venerdì 24 maggio 2013
Nashville
domenica 20 gennaio 2013
A Scuola
Ci muoviamo come un solo corpo, ma ognuna ha il suo modo peculiare di esprimersi attraverso la danza. Finisce la lezione, alcune ragazze si cambiano, io esco direttamente così, devo seguire Lucia che sono venuta con lei. Usciamo dalla finestra, scavalcandola e inizio a camminarle dietro. Dice che ha parcheggiato al porto, siamo ad Alghero, e taglia giù passando per il giardino fatto a gradoni. C'è tantissimo dislivello tra un gradone e l'altro. Il passaggio che sta facendo è composto da cubi di porfido di circa 40 centimetri di lato, incassati nella terra del prato. A volte tra un cubo e l'altro c'è più di un metro e sono quasi allineati verticalmente. Ho paura di cadere e rallento. Quando finalmente riesco a scavalcare la recinzione mi trovo nella strada del porto ma di Lucia non c'è più traccia. Inizio a camminare lungo la via principale, porta fino in centro, cercandola con lo sguardo. Fa caldo e sollevo la gonna lunga e nera, i tacchi e le punte delle mie scarpe sono tutti cosparsi di chiodini martellati nella suola, ad ogni passo faccio un rumore metallico sulle lastre di basalto. Tac, tac...passo attraverso la gente e i turisti con incedere felino e fiero. Arrivo fino in cima ma Lucia non c'è. Ritorno indietro seguendo un'altra strada finché, quasi arrivata di nuovo al porto, vedo i suoi capelli biondi. Mi aspettava sulla sua barca. Ecco perché non l'avevo vista, credevo fosse in macchina. La barca è in effetti la conchiglia vuota di una piscina per giardino. Mi spiega che sotto ci sono dodici sassi che la tengono a galla. Mentre mi aspettava ha dovuto svuotarla dall'acqua che era entrata per via di un onda un po' più alta del normale. Mentre mi arrovello su come i dodici sassi possano tenere a galla la piscina, il sogno si inonda di luce bianca e caldissima, tutto sfuoca e io sono l'unico elemento visibile vestita di nero. Mi sveglio.
domenica 22 aprile 2012
Il Tunnel al Polo, la Grotta, il Ragazzo Caucasico

Domenica 22 aprile 2012 - Mi trovo al Polo Nord, non ricordo come ci sono arrivata, ma dalle valigie e i corpi sparsi sotto la tormenta di neve, deduco che c'e' stato un disastro aereo. Recupero la mia valigia samsonite gialla e inizio a scavare. Sono sottoterra ora, sopra di me sento ancora il rumore del vento nonostante lo strato di terra e di ghiaccio che mi separa dalla superficie. Sotto il Polo Nord c'e' una rete di cunicoli, non so chi li ha scavati, sono un labirinto. Ho la consapevolezza che non mi troveranno mai, perche' i primi due mesi li ho passati fuori nutrendomi di neve e non e' passato mai nessuno. Ragiono e penso che il solo tunnel giusto, che mi portera' in salvo, e' quello con la pendenza in discesa. Mi incammino, trascinandomi dietro la mia valigia gialla e K. che non da segni di vita, ma non posso mica lasciarlo li. Cammino per giorni, all'inizio continuo a cibarmi di neve, e' l'unica cosa commestibile che trovo, poi piccole radici secche mi fanno capire che sono sulla strada giusta. Ogni tanto faccio un buco per guardare fuori, il paesaggio e' ancora bianco. Bianco...bianco... bianco... Ora trovo radici piu' carnose, sembrano radici di piantine vive, riprovo a sbucare fuori e sono su una montagna, li sotto inizia il bosco. Esco. Camminare nel bosco in discesa e' piu' difficile, per un attimo penso che ho fatto male ad uscire dal cunicolo, che comunque, per la via sotterranea sarei arrivata lo stesso ad incontrare il primo paese abitato. Scorgo delle case, dai tetti salgono volute di fumo di camino. Lascio andare il corpo di K. lo troveranno e qualcuno ci pensera', nell'altra mano stringo il cordino a cui e' legata la valigia, passo davanti a un vetro, il riflesso che rimanda di me non sembro io, pensavo di essere ancora uguale, ma dal vetro mi guarda una ragazza pelle e ossa, le guance scavate, gli occhi due orbite nere. Penso che per forza, ho potuto nutrirmi solo di neve per mesi e poi di radici secche...
Mi sveglio. Mi riaddormento. E' passato qualche mese e sono tornata quasi normale. Vivo ora in una citta'. Cammino sempre, sono stanca. Mi siedo ai bordi di una strada trafficata e mi si avvicina un gruppo di ragazzi e ragazze. Uno di questi mi chiede se voglio che mi faccia una pedicure. Accetto. Andiamo nel suo studio che e' ricavato nella cantina della casa dei genitori. Mi siedo ad un tavolo ingombro di strumenti meccanici, mentre chiacchiero con la sorella, il ragazzo si mette in grembo il mio piede ed inizia a lavorare. Ogni tanto sento male e lo inarco, allora lui me lo blocca legandolo ad un bastoncino di legno che lo tiene in posizione. Guardo il mio piede bianchissimo appoggiato alle sue cosce, indossa dei jeans chiari, ci guardiamo, e' molto magro, esile, ha pelle chiarissima capelli biondi ma occhi verdi, caucasico. Prende il mio piede e se lo avvicina all'inguine, capisco immediatamente perche' fa questo lavoro, il contatto con il mio piede ha smosso qualcosa. La sorella cerca di distrarmi, vuole farmi parlare, ha un modo di fare che non mi convince, e' tutto permeato da un'aria truffaldina. Mi volto verso il ragazzo che sta finendo il secondo piede e noto che mi ha messo uno smalto cangiante color lilla', gli dico che lo volevo rosso e lui risponde che quello puo' fare anche da base, sopra ci metteremo il colore che voglio. Pago e dentro di me so gia' che non tornero' piu' qui a farmi fare i piedi. Un po' mi dispiace, vorrei dare consigli su come tenere l'ambiente per renderlo piu' adatto...il ragazzo sta armeggiando con dei vecchissimi televisori, dalle profondita' di uno tira fuori una cassetta e me la porge, e' il filmato ripreso mentre si dedicava ai miei piedi. Si alza e mi segue, io saluto la sorella e le dico di utilizzare le immagini per publicizzare su internet. Siamo fuori, cammino con i piedi nudi infilati in due ciabattine infradito, il sole caldo scalda la pelle bianca, lo smalto manda riflessi multicolori ad ogni movimento, noto che lo ha abbinato alla maglietta che indosso. Passiamo vicino ad una fontana ai piedi di una gradinata di marmo grigio. Il ragazzo non parla molto, ma non e' imbarazzante stare in silenzio con lui. La luce e' di quella primaverile un po' fredda, la citta' e' austera. Entriamo in un sottopassaggio e davanti a me si snoda uno svincolo complesso di strade. Mi vengono in mente le Grotte di Postumia, glielo dico, lui non le conosce, e mentre gli racconto di queste grotte naturali sotto le quali ci sta anche una chiesa, che sono formate da stalattiti e stalagmiti, il ragazzo mi guarda fisso, mi prende le mani e se le avvicina al grembo. So che mi sta per baciare. Mi sveglio.

