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martedì 8 gennaio 2013

Il Quarto Compito di Psiche



Ho letto questo libro ("Le dee dentro la donna" di Jean S. Bolen) molti anni fa... c'era questa storia dei Quattro compiti di Psiche (che riporto con parole mie)...



Nella Mitologia Greca Afrodite, madre di Eros, quando scopre che Psiche è innamorata di Eros e da lui ricambiata, decide con uno stratagemma di separare gli amanti. Psiche allora cerca di riconquistare l'amore ed Eros, andando direttamente e umilmente da Afrodite.

La dea le ordina di eseguire quattro compiti, certa che non riuscirà a portarli a termine tanto sono difficili.

Il primo compito DIVIDERE I SEMI equivale a fare ordine nella propria vita separando ciò che ha valore da ciò che distoglie energie e non vale niente, fidandosi del proprio intuito (i semi differenti vanno ordinati in gruppi e separati dalle impurità, Psiche riesce perché vengono in suo aiuto le formiche, che rappresentano l'intuito che porta a livello conscio le sensazioni inconsce che abbiamo)

Il Primo Compito di Psiche

Il secondo compito PRENDERE UN FIOCCO DI LANA DEL VELLO D'ORO equivale ad acquisire il potere senza rimanerne schiacciate o cambiare la propria natura (Psiche riesce a prendere il vello d'oro, seguendo il consiglio di una canna del fiume, aspettando la notte quando il gregge di arieti dorme e raccogliendo il vello d'oro dai rovi in cui è rimasto impigliato) Portare a termine questo compito significa riuscire ad affermarsi in modalità assertiva e femminile, senza esprimere bisogni e rabbia in interminabili confronti aggressivi che non verrebbero comunque ascoltati e che ti etichetterebbero come una rompiballe, ma usando la flessibilità della canna, che si piega ma poi ritorna dritta com'era senza spezzarsi. Significa saper agire subdolamente, mantenendo il silenzio, per raggiungere l'obiettivo. Saper aggirare lo scontro, usando armi femminili, ma riuscire lo stesso a fare quello che si vuole. Vuol dire avere il potere e sapere come usarlo.

Che Cos'é la Casa e The Blue Fly - Il Tempo della Mosca e Tempo Sospeso e Tempo Manifesto


Il terzo compito RIEMPIRE L'AMPOLLA DI CRISTALLO CON L'ACQUA comprende il saper immergersi nel flusso d'acqua che è la vita ma saperla anche guardare da una prospettiva più distaccata per poter agire in maniera utile ad ottenere ciò che si desidera, riuscendo a nuotare nelle emozioni ma senza lasciarsi travolgere quando si ha bisogno di affrontare un cambiamento. (Qui Psiche viene aiutata dall'aquila che la solleva in volo per raggiungere la fonte. L'aquila vede il paesaggio da una prospettiva distante e poi piomba giù per afferrare ciò che le è necessario, rapidamente e andando dritta sull'obiettivo).

Il Terzo Compito di Psiche

Il quarto compito IMPARARE A DIRE DI NO prevede il dover scendere negli Inferi con un piccolo scrigno per farselo riempire da Persefone con il balsamo dell'eterna giovinezza. Afrodite lo rende ancora più difficile perché dice a Psiche che dovrà chiudere il cuore alla compassione per tre volte. Per tre volte dovrà ignorare i lamenti dei bisognosi e procedere per la sua via. Se non lo farà, rimarrà per sempre nel mondo degli Inferi, sottoterra. Questo viene considerato il compito più difficile, stabilire una meta e saper mantenere il comportamento adatto a raggiungerla, senza farsi fermare. Dire di no significa esercitare il diritto alla scelta, senza subire imposizioni o soccombere alla predisposizione naturale alla disponibilità verso gli altri sacrificando la possibilità di determinare la propria vita. Mette in guardia dal cedere alla "pietà", quale modalità di relazione con l’altro, per consentire di raggiungere la propria completezza.
In suo aiuto viene la Torre, che rappresenta la solitudine, le indica il sentiero e come fare a risolvere i problemi pratici. Due monete per pagare Caronte andata e ritorno e due focaccine d'orzo per distrarre Cerbero. Ma sono i tre no ai bisognosi che rappresentano la parte più difficile. Le parti bisognose di noi che non ci fanno progredire perché hanno bisogni incolmabili. L'uomo claudicante che conduce l'asino da cui cadono continuamente dei ramoscelli e che le chiede di raccoglierli, la mano brancolante di un moribondo che affiora dall'acqua e le tre donne che vogliono aiuto a tessere i fili del destino.
Solo riuscendo a mettere a tacere queste richieste Psiche potrà incontrare Persefone, che regna sul mondo ctonio. Ella rappresenta la nostra capacità di dominare il nostro mondo sotterraneo. Chi lo domina , e ne è quindi regina, acquisisce una bellezza senza tempo.
Psiche riesce nel compito fino a quando si trova ad avere in mano lo scrigno e ad essere ritornata sulla superficie. Qui, decide di testa sua e apre lo scrigno. Ne esce un sonno magico che la sprofonda in uno stato di torpore e poi in un sonno ininterrotto.

