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mercoledì 10 novembre 2021

Charlie - Revlon

 


Un profumo che ha rivoluzionato la società. 

Intanto una premessa , Charlie e Charlie Blue sono lo stesso profumo, nel 1973, quando è uscito, si chiamava solo Charlie, me ne portò una boccetta mio papà dall'America e rappresentò una rivoluzione nel mondo dei profumi, per il suo intento di donare potenza e confidenza in se stesse alle donne, emancipandole. Nella pubblicità comparivano modelle attrici, note all'epoca, che sorridevano, indossavano pantaloni, guidavano macchine, ed emanavano modernità e sicurezza in se stesse. 

Nel tempo, dopo i numerosi Charlie Red, Silver, Gold etc. Revlon ha rinominato il primo Charlie originale in Charlie Blue, per distinguerlo dagli altri colori. Seppur ovviamente riformulato e un po' il fantasma di se stesso Charlie Blue ha lo stesso DNA di Charlie prima uscita. 

Ne ho comprato recentemente una boccetta e appena spruzzato, sono stata riportata indietro nel tempo. La complessità delle fragranze dell'epoca, un piccolo gioiellino di fiori, muschi, legni, terra bagnata e aldeidi che nonostante la concentrazione in eau de toilette ne bastavano due spruzzi per creare una scia che durava ore. Una fantastica ed economica macchina del tempo per tornare negli anni '70.

Ricordo che la boccetta arrivata dagli States era una edizione limitata, completamente a specchio, contenuta in un sacchettino di velluto blu. Spesso mio papà mi portava, di ritorno dai suoi viaggi all'estero, un profumo. Erano profumi chypre, da donna, ma io li adoravo e mettevo anche se piccola, a volte è solo l'attitudine che fa portare un profumo invece che farsi portare da lui.

La versione attuale vira un po' troppo sull'unisex, mancano i fiori bianchi che nella versione vintage rimanevano sempre presenti. Nonostante sia una eau de toilette ha la persistenza che avevano i profumi all'epoca quando non c'era bisogno di comprare l'eau de parfum o l'extrait de parfum per (sperare) di avere intensità e persistenza. Charlie, con un paio di spruzzi, si fa le sue due belle ore di presenza statuaria e poi se ne fa altre 6/8 come skin scent molto percepibile. 

Mi piace pensare che indossandolo si possa rivivere quel periodo d'oro per le donne, dove il sapore della conquista dei diritti pari a quelli degli uomini era un sapore da gustare con forte presenza, una bella risata e caparbietà audace.

Charlie (Revlon) - 1973 - Floreale Aldeidato (Francis Camail)
Aldeidi, Boccioli di Limone, Giacinto, Estragon, Pesca, Rosa, Radice di Iris, Galbano, Gelsomino, Gardenia, Mughetto, Geranio, Coriandolo, Giglio Bianco, Garofano, Chiodi di Garofano, Ciclamino, Violetta, Legno di Cedro, Muschio di Quercia, Sandalo, Vetiver, Muschio, Vaniglia



mercoledì 16 marzo 2016

La Panthère - Cartier


"La Pantera in questione era Jeanne Toussaint, musa ispiratrice e amante di Cartier. Questo nomignolo le era stato affibbiato per il carattere indipendente e ribelle.
La Pantera, simbolo della Maison, celebra anche il profumo Panthére edito nel 1986. Due modi di declinare la femminilità indomita e sensuale."
Così recitano le informazioni su questo profumo classico e moderno nello stesso tempo.
La Panthère si apre come un fiore bianco appena sbocciato su un fondo di odore d'erba tagliata umida. Il fiore bianco è una gardenia, con il caratteristico odore indolico misto a quello agrumato fresco. Nel giro di pochissimi istanti, sale il profumo di muschio. E' un muschio dalle note pungenti come speziate, non ha nulla del muschio che di solito su di me finisce con il sapere di lacca, questo muschio mi piace, non è sporco ma ha una nota animale di pelliccia calda e arruffata, come quando il gatto di casa diventa un po' nervosetto e ti ricorda che, anche se di una taglia più piccola, può essere pericoloso come i grandi felini selvatici. Calmata la belva, arriva leggiadro un miscuglio di frutti disidratati, zuccherini e profumati, concentrati e pieni di sole. Il profumo si scalda sulla pelle grazie all'odorarlo da vicino e sale odore di corteccia umida che si scalda sotto i raggi di sole che filtrano tra le foglie degli alberi. Diventa boschivo e meditativo.
E' un profumo molto femminile, che richiama gli anni '80, ma che lo fa in maniera anticonvenzionale e super moderna. Leggiadro la dove quelli erano pesanti.
Sicuro senza bisogno di ostentare ricchezza.
Alla fine ritorna la gardenia, nella sua accezione più femminile e romantica, si mischia all'odore di bosco e così rimane, per moltissime ore, profondo e caldo.



