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domenica 22 aprile 2012

Il Tunnel al Polo, la Grotta, il Ragazzo Caucasico


Domenica 22 aprile 2012 - Mi trovo al Polo Nord, non ricordo come ci sono arrivata, ma dalle valigie e i corpi sparsi sotto la tormenta di neve, deduco che c'e' stato un disastro aereo. Recupero la mia valigia samsonite gialla e inizio a scavare. Sono sottoterra ora, sopra di me sento ancora il rumore del vento nonostante lo strato di terra e di ghiaccio che mi separa dalla superficie. Sotto il Polo Nord c'e' una rete di cunicoli, non so chi li ha scavati, sono un labirinto. Ho la consapevolezza che non mi troveranno mai, perche' i primi due mesi li ho passati fuori nutrendomi di neve e non e' passato mai nessuno. Ragiono e penso che il solo tunnel giusto, che mi portera' in salvo, e' quello con la pendenza in discesa. Mi incammino, trascinandomi dietro la mia valigia gialla e K. che non da segni di vita, ma non posso mica lasciarlo li. Cammino per giorni, all'inizio continuo a cibarmi di neve, e' l'unica cosa commestibile che trovo, poi piccole radici secche mi fanno capire che sono sulla strada giusta. Ogni tanto faccio un buco per guardare fuori, il paesaggio e' ancora bianco. Bianco...bianco... bianco... Ora trovo radici piu' carnose, sembrano radici di piantine vive, riprovo a sbucare fuori e sono su una montagna, li sotto inizia il bosco. Esco. Camminare nel bosco in discesa e' piu' difficile, per un attimo penso che ho fatto male ad uscire dal cunicolo, che comunque, per la via sotterranea sarei arrivata lo stesso ad incontrare il primo paese abitato. Scorgo delle case, dai tetti salgono volute di fumo di camino. Lascio andare il corpo di K. lo troveranno e qualcuno ci pensera', nell'altra mano stringo il cordino a cui e' legata la valigia, passo davanti a un vetro, il riflesso che rimanda di me non sembro io, pensavo di essere ancora uguale, ma dal vetro mi guarda una ragazza pelle e ossa, le guance scavate, gli occhi due orbite nere. Penso che per forza, ho potuto nutrirmi solo di neve per mesi e poi di radici secche...
Mi sveglio. Mi riaddormento. E' passato qualche mese e sono tornata quasi normale. Vivo ora in una citta'. Cammino sempre, sono stanca. Mi siedo ai bordi di una strada trafficata e mi si avvicina un gruppo di ragazzi e ragazze. Uno di questi mi chiede se voglio che mi faccia una pedicure. Accetto. Andiamo nel suo studio che e' ricavato nella cantina della casa dei genitori. Mi siedo ad un tavolo ingombro di strumenti meccanici, mentre chiacchiero con la sorella, il ragazzo si mette in grembo il mio piede ed inizia a lavorare. Ogni tanto sento male e lo inarco, allora lui me lo blocca legandolo ad un bastoncino di legno che lo tiene in posizione. Guardo il mio piede bianchissimo appoggiato alle sue cosce, indossa dei jeans chiari, ci guardiamo, e' molto magro, esile, ha pelle chiarissima capelli biondi ma occhi verdi, caucasico. Prende il mio piede e se lo avvicina all'inguine, capisco immediatamente perche' fa questo lavoro, il contatto con il mio piede ha smosso qualcosa. La sorella cerca di distrarmi, vuole farmi parlare, ha un modo di fare che non mi convince, e' tutto permeato da un'aria truffaldina. Mi volto verso il ragazzo che sta finendo il secondo piede e noto che mi ha messo uno smalto cangiante color lilla', gli dico che lo volevo rosso e lui risponde che quello puo' fare anche da base, sopra ci metteremo il colore che voglio. Pago e dentro di me so gia' che non tornero' piu' qui a farmi fare i piedi. Un po' mi dispiace, vorrei dare consigli su come tenere l'ambiente per renderlo piu' adatto...il ragazzo sta armeggiando con dei vecchissimi televisori, dalle profondita' di uno tira fuori una cassetta e me la porge, e' il filmato ripreso mentre si dedicava ai miei piedi. Si alza e mi segue, io saluto la sorella e le dico di utilizzare le immagini per publicizzare su internet. Siamo fuori, cammino con i piedi nudi infilati in due ciabattine infradito, il sole caldo scalda la pelle bianca, lo smalto manda riflessi multicolori ad ogni movimento, noto che lo ha abbinato alla maglietta che indosso. Passiamo vicino ad una fontana ai piedi di una gradinata di marmo grigio. Il ragazzo non parla molto, ma non e' imbarazzante stare in silenzio con lui. La luce e' di quella primaverile un po' fredda, la citta' e' austera. Entriamo in un sottopassaggio e davanti a me si snoda uno svincolo complesso di strade. Mi vengono in mente le Grotte di Postumia, glielo dico, lui non le conosce, e mentre gli racconto di queste grotte naturali sotto le quali ci sta anche una chiesa, che sono formate da stalattiti e stalagmiti, il ragazzo mi guarda fisso, mi prende le mani e se le avvicina al grembo. So che mi sta per baciare. Mi sveglio.

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lunedì 30 maggio 2011

La Casa sul Fiume, il Topo, il Gatto e Filippo




Lunedì 30 maggio 2011 - Sono nella casa su un fiume. Ci abito ma non è mia, la casa è della Proprietaria, c'è anche lei. La casa sul fiume è costruita proprio sopra i massi in mezzo alla corrente d'acqua, ha i pavimenti inclinati perché seguono la pendenza. Giro per casa studiando la disposizione delle stanze e come arredarla perché la casa è anche mia. La Proprietaria è in cucina, sta lavando i piatti, ad un certo punto sento un rumore come di arrivo e mi ritrovo con i piedi nudi immersi in dieci centimetri di acqua freddissima. Guardo la Proprietaria e lei tranquilla mi spiega che succede tutti i giorni alla stessa ora, quando il fiume si alza di livello, l'acqua scorre anche in casa, è tutto nella norma, segue la pendenza e dopo dieci minuti si riabbassa il livello. Così il pavimento è sempre pulito. Penso che è una cosa strana ma ci si può abituare, basta non lasciare niente per terra, che non vuoi venga portato via dalla corrente, e fare dei mobili con dieci centimetri di spessore impermeabile alla base. Mi sveglio, ma invece sto ancora sognando, e sono nel letto di casa mia. La mia gatta salta sul letto e mi accorgo che ha un topolino piccolissimo in bocca, è morto. Cerco di cacciarla via, la scena si ripete altre due volte, ma la terza volta il topolino è vivo, sfugge dalla bocca del gatto e corre all'impazzata tra le lenzuola. Vincendo il timore lo prendo in mano, ha il pelo morbidissimo è un batuffolo vibrante con il cuore che batte fortissimo. Penso che se ne ha trovati tre, vuol dire che ce ne sono degli altri, magari in una tana, e che se avessi la casa sul fiume, l'acqua non permetterebbe ai topi di fare la tana. Decido che devo cercare la tana nel sotterraneo della casa. Libero il topolino e lo seguo. Le fondamenta della casa sono un parcheggio abbandonato, detriti e pilastri, una scala che porta alla metropolitana, tra le arcate formate dai pilastri finestre con vetri rotti rimbalzano lame di sole. Si intravede il cielo fuori, è azzurro terso. Cerco i topi, sono armata di scopa, arrivo alla tana ma invece del topo esce un gatto adulto. Penso che il topo è cresciuto e nel sogno è normale che sia diventato gatto, è la sua naturale evoluzione. La scopa non è più sufficiente per il gatto, ci vuole un badile, ma già dentro di me non voglio prendere a badilate un gatto, lo vedo camminare sinuoso ed entrare in un anfratto, dopo poco tempo ne esce un ragazzo, è alto, magro, capelli castano dorato, occhi verdeazzurri, si chiama Filippo, è l'ultimo stadio dell'evoluzione Topo - Gatto. E' adulto ma è come se fosse nato ieri, candore e ingenuità sono le sue doti. C'è una donna affianco a lui, è la Fintabionda, l'ha preso a braccetto e lo sta convincendo di qualcosa, io mi avvicino di soppiatto, prendo la mira e lo colpisco con una badilata di piatto sulla testa. Il metallo è un guizzo argenteo sulla testa bionda. Filippo si gira e mi guarda stupito, nessuna reazione, guardando il suo sguardo meravigliato e innocente lascio cadere il badile e lo sottraggo alla Fintabionda. Filippo mi spiega che gli stava dicendo che per lui è meglio cercare lavoro in un altra nazione e che avrebbe dovuto prendere la metropolitana e andarsene. Io lo fisso negli occhi, siamo molto vicini, con voce bassa gli dico che non deve ascoltare quella donna, perché non parla nel suo interesse ma vuole solo allontanarlo da qui perché ha dei progetti e la sua presenza li intralcerebbero. Prendo il viso di Filippo tra le mani, ha la pelle liscia e delicata, sottile, lo bacio sugli occhi, sento le ciglia che fremono sotto la pressione delle mie labbra e intanto mormoro che non deve andarsene che deve rimanere insieme a me. Apre gli occhi e fa cenno di si, le nostre labbra si appoggiano, le sento morbide, calde e piene. Mi sveglio.
Filippo è il nome che avrei dovuto avere se fossi nata maschio. Filippo è l'ultimo stadio della mia evoluzione, è appena nato ma è un uomo fatto. La mia parte maschile ha finalmente raggiunto la maturità. C'è una parte di me, la Fintabionda, che se ne vuole sbarazzare, per mantenermi così, nello stato precario attuale, ma Filippo è forte, resiste senza cedere alle badilate. Ha uno sguardo candido sul mondo, guarda negli occhi e sa baciare.
E' sia preda (topolino) che predatore (gatto), è pronto a scendere nei sotterranei e a viaggiare lontano per intraprendere un nuovo lavoro. E non lo ferma niente e nessuno.

