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venerdì 24 maggio 2013

Nashville

Venerdì 24 Maggio 2013 - Sono a Nashville, partecipo ad una gara ma non so di che si tratta. So solo che devo cambiare abito e sfilare più volte al giorno. A Nashville ci sono diverse manifestazioni tutte contemporaneamente, è un gran casino, raduni di bikers vestiti anni anni '60, la gara dove sono iscritta io, il festival della canzone country, il raduno della guardia nazionale...le immagini del film di Altman si sovrappongono alla realtà. Mi comunicano che ho vinto. Altro cambio d'abito, i colori dominanti sono tre, verde smeraldo, giallo cromo e rosso, tre abiti da sera di raso scintillante e tacchi alti. Cammino su una strada polverosa, evitando la gente. Mi sento strana, come se il fatto di aver vinto sia la fonte stessa dell'ansia che mi attanaglia. Cammino tenendomi lo stomaco, le fitte che si attorcigliano arrivano fino alla realtà. Mi sveglio, sto male.







martedì 8 gennaio 2013

Il Quarto Compito di Psiche



Ho letto questo libro ("Le dee dentro la donna" di Jean S. Bolen) molti anni fa... c'era questa storia dei Quattro compiti di Psiche (che riporto con parole mie)...



Nella Mitologia Greca Afrodite, madre di Eros, quando scopre che Psiche è innamorata di Eros e da lui ricambiata, decide con uno stratagemma di separare gli amanti. Psiche allora cerca di riconquistare l'amore ed Eros, andando direttamente e umilmente da Afrodite.

La dea le ordina di eseguire quattro compiti, certa che non riuscirà a portarli a termine tanto sono difficili.

Il primo compito DIVIDERE I SEMI equivale a fare ordine nella propria vita separando ciò che ha valore da ciò che distoglie energie e non vale niente, fidandosi del proprio intuito (i semi differenti vanno ordinati in gruppi e separati dalle impurità, Psiche riesce perché vengono in suo aiuto le formiche, che rappresentano l'intuito che porta a livello conscio le sensazioni inconsce che abbiamo)

Il Primo Compito di Psiche

Il secondo compito PRENDERE UN FIOCCO DI LANA DEL VELLO D'ORO equivale ad acquisire il potere senza rimanerne schiacciate o cambiare la propria natura (Psiche riesce a prendere il vello d'oro, seguendo il consiglio di una canna del fiume, aspettando la notte quando il gregge di arieti dorme e raccogliendo il vello d'oro dai rovi in cui è rimasto impigliato) Portare a termine questo compito significa riuscire ad affermarsi in modalità assertiva e femminile, senza esprimere bisogni e rabbia in interminabili confronti aggressivi che non verrebbero comunque ascoltati e che ti etichetterebbero come una rompiballe, ma usando la flessibilità della canna, che si piega ma poi ritorna dritta com'era senza spezzarsi. Significa saper agire subdolamente, mantenendo il silenzio, per raggiungere l'obiettivo. Saper aggirare lo scontro, usando armi femminili, ma riuscire lo stesso a fare quello che si vuole. Vuol dire avere il potere e sapere come usarlo.

Che Cos'é la Casa e The Blue Fly - Il Tempo della Mosca e Tempo Sospeso e Tempo Manifesto


Il terzo compito RIEMPIRE L'AMPOLLA DI CRISTALLO CON L'ACQUA comprende il saper immergersi nel flusso d'acqua che è la vita ma saperla anche guardare da una prospettiva più distaccata per poter agire in maniera utile ad ottenere ciò che si desidera, riuscendo a nuotare nelle emozioni ma senza lasciarsi travolgere quando si ha bisogno di affrontare un cambiamento. (Qui Psiche viene aiutata dall'aquila che la solleva in volo per raggiungere la fonte. L'aquila vede il paesaggio da una prospettiva distante e poi piomba giù per afferrare ciò che le è necessario, rapidamente e andando dritta sull'obiettivo).

