mercoledì 9 dicembre 2020

Twilight - Lush

Twilight è un profumo introvabile che ora può essere sentito solo nella versione body spray, di tutto rispetto olfattivamente ma che mi infastidisce esteticamente. Il flacone con il quale Lush ha scelto di commercializzare i body spray sono a mio avviso estremamente brutti. 

Basandomi sulla sola descrizione della piramide e alcune recensioni sul loro sito, ho proceduto all'acquisto al buio e mentre per alcuni il risultato è stato uno scontro di sensi, per Twilight è stato amore.

Consigliato come pillow spray per rilassare e far sprofondare in sonni profondi e sereni, Twilight fa il suo dovere, l'incantevole profumo di lavanda concilia l'arrivo di Morfeo e ti ritrovi nelle sue braccia in pochi minuti. La sorpresa arriva al mattino, quando ti risvegli sentendo profumo di biscotti al burro di lavanda, quelli che fanno nella Riviera Ligure tra Imperia e Sanremo nel borgo di Lingueglietta, memoria di antiche ricette medioevali. Annusi l'aria con le papille gustative in sollucchero e poi ti rendi conto che quell'ineffabile profumo sei tu.

La prima volta che ho assaggiato i biscotti al burro e lavanda è stato a Celtica. Uno stand di biscotti artigianali arrivato fin nel bosco del Peuterey, nella Val Veny alle pendici del Monte Bianco in Val d'Aosta per partecipare a questa manifestazione che raduna una eterogenia di appassionati di danze tradizionali, musicisti provenienti da ogni parte del mondo, artigiani, laboratori, gruppi di rievocazioni storiche, che per una settimana vivono nel bosco immersi in una atmosfera quasi magica, ricca di stimoli, musiche antiche e libera espressione. 

La burrosità tangibile unita all'aromaticità della lavanda rende questi biscotti un prodotto di nicchia, che al morso e all'olfatto riporta a memorie di sapori antichi e perduti.

Alla prima spruzzata Twilight è una sferzata di spighe di lavanda, fiori e gambi, tutto. Aleggia e si deposita innescando un naturale allargarsi di narici, per riempirsi totalmente dell'aroma di lavanda. Inafferrabile. Dopo un periodo di latenza di mezz'oretta, dove Twilight sembra sparito, provato alla luce del sole per testarlo come profumo da indossare di giorno eccolo che riesplode. E riesplode mutato, morbido e rotondo, burroso e magnifico, come il profumo dei biscotti alla lavanda, eppure non gourmand. Aromatico e suadente, rimane aderente alla pelle profumandola soavemente. 


Twilight (Lush) - 2010 - Ambrato Floreale (Mark Constantine)

Lavanda, Fava Tonka, Benzoino, Ylang ylang

Testati insieme a Twilight ci sono stati anche:

Sex Bomb, di lui mi aveva attratto la nota di Salvia Sclarea, unita a Gelsomino e Ylang ylang, e che mi ricorda un profumo di altri tempi Fidji di Guy Laroche.

Let the good times roll, popcorn, pane, cannella, dove la nota di pop corn dolce è predominante e molto persistente. Solo per indossi rari e occasioni selezionate.

Turmeric Latte, purtroppo non più trovabile, mi attiravano le sue note di Fava Tonka, Benzoino e Vaniglia e un altro body spray di cui non ricordo più il nome e che aveva come note olfattive Fava Tonka, ylang ylang e benzoino.

Si capisce che adoro la nota di Benzoino?

sabato 7 novembre 2020

Shaghaf Oud - Swiss Arabian

 



Contrariamente ai suggerimenti letti sulla rete, per me Shaghaf Oud è veramente troppo in autunno/inverno, dove la nota di vaniglia che pur mi piace, qui diventa sulla mia pelle troppo invasiva. Di Shaghaf Oud mi piace la partenza con questo zafferano super morbido e rotondo, che abbinato ad una sensazione di pulizia talcata di petali di rosa è assuefacente. C'è un ma. Forse per me la nota pralina, leggermente liquorosa, non me lo fa apprezzare del tutto. Quella punta troppo dolce, anche per me, disturba la bellezza dell'accordo zafferano. E per di più è un mostro di persistenza. Spruzzato sulla stoffa se ne impossessa e diventa un essere vivo e autodeterminato. Con uno spirito di autoconservazione che il Terminator mutaforma cattivo diventa una educanda remissiva al confronto.
Non conosco la concentrazione, ma sulla pelle crea un velo lucido di olii essenziali strepitoso, che aderisce alla pelle come un olio corpo profumato, nutrendola senza ungere e profumandola meravigliosamente per ore. E ore. E ore. 
E' uno di quei profumi che bisogna saper portare, con personalità e baldanza. Altrimenti soccombi. 
La bottiglia è un lingotto d'oro talmente oltre da diventare iconico, perfettamente liscio davanti e matelassè sul retro, così come il tappo che identifica la linea degli Shaghaf di Swiss Arabian. 
La soddisfazione estrema che da questo profumo, unitamente agli altri di questa casa profumiera degli Emirati Arabi Uniti, sta secondo me nell'assaggio di come vengono intesi i profumi nel mondo arabo ma con un approccio moderno e pratico (e fortemente competitivo nel prezzo). Profumi che hanno una personalità forte, magari che si rifanno a profumi più blasonati di nicchia ma migliorandoli nella maggior parte dei casi. 