...e la casa? per il momento, sono ancora con l'acqua ai piedi... non so se è positivo o negativo, si vedrà.

domenica 12 aprile 2009

Personaggi ed interpreti - Il Ragazzo Onirico

I miei sogni sono popolati da personaggi che ritornano, figure costanti della mia vita onirica, o che mutano forma di volta in volta, ma che io so essere sempre lo stesso interprete.
Il Ragazzo Onirico è stato un neonato, un bambino di circa 7/8/9 anni, un ragazzo handicappato, un ragazzo suicida, un giovane uomo asiatico, un compagno di corso di aquagym che ruba l'attenzione del Maestro, e poi di nuovo un bambino. Quest'ultimo è forse un segno di retrocessione?
Il Bambino Onirico o, come lo definisce Jung, il Fanciullo Divino, rappresenta l'affermazione del sé, della propria fierezza e delle aspirazioni, del cammino interiore e del superamento del sé. E' un elemento diurno e solare, ci segnala di essere in quella fase di cambiamento matura per essere portata a compimento. E' l'azione.
Per le sognatrici può essere anche un Animus non ancora completo. La parte maschile dentro ogni donna, che conduce, una volta riconosciuta e sviluppata, ad essere un tutto in sé.
La mia parte maschile è un misto di Apollo, Hermes e Dionisio. E proprio Dionisio era il Fanciullo Divino dell'Olimpo. Egli è sceso negli Inferi, come Hermes, e ne è risalito. Dionisio è morto smembrato ed è rinato a nuova vita. Faceva parte dei Misteri Eleusini inseme a Demetra (la Madre) e Persefone (la Figlia). Conosceva e liberava quella parte segreta delle donne, che non viene rivelata agli altri uomini, nelle Feste Dionisiache.
Egli rappresenta il misticismo e la sensualità riuniti in un solo essere. Queste due pulsioni contrapposte eppure coesistenti in me.Nell'ultimo sogno dove è comparso il mio Ragazzo Onirico, egli si è trovato ad affrontare una scelta, a prendere atto di una verità orribile e a dover prendere una decisione in merito (Salvare Martina). L'ha fatto con coraggio. Coraggio che voglio avere io d'ora in poi.

I Misteri Eleusini: I Mysteria erano la festa dell'entrata nell'oscurità e dell'uscita verso la luce.
Il rito era composto da dròmena (cose fatte), legòmena (cose dette) e deiknùmena (cose mostrate)
La segretezza dei Mysteria consisteva nella indicibilità della esperienza (pathein), indipendentemente dalla volontà dei partecipanti al culto.
Non si aveva apprendimento (mathein) che all'inizio, poi si trattava di un mutamento di coscienza (diathetenai).

Feste Dionisiache, dove le Baccanti, vivevano una comunione con Dionisio, vagando per il bosco e sperimentando il percorso di follia e trasformazione, unione con la natura e potenza, liberazione selvaggia e slegamento da ogni regola che aveva caratterizzato la vita di Dionisio.

In questi modi contrapposti di apprendimento al cambiamento vedo le mie due nature. Sognatrice e pragmatica, empirista metafisica, razionale e sensoriale.

venerdì 10 aprile 2009

Salvare Martina

Mercoledì 8 Aprile 2009 - (II sogno) Sono seduta ad un tavolo insieme a S., il mio capo, e un bambino di circa 8 anni. Siamo in penombra. Stiamo facendo un gioco, io chiedo a turno agli altri di scegliere tra una cosa che diventa via via più prioritaria per il soggetto e Martina, la figlia del capo. Ovviamente lui sceglie sempre di salvare la figlia, S. ci pensa su, già alla domanda "tra il cibo e Martina?" tentenna. Allo sguardo perplesso del capo io rispondo "E' naturale, lui non conosce Martina e quindi non fa fatica a scegliere." Le domande che faccio pongono scelte sempre più difficili da prendere, e quindi esprimo il desiderio di smettere, dicendo che è un gioco pericoloso, che arriverà ad un punto dove Martina dovrà essere sacrificata anche dal padre. Lui sostiene di no e rivolgendosi al bambino gli domanda "Tra la tomba e Martina?" il bambino non capisce, mi accorgo di essere stata io a fare la domanda e quindi sento di dovergli spiegare cosa vuol dire morire, sepolto vivo. "Nessuno verrà a salvarti, e non potrai più giocare, non esisterai più per nessuno, sarai immobile sotto terra ad aspettare di addormentarti per non svegliarti più perché essere svegli li sotto è terribile. Hai capito bene?" Il bambino fa cenno di si con la testa e poi sceglie comunque di salvare Martina. Io lo accarezzo sui capelli e gli dico che è stato bravo e che grazie a questa scelta non morirà sepolto vivo, ma diventerà un cavaliere coraggioso che troverà l'amore perfetto. Lo mando a giocare, spiegandogli un'ultima volta che la sepoltura non è un gioco, di non farlo neanche per scherzo con nessun amico, perché quando l'amico muore non si può più tornare indietro, non importa quante lacrime, quanto uno si penta di aver fatto quel gioco, l'amico morto non tornerà più a vivere. Il bambino mi rassicura e va a giocare felice di essere un cavaliere senza macchia e paura. Mi rivolgo allora ai due uomini rimasti, "Sei sepolto vivo e anche Martina lo è, solo tu o lei può essere tirato fuori dalla tomba e salvato, chi salvi?"
Il mio capo rinuncia alla sua vita per la figlia. Guardo S. vedo che sa benissimo cosa sceglierà ma è tentato di dare l'altra risposta, lo metto in guardia: "Questo non è un gioco, quando ti dico che devi scegliere tra la tua vita e quella di Martina chi scegli? Non dire palle perché io capisco se non dici la verità." Mi sveglio sapendo che sceglierà se stesso.
Tutti i nomi di donna sono riconducibili a Marta o a Maria. Il mio nome appartine al ramo di Marta.
La piccola Marta, Martina, sono io e può salvarla solo un padre, un piccolo cavaliere senza macchia e paura, e io.

