mercoledì 30 ottobre 2019

Les Demoiselles de la Rue de Provence - Jovoy Paris






Tutto è cominciato quando, in esplorazione olfattiva presso La Farmacia Corti, la graziosa commessa mi ha fatto annusare le campane di vetro delle candele di Jovoy. Improvvisamente, in una campana, ritrovo un profumo del passato, una tuberosa del mio passato, che ancora oggi non riesco a riassegnare al profumo di origine. Un ricordo che riemerge dai miei vent'anni, credo, una scia che è arrivata fino a me attraversando l'oceano del tempo, senza portare con sé immagine o nome.

Chiedo se esiste il profumo per la persona della fragranza della candela, speranza illusoria.
Torno a casa, il ricordo del profumo ancora nelle narici, cerco un confronto tra i miei profumi alla tuberosa ma non c'è nulla di uguale e neanche simile.

Passano i giorni.
Sono giorni di voglia di resine e balsami, ogni tanto capita così, improvvisamente, questo viraggio, questo cambio repentino di rotta, verso nuove isole olfattive.
Sollevo il coperchio della bougie apothicaire di Mad et Len per annusare il profumo di Petits Papiers, (di cui parlo qui) che fa sempre nascere in me una sensazione di riempimento sensoriale che si espande e penetra nella carne e nel cervello.
Voglio essere quel profumo, e inizio a grattare delicatamente la cera naturale, con il polpastrello.
Per non lasciare segni.
Prelevo una porzione infinitesimale e la massaggio sul polso.
Il profumo di Petits Papiers mi accompagna nelle ore successive.
Tangibile come un guscio d'uovo, scaturisce da quell'unico punto dove l'ho messo stamattina.
Controllo gli ingredienti della candela di Mad et Len che mi rassicurano. Cera a base di soia, essenze naturali, tutto naturale nessun componente sospetto.
E così si fa spazio nella mia mente un' idea folle: se non riesco a risalire al profumo di tuberosa mnemonica posso sempre usare la cera della candela.
Il corpo è già sulla porta di casa, chiavi della macchina in mano, quasi lasciando la mente ancora seduta sul letto a pensare.
"Dai vieni".


Mezz'ora dopo sono nella farmacia, ad aspirare voluttuosamente dalla campana di vetro questa tuberosa mesmerizzante. Preleviamo un po' di cera e la massaggiamo sui polsi, la proprietaria e io.
Le candele di Jovoy, sono fatte utilizzando ingredienti naturali, non troppo lontano quindi da un profumo solido.
Si sprigiona, scaldata dalla pelle, una tuberosa vellutata, carnea, con un lato spigoloso come di vetro canforato mentolato, non riesco a smettere di annusarlo, è La Tuberosa Come Piace A Me.
Mi porto a casa la preziosa candela, che ora è custodita al riparo dalla polvere e pronta a donarmi il suo profumo quando desidero odorare di buono, di donna, di femminilità e audacia.




Le Demoiselles de la Rue de Provence (Jovoy Paris) - 2011 - Floreale (-)
Tuberosa, Ylang-ylang, Muschio




La Farmacia Corti si trova a Giussano in Via Gabrio Piola, 11

martedì 22 ottobre 2019

Signorina - Salvatore Ferragamo


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Signorina è il classico profumo elegante, fresco, primaverile, che puoi indossare al mattino senza paura di sovrastare tutti con la tua fragranza. E' moderno, o meglio attuale, poiché con la sua deriva fiorito patchouli gourmand, interpreta perfettamente il gusto mainstream, senza però essere troppo dolce. Il pepe rosa, dona una frizzantezza e leggerezza che ne fanno un pret à porter adatto alle ragazze come alle donne più mature. Me lo vedo abbinato ad un abitino leggero, dal taglio un po' anni '50, con una brezza di vento a far ondeggiare la gonna.

