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domenica 22 aprile 2012

Il Tunnel al Polo, la Grotta, il Ragazzo Caucasico


Domenica 22 aprile 2012 - Mi trovo al Polo Nord, non ricordo come ci sono arrivata, ma dalle valigie e i corpi sparsi sotto la tormenta di neve, deduco che c'e' stato un disastro aereo. Recupero la mia valigia samsonite gialla e inizio a scavare. Sono sottoterra ora, sopra di me sento ancora il rumore del vento nonostante lo strato di terra e di ghiaccio che mi separa dalla superficie. Sotto il Polo Nord c'e' una rete di cunicoli, non so chi li ha scavati, sono un labirinto. Ho la consapevolezza che non mi troveranno mai, perche' i primi due mesi li ho passati fuori nutrendomi di neve e non e' passato mai nessuno. Ragiono e penso che il solo tunnel giusto, che mi portera' in salvo, e' quello con la pendenza in discesa. Mi incammino, trascinandomi dietro la mia valigia gialla e K. che non da segni di vita, ma non posso mica lasciarlo li. Cammino per giorni, all'inizio continuo a cibarmi di neve, e' l'unica cosa commestibile che trovo, poi piccole radici secche mi fanno capire che sono sulla strada giusta. Ogni tanto faccio un buco per guardare fuori, il paesaggio e' ancora bianco. Bianco...bianco... bianco... Ora trovo radici piu' carnose, sembrano radici di piantine vive, riprovo a sbucare fuori e sono su una montagna, li sotto inizia il bosco. Esco. Camminare nel bosco in discesa e' piu' difficile, per un attimo penso che ho fatto male ad uscire dal cunicolo, che comunque, per la via sotterranea sarei arrivata lo stesso ad incontrare il primo paese abitato. Scorgo delle case, dai tetti salgono volute di fumo di camino. Lascio andare il corpo di K. lo troveranno e qualcuno ci pensera', nell'altra mano stringo il cordino a cui e' legata la valigia, passo davanti a un vetro, il riflesso che rimanda di me non sembro io, pensavo di essere ancora uguale, ma dal vetro mi guarda una ragazza pelle e ossa, le guance scavate, gli occhi due orbite nere. Penso che per forza, ho potuto nutrirmi solo di neve per mesi e poi di radici secche...
Mi sveglio. Mi riaddormento. E' passato qualche mese e sono tornata quasi normale. Vivo ora in una citta'. Cammino sempre, sono stanca. Mi siedo ai bordi di una strada trafficata e mi si avvicina un gruppo di ragazzi e ragazze. Uno di questi mi chiede se voglio che mi faccia una pedicure. Accetto. Andiamo nel suo studio che e' ricavato nella cantina della casa dei genitori. Mi siedo ad un tavolo ingombro di strumenti meccanici, mentre chiacchiero con la sorella, il ragazzo si mette in grembo il mio piede ed inizia a lavorare. Ogni tanto sento male e lo inarco, allora lui me lo blocca legandolo ad un bastoncino di legno che lo tiene in posizione. Guardo il mio piede bianchissimo appoggiato alle sue cosce, indossa dei jeans chiari, ci guardiamo, e' molto magro, esile, ha pelle chiarissima capelli biondi ma occhi verdi, caucasico. Prende il mio piede e se lo avvicina all'inguine, capisco immediatamente perche' fa questo lavoro, il contatto con il mio piede ha smosso qualcosa. La sorella cerca di distrarmi, vuole farmi parlare, ha un modo di fare che non mi convince, e' tutto permeato da un'aria truffaldina. Mi volto verso il ragazzo che sta finendo il secondo piede e noto che mi ha messo uno smalto cangiante color lilla', gli dico che lo volevo rosso e lui risponde che quello puo' fare anche da base, sopra ci metteremo il colore che voglio. Pago e dentro di me so gia' che non tornero' piu' qui a farmi fare i piedi. Un po' mi dispiace, vorrei dare consigli su come tenere l'ambiente per renderlo piu' adatto...il ragazzo sta armeggiando con dei vecchissimi televisori, dalle profondita' di uno tira fuori una cassetta e me la porge, e' il filmato ripreso mentre si dedicava ai miei piedi. Si alza e mi segue, io saluto la sorella e le dico di utilizzare le immagini per publicizzare su internet. Siamo fuori, cammino con i piedi nudi infilati in due ciabattine infradito, il sole caldo scalda la pelle bianca, lo smalto manda riflessi multicolori ad ogni movimento, noto che lo ha abbinato alla maglietta che indosso. Passiamo vicino ad una fontana ai piedi di una gradinata di marmo grigio. Il ragazzo non parla molto, ma non e' imbarazzante stare in silenzio con lui. La luce e' di quella primaverile un po' fredda, la citta' e' austera. Entriamo in un sottopassaggio e davanti a me si snoda uno svincolo complesso di strade. Mi vengono in mente le Grotte di Postumia, glielo dico, lui non le conosce, e mentre gli racconto di queste grotte naturali sotto le quali ci sta anche una chiesa, che sono formate da stalattiti e stalagmiti, il ragazzo mi guarda fisso, mi prende le mani e se le avvicina al grembo. So che mi sta per baciare. Mi sveglio.

