giovedì 13 gennaio 2022
Gucci Bloom Profumo di Fiori - Gucci
mercoledì 13 ottobre 2021
Terracotta Le Parfum - Guerlain
Terracotta Le Parfum è un profumo nato in edizione limitata per celebrare i 30 anni della linea cosmetica bronzage denominata "Terracotta" di Guerlain. Prima di lui c'erano stati nel 1999 Voile d'été e nel 2009 Eau Sous le Vent, ma al contrario di questi Terracotta ha avuto un destino diverso, da edizione limitata, a grande richiesta, è diventato un articolo continuativo. E a ben ragione! Poiché Terracotta è, come dice il suo creatore Thierry Wasser "la seduzione del sole catturata in una bottiglia".
Solitamente non amo i profumi al Tiaré o meglio al Monoi, che è il prodotto dell'unione dei petali dei fiori di Gardenia Taitensis detta anche Tiaré, originaria della Polinesia, fatti macerare in olio di cocco. L'olio profumato che se ne ricava è stato usato per secoli dalle donne polinesiane per la cura del corpo e dei bellissimi e lunghi capelli setosi. Il vero Monoi ha un profumo celestiale ma ormai è stato soppiantato, soprattutto nei profumi, da una nota Monoi o Tiaré che non amo. I profumi che la contengono richiamano l'estate, il profumo delle creme solari, un che di immaginario esotico tropicale; ma Terracotta non è solo un profumo che richiama l'estate, la spiaggia, il profumo delle creme solari, ne tantomeno i fiori tropicali, Terracotta è davvero il sole.
In estate si differenzia dagli altri profumi di questa famiglia olfattiva per la sua finezza floreale delicata ma persistente che ti accompagna con piccoli sbuffi ad ogni movimento. Ma è messo in inverno che da il meglio di sé, la dove gli altri sono un po' fuori luogo, Terracotta ha il potere di confortare con la sua partenza succosa di agrumi mediterranei, senza asprezze, come una spremuta di arance dolcissime e di fiori mossi da una brezza leggera. L'esoticità del Tiaré è controbilanciata dai fiori d'arancio, dal gelsomino che rendono Terracotta un profumo affascinante e sottile, un sussurro d'estate che riesce ad insinuarsi ancora nelle prime giornate ottobrine.
Quando lo indosso è come un manto di luce che mi fa sentire protetta e misteriosa, come una piccola dea ormai dimenticata dagli esseri umani ma che non ha smesso di esistere e che si manifesta improvvisamente in un raggio di sole.
Terracotta Le Parfum (Guerlain) - 2014 - Floreale (Thierry Wasser)
Tiaré, Cocco, Bergamotto, Gelsomino, Ylang ylang, Fiori d'Arancio, Vaniglia, Muschio
mercoledì 11 dicembre 2019
Tubereuse Noir - Jo Malone per Zara
Tubereuse Noir è un eau de parfum che fa parte di un progetto tra Zara e la creatrice di profumi Jo Malone, che rientrata nel mondo dell'arte profumiera dopo un periodo di astensione e dopo aver ceduto il marchio che porta il suo nome, ha deciso di tornare con una linea tutta sua che ripercorre i profumi della sua memoria e di cui la linea dedicata per Zara è una estensione.
C'era molta attesa per l'uscita di questi profumi "di nicchia" ma con una politica di accessibilità per il prezzo molto democratico con i quali vengono proposti.
In un giorno di sperimentazione olfattiva e bighellonaggio sono entrata da Zara e mi sono piazzata davanti all'angolo dei profumi femminili, con l'intenzione di intraprendere un viaggio olfattivo alla scoperta di questa nuova versione di Jo Malone. In passato ho annusato una parte dei profumi della linea che l'ha resa famosa, e non più sua, e non mi aveva particolarmente colpito, troppo rarefatti per i miei gusti (e per il costo).
Intanto un piccolo appunto a chi decide l'assegnazione dei prodotti ai vari reparti in Zara, è un vero peccato che questi profumi siano stati messi solo nell'area dedicata all'abbigliamento femminile, poiché tutta la serie, che si compone di otto fragranze, abbinate secondo le intenzioni a otto abbigliamenti iconici di Zara, è perfetta anche sulla pelle maschile.
