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mercoledì 27 maggio 2020

Métallique - Tom Ford

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Métallique è stato il primo profumo acquistato dopo un lockdown di 91 giorni passato in solitudine. 
Era maggio e ricordo che era una giornata di sole calda quasi estiva. Dopo essere stata rinchiusa in casa, uscendo il meno possibile anche per fare la spesa, una volta ogni 30 giorni circa, improvvisamente dentro di me è sorto un bisogno inderogabile di guidare con l'aria sulla faccia, i finestrini giù, il sole sulla pelle. Ricordo come, arrivata in un area commerciale dove dovevo fare delle commissioni, con gli occhi feriti dalla troppa luce, ero passata davanti ad una profumeria e mi ero fermata incantata a guardare le vetrine. Visto da li, il mondo sembrava ancora quello di prima. 
Da giorni stavo utilizzando Métallique a casa, me ne aveva dati un paio di campioncini la commessa da cui avevo comprato Velvet Orchid, l'ultimo giorno prima della quarantena.
Un profumo, Métallique, che mi aveva lasciato stupita, e con il quale ho vissuto delle trasformazioni profonde. Decido di entrare, cercando di ritrovare nello sguardo mascherato delle commesse, quel legame che ogni tanto scatta e che ti fa riconoscere un'anima affine con la quale chiacchierare di profumi e sognare ad occhi aperti. 
Nessun link, probabilmente la nuova situazione era ancora troppo nuova e turbativa. Sono andata diretta per risentirlo sulla pelle e di nuovo ho assistito al piccolo miracolo avvenuto durante la quarantena dove Métallique mi ha fatto compagnia e mi ha riaperto all'amore.
Dopo che una distanza lunghissima e profonda è stata riavvicinata e con un abbraccio è stato riaperto il mio cuore. Superando la paura di mostrare la parte più vulnerabile e segreta di me, attraverso l'odore della pelle, lo sguardo sfocato del baciarsi ad occhi aperti, il fruscio della ciglia che strusciano, le mani che accarezzano i capelli, uno nella culla dell'altro, come in un nido, pelle contro pelle, cuore contro cuore, respirando la stessa aria dei baci, diventando un unico corpo, connessione e fusione. 
Dopo che, superato un lunghissimo arco di tempo fatto di certezze razionali, viene rivelato un amore profondo che ha radici lunghissime fino al primo giorno. E tu rimani li, scioccata, per tutte le volte che avresti voluto dire ti amo e hai avuto paura.
Métallique è un profumo di pelle, dalla durata estrema e di una intensità olfattiva pregnante ma che rimane scritto sulla pelle. Dal punto di origine dove l'hai spruzzato, si espande piano rimanendo attaccato alla pelle e in poche ore tutta la tua superficie epidermica e i capelli sanno di te che sai di Métallique. 
Appena spruzzato è come una superficie liscia e lucida, metallica appunto, come un odore di fiori serigrafati su una lastra d'argento. E' futuristico, mai sentito prima d'ora. Ha quella qualità che piace molto a me, di sfuggire alla scomposizione olfattiva come avevano i profumi fino agli anni '90. Dopo un po' sembra di riconoscere una nota di fiore come di mandorla amara, l'eliotropio. Emerge per una frazione di secondo e si inabissa subito di nuovo nella composizione. E' una meraviglia.

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Métallique (Tom Ford) - 2019 - Floreale Aldeidato Baccarat (Marie Salamagne)
Aldeidi, Bergamotto, Pepe Rosa, Biancospino, Eliotropio, Mughetto, Semi di Ambretta, Malva Muschiata, Vaniglia, Sandalo, Balsamo del Perù