martedì 31 marzo 2009

La Serra

Venerdì 27 Marzo 2009 - Sono in una piscina cinema, ai lati della vasca uscite protette da tende di velluto blu scuro, un grande schermo bianco trasparente sovrasta la vasca, non c'è proiettato nulla in questo momento. Faccio la mia lezione di acquagym solita, quella che finisce alle 22,00 e vado a fare la doccia, poi decido di fare un'altra lezione alla fine della quale altra doccia e altro shampoo, infine mi fermo per fare ancora un'altra lezione, è l'ultima. Uscendo dalla vasca incrocio lo sguardo del Maestro ma lui gira apposta la testa dall'altro lato. Percorro un pezzo di bordo e mi rituffo in acqua, riesco ad immergermi e a guardare sotto con gli occhi aperti. Mi metto in fila alla scaletta per uscire dalla piscina, dietro di me c'è un ragazzo che ha fatto il corso con noi. Guardo insistentemente il Maestro, lui saluta tutti distrattamente, dicendo "'more, 'more" anche al ragazzo dietro di me, anzi sembra più interessato a lui. Non trovo più il mio borsone, ero sicura di averlo lasciato sulle panche vicino ad una delle uscite. Cerco ancora e mi dirigo nello spogliatoio, l'avevo lasciato lì. Mi faccio la terza doccia della serata e mi dirigo verso Paola che mi stava aspettando. Camminando verso l'uscita noto le pareti di vetro, sono altissime e formano una cupola trasparente sopra di noi, al riparo di queste pareti, come in una enorme serra, piante tropicali altissime e rigogliose, e librerie in legno scuro che sorreggono vasi di cristallo. Parliamo dei maschi e di come il suo compagno abbia deciso di fare i conti di casa il prossimo Venerdì di Pasqua. Lei comprende che i conti sono importanti, ma vorrebbe fare altro. Io concordo con lei sul decadimento dei rapporti di coppia per differenze di aspettative. Allora decidiamo di uscire libere.

giovedì 12 febbraio 2009

La Testata di Dexter

Mercoledì 11 Febbraio 2009 - Ho un bambino nel sogno. Ha capelli neri riccioluti e enormi occhi verde azzurri. Mi chiede perché abbiamo fatto i regali solo a S. e io gli rispondo che quando è il compleanno di qualcuno i regali li riceve solo quella persona perché si festeggia il giorno in cui è nata, perché si è grati della sua esistenza. Mentre spiego queste cose, S. si intromette con commenti sgradevoli e spoetizzanti, allora lo porto in bagno e gli ricordo dell'accordo che abbiamo fatto, secondo il quale qualsiasi disaccordo non deve essere esplicitato davanti al bambino. Lui continua con lo stesso atteggiamento distruttivo, allora lo prendo per il collo e lo sollevo lungo la parete del bagno, sotto la doccia aperta. Poi lo rimetto giù e, con l'indice e il medio della mia mano, girata verso i miei occhi, gli dico "questi sono gli occhi del serpente, memorizzali bene, perché quando li vedi devi avere paura" poi abbasso le dita e gli dò una testata che lo scaraventa a terra, dove batte ulteriormente la testa sullo spigolo di un armadio. Nel sogno penso che non mi sono fatta poi così male, pensavo peggio. Mi sveglio.

Sto cercando di educare il mio bambino onirico. Non sopporto intrusioni e sono disposta a difendere la sua purezza anche attingendo al serpente che è dentro di me.

Colpisco con una testata chi mi ostacola e vuole distruggere il mio lavoro, e scopro che ferire non mi fa stare così male come temevo. Basta incutere il giusto timore e... usare la testa.

Con un colpo secco.

lunedì 2 febbraio 2009

La Voce dei Sassi

Lunedì 2 Febbraio 2009 - Cammino per le strade di un paesino di mare, tipo isola greca, mi accodo ad una marcia, è una strada che mi rendo conto ho già fatto prima arrivando sempre fino ad un certo punto e non oltre. Voglio superare la gente in marcia, mi danno fastidio le loro voci anche se devo rendere atto, parlano sommessamente. Ma io voglio il silenzio. La strada è quella dei sassi, una striscia di sabbia in mezzo al mare. Mi porto a capo della coda ma c'è un uomo che non vuole che io stia davanti, non vuole lasciarmi passare. Gli dico che voglio stare da sola per poter sentire la voce dei sassi e allora mi lascia andare. Cammino veloce e incontro personaggi raccoglitori di sassi che ho già incontrato prima. Procedo oltre fino a dove quasi nessuno è arrivato. L'acqua si è alzata ma riesco ancora a camminare, sento sassi, coralli, conchiglie e sabbia sotto i miei piedi, proseguo. Appoggiandomi all'ultimo pilone mi assicuro lo zainetto sulle spalle, per non perderlo, fino ad ora mi ha seguito autonomamente. Sono quasi in mare aperto, ed ecco che cominciano ad arrivare imbarcazioni di legno, è un punto di transito, creano grosse onde, faccio fatica a rimanere sulla striscia di terra sott'acqua, la vedo e vedo i miei piedi che ci camminano sopra. L'acqua mi arriva al petto, le barche mi passano vicino, decido di togliermi dalla traiettoria nuotando per raggiungere un canotto con sopra mia zia Rosanna. Ci salgo, intenzionata a chiedere un passaggio fino a riva. Improvvisamente è diventato un veliero di legno, a bordo c'è unicamente una coppia che io so va al largo per provare scene d'amore tratte dai libri. Oggi sono indecisi tra Robin Hood e Lady Marian e Francesca da Rimini. Chiedo se possono accompagnarmi che poi li lascio soli. Sono seduta sul letto di legno, lenzuola candide e fresche, la brezza del mare che entra dalla porta che incornicia in un alone luminoso il ragazzo a torso nudo, la ragazza si avvicina e si mette sul letto, mi racconta le storie dei due libri chiedendomi consiglio, io le faccio un'analisi comparativa spiegandole i due diversi concetti di amore espressi dai racconti, intanto controllo che ci siano tutti i documenti per vidimare i libri. La ragazza ha i capelli lunghi e rossi, mi bacia sulla bocca e sulle mani, fa un cenno di intesa al ragazzo. Lui è asiatico, forse giapponese, ha i capelli neri tagliati scalati che arrivano alle spalle e un pizzetto tipo d'Artagnan, occhi seri e dolci, il torace glabro nervosamente muscoloso. E' minuto e gentile. Percepisco che vogliono provare qualcosa di nuovo, sento che lasceranno a me la decisione, se farlo solo con lei e lui stare a guardare o, se lo vorrò, far entrare anche lui. A loro andrà bene come deciderò io. Mi sveglio.

Il Sasso è ciò che non ha ancora assunto una forma in amore.
La Sabbia è amore, ci si distende per riscaldarsi, si modella in base alla forma del nostro corpo.
Il Corallo congiunge i tre regni, animale, minerale e vegetale e rappresenta l'amore
passionale.
La
Conchiglia incarna una personalità emotiva, facilmente vulnerabile e ipersensibile che si nasconde dietro una dura scorza esteriore. E' simbolo di un segreto da custodire. Rappresenta la femminilità, l'inconscio e l'immaginazione del sognatore.
Sentire una Voce in sogno indica un avvertimento. Le voci vengono udite per una reale necessità in un periodo di transizione nella propria esistenza.
Il Canotto compare in sogno per parlare di un aiuto necessario che giunge nel momento più opportuno. Indica un momento di transizione tra due fasi stabili della vita.

Il Veliero rappresenta la donna intelligente e intuitiva

Il
Letto simboleggia il centro della vita. E' simbolo di unione tra corpo e anima del sognatore. Un Letto in disordine designa una insoddisfazione sessuale. Una persona di sesso opposto nel proprio letto indica desideri sessuali incompresi e inappagati, vedersi nel letto o vedere una persona del proprio sesso nel letto è indizio di un malessere psichico, c'è qualcosa a cui non riusciamo ad adattarci. Quello che si trova nel letto annuncia qualcosa che non può più continuare nel contesto della vita attuale. L'oggetto rappresenta l'elemento nascosto della vostra esistenza.

Vedersi fare l'amore in sogno con una persona dello stesso sesso indica il superamento di una dualità interiore. La comparsa della forza che permette di accettare l'inaccettabile, il ritrovamento di un'armonia attraverso l'unione degli opposti.
Con il sesso opposto, desiderio di unione.