Abbiamo Vetiver Pamplemousse, con la sua aria di pulizia e croccantezza, Amalfi Sunray, un concentrato di agrumi frizzanti e davvero solari, Fleur d'Oranger, dove il fiore d'arancio è sostenuto da una nota di petit grain che lo rende anch'esso molto unisex, Ebony Wood, molto legnoso, quasi affumicato e Fleur de Patchouli, un cuoiato patchuli secco, che sono molto più sulla deriva maschile che femminile, Bohemian Bluebells, lavanda e miele che su una pelle maschile potrebbe essere molto più interessante che su una pelle femminile, Waterlily Tea Dress, verde e con sentori di erba appena tagliata e infine Tubereuse Noir che forse è quello più classicamente definibile femminile ma la sperimentazione, come penso da sempre, è auspicabile. Il rischio è di rimanere illuminati.
Tubereuse Noir si apre con una esplosione di petali di fiori saponosi, carnosi, con un tocco amaro, poi leggermente canforato, profumo di donna, femminile, suadente, sicuro.
La tuberosa qui è nella sua accezione fiorita, non ci sono sperimentalismi, ma un grande fiore bianco che offre il suo profumo intenso e sexy in maniera invece soffusa, come emanasse da tutta la pelle e non da un punto preciso. Come una luce che si espande morbida e chiara.
Dopo questa fase di trasparenza diffusa soggiunge il sandalo nella sua modalità secca saponosa.
E' un profumo pulito, radioso, dalla sensualità sussurrata, molto femminile e sicuro di sé.
Mi ricorda una immagine di donna, avvolta in una camicia bianca con collo a corolla disegnata da Gianfranco Ferré. Eleganza e raffinatezza.

Tubereuse Noir (Zara) - 2019 - Floreale (Jo Malone)
Tuberosa, Ylang Ylang, Sandalo
mercoledì 27 novembre 2019
Flora - Gucci



Di fatto il profumo Flora, uscito come eau de toilette come prima formulazione, mantiene l'intento espresso nella pubblicità, ha la forza e il potere dei profumi di una volta, intensi e pieni. E' un bouquet di fiori magnifici dove non prevale una nota piuttosto che un'altra. Un sottofondo leggermente amarognolo lo tiene ancorato e potente, non stanca mai, non è lezioso. E' un profumo che dona una sensazione di potenza e pienezza, di femminilità attiva, la consapevolezza di avere dentro di se una forza creatrice e modificatrice, come una dea della terra e dei fiori.


mercoledì 30 ottobre 2019
Les Demoiselles de la Rue de Provence - Jovoy Paris
Tutto è cominciato quando, in esplorazione olfattiva presso La Farmacia Corti, la graziosa commessa mi ha fatto annusare le campane di vetro delle candele di Jovoy. Improvvisamente, in una campana, ritrovo un profumo del passato, una tuberosa del mio passato, che ancora oggi non riesco a riassegnare al profumo di origine. Un ricordo che riemerge dai miei vent'anni, credo, una scia che è arrivata fino a me attraversando l'oceano del tempo, senza portare con sé immagine o nome.
Chiedo se esiste il profumo per la persona della fragranza della candela, speranza illusoria.
Torno a casa, il ricordo del profumo ancora nelle narici, cerco un confronto tra i miei profumi alla tuberosa ma non c'è nulla di uguale e neanche simile.
Passano i giorni.
Sono giorni di voglia di resine e balsami, ogni tanto capita così, improvvisamente, questo viraggio, questo cambio repentino di rotta, verso nuove isole olfattive.
Sollevo il coperchio della bougie apothicaire di Mad et Len per annusare il profumo di Petits Papiers, (di cui parlo qui) che fa sempre nascere in me una sensazione di riempimento sensoriale che si espande e penetra nella carne e nel cervello.
Voglio essere quel profumo, e inizio a grattare delicatamente la cera naturale, con il polpastrello.
