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sabato 1 agosto 2020

Lattedoro - Maison Gabriella Chieffo

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Cocco rapè, bucato pulito al sole, latte caldo, zucchero mielato, spezie morbide biscottose, curcuma secca polverosa, latte di mandorla, olio di mandorla dolce, crema solare spiaggia anni '70, caramello brulée, crema catalana, burro dentro la pasta frolla cruda, morbidezza, accento, abbraccio avvolgente, pelle nuda, white musk. Lattedoro, Gabriella Chieffo.


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Lattedoro (Maison Gabriella Chieffo) - 2018 - Orientale Vanigliato (Gabriella Chieffo)
Bergamotto, Cannella, Curcuma, Zenzero Fresco, Noce Moscata, Latte, Burro, Iris, Gelsomino, Cocco, Sandalo, Vaniglia, Cuoio

domenica 31 maggio 2020

Pepe Jeans Celebrate for Her - Pepe Jeans London


Avevo voglia di novità quel giorno, di un profumino fresco e non impegnativo che mi facesse assaporare la primavera inoltrata quando senti che sta per arrivare l'estate.
Così, mentre stavo facendo la spesa per la casa, mi sono avvicinata al reparto profumeria. Avevo già visto queste boccette bellissime, a forma di calice da cocktail, il vetro bugnato colorato, a testa in giù sul tappo stelo dorato. Ma oggi c'era quello verde che mi richiamava fortissimo. 
La gentile commessa me li ha fatti provare tutti e due e mentre il contenuto di quello rosato, anche se sulla carta poteva piacermi, sulla mia pelle, li in quel momento aveva virato verso quella nota che non sopporto e che ogni tanto ritrovo in qualche profumo, quello verde era ciò che stavo cercando.
Con una apertura di fiorellini immersi in note acquatiche, mi aveva subito ricordato la dolcezza acquosa di Dune Sun di Dior, che si è insediato al posto di Dune nelle mie fragranze preferite. Non che lo ricordi nelle note, ma nella sensazione che mi stava dando. Dopo questi leggiadri fiorellini arriva piuttosto potente la nota piccante del pepe bianco, ed è veramente così, inconfondibile come il pepe bianco si discosta per profumo e fragranza dal pepe nero più pungente e dal pepe verde più aspro. Una ventata di alcool aromatico, come uno shot che sparisce subito nel tempo di berlo in un solo colpo, e poi subentra una piccola sinfonia di vaniglia ambrata cashmerata, vellutatamente morbida e non gourmand. C'è una nota dolce molto in fondo, quasi nascosta, ma assomiglia più a un caramello caldo leggermente salato. Questo profumo fa bella mostra di sé sulla mensola in bagno, con quel verde e oro bellissimo, e ogni tanto lo metto per ricordarmi di questa estate che sta arrivando direttamente dopo l'inverno chiusi in casa. 

Pepe Jeans Celebrate fo Her (Pepe Jeans London) - 2019 - Orientale Vanigliato (Jerome Di Marino, Rosendo Mateu)
Castagna, Popcorn, Pepe Bianco, Elicriso, Note Acquatiche, Caviale, Whisky, Fava Tonka, Vaniglia, Legno di Cashmere, Ambra


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venerdì 6 marzo 2020

Jean Paul Gaultier "La Belle" - Jean Paul Gaultier

Una pera succosa e zuccherina, fondente, calda, speziata, caramellata, legata a doppio filo con una vaniglia leggermente bruciacchiata, morbida, da sciarpa. Una vaniglia bourbon, raffinata. 
Questo profumo è una coccola dolce, molto femminile e scioso. Per via forse della pera mi ricorda Jimmy Choo che avevo sentito su una ragazza e avevo associato a Black Orchid di Tom Ford per tutta la sera, anche se non lo riconoscevo del tutto. Così finalmente ho chiesto alla ragazza in questione cosa indossasse e l'indomani sono andata ad annusare Jimmy Choo, che sulla mia pelle ad un certo punto ha una evoluzione che non mi piace, una nota presente anche ne L'Imperatrice di Dolce e Gabbana e in alcuni profumi freschi maschili. Una nota acidula di frutta troppo matura che mi disturba. 
La Belle invece ha una qualità suadente e calda senza note stonate e acidule, è tutto rotondo, armonico.
Dopo l'inizio allineato in gran parte con il trend del momento (dolce e patchouli) sviluppa un'anima senza tempo che ricorda l'accordo famoso chiamato Guerlinade, un accordo di iris, bergamotto, gelsomino, rosa bulgara, fiori d'arancio, vetiver, fava tonka e etilvanillina, vera novità dell'epoca, che nel 1921 Jacques Guerlain su concetto di  Pierre-François-Pascal Guerlain fece da base a Shalimar dando il via ad una nuova ondata nei profumi femminili. Così La Belle racchiude in sé modernità e storia.

