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mercoledì 10 ottobre 2018

Féminité du Bois - Serge Lutens - Shiseido


La prima volta che ho avuto modo di annusare Féminité du Bois era ancora nella boccetta sinuosa di Shiseido, era appena uscito ed era il profumo che portava la mia amica Tiziana, una donna bellissima e dolce, con una nuvola di capelli biondi lunghi e vaporosi, l'incarnato di porcellana e le movenze morbide di una fata buona. Era il suo profumo, le si addiceva moltissimo.
Risentendolo oggi, la prima cosa che si nota è la quasi totale mancanza delle spezie, che prima aprivano il profumo, in maniera secca ed austera. Ora è come se partisse già dalla fase successiva, dove le spezie si ammorbidiscono nell'abbraccio sciropposo della prugna e della cera d'api, che porta in sé stessa una nota lontanissima di miele d'acacia. I fiori sono un tappeto morbido e ovattato sul quale si adagia una nota scamosciata che amo molto. C'è una violetta candita, zuccherina, contrapposta al profumo di legni morbidi e suadenti, come una foresta incantata, nella quale procedi, il rumore dei passi attutiti dal terreno ricoperto di foglie umide, gli alberi che ti racchiudono in un abbraccio come una cupola, un velo di malinconia, e poi lo squittio di piccoli animali, il profumo della loro pelliccia leggermente coperta dalla brina, piccoli fiori del sottobosco, la natura che si appresta ad affrontare le lunghe notti dell'inverno.
Ancora fino a qualche tempo fa, nella versione di Serge Lutens con la boccetta da 50 ml, trasparente, che faceva intravedere il liquido color glicine, Féminité du Bois era un profumo diverso dagli altri, che si faceva riconoscere nella folla.
Ora che sono state ritirate tutte e sostituite con la versione più grande e dalla grafica moderna, non ho il coraggio di tornare ad annusare.
La malinconia che prima era un passaggio momentaneo del profumo ora è tangibile e concreta.

Féminité du Bois (Serge Lutens già Shiseido) - 2009 (1992) - Orientale Legnoso (Christopher Sheldrake) (Pierre Bourdon, Christopher Sheldrake)
(Miele, Garofano, Cera d'Api, Cardamomo), Cedro della Virginia, Prugna, Pesca, Cannella, Chiodi di Garofano, Ylang-ylang, Violetta, Fiori d'arancio, Zenzero, Rosa, Vaniglia, Sandalo, Benzoino, Muschio animale 





giovedì 2 febbraio 2017

Tubéreuse Criminelle - Serge Lutens


Appena spruzzato sa di viks vaporub, menta e canfora, fiori freddi, benzina calda.
E' la noce moscata, l'olio essenziale di noce moscata, la Myristica fragrans, che ho provato ad avere e ogni volta mi ipnotizzava con il suo odore attraente e revulsivo insieme a creare questa magia.
Quando Sheldrake lavorava con Lutens, la sua firma era riconoscibile: profumi che iniziavano in un modo avulso da ogni suggestione che potesse avere il nome del profumo, odori revulsivi a tratti, eppure con un rigore concettuale di precisione sopraffina. Nulla al caso, solo il divertimento di un chimico e naso geniale che ci mostra come possa essere respingente la scomposizione e destrutturazione dell'odore composto di una cosa buonissima. Parte ricostruendo quasi le molecole, te le fa sentire scomposte e respingenti a volte, e se sei fedele e ostinato, dopo, ti premia con un profumo perfetto, inconfondibile e unico. Dopo. Se resisti al primo impatto.
Con questo processo di scrematura, ti assicuri che solo pochi eletti apprezzino il tuo profumo.
Una stretta cerchia, una aristocrazia olfattiva munita di curiosità, perseveranza, una certa ostinatezza e caparbietà. Come dire profumi per testoni.
Quindi vaporizzi Tubereuse Criminelle aspettandoti un fioritone femminile e opulento e invece ti assale alla gola questo mix venefico e affascinante. Qui la maggior parte storcono il naso, invece a me piace e molto.
E' solo dopo circa venti minuti abbondanti, quando sparisce il mix benzinaceo, canforato, vaporubaceo, che Sheldrake ti premia. Facendo scaturire lì, dall'angolo di pelle dove hai vaporizzato il mostro, un ineffabile profumo di delicate corolle, morbide e sature.
In sottofondo rimane il pungente come di menta e canfora, che chi ha annusato il fiore vero, la tuberosa, riesce a percepire inalando fortemente dal centro della corolla. La parte bianca, fiorita, è sottile, aleggiante, con una delicatezza impalpabile. Ma tenace.
La mattina dopo, ti giri nel letto e lo senti ancora li, caldo e splendente come un raggio di sole sulla pelle tiepida.