Per non lasciare segni.
Prelevo una porzione infinitesimale e la massaggio sul polso.
Il profumo di Petits Papiers mi accompagna nelle ore successive.
Tangibile come un guscio d'uovo, scaturisce da quell'unico punto dove l'ho messo stamattina.
Controllo gli ingredienti della candela di Mad et Len che mi rassicurano. Cera a base di soia, essenze naturali, tutto naturale nessun componente sospetto.
E così si fa spazio nella mia mente un' idea folle: se non riesco a risalire al profumo di tuberosa mnemonica posso sempre usare la cera della candela.
Il corpo è già sulla porta di casa, chiavi della macchina in mano, quasi lasciando la mente ancora seduta sul letto a pensare.
"Dai vieni".
Le candele di Jovoy, sono fatte utilizzando ingredienti naturali, non troppo lontano quindi da un profumo solido.
Si sprigiona, scaldata dalla pelle, una tuberosa vellutata, carnea, con un lato spigoloso come di vetro canforato mentolato, non riesco a smettere di annusarlo, è La Tuberosa Come Piace A Me.
Mi porto a casa la preziosa candela, che ora è custodita al riparo dalla polvere e pronta a donarmi il suo profumo quando desidero odorare di buono, di donna, di femminilità e audacia.
Le Demoiselles de la Rue de Provence (Jovoy Paris) - 2011 - Floreale (-)
Tuberosa, Ylang-ylang, Muschio
La Farmacia Corti si trova a Giussano in Via Gabrio Piola, 11
mercoledì 8 maggio 2019
Amarige - Givenchy
Amarige (Givenchy) - 1991 - Floreale (Dominique Ropion)
Fiori d'Arancio, Prugna, Mandarino, Violetta, Pesca, Neroli, Legno di Rosa Brasiliano, Bacche Rosse, Mimosa, Garofano, Robinia, Tuberosa, Ribes Nero, Gardenia, Cassia, Orchidea, Gelsomino, Ylang-ylang, Rosa, Sandalo, Fava Tonka, Ambra, Muschio, Vaniglia, Note Legnose, Cedro
giovedì 18 ottobre 2018
Giorgio - Giorgio Beverly Hills

Erano gli anni '80, i profumi dovevano rispecchiare quei giorni di estremo glamour, eccessi, spensieratezza, rampantismo, bellezza chiassosa e un po' sopra le righe. Giorgio Beverly Hills voleva essere di più di tutti, che già erano più. Quindi scaturisce questo profumo, che insieme a Poison di Dior, si contendeva il primato dei cartelli di divieto di indossarli nei ristoranti.
Una esplosione di fiori bianchi, opulenti, carnosi, stordenti, in iper emanazione olfattiva, mixati in una cornucopia di frutti maturi e, per fissare bene il tutto (per ore) (con una proiezione di decine di metri) ambre, resine, muschi e legni.
Ma non bisogna pensare ai fioriti con l'idea di oggi, come ogni floreale dell'epoca, non si riesce a distinguere una nota sopra le altre ma piuttosto una firma floreale che si incatena alla pelle e ai vestiti, dando l'idea di femminilità stessa di quell'epoca.
Ha una partenza quasi amara, come se, inebriati dal profumo di un fiore bianco carnoso, annusandone profondamente la corolla, persi nel deliquio, ne assaggiassimo un petalo e li, affondando in denti, trovassimo l'amarezza dell'essenza concentrata trattenuta dalla succosa acqua di vegetazione.
In un vortice lussurioso, Giorgio ti prende e ti trascina, quasi strattonandoti, e corre e va, procede alto e fiero, a lunghe falcate taccate, precedendoti di metri, dandoti il distacco, arrivando molto prima di te. Eccomi qui. Sono Io. Lei arriva fra un po'...
Sorride a tutto denti, come quelle attrici americane dal sorriso bianchissimo, smagliante, aperto e disarmante, i capelli biondi vaporosi e folti, messi in piega dal vento e colorati dal sole della California, di Los Angeles, di Beverly Hills.