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domenica 8 aprile 2012

Camminare nel bosco di notte


Domenica 8 aprile 2012 - Sono in ufficio, le scrivanie tutte raggruppate in un' unica stanza, stanno imbiancando. Parliamo di Marta Preda una collega che nessuno ha mai visto perche' il primo giorno di lavoro ha mandato il certificato di inizio maternita'. Grazie a lei siamo tutte controllate. Io so come fare, ma questo clima mi innervosisce. Esco, invece di stare fuori a fumare inizio a camminare. Il paese e' diverso, e' una cittadina costruita all'interno di una fortezza. Le strade sono strette, niente macchine, di acciotolato, si snodano come un labirinto, proseguo. E' quasi tutto il giorno che cammino, sono arrivata alle mura della citta' fortificata, incontro un uomo e gli chiedo come faccio ad uscire, mi mostra una porta nel muro, la apre, fuori mi dice c'e' un lungo tratto di strada nel bosco e ora e' notte, non e' consigliabile pero' se voglio...guardo oltre l'apertura nel muro che racchiude la fortezza, c'e' una scala che porta giu', una strada rosso sangue che taglia il bosco, rumore d'acqua, la strada e' in effetti il letto di un fiume, dove scorre un sottile strato d'acqua che produce il rumore che avevo sentito. Penso che se devo camminare nel bosco di notte inciampero' nei rami e nelle radici, al buio completo senza avere un punto di riferimento... L'uomo sembra sapere i pensieri che agitano la mia mente, mi guarda, ha in mano un pezzo di carta, mi dice con gli occhi "...e inoltre..." lancia la carta stropicciata sulla strada rossa, appena tocca il suolo, in volo arrivano decine di uccellini che si avventano stridendo sulla pallottola di carta. "...ti pungerebbero dappertutto... - mi dice - se vuoi puoi dormire da me, ti dai una risciacquata, mangi qualcosa, ti riposi e domani, con la luce, vai..." Lo guardo negli occhi, ha uno sguardo profondo e limpido. Sento che mi posso fidare. Mi sveglio.
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giovedì 25 marzo 2010

Stratagemmi...

Mercoledì 24 Marzo 2010 - Oggi emano, effettivamente è da qualche giorno che sono in emanazione, non so neanche io di cosa. In quattro hanno provato a dirmelo. Solo uno l'ha detto nella maniera giusta.
"Sei di una bellezza disarmante..."
 (...per forza, sono sotto ecstasy...)

Quando l'Osservatore Esterno smette di osservare e compie un'azione cosa diventa?
Nei Tarocchi la prima carta degli Arcani Maggiori è il Mago, il Bagatto.
Il Mago possiede tutti gli strumenti per agire e ne ha la competenza. E' l'inizio del viaggio. Quella fase della vita dove si smette di aspettare sognando diverse realtà possibili e si inizia ad agire nella realtà per far diventare possibile il sogno.
Gli strumenti del Bagatto (del Mago) sono le quattro fasi del processo di creazione:
Innesco (l'ispirazione) - ideazione di un modello archetipo,
Progetto (l'immaginazione) - visualizzazione del modello fin nei minimi particolari
Discriminazione (la selezione) - scegliere cosa mantenere del modello e perché...
Nascita (l'azione) la fase necessaria a trasformare l'archetipo in una forma tangibile/attuabile nel mondo materiale
Assomiglia molto al motto che ho deciso di seguire ultimamente:

Penso, Voglio, Desidero, Ottengo.


Penso, a come sono, cosa voglio, cosa mi manca.
Voglio, si fa chiaro in me cosa ci vuole per risolverlo.
Desidero, così ardentemente e nei minimi particolari, come se esistesse già e fosse solo da prendere.
Ottengo. Dove Ottengo presuppone agire per ottenere, nulla (o quasi) cade dal cielo già bello pronto. E necessita di tre qualità imprescindibili: ricettività, azione e flessibilità.


Il Mago è la persona ma è anche la condizione in cui ci si viene a trovare per aver Pensato, Voluto, Desiderato e Ottenuto. E' un inizio.

mercoledì 12 agosto 2009

La Domanda dell'Alce

"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde." Così mi ha scritto una volta la mia amica Micky. Penso che questo sogno possa essere una Risposta ad una di quelle domande.Mercoledì 12 Agosto 2009 - Sto camminando sui tacchi alti verso un centro commerciale, mi fermo ad un baracchino ed acquisto due biglietti della lotteria, sto per andarmene quando chiedo al tipo se per caso vinco cosa devo fare, lui mi risponde che sono la prima persona a chiederlo e anche lui non sa bene qual'è la procedura da seguire. Chiacchieriamo un attimo e dentro di me io so cosa bisogna fare. Saluto l'omino e mi dirigo verso la mia bancarella di pashmine. E' diventata notte, i colori delle sciarpe brillano cangianti sotto i faretti. Da una barra prendo solo sciarpe verdi, con gesto veloce le sfilo e le adagio una accanto all'altra sul banco per sceglierne una, sono verdi con disegni etnici di diversi colori, viola, blu, marrone, nero, rosso... penso alla Domanda dell'Alce. Alla Domanda dell'Alce si può rispondere solo con la Verità, altrimenti fai un'altra cosa, mangia lasagne vegetariane...
Seduto ad un angolo del banco c'è un uomo con gli occhi azzurri, sta parlando, mi guarda e nota che porto scarpe da donna, mi chiede perché, che bisogno ho di mettere i tacchi alti, allora io gli spiego che i tacchi mi danno forza, mi fanno sentire potente e femmina, quando cammino sui tacchi alti posso toccare meglio il cielo e lascio la mia impronta nell'asfalto caldo. Allora lui si avvicina a me, incuriosito ed intrigato vuole sapere di più, iniziamo a parlare in maniera intima e coinvolgente, lo guardo negli occhi e sento la mia voce che si abbassa e dice cose meravigliose. Mi sveglio.L'Alce simboleggia l'individuo che deve combattere in seno all'unione per conservare quanto ha raggiunto sul piano della sessualità. L'Alce Onirica indica al sognatore una passione amorosa che va difesa o protetta.
Il Mercato Onirico rappresenta il clima interiore, è un luogo di incontro, di scambio, di comunicazione e di fusione.
La Sciarpa, lo Scialle denota un desiderio di essere amati.
Il Verde in sogno ci pone in collegamento con lo spirito dell'eternità, permette all'anima di effettuare continui inizi di vita attraverso le sue perpetue metamorfosi e, in tal senso, il verde è spirito di ricchezza, ponendo le basi per nuove primavere interiori. E' il colore di Venere, è il risveglio della natura e il risveglio all'Amore. Speranza, salute ritrovata e riscoperta.
Gli Occhi Onirici sono lo strumento dell'intelligenza, esprimono la vitalità. Indicano una fonte di comprensione, attaccamento e legame affettivo. Vedere gli Occhi in sogno indica che è necessaria una presa di coscienza. Si impone un'introspezione relativamente ad una realtà che è in atto.
L'Azzurro è il colore del cielo, ci connette allo spirito di Verità e ci infonde il desiderio di accedere alla conoscenza. E' l'inconscio, l'intelligenza, la lealtà, la serenità.
La Voce Onirica avverte che si sta vivendo un periodo di transizione. Le parole sono la risposta ad un bisogno immediato, sia sul piano dell'evoluzione spirituale che per gli eventi che riguardano la vita di tutti i giorni del sognatore.

