sabato 27 giugno 2020

Perceive - Avon

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A volte una piccola gemma si manifesta dove meno pensavi di trovarla.
Sono arrivata a Perceive grazie alla recensione di Patrizia di Mandorla e Cioccolata e alla fiducia nel genio di Christopher Sheldrake che tanto mi ha stupito e affascinato con le creazioni per Serge Lutens. 
Perceive, che in inglese significa percepire, è un profumo molto trasparente e arioso ma ha la persistenza tenace di un profumo denso di legni, spezie e resine. Come Sheldrake sia riuscito a donare tanta persistenza ad una creazione che per note e filosofia si attesta sulla presenza sottile, rimane un segreto. In un pugno di fiori dalla consistenza fresca, speziata e lievemente carnosa, mescola la dolcezza di frutti succosi, e un pepe bianco che si fa sentire, tangibilmente, nelle narici. Un pepe caldo freddo, profumato, pulito. Questa combinazione che parla di inizio estate, rimane aleggiante intorno alla persona, facendosi appunto "percepire" come una brezza leggera, fresco come immergere il corpo in un torrente in mezzo a una radura verde di erbe, fiori e cortecce rugiadosi. Questa qualità acquosa è gelida, non marina, ma di acqua dolce in eterno movimento, che proviene dai ghiacciai. Il pepe in questa dinamica da la sensazione di respirare quell'aria pungente e fredda che si respira vicino alla neve ghiacciata. 
E' solo dopo circa un'ora che subentrano i personaggi della seconda parte della storia che Perceive racconta, ai bordi del torrente ghiacciato, come un raggio di sole a mezzogiorno, un muschio pulitissimo e cristallino illumina ancora di più ciò che fino ad ora era già percepito come al massimo della luminosità, asciuga la rugiada e il sandalo e il cedro fanno emergere quella parte legnosa e un po' secca delle cortecce asciugate dal sole. Sulla mia pelle, che solitamente scalda molto i profumi, inizia solo ora a scaldarsi un pochino. C'è una nota floreale diversa da quelle iniziali, forse dell'orchidea della vaniglia, che con soavità, senza note zuccherine o gourmand chiude il bouquet iniziato dai fiori e dai frutti gialli. I legni si fanno più presenti, le erbe più secche. 
E' una bella sensazione quella che da Perceive, un profumo che ha una evoluzione molto complessa e si trasforma nel tempo. Come sempre Christopher Sheldrake racconta una storia olfattiva che parte con note a volte quasi ostiche e che mano a mano costruisce, modella, ribalta fino ad arrivare all'armonia. 

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Perceive (Avon) - 2000 - Orientale (Christopher Sheldrake)
Pepe Bianco, Fresia Gialla, Garofano, Prugna di Damasco, Pera, Ylang ylang, Sandalo, Muschio, Orchidea Vaniglia, Cedro



martedì 23 giugno 2020

Truth or Dare - Madonna

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La storia che racconta come la cantante Madonna sia una grande estimatrice di Fracas di Piguet per via del fatto che fosse il profumo indossato dalla madre quando lei era piccola è nota. E anche il fatto che con il suo primo profumo abbia voluto ricrearlo dandogli una sfumatura più moderna. Diventato ormai quasi introvabile e con una levitazione di prezzo Truth or Dare è la dimostrazione che quando si hanno le idee chiare, e i mezzi, si riesce ad ottenere ciò che ci si è prefissati. Di Fracas, che posseggo in versione eau de toilette, ha la luminosità. Non sono identici ma lo ricorda come appunto un omaggio. Truth or Dare parte piuttosto squillante e frizzante con una accoppiata tuberosa e gardenia che rimane presente per tutta la durata del profumo. Inizialmente è una esplosione di fiori bianchi supportati da un muschio pulito che bilancia le note indoliche della tuberosa. E' una tuberosa indolica ma raffinata, cremosa, dolceamara, penetrante a tratti pungente, circondata da petali di fiori bianchi e da spezie calde e molto femminili. Una femminilità pulita, sicura, non vezzosa. Lascia una scia anche con pochi spruzzi che raccoglie complimenti e non si fa dimenticare. Possiede la sicurezza di una donna matura che osa portare un accenno vintage nel mondo attuale. Ma non è un profumo vintage, lo ricorda in parte, ne è un tributo, ma prosegue a testa alta, un po' sfrontatamente, nella sicurezza di se e di essere moderno a suo modo. E' bianco, sfavillante, croccante, arioso e nello stesso tempo ipnotico e conturbante. Sensuale. Assuefacente.