Giorgio (Giorgio Beverly Hills) - 1981 - Floreale (Bob Aliano)
Albicocca, Fiore d'Arancio, Pesca, Bergamotto, Tuberosa, Gardenia, Orchidea, Gelsomino, Ylang ylang, Rosa, Sandalo, Ambra, Camomilla, Patchouli, Muschio, Muschio di Quercia, Vaniglia, Cedro

venerdì 17 agosto 2018
Tuberose - Monotheme Venezia
C'è un preciso momento dell'anno in cui, improvvisamente, mi scatta la necessità di profumo di tuberosa.
Si dice che questa voglia sia correlata con il periodo di fioritura di questo fiore vibrante ed esotico, dalla primavera fino ad estate inoltrata. E anche quest'anno non ha fatto eccezioni, inizio a desiderare profumi fioriti quando iniziano le prime giornate tiepide e con il cielo limpido, quando la brezzolina è ancora fresca ma se ti metti al sole i raggi fanno sentire il loro tepore sulla pelle appena scoperta.
E' un desiderio di fiori bianchi all'inizio, delicati e un po' indefiniti. Poi, quando dalla siepe di gelsomino sotto la finestra, di notte, sale il loro magnifico profumo, nella mia mente scatta il desiderio di profumare di gelsomino, di tuberosa, di ylang ylang.
Prepotente ed inebriante.
Il profumo della tuberosa ha una partenza canforata mentolata, che mi piace moltissimo poi subentra la cremosità un po' lattea oppure in alcuni profumi la magnificenza fiorita delle corolle aperte e palpitanti.
Ecco, Tuberose di Monotheme riguarda la seconda qualità. Ha una partenza fresca ed energizzante, leggermente calda alle narici quasi pepata e poi compare la tuberosa pienamente fiorita, femminile, fresca e pungente. Dopo poco si aggiunge una nota più morbida che può sembrare un legno di sandalo leggerissimo, per poco, un'ombra, e di nuovo Tuberose ritorna sulla sua nota centrale.
Ha una durata piuttosto longeva per essere un eau de toilette e soprattutto una bella aurea che si posiziona tutta intorno per un buon metro, metro emmezzo.
Mi piace e mi fa sentire femminile in maniera elegante, vaporizzo una nuvola e ci entro, e un bel sorriso mi si dipinge sul volto.
Tuberose (Monotheme Venezia) - 2017 - Floreale (Lorenzo Vidal - Pierre Constantin Gueros per Symrise)
Cocco, Petitgrain, Fiori Bianchi, Tuberosa, Ambra, Vaniglia, Legno di Cedro
giovedì 2 febbraio 2017
Tubéreuse Criminelle - Serge Lutens
Appena spruzzato sa di viks vaporub, menta e canfora, fiori freddi, benzina calda.
E' la noce moscata, l'olio essenziale di noce moscata, la Myristica fragrans, che ho provato ad avere e ogni volta mi ipnotizzava con il suo odore attraente e revulsivo insieme a creare questa magia.
Quando Sheldrake lavorava con Lutens, la sua firma era riconoscibile: profumi che iniziavano in un modo avulso da ogni suggestione che potesse avere il nome del profumo, odori revulsivi a tratti, eppure con un rigore concettuale di precisione sopraffina. Nulla al caso, solo il divertimento di un chimico e naso geniale che ci mostra come possa essere respingente la scomposizione e destrutturazione dell'odore composto di una cosa buonissima. Parte ricostruendo quasi le molecole, te le fa sentire scomposte e respingenti a volte, e se sei fedele e ostinato, dopo, ti premia con un profumo perfetto, inconfondibile e unico. Dopo. Se resisti al primo impatto.
Con questo processo di scrematura, ti assicuri che solo pochi eletti apprezzino il tuo profumo.
Una stretta cerchia, una aristocrazia olfattiva munita di curiosità, perseveranza, una certa ostinatezza e caparbietà. Come dire profumi per testoni.
Quindi vaporizzi Tubereuse Criminelle aspettandoti un fioritone femminile e opulento e invece ti assale alla gola questo mix venefico e affascinante. Qui la maggior parte storcono il naso, invece a me piace e molto.