La Belle (Jean Paul Gaultier) - 2019 - Orientale Vanigliato (Quentin Bisch, Sonia Constant)
Pera, Bergamotto, Vetiver, Vaniglia, Ambra, Cuoio, Muschio, Legni, Note Floreali, Note Tostate


mercoledì 22 gennaio 2020

Sulmona - Coquillete



Sulmona di Coquillete è stato creato per il giorno del matrimonio di Elise Juarros, una dei due nasi insieme a Rosa Vaia, che stanno dietro alle creazioni di questa casa di profumi a cui hanno dato vita.
Tra i vari profumi dedicati ai confetti in cui la cittadina di Sulmona eccelle, è quella che riesce ad unire soavità e persistenza. Cosa non facile. 
All'apertura si ha l'impressione di assaggiare direttamente sulla lingua del latte di mandorla fresco, non troppo dolce ma anzi con una amarezza pastosa tipica del profumo di alcune mandorle dal retrogusto amarognolo utilizzate nei dolci chiamati appunto amaretti. Questa impressione iniziale lascia ben presto spazio ad una nota di tulle e zucchero, la stessa nota che si percepisce annusando i confetti freschi avvolti nel tulle ad un matrimonio. Questa nota olfattiva di tessuto toglie l'estrema dolcezza allo zucchero e dona una trasparenza polverosa impalpabile come talco. Sotto questo velo impalpabile, il confetto alla mandorla si scalda e si mischia con un sentore rarefatto di vaniglia, e di petali di fiori bianchi. Da questo momento è un susseguirsi di mandorle fresche, confetto, mandorla amara, bacca di vaniglia, latte di mandorla, zucchero, fiori d'arancio, in un fruscio stabile che rimane sulla pelle per ore e ricompare ad ogni spostamento di ciocca di capelli come un suggerimento all'orecchio. 
E' un profumo verde caldo, che coccola, che abbraccia, che dona una aura tutt'intorno a chi lo indossa, luminosa e attrattiva. Eppure è anche un profumo che protegge, pur facendosi notare, è come uno scudo protettivo. Quando lo indosso mi sento misteriosa e potente, della potenza che ha la femminilità non svelata. 

Sulmona (Coquillete) - 2012 - Orientale Vanigliato (Elise Juarros, Rosa Vaia)
Mandorla, Zucchero, Vaniglia del Madagascar, Mandorla Amara, Fiori d'Arancio


giovedì 9 gennaio 2020

Black Opium - Yves Saint Laurent



Chi si ricorda, e ha usato come me, Opium, rimarrà particolarmente interdetto.
Chi si immaginava un Opium più notturno, misterioso, opulento, quasi malvagio, non lo troverà.
Chi si aspettava un profumo di rottura rispetto a quelli di tendenza ultimamente. Ecco, no.