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Truth or Dare (Madonna) - 2012 - Orientale Floreale (Stephen Nilsen)
Neroli, Gardenia, Tuberosa, Gelsomino, Benzoino, Petali di Giglio, Muschio, Caramello, Ambra, Assoluta di Vaniglia

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sabato 20 giugno 2020

Hamsah - Swiss Arabian


Hamsah è un profumo grazie al fatto che stavo cercando qualcosa che assomigliasse a A' La Nuit. Avevo fatto una ricerca per note olfattive e tra i vari profumi suggeriti c'era anche questo e una ragazza lo aveva descritto come ciò di più vicino al profumo di Serge Lutens, che ho quasi finito ed è stato nel frattempo riformulato. Così, complice il fatto di avere un prezzo accessibile, ho fatto un acquisto alla cieca. Hamsah in realtà si è rivelato molto più aderente a Le Parfum di Elie Saab. 

Entrambi hanno questa partenza di miele e fiori bianchi, armoniosa e raffinata, in Hamsah il miele è più denso, più presente, e c'è una forte componente di agrumi e di fiori di agrumi che lo rende più forte, più brillante e più tessuto. Gli olii essenziali degli agrumi pizzicano quasi il naso e lo riempiono di frizzante solarità e trasparenza, è un profumo che porta gioia e luce. Mentre il pizzicorio delle note di buccia di agrumi continua a persistere, si va formando una scia sottostante di una bellezza naturale. Un fiore grande, bianco, saponoso, pulito e femminile si schiude piano e inonda le narici. E' bello, di una bellezza cristallina e sfaccettata. Di una bellezza rarefatta e fredda. Di una femminilità tenuta sotto controllo, pulsante e viva sotto l'aspetto elegante e gelido. Hamsah è un profumo di primavera percorso da una brezza ancora fredda, mi ricorda la bellezza di Grace Kelly nei film di Hitchcock, composta, sfavillante, gelida. 



Hamsah (Swiss Arabian) - 2010 - Floreale Legnoso Muschiato ()

Fiore d'Arancio, Gardenia, Fiori di Mandarino, Rosa, Vetiver, Miele

giovedì 18 giugno 2020

Vanillary - Lush Gorilla Perfume

Vanillary fa parte della linea di profumi creati da Lush. Come tutti i prodotti Lush vengono fatti utilizzando solo ingredienti naturali e solitamente nascono dall'esigenza di tramutare in eau de perfume il profumo dei prodotti per la cura e l'igiene del corpo più amati dai clienti, prodotti che perseguono l'obbiettivo di essere naturali, freschi, senza conservanti e possibilmente adatti ad una clientela attenta all'ambiente, spesso vegetariana, anche vegana. Il problema e la meraviglia dei profumi fatti con gli oli essenziali e le assolute naturali è però di difficile risoluzione, soprattutto se si vuole produrre su larga scala: non si riesce a garantire una continuità e un risultato omogeneo nel tempo, non sono mai uguali, perché gli oli essenziali estratti dai fiori e dalle altre parti delle piante risente tantissimo di come è andato il raccolto sotto il profilo meteoreologico e non solo. I profumi creati con le essenze naturali, sono più instabili, collaborano molto più strettamente con la pelle, a volte hanno un sentore oleoso alimentare a volte di carne o animale, sono strani. I profumi di Lush non possono essere comprati alla cieca, fidandosi delle recensioni o di come li abbiamo sentiti su qualcuno. Vanno provati sulla propria pelle. O se si procede al blind buy bisogna essere preparati al fatto che non siano profumi addomesticati. 

Ho acquistato Vanillary alla cieca. Appena spruzzato ha un sentore di fiore delicato, molto apprezzabile ma dopo circa dieci minuti il fiore si delinea meglio e sulla mia pelle compare l'odore dei fiori della photinia. La Photinia è un cespuglio utilizzato spesso nei giardini, a ridosso delle recinzioni, perché è mascherante e molto coreografica con la sua variazione di colore del fogliame che passa dal verde fino al porpora. A primavera fiorisce e i suoi fiori bianchi hanno un profumo molto intenso, dolciastro, che attira gli scarabei. Nel giardino dei miei c'era questo cespuglio di photinia fiorita che brillava al sole per i riflessi metallizzati di una decina di scarabei che si erano andati a posare sui fiori appiccicosi. Il profumo dei fiori di photinia e di conseguenza il viraggio di Vanillary su di me in questi primi 40 minuti è dolciastro, carneo, indolico, appiccicoso appunto e non mi piace. Lo trovo quasi insopportabile. Dopo questa oretta che mi ha messo a dura prova, inizia ad aggiungersi un sentore di mandorla che legandosi al profumo di photinia, fa assomigliare Vanillary ad una crema corpo profumata di quelle che si trovano spesso in erboristeria. Dopo un'altra ora così, finalmente la photinia se ne va, e la mandorla diventa amara e poi assume un sentore di noce macadamia, vaniglia e gelsomino, e lì rimane, nonostante la doccia, come uno skin scent intenso, fino al giorno dopo.