lunedì 19 marzo 2012
Con i Tacchi Alti

Domenica 18 marzo 2012 - Sono in una citta' straniera, credo Barcellona o una cittadina del sud della Francia, ho appena lasciato il negozio del parrucchiere. Cammino da sola per la strada, tacchi alti, vestita in nero con fodera del cappotto e suole delle scarpe rosse. La strada e' deserta, una via romana a lastroni di basalto, il rumore dei tacchi mi fa sentire che sto camminando a passo lungo e sicuro. E' giorno, luce fredda e vento gelido sulle guance. Carte per terra mi fanno capire che c'e' stata una festa, forse carnevale. Nella mano sinistra stringo il mio telefono, o almeno lo credevo, lo guardo e nella mano ho un telefono obsoleto, sembra una ricetrasmittente di forma trapezoidale, ha una sola manopola in centro. Penso che ho tirato su questo oggetto al posto del mio telefono, nel negozio del parrucchiere. Panico. Mi immagino il mio telefono appoggiato la', alla merce' di tutti. Metto la mano in tasca e lo trovo, non ho borsa. Cammino dritta e spedita, senza pesi inutili, senza zavorra, ho solo quello che mi serve: il mio telefono, portamento, un bel cappotto e tacchi alti. Non ho voglia di tornare sui miei passi per riportare la ricetrasmittente...mi sveglio.

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lunedì 24 ottobre 2011
Quando hai troppe macchine, non vai da nessuna parte... - Umidità, Staticità e Chiusura
Lunedì 24 ottobre 2011 - Sogno. O meglio ricordo di aver sognato. Sono nello studio del dottore, so che vivo li da qualche giorno, perché ho avuto problemi con l'auto. Parcheggiate fuori infatti, oltre alla mia automobile che è stata riparata, ho due vetture sostitutive che non so come fare a riportare al meccanico. Dormire sul lettino del dottore è stato scomodo ma misteriosamente mi ha fatto passare il maldischiena, questo è quello che penso mentre sto radunando le mie cose in uno scatolone di cartone e qualche sacchetto. Ho deciso che non dormirò più li. Provo diversi reggiseni, tra cui un costume, e proprio in quel momento entra, dalla porta-finestra, l'assistente del dottore, un giovane biondo occhialuto alto ossuto. Mi comunica che ho ancora due parcelle in arretrato da pagare e mi chiede se sono già d'accordo con il dottore. Io finisco di vestirmi in fretta e comincio a portare fuori le borse e lo scatolone da mettere in macchina. Il parcheggio si sviluppa tutto intorno ad una antica fortezza, circondata da un fossato, alberi altissimi e secolari la nascondono alla vista in un aggrovigliato e lussureggiante verde scuro, il ponte levatoio sollevato. E', al momento, inaccessibile. Le tre macchine sono parcheggiate in punti diversi, quindi devo andare avanti e indietro descrivendo un semicerchio intorno alla fortezza, non vedo dove sto andando, sento solo il rumore dei tacchi sull'asfalto e poi, quando cambia, sul terriccio. Ho caricato la macchina, è la macchina che avevo prima, non quella di adesso. Guardo il cellulare, anche questo è il cellulare precedente al modello che uso in realtà adesso, il display è tutta una costellazione di goccioline d'acqua. Lo studio del dottore è sulla riva di un fiume, il telefono deve aver preso umidità nella notte, la temperatura è infatti scesa bruscamente. Penso a come fare per assorbire l'umidità, perché anche strofinandolo le goccioline rimangono li. Nel sogno che si sta avviando verso la veglia, ricordo di aver visto immagini di telefoni immersi nel riso. Il riso assorbe l'umidità senza corrodere i meccanismi, come farebbe il sale... La Risposta è il Riso. Penso che dovrei chiedere per farmi aiutare a riportare le auto di cortesia dal meccanico, ma sento di non avere ne voglia ne tempo, di dover prendere la mia auto e iniziare ad andare. La Risposta è lasciarle parcheggiate li, e lasciare che ci pensino da soli a recuperarle...
martedì 6 ottobre 2009
La Pentola a Pressione, i Calzini Antiscivolo e il Punteruolo da Ghiaccio
Se, così come ho capito con l'ultimo sogno* non potevo essere un ghiacciolo se volevo provare il vero amore, il punteruolo da ghiaccio mi serve per spaccare il ghiaccio di cui sono ricoperta e entro il quale mi sono rinchiusa... Allora a cosa mi possono servire le calze antiscivolo?
Per non scivolare?
O, come mi ha suggerito la mia amica Michela, per camminare sulla mia strada senza fare rumore, senza che nessuno se ne accorga?
Aspetto che arrivi il sogno sull'uso del terzo tesoro dal pianeta di ghiaccio.
La pentola è la donna e il suo contenuto è il femminino, la mia pentola, il mio essere donna, è chiuso dentro, ermeticamente, con un coperchio a pressione, senza leggere il mio libretto di istruzioni, qualcuno rischia che gli esploda in mano, facendo uscire tutto il contenuto senza possibilità di recuperarlo.
Il punteruolo da ghiaccio serve per spaccare il ghiaccio ma anche per essere armata.Ne ho bisogno? O forse semplicemente chi è armato porta in se l'istanza di agire e non di subire un'azione altrui. Il punteruolo da ghiaccio mi serve per rompere il ghiaccio e passare all'azione.
Le calze antiscivolo lasciano al piede, che simboleggia l'anima, la possibilità di camminare senza scarpa, senza quindi il vestito sociale con il quale ricopriamo la nostra anima di fronte agli altri. Prevengono dal scivolare e cadere. In quanto calze isolano dal contatto diretto con il terreno, con la realtà, come a dire che non sono ancora pronta per andare a piedi nudi nel mondo. E ti permettono di arrivare e andartene senza che nessuno si accorga, in perfetto silenzio. Esse sono come uno strumento di invisibilità. Per poter fare le prove a denudare la propria anima senza correre il rischio di rimanere feriti o visti da tutti.