Il Libro concerne la vita del sognatore poiché lo informa e influenza il suo destino. E' una nuova forma di conoscenza, un nuovo orientamento del pensiero, una riconsiderazione dell'organizzazione della vita. Spesso fornisce una risposta a una domanda che il sognatore si pone nella vita da sveglio.


Finalmente sono riuscita ad andare A CAPO della CODA. Sono pronta ad andare oltre nel cammino introspettivo (Il Mare è l'Inconscio, la Strada è la Vita).
Finalmente ho una borsa/zaino che si muove da sola, e che devo portare addosso solo quando c'è ne bisogno. (Non intendo portare responsabilità sempre sulle mie spalle, solo quando è
necessario).
Nel tumulto delle navi troppo grosse che mi soverchiano (come le voci delle persone della marcia) trovo l'aiuto di cui ho bisogno (il canotto).

Il Veliero sono io, dentro di me la mia parte femminile e la mia parte maschile sono pronte ad iniziare una Nuova Cosa.

Questa Nuova Cosa non è la copia di una storia scritta da altri, ho tutti i documenti in regola per vidimare/certificare i libri ma non ne ho bisogno. Essi sono solo uno spunto. La vera storia, come andrà, la deciderò solo io.


La ragazza con i capelli rossi indica una natura sensuale e passionale. Mi bacia. Con lei ho già confidenza. E' l'Esotica Sconosciuta. La ragazza sono io.

Dopo il neonato, il bambino, il ragazzo handicappato, il ragazzo suicida, finalmente un ragazzo sviluppato (ha la barba) anche se ancora giovane (ha il petto non villoso, è minuto).

Questo ragazzo sono io. La mia parte maschile, attiva, tutta nuova e pronta. E' Asiatico quindi votato e abituato alla Spiritualità ed è Giapponese quindi anche pragmatico e volitivo.
Egli è un Osservatore Esterno ma è anche pronto a penetrare in me.
Tutti e due sono desiderosi di unirsi a me, ma aspettano che sia io a decidere come e quando.

Devo solo ricordare cosa stava dicendo la Voce dei Sassi.

venerdì 30 gennaio 2009

I 1000 modi del Maestro ovvero dell'Autodistruzione consapevole

Lunedì sera avevo voglia di sushi per via del sogno mattutino, invece sono andata a mangiare cose sfiziose ma assolutamente fuori dieta, consapevole di quello che stavo facendo. Ed ecco allora che è arrivata subito la bacchettata sulle mani. Il Maestro ha deciso di non farsi vedere, ma la sua presenza è stata dolorosamente tangibile...Martedì 27 Gennaio 2009 - Sono in uno scantinato/parcheggio sotterraneo vuoto. C'è solo una macchina guidata da un amico indefinito (il Maestro?), addossati ad una parete laterale, lontani parenti in posizione marginale, ci sono io con la mia gatta e ci sono ancora io in forma di giovane ragazzo munito di motorino. Inizia a fare degli otto passando tra i piloni del parcheggio. La macchina fa lo stesso. Stanno "carburando" per fare una gara. Il mio braccio destro è lunghissimo, si proietta in alto verso il soffitto per poi ricadere ad arco verso il motorino. Con il dito indice puntato sulla testa del ragazzo in sella al motorino, lo muovo in cerchi intorno a me.
Il ragazzo vuole suicidarsi e io lo so. Ad un certo punto il ragazzo dirige il motorino verso una rampa, io recupero la gatta e la tengo in braccio, il ragazzo sta puntando verso il muro di cemento nell'angolo dello scantinato. Sulla parete c'è un dipinto murale, vegetazione tropicale, verde blu violetto. Con il motorino a tutta velocità il ragazzo va a sbattere violentemente contro la parete, dalla testa si spande una macchia di sangue che muta il dipinto aggiungendo un enorme fiore rosso arancio, il ragazzo si rialza, barcollando scende dalla rampa, si toglie il casco e beve acqua da una bottiglietta, gli altri accorrono, io rimango immobile a guardare la scena, con in braccio la gatta, mi domando se morirà o sopravviverà. Mi sveglio.In questo sogno, è lampante, mi sto prendendo in giro ( il ragazzo/me gira intorno a me stessa guidato dal mio stesso dito).

Nella corsa verso l'autodistruzione consapevole e programmata ho ancora un barlume di autoconservazione (la gatta, l'acqua).

Se la risposta è nel fiore di sangue e cervello che modifica il dipinto, allora la domanda qual'è?

La domanda del mio corpo è il riempimento di amore, la domanda della mia mente è il dissetarsi con l'espressione artistica.

sabato 22 novembre 2008

Lucia e il Sogno

Questo sogno l'ho fatto il mattino dopo aver trascorso una giornata particolare, nella quale ho conosciuto Lucia, che ha visto oltre la carne di cui sono fatta.

Giovedì 13 Novembre 2008 - Sto guidando la mia macchina. Sono ferma ad un semaforo, è rosso. Dal marciapiede si avvicina alla mia macchina un bambino di circa 7 anni. Il giovane che lo accompagna rimane con l'altro bambino più piccolo dentro il passeggino, si dirigono verso un ponte. Ogni tanto si volta per guardare ma non fa nulla per richiamare il bambino che sta osservando l'interno della mia macchina dal finestrino. Il bambino apre la portiera e sale. In silenzio continua a guardare con curiosità. Io penso che quando scatterà il verde gli dirò di scendere dalla macchina in movimento perché devo andare al lavoro. Il semaforo diventa verde. Vorrei aprire la portiera per farlo saltare giù, poi decido di oltrepassare il semaforo e svoltare nel parcheggio. Vedo il giovane con il bambino nel passeggino che sta oltrepassando il ponte, si gira un'ultima volta e poi prosegue. Il bambino non fa cenno di voler scendere, chiudo le sicure delle portiere e inizio a guidare. Mi sveglio. John Everett Millais "Ophelia"
Una parte di me ha smesso di vivere 24 anni fa. Da quel momento mi sono lasciata vivere, reagendo invece di agire. Mio padre e mio fratello hanno continuato, hanno camminato sul ponte che porta sull'altra riva. Io sono rimasta ferma al semaforo della vita, con la mente occupata solo dal concetto di dovere. Troppo piccola per comprendere la perdita della madre, già grande per capire che dovevo sostituirla.

Dopo tutto questo tempo non sono più abituata alla presenza di questo bambino. Egli è maschio perché rappresenta l'agire. Quello che io ho lasciato perdere per così tanto tempo. Mettersi in gioco e scegliere.

Egli ha 7 anni, gli anni che sono trascorsi da quando ho iniziato il viaggio alla scoperta di come sono e perché sono così.

Il compito che mi ha dato Lucia è partorire il bambino che mi porto dentro. Un bambino fatto di grasso. Quel bambino sono io.

7 giorni dopo il dottore mi dirà le stesse identiche cose. (Me le dice da un anno ma ero chiusa dentro la corazza).

Entrambi hanno l'età per poter essere miei genitori. Dopo 24 anni di interruzione ho ricevuto da Lucia l'ultima lezione che una madre deve dare, quella che mi mancava per diventare donna e non essere più figlia, aprirmi alle emozioni e viverle. Esprimermi, volere e scegliere. Ricevere.

Dopo 24 anni di interruzione e chiusura in me sto imparando dal dottore che devo armarmi, lottare per cambiare, diventare indipendente. Esprimermi, volere e scegliere. Agire.

domenica 19 ottobre 2008

Freestyle

Domenica 19 Ottobre 2008 - Sono in ufficio e guardo un disegno fatto con matite colorate da C. Sul retro del foglio ci sono scritte indicazioni di lavoro e un'elenco di nomi con a fianco cifre di debiti che lei ha contratto. A fianco al mio nome c'è € 1,50. Penso che non mi ricordavo di averle prestato dei soldi. Sulla mia scrivania ho tanti campioncini di prodotti cosmetici. Arriva il capo e io sostengo che li devo catalogare, ma so che è un lavoro inutile e avrei altro da fare. Improvvisamente sono in campeggio. Devo defecare ma i water sono tutti a vista, sistemati ad anfiteatro. Ne scelgo uno nascosto da panni stesi ad asciugare. Sono dietro i panni che mi sgocciolano addosso e penso che vista dal centro della stanza sono mimetizzata. Arrivano F. e S. mi vedono subito e si mettono a chiacchierare con me mentre io mi sto pulendo. Non ascolto quello che dicono perché penso ancora ai trucchi di prima. Mi sveglio.
Mi riaddormento.

