sabato 31 ottobre 2020
Habanita - Molinard
sabato 27 giugno 2020
Perceive - Avon


Perceive (Avon) - 2000 - Orientale (Christopher Sheldrake)
Pepe Bianco, Fresia Gialla, Garofano, Prugna di Damasco, Pera, Ylang ylang, Sandalo, Muschio, Orchidea Vaniglia, Cedro
giovedì 18 giugno 2020
Vanillary - Lush Gorilla Perfume
Vanillary fa parte della linea di profumi creati da Lush. Come tutti i prodotti Lush vengono fatti utilizzando solo ingredienti naturali e solitamente nascono dall'esigenza di tramutare in eau de perfume il profumo dei prodotti per la cura e l'igiene del corpo più amati dai clienti, prodotti che perseguono l'obbiettivo di essere naturali, freschi, senza conservanti e possibilmente adatti ad una clientela attenta all'ambiente, spesso vegetariana, anche vegana. Il problema e la meraviglia dei profumi fatti con gli oli essenziali e le assolute naturali è però di difficile risoluzione, soprattutto se si vuole produrre su larga scala: non si riesce a garantire una continuità e un risultato omogeneo nel tempo, non sono mai uguali, perché gli oli essenziali estratti dai fiori e dalle altre parti delle piante risente tantissimo di come è andato il raccolto sotto il profilo meteoreologico e non solo. I profumi creati con le essenze naturali, sono più instabili, collaborano molto più strettamente con la pelle, a volte hanno un sentore oleoso alimentare a volte di carne o animale, sono strani. I profumi di Lush non possono essere comprati alla cieca, fidandosi delle recensioni o di come li abbiamo sentiti su qualcuno. Vanno provati sulla propria pelle. O se si procede al blind buy bisogna essere preparati al fatto che non siano profumi addomesticati.
Ho acquistato Vanillary alla cieca. Appena spruzzato ha un sentore di fiore delicato, molto apprezzabile ma dopo circa dieci minuti il fiore si delinea meglio e sulla mia pelle compare l'odore dei fiori della photinia. La Photinia è un cespuglio utilizzato spesso nei giardini, a ridosso delle recinzioni, perché è mascherante e molto coreografica con la sua variazione di colore del fogliame che passa dal verde fino al porpora. A primavera fiorisce e i suoi fiori bianchi hanno un profumo molto intenso, dolciastro, che attira gli scarabei. Nel giardino dei miei c'era questo cespuglio di photinia fiorita che brillava al sole per i riflessi metallizzati di una decina di scarabei che si erano andati a posare sui fiori appiccicosi. Il profumo dei fiori di photinia e di conseguenza il viraggio di Vanillary su di me in questi primi 40 minuti è dolciastro, carneo, indolico, appiccicoso appunto e non mi piace. Lo trovo quasi insopportabile. Dopo questa oretta che mi ha messo a dura prova, inizia ad aggiungersi un sentore di mandorla che legandosi al profumo di photinia, fa assomigliare Vanillary ad una crema corpo profumata di quelle che si trovano spesso in erboristeria. Dopo un'altra ora così, finalmente la photinia se ne va, e la mandorla diventa amara e poi assume un sentore di noce macadamia, vaniglia e gelsomino, e lì rimane, nonostante la doccia, come uno skin scent intenso, fino al giorno dopo.
Tempo fa, chiacchierando con la proprietaria della Farmacia Corti di Giussano, si esplorava il campo delle layerizzazioni e ricordo mi disse che trovava piacevole alleggerire a volte i profumi molto carichi di vaniglia, abbinandoli a profumi agrumati. Soprattutto con quelli contenenti le note del limone.
Nel tentativo di neutralizzare la nota di photinia ed utilizzare Vanillary senza aspettare che diventi uno skin scent dopo ore di tortura olfattiva, ho fatto l'esperimento, memore del consiglio.