Il Terzo Compito di Psiche

Il quarto compito IMPARARE A DIRE DI NO prevede il dover scendere negli Inferi con un piccolo scrigno per farselo riempire da Persefone con il balsamo dell'eterna giovinezza. Afrodite lo rende ancora più difficile perché dice a Psiche che dovrà chiudere il cuore alla compassione per tre volte. Per tre volte dovrà ignorare i lamenti dei bisognosi e procedere per la sua via. Se non lo farà, rimarrà per sempre nel mondo degli Inferi, sottoterra. Questo viene considerato il compito più difficile, stabilire una meta e saper mantenere il comportamento adatto a raggiungerla, senza farsi fermare. Dire di no significa esercitare il diritto alla scelta, senza subire imposizioni o soccombere alla predisposizione naturale alla disponibilità verso gli altri sacrificando la possibilità di determinare la propria vita. Mette in guardia dal cedere alla "pietà", quale modalità di relazione con l’altro, per consentire di raggiungere la propria completezza.
In suo aiuto viene la Torre, che rappresenta la solitudine, le indica il sentiero e come fare a risolvere i problemi pratici. Due monete per pagare Caronte andata e ritorno e due focaccine d'orzo per distrarre Cerbero. Ma sono i tre no ai bisognosi che rappresentano la parte più difficile. Le parti bisognose di noi che non ci fanno progredire perché hanno bisogni incolmabili. L'uomo claudicante che conduce l'asino da cui cadono continuamente dei ramoscelli e che le chiede di raccoglierli, la mano brancolante di un moribondo che affiora dall'acqua e le tre donne che vogliono aiuto a tessere i fili del destino.
Solo riuscendo a mettere a tacere queste richieste Psiche potrà incontrare Persefone, che regna sul mondo ctonio. Ella rappresenta la nostra capacità di dominare il nostro mondo sotterraneo. Chi lo domina , e ne è quindi regina, acquisisce una bellezza senza tempo.
Psiche riesce nel compito fino a quando si trova ad avere in mano lo scrigno e ad essere ritornata sulla superficie. Qui, decide di testa sua e apre lo scrigno. Ne esce un sonno magico che la sprofonda in uno stato di torpore e poi in un sonno ininterrotto.

Era ottobre 2010 quando stavo affrontando il Terzo Compito senza averne una consapevolezza se non di pancia.
Rileggo a ritroso e mi imbatto in questo post e scopro che senza accorgermene ho concluso il Terzo Compito e ho iniziato il Quarto senza saperlo.

...e il secondo? Il Secondo Compito per me è durato quasi due anni. Nel 2009 ne avevo anche li una consapevolezza viscerale, che si è materializzata con l'acquisto di una casa tutta mia da dove ripartire. Mi ci sono trasferita nell'agosto 2012.

Il Quarto Compito sento che sarà difficilissimo per me. Ho già esercitato una scelta. L'ho fatto con la modalità del Secondo Compito, ma ciò non sembra essere sufficiente... Bisogna rendere esplicito ciò che è implicito.
Dominare le proprie parti insensatamente bisognose, non cercare risposte se non in se stessi.
E forse ciò che mi sembra difficilissimo sarà questione di un'attimo. Ciò che devo introiettare è che essere impietosi a volte è l'unico modo per passare ad un altro livello. Dopo, si può e si deve tornare ad essere generosi.
Dall'implicito all'esplecitato.
Dal Sospeso al Manifesto.
Dal Nascosto al Luminescente
Dal sotterraneo al sopractonio
Dal sognare di vivere al vivere.


Come finisce la storia? Psiche viene risvegliata da Amore, il suo compagno, che richiude il sonno nello scrigno e glielo fa consegnare ad Afrodite. Questo è l'ultima parte del compito, senza la trasgressione di Psiche non avrebbe potuto compiersi. Ispirare amore e accettare aiuto. Per non essere più arroccati come una torre solitaria.