* questo sogno non l'ho ancora pubblicato, sono indecisa se farlo. Troppo personale per raccontarlo così com'è, come ho fatto con gli altri finora, troppo impersonale se dovessi cambiare qualcosa...Ma io odio la censura...
mercoledì 12 agosto 2009
La Domanda dell'Alce
Mercoledì 12 Agosto 2009 - Sto camminando sui tacchi alti verso un centro commerciale, mi fermo ad un baracchino ed acquisto due biglietti della lotteria, sto per andarmene quando chiedo al tipo se per caso vinco cosa devo fare, lui mi risponde che sono la prima persona a chiederlo e anche lui non sa bene qual'è la procedura da seguire. Chiacchieriamo un attimo e dentro di me io so cosa bisogna fare. Saluto l'omino e mi dirigo verso la mia bancarella di pashmine. E' diventata notte, i colori delle sciarpe brillano cangianti sotto i faretti. Da una barra prendo solo sciarpe verdi, con gesto veloce le sfilo e le adagio una accanto all'altra sul banco per sceglierne una, sono verdi con disegni etnici di diversi colori, viola, blu, marrone, nero, rosso... penso alla Domanda dell'Alce. Alla Domanda dell'Alce si può rispondere solo con la Verità, altrimenti fai un'altra cosa, mangia lasagne vegetariane...Seduto ad un angolo del banco c'è un uomo con gli occhi azzurri, sta parlando, mi guarda e nota che porto scarpe da donna, mi chiede perché, che bisogno ho di mettere i tacchi alti, allora io gli spiego che i tacchi mi danno forza, mi fanno sentire potente e femmina, quando cammino sui tacchi alti posso toccare meglio il cielo e lascio la mia impronta nell'asfalto caldo. Allora lui si avvicina a me, incuriosito ed intrigato vuole sapere di più, iniziamo a parlare in maniera intima e coinvolgente, lo guardo negli occhi e sento la mia voce che si abbassa e dice cose meravigliose. Mi sveglio.
L'Alce simboleggia l'individuo che deve combattere in seno all'unione per conservare quanto ha raggiunto sul piano della sessualità. L'Alce Onirica indica al sognatore una passione amorosa che va difesa o protetta. Il Mercato Onirico rappresenta il clima interiore, è un luogo di incontro, di scambio, di comunicazione e di fusione.
La Sciarpa, lo Scialle denota un desiderio di essere amati.

Il Verde in sogno ci pone in collegamento con lo spirito dell'eternità, permette all'anima di effettuare continui inizi di vita attraverso le sue perpetue metamorfosi e, in tal senso, il verde è spirito di ricchezza, ponendo le basi per nuove primavere interiori. E' il colore di Venere, è il risveglio della natura e il risveglio all'Amore. Speranza, salute ritrovata e riscoperta.
Gli Occhi Onirici sono lo strumento dell'intelligenza, esprimono la vitalità. Indicano una fonte di comprensione, attaccamento e legame affettivo. Vedere gli Occhi in sogno indica che è necessaria una presa di coscienza. Si impone un'introspezione relativamente ad una realtà che è in atto.
L'Azzurro è il colore del cielo, ci connette allo spirito di Verità e ci infonde il desiderio di accedere alla conoscenza. E' l'inconscio, l'intelligenza, la lealtà, la serenità.
La Voce Onirica avverte che si sta vivendo un periodo di transizione. Le parole sono la risposta ad un bisogno immediato, sia sul piano dell'evoluzione spirituale che per gli eventi che riguardano la vita di tutti i giorni del sognatore.

Non è la prima volta che cammino per un mercato, ma è la prima volta che lo faccio con i tacchi alti e per la prima volta io sono la Proprietaria di un banchetto. Vendo sciarpe e scialli, vendo quindi Desideri di Amore, tra questi ne scelgo, per me, solo di colore verde, prendo quindi con mano sicura dei Nuovi Inizi, li appoggio sul banco per osservarli meglio, quale sceglierò?
Indosso scarpe con i tacchi alti, voglio quindi innalzare il mio livello spirituale "posso toccare meglio il cielo" sono potente e femmina, voglio lasciare un segno nell'asfalto caldo e cedevole come un corpo, voglio quindi sprofondare anche nella carnalità.
Il mio Osservatore Esterno si era distratto, seduto in un angolino parlava con altri, ma poi mi ha visto, i suoi occhi azzurri mi hanno scrutato e hanno notato il cambiamento, all'inizio mi chiede il perché di questo cambiamento, se ne avevo bisogno, ma io gli rispondo suadente, sono sicura di me e dico cose meravigliose... l'Osservatore Esterno diventa oggetto di seduzione e seduttore, ha cambiato posizione rispetto a me o sono io che ho cambiato posizione rispetto a lui?
Non sogno più di essere nell'acqua da molto tempo, come Afrodite sono uscita e sono nata.
Ho un segno come di cesareo a riprova di questo fatto, si è formato a Maggio e ora piano piano stà scomparendo, come a voler dire che ho partorito me stessa.
Era Novembre quando ho incontrato Lucia che mi disse che nella pancia io portavo la vera me, che dovevo decidermi a rinascere (vedi Lucia e il sogno) come sempre nel mio caso il corpo arriva prima della mente, in questa rinascita, l'inconscio, con questo sogno, arriva con 3 mesi di ritardo, ma giusto 9 mesi dopo lo scossone emotivo e l'essere resa consapevole da parte di Lucia.
Sono uscita dal liquido onirico e come la dea sono munita di tutti gli strumenti per esercitare la seduzione.
... aprirmi alle emozioni e viverle. Esprimermi, volere e scegliere. Ricevere.Esprimo me stessa, voglio e scelgo. Sono pronta per ricevere, sono pronta per agire.
... armarmi, lottare per cambiare, diventare indipendente. Esprimermi, volere e scegliere. Agire.
La Domanda dell'Alce non è mai stata posta, ma io sapevo la Verità con la quale avrei dovuto rispondere, a mente fredda ripenso invece alla cosiddetta "prova dell'alce" (che consiste nel percorrere alla velocità costante di circa 60 km/h un breve rettilineo e sterzare violentemente prima a destra e poi a sinistra in rapida sequenza proprio come se si dovesse evitare un'alce che attraversa la strada)
Forse non è una domanda quella del sogno, ma la rappresentazione onirica di ciò che dovrò fare nella vita da sveglia: continuare a guidare la mia auto (la mia vita) evitando gli ostacoli (l'Alce) senza ribaltarmi. L'alternativa è "mangiare lasagne vegetariane", mangiare invece di vivere è quello che ho fatto fino a poco tempo fa. Senza carne, quindi senza carnalità, sessualità, passione.
Questo è un sogno su una domanda che invece è una prova, su una Verità non detta ad alta voce, sul cambiamento e la trasformazione.
All'inizio del sogno compro biglietti della lotteria, una cosa che non ho mai fatto da sveglia, e chiedo informazioni su come ritirare la vincita, sicura che succederà.
Credo nella Fortuna e nella Programmazione. Ognuna aiuta l'altra e ognuna sopperisce all'altra in sua assenza.