Tubèreuse Criminelle (Serge Lutens) - 1999 - Floreale (Christopher Sheldrake)
Gelsomino, Fiori d'Arancio, Giacinto, Tuberosa, Noce Moscata, Chiodi di Garofano, Storace Benzoino, Muschio, Vaniglia




giovedì 19 maggio 2016

Douce Amère - Serge Lutens


C'è un periodo dell'anno, all'inizio dell'estate, passando rasente le mura di una villa nascosta da un grande giardino, che si sente un profumo di un' erba aromatica, amara e fragrante. Mi sono sempre chiesta che erba fosse, non era riconducibile a nessuna delle erbe aromatiche usate in cucina o per profumare, eppure quel profumo di erba appena tagliata, misto ad un sentore metallico, fresco e amaro mi ammaliava. Rallentavo in macchina, la capote giù, riempiendomi le narici di quel profumo d'erba. Poi, un giorno, passeggiando in un giardino, sfiorando i cespugli di erbe, improvviso è salito verso di me. Era l'artemisia. Una pianta aromatica dalla quale, in una delle sottospecie, si ricava l'assenzio. Assenzio e artemisia si ritrovano in Douce Amère. La prima volta che lo provai non mi piacque. A distanza di anni, lo provo stasera, e lo trovo incantevole. Non ha la capacità stordente di altri profumi di Serge Lutens, è morbido, fresco e sottile. Rimane vicino alla pelle e si sviluppa da pungente a dolce amaro erbaceo in pochi minuti.
Le spezie, i fiori bianchi, i legni e le bacche di cui è composto non sono individuabili. Concorrono a creare, tutte insieme, questo profumo caldo dolce amaro di erba fresca scaldata dal sole. A tratti sembra di sentire la cannella e la sua pungente focosità, in alcuni momenti sembra di sentire la lattea morbidezza della mandorla amara.
Douce Amère è un piccolo gioiello nascosto dietro le mura di un giardino inondato dal sole.

Douce Amère (Serge Lutens) - 2000 - Floreale  (Christopher Sheldrake)
Artemisia Assenzio, Anice, Cedro, Cannella, Fiori di Tiarè, Gelsomino, Giglio Bianco, Vaniglia


mercoledì 18 maggio 2016

Fleurs de Citronnier - Serge Lutens


Appena spruzzato è come immergere il naso nel fiore del limone, asprezza dolce, freschezza appena sbocciata, una leggera carnosità tipica dei fiori bianchi, un odore frizzante che risale le narici fino alla radice del naso. Poi subentra la dolcezza estrema del miele, un odore caldo e vischioso, che amalgama tutti gli altri e li tiene ancorati. Le prime volte che l'ho provato, Fleurs de Citronnier mi respingeva, ora è la terza volta che lo testo, e comincio ad apprezzarne la spigolosità, anche se non mi fa dire: lo devo avere. Forse questa non affinità è dovuta alla massiccia dose di muschio, una nota che non amo e che sulla mia pelle non mi piace. Il muschio diventa predominante nel giro di pochi minuti, questo è un profumo che piacerebbe a chi da adolescente usava White Musk di The Body Shop, non perché sia simile, ma perché ne è l'evoluzione adulta. Femminile di quella femminilità asciutta e senza fronzoli, pulita, camicia bianca e pantaloni, niente o pochissimo trucco, assolutamente no al rossetto, vestiti a fiorellini o di cotone bianco, di taglio romantico, d'estate, sandali bassi, capelli lunghi con il cerchietto oppure corti e pratici.
Dopo dieci minuti, Fleurs de Citronnier si assesta a due centimetri della pelle, se lo si annusa da vicino è intenso, e lo rimarrà per moltissime ore, fino alla sera, fino al giorno dopo ancora una traccia, ma non si fa notare. Come una donna schiva e timida, si rivela solo quando ti permette di avvicinarla e si scalda.


