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lunedì 7 gennaio 2013
L'Assassinio del Vecchio Amante
17 Dicembre 2012 Lunedì - Sono una donna manager molto impegnata, ho appena ucciso un mio vecchio amante e chiamo Grazia, la mia assistente, per dirle di pensare lei al cadavere. Intendendo che lo facesse a pezzi e poi sparire. Invece torno a casa e in camera da letto, nel letto, oltre a lui c'è anche una donna morta. Dev'essere una di cui Grazia voleva liberarsi. E' che però li ha sistemati li tutte e due supini, belli dritti, con le braccia a croce sul petto. La chiamo immediatamente... arriva... Almeno poteva metterli come se fossero morti durante un amplesso... Insieme a Grazia arriva anche la polizia. Sono gendarmi francesi. C'è questo ispettore, porta il cappellino da gendarme ma indossa un'impermeabile, mi tira subito da parte e comincia a farmi una serie di domande, se conoscevo lui, se conoscevo lei...non ha senso mentire che lui, si, lo conoscevo e che si, era stato un mio amante ma, ora, la storia era finita e non mi interessava assolutamente più nulla di lui. Mentre racconto i fatti, o parte dei fatti, al poliziotto, continuo a pensare a Grazia, non ci siamo accordate e spero che dica più o meno le stesse cose. Comunque non ha importanza, io sono il capo...potrebbe non averle sapute...Mi sveglio un po' agitata, con il gendarme che sembra aver mangiato la foglia.
lunedì 16 maggio 2011
La Penna, la Carta
Ci sono cose che non possono essere scritte, che vanno solo vissute. L'intensità del momento in cui si guarda negli occhi di chi ti desidera è una sensazione così riempiente che nessuna parola può trasmettere.
Le labbra scrivono parole solo per l'altro e le appoggiano sulla sua pelle, sugli occhi, sulla bocca.
Le labbra scrivono parole solo per l'altro e le appoggiano sulla sua pelle, sugli occhi, sulla bocca.
In quel momento, la penna e la carta sono i due amanti. Ognuno dei due scrive sull'altro parole che rimangono incise nella carne, nella mente, nel ricordo. Io, che sono Penna per la maggior parte del tempo, vorrei essere Carta.
La Carta dove si tracciano i segni del desiderio. Come la carta aspettare che arrivi una penna a riscrivermi. E da foglio bianco, vergine, essere riempita di tracce nuove.
Riprovare quella sensazione di essere solo in due nella bolla e godere del momento.
La Carta dove si tracciano i segni del desiderio. Come la carta aspettare che arrivi una penna a riscrivermi. E da foglio bianco, vergine, essere riempita di tracce nuove.
Riprovare quella sensazione di essere solo in due nella bolla e godere del momento.
lunedì 2 maggio 2011
La bestia a due schiene
...La sua abilità nello spogliarla, la facilità con cui le fece passare il vestito sopra la testa senza incastrare la cerniera con la sua coda e la velocità con cui sciolse l'elastico che le teneva fermi i capelli la impressionarono. Deve avere una figlia, pensò Sarah. Gli uomini con delle figlie sapevano come svestire una ragazza. Ma anche lei aveva delle carte con cui impressionare il suo amante: materializzò come dal nulla un preservativo, lo scartò con una mano e glielo infilò ancor prima che lui protestasse perchè preferiva farlo senza. Quindi, con un movimento di bacino quasi impercettibile, uno slittamento pelvico appena visibile, lui si trovò dentro di lei. Il suo volto cambiò all'istante, trasformandosi in quell'espressione che faceva quasi innamorare Sarah di tutti gli uomini che si portava a letto: stupore, miscelato a gratitudine nei suoi confronti per avere permesso che ciò accadesse. Nella maggior parte dei casi, quell'espressione appariva soltanto all'inizio, poi si modificava in una maschera di trionfo o di determinazione a concludere. Ma questo padre leggermente sovrappeso e dallo sguardo dolce rimase stupito fin quasi alla fine. Sarah venne, come succedeva di solito, perchè conosceva alla perfezione il funzionamento del proprio corpo: in quale posizione mettersi, come rilassare i muscoli, lasciarsi andare e irrigidirsi, e posticipare l'orgasmo dell'amante perchè potesse raggiungere il suo. Il professor Carr - un altro uomo che aveva imparato dalle figlie come spogliare una ragazza senza scompigliarle i capelli - le aveva rivelato quei segreti, e gliene sarebbe stata grata per tutta la vita. Ma le aveva anche insegnato che un orgasmo non significa nulla: era solo un grido o uno starnuto. Così, sebbene ricercasse il piacere sessuale come la dipendenza da una droga e raggiungesse l'orgasmo a ripetizione, sperava ogni volta nella componente nascosta: la fusione in un'unica entità, la creazione della bestia a due schiene. Ogni volta, e con ogni uomo, attendeva quel momento trascendente, la fusione del proprio io che permetteva di assorbire un altro io già fuso: desiderava disperatamente che non fosse il professor Carr l'unico a ridurla in quello stato. (la bestia a due schiene - emily maguire)
Purtroppo questo pezzo non l'ho scritto io, mi è tornata in mente la figura di questo amante che sa spogliare una ragazza senza scompigliarle i capelli, perchè è padre di una figlia femmina. E' una cosa che mi ha sempre colpito, la competenza, la praticità delle mani di un uomo, nel togliere rapidamente i vestiti. Senza malizia, erotismo, ma come quando sei in ritardo per la scuola, i codini già fatti, e il papà ti veste senza spettinarti un capello... ed è proprio per questo motivo, la competenza delle mani, che diventa erotico.