Preferisco essere pronta a tutto.
mercoledì 5 agosto 2009
Essere spietati - Le Scarpe Vecchie
Ieri sera mi sono fermata davanti al cassonetto della Caritas, sulla strada che faccio tutti giorni, casa-lavoro, lavoro-casa, ho lanciato le mie gambe fuori dalla postazione di guida della mia macchina, con passo sicuro sui tacchi a spillo delle mie nuove scarpe ho girato intorno alla macchina, ho aperto il baule e ho preso il sacco. TAPUM!, un suono sordo e le scarpe erano sul fondo del cassonetto.
Inizia una nuova vita.
La nuova vita prevede anche l'essere spietati. Dove la pietà è il sentimento sul quale fanno leva le persone che vogliono manipolarti, che vogliono costringerti, che ti legano a sè per non farti volare con le tue ali.
Essere spietati è l'obbligatoria fase di transizione tra il volare a un metro da terra di cortile e lo spiccare il volo per sorvolare nuovi paesaggi.
Bisogna essere spietati per troncare le relazioni. E' l'unico modo. Non ci si può permettere di provare pietà. La posta in gioco è troppo alta, la tua libertà contro il continuare come prima a vivacchiare rinchiusi nel cortile.
Non si può guardare negli occhi, bisogna essere spietati, altrimenti ti ritrovi di nuovo legato e costretto in una vita non tua, abitudini, relazioni, pseudoamicizie tenute in piedi da un senso di comunione falsato.
Bisogna essere spietati con chi ti mette sotto una cappa per averti solo per sè.
Buttare senza pietà e liberarsi delle scarpe vecchie per poter volare.
mercoledì 13 maggio 2009
Il Caravanserraglio delle Stoffe Ikea e il Ballerino di Tango
Mercoledì 13 Maggio 2009 - Sono nel capannone del condominio in cui mi aggiro da qualche sogno a questa parte (La Compensazione e Preparazione alla Danza) questo capannone si chiama "Caravanserraglio delle Stoffe Ikea" è un grande spazio con stoffe arabescate disposte a monticelli alti circa un metro, posizionati per tutto il pavimento a distanza di circa un metro gli uni dagli altri. Ci sono delle mie amiche e delle mie zie. Ad un certo punto Eve libera dalle stoffe una grande area ovale. Si sparge una musica, coppie e amiche iniziano a ballare ridendo. Improvvisamente arriva un ballerino professionista con il quale sapevo di avere un accordo per ballare e mi prende. E' appena iniziato un Tango. Io cerco di recuperare le mie scarpe con i tacchi che avevo tolto e messo vicino ad una colonna in un angolo, ma lui mi fa segno di ballare a piedi nudi, solo con calze nere opache, perché non sono esperta e i tacchi, sostiene, mi intralcerebbero. E' un uomo adulto, maturo, ha la pelle abbronzata dal sole. Indossa abiti da gaucho con un cappello nero. Ha gli occhi bistrati con kajal nero. Il suo sguardo è fisso nella direzione in cui mi porta, io non stacco gli occhi da lui. Affondo per un istante il viso nell'incavo del suo collo e sento profumo di ambra e leggerissimo anice (nel sogno sento davvero il profumo ed è simile a quello che ho percepito qualche giorno fa in fase allucinatoria olfattiva in ufficio). Mi prende e mi stringe in una morsa che non ammette tentennamenti, le mie gambe, i piedi a punta arcuatissimi, si muovono veloci a ritmo. Avvinghiata a lui che mi guida, produco movimenti rapidi e nervosi con le gambe. Ho l'impressione di fare i passi giusti anche se non ho mai ballato il Tango in vita mia. Balliamo benissimo, veloci e leggeri, come pattinatori sul ghiaccio. Alla fine di una camminata mi dice di prepararmi perché faremo un minuto 1/2 di 32 quadrato. Lo guardo interdetta, non capisco. Mi spiega che il 32 quadrato consiste in una serie sfioramenti di varie parti del corpo del partner e del proprio, in coreografia. Scivolando in arabesque sul pavimento come sul ghiaccio, tocco e vengo toccata, con movenze molto sensuali. Riprendiamo la posizione, la danza sta per finire. La musica si affievolisce e mentre già qualcuno sta rimettendo i mucchietti di stoffe al loro posto, il ballerino professionista di Tango mi lascia. Mi sveglio in condizioni di esaltazione. Per circa un'ora non riesco a riprendere sonno. Una sensazione viscerale e fisica è giunta fino a quando mi sono svegliata ed è continuata oltre, fortissima.
Ballare in sogno rappresenta il corteggiamento o l'atto sessuale stesso.Danzare freneticamente in sogno evoca il desiderio esplosivo di raggiungere l'unità tra corpo e spirito in un legame artistico o spirituale.Il Tango evidenzia desideri erotici che potrebbero portare ad una avventura.
Le Calze esprimono bisogni sessuali che vengono soddisfatti in maniera simbolica attraverso il sogno. Evidenziano il bisogno di essere amati.
Le Gambe sono l'espressione della capacità volontaria di applicarsi e farsi valere.
Le Scarpe rappresentano il senso della realtà. Le mie sono finite in un angolo, abbandonate.
I Tacchi sono il simbolo dell'Immaginazione, di un desiderio di elevazione dello Spirito imprigionato dalla carne.
Il Cappello rappresenta le intenzioni, le aspettative e le opinioni che si nascondono agli altri.
I Copricapo Onirici segnalano che le idee non sono libere, ma sottostanno a delle regole, a norme, a convenzioni e dogmi. I personaggi onirici che portano il cappello non hanno la possibilità di essere sinceri.
I tessuti rappresentano la ricchezza sia fisica che psichica.La figura geometrica del Quadrato è un simbolo di tensione. C'è qualcosa da addolcire, smussare, pacificare nella vita del sognatore. E' collegato alle ambizioni materiali. Realismo, equilibrio, i progetti realizzabili e la stabilità nella realizzazione di quei progetti.
La figura geometrica dell'Ovale indica il bisogno di una protezione in un periodo doloroso.
Il numero 32 simboleggia l'unità divina. La Perfezione Infinita. Questa cifra costituisce la base di tutto il possibile. Rappresenta il Verbo.
Ho capito, ho capito che devo parlare. Devo agire nel mondo reale, mettendo da parte per un attimo l'immaginario (i Tacchi) devo agire e farlo con la carne, a piedi nudi, mostrando l'anima nascosta. Ci devo mettere tutta la mia volontà, la mia capacità di impormi. Per ballare la mia danza.
E' da giorni che giro in questo condominio onirico, con l'unico scopo di danzare. Finalmente sono in un ovale, sono protetta, ho tutte le stoffe per ottenere ciò che voglio, la parola detta renderà tutto possibile.L'Arabesco Onirico è segno di una grande elasticità mentale. Ci sono arabeschi sui tessuti e nel Tango assumo la posizione dell'arabesque. Tutte e due queste parole hanno la radice nella parola Arabo. Considerato simbolo di mistero, l'Arabo in sogno simboleggia un segreto svelato.L'Arabesco annuncia un periodo nel quale si dovranno affermare le proprie qualità di equilibrio e di intelligenza per poter vincere le avversità e realizzare un progetto importante.