Fleurs de Citronnier (Serge Lutens) - 2004 -  Orientale Floreale  (Christopher Sheldrake)
Fiori di Limone, Petitgrain, Neroli, Miele Bianco, Iris, Muschi, Storace, Tuberosa, Noce Moscata

lunedì 26 gennaio 2015

Vitriol d'Oillet - Serge Lutens


Ho sempre adorato il profumo del garofano, sia il fiore che la spezia, toccano una corda in me e la fanno vibrare. Così sono arrivata speranzosa a Vitriol d'Oillet.
Si apre con una rosa calda, che svanisce subito e diventa piccante e speziato, sotto si forma una riunione di legni e cortecce di spezie che lo rendono stabile e duro. Sale l'ambra, morbida e vellutata e la violaciocca, un altro fiore che adoro per via del suo profumo di chiodi di garofano.
Quando lo indosso mi sento scivolare in un altro tempo, non è un profumo moderno, è più inizio '900.
Vitriol d'Oillet mi piace, perché è anacronistico in modo strano. Non riconducibile a nessun altro profumo.
Ecco... ora è pepato e pizzica il naso annusandolo, brucia e scalda. Una meraviglia.
Sono passati quaranta minuti, il pizzicore sta lentamente svanendo e rimane un tappeto morbido di muschio e fiori bagnati. Freddo come l'ombra in un bosco che nasconde creature pulsanti.

Vitriol d'Oillet (Serge Lutens) - 2011 - Orientale Speziato (Christopher Sheldrake) 
Noce Moscata, Chiodo di Garofano, Pepe Nero e Pepe Rosa, Ylang Ylang, Paprika, Pepe di Cayenna, Giglio, Violaciocca, Fava Tonka, Ambra, Rosa Damascena



venerdì 23 gennaio 2015

Fleurs d'Oranger - Serge Lutens



l'Uovo
Perché i fiori d'arancio ti creano intorno un guscio protettivo e nello stesso tempo luminoso.
Perché la tuberosa ne è il cuore denso e morbido, nutritivo e sensuale.
Perché il gelsomino è fluido, cristallino, brillante.


Fleurs d'Oranger è un profumo per grandi spazi chiusi, dal tuo nucleo centrale inizia a spandersi nell'aria in cerchi concentrici, onde di vibrazione altissima che possono stordire.
Affascinante e ipnotico, ha la freschezza e la carnosità dei fiori bianchi. Vicino alla pelle è caldo e pastoso, nutriente. Nel metro di aria intorno a te è leggiadro e aereo.
Chi ti passa accanto annusa e ricorda. 
O forma un ricordo tutto nuovo e scintillante. Tu.



Fleurs d'Oranger (Serge Lutens) - 1995/2003 - Floreale (Christopher Sheldarake)
Boccioli di Fiori d'Arancio, Neroli, Gelsomino Bianco, Tuberosa Indiana, Rosa Bianca, Scorze di Agrumi, Semi di Ibisco, Cumino, Legno di Cedro, Muschio, Noce Moscata, Zibetto