Il black di Black Opium si riferisce a qualcosa sicuramente nero ma non con l'accezione comunemente intesa ai vari black perfume. Qui c'è un caffè nero, senza zucchero, bollente e liquirizia calda, quasi allappante nel suo essere liquirizia purissima.
In prima istanza si viene pervasi da un profumo di pera matura e succosa, adagiata su petali di fiori bianchi, è una immagine velocissima, perché subito arriva lui, il black coffee, l'oppio moderno in una società che non permette il sogno ma che persegue la veglia ad oltranza, anche in stato confusionale, anche superato l'umano limite. Il caffè rimane come filo conduttore, ed accompagna nella danza forsennata, tutte le note che mano a mano si susseguono, una liquirizia calda e pungente, che si trasforma in morbida caramella mou alla vaniglia, che si scioglie in latte caldo, che impregna un legno dolce e cedevole, che diventa un patchouli vanigliato, non terreno, non aereo, che raggiunge un picco nell'unica nota puntuta del legno di cedro e per ritornare morbido, fluente come le luci del traffico di notte visto attraverso lenti appannate di pioggia e vapore di pelle di donna avvolta in cashmere alla vaniglia che appartiene al regno dei sensi e della carne.



Black Opium (Yves Saint Laurent) - 2014 - Orientale Vanigliato (Nathalie Lorson, Marie Salamagne, Olivier Cresp, Honorine Blanc)
Pepe Rosa, Fiori d'Arancio, Pera, Caffè, Gelsomino, Mandorla Amara, Liquirizia, Vaniglia, Patchouli, Cedro, Cashmeran

giovedì 14 novembre 2019

Matin Calin - Comptoir Sud Pacifique




Matin Calin, a discapito del nome è un profumo che io metto la sera, prima di andare a dormire.
E proprio come dice il nome, al mattino, è ancora lì, che ti abbraccia.
Dopo la doccia, con i capelli puliti, entro nel letto con un paio di spruzzi di Matin Calin e subito mi rilassa e mi predispone ad un sonno che arriva più velocemente del solito.
Appena spruzzato, ha una nota sulla mia pelle, leggermente acidula, come se invece di latte fosse uno yougurt appena tirato fuori dal frigo e zuccherato con zucchero bianco. Dopo circa 10 minuti, la nota acidula sparisce, il profumo si scalda e sovviene un ineffabile aroma di latte scaldato nel pentolino, appena prima che inizi a bollire, quando lo spegni e si forma la pellicina buonissima sulla superficie. Probabilmente il cervello recepisce quest'odore e lo elabora a modo suo, trasformando l'odore in un triptofano olfattivo che scatena la produzione di serotonina che a sua volta si trasforma in melatonina e fa scivolare in un sonno ristoratore e sereno.
Al di là dell'ipotesi parascientifica, Matin Calin ti accompagna per tutta la notte, e con la sua persistenza delicata ma tenace, quando ti svegli è ancora li, e la sensazione è proprio quella di essere in un caldo abbraccio che sa di pelle buona, latte caldo leggermente zuccherato e vaniglia, più un ricordo che un odore, è quasi impercettibile, un accenno di tostatura che richiama un caramello misto a latte appena appena bruciacchiato e una nota cremosa, assuefacente, che esalta la pelle e i capelli caldi di sonno, che si fonde con te e inebria chi ti sta vicino.
Matin Calen si lega alle molecole del profumo che hai indossato di giorno, scaldandole un poco e riportando in vita le ultime note, ma lo fa rimanendo se stesso e perfettamente percepibile come a sé stante, con la sua personalità all'apparenza delicata e non invasiva ma che si insinua tra le lenzuola e si fa ritrovare ad aspettarti nel suo abbraccio la sera dopo. Come l'amore vero.


Matin Calin (Lait Sucré) (Comptoir Sud Pacifique) - 1999 - Orientale Vanigliato (-)
Caramello, Latte, Zucchero, Vaniglia, Sandalo