Sono in piscina, nella vasca olimpionica metà al chiuso metà all'aperto, intorno al bordo c'è il prato. Nuoto con le mie pinne blu, avanti e indietro a velocità sostenuta. Nuoto con le gambe unite muovendomi come se avessi la coda di pesce, vado talmente forte che il busto fuoriesce dall'acqua come un'aliscafo che ha preso velocità. Ci sono alcune persone nella parte sinistra della vasca, nuotano lente. Vicino al bordo una donna più vecchia di me, truccata come Liz Taylor, capelli neri tinti e costume blu di paillette, aiuta e tiene a galla un ragazzo disabile, nuotano. Io la prendo per i fianchi e le passo dietro, poi continuo a nuotare in tondo, con pinnate lente e regolari faccio cerchi e otto. La piscina si svuota, inizio a nuotare a stile libero. Ho dei braccioli da bambino, tutti colorati, alle braccia, ma quando nuoto non li vedo. Conto quattro bracciate 1, 2, 3, 4 alla quinta respiro, voltando sempre la testa verso sinistra. Nuoto bene, ma il viso scivola sulla superficie dell'acqua, il naso entra appena, penso che potrei anche non contare e respirare normalmente. Esco. Tolgo i braccioli e le pinne. E' quasi l'una e trenta, dovrei tornare al lavoro, invece decido di fare ancora due vasche. Ho visto dei bagnini molto carini che mi guardano. Esco e raduno le mie cose. I braccioli sono della piscina, li apro e li sgonfio. Ho un materassino mio, sgonfio anche quello, poi mi stufo e cerco di piegarlo per metterlo nella borsa, ma mezzo gonfio non ci sta. Ho molte borse e penso che sono stracarica e non ho voglia di portarle tutte. Dovrei prendere il telo mare, una sdraio, uno zaino blu, il tappeto del bagno che uso a bordo vasca. Sopra c'è una cacca della mia gatta. Cerco di nasconderla. Un bagnino si avvicina e la vede, pensa che sia di un bambino e commenta che ne ha trovate altre nel prato. Io sto li in piedi che non so come gestire tutta la roba che ho. Vorrei andare via a mani libere, leggera, senza avere beni materiali da trascinarmi dietro che mi appesantiscono. Mi guardo intorno, dietro le vetrate, tra i bagnini indaffarati mi sembra di aver visto il Maestro, è da tanto che non lo vedo nei miei sogni. Mi sveglio.

Il primo sogno è l'esempio di come il cervello costruisca una storia per utilizzare pensieri, informazioni, ricordi recenti, riunendoli per archiviarli con un senso compiuto e liberarsene.
In questi giorni ho pensato a C. perchè ho scoperto che abbiamo delle cose che ci accomunano, ai disegni divini e al fatto che ognuno si crea il proprio destino, ad eventuali soldi che dovevo a qualcuno e forse me ne ero dimenticata, a come certe persone sentano il bisogno di ridare fino all'ultimo centesimo il resto di spese fatte per qualcun'altro e chi invece non se ne cura, chi frigge per avere fino all'ultimo centesimo e si scontra con chi invece vorrebbe fare cifra tonda, "tanto poi ci sistemiamo quando me li dovrai dare tu..." (Io mi adeguo, dando l'esatto importo a chi frigge e insistendo solo due volte per ridarlo esatto a chi non se ne cura, da parte mia farei a meno di riavere i centesimi ma capisco l'esigenza di esattezza di chi me li vuole ridare a tutti i costi, e alla fine, dopo aver detto che non li voglio un po' di volte, li prendo).
In questi giorni ho parlato di bisogni e di water. In questi giorni sto facendo fuori tutti i campioncini di prodotti che ti danno nelle profumerie e nelle farmacie tentata di buttarli perchè per usare loro non uso quello che io ho scelto apposta per me.
Ho pensato spesso al bucato da fare e ho scritto di tessuti che si imbevono e di gocce.
Eppure... eppure non riesco a liberarmi dell'idea che forse questo agglomerato caleidoscopico ha un suo senso.
Ho qualcosa da nascondere (i trucchi, un debito dimenticato, i panni da lavare, i water all'aperto) ma non so cos'è. O forse si.
E poi c'è un disegno e delle indicazioni di lavoro. Ho del lavoro da fare (su me stessa) che fa parte di un disegno più ampio. Il disegno è fatto con matite colorate. Questo significa che l'ambito nel quale devo lavorare più alacremente è la creatività. Devo smettere di catalogare (le sensazioni, le emozioni, i fatti) e cominciare a lavorare per compiere il disegno che mi riguarda. Devo smettere di vivere come hanno scelto gli altri per me (i campioncini) e vivere scegliendo io come farlo. Freestyle.


Il secondo sogno fa parte ancora della saga della piscina. E' già la seconda volta però che si è insinuato un elemento nuovo. Le pinne. (Vedi La Morsa - Il Ritorno del Maestro).
Le pinne servono per nuotare nel mare, non sono adatte ad uno spazio ristretto come una piscina, lì le altre persone, in confronto a me, nuotano lente.
L'altra volta il Maestro è arrivato quando avevo tolto le pinne, e mi aveva trattato duramente, per impartirmi una lezione. Ora si è fatto solo intravedere da dietro la vetrata. Lui è fuori dalla piscina. Dove dovrei stare anche io. Devo smettere di nuotare velocemente in uno spazio ristretto e contenuto da quattro mura. E' una azione inutile (come Innaffiare l'acqua).
Sono pronta per nuotare nel mare. Ma ho paura di provare.
Con me, nella vasca, c'è la me stessa più vecchia e il mio giovane, ancora handicappato, lato maschile. Insieme riescono a nuotare. Lei lo aiuta. Io li sostengo per un po' ma poi continuo a nuotare veloce, in cerchio come il pescecane che non può fermarsi, come una sirena prigioniera.
Per nuotare nel mare devo abbandonare i luoghi certi e famigliari, i luoghi dove so che primeggio. E mettermi alla prova.
Per cambiare devo liberarmi dai pesi che mi porto dietro. Oggetti che mi danno un'illusione di protezione (i braccioli, il materassino mezzo sgonfio) ma che invece mi immobilizzano e mi appesantiscono e dei quali posso fare sicuramente a meno (lo zaino, la sdraio, il materassino, il tappeto).
Devo nuotare a stile libero, come il consiglio che ho dato ad una amica, anche io dovrei agire Freestyle.
Agire seguendo l'istinto. Libera da attaccamenti materiali. Leggera.

Lo Zaino rappresenta gli oneri e gli impegni che ci si trascina appresso e dai quali veniamo limitati ed ostacolati.

Il Tappeto rappresenta la vita affettiva e sociale.

Gli escrementi sono la materia ultima della digestione e il risultato dell'assimilazione degli alimenti. Nel sogno il corpo fisico diviene l'anima che si nutre di emozioni, sentimenti, gioia, dolore, sofferenza, motivazioni. Gli escrementi quindi sono il simbolo della saggezza che è divenuta tale dopo aver assimilato le esperienze vissute.

Gli escrementi di animale sono concime, e mantengono lo stesso significato anche in sogno.