Signorina (Salvatore Ferragamo) - 2011 - Floreale Fruttato (Sophie Labbé, Juliette Karagueuzoglou)
Pepe Rosa, Ribes Rosso, Gelsomino, Rosa, Peonia, Muschio, Patchouli, Panna Cotta

lunedì 21 ottobre 2019

Cloud - Ariana Grande



Qualche tempo fa c'è stata una impennata di recensioni, note, testimonianze che vertevano tutte su un profumo, Baccarat Rouge 540, della Maison Francis Kurkdjian, che riprende un eau de parfum creata nel 2014 da questo naso per il 250° anniversario di fondazione della cristalleria Baccarat, chiamato solo Rouge 540 e prodotto in soli 250 pezzi esclusivi con boccetta di cristallo Baccarat lavorato a mano.
540 è la temperatura in gradi fahrenheit di fusione del cristallo con polvere d'oro che da luogo alla creazione di un particolare tipo di cristallo con una sfumatura scarlatta, vanto della casa dal 1847.
La cura che viene profusa per la creazione di questo cristallo, è molto simile al modo di lavorare di Kurkdjian, meticoloso e pulito. Questo naso, a differenza di altri, può vantare un carnet di collaborazioni in cui ha lasciato la sua firma inconfondibile anche se in fragranze diverse. Il suo amore per le materie prime, per alcune tipologie di muschi raffinati e rarefatti, di cui il For Her di Narciso Rodriguez è un esempio, lo ha portato a volere la sua Maison di profumi e, in seguito, a riprendere la creazione per Baccarat, rendendola accessibile ad un pubblico più vasto.
I suoi profumi sono sempre elusivi, raffinati, di una femminilità avvolgente ma non squillante. Pervadono l'aria in un modo sottile e non invasivo, creando un magnetismo che porta ad avvicinarsi per annusare meglio la pelle da cui emana la meraviglia.

Per Baccarat Rouge 540 si è addirittura pensato di creare una nuova famiglia olfattiva, questo per far capire l'unicità di composizione e il risultato ottenuto da Kurkdjian.
Dopo l'uscita di Rouge 540 nel 2014, la cui piramide olfattiva recita: arancia rossa, agrumi, hedione, lavanda, salvia, zafferano, ambra grigia, muschio di quercia, note legnose e quercia, nel 2015 Kurkdjian ha fatto seguire l'uscita sul mercato sotto il nome della sua Maison il Baccarat Rouge 540 che maggiormente ha colpito il pubblico più vasto (anche se pur sempre di nicchia) e la cui piramide recita_ gelsomino, zafferano, amberwood, ambra grigia, resina di abete e cedro e nel 2017 l'extrait de parfum con piramide: mandorla amara, zafferano, gelsomino egiziano, cedro, muschio, note legnose,  ambra grigia. Per tutte le sue creazioni la percezione è stata piuttosto unanime, sillage mostruoso, circa due metri o più ma non forte o invasivo, piuttosto quella sensazione soffusa che ti fa chiedere da dove arrivi questo profumo meraviglioso, dimenticando quasi che lo indossi tu. Durata superiore alla norma con picchi di 24/36 ore.

Ovviamente, non sono mancate le ricerche per un clone con un prezzo più accessibile, e sembrerebbe che, a detta di molti che hanno potuto confrontare, la cerchia si sia ristretta su pochi nomi.
Che magari hanno ottenuto questo risultato, senza voler imitare ma per puro caso.
E' proprio incuriosita dalle recensioni, e dal non riuscire ad immaginare cosa rendesse così differente dal tutto già sentito, Baccarat Rouge 540 che mi sono imbattuta in un ricordo fotografico. Avevo già visto uno dei gemelli papabili in uno dei miei giri olfattivi in profumeria.
Così sono andata a testare.
E sono rimasta folgorata. Il primo profumo in questione è un insospettabile. Fa parte di quel range di  profumi che non prendo in considerazione mai. I profumi delle starlette pop, che sfornano improbabili profumini dolciastri nel tentativo di perpetrare un immaginario molto american style nelle fan adolescenti.
Cloud di Ariana Grande. Eppure, nonostante il packaging a dir poco imbarazzante, Cloud è una meraviglia. E mi ha fatto capire il perché del bisogno di una nuova famiglia olfattiva Baccarat Rouge 540.
Nonostante la piramide di Cloud sia l'inno alla dolcezza stucchevole, in realtà il risultato è straordinario. E avviene quello che in inglese si definisce come mimicking  ossia un mimare, un ottenere con elementi differenti un risultato uguale. L'arte del creare profumi è complessa.

