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mercoledì 6 novembre 2019

Santa Cruz - Le Couvent des Minimes

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Santa Cruz è un profumo evocativo di quella vegetazione tipica della macchia mediterranea, dove esaltati dal calore del sole riflesso sulle pietra bianche, dal terreno salgono profumi di erbe selvatiche che sembrano secche ma appena le sfiori emanano tutta la loro potenza aromatica. Quando sento questa tipologia di profumi la mia mente ritorna immediatamente a ricordi di infanzia sulle isole: Corsica, Sardegna, Jugoslavia, Grecia... tutte accumunate dal sentore di piante che crescono solo in questi luoghi, salvia argentata, elicriso, finocchietto selvatico, erbe di campo vicino ai muriccioli di pietre, fichi centenari nei cortili di case di sassi diroccate, more di rovi coperti dalla polvere della strada sterrata, silenzio rotto dal frinire dei grilli e dalle cicale man mano che ci si avvicina alla pineta. 
Santa Cruz è parente di Philosykos, anche se non ne condivide il fico (perlomeno non dichiarato in piramide). E' caldo e fresco insieme, ti trasporta, e ti deposita a pochi metri dal mare, un mare di scogli, scomodo e un po' selvatico, un mare per bambini che giocano a nascondino nel campi, che esplorano le pietre antiche. 

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Santa Cruz (Le Couvent des Minimes) - 2018 - Agrumato Aromatico (Jean-Claude Ellena, Amelie Bourgeois, Thomas Fontaine e Eric Fracapane)
Bergamotto, Agrumi, Cedro, Eucalipto, Vetiver

giovedì 27 aprile 2017

Premier Figuer e Premier Figuer Extrème - L'Artisan Parfumeur


Premier Figuer è stato il primo, nel 1994, creato da Olivia Giacobetti, ad aprire una nuova scia olfattiva che ancora oggi è copiata, ricreata, riformulata. La stessa Giacobetti formulerà nel 2003 la versione extrème, che a discapito della parola, è più delicato e per Diptyque creerà Philosykos nel 1996 di cui ho parlato qui.


Premier Figuer parte lattiginoso di foglie di fico, con un accento muschiato che sparisce quasi subito. E' un tuffo nel fogliame verde e ruspiginoso, stando all'ombra dell'albero, assaporando i frutti caldi di sole, buccia compresa, che sa di gambo di trifoglio, di fili d'erba. E' un profumo verde e fresco, che apre la mente e i polmoni. Non c'è dolcezza, in Premier Figuer, ma una grande apertura verde.

Premier Figuer (L'Artisan Parfumeur) - 1994 - Floreale Fruttato (Olivia Giacobetti)
Foglia di Fico, Assafetida, Fico, Sandalo, Latte di Mandorla, Lime, Cocco, Frutti Essiccati

Premier Figuer Extrème invece è caldo e secco, della nota verde lattiginosa di picciolo di fico ha solo una leggera scia nella base. Appoggiati sopra, gustosi nel loro essere concentrati di sole zuccherino ci sono i frutti essicati, dolci e caramellosi, energetici. Una nota di fiore succoso spunta a poco a poco, mediterraneo, abbinato alla secchezza di un muschio non dichiarato, che stabilizza e controbilancia la zuccherosità dei frutti. I frutti scompaiono, il fiore si smorza e le note si fanno aderenti alla pelle. Le senti scaldandole mentre le annusi, ma stanno li, a mezzo centimetro dall'epidermide, intime e sottili.
Non c'è l'ombra dell'albero, non ci sono le foglie e i fichi, non c'è lattiginosità. Solo, alla fine, un vago profumo di foglie di fico essiccate, calpestate sotto il sole.