Era ottobre 2010 quando stavo affrontando il Terzo Compito senza averne una consapevolezza se non di pancia.
Rileggo a ritroso e mi imbatto in questo post e scopro che senza accorgermene ho concluso il Terzo Compito e ho iniziato il Quarto senza saperlo.

...e il secondo? Il Secondo Compito per me è durato quasi due anni. Nel 2009 ne avevo anche li una consapevolezza viscerale, che si è materializzata con l'acquisto di una casa tutta mia da dove ripartire. Mi ci sono trasferita nell'agosto 2012.

Il Quarto Compito sento che sarà difficilissimo per me. Ho già esercitato una scelta. L'ho fatto con la modalità del Secondo Compito, ma ciò non sembra essere sufficiente... Bisogna rendere esplicito ciò che è implicito.
Dominare le proprie parti insensatamente bisognose, non cercare risposte se non in se stessi.
E forse ciò che mi sembra difficilissimo sarà questione di un'attimo. Ciò che devo introiettare è che essere impietosi a volte è l'unico modo per passare ad un altro livello. Dopo, si può e si deve tornare ad essere generosi.
Dall'implicito all'esplecitato.
Dal Sospeso al Manifesto.
Dal Nascosto al Luminescente
Dal sotterraneo al sopractonio
Dal sognare di vivere al vivere.


Come finisce la storia? Psiche viene risvegliata da Amore, il suo compagno, che richiude il sonno nello scrigno e glielo fa consegnare ad Afrodite. Questo è l'ultima parte del compito, senza la trasgressione di Psiche non avrebbe potuto compiersi. Ispirare amore e accettare aiuto. Per non essere più arroccati come una torre solitaria.


venerdì 10 agosto 2012

Due centimetri


E' incredibile quanto lo spostamento di due centimetri di una sensazione fisica, all'interno di un corpo, possa far scaturire dolore o piacere, stati d'animo diversi. Due centimetri sotto e stai male, lo stomaco serrato in una morsa, in un pugno instancabile, ogni respiro, ogni deglutizione, uno sforzo. Quel senso di nausea riflesso di un qualcosa che non riusciamo a mandare giu' nella vita. L'intestino contorto e aggrovigliato.
Due centimetri piu' in su e il cuore e' una palla di lava liquida che vortica nel petto. Il pugno si apre e dita frementi si spalancano a ventaglio, pronte a toccare curiose. La testa e' una vertigine e il corpo si muove senza peso.
Due centimetri sono la misura della risposta a un Ti amo, mi vuoi?
Non ti voglio e il pugno si serra sullo stomaco, ti voglio e la mano si apre, lascia la presa, si sposta di due centimetri verso l'alto e ti accarezza delicatamente il cuore.


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domenica 3 giugno 2012

Che Cos'e' La Casa


La Casa non e' un luogo. La Casa e' dove vuoi tornare per amore. Dove ti senti completamente libero di essere te stesso, senza l'assillo di sentirti giudicato per come sei, non sei, dovresti essere, cosa ti piace e cosa non ti piace. Senza filtri, senza maschere. La Casa e' dove puoi dedicarti. A te stesso, a chi ami, a cio' che ti piace fare e pensare. Sicuro che non verrai interrotto quando sei totalmente concentrato nel dedicarti a te stesso, a chi ami, a cio' che ti piace fare e pensare. Nessun commento minante. Completa accettazione. La Casa per me deve essere pace e silenzio. E musica bella. Nessun rumore solo per riempire il vuoto. Lontano dai centri di aggregazione dove il rumore regna sovrano, dal traffico, dagli allarmi, da vicini compulsivi di giardinaggio molesto e assordante, dai luoghi dove si fa "casino" per fare.
Sogno e perseguo la vicinanza con il mare. Un piccolo giardino dove coltivare erbe e fiori profumati, frutti ed amicizie, una vasca da bagno grande per pensare, che ospiti anche i pensieri di un altro.
Desidero la vicinanza dell'arte, dei libri, della natura, dell'umanita' scevra da sovrastrutture emozionali contorte ma vuote.
Sogno e desidero una dimensione lavorativa piu' umana, gratificante. Il fare qualcosa che rimane o che nutre, corpo o mente, non importa. Raggiungibile in bicicletta, perche' la benzina serva per raggiungere solo posti piu' lontani, eccezionali, i luoghi nuovi, i luoghi dei ricordi.
Che cos'e' La Casa e' quello che ognuno di noi dovrebbere chiarirsi in mente e nel cuore. La Casa e' quello che ci fa sentire felici e vivi. Non il possedimento di beni. Perche' i beni finiscono per possedere te.
Non l'accumulo di oggetti, perche' gli oggetti finiscono per seppellirti sotto il loro peso. Impedendoti di muoverti veloce.
La Casa che voglio e' la possibilita' di esprimermi nella mia arte. Manualita', lettura, scrittura, danza, sesso.
Dove la manualita' e' diretta alla condivisione con gli altri, cucinare per qualcuno, coltivare, aggiustare, modificare, convertire, costruire cose ed oggetti per rendere piu' belle ed artistiche le cose. Personali. Non omologate.
Dove la lettura è accrescimento e condivisione.
Dove la scrittura e' la stanza tutta per se'.
Dove la danza e' l'espressione dell'amore, la trance, il contatto con la natura circostante e interiore. Il cerchio piu' stretto dove puo' entrare solo qualcuno, spettatore o attore non importa.
E dove il sesso e' legato all'amore, puro, libero, totalizzante. Il desiderio di fusione, di appartenere a qualcuno che desidera appartenere a me.
La Casa non e' il luogo.
La Casa e' con Chi ti senti a casa.
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martedì 29 maggio 2012

