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sabato 31 ottobre 2020

Habanita - Molinard


Edizione Eau de Parfum della eau de toilette del 1924 Habanita in realtà nasce nel 1921per profumare le sigarette. Sotto forma di cartine profumate da mettere nel portasigarette per profumarle o come liquido munito di una bacchetta di vetro con la quale strisciare la sigaretta già accesa per profumarne il fumo. Molto probabilmente, una mano femminile, giocherellando con la bacchetta di vetro ebbe l'intuizione di profumarsi il polso e questo semplice gesto cambio la vita di Habanita che ben presto divenne ricercato da una nutrita schiera di donne che lo vollero per profumarsi con un profumo totalmente diverso da ciò che il mercato offriva loro al tempo. Non più solinota di fiori romantici ma un profumo denso e profondo, a tratti quasi aggressivamente maschile per il cuoio e il retrogusto muschiato dei fiori, dato dal muschio di quercia. Incenso e vetiver, piuttosto prepotenti, ne fanno quello che oggi verrebbe considerato un profumo di nicchia senza declinazione di genere. 
Non è un profumo facile, lontano anni luce dal presente ma anche dal passato conosciuto ai più, non è un profumo da vecchia signora per intenderci, è un qualcosa di totalmente diverso. 
La prima volta ho fatto l'errore di provarlo in estate, dove le sue note risultano stordenti, dure, invasive, tanto da farmelo mettere via in fretta con un senso di pentimento per l'acquisto al buio.
Riprovato dopo un anno emmezzo, in una fredda giornata di inizio ottobre, Habanita esplode sulla pelle con fiori, talco, aldeidi che lo fanno assomigliare ad un cugino di Chanel N.5. Ma è un cugino anomalo, ben presto una nota pungente e caldissima trasporta tutte le altre e le deposita sulla lingua e sulle labbra. Le molecole odorose diventano da olfattive a gustative e bruciano piacevolmente sulle mucose, dando il gusto di quel tabacco profumato. 
Non bisogna indulgere nel sovradosaggio, Habanita si gusta così, a piccole dosi. Tanto ci pensa lui ad insinuarsi e pervadere ogni centimetro di pelle. Corre e si espande, ci sono profumi che si comportano così. Allora sulla pelle, in piccole dosi, come facevano le donne che lo strisciavano con la bacchetta di vetro, ti ripaga donandoti un aurea speciale, affascinante e senza tempo. Carica di ricordi di un passato torbido e fumoso, ricco, opulento, e tutto votato allo sfrenato gustare la vita in ogni attimo e nello stesso tempo proiettato in una scia luminosa che arriva ai giorni nostri e continua oltre, incurante delle mode del momento.
Come una donna audace, che dagli anni '20 è arrivata guidando una macchina come nei quadri di Tamara de Lempicka, guanti e cappuccio di pelle, sguardo liquido, piglio moderno. 


Tamara de Lempicka, Autoritratto nella Bugatti verde (1932) 


Habanita (Molinard) - 2012 - Orientale (Mathieu Nardin)
Geranio, Lentisco o Mastice, Petit Grain, Vetiver, Gelsomino, Ylang ylang, Cedro, Noce Moscata, Eliotropio, Rosa Taif, Mimosa, Muschio, Sandalo, Patchouli, Muschio di Quercia, Ambra, Vaniglia 

sabato 27 giugno 2020

Perceive - Avon

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A volte una piccola gemma si manifesta dove meno pensavi di trovarla.
Sono arrivata a Perceive grazie alla recensione di Patrizia di Mandorla e Cioccolata e alla fiducia nel genio di Christopher Sheldrake che tanto mi ha stupito e affascinato con le creazioni per Serge Lutens. 
Perceive, che in inglese significa percepire, è un profumo molto trasparente e arioso ma ha la persistenza tenace di un profumo denso di legni, spezie e resine. Come Sheldrake sia riuscito a donare tanta persistenza ad una creazione che per note e filosofia si attesta sulla presenza sottile, rimane un segreto. In un pugno di fiori dalla consistenza fresca, speziata e lievemente carnosa, mescola la dolcezza di frutti succosi, e un pepe bianco che si fa sentire, tangibilmente, nelle narici. Un pepe caldo freddo, profumato, pulito. Questa combinazione che parla di inizio estate, rimane aleggiante intorno alla persona, facendosi appunto "percepire" come una brezza leggera, fresco come immergere il corpo in un torrente in mezzo a una radura verde di erbe, fiori e cortecce rugiadosi. Questa qualità acquosa è gelida, non marina, ma di acqua dolce in eterno movimento, che proviene dai ghiacciai. Il pepe in questa dinamica da la sensazione di respirare quell'aria pungente e fredda che si respira vicino alla neve ghiacciata. 
E' solo dopo circa un'ora che subentrano i personaggi della seconda parte della storia che Perceive racconta, ai bordi del torrente ghiacciato, come un raggio di sole a mezzogiorno, un muschio pulitissimo e cristallino illumina ancora di più ciò che fino ad ora era già percepito come al massimo della luminosità, asciuga la rugiada e il sandalo e il cedro fanno emergere quella parte legnosa e un po' secca delle cortecce asciugate dal sole. Sulla mia pelle, che solitamente scalda molto i profumi, inizia solo ora a scaldarsi un pochino. C'è una nota floreale diversa da quelle iniziali, forse dell'orchidea della vaniglia, che con soavità, senza note zuccherine o gourmand chiude il bouquet iniziato dai fiori e dai frutti gialli. I legni si fanno più presenti, le erbe più secche. 
E' una bella sensazione quella che da Perceive, un profumo che ha una evoluzione molto complessa e si trasforma nel tempo. Come sempre Christopher Sheldrake racconta una storia olfattiva che parte con note a volte quasi ostiche e che mano a mano costruisce, modella, ribalta fino ad arrivare all'armonia. 