Tempo fa, chiacchierando con la proprietaria della Farmacia Corti di Giussano, si esplorava il campo delle layerizzazioni e ricordo mi disse che trovava piacevole alleggerire a volte i profumi molto carichi di vaniglia, abbinandoli a profumi agrumati. Soprattutto con quelli contenenti le note del limone.

Nel tentativo di neutralizzare la nota di photinia ed utilizzare Vanillary senza aspettare che diventi uno skin scent dopo ore di tortura olfattiva, ho fatto l'esperimento, memore del consiglio. 

Normalmente quando faccio le layerizzazioni non stratifico ma vaporizzo prima un profumo e poi l'altro da lontano. A volte invece profumo un lato del corpo con uno profumo e l'altro lato del corpo con l'altro profumo, come per creare una dualità maschio/femmina e stupirmi (e stupire) ad ogni gesto che compio, proveniente da un lato o dall'altro. In questo caso invece ho deciso per la stratificazione umida, che consiste nello spruzzare uno sopra l'altro, quando il primo profumo è ancora umido, in rapidissima sequenza, con l'obbiettivo di mescolare i liquidi per crearne un altro sulla pelle. Normalmente non mi piace utilizzare questa tecnica, poiché ritengo che snaturi il profumo. E' cosa ben diversa vaporizzare una nuvola di profumo che si deposita sui vestiti, seguita da un'altra nuvola di un profumo differente, come fosse un nuovo giorno, perché i profumi rimangono integri in se stessi e l'amalgama che ne risulta è naturale e a volte è possibile capire le note olfattive di uno e dell'altro distinte ma che contribuiscono insieme a creare un'aurea profumata personale. 

Un'altra tecnica di stratificazione è quella per intensificare. L'intensificazione per stratificazione si utilizza per rendere più durevoli e consistenti i profumi leggeri ed evanescenti, ripetendo la spruzzata dello stesso profumo, una seconda e a volte anche una terza volta, sullo stesso punto della pelle, dopo che il profumo si è asciugato, quindi circa 5 minuti dopo, nel tentativo di fissare sulla pelle il profumo con il profumo stesso. 

E' lo stesso concetto dell'utilizzo di docciaschiuma, olio corpo, crema corpo, body mist e infine profumo appartenenti alla stessa linea del profumo e molto in voga qualche decennio fa. Le molecole si legano tra loro e ancorano il profumo più efficacemente alla pelle. 

In qualche modo assomiglia al procedimento che prevede l'utilizzo dell'olio profumato sopra il quale spruzzare il profumo, facendo attenzione ad utilizzare un olio corpo profumato la cui profumazione svanisce dopo poco, e non i profumi in olio di tipo arabo, chiamati anche Attar, che invece hanno molta persistenza. Una pelle ben nutrita, idratata e leggermente ammorbidita da creme e olii sarà più ricettiva e tendenzialmente tratterrà meglio il profumo, rispetto ad una pelle secca e disidratata. 

Vi è mai capitato di lavare le mani alla sera, o andare in piscina, e a contatto con l'acqua risentire magicamente il profumo messo al mattino e che sembrava sparito da ore? 

Tornando al mio esperimento ho quindi provato a mischiare Vanillary con Cedrat di Roger et Gallet, ed è risultato un ottimo profumo fresco dove però Cedrat ha prevalso, trasformandolo in un agrumato persistente. Dell'odore di photinia nessuna traccia, ma purtroppo anche della vaniglia e del gelsomino. 