giovedì 8 maggio 2014

Chêne - Serge Lutens


Chêne è il profumo che credevo fosse Chypre Rouge, che non mantiene la promessa iniziale che mi piace tanto.
Entrambi partono con questa nota iniziale simile, terrosa e erbacea, come di elicriso e radice di liquirizia, erba secca di scogli, bosco e curry. Tutto mischiato insieme.
Poi Chypre Rouge vira su dei frutti rossi melensi e invece Chêne spiega le ali e vola.
E' un profumo di grande respiro e profonda meditazione.
Trasportati dal suo battito, ci si ritrova in un bosco centenario. Maestoso e crepitante di rumori.
Acre di aghi di pino, morbido di muschio, caldo e freddo di terra.
Ti sdrai sotto la sua ombra e guardi i raggi di sole occhieggiare tra le foglie dei suoi rami.
La quercia era l'albero sacro dei druidi. Ecco mi immagino un druido passare silenzioso nel bosco, le falde del mantello aleggiano ad ogni falcata, e si sente il suo profumo.
Lana, bosco e cuoio.

Chêne (Serge Lutens) - 2004 - Legnoso Cuoiato (Christopher Sheldrake)
Kummel, Cedro, Quercia, Rhum, Betulla, Timo. Elicriso, Cera d'Api, Fava Tonka




martedì 6 maggio 2014

Un Bois Vanille - Serge Lutens

Claudia Weyrich - Malerei


All'inizio è pura liquerizia. Quella nera e lucida. Poi sale il legno di sandalo e aleggia morbido come un'ala senza fare rumore. Un Bois Vanille è il profumo della bacca di vaniglia, chi si aspetta il profumo dolce non lo troverà. Legnoso e carneo, rimane aderente alla pelle per tantissimo tempo...
il mattino dopo annusi l'aria e senti profumo di biscotti. Sei tu.


Un Bois Vanille (Serge Lutens) - 2003 - Orientale Vanigliato (Christopher Sheldrake)
Legno di Sandalo, Liquerizia Nera, Latte di Cocco, Cera d'Api, Mandorla Amara, Muschio, Vaniglia, Benzoino, Legno di Guaiaco, Fava Tonka




venerdì 25 novembre 2011

Miel de Bois - Serge Lutens




Un profumo da dea. Miel de Bois non è un profumo per tutti. La maggior parte delle persone non lo sopporta. Soprattutto le donne. Ha questa partenza stordente e invasiva, vischiosa e dolcissima che fa allontanare. Dopo circa mezz'ora compaiono i fiori, petali stropicciati, e odore di legno, legno in cui è stato riposto incenso migliaia di anni fa. Poi ricompare il miele ed è morbido e rotondo miele di fiori d'arancio mischiato con un miele più crudo e acre, come di grano saraceno. Non è un profumo per tutti e non è un profumo per tutti i giorni. Ma quando lo è, è il profumo di una dea. Irresistibile e attraente, pericoloso e permeante. Dopo due giorni e diverse docce, è ancora li, attaccato pervicacemente alla pelle.
Ed è divino.



Miel de Bois (Serge Lutens) - 2005 - Legnoso Mielato (Christopher Sheldrake)
Miele Bianco Crudo, Legni d'Ebano, Guaiaco, Aloe, Quercia, Cera d'Api, Iris, Biancospino, Note Animali, Incenso


lunedì 3 gennaio 2011

Fille en Aiguilles - Serge Lutens

Fille en Aiguilles è un profumo di rottura. Come del resto la maggior parte delle creazioni di Christopher Sheldrake. Per me è stata una rivelazione. Così differente da tutto il resto già sentito. Molto complesso, sfaccettato. Illuminante.
Immediatemente appena spruzzato si sente profumo di incenso, quello usato nelle chiese cattoliche, e odore di zucchero caramellato. Sacro e profano. Dopo qualche istante compare il sentore di trementina, il profumo dei pini marittimi e di aria salata. Poi in sequenza: mele cotte con le spezie e olio canforato. Una goccia di sciroppo di menta che cade in un bicchiere di latte caldo e poi di nuovo il bosco di conifere scaldato dai raggi di un sole pieno, estivo. Ah... e ovviamente le cicale.