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Perceive (Avon) - 2000 - Orientale (Christopher Sheldrake)
Pepe Bianco, Fresia Gialla, Garofano, Prugna di Damasco, Pera, Ylang ylang, Sandalo, Muschio, Orchidea Vaniglia, Cedro



giovedì 18 giugno 2020

Vanillary - Lush Gorilla Perfume

Vanillary fa parte della linea di profumi creati da Lush. Come tutti i prodotti Lush vengono fatti utilizzando solo ingredienti naturali e solitamente nascono dall'esigenza di tramutare in eau de perfume il profumo dei prodotti per la cura e l'igiene del corpo più amati dai clienti, prodotti che perseguono l'obbiettivo di essere naturali, freschi, senza conservanti e possibilmente adatti ad una clientela attenta all'ambiente, spesso vegetariana, anche vegana. Il problema e la meraviglia dei profumi fatti con gli oli essenziali e le assolute naturali è però di difficile risoluzione, soprattutto se si vuole produrre su larga scala: non si riesce a garantire una continuità e un risultato omogeneo nel tempo, non sono mai uguali, perché gli oli essenziali estratti dai fiori e dalle altre parti delle piante risente tantissimo di come è andato il raccolto sotto il profilo meteoreologico e non solo. I profumi creati con le essenze naturali, sono più instabili, collaborano molto più strettamente con la pelle, a volte hanno un sentore oleoso alimentare a volte di carne o animale, sono strani. I profumi di Lush non possono essere comprati alla cieca, fidandosi delle recensioni o di come li abbiamo sentiti su qualcuno. Vanno provati sulla propria pelle. O se si procede al blind buy bisogna essere preparati al fatto che non siano profumi addomesticati. 

Ho acquistato Vanillary alla cieca. Appena spruzzato ha un sentore di fiore delicato, molto apprezzabile ma dopo circa dieci minuti il fiore si delinea meglio e sulla mia pelle compare l'odore dei fiori della photinia. La Photinia è un cespuglio utilizzato spesso nei giardini, a ridosso delle recinzioni, perché è mascherante e molto coreografica con la sua variazione di colore del fogliame che passa dal verde fino al porpora. A primavera fiorisce e i suoi fiori bianchi hanno un profumo molto intenso, dolciastro, che attira gli scarabei. Nel giardino dei miei c'era questo cespuglio di photinia fiorita che brillava al sole per i riflessi metallizzati di una decina di scarabei che si erano andati a posare sui fiori appiccicosi. Il profumo dei fiori di photinia e di conseguenza il viraggio di Vanillary su di me in questi primi 40 minuti è dolciastro, carneo, indolico, appiccicoso appunto e non mi piace. Lo trovo quasi insopportabile. Dopo questa oretta che mi ha messo a dura prova, inizia ad aggiungersi un sentore di mandorla che legandosi al profumo di photinia, fa assomigliare Vanillary ad una crema corpo profumata di quelle che si trovano spesso in erboristeria. Dopo un'altra ora così, finalmente la photinia se ne va, e la mandorla diventa amara e poi assume un sentore di noce macadamia, vaniglia e gelsomino, e lì rimane, nonostante la doccia, come uno skin scent intenso, fino al giorno dopo.

Tempo fa, chiacchierando con la proprietaria della Farmacia Corti di Giussano, si esplorava il campo delle layerizzazioni e ricordo mi disse che trovava piacevole alleggerire a volte i profumi molto carichi di vaniglia, abbinandoli a profumi agrumati. Soprattutto con quelli contenenti le note del limone.

Nel tentativo di neutralizzare la nota di photinia ed utilizzare Vanillary senza aspettare che diventi uno skin scent dopo ore di tortura olfattiva, ho fatto l'esperimento, memore del consiglio. 