Ecco, appunto.
mercoledì 6 maggio 2009
Preparazione alla Danza


martedì 28 aprile 2009
La Collana della Sirena e i Sandali d'Argento
Martedì 28 Aprile 2009 - Sogno di entrare in un negozio dove sono già stata qualche sogno fa, solo che non me lo ricordavo, fino ad ora. E' una gioielleria etnica. Con me c'è Z. e altre amiche, Z. mi porta a vedere una collana che ho già visto l'altra volta e che costava 129,00. Quando la vedo mi sembra diversa da come la ricordavo, è un cerchio di metallo con un pendente grande quanto un melone, sembra un feto, mi rendo conto che non potrei portare questo gioiello senza rimanere con il collo piegato in avanti. Guardo il cartellino del prezzo ora c'è scritto 3x39,00. Le altre amiche si sono dirette subito verso una libreria in cristallo che espone bracciali rigidi d'argento e collane bellissime, sono fatte di piastrine collegate tra loro a formare un triangolo che copre il petto, flessibili e cangianti come scaglie di pesce. Eccola, quella è la collana che avevo visto l'altra volta, ora la ricordo chiaramente, è composta da un laccio morbido intorno al collo al quale sono collegate, a scalare in un triangolo che copre il petto lasciando scoperti i seni, piastrine d'argento lavorate con simboli misteriosi, ad ogni spostamento d'aria, le piastrine si muovono fluide creando un onda che riflette le luci, il sole, il cielo fuori dalla vetrina. Improvvisamente ritorno all'inizio del sogno, avevo pensato di salire la scalinata coperta di velluto rosso. So che sopra ci sono sandali in corda e argento di cui ho bisogno, ma ero stata distolta da Z. prima di poter salire. Vengo svegliata. Nel dormiveglia cerco di riprendere il sogno per poter salire le scale... suona la sveglia. Ci proverò nel prossimo sogno.I sandali nel loro ricoprire parzialmente i piedi, che rappresentano a loro volta l'anima del sognatore, raffigurano una apertura dell'anima verso l'esterno.
Il collo rappresenta l'unione tra mente e corpo, di conseguenza una collana simboleggia l'unione tra questi due lati di noi.
La collana che cercavo non era il giogo con il feto, questa volta non mi sono fatta distogliere da chi voleva farmi credere che quella fosse la collana che volevo.
La collana che avevo visto e che cercavo ha la flessibilità del pesce, che cambia direzione con un colpo di coda.
Ma c'è una cosa più importante che devo fare, salire le scale, compiere un cambiamento di livello per migliorare il contesto della vita affettiva e spirituale. Lassù so che troverò i sandali di cui ho bisogno, li ho già visti, sono fatti di corda e d'argento.
La suola di corda implica essa stessa un'appoggio stabile per la salita verso l'alto.
La corda scaturisce dalle virtù personali, lega e sigilla, unisce e aiuta a sorreggersi.
Intorno al piede, a trattenere il sandalo, lacci d'argento lucente e lavorato. Esso parla di un'anima che ha accolto in sé un amalgama di influenze, l'argento, metallo della Luna, corrisponde ad una emotività passiva.
Così come di dipendenza in amore parlano i braccialetti rigidi e chiusi.
La scala è ricoperta di velluto rosso, esso simboleggia un successo conquistato grazie alle nostre capacità interiori.
Questo sogno in apparenza semplice e insignificante, parla di come sono riuscita a liberarmi da un giogo che mi costringeva ad una posizione fetale, ripiegata su me stessa e senza possibilità di evoluzione, di come con un colpo di coda degno della sirena che ho sognato più volte di essere, ho cambiato direzione nel mare dell'emotività, di come abbia rifiutato di essere dipendente in amore, rigida e chiusa come il bracciale da schiava e di come aneli a salire ad un livello superiore di consapevolezza. Dove troverò scarpe adatte per procedere sul cammino intrapreso e far intravedere un po' più di me e di quello che sono dentro, mostrando la mia emotività passiva.
Devo tornare a dormire. Per sognare. E per indossare i sandali.
giovedì 9 aprile 2009
Sui Tacchi Alti
domenica 1 marzo 2009
Sulle Punte
Far parte di un balletto denota elasticità mentale e adattamento fluido agli eventi sconvolgenti. Il Piede consente l'equilibrio e il movimento. Il Piede rappresenta l'anima.
La scarpa riveste il piede come la vita sociale riveste l'anima.
Dopo essere caduta dalle caviglie nella realtà (vedi La Caviglia e la Libertà) ora cammino sulle punte in sogno. E' forse un invito a mostrare la mia diversità? A far coincidere la scarpa con l'anima?
Camminando sulle punte nella vita quotidiana onirica esprimo un desiderio di non omologazione, di alzarsi per avere un punto di vista diverso. E per mostrare fuori come sono dentro.
Ho cercato le mie vecchie scarpette da punta.
Sono passati moltissimi anni da quando le ho usate l'ultima volta, ero una adolescente esile, strana e solitaria, che viveva in un mondo tutto suo. Avevo le idee chiare su quello che volevo dall'amore e una mente sperimentatrice per tutto ciò che riguardava il sesso. Ero attratta da ragazzi ombrosi, belli e problematici o dai belli assoluti.
Ascoltavo musica diversa dalle mie coetanee e leggevo tantissimo.
Ero un'ostrica e una crisalide. Al pescatore che avesse avuto la perseveranza necessaria ad aprirmi avrei mostrato una natura sensuale, fantasiosa e priva di inibizioni.
Qualcosa invece ha rotto la pupa e ne sono uscita troppo presto, spiegando ali accartocciate troppo deboli per volare.
E' così che ho vissuto come una farfalla da cortile.
Ho trovato le mie scarpette da punta in fondo all'armadio, abbandonate e dimenticate in un angolo oscuro fino ad oggi. Le ho provate e mi andavano ancora bene. Sono le mie scarpe.
Questo pomeriggio ho cucito nuovi nastri più lunghi per le mie caviglie di donna.
E sono salita sulle punte.
Le caviglie sono ancora deboli e ondeggiano, non reggono bene.
Allora mi sono ricordata del consiglio del Maestro di rinforzare prima le caviglie, per evitare di cadere di nuovo.
Mi sono seduta per terra e ho cominciato l'esercizio.