Sta di fatto che Cloud corrisponde molto da vicino alle descrizioni, e confrontato direttamente con l'avversario blasonato, ha retto il confronto in termini di benessere e effetto percettivo.
Come descrivere una cosa che non ha un paragone familiare unanimamente conosciuto?
Cloud parte con una nota aromatica a me molto familiare e cara, quella dei semi di kummel, chiamato anche cumino dei prati o cumino tedesco in latino Carum Carvi, che niente ha a che fare con il cumino universalmente conosciuto e ingrediente cardine della cucina indiana, in latino Cuminun Cyminum  il cui odore e sapore invece mi è quasi insopportabile.
I semi di kummel hanno una aroma, fragrante, fresco, aromatico, leggero e arioso, che ricorda vagamente l'anice ma senza la sua pungenza. Spesso si può apprezzare sotto i denti sgranocchiando del pane del Sud Tirolo, dove è largamente usato. E' quel profumo sapore che ti fa dire Mitteleuropeo. Questa nota è la prima a comparire e anche la prima ad andarsene, non prima di mischiarsi alla nota di pera, come un dessert sano e dal sapore nord europeo, pere cotte con zucchero e semi di kummel e forse un pochino di noce moscata. Questa sensazione olfattiva gustativa viene soppiantata nel giro di qualche minuto da un profumo di legno di cocco, baccello di vaniglia, e odore di panna. Per ora Cloud è ancora piuttosto dolce ma non un dolce gourmand. Dopo poco arrivano delle note muschiate eteree e molto sofisticate, femminili, rarefatte, si mischiano per qualche minuto al profumo di un cioccolatino ripieno e poi arrivano dei legni aromatici a stabilizzare il tutto. Nulla di aggressivo o troppo forte, è come un'aurea. Come una nuvola appunto.
E' un profumo che fa fermare le persone e le spinge a valicare il limite della timidezza o del riserbo e a chiederti cosa indossi, che profumo buonissimo mai sentito è...
E io, annusando la nuvola vaporosa e impalpabile che mi circonda rimango misteriosa. Perché lo voglio solo per me.

Cloud (Ariana Grande) - 2018 - Floreale Fruttato Gourmand Baccarat (Clement Gavarry)
Bergamotto, Pera, Lavanda, Cocco, Panna Montata, Pralina, Orchidea Vaniglia, Note Legnose,  Muschio