Normalmente quando faccio le layerizzazioni non stratifico ma vaporizzo prima un profumo e poi l'altro da lontano. A volte invece profumo un lato del corpo con uno profumo e l'altro lato del corpo con l'altro profumo, come per creare una dualità maschio/femmina e stupirmi (e stupire) ad ogni gesto che compio, proveniente da un lato o dall'altro. In questo caso invece ho deciso per la stratificazione umida, che consiste nello spruzzare uno sopra l'altro, quando il primo profumo è ancora umido, in rapidissima sequenza, con l'obbiettivo di mescolare i liquidi per crearne un altro sulla pelle. Normalmente non mi piace utilizzare questa tecnica, poiché ritengo che snaturi il profumo. E' cosa ben diversa vaporizzare una nuvola di profumo che si deposita sui vestiti, seguita da un'altra nuvola di un profumo differente, come fosse un nuovo giorno, perché i profumi rimangono integri in se stessi e l'amalgama che ne risulta è naturale e a volte è possibile capire le note olfattive di uno e dell'altro distinte ma che contribuiscono insieme a creare un'aurea profumata personale. 

Un'altra tecnica di stratificazione è quella per intensificare. L'intensificazione per stratificazione si utilizza per rendere più durevoli e consistenti i profumi leggeri ed evanescenti, ripetendo la spruzzata dello stesso profumo, una seconda e a volte anche una terza volta, sullo stesso punto della pelle, dopo che il profumo si è asciugato, quindi circa 5 minuti dopo, nel tentativo di fissare sulla pelle il profumo con il profumo stesso. 

E' lo stesso concetto dell'utilizzo di docciaschiuma, olio corpo, crema corpo, body mist e infine profumo appartenenti alla stessa linea del profumo e molto in voga qualche decennio fa. Le molecole si legano tra loro e ancorano il profumo più efficacemente alla pelle. 

In qualche modo assomiglia al procedimento che prevede l'utilizzo dell'olio profumato sopra il quale spruzzare il profumo, facendo attenzione ad utilizzare un olio corpo profumato la cui profumazione svanisce dopo poco, e non i profumi in olio di tipo arabo, chiamati anche Attar, che invece hanno molta persistenza. Una pelle ben nutrita, idratata e leggermente ammorbidita da creme e olii sarà più ricettiva e tendenzialmente tratterrà meglio il profumo, rispetto ad una pelle secca e disidratata. 

Vi è mai capitato di lavare le mani alla sera, o andare in piscina, e a contatto con l'acqua risentire magicamente il profumo messo al mattino e che sembrava sparito da ore? 

Tornando al mio esperimento ho quindi provato a mischiare Vanillary con Cedrat di Roger et Gallet, ed è risultato un ottimo profumo fresco dove però Cedrat ha prevalso, trasformandolo in un agrumato persistente. Dell'odore di photinia nessuna traccia, ma purtroppo anche della vaniglia e del gelsomino. 

Con quei 30 ml di Vanillary ho la possibilità procedere a parecchi esperimenti, magari per svecchiare qualche profumo troppo da pelliccia, o rendere più femminile qualche profumo maschile con troppo sentore di oud. Di fatto è stata una lezione che mi ha insegnato a non acquistare più un profumo senza prima averlo annusato e sentito sulla mia pelle. A volte ci vogliamo convincere, innamorati delle belle parole di chi ne ha scritto, perché si ha bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso o che ci faccia sentire parte di una passione comune con gli altri, non tenendo conto che l'olfatto è più forte della mente, e se il nostro naso rifiuta un profumo, non varranno milioni di parole, immagini, suggestioni a farcelo piacere.

 L'olfatto è il senso più primitivo, collegato al sistema limbico e a quella parte dei cervello viscerale o primordiale che tra le altre cose è deputata alla autoconservazione. La capacità di avvisarci tramite l'olfatto che ciò che stiamo mangiando o annusando potrebbe essere potenzialmente pericoloso è ciò che ci conserva in vita, e traslando questa capacità nel campo della metafisica, un odore non gradito non ci può fare bene. Spesso questa semplice metodica discriminativa viene applicata anche nella scelta degli oli essenziali nell'aromaterapia. Come scrematura iniziale per individuare tra i vari rimedi quello che, in quel momento della nostra vita, può essere usato per risolvere il problema, si fa annusare al paziente i rimedi preposti alla cura del problema, scartando subito quelli che all'olfatto, risultano repellenti o fastidiosi per il paziente. Perché non "in linea" con la persona, così allora perché ostinarci a voler usare un profumo che non ci convince del tutto o che ha delle parti che non ci piacciono? Sarebbe come ignorare un segnale che il cervello ci sta mandando, un segnale preposto a mantenerci in vita, nel nostro miglior stato possibile in quel momento.  

P.S. siamo a maggio e ho riprovato alcune layerizzazioni tra cui Vanillary e Shaghaf Oud Aswad di Swiss Arabian, il risultato è stato quello di rendere lo Shaghaf meno da signora d'altri tempi e nello stesso tempo abbattere la nota iniziale di Vanillary che mi disturba. Molto bene!



