motivazioni. Gli escrementi quindi sono il simbolo della saggezza che è divenuta tale dopo aver assimilato le esperienze vissute.
Gli escrementi di animale sono concime, e mantengono lo stesso significato anche in sogno.
Ne ho per tutti e due i significati. Devo solo smettere di essere timida e lasciare vedere anche agli altri il cambiamento prodotto da quello che ho vissuto fino ad ora.
E concimare/nutrire il terreno/le persone che mi circondano, per far nascere qualcosa di nuovo.
E' concime di gatta, parla di femminilità, eleganza, fascino e indipendenza emotiva. Di determinazione nell'ottenere ciò che vuole finchè non lo ottiene. Del volere le carezze e i baci e di vivere sensualmente. Di molto istinto e di quel poco ragionamento che serve per vivere. Freestyle.
Mi riaddormento.
Sono in piscina, nella vasca olimpionica metà al chiuso metà all'aperto, intorno al bordo c'è il prato. Nuoto con le mie pinne blu, avanti e indietro a velocità sostenuta. Nuoto con le gambe unite muovendomi come se avessi la coda di pesce, vado talmente forte che il busto fuoriesce dall'acqua come un'aliscafo che ha preso velocità. Ci sono alcune persone nella parte sinistra della vasca, nuotano lente. Vicino al bordo una donna più vecchia di me, truccata come Liz Taylor, capelli neri tinti e costume blu di paillette, aiuta e tiene a galla un ragazzo disabile, nuotano. Io la prendo per i fianchi e le passo dietro, poi continuo a nuotare in tondo, con pinnate lente e regolari faccio cerchi e otto. La piscina si svuota, inizio a nuotare a stile libero. Ho dei braccioli da bambino, tutti colorati, alle braccia, ma quando nuoto non li vedo. Conto quattro bracciate 1, 2, 3, 4 alla quinta respiro, voltando sempre la testa verso sinistra. Nuoto bene, ma il viso scivola sulla superficie dell'acqua, il naso entra appena, penso che potrei anche non contare e respirare normalmente. Esco. Tolgo i braccioli e le pinne. E' quasi l'una e trenta, dovrei tornare al lavoro, invece decido di fare ancora due vasche. Ho visto dei bagnini molto carini che mi guardano. Esco e raduno le mie cose. I braccioli sono della piscina, li apro e li sgonfio. Ho un materassino mio, sgonfio anche quello, poi mi stufo e cerco di piegarlo per metterlo nella borsa, ma mezzo gonfio non ci sta. Ho molte borse e penso che sono stracarica e non ho voglia di portarle tutte. Dovrei prendere il telo mare, una sdraio, uno zaino blu, il tappeto del bagno che uso a bordo vasca. Sopra c'è una cacca della mia gatta. Cerco di nasconderla. Un bagnino si avvicina e la vede, pensa che sia di un bambino e commenta che ne ha trovate altre nel prato. Io sto li in piedi che non so come gestire tutta la roba che ho. Vorrei andare via a mani libere, leggera, senza avere beni materiali da trascinarmi dietro che mi appesantiscono. Mi guardo intorno, dietro le vetrate, tra i bagnini indaffarati mi sembra di aver visto il Maestro, è da tanto che non lo vedo nei miei sogni. Mi sveglio.
Il primo sogno è l'esempio di come il cervello costruisca una storia per utilizzare pensieri, informazioni, ricordi recenti, riunendoli per archiviarli con un senso compiuto e liberarsene.
In questi giorni ho pensato a C. perchè ho scoperto che abbiamo delle cose che ci accomunano, ai disegni divini e al fatto che ognuno si crea il proprio destino, ad eventuali soldi che dovevo a qualcuno e forse me ne ero dimenticata, a come certe persone sentano il bisogno di ridare fino all'ultimo centesimo il resto di spese fatte per qualcun'altro e chi invece non se ne cura, chi frigge per avere fino all'ultimo centesimo e si scontra con chi invece vorrebbe fare cifra tonda, "tanto poi ci sistemiamo quando me li dovrai dare tu..." (Io mi adeguo, dando l'esatto importo a chi frigge e insistendo solo due volte per ridarlo esatto a chi non se ne cura, da parte mia farei a meno di riavere i centesimi ma capisco l'esigenza di esattezza di chi me li vuole ridare a tutti i costi, e alla fine, dopo aver detto che non li voglio un po' di volte, li prendo).
