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martedì 22 ottobre 2019

Signorina - Salvatore Ferragamo


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Signorina è il classico profumo elegante, fresco, primaverile, che puoi indossare al mattino senza paura di sovrastare tutti con la tua fragranza. E' moderno, o meglio attuale, poiché con la sua deriva fiorito patchouli gourmand, interpreta perfettamente il gusto mainstream, senza però essere troppo dolce. Il pepe rosa, dona una frizzantezza e leggerezza che ne fanno un pret à porter adatto alle ragazze come alle donne più mature. Me lo vedo abbinato ad un abitino leggero, dal taglio un po' anni '50, con una brezza di vento a far ondeggiare la gonna.

Signorina (Salvatore Ferragamo) - 2011 - Floreale Fruttato (Sophie Labbé, Juliette Karagueuzoglou)
Pepe Rosa, Ribes Rosso, Gelsomino, Rosa, Peonia, Muschio, Patchouli, Panna Cotta

mercoledì 9 ottobre 2019

Splendida Tubereuse Mystique - Bvlgari







Tra tutti i fiori, nei profumi, la tuberosa è la mia preferita. In questo profumo però la tuberosa ha una connotazione non facilmente riconducibile al fiore, è come se fosse sotto copertura.
Il profumo parte con una nota dolce di frutta.
Il ribes nero che come una marmellata di mirtillo cola quasi liquida, lasciando la sua impronta bluviola sul cucchiaino. Si insinua una nota saponosa, cremosa, che sale per le narici pungendole e
arriva un sottofondo amarognolo, come acqua di cactus, che diventa pungente, quasi balsamico, fresco.
Dopo poco compare una nota di fiore bianco, grande, femminile, caldo fresco. E' una tuberosa pungente, che si fa strada risalendo le narici pizzicandole.
Accompagnate dalle note iniziali, che rimangono sotto, per sostenere il fiore vibrante.
Infine si sviluppa la mirra, tagliente, fredda, acuta. E' un femminile aguzzo, dove ogni componente, ha un suo lato tagliente.
E' solo dopo circa 40 minuti, che improvvisamente, sulla mia pelle, si crea un connubio perfetto tra cremoso e liquoroso, come un cognac morbidissimo, rotondo, setoso, leggermente legnoso, in cui galleggiano impregnandosi i petali di tuberosa, bianchi e carnosi, resi dorati da un cognac burroso con sentori di melassa e di caramello, di legno aromatizzato, di calore di un fuoco in un camino.
E' per questa nota finale, burrosa liquorosa, che mi piace. Non sapendo se è la mia pelle a reagire così o se è una evoluzione voluta. Annuso e mi inebrio.

Splendida Tubereuse Mystique (Bvlgari) - 2019 - Orientale Floreale (Sophie Labbé)
Ribes Nero, Davana, Tuberosa, Assoluta di Vaniglia, Mirra


mercoledì 21 ottobre 2015

Jasmin Noir - Bvlgari



Appena lo spruzzi si sente la gardenia, appare e fugace scompare come cenerentola al ballo a mezzanotte. Il gelsomino, arriva accompagnato dalle note delle mandorle e della liquirizia, è un gelsomino timidissimo, sottile ed evanescente, quasi impalpabile. Chi si aspetta un profumo femminile all'ennesima potenza, carico di opulenti fiori bianchi non l'avrà.
C'è una nota legnosa amara che lo fa sembrare quasi un profumo maschile, rinforza questa impressione la fava tonka, con il suo odore misto di tabacco e di erba tagliata. 
Dopo un po' ecco riapparire la gardenia, bianca ma secca non carnosa. Come cenerentola aveva lasciato la scarpetta, così la gardenia ha lasciato una punta del suo profumo.
Il gelsomino? Non c'è. C'è questo mix di maschio e femmina, gardenia e legno, carta tagliente e mandorla amara, frescura di erba tagliata, calore di tabacco leggero.
I profumi di Bvlgari hanno una caratteristica comune, sono profumi di pelle. E infatti nel giro di poco, Jasmin Noir si adagia sulla carne e lì rimane, mischiato con l'odore della propria pelle, annusabile ad una distanza ravvicinatissima. Ma per ore. La persistenza di questo profumo va ogni oltre aspettativa, il giorno dopo è ancora li.