Con quei 30 ml di Vanillary ho la possibilità procedere a parecchi esperimenti, magari per svecchiare qualche profumo troppo da pelliccia, o rendere più femminile qualche profumo maschile con troppo sentore di oud. Di fatto è stata una lezione che mi ha insegnato a non acquistare più un profumo senza prima averlo annusato e sentito sulla mia pelle. A volte ci vogliamo convincere, innamorati delle belle parole di chi ne ha scritto, perché si ha bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso o che ci faccia sentire parte di una passione comune con gli altri, non tenendo conto che l'olfatto è più forte della mente, e se il nostro naso rifiuta un profumo, non varranno milioni di parole, immagini, suggestioni a farcelo piacere.

 L'olfatto è il senso più primitivo, collegato al sistema limbico e a quella parte dei cervello viscerale o primordiale che tra le altre cose è deputata alla autoconservazione. La capacità di avvisarci tramite l'olfatto che ciò che stiamo mangiando o annusando potrebbe essere potenzialmente pericoloso è ciò che ci conserva in vita, e traslando questa capacità nel campo della metafisica, un odore non gradito non ci può fare bene. Spesso questa semplice metodica discriminativa viene applicata anche nella scelta degli oli essenziali nell'aromaterapia. Come scrematura iniziale per individuare tra i vari rimedi quello che, in quel momento della nostra vita, può essere usato per risolvere il problema, si fa annusare al paziente i rimedi preposti alla cura del problema, scartando subito quelli che all'olfatto, risultano repellenti o fastidiosi per il paziente. Perché non "in linea" con la persona, così allora perché ostinarci a voler usare un profumo che non ci convince del tutto o che ha delle parti che non ci piacciono? Sarebbe come ignorare un segnale che il cervello ci sta mandando, un segnale preposto a mantenerci in vita, nel nostro miglior stato possibile in quel momento.  

P.S. siamo a maggio e ho riprovato alcune layerizzazioni tra cui Vanillary e Shaghaf Oud Aswad di Swiss Arabian, il risultato è stato quello di rendere lo Shaghaf meno da signora d'altri tempi e nello stesso tempo abbattere la nota iniziale di Vanillary che mi disturba. Molto bene!



Vanillary (Lush) -  - Orientale (Mark Constantine, Simon Constantine)

Assoluta di Vaniglia, Assoluta di Gelsomino, Assoluta di Fava Tonka, Legno di Sandalo, Caramello bruciato

mercoledì 10 giugno 2020

Today - Avon

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A volte delle piccole meraviglie olfattive si nascondono tra quelli che vengono considerati profumi figli di un dio minore, perché hanno un prezzo basso o sono di marche non blasonate. Ho scoperto questo gioiello grazie a Patrizia di Mandorla e Cioccolata, che con le sue descrizioni affascinanti riesce a farmi capire se un profumo potrebbe essere nelle mie corde. Today è della famiglia olfattiva de La Chasse Aux Papillons ma è come se fosse più brillante e più intenso. Appena vaporizzato è come essersi spruzzate addosso la primavera, una sensazione bellissima, leggiadra, che ti porta ad una espansione di cuore e un bel sorriso ti si stampa addosso, un sorriso che parte dagli occhi. Questa esplosione di fiori gialli non opulenta ma proprio come se da un cespuglio fiorito si alzassero in volo centinaia di farfalle.
E sono proprio i fiori dell'albero delle farfalle, la Buddleia, il centro intorno a cui ruota questo profumo. Un fiore giallo, composto da tanti piccolo fiori a forma di trombetta, disposti a globulo così da attirare più farfalle sullo stesso fiore e prendere l'aspetto di un fiore palpitante e vivo. 
E' un profumo che fa stare bene, così come anche Tilleul creazione di Olivia Giacobetti per D'Orsay e La Chasse aux Papillons di Anne Flipo per L'Artisan Parfumeur, che me li ricorda.
Con Today il maestro Olivier Cresp ha saputo rendere l'essenza della primavera inoltrata, quelle giornate dal cielo terso e il sole deliziosamente caldo sulla pelle, le notti tiepide inondate dal profumo degli alberi di tiglio ai margini delle strade.
Today è il profumo di una femminilità che travalica i limiti del tempo. Catapultate in una dimensione di primavera anche in pieno inverno, scalda il cuore e intenerisce l'anima.