Normalmente quando faccio le layerizzazioni non stratifico ma vaporizzo prima un profumo e poi l'altro da lontano. A volte invece profumo un lato del corpo con uno profumo e l'altro lato del corpo con l'altro profumo, come per creare una dualità maschio/femmina e stupirmi (e stupire) ad ogni gesto che compio, proveniente da un lato o dall'altro. In questo caso invece ho deciso per la stratificazione umida, che consiste nello spruzzare uno sopra l'altro, quando il primo profumo è ancora umido, in rapidissima sequenza, con l'obbiettivo di mescolare i liquidi per crearne un altro sulla pelle. Normalmente non mi piace utilizzare questa tecnica, poiché ritengo che snaturi il profumo. E' cosa ben diversa vaporizzare una nuvola di profumo che si deposita sui vestiti, seguita da un'altra nuvola di un profumo differente, come fosse un nuovo giorno, perché i profumi rimangono integri in se stessi e l'amalgama che ne risulta è naturale e a volte è possibile capire le note olfattive di uno e dell'altro distinte ma che contribuiscono insieme a creare un'aurea profumata personale.
Un'altra tecnica di stratificazione è quella per intensificare. L'intensificazione per stratificazione si utilizza per rendere più durevoli e consistenti i profumi leggeri ed evanescenti, ripetendo la spruzzata dello stesso profumo, una seconda e a volte anche una terza volta, sullo stesso punto della pelle, dopo che il profumo si è asciugato, quindi circa 5 minuti dopo, nel tentativo di fissare sulla pelle il profumo con il profumo stesso.
E' lo stesso concetto dell'utilizzo di docciaschiuma, olio corpo, crema corpo, body mist e infine profumo appartenenti alla stessa linea del profumo e molto in voga qualche decennio fa. Le molecole si legano tra loro e ancorano il profumo più efficacemente alla pelle.
In qualche modo assomiglia al procedimento che prevede l'utilizzo dell'olio profumato sopra il quale spruzzare il profumo, facendo attenzione ad utilizzare un olio corpo profumato la cui profumazione svanisce dopo poco, e non i profumi in olio di tipo arabo, chiamati anche Attar, che invece hanno molta persistenza. Una pelle ben nutrita, idratata e leggermente ammorbidita da creme e olii sarà più ricettiva e tendenzialmente tratterrà meglio il profumo, rispetto ad una pelle secca e disidratata.
Vi è mai capitato di lavare le mani alla sera, o andare in piscina, e a contatto con l'acqua risentire magicamente il profumo messo al mattino e che sembrava sparito da ore?
Tornando al mio esperimento ho quindi provato a mischiare Vanillary con Cedrat di Roger et Gallet, ed è risultato un ottimo profumo fresco dove però Cedrat ha prevalso, trasformandolo in un agrumato persistente. Dell'odore di photinia nessuna traccia, ma purtroppo anche della vaniglia e del gelsomino.
Con quei 30 ml di Vanillary ho la possibilità procedere a parecchi esperimenti, magari per svecchiare qualche profumo troppo da pelliccia, o rendere più femminile qualche profumo maschile con troppo sentore di oud. Di fatto è stata una lezione che mi ha insegnato a non acquistare più un profumo senza prima averlo annusato e sentito sulla mia pelle. A volte ci vogliamo convincere, innamorati delle belle parole di chi ne ha scritto, perché si ha bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso o che ci faccia sentire parte di una passione comune con gli altri, non tenendo conto che l'olfatto è più forte della mente, e se il nostro naso rifiuta un profumo, non varranno milioni di parole, immagini, suggestioni a farcelo piacere.
L'olfatto è il senso più primitivo, collegato al sistema limbico e a quella parte dei cervello viscerale o primordiale che tra le altre cose è deputata alla autoconservazione. La capacità di avvisarci tramite l'olfatto che ciò che stiamo mangiando o annusando potrebbe essere potenzialmente pericoloso è ciò che ci conserva in vita, e traslando questa capacità nel campo della metafisica, un odore non gradito non ci può fare bene. Spesso questa semplice metodica discriminativa viene applicata anche nella scelta degli oli essenziali nell'aromaterapia. Come scrematura iniziale per individuare tra i vari rimedi quello che, in quel momento della nostra vita, può essere usato per risolvere il problema, si fa annusare al paziente i rimedi preposti alla cura del problema, scartando subito quelli che all'olfatto, risultano repellenti o fastidiosi per il paziente. Perché non "in linea" con la persona, così allora perché ostinarci a voler usare un profumo che non ci convince del tutto o che ha delle parti che non ci piacciono? Sarebbe come ignorare un segnale che il cervello ci sta mandando, un segnale preposto a mantenerci in vita, nel nostro miglior stato possibile in quel momento.