Ne ho per tutti e due i significati. Devo solo smettere di essere timida e lasciare vedere anche agli altri il cambiamento prodotto da quello che ho vissuto fino ad ora.
E concimare/nutrire il terreno/le persone che mi circondano, per far nascere qualcosa di nuovo.
E' concime di gatta, parla di femminilità, eleganza, fascino e indipendenza emotiva. Di determinazione nell'ottenere ciò che vuole finchè non lo ottiene. Del volere le carezze e i baci e di vivere sensualmente. Di molto istinto e di quel poco ragionamento che serve per vivere. Freestyle.

sabato 20 settembre 2008

Un Sequestratore in Casa

Venerdì 19 Settembre 2008 - In casa c'è un sequestratore. In un primo momento tiene in ostaggio una bambina di circa 12 anni poi un ragazzo disabile. Se ne stà nascosto in una parte della casa, al piano terra. Nella casa c'è anche una donna (poliziotto?) è muscolosa, abbronzata e bella. Ha delle armi. Si aggira al piano superiore, vicino alla scala. Non sa ancora che in casa c'è un sequestratore nascosto, ma è in guardia, sospettosa e pronta. La casa è di legno, come quelle americane, una parte è in fase di ampliamento, dal tetto al pianterreno verrà allargata per ottenere nuove stanze, ci sono i segni dei lavori in corso, travi e macchinari, ma è un momento di pausa o il week-end, perché non ci sono gli operai. Fuori il prato è verde e disseminato di oggetti utili e di giocattoli colorati. Splende il sole. Io sono la donna vestita come Lara Croft, mi aggiro per il prato. Mi sveglio.

La Casa è il simbolo del nostro essere interiore e mostra la struttura della nostra personalità. Nella mia Casa è in atto un ampliamento. Dal tetto, che rappresenta lo spirito, il cervello, la classificazione delle idee, alla stanza in soffitta con una bella finestra come le vetrate delle chiese (l'introspezione e il viaggio nei propri ricordi, ma c'è la finestra quindi un segno di apertura) una nuova camera ai piani superiori, il modo di pensare in relazione a quanto si vive e allo sforzo di adattamento, e un salotto con veranda al piano inferiore, la vita emozionale, istintiva e inconscia. Con una apertura verso l'esterno.

La donna che si aggira guardinga sono io, sono pronta ad entrare in azione anche se non sospetto ancora la presenza del rapitore. Ma sono armata.

La bambina di 12 anni sono ancora io, la mia evoluzione è arrivata quasi alla adolescenza. Il ragazzo disabile è la mia parte maschile, come sempre impedita all'azione per una cosa o per l'altra.

... e il sequestratore chi è?

Il Rapimento corrisponde a una seduzione, a una conquista fatta grazie al potere del magnetismo.

... c'è una parte di me che tiene in ostaggio la nuova me stessa e la mia parte maschile, il cambiamento e l'azione. Ma allora chi seduce chi?

Ade, il dio greco dell'oltretomba, rapisce Persefone, la figlia di Demetra la dea delle messi e di Zeus, e lo fa con il permesso di quest'ultimo. La porta nel suo regno sotterraneo per farne la sua sposa. Per sei mesi Persefone rimane sottoterra senza toccare cibo perché sa che se mangiasse qualcosa di quel luogo, dovrebbe rimanerci per sempre. A primavera Zeus impietosito dalla nostalgia di Demetra per la figlia, manda Hermes a prenderla e Ade concede a Persefone il permesso di ritornare sulla terra strappandole la promessa che ritornerà. Prima della partenza le offre dei chicchi di melograno, nell'ultimo tentativo di assicurarsi il suo ritorno. E Persefone ne mangia tre. Consapevole che così dovrà tornare. Lo fa di proposito, perché è il suo modo di agire, fare ciò che vuole facendolo sembrare una volontà degli altri.

Con questa azione Persefone però è diventata donna. Non è più la bambina di Demetra, non è più la bambina rapita. Ha scelto di tornare nel Regno dell'oltretomba. E lì diverrà la Regina Sotterranea. Facendo da guida alle anime perse.

Per tre mesi all'anno tornerà sulla terra, portando l'estate e il sole. E' per questo che Demetra smette di far fiorire le piante quando Persefone torna sottoterra e a Primavera si prepara ad accogliere la figlia con un'esplosione di fiori che daranno i frutti al ritorno temporaneo di Persefone.

Ade è l'amante invisibile. Che ci isola dal mondo esterno. Il suo elemento è l'inconscio e l'introspezione. Non bisogna permettergli di tenerci per troppo tempo lì con lui. Altrimenti si rischia di non poter tornare più indietro, sulla terra.

Demetra è la nostra madre interiore. Ad ogni ciclo vitale, semina, scompare, torna e fa fiorire, nuove idee, sensazioni, emozioni, (queste sono le sue armi) ma è solo quando il nostro lato bambino riesce a tornare in superficie che i fiori diventano frutti. Ci deve essere la presenza, la volontà di cambiamento e l'azione per riuscire a trasformare tutto ciò in idee reali, sensazioni reali, emozioni reali.

La mia Demetra interiore è una Lara Croft guardinga e pronta. Armata. Bella e solare. Ha seminato il prato di cose utili e di cose dilettevoli. Ella presiede ai lavori di ampliamento della casa/corpo/mente. E sta solo aspettando che il sequestratore mi liberi, almeno per un po'.

domenica 7 settembre 2008

Frankie

Mercoledì 11 Giugno 2008 - Sono in una baita in montagna. C'è gente dell'ufficio, vedo F. , è tutto sciancato, siamo seduti a tavola e ad un certo punto sviene, gli altri ridono e io grido loro che sono stronzi, poi preparo qualcosa di caldo. Lo portano a letto e qualcuno mi dice che devo andare dentro il letto con lui. Io non capisco e me lo faccio ripetere più volte. Anche lui è sveglio adesso, ride. Faccio un gestaccio e me ne vado fuori a fare fotografie di fiori. Improvvisamente mi rendo conto che devo andare in un luogo cavalcando un'asinello. Mi incammino. Ci fermiamo a mangiare e dormire in una locanda. Porto il cibo fuori per il mio asinello, si chiama Frankie, e controllo che l'abbiano sistemato bene. Ha tutto, cellulare, Nintendo DS e copertina di lana. Gli accarezzo la testa e lui mi fa gli occhioni dolci. Lo bacio sul muso. Ripartiamo il mattino dopo e sulla strada incontro mio padre che guida un fuoristrada. Iniziamo un percorso in mezzo alla neve. Tutti gli altri escono di strada ma io con il mio asinello continuo anche in salita, con la neve ghiacciata. Inizio una gara con mio padre, lui in macchina io con Frankie, poi arrivo ad un'altra locanda. Mangio, dormo e il giorno dopo controllo Frankie, tutto bene. Mi avvio a piedi nelle strade di una cittadella antica fortificata.
subito dopo ...

Ho sognato che devo depilare le gambe di A. ma facendolo prendo dentro nella sua giacca blu con la crema. Allora lei si toglie le mutande blu, per fare prima, ma non la giacca.


La Giacca da donna rappresenta i sentimenti che ci riscaldano. Macchiata raccomanda di non compromettere la propria reputazione con una relazione amorosa.

I Fiori annunciano lo sbocciare di una Vita Psichica nuova e bella.

Fotografare in sogno annuncia un tipo di felicità da osservare, da analizzare e forse da dimenticare.

L'Asino rappresenta istinti e impulsi sottomessi, vinti e superati sul cui dorso siede la nostra personalità superiore. Incarna anche la pazienza, la modestia e l'umiltà. E' un animale forte e può compiere lavori importanti e grandi opere. Cavalcare un asino in sogno significa che l'istintualità si trova al punto desiderato e opportuno per essere usata nella conquista del pensiero superiore.

Scalare una Montagna segnala una espansione di Coscienza.

La Neve è acqua ghiacciata. L'acqua nei sogni incarna tutto ciò che ha a che fare con i sentimenti e le emozioni. Vedere la Neve indica che essi sono congelati.

La Città Onirica è il luogo dove il nostro sé svolge le sue attività. Qualsiasi cosa accada nella città e come è strutturata indica come viviamo. E cosa fare per risolvere eventuali problemi.