Non è la prima volta che cammino per un mercato, ma è la prima volta che lo faccio con i
tacchi alti e per la prima volta io sono la Proprietaria di un banchetto. Vendo sciarpe e scialli, vendo quindi Desideri di Amore, tra questi ne scelgo, per me, solo di colore verde, prendo quindi con mano sicura dei Nuovi Inizi, li appoggio sul banco per osservarli meglio, quale sceglierò?
Indosso scarpe con i tacchi alti, voglio quindi innalzare il mio livello spirituale "posso toccare meglio il cielo" sono potente e femmina, voglio lasciare un segno nell'asfalto caldo e cedevole come un corpo, voglio quindi sprofondare anche nella carnalità.
Il mio Osservatore Esterno si era distratto, seduto in un angolino parlava con altri, ma poi mi ha visto, i suoi occhi azzurri mi hanno scrutato e hanno notato il cambiamento, all'inizio mi chiede il perché di questo cambiamento, se ne avevo bisogno, ma io gli rispondo suadente, sono sicura di me e dico cose meravigliose...
l'Osservatore Esterno diventa oggetto di seduzione e seduttore, ha cambiato posizione rispetto a me o sono io che ho cambiato posizione rispetto a lui?
Non sogno più di essere nell'acqua da molto tempo, come Afrodite sono uscita e sono nata.
Ho un segno come di cesareo a riprova di questo fatto, si è formato a Maggio e ora piano piano stà scomparendo, come a voler dire che ho partorito me stessa.
Era Novembre quando ho incontrato Lucia che mi disse che nella pancia io portavo la vera me, che dovevo decidermi a rinascere (vedi Lucia e il sogno) come sempre nel mio caso il corpo arriva prima della mente, in questa rinascita, l'inconscio, con questo sogno, arriva con 3 mesi di ritardo, ma giusto 9 mesi dopo lo scossone emotivo e l'essere resa consapevole da parte di Lucia.

Sono uscita dal liquido onirico e come la dea sono munita di tutti gli strumenti per esercitare la seduzione.
... aprirmi alle emozioni e viverle. Esprimermi, volere e scegliere. Ricevere.

... armarmi, lottare per cambiare, diventare indipendente. Esprimermi, volere e scegliere. Agire.
Esprimo me stessa, voglio e scelgo. Sono pronta per ricevere, sono pronta per agire.

La Domanda dell'Alce non è mai stata posta, ma io sapevo la Verità con la quale avrei dovuto rispondere, a mente fredda ripenso invece alla cosiddetta "prova dell'alce" (che consiste nel percorrere alla velocità costante di circa 60 km/h un breve rettilineo e sterzare violentemente prima a destra e poi a sinistra in rapida sequenza proprio come se si dovesse evitare un'alce che attraversa la strada)
Forse non è una domanda quella del sogno, ma la rappresentazione onirica di ciò che dovrò fare nella vita da sveglia: continuare a guidare la mia auto (la mia vita)
evitando gli ostacoli (l'Alce) senza ribaltarmi. L'alternativa è "mangiare lasagne vegetariane", mangiare invece di vivere è quello che ho fatto fino a poco tempo fa. Senza carne, quindi senza carnalità, sessualità, passione.
Questo è un sogno su una domanda che invece è una prova, su una Verità non detta ad alta voce, sul cambiamento e la trasformazione.
All'inizio del sogno compro biglietti della lotteria, una cosa che non ho mai fatto da sveglia, e chiedo informazioni su come ritirare la vincita, sicura che succederà.
Credo nella Fortuna e nella Programmazione. Ognuna aiuta l'altra e ognuna sopperisce all'altra in sua assenza.
Preferisco essere pronta a tutto.