Sincronicità

Con un solo fiato, con un solo flusso
Conoscerai
La sincronicità
Un sonno trance, una danza sogno
un romanticismo condiviso
Sincronicità
Un principio di collegamento
unito all'invisibile
e' quasi impercettibile
qualcosa di inesprimibile
Non suscettibile alla scienza
Alla logica così inflessibile
collegabile causalmente
Eppure, nulla è invincibile
Se condividiamo questo incubo
Allora possiamo sognare
lo Spirito del Mondo
Se agisci come pensi
L'anello mancante
Sincronicità
Noi sappiamo chi sei, loro sanno chi sono io
extrasensoriale
Sincronicità
Una stella caduta, una telefonata
Ci unisce tutti
Sincronicità
E' così profonda, è così ampia
Tu ci sei dentro
Sincronicità
Effetto senza una causa
leggi sub-atomiche, iato nella scienza
Sincronicità

With one breath, with one flow
You will know
Synchronicity
A sleep trance, a dream dance,
A shared romance
Synchronicity
A connecting principle
Linked to the invisible
Almost imperceptible
Something inexpressible
Science insusceptible
Logic so inflexible
Causally connectible
Yet nothing is invincible
If we share this nightmare
Then we can dream
Spiritus mundi
If you act as you think
The missing link
Synchronicity
We know you, they know me
Extrasensory
Synchronicity
A star fall, a phone call
It joins all
Synchronicity
It's so deep, it's so wide
You're inside
Synchronicity
Effect without a cause
Sub-atomic laws, scientific pause
Synchronicity

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venerdì 20 aprile 2012

Io Sono Viva

Venerdì 20 aprile 2012 - Sto guidando verso casa, dopo la piscina, l'asfalto e' vinile bagnato da cui si sollevano onde di bassa marea fatte di nebbia. L'erba illuminata dai fari della mia auto fluttua di un verde tenero e vibrante. Abbasso il finestrino, annuso l'aria: e' ancora carica di temporale, fa un rumore elettrico. Guardo in alto, oltre il pizzo nero del bosco il cielo e' turchese profondo, le mani cercano carne. Sono viva.
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giovedì 19 aprile 2012

Cambiare Strada

Circa un anno fa, in questo periodo, stavo soffrendo tantissimo. Vivevo immersa nel buio, la luce mi dava talmente fastidio che mi si era sviluppata una malattia psicosomatica, occhi rossi e lacrimanti sempre. Cosa soffrivo? Solitudine, sensazione di impotenza e di essere incompresa. Inoltre per andare al lavoro passavo in una via dove sapevo c'era una persona che secondo me era in parte artefice del mio malessere. Senza che neanche mi conoscesse. Ogni volta passavo davanti al negozio dove lavora e mi ritornava a galla tutto. Ci ho messo un po', circa due mesi, per escogitare una soluzione. Ho cambiato leggermente strada. E' bastato svoltare prima ed evitare di passare in quella vietta per poi ricongiungermi alla strada solita. Cosa succede quando si cambia strada? Non è la prima volta che lo faccio nella mia vita, per questo è una soluzione che so che funziona. Se io devo andare da un punto A a un punto B, nella geografia reale ci possono essere molte strade. Alcune più scorrevoli, alcune più lunghe, quelle brevi ma brutte, quelle panoramiche...se devo andare al lavoro e voglio cambiare strada, per forza di cose mi ritroverò a fare una strada che richiede più tempo. Perché di solito la prima opzione che si sceglie è la via più breve. Ho dovuto puntare la sveglia dieci minuti prima. All'inizio mi innervosivo per le macchine che andavano lente...perché sapevo che con l'altra strada avrei tagliato un pezzetto. Ma ho tenuto duro. Quando cambi strada succede che vedi cose che non avevi mai visto. Il tempo in più ti permette di pensare di più.
Quando cambi strada obblighi il tuo cervello a riconsiderare tutto. C'è un periodo di ricomposizione mentale per costruire le mappe da seguire in automatico.
Tutto questo lavorio è linfa nuova per la mente. Nuove prospettive. O meglio un nuovo modo di vedere la solita cosa.
Cosa è successo? E successo che la mente, che è sempre alla ricerca di soluzioni, ha riconsiderato anche la situazione psichica di disagio. Ha visto cose nuove e ha valutato con un punto di vista differente quelle abituali.
Lasciando che la tensione della concentrazione per risolvere una cosa pratica, prendesse il posto della tensione emotiva ho lasciato che l'emotività sbollisse. Privata dal ribollio emotivo, la sofferenza diventa più gestibile. Finché arriva un giorno, dopo essere implosa per sette mesi ma questa è un'altra storia, finché arriva un giorno che dici che bello quell'albero...la corteccia nera e lucida di pioggia, piccoli germogli di tenerissimo verde appena spuntati solo sulle punte dei rami...ti fermi e lo fotografi, la foto viene uno schifo perché piove e sei su una curva da cui può arrivare veloce qualsiasi cosa che ponga fine alla tua vita, ma l'albero è bellissimo, vivo! Ne senti l'energia che sale dalle radici e scorre nei rami svettanti.
E ti rendi conto che non avresti potuto vederlo se quel giorno, in cui ho lasciato penetrare la luce nel buio per un attimo, non avessi deciso di cambiare strada.
Non avresti potuto vedere con occhi guariti, quello che la vita ti pone davanti.