Quando ho sentito Fille en Aiguilles mi è venuta in mente una persona a cui sono legata in modo inconsueto. Un naso bloccato indica una mente bloccata, questa frase si è materializzata nel mio cervello mentre si faceva strada in me il desiderio di farglielo annusare. Ci accomuna una mente iperimmaginativa e un atteggiamento esteriore molto compassato. Ma io ho deciso di rendere esterno il turbine che porto dentro.
Un po' per volta, come la ragazza sulle spine del nome del profumo. Per diventare una ragazza sui tacchi.

Fille en Aguilles (Serge Lutens) - 2009 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Frutti Cotti, Vetiver, Incenso, Cumino, Coriandolo, Cardamomo, Aghi di Pino Marittimo, Essenza di Trementina, Alloro, Resina, Ambra

domenica 12 dicembre 2010

A' La Nuit - Serge Lutens

Il Gelsomino di A' la Nuit è un gelsomino notturno, fresco e dolce. E in qualche modo frizzante e leggero. Normalmente l'essenza di gelsomino sulla mia pelle non rende giustizia al fiore. A' la Nuit è un gelsomino che posso portare, lo metto e odoro di uno dei miei fiori preferiti, ma proprio del profumo del fiore... portato dalla brezza in una notte estiva, con tutta la verde freschezza delle foglie e il calore del giorno trattenuto dalla terra. Per me è un Verde Floreale Intenso, che me lo rende amato, nonostante io non ami particolarmente i profumi verdi né quelli floreali.
Portato in estate si scalda e ammalia come il fiore, portato in inverno è l'esaltazione della femminilità.

A' la Nuit (Serge Lutens) - 2000 - Floreale - (Christopher Sheldrake)
Gelsomino Indiano, Egiziano e del Marocco, Miele, Chiodo di Garofano, Benzoino, Muschio.

lunedì 28 dicembre 2009

Borneo 1834 - Serge Lutens

Devo ammetterlo, ho preso questo profumo a scatola chiusa. Non era possibile testarlo ed essendo ipercuriosa non ho saputo resistere. L'accoppiata Serge Lutens/Christopher Sheldrake era comunque una garanzia di un qualcosa di alternativo alla massa.

Qualcuno ha descritto Borneo 1834 come il fratello adulto di Angel. Forse si. Per me tanto Angel è squillante, cristallino e invasivo quanto Borneo 1834 è grave, torbido e profondo.
Borneo 1834 è odore di uomo chiuso. Mi viene in mente Donald Draper il protagonista di Mad Men, dall'apparenza accurata di un professionista perfettamente sbarbato, giacca e cravatta, ma impenetrabile, trasgrediente, in qualche modo amorale e segreto.Un profumo che ha due accessi. Quello in superficie che richiama il classico insieme di profumo maschile talmente datato da non essere tracciabile in possessori di memorie che non si spingono oltre gli anni '80 e un accesso sotterraneo che sa di corteccia, terra umida, muffa, cacao amaro e polveroso, di quello che ti aderisce alla gola e non ti fa più respirare, carta di giornali accatastati in soffitta. Un profumo che non vive nelle stanze illuminate dal sole quotidiano ma che se ne sta nascosto nelle parti oscure della casa. Dalla quale esce con la maschera dell'uomo perfetto.
Borneo 1834 (Serge Lutens) - 2005 - Orientale legnoso - (Christopher Sheldrake)Patchouli, Fiori Bianchi, Cardamomo, Galbanum, Labdanum, Cacao.

domenica 12 luglio 2009

Santal Blanc - Serge Lutens

Ultimo acquisto in ordine di tempo Santal Blanc non è il classico profumo al Sandalo, non è secco non è maschile. Anzi ha un che di dolce e lievemente alcoolico, come un whiskey giovane. Appena spruzzato è cremoso e scamosciato, poi subentra la frutta sciroppata e il whiskey, è solo dopo un bel po' di tempo che esce il profumo polveroso e talcato di sandalo e iris. Sui vestiti è molto meglio, o così sembra in rapporto all'effetto che ha sulla mia pelle. E' un profumo per tutte le stagioni che ha un'ottimo effetto sull'umore. E' "lievitante".Santal Blanc (Serge Lutens) - 2001 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Sandalo Bianco
, Cannella, Fienogreco, Pepe rosa, Rosa, Gelsomino, Radice di Iris, Muschio, Benzoino Balsamo di Copaiba, Cedro.