domenica 31 maggio 2009

Il Sistema Corpospecchio

Domenica 31 Maggio 2009 - Sono in una piscina olimpionica, il fondo è fatto tutto a gradini, saliscendi, saliscendi, nel centro della piscina c'è una piattaforma più alta delle altre, come una piramide Maya ci si accede dai quattro lati fatti tutti a gradini. Io sto nuotando in un angolo dove l'acqua della piscina mi arriva alle spalle. Improvvisamente nell'acqua con me c'è Carlo. Mi rendo conto che è lui l'uomo più adatto a me. Anche se lui è un visivo e io una tattile. Lo tocco, tocco le spalle, il collo, i pettorali. Con le dita frementi percorro la sua pelle resa scivolosa dall'acqua. Si avvicina a me e fa la stessa cosa con me. Ha capito che quello che io faccio sul suo corpo lui deve farlo sul mio. E' il sistema Corpospecchio. Ora mi stringe a se, ha circondato la mia vita con un braccio e mi ha tirato verso di lui, nell'acqua il mio corpo è senza peso, lui mi tiene ancorata. Preme il suo viso sopra il mio, occhi contro occhi, le arcate sopraccigliari che si toccano. Ho la sua lingua nella mia bocca. E' rigida, appuntita e durissima. Anche io allora metto la mia lingua nella sua bocca, e la faccio anch'io appuntita, rigida e durissima. Premo con la lingua sopra la sua in un gioco di forza, per vedere chi cede per primo. Ora è il mio turno di resistere alla pressione. Nello sforzo gli mordo il labbro e allora mi tira giù sott'acqua. Ci guardiamo negli occhi, le bollicine di ossigeno che passano attraverso il nostro sguardo, baciandoci e respirando l'aria l'uno dall'altra. Chiudo gli occhi. Sono appena riemersa da sola in carenza di ossigeno. Sento chiamare il mio nome, mi giro e sulla piramide, in mezzo alla piscina, con l'acqua che arriva alle caviglie, vedo il Maestro.
E' appena riemerso dall'acqua, il suo corpo è costellato di piccole gocce d'acqua che scintillano alternandosi ad ogni respiro sotto le luci blu della piscina. Mi fa segno di raggiungerlo, salgo i gradini uscendo dall'acqua nel mezzo della piscina, dell'aria calda proveniente da diversi angoli asciuga la mia pelle appena fuoriesco dall'acqua. Arrivo al gradino più alto, sono a pochi centimetri dal Maestro, le gocce d'acqua sul suo corpo si staccano attratte dal mio, ma prima di arrivarci evaporano nell'aria. Mi guardo e mi vedo con gli occhi di questi due uomini come se mi vedessi per la prima volta, come se fino ad ora non avessi mai potuto vedere. Vedo il mio corpo che respira. Mi sveglio.

lunedì 2 febbraio 2009

La Voce dei Sassi

Lunedì 2 Febbraio 2009 - Cammino per le strade di un paesino di mare, tipo isola greca, mi accodo ad una marcia, è una strada che mi rendo conto ho già fatto prima arrivando sempre fino ad un certo punto e non oltre. Voglio superare la gente in marcia, mi danno fastidio le loro voci anche se devo rendere atto, parlano sommessamente. Ma io voglio il silenzio. La strada è quella dei sassi, una striscia di sabbia in mezzo al mare. Mi porto a capo della coda ma c'è un uomo che non vuole che io stia davanti, non vuole lasciarmi passare. Gli dico che voglio stare da sola per poter sentire la voce dei sassi e allora mi lascia andare. Cammino veloce e incontro personaggi raccoglitori di sassi che ho già incontrato prima. Procedo oltre fino a dove quasi nessuno è arrivato. L'acqua si è alzata ma riesco ancora a camminare, sento sassi, coralli, conchiglie e sabbia sotto i miei piedi, proseguo. Appoggiandomi all'ultimo pilone mi assicuro lo zainetto sulle spalle, per non perderlo, fino ad ora mi ha seguito autonomamente. Sono quasi in mare aperto, ed ecco che cominciano ad arrivare imbarcazioni di legno, è un punto di transito, creano grosse onde, faccio fatica a rimanere sulla striscia di terra sott'acqua, la vedo e vedo i miei piedi che ci camminano sopra. L'acqua mi arriva al petto, le barche mi passano vicino, decido di togliermi dalla traiettoria nuotando per raggiungere un canotto con sopra mia zia Rosanna. Ci salgo, intenzionata a chiedere un passaggio fino a riva. Improvvisamente è diventato un veliero di legno, a bordo c'è unicamente una coppia che io so va al largo per provare scene d'amore tratte dai libri. Oggi sono indecisi tra Robin Hood e Lady Marian e Francesca da Rimini. Chiedo se possono accompagnarmi che poi li lascio soli. Sono seduta sul letto di legno, lenzuola candide e fresche, la brezza del mare che entra dalla porta che incornicia in un alone luminoso il ragazzo a torso nudo, la ragazza si avvicina e si mette sul letto, mi racconta le storie dei due libri chiedendomi consiglio, io le faccio un'analisi comparativa spiegandole i due diversi concetti di amore espressi dai racconti, intanto controllo che ci siano tutti i documenti per vidimare i libri. La ragazza ha i capelli lunghi e rossi, mi bacia sulla bocca e sulle mani, fa un cenno di intesa al ragazzo. Lui è asiatico, forse giapponese, ha i capelli neri tagliati scalati che arrivano alle spalle e un pizzetto tipo d'Artagnan, occhi seri e dolci, il torace glabro nervosamente muscoloso. E' minuto e gentile. Percepisco che vogliono provare qualcosa di nuovo, sento che lasceranno a me la decisione, se farlo solo con lei e lui stare a guardare o, se lo vorrò, far entrare anche lui. A loro andrà bene come deciderò io. Mi sveglio.