Vanillary (Lush) -  - Orientale (Mark Constantine, Simon Constantine)

Assoluta di Vaniglia, Assoluta di Gelsomino, Assoluta di Fava Tonka, Legno di Sandalo, Caramello bruciato

mercoledì 26 febbraio 2020

Velvet Orchid - Tom Ford

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Velvet Orchid è stato l'ultimo profumo acquistato ancora in modalità normale, chiacchierando amabilmente con una commessa di Sephora molto competente, gentilissima e disponibile. Entrambe quasi coetanee, entrambe pensierose su ciò che stava succedendo ma decise a prendere in considerazione la bellezza. Avevo già sentito Velvet Orchid in estate e mi aveva lasciata perplessa, poi parlandone con una amica conosciuta attraverso la pagina di Adjumi, che adora la rosa, la tuberosa e che aveva descritto Velvet Orchid con parole che mi avevano affascinato, il primo giorno di riposo dopo l'ultimo giorno di lavoro (che avrei scoperto essere l'ultimo prima del lockdown) sono andata in missione.
Quella sera la gentile commessa mi donò anche un campioncino di Metallique sempre di Tom Ford. Un profumo strano, mai sentito prima, che non riuscivo a inquadrare e che durante la quarantena mi ha fatto compagnia nel mio mutamento e di cui mi sono innamorata mutando.
Nella mia mente questi due profumi sono collegati l'uno all'altro, come due sfaccettature di me, Velvet Orchid alla mia essenza femminile che già conosco, ma che ha una modalità tutta esteriore per celare il mio io più segreto, Metallique a quella me stessa che è emersa dopo aver metabolizzato in 91 giorni di clausura e solitudine, nuove dinamiche, riflessioni e profondi mutamenti. Dopo che una distanza lunghissima e profonda è stata riavvicinata e ho riaperto il mio cuore. Mostrando la parte più vulnerabile e segreta di me.

Velvet Orchid inizia con uno sbuffo di sentori fruttati dolci e liquorosi che si modificano immediatamente, come se si aprisse la lampada del genio e ne uscisse una nuvoletta che immediatamente si trasforma in una geniessa piuttosto minacciosa e al contempo appitonante.
Incombe fluttuando un metro sopra di te e rimani lì, imbambolato per la magnificenza di fiori dal sentore di miele amarognolo che cola liquido e dorato, petali vellutati e umidi, carezzevoli e conturbanti. 
Per un istante ricorda l'effluvio di Black Orchid, così come incontrando la cugina di tua moglie capti un movimento, uno scostarsi i capelli dal viso, identico ma nello stesso tempo esotico. 
Avvolto in questa nuvola ovattata, ci si sente sollevare a pochi centimetri da terra, mentre la liquidità densa del profumo continua a scendere avviluppandoti completamente. Subentrano a sostenere questa cornucopia di fiori delle note balsamiche morbide, voluttuose. E' tutto molto rotondo, niente spigolosità, molto morbido, come accarezzare una nappa scamosciata da cui si sprigiona profumo di fiori e di femminilità, di una lontanissima e flebile mandorla amara e di uno zucchero di canna e melassa liquoroso e leggermente vanigliato.
Velvet Orchid non passa inosservato, non è nella sua natura, e per portarlo ci vuole baldanza e confidenza nel proprio essere se stessi, allora come il genio della lampada realizza il tuo desiderio.
Ma come spesso accade con i geni, non sempre la realizzazione del tuo desiderio è come te lo aspettavi, la geniessa è capricciosa e ti porta dove vuole, l'unica salvezza è non opporsi e seguire il flusso, pronto e adattabile ad affrontare ogni deviazione del percorso. Un percorso inaspettato che riserva una trasformazione finale. Bonne chance!


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Velvet Orchid (Tom Ford) - 2014 - Orientale (Yann Vasnier, Calice Becker, Shyamala Maisondieu, Antoine Maisondieu)
Bergamotto, Mandarino, Rum, Miele, Gelsomino, Olio di Rosa, Orchidea Nera, Orchidea, Fiori d'Arancio, Magnolia, Giacinto, Narciso, Eliotropio, Balsamo del Perù, Labdano, Sandalo, Mirra, Pelle Scamosciata, Vaniglia, 