mercoledì 2 gennaio 2013

Occhi Azzurri Occhi Marroni




15 Ottobre 2012 Lunedì - E' venuto a trovarmi il ragazzo della Sicilia, quello con cui sono andata avanti anni a scriverci l'un l'altro lettere...Pero' appena arrivato invece di stare con me esce e va al cinema con k.  che in più mi chiama per dirmi che non ha soldi se glieli porto...
Allora faccio un' osservazione al telefono, che lui era venuto per vedere me e tornano. Ma ora insieme a lui c'è la sorella adolescente, la deve portare a scuola...
Continuiamo cosi, sempre con qualcuno intorno, mai da soli, finché riesco a chiamarlo in un angolo.
Gli chiedo se mi ama e lui dice no. Allora gli dico che e' meglio se non viene più a trovarmi, ci vedevamo una volta all'anno. Lui mi dice che non può amarmi perché e' un professore universitario e io invece non sono laureata.
In quel momento sento un caldo che mi scende dalle cosce, sollevo la gonna e vedo colare sangue ma e' come acqua calda che scende lungo le gambe. Mi avvicino e lo bacio guardandolo negli occhi.
I suoi occhi sono azzurri, come sono in realtà.
Sento i corpi che si sciolgono, calore e pulsione, siamo vicinissimi, a contatto.
Mentre mi guarda dritto nei miei, i suoi occhi cambiano, diventano marrone chiaro, liquidi e fondenti.
Mi sveglio. Sto piangendo. Mi riaddormento, sono in una piazza di paese. C'è una festa.
Ci sono tutti i tavoli all'aperto, tovaglie bianche bellissime, posate d'argento e bicchieri di cristallo.
Come una riunione di famiglia nella campagna signorile '800. Sono seduta a fianco di una mia collega, è passato un anno dal sogno di prima. Le sto spiegando il sogno che ho fatto, e guardandole gli occhi vedo che indossa lenti a contatto con disegnati denti di vampiri. Denti bianchi sull'iride e la bocca rossa sulla parte bianca dell'occhio.
Ad un tratto vedo spuntare, dalla via che porta alla piazza leggermente in salita, il ragazzo.
Viene verso di me con uno zaino in spalla. Mi guardo intorno calma, si e' sollevata una brezza che solleva i lembi delle tovaglie, alzo la testa, sono sotto un albero maestoso nel centro della piazza, ha foglie verde chiarissimo che vibrano alla brezza. Lo guardo venire verso di me, lento e sicuro.
Io aspetto composta. Mi sveglio.