E' solo dopo circa venti minuti abbondanti, quando sparisce il mix benzinaceo, canforato, vaporubaceo, che Sheldrake ti premia. Facendo scaturire lì, dall'angolo di pelle dove hai vaporizzato il mostro, un ineffabile profumo di delicate corolle, morbide e sature.
In sottofondo rimane il pungente come di menta e canfora, che chi ha annusato il fiore vero, la tuberosa, riesce a percepire inalando fortemente dal centro della corolla. La parte bianca, fiorita, è sottile, aleggiante, con una delicatezza impalpabile. Ma tenace.
La mattina dopo, ti giri nel letto e lo senti ancora li, caldo e splendente come un raggio di sole sulla pelle tiepida.
Tubèreuse Criminelle (Serge Lutens) - 1999 - Floreale (Christopher Sheldrake)
Gelsomino, Fiori d'Arancio, Giacinto, Tuberosa, Noce Moscata, Chiodi di Garofano, Storace Benzoino, Muschio, Vaniglia
domenica 2 ottobre 2016
White Tubereuse - Reminescence
Tra i fiori bianchi la tuberosa è una delle mie preferite, con il suo odore carnoso e intenso, quasi stordente, e la bellezza dei suoi fiori come piccoli calici raggruppati a spiga, nelle fragranze viene usata con parsimonia, per via del suo effetto invasivo, che invece è quello che piace a me.
White Tubereuse parte speziato caldo morbido, richiamando in maniera impressionante la chiusura di l'Elephant di Kenzo, come in quel gioco dove bisogna trovare una parola che inizia con l'ultima parte della precedente formando una catena.
Sarebbe bello giocare con i profumi così, creando catene di similarità...
Dopo poco l'elefante sparisce silenzioso tra alti fusti di erba rugiadosa e come un sole raggiante appare lei, la tuberosa. Solare, luminosa, calda, bianchissima, puntinata di spezie pungenti, la tuberosa dispiega i suoi petali e aleggia.
E' una tuberosa classica, nessuna scomposizione mentolata alla Sheldrake o rarefazione alla Gualtieri, è una tuberosa signora, burrosa, sbarazzina con gusto, leggiadra.
Me la immagino vestita di cotone bianco, in un giorno di inizio estate, una brezza di vento, gioielli indiani, capelli lunghi.
Una piccola atmosfera amara nella chiusura, a ricordare che per sentirsi felici bisogna anche essere stati tristi.
Tuberosa, Spezie, Muschio, Note Legnose
giovedì 19 maggio 2016
Douce Amère - Serge Lutens
C'è un periodo dell'anno, all'inizio dell'estate, passando rasente le mura di una villa nascosta da un grande giardino, che si sente un profumo di un' erba aromatica, amara e fragrante. Mi sono sempre chiesta che erba fosse, non era riconducibile a nessuna delle erbe aromatiche usate in cucina o per profumare, eppure quel profumo di erba appena tagliata, misto ad un sentore metallico, fresco e amaro mi ammaliava. Rallentavo in macchina, la capote giù, riempiendomi le narici di quel profumo d'erba. Poi, un giorno, passeggiando in un giardino, sfiorando i cespugli di erbe, improvviso è salito verso di me. Era l'artemisia. Una pianta aromatica dalla quale, in una delle sottospecie, si ricava l'assenzio. Assenzio e artemisia si ritrovano in Douce Amère. La prima volta che lo provai non mi piacque. A distanza di anni, lo provo stasera, e lo trovo incantevole. Non ha la capacità stordente di altri profumi di Serge Lutens, è morbido, fresco e sottile. Rimane vicino alla pelle e si sviluppa da pungente a dolce amaro erbaceo in pochi minuti.
Le spezie, i fiori bianchi, i legni e le bacche di cui è composto non sono individuabili. Concorrono a creare, tutte insieme, questo profumo caldo dolce amaro di erba fresca scaldata dal sole. A tratti sembra di sentire la cannella e la sua pungente focosità, in alcuni momenti sembra di sentire la lattea morbidezza della mandorla amara.