Il Sasso è ciò che non ha ancora assunto una forma in amore.
La Sabbia è amore, ci si distende per riscaldarsi, si modella in base alla forma del nostro corpo.
Il Corallo congiunge i tre regni, animale, minerale e vegetale e rappresenta l'amore
passionale.
La
Conchiglia incarna una personalità emotiva, facilmente vulnerabile e ipersensibile che si nasconde dietro una dura scorza esteriore. E' simbolo di un segreto da custodire. Rappresenta la femminilità, l'inconscio e l'immaginazione del sognatore.
Sentire una Voce in sogno indica un avvertimento. Le voci vengono udite per una reale necessità in un periodo di transizione nella propria esistenza.
Il Canotto compare in sogno per parlare di un aiuto necessario che giunge nel momento più opportuno. Indica un momento di transizione tra due fasi stabili della vita.

Il Veliero rappresenta la donna intelligente e intuitiva

Il
Letto simboleggia il centro della vita. E' simbolo di unione tra corpo e anima del sognatore. Un Letto in disordine designa una insoddisfazione sessuale. Una persona di sesso opposto nel proprio letto indica desideri sessuali incompresi e inappagati, vedersi nel letto o vedere una persona del proprio sesso nel letto è indizio di un malessere psichico, c'è qualcosa a cui non riusciamo ad adattarci. Quello che si trova nel letto annuncia qualcosa che non può più continuare nel contesto della vita attuale. L'oggetto rappresenta l'elemento nascosto della vostra esistenza.

Vedersi fare l'amore in sogno con una persona dello stesso sesso indica il superamento di una dualità interiore. La comparsa della forza che permette di accettare l'inaccettabile, il ritrovamento di un'armonia attraverso l'unione degli opposti.
Con il sesso opposto, desiderio di unione.


Il Libro concerne la vita del sognatore poiché lo informa e influenza il suo destino. E' una nuova forma di conoscenza, un nuovo orientamento del pensiero, una riconsiderazione dell'organizzazione della vita. Spesso fornisce una risposta a una domanda che il sognatore si pone nella vita da sveglio.


Finalmente sono riuscita ad andare A CAPO della CODA. Sono pronta ad andare oltre nel cammino introspettivo (Il Mare è l'Inconscio, la Strada è la Vita).
Finalmente ho una borsa/zaino che si muove da sola, e che devo portare addosso solo quando c'è ne bisogno. (Non intendo portare responsabilità sempre sulle mie spalle, solo quando è
necessario).
Nel tumulto delle navi troppo grosse che mi soverchiano (come le voci delle persone della marcia) trovo l'aiuto di cui ho bisogno (il canotto).

Il Veliero sono io, dentro di me la mia parte femminile e la mia parte maschile sono pronte ad iniziare una Nuova Cosa.

Questa Nuova Cosa non è la copia di una storia scritta da altri, ho tutti i documenti in regola per vidimare/certificare i libri ma non ne ho bisogno. Essi sono solo uno spunto. La vera storia, come andrà, la deciderò solo io.


La ragazza con i capelli rossi indica una natura sensuale e passionale. Mi bacia. Con lei ho già confidenza. E' l'Esotica Sconosciuta. La ragazza sono io.

Dopo il neonato, il bambino, il ragazzo handicappato, il ragazzo suicida, finalmente un ragazzo sviluppato (ha la barba) anche se ancora giovane (ha il petto non villoso, è minuto).

Questo ragazzo sono io. La mia parte maschile, attiva, tutta nuova e pronta. E' Asiatico quindi votato e abituato alla Spiritualità ed è Giapponese quindi anche pragmatico e volitivo.
Egli è un Osservatore Esterno ma è anche pronto a penetrare in me.
Tutti e due sono desiderosi di unirsi a me, ma aspettano che sia io a decidere come e quando.

Devo solo ricordare cosa stava dicendo la Voce dei Sassi.

martedì 21 ottobre 2008

Sansone e Dalila

Martedì 21 Ottobre 2008 - Ho sognato di essere nella casa della mia nonna materna. Li c'è Carlo, gli taglio i capelli. Assaporo la sensazione tattile di passare le dita tra le ciocche, con le dita aperte come raggi, parto dalla nuca e risalgo lentamente fino alla sommità della testa, poi ricomincio di nuovo dal basso. Ho la consapevolezza che qualcuno non è molto contento di questo fatto, forse sua mamma, ma non mi importa. Mi importa solo che lo rivedrò ancora tra un mese per tagliargli i capelli e forse fare l'amore.

La Nonna Onirica rappresenta un momento di tenerezza, protezione affettiva. Nella casa della Nonna sono da sola. Lei non c'è. Non c'è tenerezza né senso di essere protetta.

Essere un parrucchiere o pettinare qualcuno in sogno significa che si aiuterà qualcuno a ritrovare l'armonia, a liberarsi dalla confusione. Ma io taglio i capelli.

Carlo rappresenta il lato maschile adulto a cui tendo. E' l'Ingegnere, quello che dovrei essere io in forma di maschio.

Tagliarsi i capelli in sogno indica una rinuncia volontaria all'amore.

La Madre è la capacità di amare sana o malata. E' la sensibilità inconscia, l'istinto, la spinta a una presa di posizione, a un comportamento. La Madre di Carlo, la mia Madre Onirica, dissente, non è contenta di quello che sto facendo.

Come Dalila sto tagliando i capelli al me Sansone, e con essi la forza. Nell'altalenare della speranza di un amore incerto, proseguo in questo comportamento autodistruttivo.