In questi giorni ho parlato di bisogni e di water. In questi giorni sto facendo fuori tutti i campioncini di prodotti che ti danno nelle profumerie e nelle farmacie tentata di buttarli perchè per usare loro non uso quello che io ho scelto apposta per me.
Ho pensato spesso al bucato da fare e ho scritto di tessuti che si imbevono e di gocce.
Eppure... eppure non riesco a liberarmi dell'idea che forse questo agglomerato caleidoscopico ha un suo senso.
Ho qualcosa da nascondere (i trucchi, un debito dimenticato, i panni da lavare, i water all'aperto) ma non so cos'è. O forse si.
E poi c'è un disegno e delle indicazioni di lavoro. Ho del lavoro da fare (su me stessa) che fa parte di un disegno più ampio. Il disegno è fatto con matite colorate. Questo significa che l'ambito nel quale devo lavorare più alacremente è la creatività. Devo smettere di catalogare (le sensazioni, le emozioni, i fatti) e cominciare a lavorare per compiere il disegno che mi riguarda. Devo smettere di vivere come hanno scelto gli altri per me (i campioncini) e vivere scegliendo io come farlo. Freestyle.
Il secondo sogno fa parte ancora della saga della piscina. E' già la seconda volta però che si è insinuato un elemento nuovo. Le pinne. (Vedi La Morsa - Il Ritorno del Maestro).
Le pinne servono per nuotare nel mare, non sono adatte ad uno spazio ristretto come una piscina, lì le altre persone, in confronto a me, nuotano lente.
L'altra volta il Maestro è arrivato quando avevo tolto le pinne, e mi aveva trattato duramente, per impartirmi una lezione. Ora si è fatto solo intravedere da dietro la vetrata. Lui è fuori dalla piscina. Dove dovrei stare anche io. Devo smettere di nuotare velocemente in uno spazio ristretto e contenuto da quattro mura. E' una azione inutile (come Innaffiare l'acqua).
Sono pronta per nuotare nel mare. Ma ho paura di provare.
Con me, nella vasca, c'è la me stessa più vecchia e il mio giovane, ancora handicappato, lato maschile. Insieme riescono a nuotare. Lei lo aiuta. Io li sostengo per un po' ma poi continuo a nuotare veloce, in cerchio come il pescecane che non può fermarsi, come una sirena prigioniera.
Per nuotare nel mare devo abbandonare i luoghi certi e famigliari, i luoghi dove so che primeggio. E mettermi alla prova.
Per cambiare devo liberarmi dai pesi che mi porto dietro. Oggetti che mi danno un'illusione di protezione (i braccioli, il materassino mezzo sgonfio) ma che invece mi immobilizzano e mi appesantiscono e dei quali posso fare sicuramente a meno (lo zaino, la sdraio, il materassino, il tappeto).
Devo nuotare a stile libero, come il consiglio che ho dato ad una amica, anche io dovrei agire Freestyle.
Agire seguendo l'istinto. Libera da attaccamenti materiali. Leggera.
Lo Zaino rappresenta gli oneri e gli impegni che ci si trascina appresso e dai quali veniamo limitati ed ostacolati.
Il Tappeto rappresenta la vita affettiva e sociale.
Gli escrementi sono la materia ultima della digestione e il risultato dell'assimilazione degli alimenti. Nel sogno il corpo fisico diviene l'anima che si nutre di emozioni, sentimenti, gioia, dolore, sofferenza, motivazioni. Gli escrementi quindi sono il simbolo della saggezza che è divenuta tale dopo aver assimilato le esperienze vissute.
Gli escrementi di animale sono concime, e mantengono lo stesso significato anche in sogno.
Ne ho per tutti e due i significati. Devo solo smettere di essere timida e lasciare vedere anche agli altri il cambiamento prodotto da quello che ho vissuto fino ad ora.
E concimare/nutrire il terreno/le persone che mi circondano, per far nascere qualcosa di nuovo.
E' concime di gatta, parla di femminilità, eleganza, fascino e indipendenza emotiva. Di determinazione nell'ottenere ciò che vuole finchè non lo ottiene. Del volere le carezze e i baci e di vivere sensualmente. Di molto istinto e di quel poco ragionamento che serve per vivere. Freestyle.
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