sabato 2 aprile 2011
Uscire, stare dentro.
Domenica 10 ottobre 2010 - Sono a casa mia ci sono tante persone, tra cui il Mago seduto in un angolo che osserva, e i miei familiari. Tutti stanno guardando un film in bianco e nero di Totò, io mi annoio e mi sdraio sul pavimento. Mio padre si lamenta che non vado a trovarlo e io gli ricordo quello che dice sempre, che per non trovarsi bisogna essere in due, poi me ne vado in camera per guardare delle fotografie. Ritorno in salotto, e inizio a piangere, lamentandomi al contempo che tutti guardano il film invece di uscire, oggi che c'è il cielo azzurro e il sole. Me ne sto lì qualche minuto poi ad un certo punto prendo il coraggio e esco da sola. Penso che il primo gradino l'ho superato, poi incontri nuova gente, fai nuove amicizie, magari ti innamori... il Mago guarda con occhi spalancati e si rende conto che forse c'aveva azzeccato. Mi sveglio.
giovedì 17 febbraio 2011
Occhi
Michela ha occhi dolci, si sciolgono come cioccolatini mentre ti guarda con occhi di mamma. Vedono come sei e pian piano ti portano a vederti con i tuoi occhi.
Paola ha occhi vibranti, in continuo movimento hanno il colore degli occhi dei cervidi. Ti guarda dal profondo della foresta brumosa, e non capisci mai fino in fondo il suo pensiero. Un battito di ciglia ed è già sparita.
Lucia ha occhi che brillano come stelle luminose in fondo al nero di un pozzo. Spalancati sulla vita, colgono sfumature sfuggevoli a tutti gli altri. Quando mi guarda so che vede dentro di me.
L'Allievo Maestro ha gli occhi cangianti. C'è un momento, appena prima che succeda, in cui sono scuri, morbidi e profondi, della pastosità opaca del cioccolato fondente. Poi all'improvviso mutano aspetto e diventano come lucidi specchi. Come due pozzanghere sull'asfalto, improvvisamente illuminate da un raggio di sole, scintillano ad ogni spostamento di prospettiva. Diventano liquidi, metallici, guizzanti. Due pesci argentati che nuotano appena sotto la superficie del mare. E sorridono.
Ho visto una sola volta gli occhi del Mago da vicino. Così vicino che le sue ciglia mi spolveravano le guance. Il Mago ha occhi che brillano nel buio, ne escono filamenti dorati che ti raggiungono fin dentro l'anima. E ti cambiano per sempre. Chi mi ha guardato, dopo, ha visto le stelle nei miei occhi.
Il Maestro d'Armi ha occhi neri e penetranti come carbone affilato. Sono occhi intensi come i miei. Difficile indovinarne il picco, ma vedi che c'è. Ti trafigge e poi ti lascia lì, in sospeso. Tocca a te imparare. Lottare e combattere. O scomparire.
Attraverso il loro occhi ho visto me stessa, e ho capito cosa posso essere, cosa voglio essere. Ho capito che mi mancava essere guardata. Ho capito che non guardavo. E che non voglio più essere cieca.
P.S. La foto si intitola Ninja Eye, tutto un programma...
Paola ha occhi vibranti, in continuo movimento hanno il colore degli occhi dei cervidi. Ti guarda dal profondo della foresta brumosa, e non capisci mai fino in fondo il suo pensiero. Un battito di ciglia ed è già sparita.
Lucia ha occhi che brillano come stelle luminose in fondo al nero di un pozzo. Spalancati sulla vita, colgono sfumature sfuggevoli a tutti gli altri. Quando mi guarda so che vede dentro di me.