domenica 15 settembre 2019

Insulo - Jeroboam

Ci sono profumi che sembrano quasi densi. Hanno una componente che si percepisce tattile a dispetto della natura eterea precipua dei profumi.
Penso ad alcuni fioriti carnosi dove domina la tuberosa, oppure a quelli con una forte componente gourmand ma sapientemente lavorata ed ancorata da resine e balsami.
Insulo di Jeroboam rientra in questa seconda categoria, le scarne note fornite: vaniglia, gelsomino e un misterioso "muschi enigmatici", non riescono a far presagire la ricchezza di questo estratto di profumo.
Dopo una partenza di vaniglia budinosa, della durata di una frazione di un secondo, l'estratto, dal colore liquoroso, sviluppa volute dense di fiori amari, resine collose, melate balsamiche, e una vaniglia a tratti zuccherina a tratti aromatica. Molto persistente, dopo circa 5 ore la sento ancora sulla porzione di pelle dove l'avevo spruzzato, è un profumo che a me evoca una città straniera, mediterranea, con vicoli lastricati di pietra, chiese gotiche e barocche, viva e vitale di cultura e arte, dove la gente sa vivere ad un ritmo più rilassato, si ritrova a bere un caffè seduti ai tavolini all'aperto, in piazzette ombreggiate da grandi platani e dove il sole rifrange sulle pietre levigate da migliaia di anni di passi. Rodi o Barcellona o una cittadina francese in Provenza, città isola o isole città che racchiudono nelle loro mura un cuore palpitante e ardente.
Ai tavolini solidi di ferro battuto e marmo, sono seduti su sedie da riccioli in stile liberty, su morbidi cuscini, una eterogeinità di persone.
Lingue straniere che si fondono in un ipnotico brusio esperanto, chiacchiericci rilassati, risate argentine, odore di libri e giornali letti sorseggiando un caffè e sbocconcellando un croissant o una fetta di torta, nuvole rarefatte di fumo di tabacchi aromatici, profumo di tè nero in cui si plasmano cumulonembi di latte, odore di liquirizia, crema pasticcera, rhum bianco, torrefazione di caffè, pasta di mandorle, spezie delicate provenienti dall'entrata della sala da tè.
Da un tavolino proviene il profumo fiorito di alcune donne immerse in una conversazione fitta, ridono sommessamente, si scambiano segreti fluidi mischiati a confessioni, racconti, nuovi acquisti e profumi. Da una borsa di camoscio lasciata come una bocca semi aperta, esce un alito di caramelle, cipria, rossetto e foulard di seta che ha trattenuto il profumo della sera precedente.
C'è una pianta di gelsomino arrampicata su un muro a fianco alla chiesa, ha i fiori chiusi, aspetta la notte per emanare la potenza del suo profumo. Un gatto al sole si lecca pigramente la pancia, un giovane con gli occhiali e la barba, arriva dalla via laterale, pedala tranquillo, la giacca di velluto che aleggia, passa lateralmente al gelsomino che per un attimo si risveglia e si mischia all'odore di velluto del ragazzo. C'è un sole tiepido che mi riscalda la pelle, con gli occhi socchiusi osservo tra le ciglia questo paesaggio olfattivo intermittente come un miraggio.
Lo respiro e sono felice.


Insulo (Jeroboam) - 2015 - Orientale Floreale Vanigliato (Vanina Muracciole)
Vaniglia, Gelsomino, Muschio Bianco 
La profumeria Bon Sens si trova a Seregno in Corso Umberto I al n.15, li troverete Alessandra, compagna di viaggio charmant e affine. 

mercoledì 2 gennaio 2019

Fleur Narcotique - Manila Grace






All'inizio è La Rosa.
Vellutata, morbidissima. Dai petali di un rosso cupo, quasi violaceo, senza riflessi, in assorbimento totale della luce, come fosse nutrimento. Una rosa carnivora e aviluppante, narcotica.
Sotto, come un tappeto dai disegni misteriosi ed ipnotici, si srotolano note calde, a tratti piccanti, morbidamente aromatiche, di una dolcezza notturna. Non c'è nulla di squillante, o acerbo o metallico o aspro o pungente. Petali di rosa presi con le punte delle dita ed appoggiati delicatamente su un letto di muschio, frutta matura, foglie fragranti, bacelli e resine. Per un fugace momento compare una nota di dolcetto di meringa che si ritrae e si sbriciola sotto il peso delle rose.
E poi è totale abbandono e Voluttà.