A distanza di tempo, ora che è maggio, Shaghaf Oud diventa adorabile, dopo la prima oretta la pralina liquorosa si affievolisce e diventa un profumo sensuale senza essere gourmand. Il consiglio letto su fragrantica, di non spruzzarlo in zone troppo sotto il o sulla linea del naso (incavo dei seni, dietro le orecchie) è stato utilissimo, perché sentirlo continuamente sotto il naso ne distorce la percezione. Quindi uno spruzzo sulla nuca sollevando i capelli, uno nella porzione interna di braccio che va dal polso all'incavo del gomito e poi a stampo il trasferimento sull'altro braccio. Non di più e ci si sentirà avvolti leggiadramente per ore da questa nuvola di morbida sensualità. 

Shaghaf Oud (Swiss Arabian) -  - Ambrato dolce (-)
Zafferano, Legno di Agar Oud, Rosa, Pralina, Vaniglia

P.S. Shaghaf Oud si presta moltissimo alla layerizzazione, perché con la sua alta percentuale di oli essenziali lega a sé anche quelli contenuti nell'altro profumo amalgamandosi cremosamente. Seguendo il consiglio letto da una ragazza sulla pagina di Adjiumi che l'aveva layerizzato con Patchouli Nosy Be di Perris Montecarlo, ho tirato fuori Essence de Patchouli di Alyssa Ashley, che viene menzionato come molto somigliante a Essence de Patchouli di Perris Montecarlo (che possiede anche il marchio Alyssa Ashley) e a Labdanum 18 di Le Labo; con questa combinazione la nota troppo dolce di Shaghaf Oud viene inghiottita dalla a me più cara dolcezza polverosa amara di Essence de Patchouli trasformando tutto fin da subito in una meravigliosa sciarpa di cachemire impalpabile, di quelle che si possono portare anche d'estate e sono sempre perfette. A questo punto ho avuto una illuminazione e ho tirato fuori un profumo maschile di Zara colpita dalla nota di legno di sandalo identica ad una collana di legno di sandalo che mio padre mi portò di ritorno da un viaggio in India. Scent #1 di Zara è molto secco, particolare, molto maschile e viene menzionato come molto somigliante a Santal 33 di Le Labo, unito a Shaghaf Oud rimane molto prevalente ma viene smussato nella sua asperità e dopo circa venti minuti i due profumi si alternano nel venire in superficie, è un bel gioco e mi da la possibilità di utilizzare un profumo che altrimenti avrei usato pochissimo anche se mi piace. 

sabato 31 ottobre 2020

Habanita - Molinard


Edizione Eau de Parfum della eau de toilette del 1924 Habanita in realtà nasce nel 1921per profumare le sigarette. Sotto forma di cartine profumate da mettere nel portasigarette per profumarle o come liquido munito di una bacchetta di vetro con la quale strisciare la sigaretta già accesa per profumarne il fumo. Molto probabilmente, una mano femminile, giocherellando con la bacchetta di vetro ebbe l'intuizione di profumarsi il polso e questo semplice gesto cambio la vita di Habanita che ben presto divenne ricercato da una nutrita schiera di donne che lo vollero per profumarsi con un profumo totalmente diverso da ciò che il mercato offriva loro al tempo. Non più solinota di fiori romantici ma un profumo denso e profondo, a tratti quasi aggressivamente maschile per il cuoio e il retrogusto muschiato dei fiori, dato dal muschio di quercia. Incenso e vetiver, piuttosto prepotenti, ne fanno quello che oggi verrebbe considerato un profumo di nicchia senza declinazione di genere. 
Non è un profumo facile, lontano anni luce dal presente ma anche dal passato conosciuto ai più, non è un profumo da vecchia signora per intenderci, è un qualcosa di totalmente diverso. 
La prima volta ho fatto l'errore di provarlo in estate, dove le sue note risultano stordenti, dure, invasive, tanto da farmelo mettere via in fretta con un senso di pentimento per l'acquisto al buio.
Riprovato dopo un anno emmezzo, in una fredda giornata di inizio ottobre, Habanita esplode sulla pelle con fiori, talco, aldeidi che lo fanno assomigliare ad un cugino di Chanel N.5. Ma è un cugino anomalo, ben presto una nota pungente e caldissima trasporta tutte le altre e le deposita sulla lingua e sulle labbra. Le molecole odorose diventano da olfattive a gustative e bruciano piacevolmente sulle mucose, dando il gusto di quel tabacco profumato. 
Non bisogna indulgere nel sovradosaggio, Habanita si gusta così, a piccole dosi. Tanto ci pensa lui ad insinuarsi e pervadere ogni centimetro di pelle. Corre e si espande, ci sono profumi che si comportano così. Allora sulla pelle, in piccole dosi, come facevano le donne che lo strisciavano con la bacchetta di vetro, ti ripaga donandoti un aurea speciale, affascinante e senza tempo. Carica di ricordi di un passato torbido e fumoso, ricco, opulento, e tutto votato allo sfrenato gustare la vita in ogni attimo e nello stesso tempo proiettato in una scia luminosa che arriva ai giorni nostri e continua oltre, incurante delle mode del momento.
Come una donna audace, che dagli anni '20 è arrivata guidando una macchina come nei quadri di Tamara de Lempicka, guanti e cappuccio di pelle, sguardo liquido, piglio moderno. 