martedì 16 dicembre 2008

Daim Blond - Serge Lutens


Daim Blond è l'ultimo profumo in ordine cronologico che ho acquistato. L'ho provato la prima volta questa estate ed è stata subito infatuazione. Così diverso dai miei soliti preferiti, Daim Blond è unico. E' morbido come il velluto. Non è un Cuoio vero e proprio, sa invece di pelle scamosciata, come una borsa malleabile dalla quale sprigionano profumo di donna e di caramelle alla menta, alla violetta, all'orzo. E' sottile, lo si percepisce solo da molto vicino, così che alla sensazione olfattiva si unisce anche la sensazione del calore del corpo. Ha la sensualità di un cerbiatto, grandi occhi liquidi, esili zampe pronte a scattare al primo rumore. Ora è qui, ora non c'è più. Come la bruma in un bosco. E' un profumo da Settembre, un raggio di sole che fa capolino tra le foglie umide del mattino.

Daim Blond (Serge Lutens) - 2004 - Cuoio Floreale - (Christopher Sheldrake)
Cuoio bianco, Iris Fiorentino, Seme di Albicocca, Muschio, Biancospino, Cardamomo di Ceylon, Heliotropio

lunedì 15 dicembre 2008

Chergui - Serge Lutens


Paglia, menta, erba secca, fieno, tabacco, fumo, terra, sabbia calda, té nero zuccherato, sigarette senza filtro, giacca da uomo in lana, biscotti al burro, whiskey. Un profumo uomo? Direi di sì.
Mi immagino, con la testa appoggiata sulla spalla solida di questo misto tra Cary Grant e David Niven, con quella voce calda tipica del doppiatore dell'epoca, rassicurante ma anche avventuroso. Vestito di tutto punto, per la City, nonostante il vento sollevi sabbia del deserto e non fumo di camino. Un uomo che si sa destreggiare in ogni situazione senza perdere il suo proverbiale aplomb. Un gentleman inglese in Africa.

Chergui (Serge Lutens) - 2001 - Speziato Cuoio - (Christopher Sheldrake)
Miele, Muschio, Cuoio, Incenso, Foglie di Tabacco, Zucchero di Canna, Ambra, Iris, Rosa, Legno di Sandalo

mercoledì 22 ottobre 2008

Ambra - Etro


Ambra di Etro è un' ambra bambina tanto quanto Ambre Sultan di Serge Lutens è adulto e strutturato.

Ambra ha un inizio delicato, quasi di vaniglia e talco, dolce come di pelle di neonato. Della vaniglia ha solo il profumo quasi medicinale vero e proprio della bacca, non certo di budino alla vaniglia e del talco ha la polverosità finissima e serica. Non è invadente come certi profumi ambrati orientali, ha una nettezza che lo rende adatto anche al mattino, rimane aderente alla pelle e si fa sentire solo annusandolo da vicino. Discreto e pulito, per me sa di buono.

Ambre Sultan è invece secco da subito, anche lui medicinale, ma in modi diverso, ha la collosità delle resine e la stesso modo di essere pungente e vischioso. In un certo qual modo potrebbe essere definito balsamico, ma non certo per una appartenenza al mondo delle pinete o degli eucalipti, il suo essere balsamico è caldo, sabbioso e talcato. Appartiene al mondo del deserto e si sente. Persistente, lascia la scia, come piace a me.

Ambra (Etro) 1989 - Ambrato orientale (-)
Coriandolo, Resina di Abete, Bergamotto, Geranio, Limone, Rosa, Labdano, Patchouli, Storace, Ambra, Opoponax, Muschio, Vaniglia

mercoledì 8 ottobre 2008

Datura Noir - Serge Lutens


Datura Noir è un profumo che posso indossare solo per qualche giorno consecutivo, poi, come se l'accumulo lo facesse diventare tossico, devo smettere per un po' di tempo. Inizialmente ricorda l'aria che si respira in primavera inoltrata. Quando il caldo del sole scalda la pelle e ne fa cambiare l'odore. Poi subentra una nota calda e tormentata, di struggimento. E' il fiore della datura (chiamato anche stramonio) unito alla tuberosa. Carnoso e amaro. Buonissimo e letale.