P.S. siamo a maggio e ho riprovato alcune layerizzazioni tra cui Vanillary e Shaghaf Oud Aswad di Swiss Arabian, il risultato è stato quello di rendere lo Shaghaf meno da signora d'altri tempi e nello stesso tempo abbattere la nota iniziale di Vanillary che mi disturba. Molto bene!
Vanillary (Lush) - - Orientale (Mark Constantine, Simon Constantine)
Assoluta di Vaniglia, Assoluta di Gelsomino, Assoluta di Fava Tonka, Legno di Sandalo, Caramello bruciato
mercoledì 26 febbraio 2020
Velvet Orchid - Tom Ford


Velvet Orchid (Tom Ford) - 2014 - Orientale (Yann Vasnier, Calice Becker, Shyamala Maisondieu, Antoine Maisondieu)
Bergamotto, Mandarino, Rum, Miele, Gelsomino, Olio di Rosa, Orchidea Nera, Orchidea, Fiori d'Arancio, Magnolia, Giacinto, Narciso, Eliotropio, Balsamo del Perù, Labdano, Sandalo, Mirra, Pelle Scamosciata, Vaniglia,
mercoledì 4 dicembre 2019
Copal Azur - Aedes de Venustas

Tutto è nato un pomeriggio in cui ho deciso di andare in una delle mie profumerie preferite, dove trovo la proprietaria, una signora dal carisma particolare e con una competenza magistrale e un approccio freschissimo.
Mi lascia libera di annusare e suggerisce, ricorda, si emoziona insieme a me.
Insomma quel pomeriggio avevo in programma di annusare le fragranze per case di produzione, con un primissimo approccio "mi piace/non mi piace" annusando l'erogatore, e poi testando su mouillette quelli che avevano passato il primo vaglio. Tra le varie case di produzione, volevo risentire Aedes de Venustas, di cui la signora Anita mi aveva fatto annusare Oeillet Bengale una volta precedente, quando ero in cerca di un profumo di garofano.
Aedes de Venustas (letteralmente Tempio della Bellezza) è una maison nata nel 1995 a New York, voluta da i due soci fondatori Karl Bradl e Robert Gerstner che appassionati di tutto ciò che è bello, nel 2012 hanno poi prodotto il primo profumo portante il loro nome. La linea olfattiva denominatore comune di tutti i loro profumi che seguiranno sarà sempre l'incenso. Declinato in diverse modalità, ma sempre sovradosato e presentissimo.
Annuso di nuovo Oeillet Bengale, e poi Aedes de Venustas, Iris Nazarena, Cierge de Lune, Grenadille d'Afrique, Musc Encense che mi ammalia, Palissandre d'Or, Pélargonium... e poi la signora mi mette li Copal Azur, dicendomi "questo è il mio preferito, è unico, mi da un senso di pace e di libertà" lo spruzzo meditabonda, perché sulla descrizione del libretto parlava di marino, ozonato, e io non sono molto attratta dai profumi di questa famiglia olfattiva, ma mi fido della signora Anita. Lo porto alle narici sulla mouillette e subito mi sento trasportata di peso, su una scogliera a picco sul mare, dall'altro lato vegetazione bassa ma lussureggiante e dei bracieri dai quali emana un fumo aromatico. Forse era la signora che mi stava spiegando la storia di questo profumo, fortemente voluto da uno dei due soci, dopo che, una mattina presto mentre correva su un sentiero costeggiante il mare dove era in vacanza nello Yucatan, si fosse imbattuto in una cerimonia e avesse sentito il profumo meraviglioso della copale sprigionarsi dai fumi dei bracieri. Quella immagine sensazione così vivida e scolpita, è resa davvero fortemente da questo profumo magico. Che rende l'incenso luminoso e aereo, e il profumo del mare e della salsedine completamente scollegati da tutto quanto è stato fatto finora in termini di profumi ozonati. Copal Azur è un profumo intenso senza essere invasivo, la sua intensità è più spirituale che olfattiva, non importa più riuscire ad individuare e scindere le note olfattive, respiri a pieni polmoni questa meraviglia e ti sollevi a parecchi metri da terra. Qui l'incenso agisce proprio come mezzo di trasporto verso un'altra dimensione, e l'anima vola.
mercoledì 13 marzo 2019
Alambar - Laboratorio Olfattivo

Ambra al cubo. Si perché Enrico Buccella, libero di sperimentare grazie a Laboratorio Olfattivo, ha messo l'ambra (o le ambre, non ci è dato sapere) in tutte le fasi dello sviluppo di Alambar.