Tamara de Lempicka, Autoritratto nella Bugatti verde (1932) 


Habanita (Molinard) - 2012 - Orientale (Mathieu Nardin)
Geranio, Lentisco o Mastice, Petit Grain, Vetiver, Gelsomino, Ylang ylang, Cedro, Noce Moscata, Eliotropio, Rosa Taif, Mimosa, Muschio, Sandalo, Patchouli, Muschio di Quercia, Ambra, Vaniglia 

giovedì 10 settembre 2020

Pink Sugar - Aquolina

 


Ho acquistato Pink Sugar in un momento di follia. Ogni tanto ripensavo al profumo sentito su una cliente, Acqua di Zucchero, e la voglia di risentire quella fragranza mi ha fatto provare qualcosa che sulla carta dicono somigli molto ma in realtà è lontano anni luce. 

Acqua di Zucchero lo ricordo ancora come caldo, caramellato ma non stucchevole, Pink Sugar invece ha una dolcezza stucchevole, solo di zucchero e frutti rossi, senza connotazioni bourbon come certe mie vaniglie preferite. E Pink Sugar, dopo un inizio di lampone succoso e agrumato diventa zucchero puro. Come andare alle giostre e annusare l'insieme di tutti i dolciumi delle bancherelle. 

Mai amato le giostre e sulle bancherelle quello che mi ha sempre attirato sono solo i croccanti o le mandorle caramellate. Eppure Pink Sugar ha un suo perché, spruzzato sulla pelle, dopo l'inizio dolcissimo diventa un profumo di pelle di bambino che ha mangiato lo zucchero filato o le caramelle gommose. Un misto di profumi Haribo e zucchero a velo. 

Ora che inizia il periodo autunnale voglio provarlo con le temperature fredde, per stemperare alcuni maschili troppo aspri, per addolcire e fissare alcuni agrumati troppo... agrumati. Non sarà mai un mio profumo preferito, ma voglio dargli una chance, nella speranza che la sua intensità iniziale non inglobi tutto in una palla di zucchero filato. 

Pink Sugar (Aquolina) - 2004 - Floreale Fruttato Gourmand (Givaudan, Shyamala Maisondieu)
Lampone, Arancia, Bergamotto, Foglia di Fico, Zucchero Filato, Liquirizia, Bacche Rosse, Fragola, Mughetto, Caramello, Vaniglia, Muschio, Fava Tonka, Sandalo

giovedì 27 agosto 2020

Joop! Homme - Joop!

 















Come ogni anno, così come quando arriva marzo e le avvisaglie di primavera sento il bisogno di indossare profumi floreali e molto femminili, quando arriva l'estate e il gran caldo, improvvisamente la mia mente vaga verso i profumi maschili. Anche se, detto per inciso, queste due categorie sono veramente molto opinabili, i profumi non hanno sesso, rispondono solo alla pelle, però dicendo profumi maschili, nella profumeria broadcast si intendono tutti quei profumi freschi, agrumati, tonici, fougère che solitamente abbondano nel reparto uomo delle profumerie. Ecco così che parto alla ricerca del profumo che mi faccia sentire fresca e pimpante anche nell'afa o nel clima torrido. 

E come ogni anno mi scontro con la nota ormai imperante in quasi tutti i profumi "da uomo" (solitamente accompagnata dalla colorazioni azzurra del liquido ma non necessariamente) e che rovina al mio naso qualsiasi fragranza. Sto cercando di individuare di cosa si tratta, credo sia un calone di nuova generazione (i primi caloni utilizzati negli anni '90 non mi disgustavano, anzi erano molto rigeneranti) che per il mio olfatto risulta sgradevolmente umido metallica, con qualcosa di troppo maturo sottostante. 

