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mercoledì 21 dicembre 2022

Reine de Nuit - Byredo

 



Sono in giro per Milano con la mia amica e decidiamo di entrare alla Rinascente, il reparto profumi è per me sempre di grande attrattiva, vado diretta dove ci sono quelli cosiddetti di nicchia, anche se di nicchia non lo sono proprio più visto che si trovano facilmente online e nei più forniti negozi. 

Vengo attratta dalle boccette di Byredo, sistemate tutte in schiera come pedoni di una scacchiera, solitamente li apprezzo ma non sono molto nelle mie corde perché troppo "scandinavi" ma uno dal liquido scuro mi chiama, lo provo e in un secondo vengo risucchiata nelle spire della memoria, la maestra di danza classica di quando ero bambina mi appare alle spalle, in una versione dark (e Armida lo era già all'epoca) e notturna.

Solitamente non amo i profumi alla rosa, anche se amo molto il fiore e il suo profumo, ma ogni tanto nei miei percorsi olfattivi incappo in questa famiglia di profumi con la Rosa protagonista insieme al patchouly e li capitolo sempre. Lo provo. Reine de Nuit è maestoso in maniera misteriosa, notturno, insidioso, nascosto e opulento nello stesso istante. L'asprezza succosa del ribes nero umidifica la polverosità secca dello zafferano, che ne giova uscendo più morbido, vellutato. Questa vellutatezza è la cifra di Reine de Nuit, un velluto di seta morbido e dalla luminosità cangiante, la rosa damascena, dai petali di un rosa profondo e carico, opacamente vellutati e carnosi è la protagonista assoluta di questo profumo, ha l'intensità del fiore completamente aperto, la dolcezza della marmellata di rosa bulgara assaggiata da bambina, un vasetto con una etichetta minimalista, un triangolo di carta bianca grande quanto un francobollo con ritratto un profilo di donna con gli occhi chiusi, e io come quella donna chiudo gli occhi e annuso.

Annuso e nelle mie narici il profumo ineffabile delle rose diventa caldo, sciropposo, leggermente fumoso come di quel fumo di incenso che aleggia in alto nelle navate di una chiesa vuota, e terroso di terra umida, il patchouli che fa il suo ingresso ctonio, che aggancia e stabilizza queste volute. Ritorna l'ala secca dello zafferano e il cerchio si completa.



Reine De Nuit (Byredo) - 2019 - Chypre Floreale ( Jèrome Epinette, Ben Gorham)
Ribes Nero, Zafferano, Rosa Bulgara, Incenso, Patchouli, Semi di Ambretta

sabato 28 dicembre 2019

Vanille Insensée e Rose Anonyme - Atelier Cologne

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Ogni tanto vado in missione sniffatoria nelle profumerie e se trovo la commessa simpatica e competente mi piace chiacchierare ed annusare le novità che vuole propormi; è stato così che ho avuto modo di annusare i profumi di Atelier Cologne, che non conoscevo, e di essere omaggiata di alcuni campioni tra quelli che più mi avevano colpito. 

Di solito quando arrivo a casa metto i samples omaggio in attesa, per vedere se mi riattraggono di nuovo. A volte me ne dimentico, tanto che quando riprendo in mano il campioncino nel frattempo il profumo in vendita è stato riformulato, cambiato, flankerizzato, discontinuato, tolto dal mercato. 

Qualche tempo fa mi sono ritrovata a visitare con un amico, un centro commerciale ricavato da una ex fabbrica e lì ci siamo imbattuti in un negozio di candele e prodotti per il corpo che non conoscevo.

Entrambi appassionati di candele, partiamo ognuno per conto suo ad annusarle e quasi in contemporanea troviamo LA CANDELA dei sogni. Lui una aromatica legnosa e io, stranamente, una candela evocativa di viaggi in taxi a Parigi e petite pâtisserie.

La candela Paris Café di Bath & Body Works (ovviamente discontinuata) ha un aroma ricco di caffè appena tostato, brioche dolce di zucchero, crema di vaniglia e olii essenziali di fiori tra cui la rosa.

Ricordo il viaggio di ritorno passato a chiacchierare mentre la annusavo sollevando continuamente il coperchio e una volta a casa, nel giro di una notte, anche se chiusa aveva espanso il suo profumo in tutta la zona giorno. 

E' stato solo qualche mese dopo, che prendendo in mano i campioncini da annusare, mi sono imbattuta di nuovo in Atelier Cologne, e avendo provato su due porzioni di pelle attigue, Vanille Insensée e Rose Anonyme, magicamente mi hanno riportato a quel giorno e alla mia candela. 

Mentre da soli, separatamente, non mi avevano più convinto, insieme, accostati hanno dato luogo ad un profumo molto femminile e urbano, con quel non so che di chic che hanno le parigine.

L'immagine di una corsa in taxi, un vestito di seta scivolato stretto nell'abbraccio di un trench, la colazione in un piccolo bistrot, profumo di caffè e di croissant, una brezza che porta il profumo di migliaia di rose dal fiorista di fronte al bar, odore di carta di giornale nuovo, un foulard annodato intorno al collo che profuma di donna. 

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Vanille Insensée (Atelier Cologne) - 2011 - Legnoso (Ralf Schwieger)
Coriandolo, Lime, Cedro, Vetiver, Gelsomino, Muschio di Quercia, Vaniglia, Quercia, Ambra

Rose Anonyme (Atelier Cologne) - 2012 - Orientale Floreale (Ralf Schwieger, Jerome Epinette, Cecile Hua)
Bergamotto di Calabria, Zenzero, Rosa Turca, Opoponax Somalo, Legno di Agar Oud, Foglia di Patchouli Indonesiano, Papiro, Benzoino