Per poter rimettere le mie scarpe.
domenica 19 ottobre 2008
Freestyle
Sono in piscina, nella vasca olimpionica metà al chiuso metà all'aperto, intorno al bordo c'è il prato. Nuoto con le mie pinne blu, avanti e indietro a velocità sostenuta. Nuoto con le gambe unite muovendomi come se avessi la coda di pesce, vado talmente forte che il busto fuoriesce dall'acqua come un'aliscafo che ha preso velocità. Ci sono alcune persone nella parte sinistra della vasca, nuotano lente. Vicino al bordo una donna più vecchia di me, truccata come Liz Taylor, capelli neri tinti e costume blu di paillette, aiuta e tiene a galla un ragazzo disabile, nuotano. Io la prendo per i fianchi e le passo dietro, poi continuo a nuotare in tondo, con pinnate lente e regolari faccio cerchi e otto. La piscina si svuota, inizio a nuotare a stile libero. Ho dei braccioli da bambino, tutti colorati, alle braccia, ma quando nuoto non li vedo. Conto quattro bracciate 1, 2, 3, 4 alla quinta respiro, voltando sempre la testa verso sinistra. Nuoto bene, ma il viso scivola sulla superficie dell'acqua, il naso entra appena, penso che potrei anche non contare e respirare normalmente. Esco. Tolgo i braccioli e le pinne. E' quasi l'una e trenta, dovrei tornare al lavoro, invece decido di fare ancora due vasche. Ho visto dei bagnini molto carini che mi guardano. Esco e raduno le mie cose. I braccioli sono della piscina, li apro e li sgonfio. Ho un materassino mio, sgonfio anche quello, poi mi stufo e cerco di piegarlo per metterlo nella borsa, ma mezzo gonfio non ci sta. Ho molte borse e penso che sono stracarica e non ho voglia di portarle tutte. Dovrei prendere il telo mare, una sdraio, uno zaino blu, il tappeto del bagno che uso a bordo vasca. Sopra c'è una cacca della mia gatta. Cerco di nasconderla. Un bagnino si avvicina e la vede, pensa che sia di un bambino e commenta che ne ha trovate altre nel prato. Io sto li in piedi che non so come gestire tutta la roba che ho. Vorrei andare via a mani libere, leggera, senza avere beni materiali da trascinarmi dietro che mi appesantiscono. Mi guardo intorno, dietro le vetrate, tra i bagnini indaffarati mi sembra di aver visto il Maestro, è da tanto che non lo vedo nei miei sogni. Mi sveglio.
Il primo sogno è l'esempio di come il cervello costruisca una storia per utilizzare pensieri, informazioni, ricordi recenti, riunendoli per archiviarli con un senso compiuto e liberarsene.
In questi giorni ho pensato a C. perchè ho scoperto che abbiamo delle cose che ci accomunano, ai disegni divini e al fatto che ognuno si crea il proprio destino, ad eventuali soldi che dovevo a qualcuno e forse me ne ero dimenticata, a come certe persone sentano il bisogno di ridare fino all'ultimo centesimo il resto di spese fatte per qualcun'altro e chi invece non se ne cura, chi frigge per avere fino all'ultimo centesimo e si scontra con chi invece vorrebbe fare cifra tonda, "tanto poi ci sistemiamo quando me li dovrai dare tu..." (Io mi adeguo, dando l'esatto importo a chi frigge e insistendo solo due volte per ridarlo esatto a chi non se ne cura, da parte mia farei a meno di riavere i centesimi ma capisco l'esigenza di esattezza di chi me li vuole ridare a tutti i costi, e alla fine, dopo aver detto che non li voglio un po' di volte, li prendo).
In questi giorni ho parlato di bisogni e di water. In questi giorni sto facendo fuori tutti i campioncini di prodotti che ti danno nelle profumerie e nelle farmacie tentata di buttarli perchè per usare loro non uso quello che io ho scelto apposta per me.
Ho pensato spesso al bucato da fare e ho scritto di tessuti che si imbevono e di gocce.
Eppure... eppure non riesco a liberarmi dell'idea che forse questo agglomerato caleidoscopico ha un suo senso.
Ho qualcosa da nascondere (i trucchi, un debito dimenticato, i panni da lavare, i water all'aperto) ma non so cos'è. O forse si.
E poi c'è un disegno e delle indicazioni di lavoro. Ho del lavoro da fare (su me stessa) che fa parte di un disegno più ampio. Il disegno è fatto con matite colorate. Questo significa che l'ambito nel quale devo lavorare più alacremente è la creatività. Devo smettere di catalogare (le sensazioni, le emozioni, i fatti) e cominciare a lavorare per compiere il disegno che mi riguarda. Devo smettere di vivere come hanno scelto gli altri per me (i campioncini) e vivere scegliendo io come farlo. Freestyle.
Il secondo sogno fa parte ancora della saga della piscina. E' già la seconda volta però che si è insinuato un elemento nuovo. Le pinne. (Vedi La Morsa - Il Ritorno del Maestro).
Le pinne servono per nuotare nel mare, non sono adatte ad uno spazio ristretto come una piscina, lì le altre persone, in confronto a me, nuotano lente.
L'altra volta il Maestro è arrivato quando avevo tolto le pinne, e mi aveva trattato duramente, per impartirmi una lezione. Ora si è fatto solo intravedere da dietro la vetrata. Lui è fuori dalla piscina. Dove dovrei stare anche io. Devo smettere di nuotare velocemente in uno spazio ristretto e contenuto da quattro mura. E' una azione inutile (come Innaffiare l'acqua).
Sono pronta per nuotare nel mare. Ma ho paura di provare.
Con me, nella vasca, c'è la me stessa più vecchia e il mio giovane, ancora handicappato, lato maschile. Insieme riescono a nuotare. Lei lo aiuta. Io li sostengo per un po' ma poi continuo a nuotare veloce, in cerchio come il pescecane che non può fermarsi, come una sirena prigioniera.
Per nuotare nel mare devo abbandonare i luoghi certi e famigliari, i luoghi dove so che primeggio. E mettermi alla prova.
Per cambiare devo liberarmi dai pesi che mi porto dietro. Oggetti che mi danno un'illusione di protezione (i braccioli, il materassino mezzo sgonfio) ma che invece mi immobilizzano e mi appesantiscono e dei quali posso fare sicuramente a meno (lo zaino, la sdraio, il materassino, il tappeto).
Devo nuotare a stile libero, come il consiglio che ho dato ad una amica, anche io dovrei agire Freestyle.
Agire seguendo l'istinto. Libera da attaccamenti materiali. Leggera.
Lo Zaino rappresenta gli oneri e gli impegni che ci si trascina appresso e dai quali veniamo limitati ed ostacolati.
Il Tappeto rappresenta la vita affettiva e sociale.
Gli escrementi sono la materia ultima della digestione e il risultato dell'assimilazione degli alimenti. Nel sogno il corpo fisico diviene l'anima che si nutre di emozioni, sentimenti, gioia, dolore, sofferenza, motivazioni. Gli escrementi quindi sono il simbolo della saggezza che è divenuta tale dopo aver assimilato le esperienze vissute.