Today (Avon) - 2004 - Floreale Legnoso Muschiato (Olivier Cresp)
Cactus, Fresia, Stephanotis, Tuberosa, Fiori d'Arancio, Ibisco, Strelizia, Buddleia o Albero delle Farfalle, Muschio, Cedro, Note Legnose, Rosa, Note Acquatiche


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venerdì 5 giugno 2020

Essence de Patchouli - Alyssa Ashley

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Un patchouli per chi non ama il patchouli. Così viene descritto Essence de Patchouli di Alyssa Ashley che con il suo omonimo di Perris Montecarlo condivide non solo note e creatore ma proprio quell'aurea di patchouli ambrato e morbido, quasi talcato. Non ci sono le note terrose, di muffa, di cantina, che a volte accompagnano e caratterizzano il patchouli. Qui il patchouli è appunto essenziale, nel senso che se ne percepisce l'essenza per tutta la durata del profumo, che è lunghissima, in sottofondo, annusando con narici acutamente indagatrici, ammantato dalle soffici note ambrate del labdano, dalla nota cipriata talcata dell'iris con una punta di rosa morbidissima e senza asprezze. Scostando i drappeggi di una vaniglia molto naturale e per niente sovradosata e la rotondità soffusa del legno di cashmere come fossero strati di stoffe che tengono caldi, si arriva ad una camicia di mussola finissima, ammorbidita dal contatto con la pelle calda, una mussola che ha ancora la freschezza del suo odore di pulito dato da un muschio bianco soave, ma che ha assorbito il profumo della pelle di un corpo lavato con profumi balsamici, legnosi, boschivi e poi toccato da una goccia di olio essenziale di patchouli direttamente in corrispondenza del cuore. E' così che, scaldato dal battito pulsante del cuore sottostante e coperto dagli strati di stoffe profumate che lo proteggono, si può percepire l'essenza del patchouli, avvicinandosi molto e spogliando per baciare il cuore rivelato. 

Essence de Patchouli (Alyssa Ashley) - 2009 - Legnoso (Gianluca Perris)
Geranio, Rosa, Rizoma di Iris, Patchouli, Legno di Guaiaco, Cedro della Virginia, Cumarina, Labdano Francese, Vaniglia, Muschio, Legno di Cashmere

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mercoledì 3 giugno 2020

Gold Flowers - Montale

Sono stata omaggiata del sample di Gold Flowers quando sono andata in visita al negozio di Montale a Milano, dove un commesso gentilissimo e disponibile mi ha permesso di annusare tutte le profumazioni di cui avevo solo letto e che mi attraevano. Le mie curiosità spaziavano tra gelsomino, tuberosa e fiori d'arancio, vaniglie e cioccolati, e amarene di Mancera. Alla fine ho optato per Wild Cherry di Mancera, mi sono innamorata perdutamente di Choco Violette di cui il commesso mi ha preparato una travel size, e tra i tanti campioncini perfettamente aderenti ai miei gusti c'era anche Gold Flowers che non avevo annusato. L'ho provato a casa, e immediatamente sono stata presa e riportata nel passato. Il ricordo di un profumo degli anni 80 o 90, complesso come si usava allora, fiorito e opulento, raffinato, elegante. Per tutto il giorno continuo ad annusarmi l'interno del polso dove l'ho spruzzato, è una meraviglia. Incarna l'idea dei profumi fioriti degli anni '80, come Giò di Giorgio Armani, Valentino il primo profumo di Valentino, che avevo e adoravo, tutti profumi che ormai non esistono più. Profumi che richiedevano sicurezza di sé per portarli e non farsi portare in giro da loro. Stupendi, da scia, persistenti, ammantanti. 

Come i profumi a cui faccio riferimento, Gold Flowers è un bouquet di fiori e spezie in cui è percepibile una tuberosa caldissima e speziata, il fuoco aromatico dei chiodi di garofano (che amo molto), e un tappeto legnoso morbido e caldo. Mentre le tuberose che andavo curiosando non mi avevano fatto cadere del tutto nel loro incanto, Gold Flowers è invece magico. Perfetto per quando ci si vuole sentire estremamente femminile, segretamente sexy e sensuale, potente e istintiva come quando si indossa biancheria di seta sotto una pelliccia. Erano gli anni '80 baby! 

In questo tripudio di sensualità raffinata non bisogna pensare però ai classici femminiloni orientali caldi di spezie ma anche di essenze animali. Nessun animale qui, la profondità e l'ancoraggio dei fiori è delegata ai legni secchi e caldi, e morbidi e caldi, in una combinazione perfetta che tiene legata la tuberosa e le spezie, brucianti, piccanti, in una combinazione destinata a durare ore sulla pelle. 


Gold Flowers (Montale) - 2009 - Orientale Floreale (Pierre Montale)
Tuberosa, Pepe, Chiodi di Garofano, Ylang Ylang, Legno di Sandalo, Ambra Grigia, Peperoncino