Datura Noir (Serge Lutens) - 2001 - Floreale Legnoso Muschiato - (Christopher Sheldrake) noce di cocco, tuberosa, fava tonka, mandorla, bocciolo di limone, mandarino, arancio, muschio, osmanto, eliotropio, mirra, datura



venerdì 26 settembre 2008

Arabie - Serge Lutens


Arabie è un trionfo di frutti canditi essiccati al sole. E' caldo, sciropposo, dolce e speziato. E' un sogno. E' un tappeto volante che ti porta d'incanto in paesi dove i fiumi sono di latte e miele. E dove dagli alberi puoi staccare fichi ricoperti di cioccolato bianco e mandorle caramellate. Ma non è assolutamente gourmand. Non è un profumo goloso, è un profumo evocatore.


Arabie (Serge Lutens) - 2000 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
noce moscata, benzoino del siam, legno di sandalo, foglie di alloro, mandarino, arancio, garofano, cedro, fichi, buccia di mandarino candita, datteri, cumino, fava tonka, resine, mirra, tabacco

mercoledì 24 settembre 2008

Fumerie Turque - Serge Lutens


Di Fumerie Turque la prima volta ho letto sul libro di Mariangela Rossi "Il libro del profumo".
La descrizione fattane mi intrigò subito, e iniziai la ricerca. Non sapevo come era, non avevo idea di come fosse fatta la confezione. Un giorno in una profumeria butto lo sguardo e vedo una infilata di flaconi lineari e puliti. Ho capito subito che la ricerca era finita. Non avevano Fumerie Turque e quindi provai gli altri. Come è andata l'ho già scritto sui post dedicati a Chypre Rouge e a Ambre Sultan. Di Fumerie Turque neanche l'ombra poi dietro agli altri, nascosto, eccolo lì, nella prima profumeria nella quale lo avevo cercato. Fumerie Turque io me lo immagino come una Monroe Tabagista. Non che sia come Chanel n.5, in comune hanno solo la rosa. La rosa di Fumerie Turque è appiccicosa come una marmellata bulgara e si nasconde dietro il fumo di una sigaretta fumata da una bionda. Me la immagino, sdraiata, come una moderna odalisca, su un divano di pelle consunta, sfoglia il giornale (si sente quasi l'odore della carta frusciare) e mangia dolcetti arabi bevendo tè. Come solo una donna può fare, fa cinque cose insieme. E se le gode tutte.

Fumerie Turque (Serge Lutens) - 2003 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
bacche, miele bianco, Rosa della Turchia candita, gelsomino egiziano, cuoio affumicato, cera d'api, tabacco dei Balcani, balsamo del Perù, patchouli, fava tonka, storace, ginepro, vaniglia, uvetta di Corinto, olio di cade

martedì 23 settembre 2008

Ambre Sultan - Serge Lutens




Ho scoperto Ambre Sultan mentre cercavo Fumerie Turque. Ed è stato Amore. E' in assoluto il mio profumo preferito. Adoro l'Ambra ma in Ambre Sultan c'è qualcosa di più. E' sensuale e caldo. E' persistente, inconfondibile e insolito. Erbe aromatiche e sabbia. Liquerizia e sale. Dolce e secco nello stesso momento. Ancestrale. Solo un'altro profumo mi ha fatto un'effetto simile. Ma forse perchè era legato a ricordi profondi. (Fahrenheit). Ambre Sultan ti prende visceralmente e non ti lascia più.

Ambre Sultan (Serge Lutens) - 1993 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
Origano, Alloro, Coriandolo, Mirto, Cisto, Storace, Balsamo del Tolù, Benzoino, Legno di Sandalo, Vaniglia, Muschio, Ambra, Resine, Radici di Angelica, Patchouli