La Panthère (Cartier) - 2014 - Chypre Floreale (Mathilde Laurent)
Gardenia, Muschio Animale, Rabarbaro, Fragola, Frutta Disidratata, Mela, Albicocca, Muschio di Quercia



sabato 27 settembre 2008

So - Carrement belle & Philosykos - Diptyque


"So" è stato il primo acquisto che ho fatto in quella che è diventata la mia profumeria di fiducia.
L'ho comprato insieme a Philosykos di Diptyque e per me sono indossolubilmente legati. Ero entrata per curiosare e Tiziana, la gentilissima proprietaria, mi ha accontentato. Spruzzava sulle mouillettes i profumi che mi ispiravano dal nome e ne annusava con me l'evoluzione, poi con una competenza invidiabile mi spiegava la storia del profumo o l'idea che ne stava alla base. Insieme abbiamo individuato gli ingredienti, o meglio lei li sapeva io li scoprivo al momento. E ogni volta che vado lì, la magia si ripete. E' stato così che ho visto Philosykos del quale mi ricordavo di aver letto anni prima su un libro che parlava di abbigliamento. Mi era rimasto impresso perchè il fico è uno dei miei frutti preferiti e il profumo dell'albero di fico mi ricordava estati lontane nel tempo, sole e felicità, mare e spensieratezza. Quando l'ho annusato, prima sulla carta poi su di me, ho capito che poteva entrare nella cerchia dei "miei" profumi. Quelli che in qualche modo mi identificano, che rivelano una delle mie sfaccettature. Philosykos è un profumo compatto e cremoso. Non ha niente della dolcezza del frutto, è il verde dell'albero ad essere protagonista, e il calore del sole che ne scalda le foglie. E' come essere arrampicati, sotto l'ombra di un albero di fico con il sole che dardeggia tra le foglie trilobate. Poco lontano il mare gioca con uno specchietto, ma è un gioco silenzioso perchè tutt'intorno è solo rumoreggiare di cicale.

Philosykos - (Diptyque) 1996 - Verde - (Olivia Giacobetti)
Foglie di fico, Legno di fico, Legno di cedro bianco

Poi Tiziana mi ha fatto annusare So e dalle estati della mia infanzia, mi sono ritrovata di colpo in inverno, alla scuola di danza classica. So è il profumo della mia maestra di danza, Armida, che aveva ballato alla Scala, che ci raccontava di quando erano andate in tourneé in Russia e in Egitto, lei e sua sorella, tutte e due ballerine. Dalla Russia aveva appreso la disciplina nell'insegnamento, dall'Egitto aveva portato a casa un occhio di Ibis, trasformato in gioiello, che portava come pendente attaccato ad una catena d'oro. Eretta come solo le ballerine sanno stare, calzava stivali alti di pelle nera e camminava tra noi bambine correggendo con un bastone sederi sporgenti e gambe piegate. L'occhio di Ibis sobbalzava leggermente sul petto e ti fissava, insieme ai suoi occhi quando chinandosi sistemava la postura scorretta di un arto o di una schiena. E proprio in quel momento di vicinanza sentivo il suo profumo. Un profumo che parlava di viaggi in paesi lontani, di teatri, di tutù e scarpette da punta. Di musica classica e di danza. Di arte, di cultura.

Ancora adesso mi basta metterli per rivivere fortemente queste emozioni. Certe volte, allora, stò sull'albero di fico, nascosta al mondo e certe volte divento la maestra di danza classica, altera e misteriosa. So (Carrement Belle) - (Chypre) (Frank Jammes)
spezie, fava tonka, patchouli, vaniglia, muschio, ambra