Douce Amère è un piccolo gioiello nascosto dietro le mura di un giardino inondato dal sole.
Douce Amère (Serge Lutens) - 2000 - Floreale (Christopher Sheldrake)
Artemisia Assenzio, Anice, Cedro, Cannella, Fiori di Tiarè, Gelsomino, Giglio Bianco, Vaniglia
lunedì 30 marzo 2015
Lavanda Eterea - Acqua di Bolgheri
E' una lavanda morbida, Lavanda Eterea, morbida e dolce. Appena spruzzata sa di caramella e zucchero, di lavanda nei sacchetti di lino da mettere tra le lenzuola, di erba secca sotto il sole accecante di maggio in un campo, di legnetto di liquirizia.
Poi sopravviene una nota fresca erbacea, come una nuvola carica d'acqua che oscura momentaneamente il sole. Rimane li, sospesa, appuntata come uno spillo nel cielo.
Dopo poco, sulla pelle rimane l'aleggiare della lavanda e di una nota talcata leggerissima.
Pulito e freddo, lo vedo sulla pelle di un uomo che voglia sapere di buono, in maniera non convenzionale ma discreta. Camicia bianca croccante, sicurezza e tranquillità.
Lavanda Eterea (Acqua di Bolgheri) - 2014 - Floreale (-)
Bergamotto, Erbe, Tuberosa, Lavanda, Legni dolci
mercoledì 25 febbraio 2015
Narcotic Venus - Nasomatto
Narcotic Venus è una tuberosa sottile e fresca, un bocciolino di tuberosa, non ancora schiuso, verde tenero e rosa pallido.
Rimane così, sospesa nell'aria a tre centimetri dalla pelle, timida e discreta. Con il calore la trasformo, burrosa e dolce e diventa un biscottino fatto di petali, ordinatamente impilati.
Non mettevo questo profumo da quasi due anni, legato il ricordo ad una persona che non vedo più.
Avevo il timore di riannusarlo, che mi ferisse e portasse a galla ricordi belli ma dolorosi.
Ci è voluta una catarsi per esorcizzarlo.
Per me, che adoro lo stordimento della tuberosa in fiore, la carne del giglio e la luminanza del gelsomino, questo profumo è troppo sommesso.
Meglio così.
martedì 10 febbraio 2015
Baiser Volé Essence de Parfum - Cartier
So di carne e di gigli,
occhi come proiettili dentro il cuore,
sto andando alla danza come si va dall'amore.
All'inizio è come infilare la faccia nella corolla di un giglio, profumo d'erba, di petalo vibrante e di polline appiccicoso e rosso. Poi subentra una nota carnosa magnifica, calda e morbida e sensuale, non capisco se è la mia carne o quella del fiore, come se i petali fossero edibili. La vaniglia, nella sua accezione secca aromatica della qualità bourbon, è un tappeto sottostante, attutisce silenziosa.
La nota pungente del giglio è la punta, il corpo, la base. Continuerà per ore, avvolgente, a tratti drammatica, sempre intensa. Sempre.
Il mattino dopo, sul punto della pelle dove si era depositato il profumo non è quasi più avvertibile, ma appena ti sposti, eccolo li, uno sciame di particelle di gigli e luce di cui riesci a percepire la coda solo girandoti.
Ti svuota e ti riempie il cuore.
Baiser Volé Essence de Parfum (Cartier) - 2014 - Floreale (Mathilde Laurent)
Giglio, Vaniglia Bourbon
venerdì 23 gennaio 2015
Fleurs d'Oranger - Serge Lutens
Fleurs d'Oranger (Serge Lutens) - 1995/2003 - Floreale (Christopher Sheldarake)
Boccioli di Fiori d'Arancio, Neroli, Gelsomino Bianco, Tuberosa Indiana, Rosa Bianca, Scorze di Agrumi, Semi di Ibisco, Cumino, Legno di Cedro, Muschio, Noce Moscata, Zibetto





















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