Chi si aspetta il solito profumo all'ambra, rimarrà sorpreso. Alambar ha una qualità di freschezza iniziale che lo fa discostare dai profumi orientali densi e femminili solitamente associati all'ambra. Vedrei Alambar anche su un uomo, con quella sua nota di pelle pulita e fresca di rasatura data dal bergamotto iniziale.
Dopo circa 10 minuti, Alambar tira fuori i denti e sono denti che hanno assaggiato cacao e cannella, ti mordicchiano lasciandoti il segno e i baffi di cacao. Sono mordicchiamenti rapidi, speziati e leggermente amari, pungenti e caldi, un po' pepati. Annusi e percepisci l'aromaticità piccante e calda della cannella più come una sensazione tattile, sulla lingua e sulle labbra, mentre il naso si confonde tra polvere di cacao amaro e polvere di ambra.
Ritorna lo zest di bergamotto, e come in una formula magica circolare, in cui il nome del profumo diventa un mantra, senza inizio ne fine, confondendo e formando una nuova parola che rotola, il profumo ti avvolge come in una sciarpa morbida, che si fonde con il fumo e muta sulla pelle rendendo unico e riconoscibile tra mille chi lo indossa. A tratti saponoso, legnoso, speziato, quasi cuoiato, e poi ritorna morbido, rotolando nel suo cerchio senza fine.
Bergamotto, Cacao, Ambra, Cannella, Vaniglia, Ambra, Ambra

mercoledì 23 maggio 2018
Aura - Thierry Mugler

Nel panorama dei profumi broadcast. i profumi di Thierry Mugler si distinguono sempre per avanguardia e non omologazione. Non mi stancherò mai di ripeterlo e questo è, ad oggi, una qualità con una prerogativa maggiore, ai miei occhi, in un mondo di standardizzazione e appiattimento del gusto a favore della massa. Possono non piacere alcune sue creazioni, ma gli va riconosciuto il merito dell'audacia e dell'innovazione.
Aura si apre con un profumo vagamente canforato, come quello che aleggia in alcune isole del Sud Est Asiatico durante un monsone, ai bordi della strada dove si apre la foresta.
Canfora e menta acquatica, lieve, evanescente, qualcosa di pungente indefinibile, come mentolato, e fiori straripanti di acqua ammassati li dietro, stipati, pressati, prigionieri in casse di legno scuro intagliato, impregnato di profumo di incenso e Tibet.
Il legno si scalda vicino alla fiamma di una candela, i fiori si asciugano e volute timide e restie a concedersi evaporano dalla scatola di legno. Odore di miele d'arancio sciolto in té caldo.
Un tempio di legno nella foresta, pareti intarsiate, libri umidi su pochi scaffali sulle pareti.
Silenzio, contemplazione e preghiera.
Aura (Thierry Mugler) - 2017 - Orientale (Daphne Bugey - Amandine Clerc-Marie - Christophe Raynaud)
Bergamotto, Foglie di Rabarbaro, Fiore d'Arancio, Note Verdi, Ylang-ylang, Vaniglia Bourbon, Note Legnose, Amberwood, Legno di Sandalo


domenica 30 aprile 2017
Encens Flamboyant - Annick Goutal
Lo vedo su un uomo che ama la montagna e il freddo, riflessivo e misurato. Non è un profumo che indosserei, ma indubbiamente declina l'incenso senza la misticità che spesso, nei profumi con questa nota dominante, è troppo presente.