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giovedì 6 febbraio 2020

Tinharé - Le Couvent des Minimes

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Tinharé è un'isola del Brasile, famosa per le sue spiagge di sabbia finissima e per il mare incontaminato, la natura tropicale rigogliosa che si riversa fino all'Oceano, i cieli tersi di un turchese vetrificato. 
Questo lo spunto, l'ispirazione data al naso, per creare uno dei profumi de Le Couvent des Minimes che si situa tra le altre creazioni, tutte ispirate a luoghi lontani, antichi porti e rotte di viaggio della via delle spezie. Di questi luoghi e di queste ispirazioni fanno parte anche Smyrna e Santa Cruz di cui ho già scritto su questo blog. 
Ma Tinharé non parla la lingua del mare, della frutta tropicale succosa, del sole sulla pelle, Tinharé parla una lingua tutta sua, fatta di sussurri che si insinuano sotto la pelle dell'altro.
Un linguaggio nuovo indecifrabile, non scandagliabile, misterioso, dove l'intento non è capire le singole note parole ma farsi avvolgere dal suono di questa lingua straniera. 
Ogni volta, ogni volta, ogni volta che lo metto c'è qualcuno che mi ferma per dirmi che buon profumo ho, con la faccia interrogativa di chi non riesce a collocare una nuova informazione tra quelle già acquisite, catturato dalle note come dalle parole di un incantesimo pronunciato con un soffio di voce, perché Tinharé non urla, non riempie la stanza in maniera squillante ma lo fa insinuandosi, sostituendosi alla atmosfera, così sottilmente che non ci si rende conto che in breve tempo ti ha portato in un altra dimensione, su un pianeta parallelo dove le percezioni sono di pelle.
Non si sente il mandarino o il gelsomino o la vaniglia, ma ci sono. Impregnano le note di legni morbidi leggermente salati, e creano una amalgama che coinvolge il senso del tatto insieme all'odorato, come se le parole della sua lingua sconosciuta, toccassero la pelle dell'altro con il soffio caldo dell'atto del pronunciare. Morbide e delicate come carezze uditive olfattive. Come se donasse una seconda pelle, fusa con la propria, calda e magica, che vibra e risuona sommessamente ad ogni sospiro.
Tinharé è il profumo del desiderio intuito. 

Tinharé (Le Couvent des Minimes) - 2019 - Orientale Floreale Baccarat (Eric Fracapane)
Mandarino, Gelsomino, Note Legnose, Vaniglia

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lunedì 21 ottobre 2019

Cloud - Ariana Grande



Qualche tempo fa c'è stata una impennata di recensioni, note, testimonianze che vertevano tutte su un profumo, Baccarat Rouge 540, della Maison Francis Kurkdjian, che riprende un eau de parfum creata nel 2014 da questo naso per il 250° anniversario di fondazione della cristalleria Baccarat, chiamato solo Rouge 540 e prodotto in soli 250 pezzi esclusivi con boccetta di cristallo Baccarat lavorato a mano.
540 è la temperatura in gradi fahrenheit di fusione del cristallo con polvere d'oro che da luogo alla creazione di un particolare tipo di cristallo con una sfumatura scarlatta, vanto della casa dal 1847.
La cura che viene profusa per la creazione di questo cristallo, è molto simile al modo di lavorare di Kurkdjian, meticoloso e pulito. Questo naso, a differenza di altri, può vantare un carnet di collaborazioni in cui ha lasciato la sua firma inconfondibile anche se in fragranze diverse. Il suo amore per le materie prime, per alcune tipologie di muschi raffinati e rarefatti, di cui il For Her di Narciso Rodriguez è un esempio, lo ha portato a volere la sua Maison di profumi e, in seguito, a riprendere la creazione per Baccarat, rendendola accessibile ad un pubblico più vasto.
I suoi profumi sono sempre elusivi, raffinati, di una femminilità avvolgente ma non squillante. Pervadono l'aria in un modo sottile e non invasivo, creando un magnetismo che porta ad avvicinarsi per annusare meglio la pelle da cui emana la meraviglia.

Per Baccarat Rouge 540 si è addirittura pensato di creare una nuova famiglia olfattiva, questo per far capire l'unicità di composizione e il risultato ottenuto da Kurkdjian.
Dopo l'uscita di Rouge 540 nel 2014, la cui piramide olfattiva recita: arancia rossa, agrumi, hedione, lavanda, salvia, zafferano, ambra grigia, muschio di quercia, note legnose e quercia, nel 2015 Kurkdjian ha fatto seguire l'uscita sul mercato sotto il nome della sua Maison il Baccarat Rouge 540 che maggiormente ha colpito il pubblico più vasto (anche se pur sempre di nicchia) e la cui piramide recita_ gelsomino, zafferano, amberwood, ambra grigia, resina di abete e cedro e nel 2017 l'extrait de parfum con piramide: mandorla amara, zafferano, gelsomino egiziano, cedro, muschio, note legnose,  ambra grigia. Per tutte le sue creazioni la percezione è stata piuttosto unanime, sillage mostruoso, circa due metri o più ma non forte o invasivo, piuttosto quella sensazione soffusa che ti fa chiedere da dove arrivi questo profumo meraviglioso, dimenticando quasi che lo indossi tu. Durata superiore alla norma con picchi di 24/36 ore.