Gli escrementi di animale sono concime, e mantengono lo stesso significato anche in sogno.
Ne ho per tutti e due i significati. Devo solo smettere di essere timida e lasciare vedere anche agli altri il cambiamento prodotto da quello che ho vissuto fino ad ora.
E concimare/nutrire il terreno/le persone che mi circondano, per far nascere qualcosa di nuovo.
E' concime di gatta, parla di femminilità, eleganza, fascino e indipendenza emotiva. Di determinazione nell'ottenere ciò che vuole finchè non lo ottiene. Del volere le carezze e i baci e di vivere sensualmente. Di molto istinto e di quel poco ragionamento che serve per vivere. Freestyle.
mercoledì 1 ottobre 2008
Senza Scarpe sul Fiume
Di nuovo Arancione e Blu. (vedi La Morsa - Il Ritorno del Maestro)
Continuo a ricevere telefonate che non capisco, che mi pongono indovinelli, che mi avvertono più o meno bisbigliando. Il mio inconscio utilizza anche i sistemi più moderni per parlarmi ma io niente, sono sorda.
Indossare Calze in sogno indica bisogno di essere amati.
Il Bazar indica il bisogno di un diversivo, di avventura.
Il Cappuccino altro non è che Latte e Caffè. Il Latte simboleggia la conoscenza, il sapere che stimola la crescita. E' nutrimento dell'anima. Il Caffè esprime il desiderio di più stimoli, distrazioni e contatti sociali.
Il Letto esprime bisogni sessuali non pienamente vissuti. Ciò che c'è sopra/nel letto è simbolicamente l'elemento che non può più continuare ad esistere nella vita attuale. Cosa c'è sopra? Cuscini. I Cuscini, rappresentano il conforto morale, la sicurezza affettiva.
Sotto il letto c'è quello che si vive senza conoscerne veramente l'origine. La cassapanca è un simbolo femminile e materno. Rappresenta il sentimento amoroso.
Sudare indica che si è intimoriti da prove che bisogna affrontare per progredire nella vita.
Il Fiume è il corso della vita, è continuo mutamento.
La Barca rappresenta la centralizzazione di ciò che acquisirà stabilità d'interesse, di unione nella traversata della vita. La Barca Onirica ci porta attraverso le avventure, i mostri, le lotte dell'esistenza. Essa ci dona stabilità e sicurezza.
La mia è una barca finta, alla quale stanno per chiudere l'unica apertura sul mondo. Dopo sarà solo finestre serrate e aria condizionata. Condizionata da chi?
Niente più bazar luccicanti, niente più latte e caffè. Fuori il fiume della vita che scorre e io dentro. Che non devo sudare, che devo vivere per le apparenze.
Ad avvertirmi di questa possibile svolta è di nuovo il mio alter ego spregiudicato (la mia collega omonima) quella che osa, al contrario di me. Nei miei sogni è già la seconda volta che mi aiuta, a cercare la mia macchina nella notte, a ricevere biglietti da visita amorosi... questa volta avvisa per farmi trovare pronta ad una eventualità che potrebbe non piacermi.
E' il pensiero di lei che mi indica la strada da seguire.
martedì 30 settembre 2008
La Morsa - Il Ritorno del Maestro
L'Arancione è il colore dell'equilibrio tra razionalità e istinto. Un equilibrio instabile. E' espressione di calore, affettività e presenza.
Il Blu, profondo, immateriale, freddo e puro rappresenta la notte, lo stato irreale del sogno. E' simbolo dell'inconscio.
Lo Specchio raffigura il riflesso giusto e preciso di una verità da scoprire. E' lo strumento rivelatore dell'analisi di se stessi.
Sono tornata nella piscina, come un pescecane in gabbia nuoto in tondo, perché se mi fermo sono perduta. Nuoto in senso antiorario, sto regredendo. Sto perdendo i progressi acquisiti. Nuoto con pinne adatte al mare. I miei piedi, sono pronti per portarmi dove voglio, guidati sia dall'istinto che dalla razionalità. Eppure... il Maestro mi blocca. Mi costringe all'immobilità, ad assumere una posizione. Siamo da soli nell'emisfero sinistro del mio cervello. Mette la mia gamba sinistra sopra quella destra, mi sta indicando che devo privilegiare l'istinto, l'emisfero destro e bloccare il sinistro, il controllo, la razionalità. Con gli occhi e con la postura mi sta dicendo che devo prendere una posizione e mantenerla. Che devo essere ferma nei miei propositi. Nella morsa non posso parlare. Non vuole sentire parole, che brava come sono, mi hanno sempre fornito una giustificazione nel mio procrastinare. Quello che vuole è un sguardo fermo e un impegno silenzioso. Mi accarezza i capelli per farmi capire che lo fa per il mio bene, ma che sarà inflessibile.
La lezione ha inizio.
giovedì 11 settembre 2008
Compro scarpe di un'altro pianeta

Lunedì 1 Settembre 2008 - Sono su un altro pianeta. Giro per negozi in un centro commerciale all'aperto. Ci sono villette tra i vicoli di un borgo medioevale aperto, alberi e giardini curati, fontane. Faccio amicizia con la commessa di una cartoleria è bella, bionda, capelli lunghi lisci, ha la frangia. Le faccio vedere le scarpe che ho comprato, sono viola, a punta e con il tacco. Dentro sono grigio argento. Le indosso con i jeans. Da Lei prendo un altro paio di scarpe, di camoscio arancio e verdi dentro. Le infilo nelle tasche posteriori dei jeans una per tasca. Parliamo dei nastri chiudipacco, che su questo pianeta vanno riutilizzati per legge. E' uscita una ordinanza e in vendita ci sono dei kit di chiudipacco rintracciabili. Le dico che sulla Terra le maestre usano i nastri per i pacchetti regalo per fare ogni genere di lavoro. Lascio il pianeta su un aereo/razzo consapevole che ritornerò. Ho comprato anche stivali e altri oggetti. Sull'aereo un ragazzo mi guarda e mi chiede delle scarpe viola che indosso. Mi sveglio.


dopo essermi alzata ritorno a letto sono le 5.11


Il Pianeta invita ad uno sviluppo al quale non siamo abituati. Esplorare nuovi pianeti equivale ad una esortazione a prendere consapevolezza di un altro modo di guardare a noi stessi nella continuità dell'esistenza. Sviluppare le qualità del pianeta sul quale siamo atterrati. I pianeti visitati in sogno ci impregnano di una forza da sviluppare, indicano un talento da valorizzare, una ricchezza interiore accordata, un atteggiamento che andrebbe affinato o un equilibrio al quale pervenire.
lunedì 21 luglio 2008
Bianca
In un bagno turco con il mio Osservatore Esterno faccio un ritratto psicologico basato sulle mie deduzioni e ipotesi. L'Osservatore Esterno dice "Vedi gli altri in una luce dorata perché sei tu che li illumini".