domenica 16 dicembre 2012

Tempo Sospeso e Tempo Manifesto

A volte è facendo una cosa mai fatta prima, semplice o complicata non importa, che si ha quello che in gergo si chiama "epifania" .
Per tanto tempo ho vissuto aspettando, riempiendo i tempi vuoti tra il lavoro e il tornare a casa. Perché il tornare a casa significava spesso la fine della giornata. Anche alle cinque. Ecco che nella spasmodica voglia di vivere il tempo frequentavo corsi, facevo la spesa, a volte mi fermavo semplicemente sulla strada, per pensare o scrivere o ascoltare il silenzio o la musica.
Era pero' comunque e sempre un tempo sospeso.
Cosa vuol dire sospeso? Sospeso è quel tempo che non ha valore intrinseco ma lo acquisisce solo perché è al posto di qualcos'altro che è peggio. Vivere sospesi, in attesa che succeda qualcosa che sblocchi lo stato di sospensione.
Quanto si può andare avanti così? Dipende dalla condizione umana di ciascuno, se si sa ciò che manca o se se ne ha solo una vaga impressione.
Quando si capisce che è un tempo sospeso?
Quando nasce viscerale l'esigenza di avere un luogo in cui tornare per vivere il proprio tempo.
Io ho capito che avevo bisogno di cambiare il tempo sospeso. La sua qualità. Ho preso decisioni sull'onda dell'emotività e dell'istinto, senza sapere esattamente cosa stessi facendo. Il concetto si dipanava insieme all'azione. Anzi era sempre un po' più indietro rispetto ad essa.
E' stato quando stavo usando l'uncinetto per fare delle frange ad un bordo di pizzo che avevo cucito accorpandolo ad un vecchio asciugamano di lino per farne una tenda che ho capito. La tenda era per la finestra del bagno della mia casa. Dopo le elementari non avevo mai più preso in mano l'uncinetto e anche adesso non è che lo uso frequentemente, è li. Forse ha esaurito la sua funzione.
Improvvisamente mi si è chiarito tutto. Ero nella mia casa, tornata dal lavoro ad orario ridotto (una delle condizioni che ha accellerato la decisione di transizione, angosciata di avere ancora più ore di tempo sospeso da riempire in qualche modo) ero nella mia casa e ci ero tornata subito, per finire il lavoretto della tenda. Ero li che entravo con l'uncinetto dentro e fuori dai buchi e improvvisa si è palesata la consapevolezza che quello era esattamente il luogo dove volevo essere, e la cosa che stavo facendo esattamente quello che volevo fare.
Improvvisamente il tempo sospeso è diventato manifesto.
E' solo un cambio di percezione di se nel tempo e nel luogo. Prima sei in un posto per non essere in un altro e poi sei in un posto perché è proprio li che vuoi essere.
La vita è solo essere in un luogo per fare una cosa? No. Non per me almeno.
Cominci a vivere nel tempo manifesto e ti accorgi chi aveva favorito il tempo sospeso. Oltre a noi stessi è ovvio...
C'è sempre intorno a noi chi ha un vantaggio nel nostro perdurare nel tempo sospeso.
Spesso, inconsapevolmente o meno, sono le persone su cui noi abbiamo investito e che abbiamo deputate alla felicità.
Se è vero che ognuno di noi è responsabile della propria felicità, è anche vero che si ha il potere di aumentare la felicità di un altro. Come? Ognuno ha la sua chiave e la sua serratura. Chi possiede la chiave che apre la serratura dell'altro è depositario di un grande dono. Apre delle porte che l'altro pensava chiuse e si può iniziare ad esplorare nuove stanze nella casa-corpo-psiche insieme.
Chi non ha la chiave per la tua serratura ti lascia li, a languire. Per metà inesplorato e irrisolto, con la consapevolezza inconscia che ci sia altro, ma senza averne la certezza. Ti muovi nella casa, appoggiando l'orecchio alle porte chiuse, non sapendo come fare ad aprirle, curioso e visceralmente sicuro che li dietro c'è qualcosa per cui vale il tempo di tornare a casa.
Chi ti mantiene nel tempo sospeso ti lascia in sospeso in tutto, egoisticamente pensando che le poche stanze in cui ti aggiri siano sufficienti, ti lascia solo ad aspettare. Nel tempo sospeso non vivi, senti di non essere tu. La casa improvvisamente è stretta e piccola e assomiglia ad una prigione. Continui a stare fuori, sempre di più, il più tempo possibile fuori di li.
Ma è anche quello un tempo sospeso. Un tempo senza casa, senza stanze da scoprire ed aprire ed esplorare.
Nell'analogia tra casa, corpo e psiche è un tempo al di fuori di se.
Il bisogno di casa, il bisogno di condivisione del tempo è un bisogno umano. E' la forza motrice della crescita personale e di coppia. Se il desiderio di condividere il tempo nella stessa casa è un desiderio di entrambi, questa è una coppia. Non importa quanto sarà grande la casa, ci saranno sempre stanze del corpo e della psiche da aprire ed esplorare. Che si aggiungeranno al corpo di entrambi. Compagni di viaggio nell'esplorazione del vero se'.
Come si riconosce il tempo manifesto?
Il tempo manifesto è quando sei proprio dove vuoi stare e con chi vuoi essere.
Si palesa improvviso e ti pervade tutto. Spalanca ogni porta sensoriale in te e nell'altro e senti che esisti perché sei felice e rendi felice l'altro.
Vivi. E' tutto qui.

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mercoledì 10 ottobre 2012

Il Basista

Mercoledi 10 ottobre 2012 - Sono in ufficio, il capo e' via in vacanza, riguardando certe carte mi rendo conto che nello studio lavora con noi un basista. Proprio in quel momento la situazione precipita, veniamo attaccati da una banda che vuole derubarci. Con le colleghe di cui mi fido, raduniamo carte, bolli e soldi e ci chiudiamo in un ufficio. Da fuori sentiamo movimenti di subbuglio. Io prendo la decisione di scappare e ce ne andiamo scendendo dal terrazzo. La prima tappa e' una camera d'albergo. Scrivo un messaggio al capo spiegando la situazione ma poi decido di telefonargli. Non risponde, e' all'estero, e ha il telefono che e' impostato per rimandarti un messaggio in cui ti chiede l'amicizia. Continuo ad insistere e intanto penso a come dirglielo e a raggiungerlo in macchina all'estero, passando il confine, con le colleghe e tutta quella valuta a bordo. Mi sveglio con il cuore in gola, sudata.
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domenica 30 settembre 2012

La Figlia Difficile


Domenica 30 settembre 2012 - Sono la figlia di un boss mafioso proprietario di un negozio tipo Leroy Merlin che vende solo accessori da bagno. Sono triste perchè nessuno mi vuole, mi aggiro tra le corsie e ogni cosa che tocco cade ad effetto domino. Nella corsia affianco gli scagnozzi di mio padre stanno parlando di me, di quanto io sia difficile da piazzare. Voglio svegliarmi da un quarto d'ora ma non riesco. Sono stufa di raccogliere fiori di stoffa e spugnette rosa pesca che continuo a far cadere. Suona il telefono, mi sveglio.