Premier Figuer Extrème (L'Artisan Parfumeur) - 2004 - Legnoso Aromatico (Olivia Giacobetti)
Latte di Cocco, Legno di Sandalo, Frutti Essiccati, Foglia di Fico, Latte di Mandorla, Fico, Legno di Fico, Pesca, Ginestra, Pino



Alla fine ho spruzzato Philosykos, che adoro, per vedere come lo stesso naso possa intravedersi nelle sue creazioni, qui molto simili. Qui c'è solo albero e foglie, ombra e sprazzi di sole, i frutti ancora acerbi appesi ai rami, ne stacchi uno e ne esce intenso il profumo del latte appiccicoso. Intenso, verde, ombroso. 




sabato 27 settembre 2008

So - Carrement belle & Philosykos - Diptyque


"So" è stato il primo acquisto che ho fatto in quella che è diventata la mia profumeria di fiducia.
L'ho comprato insieme a Philosykos di Diptyque e per me sono indossolubilmente legati. Ero entrata per curiosare e Tiziana, la gentilissima proprietaria, mi ha accontentato. Spruzzava sulle mouillettes i profumi che mi ispiravano dal nome e ne annusava con me l'evoluzione, poi con una competenza invidiabile mi spiegava la storia del profumo o l'idea che ne stava alla base. Insieme abbiamo individuato gli ingredienti, o meglio lei li sapeva io li scoprivo al momento. E ogni volta che vado lì, la magia si ripete. E' stato così che ho visto Philosykos del quale mi ricordavo di aver letto anni prima su un libro che parlava di abbigliamento. Mi era rimasto impresso perchè il fico è uno dei miei frutti preferiti e il profumo dell'albero di fico mi ricordava estati lontane nel tempo, sole e felicità, mare e spensieratezza. Quando l'ho annusato, prima sulla carta poi su di me, ho capito che poteva entrare nella cerchia dei "miei" profumi. Quelli che in qualche modo mi identificano, che rivelano una delle mie sfaccettature. Philosykos è un profumo compatto e cremoso. Non ha niente della dolcezza del frutto, è il verde dell'albero ad essere protagonista, e il calore del sole che ne scalda le foglie. E' come essere arrampicati, sotto l'ombra di un albero di fico con il sole che dardeggia tra le foglie trilobate. Poco lontano il mare gioca con uno specchietto, ma è un gioco silenzioso perchè tutt'intorno è solo rumoreggiare di cicale.

Philosykos - (Diptyque) 1996 - Verde - (Olivia Giacobetti)
Foglie di fico, Legno di fico, Legno di cedro bianco

Poi Tiziana mi ha fatto annusare So e dalle estati della mia infanzia, mi sono ritrovata di colpo in inverno, alla scuola di danza classica. So è il profumo della mia maestra di danza, Armida, che aveva ballato alla Scala, che ci raccontava di quando erano andate in tourneé in Russia e in Egitto, lei e sua sorella, tutte e due ballerine. Dalla Russia aveva appreso la disciplina nell'insegnamento, dall'Egitto aveva portato a casa un occhio di Ibis, trasformato in gioiello, che portava come pendente attaccato ad una catena d'oro. Eretta come solo le ballerine sanno stare, calzava stivali alti di pelle nera e camminava tra noi bambine correggendo con un bastone sederi sporgenti e gambe piegate. L'occhio di Ibis sobbalzava leggermente sul petto e ti fissava, insieme ai suoi occhi quando chinandosi sistemava la postura scorretta di un arto o di una schiena. E proprio in quel momento di vicinanza sentivo il suo profumo. Un profumo che parlava di viaggi in paesi lontani, di teatri, di tutù e scarpette da punta. Di musica classica e di danza. Di arte, di cultura.

Ancora adesso mi basta metterli per rivivere fortemente queste emozioni. Certe volte, allora, stò sull'albero di fico, nascosta al mondo e certe volte divento la maestra di danza classica, altera e misteriosa. So (Carrement Belle) - (Chypre) (Frank Jammes)
spezie, fava tonka, patchouli, vaniglia, muschio, ambra