mercoledì 14 marzo 2012

Come Gestire un Cavallo.

Sabato 10 Settembre 2011 - Stamattina sul tragitto per andare al lavoro, davanti a me c'era un trasporto cavalli. La scritta ATTENZIONE TRASPORTO ANIMALI VIVI mi ipnotizzava...e se si aprisse improvvisamente?  Mi viene in mente di quella volta che ho sentito raccontare la storia di un camion di questo tipo, viaggiava in autostrada gli si apre il portellone e il cavallo salta giù. In mezzo alle macchine che sfrecciano. Imbizzarrito, confuso, il cavallo si scaglia correndo a ritroso contro una macchina. Centinaia di milioni di danno, al proprietario del cavallo...manco gli avesse azzoppato Varenne.
Guardo il trasporto cavalli, così snello e traballante ad ogni buca. Li dentro c'è questa bestia meravigliosa.
Rallento...metto un po' di ulteriore distanza tra me e il camion. Metti che sbuca fuori il nuovo Varenne?

Mercoledì 14 Marzo 2012 - Avevo ragione.

lunedì 5 marzo 2012

La Radiografia (rivelazione)

L'avevo chiamato, il mio io interno, non ricordavo di averlo fatto finchè mi è capitato di rileggere qui . Blateravo, come al solito, sull'altro mio blog, di come bisognerebbe approcciarsi al cibo e mi dicevo che se mangi poco la sera, vai a letto con la pancia e la mente sgombra di schifezze e magari riesci a sognare come sei dentro. A permettere all'inconscio, lasciando la via libera tra pancia e cervello, di parlare. Come parla l'inconscio? Con i sogni, le metafore, i simboli, i giochi di parole, le immagini contenute nei sogni.
L'avevo chiamato, era un po' che non ricordavo i sogni ed era tantissimo che non sapevo più a che punto ero. Ho fatto un sogno all'apparenza semplice, la scansione del mio corpo con una radiografia. In effetti nel sogno c'è tutto quello che deve esserci. Cosa mi dice il sogno? che sono tornata normale. Non più un crostaceo duro fuori (la corazza) ma troppo tenero dentro. Come tutti gli esseri umani sani, sono morbida fuori, fatta di carne, ma con uno scheletro duro dentro. Che è forte, che resiste agli urti. L'esoscheletro non è per gli esseri umani. Nel pentolone della vita si rischia di rimanere cotti dentro, la corazza si spezza e si è in balia di chiunque si voglia nutrire di te.
E cosa c'è dentro lo scheletro? Protetto dalla struttura ossea c'è il cuore che pulsa. Luminoso e caldo. Pronto.



martedì 30 agosto 2011

Uno come Me

Rientro dalle vacanze, sulla scrivania dell'ufficio trovo un biglietto scritto da me. Spesso, tra la lista della spesa e gli appunti su idee e soggetti da scrivere, mi capita di scrivere desideri. L'appunto mi ricorda di scrivere qualcosa su Magdala e poi, sotto, un desiderio quasi inespresso...Uno come Me.

venerdì 24 giugno 2011

Il Grumo - parte II

A volte penso che ho cambiato macchina per non avere più la tentazione di decomprimere il Grumo contro un palo (Il Grumo - Compressione, Decompressione).

TU SEI UN ESPLORATORE.
LA TUA MISSIONE E' DOCUMENTARE
 E OSSERVARE IL MONDO
 INTORNO A TE COME SE
 NON LO AVESSI MAI VISTO PRIMA.
PRENDI NOTA. RACCOGLI LE COSE
CHE TROVI NEI TUOI VIAGGI.
DOCUMENTA LE TUE SCOPERTE.
FAI ATTENZIONE AGLI SCHEMI. SEGUI LE TRACCE.
CONCENTRATI SU UNA COSA ALLA
 VOLTA. REGISTRA COSA
TI ATTIRA.

venerdì 17 giugno 2011

In Immersione

...in emanazione
...in oscillazione continua
...in immersione
...sommersa
...in occultamento
...occultata...

e a volte invece mi sento solo un involucro.