mercoledì 4 dicembre 2019

Copal Azur - Aedes de Venustas



Tutto è nato un pomeriggio in cui ho deciso di andare in una delle mie profumerie preferite, dove trovo la proprietaria, una signora dal carisma particolare e con una competenza magistrale e un approccio freschissimo.
Mi lascia libera di annusare e suggerisce, ricorda, si emoziona insieme a me.
Insomma quel pomeriggio avevo in programma di annusare le fragranze per case di produzione, con un primissimo approccio "mi piace/non mi piace" annusando l'erogatore, e poi testando su mouillette quelli che avevano passato il primo vaglio. Tra le varie case di produzione, volevo risentire Aedes de Venustas, di cui la signora Anita mi aveva fatto annusare Oeillet Bengale una volta precedente, quando ero in cerca di un profumo di garofano.
Aedes de Venustas (letteralmente Tempio della Bellezza) è una maison nata nel 1995 a New York, voluta da i due soci fondatori Karl Bradl e Robert Gerstner che appassionati di tutto ciò che è bello, nel 2012 hanno poi prodotto il primo profumo portante il loro nome. La linea olfattiva denominatore comune di tutti i loro profumi che seguiranno sarà sempre l'incenso. Declinato in diverse modalità, ma sempre sovradosato e presentissimo.
Annuso di nuovo Oeillet Bengale, e poi Aedes de Venustas, Iris Nazarena, Cierge de Lune, Grenadille d'Afrique, Musc Encense che mi ammalia, Palissandre d'Or, Pélargonium... e poi la signora mi mette li Copal Azur, dicendomi "questo è il mio preferito, è unico, mi da un senso di pace e di libertà" lo spruzzo meditabonda, perché sulla descrizione del libretto parlava di marino, ozonato, e io non sono molto attratta dai profumi di questa famiglia olfattiva, ma mi fido della signora Anita. Lo porto alle narici sulla mouillette e subito mi sento trasportata di peso, su una scogliera a picco sul mare, dall'altro lato vegetazione bassa ma lussureggiante e dei bracieri dai quali emana un fumo aromatico. Forse era la signora che mi stava spiegando la storia di questo profumo, fortemente voluto da uno dei due soci, dopo che, una mattina presto mentre correva su un sentiero costeggiante il mare dove era in vacanza nello Yucatan, si fosse imbattuto in una cerimonia e avesse sentito il profumo meraviglioso della copale sprigionarsi dai fumi dei bracieri. Quella immagine sensazione così vivida e scolpita, è resa davvero fortemente da questo profumo magico. Che rende l'incenso luminoso e aereo, e il profumo del mare e della salsedine completamente scollegati da tutto quanto è stato fatto finora in termini di profumi ozonati. Copal Azur è un profumo intenso senza essere invasivo, la sua intensità è più spirituale che olfattiva, non importa più riuscire ad individuare e scindere le note olfattive, respiri a pieni polmoni questa meraviglia e ti sollevi a parecchi metri da terra. Qui l'incenso agisce proprio come mezzo di trasporto verso un'altra dimensione, e l'anima vola. 


 

Copal Azur (Aedes de Venustas) - 2014 - Orientale (Bertrand Duchaufour)
Incenso, Sale, Note Ozoniche, Incenso, Patchouli, Cardamomo, Incenso, Ambra, Fava Tonka, Mirra




mercoledì 13 marzo 2019

Alambar - Laboratorio Olfattivo


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Ambra al cubo. Si perché Enrico Buccella, libero di sperimentare grazie a Laboratorio Olfattivo, ha messo l'ambra (o le ambre, non ci è dato sapere) in tutte le fasi dello sviluppo di Alambar.
Chi si aspetta il solito profumo all'ambra, rimarrà sorpreso. Alambar ha una qualità di freschezza iniziale che lo fa discostare dai profumi orientali densi e femminili solitamente associati all'ambra. Vedrei Alambar anche su un uomo, con quella sua nota di pelle pulita e fresca di rasatura data dal bergamotto iniziale.
Dopo circa 10 minuti, Alambar tira fuori i denti e sono denti che hanno assaggiato cacao e cannella, ti mordicchiano lasciandoti il segno e i baffi di cacao. Sono mordicchiamenti rapidi, speziati e leggermente amari, pungenti e caldi, un po' pepati. Annusi e percepisci l'aromaticità piccante e calda della cannella più come una sensazione tattile, sulla lingua e sulle labbra, mentre il naso si confonde tra polvere di cacao amaro e polvere di ambra.
Ritorna lo zest di bergamotto, e come in una formula magica circolare, in cui il nome del profumo diventa un mantra, senza inizio ne fine, confondendo e formando una nuova parola che rotola, il profumo ti avvolge come in una sciarpa morbida, che si fonde con il fumo e muta sulla pelle rendendo unico e riconoscibile tra mille chi lo indossa. A tratti saponoso, legnoso, speziato, quasi cuoiato, e poi ritorna morbido, rotolando nel suo cerchio senza fine.

Alambar

Alambar (Laboratorio Olfattivo) - 2010 - Orientale (Enrico Buccella)

Bergamotto, Cacao, Ambra, Cannella, Vaniglia, Ambra, Ambra




mercoledì 23 maggio 2018

Aura - Thierry Mugler

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Nel panorama dei profumi broadcast. i profumi di Thierry Mugler si distinguono sempre per avanguardia e non omologazione. Non mi stancherò mai di ripeterlo e questo è, ad oggi, una qualità con una prerogativa maggiore, ai miei occhi, in un mondo di standardizzazione e appiattimento del gusto a favore della massa. Possono non piacere alcune sue creazioni, ma gli va riconosciuto il merito dell'audacia e dell'innovazione.
Aura si apre con un profumo vagamente canforato, come quello che aleggia in alcune isole del Sud Est Asiatico durante un monsone, ai bordi della strada dove si apre la foresta.
Canfora e menta acquatica, lieve, evanescente, qualcosa di pungente indefinibile, come mentolato, e fiori straripanti di acqua ammassati li dietro, stipati, pressati, prigionieri in casse di legno scuro intagliato, impregnato di profumo di incenso e Tibet.
Il legno si scalda vicino alla fiamma di una candela, i fiori si asciugano e volute timide e restie a concedersi evaporano dalla scatola di legno. Odore di miele d'arancio sciolto in té caldo.
Un tempio di legno nella foresta, pareti intarsiate, libri umidi su pochi scaffali sulle pareti.
Silenzio, contemplazione e preghiera.