Nella cantina teniamo le scorte che ci servono per affrontare il periodo invernale, così come nella Cantina Onirica riponiamo tutto ciò che può servire per affrontare un momento di difficoltà. E' la nostra assicurazione/rassicurazione. Essa è posta nella profondità della casa/corpo/mente. Rappresenta la possibilità di entrare nell'inconscio per attingere dalle riserve di amore che contiene.
La Finestra Onirica è il filtro che poniamo tra noi stessi e il mondo. Guardare dall'interno della casa attraverso la finestra evidenzia il bisogno di esaminare le persone che si mettono in contatto con noi per tentare di comprendere cosa le muove. Dalla finestra della cantina si vedono solo gambe e piedi, dove vanno le persone e come camminano.
Dall'inconscio si può vedere in che direzione va e con che camminata lo fa, "che scarpe porta" chi ci circonda.
Le gambe nei sogni rappresentano come ci si adatta agli altri, lo sforzo di autodeterminarsi nel mondo, sono l'iniziativa sociale.
giovedì 17 luglio 2008
Cenerentola e l'Osservatore Esterno
Mercoledì 14 febbraio 2007 - Vivo ancora nella casa dei miei. Con indosso una tuta grigia sformata e gli occhiali da nerds vado al Centro Commerciale delle Piscine. Nel negozio di articoli sportivi c'è il Maestro di aquagym, che fa il commesso, vado al piano di sopra sperando che non mi abbia visto. Ovviamente mi ha vista. Mi raggiunge e mi invita a una festa per la sera stessa, dove sta organizzando qualcosa. All'appuntamento mi ci accompagna mio padre, sono in anticipo di 5 minuti, decido di sfruttarli per truccarmi. Vado in un parchetto/piscinetta, li c'è una vecchia che mi parla della sua vita. Mi trucco gli occhi con ombretto e matita azzurri ma non mi piace e lo tolgo. Vado al cancello del castello dove abita il Maestro, c'è della corteccia sui gradini. Il Maestro esce, saliamo in macchina e andiamo. Mi truccherò durante il tragitto.
Il Grigio implica una rinuncia. E' anche il colore del pensiero e della comunicazione.
Truccarsi in sogno è sinonimo di bisogno di cambiamento.
Il Parco indica un bisogno di vivere seguendo i propri istinti, la propria natura.
La Vecchia rappresenta la saggezza.
Cancello aperto, tutto è possibile, qualcuno vi offre la sua protezione e vi apre il suo cuore.
Il Castello Onirico rappresenta la realizzazione personale. Esso ci indirizza alla ricerca di noi stessi. E' un elemento incantato, richiama il mondo dell'inaccessibile. Ma al contempo apre le sue porte a questo mondo.
La Corteccia segnala franchezza e cieca fiducia nei rapporti con gli altri.
Il Gradini rappresentano i gradi di evoluzione. Fermarsi prima di salire rappresenta un momento di introspezione, una messa in discussione della propria vita.
Chi vive nel Castello? Il Principe. Come è sempre vestita Cenerentola? Di grigio e tutta stracciata. Chi solo vuole il suo bene? Il padre di Cenerentola. Chi incontra prima della festa? La Fata Buona. E dire che da piccola ho sempre pensato che Cenerentola fosse una scema.
Restare e soffrire quando avrebbe potuto benissimo andarsene in giro per il mondo.

La mia Cenerentola Onirica, il mio doppio, si toglie il trucco azzurro (il colore classico della fiaba) e si presenta così come è. Il Principe, il mio doppio maschile, riconosce le mie qualità senza bisogno di abbellimenti. Mi riconosce tra le altre. E' un Principe/Maestro/Commesso. Si occupa di gestire il mio negozio onirico. Tra le tante cose che potrei acquistare nel negozio ci sarà anche la scarpetta? Non mi è dato saperlo.
Egli vive nel castello, possiede quindi l'accesso al mio io più profondo. Egli è disponibile (il cancello è aperto) e lo farà con franchezza e fiducia in me (la corteccia sui gradini dell'evoluzione). Intanto comincia a guidare lui, mentre io mi preparo, truccandomi (iniziando il cambiamento).
mercoledì 16 luglio 2008
La Polizia Onirica
Martedì 30 gennaio 2007 - Sono a cena a casa di mio fratello. Sua moglie mi ha procurato le scarpe da Flamenco, sono bianche, nere e rosse e in più un paio di sabot a mocassino. Ci sono anche una borsa di pelle nera e una rossa. Provo le scarpe hanno i tacchi a spillo altissimi ma sono comode. Andiamo via. La mia macchina è parcheggiata fuori, a Milano, in una svolta di un incrocio. In effetti l'ha parcheggiata così S. Le chiavi sono dentro. Andiamo a prendere un'altra macchina e tornando c'è la polizia che sta portando via la mia macchina, urlo "la mia macchina!" sono molto arrabbiata con S. Fuori dalla casa di mio fratello, dal suo balcone, cola un grasso che stanno cercando di togliere. C'è una ambulanza che parte. Siamo a bordo dell'ambulanza ma S. non vuole mettere i lampeggianti e invece mette una frusta laser azzurra (?) A bordo ci siamo solo noi due. Mi domando come fare a recuperare la mia macchina e voglio andare subito. Anzi voglio che ci vada lui. Mi sveglio.Cenare, sera: le forze sono scemate, mangiando ci si ricarica per un nuovo giorno
Scarpe belle e comode: successi, svolta favorevole in una questione importante. I tacchi alti indicano un desiderio di elevarsi spiritualmente.
Il nero simboleggia il tempo. E' l'origine, è l'oscuro, il profondo.
Il bianco rappresenta la donna. Associato al nero simboleggia la dualità presente in ognuno di noi.
Il rosso è vitalità, energia, combattività. E' la vita, la passione, il sangue.
L'automobile è la vita del sognatore. Come la guida così conduce la sua vita.
Incrocio, svolta: indicano proprio questo ma a livello metaforico nella vita del sognatore.
Ambulanza: non si ricevono riconoscimenti ne ricompense per gli sforzi fattiLa frusta è uno stimolo a reagire, l'indolenza va punita.
Laser, raggio: indica una espansione di coscienza. L'avanzamento verso uno stadio superiore.
Polizia: norme morali, la propria chiave di lettura, la ragione, la logica con cui si superano gli ostacoli
La Polizia Onirica è una parte del sognatore stesso che sorveglia e fa in modo che tutto torni in ordine.
Avevo lasciato che qualcun'altro parcheggiasse la mia macchina/mi parcheggiasse, perdipiù ad un incrocio e con le chiavi a bordo (tutti avrebbero potuto guidarla). Meno male che è arrivata la polizia...