Aspetto in una casa senza tenerezza, l'elemosina di un po' di affetto. E per riuscirci rinuncio alla ricerca dell'amore. Rinuncio all'azione e rimango passiva.

martedì 23 settembre 2008

La Nave, il Mare

Martedì 23 Settembre 2008 - Ho sognato di essere su una nave. Il mare intorno a me è tranquillo, una leggera brezza mi accarezza i capelli. Sulla nave con me c'è solo Carlo. Svegliata.

Il Mare è l'inconscio che diventa conscio. Il Mare fa chiarezza, informa, indica uno stato di transizione tra confusione e certezza, tra passività e assertività.

La Nave rappresenta il supporto della ragione d'essere. Ci rende stabili nei nostri progetti e nei sentimenti. Simboleggia il nostro Io, le sue aspirazioni interiori. La sua comparsa in sogno è portatrice di un grande mutamento nella persona del sognatore.

Essere su una nave con un'altra persona presagisce la riuscita per mezzo o con la persona in questione, per il motivo che essa raffigura il sognatore stesso.

Navigare equivale a salpare verso un mondo differente, uscire da un'era di passività e decidere di vivere tenendo conto tranquillamente delle proprie aspirazioni.

Sono in mezzo al mare. Viaggio su una grossa nave su una distesa d'acqua non più chiusa tra quattro pareti. La nave mi da stabilità sulla massa di emozioni, sentimenti, paure che scaturiscono dall'inconscio. Finalmente a raffigurare la parte maschile di me, un uomo della mia età. L'ho già sognato (L'impiegata Notarile e Fahrenheit), anche recentemente, in questo sogno non capivo cosa voleva dirmi (Una Telefonata dal Passato) forse voleva solo avvertirmi che sarebbe arrivato ad occuparsi di me, nei sogni spesso le situazioni sono ribaltate, chi era veramente ad essere bisognoso di aiuto?
E' il mio Osservatore Esterno (L'Osservatore Esterno) (Experiments).

Carlo è un ingegnere specializzato negli studi di stabilità delle dighe e delle gallerie.
La Diga Onirica rappresenta gli ostacoli e le resistenze interiori, che bloccano i sentimenti e i ricordi facendoli ristagnare. E' probabile che prima o poi non si riesca più a tenerli sotto controllo e spezzino la diga. Forse il Mare sul quale navigavo era l'acqua contenuta in una diga? Contenente e contenuta. Questa sono io.
Le dighe non sono altro che pareti che contengono acqua. Un acqua non più statica come quella della piscina ma in continuo movimento che rischia in ogni momento di erompere. Chi meglio di lui può aiutarmi a far fluire tutta questa energia psichica inconscia? Ho richiamato dal passato un amico e ne ho fatto un archetipo che darà stabilità alla mia diga, per riuscire a contenere ma anche per far fluire all'esterno, in maniera non devastante, quello che c'è dentro di me.

Egli si occupa anche dello studio del materiale migliore per costruire gallerie. La galleria è un passaggio da un paesaggio ad un'altro. Invece di scalare una montagna ci si passa attraverso. Ma bisogna assicurarsi che la galleria non possa crollare. Per poter arrivare al di là, per vedere di nuovo la luce. Per rinascere a nuova vita.

Con ingegno.

domenica 14 settembre 2008

Una Telefonata dal Passato

Domenica 14 Settembre 2008 - Sono a casa mia, ma è dei miei e sono una ragazza. Ricevo la telefonata della sorella di Carlo, mi racconta le sue vicissitudini senza interruzioni. Io sono a letto, di là stanno preparando la cena, c'è confusione. Inizio a parlare io. Dopo un bel po' mi accorgo che la cornetta del telefono era sotto il cuscino, la riprendo e non c'è più lei ma Carlo che aspettava che io me ne accorgessi. All'inizio non riesco a riconoscerne la voce, poi un tuffo al cuore, è la sua. Mi dice cose che non capisco. Sono distratta dai rumori di là. Mio fratello ancora bambino entra nella stanza, gli faccio segno di chiudere la porta perché non sento. Chiude. In quel momento Carlo sta parlando di un orto. Faccio una battuta sul fatto che non me lo vedo a coltivare i campi, non ride. Forse la battuta non era in argomento e forse ha capito che non lo stavo seguendo. Sono alla fermata dell'autobus su un tornante di una strada costiera. C'è la nonna, mamma di mio papà. Arriva l'autobus tutti salgono e mi lasciano lì con le borse della spesa. Le trascino strisciandole per terra e salgo. Guardo nelle borse, dentro ci sono bottiglie di vino bianco e rosè, erbe aromatiche (salvia e quadrifoglio), sedano. Spezzo il sedano a metà per riuscire a cacciare tutto in una borsa. Poi però penso che quella è la borsa della spesa della nonna, invece il sedano e le erbe erano in quelle di L. La nonna prende qualche foglia di salvia e me le da per metterle nelle borse di L. Io penso che sul balcone la salvia c'è e invece aveva comprato il sedano perché le serviva. Intero e non rotto. Comunque la nonna il sedano non me lo da. La nonna scende. Con in mano la salvia, che ogni tanto annuso, mi sposto davanti. Ora non è più un autobus, ma una metropolitana del futuro, i vagoni sono tutti affiancati e aperti davanti, c'è un mega schermo che proietta la TV o un film. Mentre cammino per sedermi davanti L. mi chiede se quando entreremo nella stanza di Carlo deve rimanere o uscire. Scopro così che Carlo è in ospedale, qui, e al telefono non me l'aveva detto. O forse io non ho capito. Le rispondo che visto che non lo conosce, deve uscire. Dentro di me apprezzo la delicatezza. I miei due fratelli bambini mi canzonano dicendo che dobbiamo ricordare di quando abbiamo fatto l'amore e io gli rispondo che non è successo. Mi siedo davanti, ci sono due sedie libere di pelle/velluto rosse. Un signore corpulento e rubizzo, vestito con un cappotto marrone e sciarpa rossa, è seduto in seconda fila ma tiene la gamba sinistra tesa tra le due sedie. Io non voglio pesare sui sedili e continuo ad aggiustarmi. Improvvisamente scocciato se ne va nella carrozza adiacente. Prima si siede dal lato più lontano, poi si alza e cambia posto sedendosi vicino alla nostra carrozza. Sto entrando nella stanza di Carlo. E' immersa nella penombra. Indosso un golfino di lana bianco e una camicia da notte, come se fossi io la malata. Carlo è nel letto, inizia a parlarmi, non capisco quello che dice, perchè la voce è bassa e io non sento, avvicino il mio orecchio alle sue labbra, riesco a sentire il calore del suo respiro, delle sue parole, ma è come se parlasse una lingua a me sconosciuta. Mi sveglio.