Aura (Thierry Mugler) - 2017 - Orientale (Daphne Bugey - Amandine Clerc-Marie - Christophe Raynaud) 
Bergamotto, Foglie di Rabarbaro, Fiore d'Arancio, Note Verdi, Ylang-ylang, Vaniglia Bourbon, Note Legnose, Amberwood, Legno di Sandalo


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domenica 30 aprile 2017

Encens Flamboyant - Annick Goutal


Con le sue qualità di pulizia e freddezza, Encens Flamboyant, mi ha riportato in un balzo spazio temporale in un paesino della svizzera, subito oltrepassato il tunnel del San Bernardino, dove sono stata da piccola. La piccola magia è stata operata dal meraviglioso inizio di abete balsamico, che apre i polmoni e ti catapulta nei pressi del bosco di Nufenen, seguito immediatamente da un profumo di fumo di camino, leggero ma percettibile, Per un po' si mantiene così, come per una passeggiata nelle stradine con la neve, poi subentra l'incenso, leggermente asprigno e corposo. Domina la scena unendosi a tratti ancora all'abete balsamico e al profumo di una salvia secca e pungente.
Lo vedo su un uomo che ama la montagna e il freddo, riflessivo e misurato. Non è un profumo che indosserei, ma indubbiamente declina l'incenso senza la misticità che spesso, nei profumi con questa nota dominante, è troppo presente.

Encens Flamboyant (Annick Goutal) - 2007 - Orientale  (Isabelle Doyen - Camille Goutal)
Incenso, Pepe Rosa, Pepe, Bacche Rosse, Noce Moscata, Cardamomo, Salvia, Mastice Lentisco, Abete Balsamico




giovedì 2 giugno 2016

Soir d'Orient - Sisley



La prima ad affacciarsi è la rosa, in tutta la sua magnificenza. Soir d'Orient parte così, con una rosa in piena fioritura, grondante, intensa, una regina. Si affianca l'incenso e poi una vampata di zafferano che scompare subito e lascia il posto al sandalo e al pepe.
Dopo circa due minuti riappare lo zafferano che trascina il patchouli. Come se la gialla spezia servisse solo a fare da traino, riscompare di nuovo.
Ora è come camminare a piedi nudi su un tappeto orientale ricoperto di petali di rose odorose e fragranti, grani di pepe che scrocchiano sotto i piedi, volute di incenso e rosari aromatici di legno di sandalo. Cammini a piedi nudi e sale il profumo come solo di notte si avvertono alcuni profumi, nel silenzio e nel buio sono amplificati e fanno rumore.
Si sente il geranio, le foglie pelose dal profumo acre e i fiori tremuli, si alza una brezza e smuove il tappeto di rose, la pelle calda si permea di profumo, e diventa una cosa sola con lui.
Nonostante siano individuabili quasi tutte le note olfattive, Soir d'Orient richiama alla memoria quei profumi anni '70 che sapevano di donna sicura. Non è mistico, è lussuoso, elegante.
Come una donna in cappello, abito e guanti, turista in India, che alla sera indossa i tacchi, l'abito lungo e le collane di perle, per scendere a cena nell'albergo fermo ai fasti degli anni '20 e del colonialismo britannico.
Un profumo che sarebbe piaciuto ad Agatha Christie e che avrebbe scatenato la sua immaginazione.




Soir d'Orient - Hubert Isabelle d'Ornano (Sisley) - 2015 - Orientale (Olivier Pescheaux)
Bergamotto, Galbano Iraniano, Zafferano, Pepe Nero, Rosa Turca, Geranio, Incenso, Legno di Sandalo, Patchouli


mercoledì 20 maggio 2015

Must de Cartier - Cartier


A differenza di altri profumi da signora, aldeidati, ricchi, da pelliccia, che apprezzo come costruzione ma che non trovo affini a me, Must de Cartier ha una qualità più moderna che me lo rende più affine.
Siamo sempre negli anni '80, epoca di profumi intensi, opulenti. 
Must è un precursore di Obsession, è uscito 4 anni prima, è calibrato, raffinato, perfetto, dove Obsession è stordente, troppo. 
Spesso ho provato Obsession, spruzzandomene gli avambracci, e portandomelo in giro per sentirlo nella sua evoluzione, e tutte le volte ho rimandato l'acquisto. Sulla carta, aveva tutte le qualità di impatto che mi piacciono in un profumo, ma c'era quella nota stonata, come di acqua fredda ferma, che non me lo faceva piacere. 
Questa nota fredda c'è anche in Must, ma è scaldata e mossa dal calore di una spezia e dal profumo del cuoio. Must è caldo e freddo nello stesso tempo, è un piccolo gioiello architettonico, che si può ammirare da diversi lati e rimane sempre affascinante. 
E' difficile individuare la frutta e i fiori, come nei profumi dell'epoca essi sono asserviti alla costruzione del profumo finale e non primeggiano per farsi riconoscere. ma in qualche modo sono li, la modernità di Must sta proprio in questo, ha precorso i tempi, lanciandosi negli anni '90, e se lo annusi bene, molto da vicino, individui la nota calda umana del cuoio, le note degli agrumi ancorate a quelle dei fiori e della frutta per non farle scomparire subito.
Leggo che è stato riformulato e che ora non è più come l'originale, chissà quando capiranno che facendo così, le persone poi si disaffezionano...


