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venerdì 12 agosto 2011
Do Son - Diptyque
Do Son racconta la favola dell'infanzia di Yves Coueslant, un fondatore di Diptyque, in Vietnam. La pagoda nel porto di Haïphong, nel Nord Indocina, dove la madre riposava al riparo della calura umida tropicale. Do Son racconta di fiori bianchi a mazzi con petali grassi e umidi, la tuberosa, dal profumo stordente ed oppioide.
Eppure la tuberosa qui è resa fresca e verde e brillante come vetro. Do Son è un profumo freddo e bianco. Dalla sensualità trattenuta. Tutta l'integrità di un fiore non schiuso. La Tuberosa è appoggiata sul melange creato dagli altri ingredienti, come un bocciolo appoggiato su una candida pezza di lino.
Tutto avviene nell'ombra, e nella improvvisa folata fresca di un monsone.
Do Son (Diptyque) - 2005 - Floreale (Fabrice Pellegrin)
Foglie d'Arancio, Muschio, Rosa Canina, Tuberosa, Benzoino, Iris
domenica 2 gennaio 2011
Patchouly - L'Erbolario Lodi
Il Patchouli è una pianta della famiglia delle Labiate, cresce maggiormente in Malesia, Filippine, Giava. In quei luoghi è ampiamente usata anche a scopo farmacologico, come pianta tonificante e rinvigorente.
Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...
Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale -
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java
Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...
Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale -
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java
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