L'Allievo Maestro ha gli occhi cangianti. C'è un momento, appena prima che succeda, in cui sono scuri, morbidi e profondi, della pastosità opaca del cioccolato fondente. Poi all'improvviso mutano aspetto e diventano come lucidi specchi. Come due pozzanghere sull'asfalto, improvvisamente illuminate da un raggio di sole, scintillano ad ogni spostamento di prospettiva. Diventano liquidi, metallici, guizzanti. Due pesci argentati che nuotano appena sotto la superficie del mare. E sorridono.
Ho visto una sola volta gli occhi del Mago da vicino. Così vicino che le sue ciglia mi spolveravano le guance. Il Mago ha occhi che brillano nel buio, ne escono filamenti dorati che ti raggiungono fin dentro l'anima. E ti cambiano per sempre. Chi mi ha guardato, dopo, ha visto le stelle nei miei occhi.
Il Maestro d'Armi ha occhi neri e penetranti come carbone affilato. Sono occhi intensi come i miei. Difficile indovinarne il picco, ma vedi che c'è. Ti trafigge e poi ti lascia lì, in sospeso. Tocca a te imparare. Lottare e combattere. O scomparire.
Attraverso il loro occhi ho visto me stessa, e ho capito cosa posso essere, cosa voglio essere. Ho capito che mi mancava essere guardata. Ho capito che non guardavo. E che non voglio più essere cieca.
P.S. La foto si intitola Ninja Eye, tutto un programma...
mercoledì 22 dicembre 2010
Le Stelle e il Mago
Le parole possono essere sassi che affondano nell'acqua stagnante della mente di una persona, e magari rimangono lì, sul fondo, impantanati nella melma dei nostri pensieri vischiosi e ripetitivi.
Ma in una mente fantasiosa e creativa prima o poi succede qualcosa, la melma si scuote, e quello che sembrava un sasso si rivela un seme. Dal seme spunta una pianta, piano piano, lottando contro la corrente, si fa strada verso la luce della coscienza. Due timide foglie raggiungono la superficie dell'acqua e lì si nutrono della luce della realtà. In questo modo sboccia il fiore di loto della conoscenza.Quando uno conosce può agire.
Pensa sesso e sii una visione...
E' così che ho coltivato la mia audacia.
venerdì 3 settembre 2010
Ciclotimia a Razzo di una Razza
Ieri, sono su su su, sono nel punto più alto, inconsapevole, sono pronta, posso salire ancora, ancora di più...
Sono un uccello del paradiso, sono una visione. Riempio gli altrui occhi solo di me.
Oggi, sono in discesa folle, vertiginosamente in picchiata, destinazione terra in due ore nette.
Un tentativo, sbatto le braccia come fossero ali... ma io sono un razzo... i razzi non hanno ali da sbattere...
BAM
Sudore e lacrime.
Come spesso mi capita di pensare, appena abbandono le difese e mostro la mia natura, mi sfuggono.
Mi si negano. Mi colpiscono. Dalla terra è arrivato il colpo fatale.
Mi hanno abbattuto mentre ero già in curva discendente. Non è valido.
Lacrime e brividi.
Entro
Erano quasi due mesi. I muscoli, duri, si sciolgono. La testa, troppo piena di pensieri sbagliati, si svuota. Ecco...sono purificata. Senza ricordi.
Come una manta veleggio nell'acqua e vado accumulando energia elettrica.
Inconsapevole mi carico.
E' sera, guardo il mio elemento riflettersi in occhi pieni solo di me. La mia pelle è sensibile al calore, il tocco mi tranquillizza.
Hhh
Arrivano improvvise.
Sono morbide, inaspettate, decise e fugaci.
Sono morbide, inaspettate, decise e fugaci.
Sono su, su, su... a razzo, sono un'uccello del paradiso, sono una visione...arti, pensieri, fiori, piume, stoffe
...e morbida pelle e carne.
Sono labbra appena baciate, sono tutta lì.
martedì 24 agosto 2010
Cambiamenti
venerdì 2 luglio 2010
L'uomo cieco, il nuovo amico, il cucciolo di cane, il mare, il lago.