Ovviamente, non sono mancate le ricerche per un clone con un prezzo più accessibile, e sembrerebbe che, a detta di molti che hanno potuto confrontare, la cerchia si sia ristretta su pochi nomi.
Che magari hanno ottenuto questo risultato, senza voler imitare ma per puro caso.
E' proprio incuriosita dalle recensioni, e dal non riuscire ad immaginare cosa rendesse così differente dal tutto già sentito, Baccarat Rouge 540 che mi sono imbattuta in un ricordo fotografico. Avevo già visto uno dei gemelli papabili in uno dei miei giri olfattivi in profumeria.
Così sono andata a testare.
E sono rimasta folgorata. Il primo profumo in questione è un insospettabile. Fa parte di quel range di  profumi che non prendo in considerazione mai. I profumi delle starlette pop, che sfornano improbabili profumini dolciastri nel tentativo di perpetrare un immaginario molto american style nelle fan adolescenti.
Cloud di Ariana Grande. Eppure, nonostante il packaging a dir poco imbarazzante, Cloud è una meraviglia. E mi ha fatto capire il perché del bisogno di una nuova famiglia olfattiva Baccarat Rouge 540.
Nonostante la piramide di Cloud sia l'inno alla dolcezza stucchevole, in realtà il risultato è straordinario. E avviene quello che in inglese si definisce come mimicking  ossia un mimare, un ottenere con elementi differenti un risultato uguale. L'arte del creare profumi è complessa.

Sta di fatto che Cloud corrisponde molto da vicino alle descrizioni, e confrontato direttamente con l'avversario blasonato, ha retto il confronto in termini di benessere e effetto percettivo.
Come descrivere una cosa che non ha un paragone familiare unanimamente conosciuto?
Cloud parte con una nota aromatica a me molto familiare e cara, quella dei semi di kummel, chiamato anche cumino dei prati o cumino tedesco in latino Carum Carvi, che niente ha a che fare con il cumino universalmente conosciuto e ingrediente cardine della cucina indiana, in latino Cuminun Cyminum  il cui odore e sapore invece mi è quasi insopportabile.
I semi di kummel hanno una aroma, fragrante, fresco, aromatico, leggero e arioso, che ricorda vagamente l'anice ma senza la sua pungenza. Spesso si può apprezzare sotto i denti sgranocchiando del pane del Sud Tirolo, dove è largamente usato. E' quel profumo sapore che ti fa dire Mitteleuropeo. Questa nota è la prima a comparire e anche la prima ad andarsene, non prima di mischiarsi alla nota di pera, come un dessert sano e dal sapore nord europeo, pere cotte con zucchero e semi di kummel e forse un pochino di noce moscata. Questa sensazione olfattiva gustativa viene soppiantata nel giro di qualche minuto da un profumo di legno di cocco, baccello di vaniglia, e odore di panna. Per ora Cloud è ancora piuttosto dolce ma non un dolce gourmand. Dopo poco arrivano delle note muschiate eteree e molto sofisticate, femminili, rarefatte, si mischiano per qualche minuto al profumo di un cioccolatino ripieno e poi arrivano dei legni aromatici a stabilizzare il tutto. Nulla di aggressivo o troppo forte, è come un'aurea. Come una nuvola appunto.
E' un profumo che fa fermare le persone e le spinge a valicare il limite della timidezza o del riserbo e a chiederti cosa indossi, che profumo buonissimo mai sentito è...
E io, annusando la nuvola vaporosa e impalpabile che mi circonda rimango misteriosa. Perché lo voglio solo per me.

Cloud (Ariana Grande) - 2018 - Floreale Fruttato Gourmand Baccarat (Clement Gavarry)
Bergamotto, Pera, Lavanda, Cocco, Panna Montata, Pralina, Orchidea Vaniglia, Note Legnose,  Muschio