mercoledì 27 gennaio 2021

Gucci Rush - Gucci

E proviamo anche questa icona. Premetto che il packaging a me piace, avrei preferito fosse vetro rosso ma forse non sarebbe potuto essere così lucido opaco come solo la plastica può essere. Bello da toccare perché mai freddo, di un rosso stupefacente come solo alcuni rossetti rossi sono. Packaging disegnato, si dice, da Tom Ford stesso che all'epoca era a capo del reparto creativo di casa Gucci.

Appena spruzzato ha una dolcezza acquatica che lo trasforma facilmente in un profumo del nuovo millennio, la dolcezza non mi disturba ma l'acquaticità si, deve essere, in dose molto morigerata devo ammetterlo, una molecola che ho già trovato e che non mi piace (c'è anche in Coco Mademoiselle dove fortunatamente sparisce subito) e si trova onnipresente in ogni profumo da uomo moderno azzurro o in bottiglia azzurra, in grandissime quantità e che mi repelle, un profumo di acqua carnosa/frutta troppo matura, non so come spiegarlo meglio. Credo sia un calone di nuova generazione, nei profumi azzurri di una volta non c'era.

Dopo un bel po' di minuti l'acquaticità sparisce e rimane la pesca succosa e dolce, e delle erbe piccanti tagliate fresche. Da sotto emerge un patchouli non terroso, aromatico, che ancora il profumo alla pelle, riportandolo alle performance dei profumi anni '90. La parte finale è quella che preferisco. 


Gucci Rush (Gucci) - 1999 - Chypre Fruttato (Michel Almairac)
Pesca, Gardenia Californiana, Petali di Fresia Africana, Coriandolo, Rosa Damascena, Gelsomino, Patchouli, Vaniglia Naturale, Vetiver

giovedì 14 gennaio 2021

Fidji - Guy Laroche



Fin da piccola sono sempre stata attratta dai profumi e dalle immagini con cui venivano presentati.

Ricordo che osservavo la pubblicità di Fidji, ritraeva un isola ripresa dall'alto in un mare beige dorato, la ricordo così senza flaconi di profumo, solo la parola Fidji e forse la frase che accompagnava la pubblicità, che essendo in francese era per me bambina non interessante.

La donna è un'isola e Fidji è il suo profumo. 

Fidji parte verde e pungente, e come tutti i profumi delle decadi '70 e '80 le singole note olfattive non solo riconoscibili, isolabili, ma fanno parte tutte di un concerto che è il profumo stesso. Annusare Fidji, che non ho mai usato all'epoca, mi riporta alla memoria Charlie di Revlon, che mi portò dall'America mio papà quando ero tredicenne ma soprattutto Cristalle di Chanel, profumo che invece è stato tra i miei preferiti quando ero adolescente. Fidji non è come Cristalle ma fa parte di quella famiglia allargata dei profumi usati in quell'epoca, che erano raffinati, atemporali, di ampio respiro ma assolutamente complessi. Una adolescente poteva usare profumi strutturati ed entrava subito nel regno delle donne.

Le donne si profumavano da donne, con aromi evocativi misteriosi, non agganciati a nulla di edibile, riconoscibile, miscele, pozioni profumate di pariginità, di alta moda, di raffinatezza, i flaconi erano in cristallo molato, trattenuti da cordoncini di cuoio, da nappe.

Dopo poco assume una spigolosità fatta di aldeidi e fiori speziati, di foulard di seta, di donna.

Fidji (Guy Laroche) - 1966 - Floreale (Josephine Catapano)

Giacinto, Galbano, Iris, Bergamotto, Limone, Tuberosa, Aldeidi, Gelsomino, Ylan ylang, Chiodi di Garofano, Rizoma di Iris, Violetta, Note Speziate, Rosa, Muschio di Quercia, Vetiver, Sandalo, Resine, Muschi, Ambra, Patchouli