Incenso, Pepe Rosa, Pepe, Bacche Rosse, Noce Moscata, Cardamomo, Salvia, Mastice Lentisco, Abete Balsamico
giovedì 2 giugno 2016
Soir d'Orient - Sisley
La prima ad affacciarsi è la rosa, in tutta la sua magnificenza. Soir d'Orient parte così, con una rosa in piena fioritura, grondante, intensa, una regina. Si affianca l'incenso e poi una vampata di zafferano che scompare subito e lascia il posto al sandalo e al pepe.
Dopo circa due minuti riappare lo zafferano che trascina il patchouli. Come se la gialla spezia servisse solo a fare da traino, riscompare di nuovo.
Ora è come camminare a piedi nudi su un tappeto orientale ricoperto di petali di rose odorose e fragranti, grani di pepe che scrocchiano sotto i piedi, volute di incenso e rosari aromatici di legno di sandalo. Cammini a piedi nudi e sale il profumo come solo di notte si avvertono alcuni profumi, nel silenzio e nel buio sono amplificati e fanno rumore.
Si sente il geranio, le foglie pelose dal profumo acre e i fiori tremuli, si alza una brezza e smuove il tappeto di rose, la pelle calda si permea di profumo, e diventa una cosa sola con lui.
Nonostante siano individuabili quasi tutte le note olfattive, Soir d'Orient richiama alla memoria quei profumi anni '70 che sapevano di donna sicura. Non è mistico, è lussuoso, elegante.
Come una donna in cappello, abito e guanti, turista in India, che alla sera indossa i tacchi, l'abito lungo e le collane di perle, per scendere a cena nell'albergo fermo ai fasti degli anni '20 e del colonialismo britannico.
Un profumo che sarebbe piaciuto ad Agatha Christie e che avrebbe scatenato la sua immaginazione.


Soir d'Orient - Hubert Isabelle d'Ornano (Sisley) - 2015 - Orientale (Olivier Pescheaux)
Bergamotto, Galbano Iraniano, Zafferano, Pepe Nero, Rosa Turca, Geranio, Incenso, Legno di Sandalo, Patchouli
mercoledì 20 maggio 2015
Must de Cartier - Cartier
Siamo sempre negli anni '80, epoca di profumi intensi, opulenti.
Must è un precursore di Obsession, è uscito 4 anni prima, è calibrato, raffinato, perfetto, dove Obsession è stordente, troppo.
Spesso ho provato Obsession, spruzzandomene gli avambracci, e portandomelo in giro per sentirlo nella sua evoluzione, e tutte le volte ho rimandato l'acquisto. Sulla carta, aveva tutte le qualità di impatto che mi piacciono in un profumo, ma c'era quella nota stonata, come di acqua fredda ferma, che non me lo faceva piacere.
Questa nota fredda c'è anche in Must, ma è scaldata e mossa dal calore di una spezia e dal profumo del cuoio. Must è caldo e freddo nello stesso tempo, è un piccolo gioiello architettonico, che si può ammirare da diversi lati e rimane sempre affascinante.
E' difficile individuare la frutta e i fiori, come nei profumi dell'epoca essi sono asserviti alla costruzione del profumo finale e non primeggiano per farsi riconoscere. ma in qualche modo sono li, la modernità di Must sta proprio in questo, ha precorso i tempi, lanciandosi negli anni '90, e se lo annusi bene, molto da vicino, individui la nota calda umana del cuoio, le note degli agrumi ancorate a quelle dei fiori e della frutta per non farle scomparire subito.
Leggo che è stato riformulato e che ora non è più come l'originale, chissà quando capiranno che facendo così, le persone poi si disaffezionano...
sabato 10 maggio 2014
Suprême Patchouli - Blancheide
Ecco, se fosse una canzone sarebbe questa delizia. Crea assuefazione e ti abbraccia e conforta.
Io non amo il patchouli, che su di me sa di muffa, ma sono innamorata di Suprême Patchouli.
Ne devo aspettare lo sviluppo, le prime due ore è indigesto, si, ma poi...poi mi ripaga. Per giorni.
Doccia dopo doccia, lui è ancora li. Vicino. Ti baciano e vedi le pupille che si dilatano...come sai di buono...
Si lo so.