Fleur Narcotique (Manila Grace) - 2016 - Orientale Vanigliato (-)
Zenzero, Foglia di Tabacco, Prugna, Fava Tonka, Cedro, Chiodi di Garofano, Rosa, Pralina, Vaniglia, Benzoino, Muschio





giovedì 22 novembre 2018

Coco Vanille - Mancera

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La prima volta che ho sentito Coco Vanille è stato annusandolo da una donna dalla bellezza esotica e dalla gentilezza suadente. Le dico che profumo inebriante emana e lei per tutta risposta, tira fuori dalla capiente borsa di cuoio questa boccetta minimale, e me ne spruzza un po' sul braccio sorridendomi. Conosce la mia passione per i profumi o forse l'ha percepita.
Coco Vanille mi ricorda, in parte, un olio per il corpo di E. Coudray che si chiamava appunto Vanille et Coco. Ne ha la partenza, morbida e cremosa, femminile, con un accenno di fiore delicato e nascosto. Poi si discosta ed assume una valenza quasi zuccherina, come di frutta sciroppata, appena appena acidula. Subentra una nota che ricorda le vacanze, la spiaggia, il mare, il sole caldo, la sabbia.
E' un odore di estate, di pelle calda baciata dal sole, nutrita e setosa. Una leggera nota mandorlata, che diventa quasi un confetto, senza la polverosità dei profumi confettosi, ma come un confetto di mandorla ricoperta di cioccolato bianco al cocco racchiuso nel guscio di zucchero bianco confettato e duro.
E' un profumo godurioso, ma sopra il confetto, il cocco, la vaniglia e lo zucchero, aleggiano ben presenti dei fiori bianchi molto femminili e solari, dove si percepisce più distinto il Tiarè, privato della nota amarognola stucchevole che di solito non me lo fa amare totalmente.
Legno e muschio bianco pulito arrivano in fondo, verso la fine, quando il sole tramonta e la spiaggia si svuota, quando rimangono a guardare il sole che si tuffa nel mare, pochi e sparuti romantici, con la pelle che rabbrividisce sotto la carezza della brezza serale.




Coco Vanille (Mancera) - 2016 - Orientale Vanigliato (Pierre Montale)
Cocco, Pesca Bianca, Gelsomino, Ylang ylang, Tiarè, Muschio Bianco, Note Legnose, Vaniglia del Madagascar

mercoledì 13 giugno 2018

Vanilla - Alyssa Ashley


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Nella sua semplicità è da quasi 30 anni che continua a vendere. Sarà sicuramente per il prezzo super accessibile, ma altre composizione alla vaniglia cheap uguali non sono durate tanto, sta di fatto che a parte l'inizio stucchevole, durata circa 10 minuti che si possono sopportare, Vanilla di Alyssa Ashley ha una buona aromaticità, persistenza e propensione alla layerizzazione. Sulla stoffa rimane per lunghissimo tempo senza essere dolciastra, sulla pelle rende al meglio nelle ore intermedie, quando si assesta. Per chi ha un calo di affetto, per chi vuole sentirsi dolce, per chi adora i profumi gourmand è da provare.

Vanilla (Alyssa Ashley) - 1990 - Orientale Vanigliato (-)
Bergamotto, Limone di Amalfi, Gelsomino, Vaniglia

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mercoledì 31 gennaio 2018

Prada Candy - Prada



Nonostante l'impatto infantilesco, tra battage pubblicitario, immagine, packaging e nome, l'aroma di Prada Candy non è assolutamente dolce, zuccheroso ne adolescenziale. Il caramello è unito al profumo della bacca di vaniglia, leggermente speziato e medicinale, e al benzoino, una resina aromatica e calda, persistente e raffinatissima. L'unione di questi tre elementi principali rende il composto dolce ma al contempo sofisticato. E' un profumo di pelle, che con essa si scalda e assume una compostezza di spezie piccanti su una base vaniglia benzoino caramello salato che lo rende morbido e rotondo.

