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giovedì 6 febbraio 2020

Tinharé - Le Couvent des Minimes

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Tinharé è un'isola del Brasile, famosa per le sue spiagge di sabbia finissima e per il mare incontaminato, la natura tropicale rigogliosa che si riversa fino all'Oceano, i cieli tersi di un turchese vetrificato. 
Questo lo spunto, l'ispirazione data al naso, per creare uno dei profumi de Le Couvent des Minimes che si situa tra le altre creazioni, tutte ispirate a luoghi lontani, antichi porti e rotte di viaggio della via delle spezie. Di questi luoghi e di queste ispirazioni fanno parte anche Smyrna e Santa Cruz di cui ho già scritto su questo blog. 
Ma Tinharé non parla la lingua del mare, della frutta tropicale succosa, del sole sulla pelle, Tinharé parla una lingua tutta sua, fatta di sussurri che si insinuano sotto la pelle dell'altro.
Un linguaggio nuovo indecifrabile, non scandagliabile, misterioso, dove l'intento non è capire le singole note parole ma farsi avvolgere dal suono di questa lingua straniera. 
Ogni volta, ogni volta, ogni volta che lo metto c'è qualcuno che mi ferma per dirmi che buon profumo ho, con la faccia interrogativa di chi non riesce a collocare una nuova informazione tra quelle già acquisite, catturato dalle note come dalle parole di un incantesimo pronunciato con un soffio di voce, perché Tinharé non urla, non riempie la stanza in maniera squillante ma lo fa insinuandosi, sostituendosi alla atmosfera, così sottilmente che non ci si rende conto che in breve tempo ti ha portato in un altra dimensione, su un pianeta parallelo dove le percezioni sono di pelle.
Non si sente il mandarino o il gelsomino o la vaniglia, ma ci sono. Impregnano le note di legni morbidi leggermente salati, e creano una amalgama che coinvolge il senso del tatto insieme all'odorato, come se le parole della sua lingua sconosciuta, toccassero la pelle dell'altro con il soffio caldo dell'atto del pronunciare. Morbide e delicate come carezze uditive olfattive. Come se donasse una seconda pelle, fusa con la propria, calda e magica, che vibra e risuona sommessamente ad ogni sospiro.
Tinharé è il profumo del desiderio intuito. 

Tinharé (Le Couvent des Minimes) - 2019 - Orientale Floreale Baccarat (Eric Fracapane)
Mandarino, Gelsomino, Note Legnose, Vaniglia

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giovedì 26 dicembre 2019

Smyrna - Le Couvent des Minimes

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Smyrna è un profumo strano, bilaterale, dove alla freddezza del vetiver e soprattutto della rosa, si contrappone il calore bollente del pepe nero e delle note legnose e speziate. E così produce una sensazione di volo, con i piedi ben ancorati a terra. 
La freddezza della rosa è paragonabile a quando si tocca il marmo, freddo si ma vivo, liscissimo dove lo scultore ha lavorato per dargli una forma plastica, ruvido dove ha lasciato i segni dello scalpello. E' per questo che la rosa in Smyrna, nonostante sia fredda, da l'illusione di morbidezza e trasparenza, come certi veli cesellati nella pietra. 
Il pepe nero perde un poco la nota bollente ma rimane caldo, tangibilmente caldo attraverso le narici. 
Dopo qualche minuto, tutte queste note in combattimento, si fondono in un insieme ne maschio ne femmina, saponoso pulito, tagliente. Mi affiorano alla mente sensazioni ricordo di vetrate a piombo nelle chiese, da cui filtra la luce colorata a seconda del settore. L'odore che rimane in quelle chiese vuote dove aleggia ancora un filo di incenso. E poi è come camminare a piedi nudi su un tappeto di petali di rosa e spezie, in un continuo alternarsi tra occidente e oriente, tra chiese cattoliche e impero ottomano, tra modernità e passato. 

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Smyrna (Le Couvent des Minimes) - 2018 - Chypre Floreale (Jean-Claude Ellena, Amelie Bourgeois, Thomas Fontaine e Eric Fracapane)
Agrumi, Rosa Turca, Pepe Nero, Cardamomo, Vetiver, Note Legnose

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mercoledì 6 novembre 2019

Santa Cruz - Le Couvent des Minimes

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Santa Cruz è un profumo evocativo di quella vegetazione tipica della macchia mediterranea, dove esaltati dal calore del sole riflesso sulle pietra bianche, dal terreno salgono profumi di erbe selvatiche che sembrano secche ma appena le sfiori emanano tutta la loro potenza aromatica. Quando sento questa tipologia di profumi la mia mente ritorna immediatamente a ricordi di infanzia sulle isole: Corsica, Sardegna, Jugoslavia, Grecia... tutte accumunate dal sentore di piante che crescono solo in questi luoghi, salvia argentata, elicriso, finocchietto selvatico, erbe di campo vicino ai muriccioli di pietre, fichi centenari nei cortili di case di sassi diroccate, more di rovi coperti dalla polvere della strada sterrata, silenzio rotto dal frinire dei grilli e dalle cicale man mano che ci si avvicina alla pineta. 
Santa Cruz è parente di Philosykos, anche se non ne condivide il fico (perlomeno non dichiarato in piramide). E' caldo e fresco insieme, ti trasporta, e ti deposita a pochi metri dal mare, un mare di scogli, scomodo e un po' selvatico, un mare per bambini che giocano a nascondino nel campi, che esplorano le pietre antiche. 

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Santa Cruz (Le Couvent des Minimes) - 2018 - Agrumato Aromatico (Jean-Claude Ellena, Amelie Bourgeois, Thomas Fontaine e Eric Fracapane)
Bergamotto, Agrumi, Cedro, Eucalipto, Vetiver