Entrare in una Cittadella preannuncia la realizzazione di un obiettivo riguardante l'amore o gli affari.

mercoledì 23 luglio 2008

La Fata e la Landa Dorata

Domenica 1 Aprile 2007 - Sono in vacanza/lavoro. Tutto si svolge in una piana in montagna, è estate, l'erba dorata si distende al calore del sole. Un bosco circonda la radura. Piccole case di legno chiaro punteggiano il paesaggio. Devo andare in bagno. L'unico bagno agibile è lontano, in un negozio tutto fatto di legno con le finestre da dove la gente ti guarda. Faccio pipì con pubblico non pagante. Ho delle storie con una compagna, ci baciamo e lei diventa un misto tra il Maestro e un amico che vive all'estero. Deve partire, allora ci abbracciamo e nessuno dei due vuole lasciarsi, capiamo che c'è amore tra noi. Insieme ci dirigiamo in una soffitta/cameretta. Li c'è già una ragazza bionda con in braccio un bambino/gattino. Arriva un'altro amico. Io mi metto in pigiama e vado a letto con la mia amica bionda, i ragazzi rimangono li a parlare. Domani mattina dichiareranno l'intento di sposarsi. Devo andare di nuovo in bagno, ci vado con E. che mi racconta di un ragazzo che le toccava le braccia. Allora anche io le racconto del Maestro che aspetta che io esca dalla vasca per toccarmi le braccia. Stabiliamo che i ragazzi di oggi non vogliono più rischiare e farsi avanti per primi, e che tocca alla donna prendere l'iniziativa. Mi sveglio. Il Gabinetto nei sogni indica un bisogno di liberarsi da un peso che ci opprime. Urinare in sogno segnale che questa situazione si sta per sbloccare.

A circa un'anno di distanza farò un sogno molto simile (Un pigro pomeriggio in campagna) che qui differisce per il fatto che all'inizio l'unione avviene con il lato femminile e passivo di me stessa. Sempre in una camera nei piani superiori, sempre due figure maschili che per me rappresentano dei modelli positivi.

Il sogno dice chiaramente che devo rendermi "vacante" per poter compiere un lavoro. Il lavoro che mi attende comporta lo "sbloccarmi", il lasciarmi andare e che questo rivelarmi alle persone, nel sociale è l'unica soluzione possibile (l'unico bagno è un luogo pubblico, devo fare pipì con la gente che guarda dalle finestre).

Il fine di questo lavoro è accettare che dall'unione con il mio Doppio Onirico, io rinasca a nuova vita (il neonato/gattino). Per poter compiere il lavoro, il mio Doppio Onirico deve per forza passare all'azione, e quindi divenire maschio da femmina che era. E io mi devo unire a lui, accogliere sul piano mentale (la soffitta, il piano superiore della casa) la mia parte maschile portata a risolvere le cose agendo, (...domani dichiareranno l'intento di sposarsi...) esso fa una promessa di matrimonio, una dichiarazione di unione per iniziare una nuova fase della vita.

La donna nella stanza rappresenta il principio femminile. I capelli biondi la identificano come una Fata. Essa promette un po' più di felicità nella vita. Opera in sintonia con i cicli vitali ed è messaggera di cambiamento interiore.
Anche il paesaggio circostante è caldo e dorato, "biondo", come il legno di cui sono fatte le case. La piana in mezzo alle montagne indica un momento di preparazione prfima di affrontare un cammino.

Il neonato è simbolo di nascita interiore. Simboleggia il Sé. Se nel sogno essi si trasforma in un cucciolo di animale esso rappresenta l'istinto, che chiede di venire allo scoperto, di non rimanere "dentro" ma di palesarsi come parte dell'evoluzione della personalità.

Le Braccia nei sogni rappresentano la forza, l'azione, il potere. Rappresentano anche il soccorso che si riceve da altri.

Il Lato maschile tocca le braccia del lato femminile. Con questo Tocco, c'è un passaggio di potere. Esso dona il potere di agire (attributo maschile) alla donna di oggi (quella che deve cambiare). Concetto ribadito dal discorso che la sognatrice fa con la sua amica/se stessa alla fine del sogno.

domenica 20 luglio 2008

Il Bambino Onirico e La Nuova Frontiera

Sempre nel quaderno ott 2006 - nov 2007, a poca distanza dal sogno della Polizia Onirica, ho descritto questo sogno. Me ne ero completamente dimenticata. Meno male che la mente non rinuncia a mandarti messaggi finché non capisci...

Sabato 17 Marzo 2007 - Sto correndo di notte per le strade di un paese che non conosco, in cerca della mia automobile. Con me c'è una mia collega, con la quale ho avuto un rapporto a volte conflittuale, si chiama come me. Girando per le vie arriviamo ad un bar di Latino americani. Salgo le scale e un bambino, dagli occhi profondi come pozze d'acqua, mi accarezza i capelli, mentre tutti gli uomini mi mettono nello zainetto il loro biglietto da visita "amoroso".


Il biglietto da visita di qualcun'altro segnala che una persona sta cercando un contatto con il sognatore, che potrà rivelarsi vantaggioso.

La notte, il paese sconosciuto, cercare qualcosa indicano una ricerca appunto che per il sognatore è completamente misteriosa. Si avverte la pulsione di trovare l'altra parte di se stessi perché ci è oscura e straniera. La collega omonima e spigolosa non è altro che un rafforzativo del messaggio. Devo trovare me stessa anche se scoprirò lati di me che non mi piaceranno. Infatti, anche se è una persona reale, ha il mio stesso nome, quindi nel sogno sono io. Questo lato sconosciuto di me stessa, oscuro, che non accetto volentieri (la collega è dura e aggressiva, o perlomeno io l'ho sempre percepita così, ma è anche impulsiva e "non guarda in faccia a nessuno", caratteristiche che in me tengo molto sotto controllo) si è palesato per aiutarmi nella mia ricerca. Stiamo cercando la mia macchina (che la Polizia Onirica si era incaricata di requisire nell'altro sogno). Per riprendere in mano la mia vita, devo fare affidamento anche su di lei/me.

Il bambino che mi accarezza i capelli non è altro che la me stessa che è già emersa a nuova vita. Egli è, sulle scale dell'evoluzione, più in alto di me e mi comunica un messaggio di speranza e di affetto.

I "Latino Americani" in quanto latini appartengono al passato dimenticato, in quanto americani appartengono al futuro. Essi rappresentano, in quanto uomini, la necessità impellente di passare all'azione. Di usufruire del mio lato maschile per dare una spinta alla evoluzione personale. Sono latini quindi parlano una lingua morta, un linguaggio che per me è incomprensibile ma che mi appartiene. Devo solo sforzarmi di comprenderlo di nuovo.

Loro agiscono, mi mettono direttamente nello zainetto i loro "biglietti da visita amorosi" vogliono che li contatti, perché l'aiuto che mi daranno è per il mio bene.

Sono anche americani, essi rappresentano il Paese della Scoperta. Una nuova landa fisico/mentale di me stessa sulla quale approdare. Le caratteristiche di questo nuova frontiera sono la temerarietà, lo spirito pionieristico, l'intraprendenza e il non esitare per conseguire nuovi obiettivi, materiali e non. Tutte caratteristiche che io ho sempre attribuito anche alla collega omonima.

giovedì 29 maggio 2008

Direzioni e direttive nei sogni

Si, lo so. Sono strana. Entrando nel sito può sembrare che non ho più pubblicato niente, ma... andando indietro compaiono post che prima non c'erano. E' che proprio DEVO metterli in ordine cronologico. Questo è nuovo però.

Mercoledì 28 maggio 2008 - Sono in un ufficio con tutte le scrivanie sistemate a gruppi in una sola stanza. Ho sognato spesso le scrivanie messe così, in un periodo precedente al black-out onirico. Vado in bagno e accendo il forno a micro onde per cucinarmi del cibo. Salta la corrente, qualcuno deve aver messo in funzione fotocopiatore e macchina del caffè contemporaneamente. Spengo il forno e, facendo finta di non sapere niente, esco dal bagno. Il capo non riesce a fissare una tenda, con mossa geniale la blocco a metà sfruttando un gancio che penzola dalla tenda e fissandolo alla maniglia della finestra, con un movimento da sotto in su. Nel sogno penso al pensiero laterale.

Faccio ripartire i computers rispondendo alle domande come se non fossi responsabile del black-out. E dando risposte tecniche esaurienti. Nel buio, prima, c'è un ragazzo, mi ha preso la mano, mi abbraccia e mi bacia. Senso di calore umano e pienezza del cuore. E' tornata la luce. Mi trucco le labbra di rosso e mentre parlo con altre persone, allungo il braccio all'indietro e tocco la mano destra del ragazzo. Lo guardo negli occhi e ricambia lo sguardo. Mi sveglio mentre spiego alla collega perché ho un debole per lui.