Non so cosa è meglio.

giovedì 16 giugno 2011

Come Baciare


Ho trovato questo trattatino non ricordo più dove, ogni volta che lo rileggo smuove in me qualcosa di fresco e tenero.
Le persone si baciano, anche se nemmeno una su un milione sa come ottenere la felicità di un paio di labbra più di quanto sappia cavare diamanti dal carbone... Prima di tutto scegliete chi state per baciare: non saltate su come un pupazzo a molla per baciare la prima donna che passa sul collo, sull'orecchio, sull'angolo della fronte o sulla punta del naso... l'uomo dovrebbe essere rasato di fresco, l'occhio gentile, la bocca espressiva. Non baciate chiunque, non sedetevi per farlo, rimanete in piedi...Prendete con la vostra mano destra la sinistra della signora, mettete la mano sinistra delicatamente sulla spalla di lei e lasciatela scendere sul lato destro. Non abbiate fretta... avvicinatela gentilmente, amorevolmente al vostro cuore. La sua testa si abbasserà fino ad appoggiarsi sulla vostra spalla. Ora procedete con calma. La sua mano sinistra è nella vostra destra, deve sentirla, perciò non stringete troppo forte, solo una presa delicata, carica di elettricità, sentimento e rispetto. La sua testa è appoggiata sulla vostra spalla: siete cuore a cuore. Guardatela negli occhi socchiusi; uno sguardo tenero ma virile; stringetela al petto. Rimanete saldi in piedi, siate coraggiosi, ma senza fretta. Le sue labbra sono quasi aperte, piegate la testa, ma non il corpo, leggermente in avanti; prendete la mira; le bocche si uniscono, gli occhi si chiudono, il cuore si apre; l'anima dimentica le tempeste, i problemi e i dolori di ogni giorno (mantenete la calma) il paradiso è davanti a voi, il mondo passa sotto i vostri piedi come una meteora che attraversa il cielo stellato (non abbiate timore). Nessun trambusto, nessun frastuono, nessuna agitazione incontrollata come quella dei vermi sull'amo. Baciare non fa male, e non richiede nessuna autorizzazione dello Stato.
(C.C. Bombaugh, The Literature of Kissing, J.B.Lippincott & Co, 1876)


mercoledì 25 maggio 2011

Parlare all'Emisfero Destro

Esiste una specializzazione emisferica delle funzioni cognitive, una lateralizzazione.
Se l'emisfero sinistro del cervello capisce le istruzioni verbali, le liste delle cose da fare, l'analisi, l'emisfero destro invece funziona per immagini, "vede" la sintesi, è per cosi dire il cervello del corpo, della fisicità.

Il linguaggio per l'emisfero destro ha delle caratteristiche precise. Esso ha una struttura che non prende in considerazione gli aspetti analitici; è un linguaggio fatto per immagini e per questo evocativo.
Watzlawick parla per questo di un linguaggio terapeutico. Questo linguaggio fa parte di tutta quella serie di tecniche comunicative usate nell'approccio strategico. Già Erikson utilizzava questo tipo di linguaggio, utile nel cambiamento della struttura del problema dei pazienti. Le forme linguistiche sono quelle dell'induzione ipnotica, il linguaggio evocativo-persuasivo è rappresentato in modo eccellente dagli innumerevoli esempi tratti dalle sue terapie.
Queste forme linguistiche, proprie dell'emisfero destro sono: il linguaggio dei sogni, il linguaggio immaginativo, il linguaggio persuasivo, gli aforismi, gli aneddoti, le metafore, le prescrizioni comportamentali ecc.
La comunicazione presa in considerazione è quella evocativa, in grado, attraverso un linguaggio opportuno, di suscitare nel paziente specifiche immagini. Erickson, come detto in precedenza, utilizzava spesso questa forma di linguaggio. Alle domande dei pazienti sul perchè dei loro problemi, molto spesso rispondeva raccontando storie. Oppur molto efficacemente, per abbassare le resistenze individuali utilizzava un tipo di comunicazione estremamente efficace, per esempio in uno stralcio di induzione di trance vediamo molto bene di cosa si tratta (Erickson): "e quel fermacarte; lo schedario; il suo piede sul tappeto; la luce sul soffitto; le tende; la sua mano destra sul bracciolo della sedia; i quadri sulla parete; la messa a fuoco dei suoi occhi che cambia mentre si guarda attorno; l'interesse per il titolo del libro; la tensione che c'è nelle sue spalle; la sensazione che le viene dalla posizione sulla sedia; i rumori e i pensieri che disturbano; il peso delle mani e dei piedi; il peso dei problemi; il peso del tavolo; la vaschetta degli oggetti di cancelleria; le schede di molti pazienti; i fenomeni della vita; della malattia; dell' emozione; del comportamento fisico e mentale; il senso di riposo e rilassamento...".
Lo scorrere monotono delle parole è apparentemente senza senso, in realtà alcune frasi e parole sono poste in modo da indurre la trance, questa procedura si chiama 'tecnica di disseminazione' (interspersal technique); in un discorso apparentemente privo di senso vi è un'immagine nascosta, una gestalt con un significato ben preciso che accede direttamente all'emisfero destro.
Parlare all'Emisfero Destro quindi permette una induzione di comportamento basato sulla visualizzazione e di conseguenza più incisiva, perchè agisce su radici profonde, agisce sull'istinto.
Immaginare come se fosse già accaduto cio' che si desidera E' per il l'emisfero destro del cervello già acquisito.
L'Emisfero Destro non conosce il tempo, è solo qui ed ora. Non conosce Se e Ma, è solo Fai.
Istinto e Fai.