La Salvia, lo dice il nome, è sinonimo di salvezza.
Il Sedano di eterna giovinezza. Ma io so che il sedano è anche la verdura che tutti gli uomini dovrebbero mangiare per garantirsi prestanza fisica e sessuale.
Il Vino rappresenta la gioia di vivere e più nel profondo la spiritualità.
Le borse sono un peso che mi sto trascinando dietro, contengono cose che non mi appartengono, ma che appartengono a due donne della mia famiglia. Le due generazioni prima di me. Il sedano appartiene alla donna che ha una vita sessuale soddisfacente, infatti lo vuole intero e non rotto. La salvia mi viene data dalla più vecchia per darla alla media. Ma io so che la media non ne ha bisogno, perchè c'è l'ha sul balcone. "Se nell'orto della donna, prospera la salvia, la donna è padrona" (In effetti la frase vera recita "Perchè dovrebbe morire un'uomo se ha la salvia che cresce in giardino?" ma il fatto che io me la ricordassi così ha il suo significato).
Carlo parla di un'orto. L'orto o il giardino sono il luogo dove risiedono le nostre qualità interiori. Dove ci si rifugia per rigenerarsi. (Ho già sognato un giardino e un giardiniere nel sogno Un pigro pomeriggio in campagna).

La Metropolitana rappresenta l'influenza esercitata dall'inconscio sulla direzione fondamentale della propria vita. E' il simbolo della ricerca interiore e indica una angoscia profonda che va analizzata. Quello che si vede in metropolitana indica l'oggetto della sofferenza.

Per il momento non voglio analizzare chi o cosa rappresenta il signore con la gamba tesa. So soltanto che lo vivo come un ostacolo. Uno sgambetto. A causa sua sono in una posizione scomoda. Non riesco a sedermi. Forse allora non è così negativo come pensavo. O forse è solo un simbolo sessuale.

L'Ospedale indica il desiderio che altri combattano al nostro posto perchè si sente di aver dato fondo a tutte le risorse. Infatti sono vestita da malata.

Forse, visto lo sciopero del Maestro, il mio Osservatore Esterno è venuto in mio aiuto. Ma io non riesco a capire cio che dice. O non lo voglio sentire.

domenica 17 agosto 2008

Experiments

Venerdì 14 Aprile 2006 - Indurre i sogni. Viaggio del corpo astrale. Incontrarsi nei sogni con altri. Gli altri sogneranno le stesse cose? Allora è un vero viaggio? Ci si incontra davvero sul piano metafisico?

P.S. (13.08.2008) Ci riconosceremo e ricorderemo da svegli?

Nella foto l'Osservatore Esterno (per somiglianza). Sono passati molti anni.

giovedì 17 luglio 2008

L'Osservatore Esterno

E' da sempre che penso che per me le cose funzionano di più se parto dall'esterno. Mi spiego, se mi sento triste, comincio a prendermi cura del mio corpo, mi abbellisco. Trovandomi soddisfatta del mio aspetto esteriore, comincio a lavorare sull'interno. Troppo superficiale?

Per me così funziona.

E' da qualche tempo che ho sviluppato concettualmente un meccanismo per me automatico. La radio rotta in macchina aiuta, non potendo più sentire la mia musica preferita, le trasmissioni radio a volte mi annoiano, spengo e penso...

Il concetto è quello che chiamerò l'Osservatore Esterno. In pratica si tratta di agire, fisicamente e mentalmente, come se ci fosse sempre questa figura ad osservarci. Attenzione, non deve essere una figura critica, ma innamorata.

Così uno si inventa un personaggio di fantasia o ne prende uno reale con il quale rapportarsi come vedendosi dal di fuori. A volte l'Osservatore Esterno riunisce in se tutti gli innamorati/innamoramenti che abbiamo avuto. A volte prende l'aspetto alternativamente di una vecchia fiamma o dell'ultimo bel ragazzo che ci ha sfiorato o ci ha fatto gli occhi dolci...

Con l'Osservatore Esterno si può anche ragionare, principalmente di come siamo, di come pensiamo gli altri ci percepiscano, delle nostre virtù e punti di forza. L'Osservatore Esterno può anche avere l'aspetto del bel ragazzo che ci ha colpito tanto, ma quando parla, le cose che dice sono solo quelle che vorremmo sempre sentire. Sei bella, sei dolce...