Jasmin Noir (Bvlgari) - 2008 - Orientale Floreale Legnoso (Carlos Benaim, Sophie Labbé)
Gelsomino di Sambac, Gardenia, Mandorle, Legni, Assoluta di Liquirizia, Fava Tonka

mercoledì 11 giugno 2008

Profumi anni '90

Un pomeriggio con la mia amica Sonia ci fermammo in profumeria. Nella confusione di braccia spruzzate di tanti profumi, non capivamo più chi aveva indosso cosa. Fu li che comprai Calyx di Prescriptives. Chi lo sa perché? Forse la sensazione come di aver marinato la scuola me lo rese desiderabile. Un pomeriggio a Milano con altre due amiche andammo alla Rinascente, fu il turno dell'Eau d'Issey, poi Sun Moon Stars di Karl Lagerfeld, CKOne, Escape, tutti profumi molto simili, era il momento degli ozonati. Ora questa nota si sente soprattutto nei profumi d'ambiente, ma all'epoca era nuova e rivoluzionaria. Profumi di ampio respiro, davano l'impressione di essere in riva al mare ma non in estate, bensì in Inverno o al massimo inizio Primavera. Freschi ma non agrumati, marini.

Frequentavo The Body Shop all'epoca, e lì acquistai Activist, dalla bella boccetta tutta nera con la scritta bianca. Un profumo "maschile" leggerissimamente speziato. Era contrapposto a No Debate, più che profumi delle dichiarazioni d'intenti.

Più avanti, sempre da The Body Shop uscirono i profumi Ayurvedici, sia in olio secco per il corpo, che sotto forma di Pillow Spray. Presi Kapha, un agrumato dolce.

Per Jungle di Kenzo ebbi una passione smodata che mi fece acquistare anche la crema corpo. Lo tengo solo perché la boccetta con l'elefantino è carina. Un fiore carneo.








In una vacanza a Rodi provai Organza. Il flacone a forma di donna vestita con il peplo di vetro drappeggiato. Un fiore dolceamaro.

Un'altra donna un altro profumo, il primo, e per me l'unico, Jean Paul Gaultier. Un fiore che ti prende alla gola.





Un pomeriggio dopo aver fatto compere olfattive, stavo salendo in un ufficio quando un uomo passandomi a fianco disse "Mmmm che buon profumo, cos'è?" "E' Angel..." "Si chiamerà anche Angel ma è il profumo di un diavolo tentatore..."
Infatti.
Quando uscì Angel, ruppe parecchi schemi acquisiti. Primo profumo di colore azzurro. Primo profumo ricaricabile in profumeria. Primo profumo mainstream ad avere note alimentari (il cioccolato, il caramello, il miele). Jerry Hall come modella d'eccezione: bionda, statuaria e angelica compagna del diabolicamente sensuale Mick Jagger. Lui non compariva nelle foto, ma tutti avevano in mente la sua immagine carnale contrapposta alla bellezza algida di lei.

E il profumo! Una stella di vetro da appoggiare come un cristallo sulla mensola, da toccare per seguirne le punte di vetro e trovare l'unica di metallo. Da spruzzare ed annusare avidamente.
Un fiore di cioccolato.

Jungle (Kenzo) - 1996 - (Dominique Ropion)
Mandarino, Cardamomo, Cumino, Chiodi di Garofano, Eliotropio, Ylang-Ylang, Succo di Mango Liquirizia, Vaniglia, Patchouli

Organza (Hubert de Givenchy) - 1996 - Ambrati floreali speziati (Sophie Labbé)
Caprifoglio, Ambra, Noce Moscata, Vaniglia, Gardenia, Tuberosa, Gelsomino

Jean Paul Gautier - 1993 - Ambrati floreali legnosi (Jacques Cavallier)
Rosa, Anice Stellato, Arancio, Mandarino, Succo di pera, Iris, Orchidea, Prugna, Zenzero, Fiori d'Arancio, Ylang-Ylang, Muschio, Vaniglia, Ambra Legnosa

Angel (Thierry Mugler) - 1992 - Ambrato gourmand (Olivier Cresp)
Cioccolato, Vaniglia, Caramello, Bacche, Miele, Bergamotto