martedì 3 maggio 2011

Conosci il Tuo Nemico

Come ogni anno si sente in questo periodo, fortissimo, il profumo dei tigli in fiore. Viaggio cabriolet, bombtrack a palla, le lacrime sul bordo. Conosci il tuo nemico, lo conosco: sono io. 

domenica 6 marzo 2011

Nutrire i Cinque Sensi

Ciò che non viene usato, cesserà gradualmente di funzionare. Ecco perchè bisogna nutrire bene non solo il corpo, la mente, l'intelligenza e la fantasia ma anche i sensi. Il gusto ha bisogno di essere sfidato ma anche assecondato poichè è proprio attraverso l'ascolto di ciò che si desidera che si apporta il giusto nutrimento. Gli occhi hanno bisogno di vedere cose belle. Più riusciamo a vedere la bellezza in noi stessi più riusciremo a vederla anche fuori di noi. Come l'interno si riflette all'esterno, così l'esterno influenza l'interno e circondarsi di cose e persone belle migliorerà la nostra visione della vita e di noi. Le orecchie hanno bisogno di sentire suoni melodiosi, come la musica o i suoni della natura, le vibrazioni sonore entrando attraverso le orecchie faranno vibrare tutto il corpo, scuotendolo dal torpore. Il naso ha bisogno di sentire buoni profumi, annusare la vita e tutto ciò che è vivo e vitale. E la pelle ha bisogno di essere accarezzata, con tenerezza e delicatezza. Tutta ricoperta di recettori sensoriali, la pelle rappresenta il confine tra il dentro e il fuori, essere accarezzati riempie il nostro bisogno di nutrimento affettivo. Non nutrire i cinque sensi, così come smettere di usarli consapevolmente affievolirà gradualmente la capacità di percepire la vita. E smetteranno di funzionare. Rendendoci come macchine. Socialmente adattati ma mancanti della consapevolezza di aver perso l'umanità.

Incapaci di ricevere, incapaci di donare...
Chi non guarda e non si pone in modo di essere guardato, chi non ascolta e non proferisce parole meritevoli di essere ascoltate, chi non assapora, annusa la vita e non si cura di ciò che sa e di come odora, chi non sa come usare le braccia, le mani, il corpo tutto per far sentire amato, nutrito affettivamente, desiderato l'altro, non riconosce all'altro che esiste. Tutto concentrato in se stesso non si rende conto di essere lui stesso la causa della sua solitudine.
Ecco perchè ciò che non viene usato smette di funzionare, perchè è l'unico modo che la mente sa adottare per non soffrire. Eliminando lo stimolo, elimina la spiacevole sensazione di carenza non colmabile.
Insensibili, indifferenti, non stimolanti, traccheggiando passivamente verso la fine della vita. Non rendendosi conto di non stare già più vivendo da un pezzo.
Ciò che non viene usato, smette di funzionare... l'unica consolazione è che neanche ce ne si accorge...
... e chi invece sente la mancanza? E' ancora in tempo per nutrire ed essere nutrito, con tutto sé stesso.
Perchè funziona ed è vivo!