Martedì 15 Giugno 2010 - Ho sognato che ti mandavo un sms che raccontava la storia di un uomo cieco che conosce un nuovo amico. Il nuovo amico promette al cieco di portarlo al mare, luogo in cui il cieco non è mai stato, dicendogli che il mare è bellissimo, impetuoso, salato. Partono, ma dopo qualche giorno di cammino il nuovo amico si ferma ad un laghetto e dice all'amico cieco che sono arrivati. Il cieco si ricorda però che il nuovo amico aveva detto che il mare è salato, assaggia l'acqua e non lo è. Nel sogno, tu ricevuto il messaggio sei venuto di persona a chiedermi una cosa. Hai in braccio un cucciolo di cane, e mi chiedi di bere il latte dal suo pene, mi avvicino alla pancia del cane e vedo che ha solo mammelle. Allora mi chiedi chi tra noi due è l'uomo cieco e chi il nuovo amico. Nel sogno ti rispondo facendoti un'altra domanda: "Avevi chiesto di vedere il mare, perchè ti sei accontentato di fermarti al lago di O.?"
Ancora oggi non capisco se io sono l'uomo cieco o il nuovo amico. E forse non lo capirò mai.
Ancora oggi non capisco se io sono l'uomo cieco o il nuovo amico. E forse non lo capirò mai.
giovedì 25 marzo 2010
Stratagemmi...
Mercoledì 24 Marzo 2010 - Oggi emano, effettivamente è da qualche giorno che sono in emanazione, non so neanche io di cosa. In quattro hanno provato a dirmelo. Solo uno l'ha detto nella maniera giusta.
Quando l'Osservatore Esterno smette di osservare e compie un'azione cosa diventa?
Nei Tarocchi la prima carta degli Arcani Maggiori è il Mago, il Bagatto.
Il Mago possiede tutti gli strumenti per agire e ne ha la competenza. E' l'inizio del viaggio. Quella fase della vita dove si smette di aspettare sognando diverse realtà possibili e si inizia ad agire nella realtà per far diventare possibile il sogno.
Gli strumenti del Bagatto (del Mago) sono le quattro fasi del processo di creazione:
Innesco (l'ispirazione) - ideazione di un modello archetipo,
Progetto (l'immaginazione) - visualizzazione del modello fin nei minimi particolari
Discriminazione (la selezione) - scegliere cosa mantenere del modello e perché...
Nascita (l'azione) la fase necessaria a trasformare l'archetipo in una forma tangibile/attuabile nel mondo materiale
Assomiglia molto al motto che ho deciso di seguire ultimamente:
Penso, Voglio, Desidero, Ottengo.
Penso, a come sono, cosa voglio, cosa mi manca.
Voglio, si fa chiaro in me cosa ci vuole per risolverlo.
Desidero, così ardentemente e nei minimi particolari, come se esistesse già e fosse solo da prendere.
Ottengo. Dove Ottengo presuppone agire per ottenere, nulla (o quasi) cade dal cielo già bello pronto. E necessita di tre qualità imprescindibili: ricettività, azione e flessibilità.
Il Mago è la persona ma è anche la condizione in cui ci si viene a trovare per aver Pensato, Voluto, Desiderato e Ottenuto. E' un inizio.
"Sei di una bellezza disarmante..."
(...per forza, sono sotto ecstasy...)
Quando l'Osservatore Esterno smette di osservare e compie un'azione cosa diventa?
Nei Tarocchi la prima carta degli Arcani Maggiori è il Mago, il Bagatto.
Il Mago possiede tutti gli strumenti per agire e ne ha la competenza. E' l'inizio del viaggio. Quella fase della vita dove si smette di aspettare sognando diverse realtà possibili e si inizia ad agire nella realtà per far diventare possibile il sogno.
Gli strumenti del Bagatto (del Mago) sono le quattro fasi del processo di creazione:
Innesco (l'ispirazione) - ideazione di un modello archetipo,
Progetto (l'immaginazione) - visualizzazione del modello fin nei minimi particolari
Discriminazione (la selezione) - scegliere cosa mantenere del modello e perché...
Nascita (l'azione) la fase necessaria a trasformare l'archetipo in una forma tangibile/attuabile nel mondo materiale
Assomiglia molto al motto che ho deciso di seguire ultimamente:
Penso, Voglio, Desidero, Ottengo.
Penso, a come sono, cosa voglio, cosa mi manca.
Voglio, si fa chiaro in me cosa ci vuole per risolverlo.
Desidero, così ardentemente e nei minimi particolari, come se esistesse già e fosse solo da prendere.
Ottengo. Dove Ottengo presuppone agire per ottenere, nulla (o quasi) cade dal cielo già bello pronto. E necessita di tre qualità imprescindibili: ricettività, azione e flessibilità.
Il Mago è la persona ma è anche la condizione in cui ci si viene a trovare per aver Pensato, Voluto, Desiderato e Ottenuto. E' un inizio.
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