Suprême Patchouli (Blancheide) - Orientale (-)
Arancia, Patchouly, Cedro, Pino, Vaniglia, Muschio, Fava Tonka
mercoledì 10 agosto 2011
L'Eau d'Ambre - L'Artisan Parfumeur
Possiede un equilibrio perfetto tra polverosità e ariosità. E' un profumo di pelle, tiepido e delicato come la pelle di un bambino appena nato, una pelle che non ha mai visto raggio di sole. Un profumo lunare da maiko. Non sconvolge, non insinua pensieri peccaminosi. Piuttosto crea un senso di protezione in chi lo annusa.
L'Eau d'Ambre (L'Artisan Parfumeur) - 1978 Orientale (....)
Ambra, Patchouli, Vaniglia, Geranio
martedì 9 agosto 2011
L'Eau - Diptyque
mercoledì 5 gennaio 2011
Ambre - L'Occitane en Provence
Nonostante tutto, Ambre è un profumo intenso, caldo, voluttuoso, talcato e morbido. Appena spruzzato si sente una nota quasi di cacao amaro mischiata con un fiore dolce e delicato. Subito si insinua un odore erbaceo, verde fresco, di erba appena tagliata, e una nota di talco. Non quello dei bambini però, ma quello più adulto, è un odore sensazione, come camminare a piedi nudi su sassi caldi e rotondi, quelli che lasciano il bianco sulle piante dei piedi. Leggendo le note olfattive, scarse, l'unico ingrediente accreditato è il Galbanum. Questa è una essenza ricavata dalla resina di una pianta della famiglia delle Ombrellifere, la stessa del Finocchio e dell'Anice, che nello specifico cresce in Iran. In qualche modo in Ambre si percepisce questo tappeto di erbe selvatiche del mediterraneo. Sassi ed erbe scaldate dal sole. Paesaggi comuni in Corsica, in Grecia, sulle Isole Balcaniche. E' un orientale addomesticato, come un gattino sonnacchioso. Ma come tutti i proprietari di gatti sanno, il gatto è comunque un animale pericoloso...
Ambre (L'Occitane en Provence) - 2001 - Orientale -
domenica 2 gennaio 2011
Patchouly - L'Erbolario Lodi
Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...
Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale -
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java
venerdì 26 novembre 2010
Myrrhe Ardente - Annick Goutal
Cera d'Api, Legno di Guaiaco, Fava Tonka, Benzoino, Mirra, Vaniglia
venerdì 26 settembre 2008
Arabie - Serge Lutens
Arabie è un trionfo di frutti canditi essiccati al sole. E' caldo, sciropposo, dolce e speziato. E' un sogno. E' un tappeto volante che ti porta d'incanto in paesi dove i fiumi sono di latte e miele. E dove dagli alberi puoi staccare fichi ricoperti di cioccolato bianco e mandorle caramellate. Ma non è assolutamente gourmand. Non è un profumo goloso, è un profumo evocatore.
Arabie (Serge Lutens) - 2000 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
noce moscata, benzoino del siam, legno di sandalo, foglie di alloro, mandarino, arancio, garofano, cedro, fichi, buccia di mandarino candita, datteri, cumino, fava tonka, resine, mirra, tabacco
mercoledì 24 settembre 2008
Fumerie Turque - Serge Lutens
martedì 23 settembre 2008
Ambre Sultan - Serge Lutens
Ho scoperto Ambre Sultan mentre cercavo Fumerie Turque. Ed è stato Amore. E' in assoluto il mio profumo preferito. Adoro l'Ambra ma in Ambre Sultan c'è qualcosa di più. E' sensuale e caldo. E' persistente, inconfondibile e insolito. Erbe aromatiche e sabbia. Liquerizia e sale. Dolce e secco nello stesso momento. Ancestrale. Solo un'altro profumo mi ha fatto un'effetto simile. Ma forse perchè era legato a ricordi profondi. (Fahrenheit). Ambre Sultan ti prende visceralmente e non ti lascia più.
Ambre Sultan (Serge Lutens) - 1993 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
Origano, Alloro, Coriandolo, Mirto, Cisto, Storace, Balsamo del Tolù, Benzoino, Legno di Sandalo, Vaniglia, Muschio, Ambra, Resine, Radici di Angelica, Patchouli
