sabato 12 febbraio 2011

In Assenza di Amigdala

Una volta ho sentito una teoria secondo la quale l'orgasmo nella donna, per poter esplodere, deve trovare libera la via verso il cervello. Quale via? La via che parte da lì, passa per lo stomaco, arriva al cervello e poi ritorna giù. Quindi se lo stomaco è pieno blocca il passaggio. Se lo stomaco è chiuso, aggrovigliato, acido, ipernutrito non fa passare il segnale, che non arriva al cervello e rimane lì, passivo, sottoutilizzato e frustrato.
Qualche tempo fa hanno monitorato un campione di donne, registrando gli impulsi dei loro cervelli nel percorso che da una cena romantica portava alla camera da letto. L'amigdala, quella zona del cervello che decide rapidissima in situazioni di attacco o fuga, è normalmente illuminata e funzionante. Durante la cena, con il progredire del rilassamento e del corteggiamento il suo segnale si ammorbidisce, ma è sempre pronto al minimo percepire di qualcosa che non va, una interruzione, un gesto non gradito, a ritornare ai watt di un luna park. Così hanno dimostrato scientificamente che per la donna, tutto quello che succede nelle 12 ore precedenti ricade nei preliminari, che deve avere fame per poter sentire le farfalle nello stomaco, che deve sentirsi a suo agio nell'ambiente e con l'uomo. E avere i piedi caldi. Il perchè non si sa, ma contano anche loro. Se tutto procede bene, la supervisione dell'amigdala si affievolisce fino a spegnersi del tutto. Ed è soltanto quando la donna si trova in assenza di amigdala che si compie quel risveglio interiore, quella partecipazione completa e non filtrata, che porta al completo abbandono delle inibizioni. Il corpo decide con la sua fisicità ed animalità. Ricercando e promuovendo ciò che lo fa stare bene e portandolo fino all'orgasmo.
Qualcuno ha detto che per rimanere giovani bisogna avere una mente porca. Mi sa che ha ragione.

mercoledì 26 gennaio 2011

La Fragola

Venerdì 17 Luglio 2009 - Mi stai spiegando la complicatezza delle connessioni internet, ti seguo bene. Sei bravo a spiegare le cose, il tuo sguardo fermo, le mani concise che illustrano i vari passaggi. Io mi sono sciolta i capelli, ondeggio con il piede nudo della gamba accavallata rivolto verso di te.
Distrattamente prendo una fragola, e la addento guardandoti negli occhi.
Devo aver fatto qualcosa, qualcosa con la bocca o le labbra perchè improvvisamente non riesci più a continuare il discorso, le mani che cercano di riafferrarlo, le parole che ti sfuggono e le pupille dei tuoi occhi che hanno cambiato sostanza, sono diventate liquide. Vedono una tua immagine di me e nello stesso tempo vedono solo me.
Per la prima volta ho capito chiaramente che effetto posso fare.
Ho giocato, perdonami. Ho continuato a fissarti per vedere fino a che punto riuscivo a tenerti sospeso, in un tempo indefinito puntellato dal tuo cercare parole normalmente a te familiari.
Poi ho distolto gli occhi e ti sei rilassato, piano piano hai deglutito e sei riuscito a riannodare i fili spezzati del discorso. La conferma di aver visto giusto l'ho avuta subito, sei arrossito e rapido hai dato una occhiata di lato per vedere se qualcuno aveva notato. Tutto nella norma. Un sospiro di sollievo e lentamente il ricordo pungente dell'immagine di me, della mia bocca, delle mie labbra, dei miei occhi e della fragola svaniscono dal tuo viso. Ma ora so, sento, che mi guardi con altri occhi.
E che ti basterà pensare a una fragola per riavermi davanti a te.

mercoledì 22 dicembre 2010

Le Stelle e il Mago

Le parole possono essere sassi che affondano nell'acqua stagnante della mente di una persona, e magari rimangono lì, sul fondo, impantanati nella melma dei nostri pensieri vischiosi e ripetitivi.
Ma in una mente fantasiosa e creativa prima o poi succede qualcosa, la melma si scuote, e quello che sembrava un sasso si rivela un seme. Dal seme spunta una pianta, piano piano, lottando contro la corrente, si fa strada verso la luce della coscienza. Due timide foglie raggiungono la superficie dell'acqua e lì si nutrono della luce della realtà. In questo modo sboccia il fiore di loto della conoscenza.
Quando uno conosce può agire.

Pensa sesso e sii una visione...

E' così che ho coltivato la mia audacia.
  

giovedì 21 ottobre 2010

Due Cani

Giovedì 21 Ottobre 2010 - E' mattina, guido assonnata per andare al lavoro, una leggera nebbia staziona a mezzo metro sui prati. Il muro di cinta che corre lungo la strada custodisce i giardini delle ville di cui si vede solo la portineria sulla strada. Ci deve essere una piccola collina all'interno di una di queste perché ad un metro in linea d'aria dal muro di cinta galleggiano due cani. Con un balzo sincronizzato puntano le zampe davanti sul muro e poi giù, mi attraversano la strada e atterrano nel prato di fronte. Uno dei due è più grande, compie un giro su stesso e l'altro lo imita ad un secondo di distanza, come due pattinatori levrieri. Le orecchie tese, il muso puntato, con passo baldanzoso si inoltrano nella nebbia. Inghiottiti e spariti con un unico movimento di coda.

venerdì 1 ottobre 2010

Il Terzo Compito di Psiche

Ho letto questo libro ("Le dee dentro la donna" di Jean S. Bolen) molti anni fa e improvvisamente l'altro giorno, qualcosa mi ha fatto ricordare che c'era questa storia dei Quattro compiti di Psiche (che riporto con parole mie)...