L'unico impegno che bisogna prendere con l'Osservatore Esterno, e quindi sostanzialmente con se stessi, è quello di presentarsi sempre al meglio. Come si fa con l'innamorato. Troppo esibizionista?

Ora, proprio in questo momento, ho ricordato la prima volta che è comparsa questa figura.

Le cose che ho imparato da Carlo salgono a tre*. Fu proprio in una sua lettera che mi scrisse "Agisci come se ci fossi sempre io a guardarti". All'epoca aveva tutto un'altro significato, ma le parole affondano dentro di noi. E quando ritornano a galla sono ricoperte da strati di significati aggiuntivi. Il sogno utilizza proprio le parole di questa lingua personale.



*Fahrenheit

Per un periodo di tempo ho dimenticato di avere un'Osservatore Esterno che mi guardava, e mi sono lasciata andare.

sabato 14 giugno 2008

Fahrenheit - Christian Dior

Alcuni profumi legati fortemente al ricordo, come pietre angolari sostengono il mio edificio.
Fahrenheit è la scoperta dell'Amore. Quello delle farfalle nella pancia. Quell'amore purtroppo non ha avuto seguito, allora metto Fahrenheit quando voglio essere come lui. Un gentleman inglese, controllato e distaccato, che nasconde un'anima molto sensuale, sessuale e voyeur. Un'intellettuale dotato di grande bellezza e fascino, dal gusto sottilmente perverso.
Per me avere addosso un profumo nato per un uomo è come potermi calare nell'universo della percezione maschile del mondo femminile. Nel caso specifico, di un esemplare di uomo fortemente connotato nella mia mente. Gli uomini guardano le donne per la loro bellezza totale, nella loro armonia di forme e colori. Nella seduttività delle movenze. Provare a sentir nascere dentro di me il desiderio di conquistare e possedere invece che di esibirsi per sedurre.
Provare a conquistare con la accettata possibilità di non riuscire, ma provare lo stesso.

Da quel ragazzo lontano nello spazio e nel tempo ho imparato molte cose, due tra le altre: Gli uomini si differenziano dalle donne perché devono rischiare di sentirsi dire di No molte volte per poter ottenere anche i Si. E ci si abituano in fretta. Sviluppano una corazza. Le donne, al contrario, non si abituano mai a sentirsi respinte e si riservano il diritto di dire la parola definitiva su una scelta nata dall'uomo.
E' per questo motivo che le donne sono dotate di molteplici armi seduttive. Per farsi scegliere proprio da Quell'Uomo.

Il profumo ha una partenza di delicati fiori bianchi, sotto il sole dell'estate, e buccia di agrumi strizzata tra le dita. Si sente un sole caldo e l'odore di legno salato e sabbia che si scaldano alla luce di quel sole. Quasi subito compare una nota di cuoio scamosciato quasi tattile, una pelle sottile e calda. Fino a questo momento è il ragazzo di buona famiglia, biondo, occhi azzurri, ciglia lunghe da ragazza che fremono per riparare gli occhi dai raggi di sole.

Poi, improvviso come una nuvola che butta un'ombra nera sulla spiaggia, un odore denso e scuro, primordiale. Un odore di appiccicosità seccata, di affumicato e acre, un odore che copre e imprigiona vischiosamente i fiori e i frutti. E li lega a sè per sempre. Fiori estivi e catrame.

Poi di nuovo, a tratti ritorna l'odore pungente e salato. In questa alternanza si viene a scoprire un lato più oscuro, è solo una apparizione fugace, ma una volta sentito, rimane la consapevolezza della sua esistenza sotterranea. E come una droga, anche quando si pensava di poterne fare a meno, struggente ritorna il bisogno di sentirlo di nuovo.

P.S. La seconda cosa che ho imparato da lui è che quando ti fanno un complimento, l'Unica Risposta da Dare è: Grazie!



Fahrenheit (Christian Dior) - 1988 - Floreale legnoso (Jean Louis Sieuzac)

Lavanda, Mandarino, Arancia, Biancospino, Fiore di Noce Moscata, Cedro, Bergamotto, Camomilla, Limone, Noce Moscata, Caprifoglio, Garofano, Legno di Sandalo, Foglie di Violetta, Gelsomino, Mughetto, Cuoio, Fava Tonka, Ambra, Patchouli, Muschio, Vetiver



http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_archives/2007/6/7/3004770.html

domenica 3 febbraio 2008

L'impiegata notarile

Ogni tanto dal passato riemergono vecchi amici, ed è come se fossero sempre stati lì con noi. Nel sogno il tempo è un Ponte Elastico, ciò che sogni può essere come fosse stato ieri.
O un'altra vita.

Giovedì 31 Gennaio 2008 - Sono una impiegata notarile in trasferta presso lo studio di M. in Sicilia. Ci lavora Carlo*, devo aiutarlo perché hanno sbagliato a stampare l'autentica su un documento che deve andare all'estero. Suggerisco di fotocopiarla, riscriverla a mano su un foglietto e rifotocopiarla. Dopo qualche prova cerchiamo il foglietto giusto e non lo troviamo più. Smantelliamo il divano, cerchiamo sulle scrivanie, nei sacchi di carta. Nell'altra stanza ci sono i clienti che aspettano il documento e il tempo stringe. Ci guardiamo negli occhi e vedo il ricordo e il rimpianto, poi sento calore tangibile al viso e al collo e le labbra morbide e asciutte sulle mie, odore di caldo. Svegliata.


*l'Osservatore Esterno (il primo)