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mercoledì 5 settembre 2018

Méharées - L'erbolario













Méharées, sulla mia pelle, ha una partenza che non mi piace molto, un qualcosa a metà tra il musk aggressivo di alcuni profumi maschili e una morsa alla gola. Fortunatamente ho imparato ad aspettare, e che le note di partenza spesso sono solo fumo negli occhi che spariscono subito, rivelando la vera natura a chi ha pazienza.
Infatti, dopo circa dieci minuti, questo profumo si ammorbidisce e diventa quasi dolce.
Non ha una dolcezza gourmand, ma piuttosto l'idea di dolcezza zuccherina dei datteri canditi che può giungere da una rivisitazione olfattiva e non gustativa.
Mi spiego meglio.
Negli ultimi decenni, nel panorama dei profumi, si è affacciata una nuova modalità di espressione, gourmand appunto, tanto da far quasi nascere l'esigenza di aggiungere una nuova famiglia olfattiva. Questi profumi ricreano le note del cioccolato, del latte, della vaniglia, dei frutti, del caffè, non come in passato, dove queste note sono sempre entrate nelle composizioni dei profumi, miscelandosi e fondendosi con resine, spezie, legni e fiori, aldeidi e molecole di sintesi dando luogo a profumi molto complessi tipici delle decadi antecedenti agli anni 2000, ma, da un certo punto nella linea temporale in poi, sono diventate la nota dominante di creazioni lineari e quasi mononota, dove l'intento è quello di rendere il profumo una più possibile realistica riproduzione di questi cibi golosi, normalmente dolci, che innescano una risposta più gustativa che olfattiva, o meglio entrambe ma con una preponderanza per il senso del gusto.
Nascono così tutta una serie di fragranze golose, zuccherine, calde, morbide, che richiamano i sapori dell'infanzia o della frutta fresca o dei dessert. Vaniglie budinose, cioccolati, latte, acqua e zucchero, praline, meringhe, caramelli, e in corrispondenza di questa virata, si è notato una povertà di fantasia nella ricerca dei nomi dei profumi. Ma questa è un'altra storia...
Méharées quindi non è dolce di datteri come siamo abituati ultimamente a pensare, ma è un idea di dattero, di scorza d'arancio candita, di calore e di un po' di sabbia e di lana, che un profumiere, come un pittore, può provare a rappresentare. Non il realismo, ma l'interpretazione di una fantasia.
Ecco, questo è quello che io chiamo un profumo sciarpa, avvolgente come una pashmina di cachemire, che rende molto meglio su questi tessuti piuttosto che sulla pelle. Vaporizzato sulla sciarpa rimane per un paio di giorni, morbido, caldo, leggermente speziato ma non pungente, talcato come un talco adulto, leggermente profumato al gelsomino e alla rosa, vanigliato, legnoso dolce non resinoso un po' secco.
Muovi la sciarpa e un effluvio delizioso, in modo sensuale non mangereccio, sale e ti avvolge in un abbraccio. La nuvola abbraccio se ne sta li un po', in sospensione sulle tue spalle e poi si riabbassa, fino al prossimo movimento, dove prontamente si rialza e tu te ne stai come sotto un'ala protettrice.
Sicuramente un profumo per l'autunno o l'inverno, dove dona un piccolo sole caldo ad ogni gesto.

Méharées (L'Erbolario) - 1980 - Orientale Speziato ()
Bergamotto, Arancia, Rosa, Cannella, Cedro, Legno di Guaiaco, Patchouli, Sandalo, Vaniglia, Ambra, Muschio

mercoledì 9 marzo 2016

Dolcelisir - L'Erbolario


Dolcelisir è il profumo che più amo dell' Erbolario. (C'era anche Garofano ma hanno smesso di produrlo, e spero tanto che non smettano anche con questo.)
Si discosta moltissimo da tutta la gamma dei loro profumi, è una meraviglia. Mette in moto in me dei processi che vanno oltre l'apprezzamento olfattivo, senza essere un gourmand, Dolcelisir scatena anche il senso del gusto. Nella sua piramide olfattiva si trovano degli elementi che provengono dal mondo del cibo, ma sono fusi insieme all'ambra, ai fiori e alle spezie, così da creare un cerchio perfetto, morbido e rotondo, che ti avvolge e ti regala un aroma meraviglioso.
Dicono che Dolcelisir assomigli ad Ambre Narguile di Hermes, un profumo che mi ha sempre attratto anche per il suo nome evocativo. Ecco, Dolcelisir, ha le qualità, un po' stordenti ed ipnotiche di quel tabacco aromatico e umido che si utilizza nei narguile.
Dopo un inizio lanciato, si assesta morbidamente sulla pelle, come un velo setoso, si sente un leggerissimo odore talcato che tanto ricorda la pelle di una donna ancora tiepida di sonno.
Si rialza in piccole volute e si rilascia, è un profumo in movimento continuo, con una durata eccezionale e una evoluzione sempre raffinata e affascinante.
Lo metto quando indosso abiti fruscianti o quando voglio che le distanze si avvicinino, capelli che sfiorano la pelle, un sorriso fatto tutto di occhi, orecchini pendenti e promesse silenziose fatte di carne e di baci ancora da dare.


Dolcelisir (L'Erbolario) - 2010 - Ambrato Fruttato  
Bergamotto, Caramello, Arancio, Rhum, Fiore di Sambuco, Gelsomino, Cacao, Mughetto, Elicriso, Rosa, Cannella, Zucchero di Canna, Ambra grigia, Benzoino, Olio di Mandorla Amara, Muschio, Patchouli, Fava Tonka, Vaniglia

domenica 2 gennaio 2011

Patchouly - L'Erbolario Lodi

Il Patchouli è una pianta della famiglia delle Labiate, cresce maggiormente in Malesia, Filippine, Giava. In quei luoghi è ampiamente usata anche a scopo farmacologico, come pianta tonificante e rinvigorente.

Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo  strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly  parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...

Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale  - 
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java

mercoledì 1 dicembre 2010

Peonie - l'Erbolario di Lodi


Peonie è un eau de parfum dell'Erbolario di Lodi. Romantico come un giardino inglese, è un floreale ben costruito che in poco tempo sviluppa una morbida nota talcata. Per quando ci si vuole sentire un po' ottocentesche... senza odorare per forza di rosa.

Peonie (Erbolario di Lodi) - 2010 - Floreale -
Peonia, Iris, Fiori Bianchi, Frutti, Spezie e Legni.  

martedì 30 novembre 2010

Ambraliquida e Myrrhae - l'Erbolario di Lodi

Questi due olii per il corpo sono meravigliosi. Lasciano la pelle di seta, assolutamente non unta. E senza quella sensazione strana che io percepisco con l'olio secco (che non amo). Usarli dopo la doccia o un bagno caldo, fa rivivere il rito dell'unzione del corpo descritta nelle antiche scritture. Quando la preparazione all'amore era scrupolosa e magica.
Ambraliquida è molto profumato, persistente, prevaricante. Caldo, resinoso e stordente. Buonissimo.

Myrrhae è più discreto, un profumo secco che si sviluppa nel sottofondo, come un tappeto di corteccia si miscela al profumo di ciò che verrà messo sopra, donando un sentore di bosco ombroso.

Di entrambe le profumazioni esiste tutta la linea bagno, ma quelle che più sono interessanti sono le creme corpo, altamente nutrienti e sontuose. La crema corpo Myrrhae contiene mica polverizzata che dona alla pelle una luminescenza stellata, perfetta in estate o per chi si sente brillare e vuole mostrarlo...