Nella Mitologia Greca Afrodite, madre di Eros, quando scopre che Psiche è innamorata di Eros e da lui ricambiata, decide con uno stratagemma di separare gli amanti. Psiche allora cerca di riconquistare l'amore ed Eros, andando direttamente e umilmente da Afrodite.

La dea le ordina di eseguire quattro compiti, certa che non riuscirà a portarli a termine tanto sono difficili.

Il primo compito DIVIDERE I SEMI equivale a fare ordine nella propria vita separando ciò che ha valore da ciò che distoglie energie e non vale niente, fidandosi del proprio intuito (i semi differenti vanno ordinati in gruppi e separati dalle impurità, Psiche riesce perché vengono in suo aiuto le formiche, che rappresentano l'intuito che porta a livello conscio le sensazioni inconsce che abbiamo)

Il secondo compito PRENDERE UN FIOCCO DI LANA DEL VELLO D'ORO equivale ad acquisire il potere senza rimanerne schiacciate o cambiare la propria natura (Psiche riesce a prendere il vello d'oro, seguendo il consiglio di una canna del fiume, aspettando la notte quando il gregge di arieti dorme e raccogliendo il vello d'oro dai rovi in cui è rimasto impigliato) Portare a termine questo compito significa riuscire ad affermarsi in modalità assertiva e femminile, senza esprimere bisogni e rabbia in interminabili confronti aggressivi che non verrebbero comunque ascoltati e che ti etichetterebbero come una rompiballe, ma usando la flessibilità della canna, che si piega ma poi ritorna dritta com'era senza spezzarsi. Significa saper agire subdolamente, mantenendo il silenzio, per raggiungere l'obiettivo. Saper aggirare lo scontro, usando armi femminili, ma riuscire lo stesso a fare quello che si vuole. Vuol dire avere il potere e sapere come usarlo.

Il terzo compito RIEMPIRE L'AMPOLLA DI CRISTALLO CON L'ACQUA comprende il saper immergersi nel flusso d'acqua che è la vita ma saperla anche guardare da una prospettiva più distaccata per poter agire in maniera utile ad ottenere ciò che si desidera, riuscendo a nuotare nelle emozioni ma senza lasciarsi travolgere quando si ha bisogno di affrontare un cambiamento. (Qui Psiche viene aiutata dall'aquila che la solleva in volo per raggiungere la fonte. L'aquila vede il paesaggio da una prospettiva distante e poi piomba giù per afferrare ciò che le è necessario, rapidamente e andando dritta sull'obiettivo).

Il quarto compito IMPARARE A DIRE DI NO prevede il dover scendere negli Inferi con un piccolo scrigno per farselo riempire da Persefone con il balsamo dell'eterna giovinezza. Afrodite lo rende ancora più difficile perché dice a Psiche che dovrà chiudere il cuore alla compassione per tre volte. Per tre volte dovrà ignorare i lamenti dei bisognosi e procedere per la sua via. Questo compito equivale alla morte. La morte necessaria per poter rinascere mutata. Se non lo farà, rimarrà per sempre nel mondo degli Inferi, sottoterra. Questo viene considerato il compito più difficile, stabilire una meta e saper mantenere il comportamento adatto a raggiungerla, senza farsi fermare. Dire di no significa esercitare il diritto alla scelta, senza subire imposizioni o soccombere alla predisposizione naturale alla disponibilità verso gli altri sacrificando la possibilità di determinare la propria vita. Mette in guardia dal cedere alla "pietà", quale modalità di relazione con l’altro, per consentire di raggiungere la propria completezza.


Ecco io sono arrivata a dover affrontare il Terzo Compito. Fino ad ora non mi era neanche tanto chiaro, ora ne ho una comprensione che potrei definire "di pancia", SO cosa devo fare anche se NON LO SO. E' strano... è come quando in piscina, il cervello del corpo prende in mano la situazione, annulla il segnale della mente e Fa.
Sto avanzando freestyle in un mondo per me nuovo e senza conoscere le regole. Allora mi alzo in volo, guardo la situazione da un punto di vista diverso, uso la mia capacità di analisi, penso agli aggiustamenti da fare e mi rituffo. Ho deciso che le regole che seguono gli altri non è poi così vitale saperle. L'unica regola che mi sono data è Non Nuocere. Ed è da intendersi bilateralmente, non nuocere agli altri, ma non nuocere nemmeno a me stessa. 
Non so come nuotano gli altri nel fiume delle emozioni, lo scoprirò progressivamente. So che io devo imparare a nuotare e voglio immergermi sott'acqua, andare giù fino in fondo, raccogliere sassi, conchiglie, tesori. Ma lo voglio fare da sommozzatore professionista, senza trovarmi in carenza d'ossigeno, valutando le mie forze. 
Se l'immersione è nell'acqua delle sensazioni, emozioni, passioni, so che ogni tanto devo rialzarmi in volo, come l'aquila, per avere una visione più distaccata. Per non rischiare di incaponirmi su un sasso e lasciare la conchiglia. Perché in fondo io sono così. Passionale razionale. Sono le mie due nature e devo tenere conto di entrambe.