venerdì 10 agosto 2012

Due centimetri


E' incredibile quanto lo spostamento di due centimetri di una sensazione fisica, all'interno di un corpo, possa far scaturire dolore o piacere, stati d'animo diversi. Due centimetri sotto e stai male, lo stomaco serrato in una morsa, in un pugno instancabile, ogni respiro, ogni deglutizione, uno sforzo. Quel senso di nausea riflesso di un qualcosa che non riusciamo a mandare giu' nella vita. L'intestino contorto e aggrovigliato.
Due centimetri piu' in su e il cuore e' una palla di lava liquida che vortica nel petto. Il pugno si apre e dita frementi si spalancano a ventaglio, pronte a toccare curiose. La testa e' una vertigine e il corpo si muove senza peso.
Due centimetri sono la misura della risposta a un Ti amo, mi vuoi?
Non ti voglio e il pugno si serra sullo stomaco, ti voglio e la mano si apre, lascia la presa, si sposta di due centimetri verso l'alto e ti accarezza delicatamente il cuore.


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domenica 3 giugno 2012

Che Cos'e' La Casa


La Casa non e' un luogo. La Casa e' dove vuoi tornare per amore. Dove ti senti completamente libero di essere te stesso, senza l'assillo di sentirti giudicato per come sei, non sei, dovresti essere, cosa ti piace e cosa non ti piace. Senza filtri, senza maschere. La Casa e' dove puoi dedicarti. A te stesso, a chi ami, a cio' che ti piace fare e pensare. Sicuro che non verrai interrotto quando sei totalmente concentrato nel dedicarti a te stesso, a chi ami, a cio' che ti piace fare e pensare. Nessun commento minante. Completa accettazione. La Casa per me deve essere pace e silenzio. E musica bella. Nessun rumore solo per riempire il vuoto. Lontano dai centri di aggregazione dove il rumore regna sovrano, dal traffico, dagli allarmi, da vicini compulsivi di giardinaggio molesto e assordante, dai luoghi dove si fa "casino" per fare.
Sogno e perseguo la vicinanza con il mare. Un piccolo giardino dove coltivare erbe e fiori profumati, frutti ed amicizie, una vasca da bagno grande per pensare, che ospiti anche i pensieri di un altro.
Desidero la vicinanza dell'arte, dei libri, della natura, dell'umanita' scevra da sovrastrutture emozionali contorte ma vuote.
Sogno e desidero una dimensione lavorativa piu' umana, gratificante. Il fare qualcosa che rimane o che nutre, corpo o mente, non importa. Raggiungibile in bicicletta, perche' la benzina serva per raggiungere solo posti piu' lontani, eccezionali, i luoghi nuovi, i luoghi dei ricordi.
Che cos'e' La Casa e' quello che ognuno di noi dovrebbere chiarirsi in mente e nel cuore. La Casa e' quello che ci fa sentire felici e vivi. Non il possedimento di beni. Perche' i beni finiscono per possedere te.
Non l'accumulo di oggetti, perche' gli oggetti finiscono per seppellirti sotto il loro peso. Impedendoti di muoverti veloce.
La Casa che voglio e' la possibilita' di esprimermi nella mia arte. Manualita', lettura, scrittura, danza, sesso.
Dove la manualita' e' diretta alla condivisione con gli altri, cucinare per qualcuno, coltivare, aggiustare, modificare, convertire, costruire cose ed oggetti per rendere piu' belle ed artistiche le cose. Personali. Non omologate.
Dove la lettura è accrescimento e condivisione.
Dove la scrittura e' la stanza tutta per se'.
Dove la danza e' l'espressione dell'amore, la trance, il contatto con la natura circostante e interiore. Il cerchio piu' stretto dove puo' entrare solo qualcuno, spettatore o attore non importa.
E dove il sesso e' legato all'amore, puro, libero, totalizzante. Il desiderio di fusione, di appartenere a qualcuno che desidera appartenere a me.
La Casa non e' il luogo.
La Casa e' con Chi ti senti a casa.
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