Prada Candy (Prada) - 2011 - Orientale Vanigliato (Daniela Andrier)
Caramello, Talco, Muschio Animale, Vaniglia, Benzoino

mercoledì 1 giugno 2016

Casmir - Chopard





Casmir è un profumo che adorna, morbido e avvolgente come una sciarpa di cui ricorda il nome, è caldo, ricco, colorato.
La frutta estiva di cui è composto disegna insieme alle spezie come un labirinto sulle resine. Un labirinto orientale, ritorto e agorafobico.
Per primi fanno il loro ingresso i frutti freschi e dolci, succosi, solari, sui quali lentamente si inseriscono quelli più pastosi, tra cui spicca un cocco latteo, insieme ai fiori più femminili, petali di fiori schiacciati come in un pot pourri fresco.
Arrivano le spezie, come un moto ondoso, e sono quelle che adoro, calde e aromatiche, pungenti con il garofano e lo ylang ylang. Dopo circa dieci minuti, con il calore della mia pelle, si sviluppa l'accordo delle resine dolci, ambra, benzoino e opoponax, la freschezza della fava tonka e la dolcezza cremosa della vaniglia.
Casmir è uno specchio del suo tempo, eppure è arrivato fino a oggi anticipando tutti i gourmand, senza esserlo. E' un profumo voluttuoso. Interessante, mai banale. Quando lo indosso mi soddisfa sempre, e soddisfa la mia voglia di profumo orientale anche in estate, perché leggiadro come è, sopporta il caldo donando un aura piccante rinfrescante.
Dura molto, Casmir, e si trasforma in un burro setoso sulla pelle, pepato e dolce.
Femminilissimo.


Casmir (Chopard) - 1991 - Orientale Vanigliato (Michel Almairac)
Mango, Cocco, Pesca, Albicocca, Fragola, Cassis, Mirtillo, Lampone, Mandarino, Arancio, Bergamotto, Garofano, Sandalo, Patchouli, Geranio, Mughetto, Cannella, Gelsomino, Rosa, Ylang-ylang, Vaniglia, Muschio, Ambra, Benzoino, Fava Tonka, Opoponax

martedì 6 maggio 2014

Un Bois Vanille - Serge Lutens

Claudia Weyrich - Malerei


All'inizio è pura liquerizia. Quella nera e lucida. Poi sale il legno di sandalo e aleggia morbido come un'ala senza fare rumore. Un Bois Vanille è il profumo della bacca di vaniglia, chi si aspetta il profumo dolce non lo troverà. Legnoso e carneo, rimane aderente alla pelle per tantissimo tempo...
il mattino dopo annusi l'aria e senti profumo di biscotti. Sei tu.


Un Bois Vanille (Serge Lutens) - 2003 - Orientale Vanigliato (Christopher Sheldrake)
Legno di Sandalo, Liquerizia Nera, Latte di Cocco, Cera d'Api, Mandorla Amara, Muschio, Vaniglia, Benzoino, Legno di Guaiaco, Fava Tonka




domenica 25 ottobre 2009

Gaultier 2 e Classique - Jean Paul Gaultier

Vaniglia, subito. E poi il rimando immediato a Jean Paul Gaultier, il primo profumo, quello che ora chiamano Classique. Ma tanto quanto Jean Paul Gaultier è un fiore che ti prende alla gola, quanto Gautier2 è la caramella che la accarezza.
Il creatore del profumo per descrivere Gaultier2 disse che l'idea doveva essere di due corpi nudi nel buio. E forse si, in qualche modo lo evoca, ma sono i corpi di due metrosexual, nessun confine di sesso da varcare.
Jean Paul Gautier invece è definito, animalesco, sessuale, con quel sentore di umore salato che ne fa un profumo molto erotico.Forse la differenza è tutta qui. Una sensualità acqua, sapone e caramelle, lineare, dove tutto è sotto controllo perchè semplicemente non c'è niente da tenere sotto controllo, contro l'erotismo esplosivo, dove il controllo è tenuto fino allo spasimo, fino al punto di non ritorno, e all'implosione.


Gaultier2 (Jean Paul Gaultier) - 2005 - Orientale vanigliato - (
Francis Kurkdjian)
Ambra, Muschio, Vaniglia
.

Jean Paul Gaultier - Classique (Jean Paul Gaultier) - 1993 - Orientale Floreale - (Jacques Cavallier)
Rosa, Anice Stellato, Fior d'Arancio, Mandarino, Pera, Zenzero, Iris, Prugna, Orchidea, Ylang-ylang, Vaniglia, Ambra, Muschio.