sabato 12 ottobre 2019

Garofano - Lorenzo Villoresi



C'erano una volta i profumi che avevano personalità, persistenza, mistero e fascino. C'erano una volta i profumi che avevano il coraggio di essere imponenti.
E che dovevi avere tu carattere per portarli e non essere portati in giro da loro.
Profumi legati a personalità spiccate, anticonformiste, forti.
Poi, improvvisamente, i profumi hanno smesso di voler essere unici e hanno invece perseguito l'uniformità. Profumi che si copiano l'un l'altro, nella comfort-zone.
E quindi chi voleva esprimere qualcosa di diverso attraverso il profumo, ha dovuto rivolgersi a quella che veniva chiamata la profumeria di nicchia, che ora, a veder bene, per la maggior parte delle fragranze, di nicchia più non è perché è facilmente accessibile anche attraverso la vendita in rete.
Cosa significa tutto questo? Dov'è la magia di andare in una profumeria magari lontana chilometri, per poter annusare e trovare Lui, l'unico, il prediletto (di quel momento ovviamente perché chi ama i profumi ne ama tanti, ognuno nel suo modo peculiare). Dov'è quella atmosfera di complicità che si instaura con la tua profumiera che diventa confidente e compagna del viaggio olfattivo che ti accingi a fare appena varcata la soglia della profumeria?
Un viaggio alla ricerca di una particolare nota olfattiva, oppure un viaggio a ritroso nel tempo, dove annusare e ricordare insieme le fragranze del precedente secolo che riaprono file mnemonici olfattivi sepolti.
Così ho trovato Anita, una deliziosa signora, proprietaria di una piccola profumeria a Lecco, piena di fragranze e di ricordi, affascinante e preziosa accompagnatrice di viaggi olfattivi.
Conoscitrice profonda del mondo del profumo, evocatrice di atmosfere.
Con lei ho annusato e ricordato.
Il mio amore per il profumo dei garofani e dei chiodi di garofano è sempre stato poco esaudito nel mondo dei profumi. Il garofano non è una nota molto utilizzata, piacciono di più altri fiori.
E' con la signora Anita che ho potuto finalmente avvicinarmi a Garofano di Lorenzo Villoresi.
Garofano ha un lato graffiante e uno morbido, come un felino che non si lascia accarezzare se non ti graffia anche un po', lasciandoti il segno.
Un grosso felino, non un micetto.
E' un profumo di una prepotenza magnifica, tutto li, tutto insieme, tutto subito, spezie, calore, fiori, legni, muschi. Una opulenza olfattiva che non lascia la presa per sei, sette ore. Le prime delle quali con una scia irraggiante e le successive con una scia che ritrovi voltandoti di scatto. Prima sembrava non ci fosse più e poi eccola, la zampata con gli artigli tutti fuori.
Fino a che, dopo ore e ore, una ciocca di capelli ti sfugge sulla guancia e Garofano ti da un buffetto sulla gota con la sua zampa ora morbida, come fa il gatto per ricordarti che è ancora li con te e che ti vuole bene.
I chiodi di garofano si sono trasformati in profumo di violaciocche.
La zampa morbida sa di talco setoso, di violette e di rose, di cipria, di confetti alla mandorla, di petali di garofano stropicciati, di tepore, di interno di pochette di velluto, di pelle di donna bellissima addormentata.
L'abito da sera abbandonato scomposto sul letto.




Garofano (Lorenzo Villoresi) - 1995 (Vintage Collection 2014) - Floreale Legnoso Muschiato (Lorenzo Villoresi)
Note Floreali, Note Verdi, Lavanda, Chiodo di Garofano, Garofano, Gelsomino, Rosa Bulgara, Cannella, Ciclamino, Ylang-ylang, Geranio, Pepe Nero, Eliotropio, Vaniglia, Muschio, Legno di Cedro

La profumeria Esedra si trova in Via Carlo Cattaneo, 42 a Lecco.

mercoledì 9 ottobre 2019

Splendida Tubereuse Mystique - Bvlgari







Tra tutti i fiori, nei profumi, la tuberosa è la mia preferita. In questo profumo però la tuberosa ha una connotazione non facilmente riconducibile al fiore, è come se fosse sotto copertura.
Il profumo parte con una nota dolce di frutta.
Il ribes nero che come una marmellata di mirtillo cola quasi liquida, lasciando la sua impronta bluviola sul cucchiaino. Si insinua una nota saponosa, cremosa, che sale per le narici pungendole e
arriva un sottofondo amarognolo, come acqua di cactus, che diventa pungente, quasi balsamico, fresco.
Dopo poco compare una nota di fiore bianco, grande, femminile, caldo fresco. E' una tuberosa pungente, che si fa strada risalendo le narici pizzicandole.
Accompagnate dalle note iniziali, che rimangono sotto, per sostenere il fiore vibrante.
Infine si sviluppa la mirra, tagliente, fredda, acuta. E' un femminile aguzzo, dove ogni componente, ha un suo lato tagliente.
E' solo dopo circa 40 minuti, che improvvisamente, sulla mia pelle, si crea un connubio perfetto tra cremoso e liquoroso, come un cognac morbidissimo, rotondo, setoso, leggermente legnoso, in cui galleggiano impregnandosi i petali di tuberosa, bianchi e carnosi, resi dorati da un cognac burroso con sentori di melassa e di caramello, di legno aromatizzato, di calore di un fuoco in un camino.
E' per questa nota finale, burrosa liquorosa, che mi piace. Non sapendo se è la mia pelle a reagire così o se è una evoluzione voluta. Annuso e mi inebrio.

Splendida Tubereuse Mystique (Bvlgari) - 2019 - Orientale Floreale (Sophie Labbé)
Ribes Nero, Davana, Tuberosa, Assoluta di Vaniglia, Mirra