Must de Cartier (Cartier) - 1981 - Orientale  (Jean-Jacques Diener)
Aldeidi, Ananas, Mandarino Verde, Galbano, Pesca, Bergamotto, Legno di Rosa Brasiliano, Limone, Garofano, Cuoio, Narciso Giallo, Muschio, Orchidea, Giaggiolo, Gelsomino, Vetiver, Neroli, Ylang-ylang, Rosa, Ambra, Legno di Sandalo, Fava Tonka, Vaniglia, Zibetto

sabato 10 maggio 2014

Suprême Patchouli - Blancheide


I'm in Love, I'm in love, I'm in love with my strict machine. (Goldfrapp "Strict machine").
Ecco, se fosse una canzone sarebbe questa delizia. Crea assuefazione e ti abbraccia e conforta.
Io non amo il patchouli, che su di me sa di muffa, ma sono innamorata di Suprême Patchouli.
Ne devo aspettare lo sviluppo, le prime due ore è indigesto, si, ma poi...poi mi ripaga. Per giorni.
Doccia dopo doccia, lui è ancora li. Vicino. Ti baciano e vedi le pupille che si dilatano...come sai di buono...
Si lo so.



Suprême Patchouli (Blancheide) - Orientale (-)
Arancia, Patchouly, Cedro, Pino, Vaniglia, Muschio, Fava Tonka


mercoledì 10 agosto 2011

L'Eau d'Ambre - L'Artisan Parfumeur

L'Eau d'Ambre è proprio quello che dice di essere, un'acqua d'ambra, fuggevole, diafana. Classificare L'Eau d'Ambre nella famiglia degli Orientali è quasi un misfatto. Perchè non possiede la corposità densa degli altri appartenenti alla famiglia. E' come una giovane sorella acquisita, timida e nascosta.
Possiede un equilibrio perfetto tra polverosità e ariosità. E' un profumo di pelle, tiepido e delicato come la pelle di un bambino appena nato, una pelle che non ha mai visto raggio di sole. Un profumo lunare da maiko. Non sconvolge, non insinua pensieri peccaminosi. Piuttosto crea un senso di protezione in chi lo annusa.

L'Eau d'Ambre (L'Artisan Parfumeur) - 1978 Orientale (....)
Ambra, Patchouli, Vaniglia, Geranio

martedì 9 agosto 2011

L'Eau - Diptyque


Basato su una ricetta inglese del sedicesimo secolo per creare un "pomander au clous de girofle" l'Eau di Diptyque è davvero un tuffo nel passato. Al primo impatto il naso viene aggredito da questo binomio cannella/chiodi di garofano che ne fanno un profumo veramente per appassionati. Subito dopo subentra un sentore medicinale e carneo che si miscela a poco a poco e porta ancora più su il pungente aroma di cannella. Sottovoce arriva poi una rosa saponosa, cerosa, viatico per far esplodere in tutta la sua magnificenza il chiodo di garofano che rimarrà protagonista indiscusso fino alla fine. E che fine! Questo profumo è strepitoso, opulento in una maniera tutta sua, cristallina... Punge le narici e arriva diritto al cervello come una freccia. Uno dei miei preferiti. Sempre.
L'Eau (Diptyque) - 1968 - Orientale (Desmond Knox-Leet) 
Cannella, Rosa, Geranio, Legno di Sandalo, Chiodi di Garofano

mercoledì 5 gennaio 2011

Ambre - L'Occitane en Provence

Ambre era un profumo prodotto da L`Occitane en Provence, partendo non dall'ambra grigia ma da una resina di una pianta che cresce nel bacino mediterraneo. Era perché, al momento, non è più acquistabile. Ne ho una boccetta regalatami da una gentile commessa, vista la mia euforia per aver trovato un profumo all'ambra che possa usare anche in estate... senza essere troppo stordente.
Nonostante tutto, Ambre è un profumo intenso, caldo, voluttuoso, talcato e morbido. Appena spruzzato si sente una nota quasi di cacao amaro mischiata con un fiore dolce e delicato. Subito si insinua un odore erbaceo, verde fresco, di erba appena tagliata, e una nota di talco. Non quello dei bambini però, ma quello più adulto, è un odore sensazione, come camminare a piedi nudi su sassi caldi e rotondi, quelli che lasciano il bianco sulle piante dei piedi. Leggendo le note olfattive, scarse, l'unico ingrediente accreditato è il Galbanum. Questa è una essenza ricavata dalla resina di una pianta della famiglia delle Ombrellifere, la stessa del Finocchio e dell'Anice, che nello specifico cresce in Iran. In qualche modo in Ambre si percepisce questo tappeto di erbe selvatiche del mediterraneo. Sassi ed erbe scaldate dal sole. Paesaggi comuni in Corsica, in Grecia, sulle Isole Balcaniche. E' un orientale addomesticato, come un gattino sonnacchioso. Ma come tutti i proprietari di gatti sanno, il gatto è comunque un animale pericoloso...
Ambre (L'Occitane en Provence) - 2001 - Orientale - 

Galbanum 

domenica 2 gennaio 2011

Patchouly - L'Erbolario Lodi

Il Patchouli è una pianta della famiglia delle Labiate, cresce maggiormente in Malesia, Filippine, Giava. In quei luoghi è ampiamente usata anche a scopo farmacologico, come pianta tonificante e rinvigorente.

Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo  strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly  parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...

Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale  - 
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java

venerdì 26 novembre 2010

Myrrhe Ardente - Annick Goutal

Ci sono profumi che ti avvolgono impalpabili, caldi e morbidi come una sciarpa di cachemire. Ripenso a Impérial Opoponax, a Hypnotic Poison e a Karma ... Myrrhe Ardente è così. Dolce, morbido, raffinato, silenzioso.
Di quel silenzio denso di significato. Lo si percepisce arrivando vicino alla pelle, così che la sensazione è sia olfattiva che termica, le narici si riempiono del calore della carne e della sottile presenza di questo profumo. Ma è una presenza che si fonde e rimane per tanto tempo, tantissimo, sulla pelle, diventando un tutt'uno.
Myrrhe Ardente - (Annick Goutal) - 2007 - Orientale - (Isabelle Doyen - Camille Goutal)
Cera d'Api, Legno di Guaiaco, Fava Tonka, Benzoino, Mirra, Vaniglia

venerdì 26 settembre 2008

Arabie - Serge Lutens


Arabie è un trionfo di frutti canditi essiccati al sole. E' caldo, sciropposo, dolce e speziato. E' un sogno. E' un tappeto volante che ti porta d'incanto in paesi dove i fiumi sono di latte e miele. E dove dagli alberi puoi staccare fichi ricoperti di cioccolato bianco e mandorle caramellate. Ma non è assolutamente gourmand. Non è un profumo goloso, è un profumo evocatore.


Arabie (Serge Lutens) - 2000 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
noce moscata, benzoino del siam, legno di sandalo, foglie di alloro, mandarino, arancio, garofano, cedro, fichi, buccia di mandarino candita, datteri, cumino, fava tonka, resine, mirra, tabacco

mercoledì 24 settembre 2008

Fumerie Turque - Serge Lutens


Di Fumerie Turque la prima volta ho letto sul libro di Mariangela Rossi "Il libro del profumo".
La descrizione fattane mi intrigò subito, e iniziai la ricerca. Non sapevo come era, non avevo idea di come fosse fatta la confezione. Un giorno in una profumeria butto lo sguardo e vedo una infilata di flaconi lineari e puliti. Ho capito subito che la ricerca era finita. Non avevano Fumerie Turque e quindi provai gli altri. Come è andata l'ho già scritto sui post dedicati a Chypre Rouge e a Ambre Sultan. Di Fumerie Turque neanche l'ombra poi dietro agli altri, nascosto, eccolo lì, nella prima profumeria nella quale lo avevo cercato. Fumerie Turque io me lo immagino come una Monroe Tabagista. Non che sia come Chanel n.5, in comune hanno solo la rosa. La rosa di Fumerie Turque è appiccicosa come una marmellata bulgara e si nasconde dietro il fumo di una sigaretta fumata da una bionda. Me la immagino, sdraiata, come una moderna odalisca, su un divano di pelle consunta, sfoglia il giornale (si sente quasi l'odore della carta frusciare) e mangia dolcetti arabi bevendo tè. Come solo una donna può fare, fa cinque cose insieme. E se le gode tutte.

Fumerie Turque (Serge Lutens) - 2003 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
bacche, miele bianco, Rosa della Turchia candita, gelsomino egiziano, cuoio affumicato, cera d'api, tabacco dei Balcani, balsamo del Perù, patchouli, fava tonka, storace, ginepro, vaniglia, uvetta di Corinto, olio di cade

martedì 23 settembre 2008

Ambre Sultan - Serge Lutens




Ho scoperto Ambre Sultan mentre cercavo Fumerie Turque. Ed è stato Amore. E' in assoluto il mio profumo preferito. Adoro l'Ambra ma in Ambre Sultan c'è qualcosa di più. E' sensuale e caldo. E' persistente, inconfondibile e insolito. Erbe aromatiche e sabbia. Liquerizia e sale. Dolce e secco nello stesso momento. Ancestrale. Solo un'altro profumo mi ha fatto un'effetto simile. Ma forse perchè era legato a ricordi profondi. (Fahrenheit). Ambre Sultan ti prende visceralmente e non ti lascia più.

Ambre Sultan (Serge Lutens) - 1993 - Orientali - (Christopher Sheldrake)
Origano, Alloro, Coriandolo, Mirto, Cisto, Storace, Balsamo del Tolù, Benzoino, Legno di Sandalo, Vaniglia, Muschio, Ambra, Resine, Radici di Angelica, Patchouli