Il forno è un simbolo di creazione e trasformazione. E' la maturazione dei nostri progetti.
Il ritorno dell'elettricità rappresenta il "chiarimento".
Il giovane uomo, la mano, la destra, dal sotto in su, sono tutti simboli di azione, creatività, intenzione, del conscio, del portare all'esterno.

La bocca indica esigenze di contatto e comunicazione
Il rosso è energia, forza motrice.
Truccarsi evidenzia bisogno di un cambiamento, di essere trasformati.

Lo sguardo è il messaggio di un mutamento interiore. E' l'intuito.
Il pensiero laterale segnala che il sogno va letto non per quello che sembra. Ciò che vi succede in ordine di caos, buio e poi luce, rivelazione (la tenda aperta a metà), risoluzione dei problemi, indica un percorso fatto o ancora da fare.
Nel sogno della Maestra Vecchia, scendevo la scalinata della mia casa Multipiano. Era il momento del ritorno alle proprie capacità innate, ma anche un precipitare dentro di sè, in una fase dominata dall'incoscio e dall'istintualità. Ora, a quanto pare, sto risalendo?

domenica 25 maggio 2008

Il Festino

Questo è quello che si dice un sogno iniziatico o rivelatore.

Al festino onirico partecipano i principali personaggi della nostra vita. Intorno al banchetto sorgono situazioni complesse, sono le varie sfaccettature della vita affettiva, e dello stato interiore.

Sabato 24 Maggio 2008 - Sto guidando e sulla strada vedo due camion che hanno perso il carico per la troppa velocità. Uno ha perso Fiori di Gelsomino (o Tuberosa) ci sono degli uomini che con delle pale cercano di raccogliere i fiori e rimetterli sul camion. L'altro camion ha perso scatole bianche, vuote. Sono a piedi e faccio segno con le mani di rallentare ad altri camion che stanno arrivando da dietro una curva. Da uno di questi cade una cassapanca armadietto. Aiuto una vecchia signora molto distinta a raccoglierlo. Lo guardo e dico che, anche se è da rimontare, i pezzi ci sono tutti. Aiuto la signora a portarlo nella sua casa. E' una villa negozio che si sviluppa tutta in lunghezza, un corridoio con tante stanze. Lei mi fa specchiare in uno Specchio Magico e vedo il mio viso per metà deturpato da buchi sulla pelle. Lo Specchio Macchina Fotografica mostra in realtà come è il viso dopo l'esposizione al sole. La metà destra è giovane e bella rosea con la pelle compatta, la metà sinistra è brutta, vecchia con crateri nella pelle da dove si vede la carne sottostante marcia scottata. Poi mi mostra il trucco. Lo Specchio è in realtà un vetro semitrasparente, che riflette ma che è sovrapposto a una sua foto di quando lei stessa aveva il problema. In sequenza ci sono foto dove migliora e guarisce. Arriva mio fratello e allora gli faccio lo stesso scherzetto. Nella Villa c'è un matrimonio, io sono della troupe che fa il film. In alcuni momenti non è un matrimonio ma un festino aziendale. Gli invitati fanno cose strane seduti nei vari salotti lungo il corridoio. Coppie che si baciano, coppie che fanno l'amore, gruppi impegnati in orge. In un'altra stanza una coppia, Lui dirigente, Lei prostituta d'Ufficio lo sta allattando, ma non esce latte dal seno. Esco in giardino. C'è un uomo da solo che si tocca. Ci insegue, io sono con le mie amiche, loro scappano verso il bosco, lui segue me, io scappo verso la casa è mi chiedo perché sono rimasta da sola, perché non sono rimasta con il gruppo. Rientro in casa. Sono seduta su un divano e sto leggendo un libro (sulle conchiglie? sui minerali?) un bambino di fronte a me sta facendo i compiti, c'è un maestro che lo interroga. Una signora bionda seduta a fianco a me fa pettegolezzi e continua a parlare a vanvera ad alta voce. La zittisco, dicendo che il bambino non riesce a concentrarsi sulla lezione del maestro, ma in effetti è a me che da fastidio, non riesco a capire cosa sto leggendo. Mi sposto in un'altra stanza, c'è la sposa che sta tagliando la torta, ma prima facciamo una foto alla mamma della sposa che taglia la torta che ha fatto lei. Mangio una fetta di torta con le fragole e crema pasticciera, un po' di gelato al cioccolato, è in una scodella ma me ne hanno dato poco, solo una mezza pallina, e una fetta della crostata della mamma della sposa. Racconto a una donna dei due che ho visto e dell'allattamento, per spiegare meglio le tocco il seno, imbarazzata se ne va. Torno nella stanza dei due e siccome non do fastidio mi metto a leggere il libro. Dopo un po' mi dirigo alla stanza finale, lì c'è mio cugino Andrea, vestito tutto elegantemente, che Custodisce dei Segreti. In piedi ad una scrivania antica, dietro di lui una libreria con libri molto antichi che nascondono attrezzatura moderna per spiare. Mi sveglio prima di poter vedere i Segreti.

I Fiori simboleggiano l'anima, ne raffigurano la bellezza. Gli viene attribuito un ruolo passivo ed effimero ma anche materiale, evolutivo e poetico.

Il Carico è simbolo di doveri fastidiosi, di una colpa o di un sospetto.

Sognare un Camion vuol dire che si possiede l'energia, la forza, l'ambizione per superare i compiti difficili. Se è carico di mobili predice un cambiamento nella vita.

Scatole, pacchetti, sono l'emblema di una esperienza non ancora superata.

Il Bianco è grazia, saggezza e vittoria. Ridona la pace interiore, elimina le ossessioni. Rappresenta la Donna, l'innocenza ma anche l'impoverimento della vita emotiva. E' il riflesso dell'assoluto.

L'Armadio denota la ricerca della propria vera personalità.

Vedersi brutti nello specchio è segno di solitudine mal accettata, di sofferenza.

L'Ascesso raccomanda di non coltivare pensieri e sentimenti negativi, perché nuocciono solo a noi stessi, e incita a riappropriarsi della gioia di vivere.

Cute: Una pelle scuoiata o mutata può stimolare a tentare un nuovo inizio, liberandosi dal peso delle esperienze spiacevoli del passato.


Il Corridoio rappresenta un periodo di transizione. Collega due fasi della vita (come il ponte). E' lo sforzo teso alla nascita in una nuova vita e alla piena realizzazione di una lunga ricerca interiore.
Uscire su un giardino fiorito preannuncia un periodo di felicità dopo un momento di solitudine intensa. Tutto ciò' che accade nel corridoio indica lo sviluppo di una situazione. Dal contesto del sogno si può capire se felice o infelice.

Il Matrimonio ha funzione di collegamento, di fusione. Segnala la fine di un genere di vita e l'unione con un'altra fase dell'esistenza. Qualsiasi celebrazione o festa parla di una agitazione interiore, di una messa in discussione della vita sentimentale.

Vedere altri che si baciano è spesso sintomo di uno stato d'animo depresso a causa di forti desideri insoddisfatti

Mangiare: Cioccolato è indizio di bisogno affettivo. Fragole una buona amicizia nella quale rivestono un ruolo importante anche le esigenze sessuali. Crema dimostra che possiamo di nuovo godere della pubblica approvazione, ritrovare un'amicizia o un amore.

Seno, Latte, Allattamento, Madre, Armadio, Scatola, Bianco, sono tutti segni della Madre che alberga dentro di noi.

Lo Scrittoio incarna la vita esteriore. Rappresenta il lavoro. Una scrivania da sola in una stanza è sintomo di uno stato intellettuale febbrile. Quello che succede in questa stanza concerne la vita lavorativa del sognatore.

Il Segreto è la comprensione di qualcosa di importante che può riguardare fatti, persone o un'aspetto della propria personalità. E' legato al potere. Il Segreto che viene rivelato in sogno deve essere mantenuto e rispettato. La Verità traumatizza chi non ha ancora raggiunto l'evoluzione necessaria alla sua comprensione, o viene deformata e resa ridicola da chi non può comprenderla.