Quindi giro per il reparto uomo, annuso senza spruzzare per fare una prima selezione che non superano in parecchi, finché individuo un profumo che risale agli anni '90, all'epoca in un viaggio a Tenerife, ricordo che le vetrine delle profumerie erano tutte bardate con la scritta Joop!

Joop! Homme parte subito a razzo, con tutti gli agrumi che ha fissati alla pelle dalla cannella e da legni e spezie calde. Il gelsomino ma soprattutto i fiori d'arancio sono rotondi, morbidi, e si contrappongono alla spigolosità della partenza, subentra un miele amaro, trinciato di tabacco da pipa aromatico, un leggerissimo sentore di cuoio fumé, come se ti stringesse in un abbraccio un uomo con indosso un giubbotto da aviatore, di quel tipo di pellame morbido e scamosciato dall'usura degli anni, con la pelle pulita liscia profumata di sapone da barba. Sandalo e una vaniglia non zuccherosa, steccata con chiodi di garofano, ancora cannella, un lieve patchouli, e un salto nel vuoto in un turbinio di spezie e fiori. 

Joop! Homme è potente e persistente senza però le caratteristiche negative spesso associate a queste qualità. Si fa sentire ma non si impone, si amalgama al profumo di una donna abbracciandola senza sovrastarla o peggio ancora cancellare il suo profumo. E' molto originale, avanti nel tempo, tanto da essere insolito quanto lo fu Fahrenheit nel rappresentare il punto di rottura con il passato e la svolta nei profumi da uomo e con il quale condivide quella nota catrame e fiori che mi piace in tutte e due.

In estate ti sferza in inverno ti scalda. E poi, dopo qualche ora diventa di una morbidezza calda e confortante. Come un uomo maturo, centrato, che non deve dimostrare nulla, che non si agita, e che sa coccolare, la fava tonka ha operato il suo mistero.

Joop! Homme (Joop!) - 1989 - Ambrato Fougère (Michel Almairac)

Bergamotto, Mandarino, Fiori d'Arancio, Limone d'Amalfi, Cannella, Eliotropio, Gelsomino, Cardamomo, Mughetto, Patchouli, Vaniglia, Sandalo, Vetiver, Miele, Tabacco, Fava Tonka

sabato 15 agosto 2020

Lost Cherry - Tom Ford

 


Partiamo subito chiarendo una cosa, sono arrivata a Lost Cherry perché Gloria di Cacharel non è più sul mercato. Volevo un profumo che sapesse di amarena, la parte amara e mandorlata del profumo di amarena e sulla carta Gloria era il profumo perfetto. 

Purtroppo per dinamiche a volte incomprensibili, nonostante Gloria sia diventato così ricercato che gli ultimi esemplari rimasti vengono venduti ad un prezzo decuplicato, Cacharel non mostra di volerlo riportare in vita. 

E arriviamo a Lost Cherry. 

Nocciolo di albicocca, mandorla amara, amarena sciroppo, fumo di legna proprio quello di camino in montagna, queste le prime sensazione che salgono da Lost Cherry appena spruzzato sulla mia pelle.

Fa caldo e queste avvisaglie mi dicono che non è proprio la stagione più adatta, rischia di diventare veramente ingestibile. E poi fanno capolino i legni speziati pungenti caldi, talmente pungenti per le narici da essere termicamente percepibili. La cannella, quella delle cicche Brooklyn rosse amaranto gusto cinnamon per chi se le ricorda, è molto presente, come il suo olio essenziale che annusato molto da vicino irrita lievemente la mucosa più interna delle labbra che iniziano a formicolare.

Visto il gioco di parole nascosto dietro il nome del profumo, questo effetto sembra quasi voluto. 

Lost Cherry è un profumo dolce stucchevole in maniera differente, per via dello sciroppo di amarene invece che dalla classica vaniglia. Rende meglio sulla pelle rispetto ai vestiti proprio perché sulla stoffa rimane più tempo dolce sciropposo mentre sulla pelle, la mia perlomeno, vira ai legni caldi affumicati dopo circa mezz'ora. Ma c'è un ma. Annusandolo bene e nello sviluppo, percepisco un sentore come di detersivo vim clorex. Alla mia pelle è precluso qualsiasi profumo di mughetto, perché lo trasforma in men che non si dica in odore di candeggina. Niente Diorissimo per me. Questo sentore di polvere candeggiante di atavica memoria che scaturisce e rimane sottostante le altre note olfattive, nonostante sia tra i miei profumi di pulito preferiti, qui mi disturba. 

L'ho provato anche con temperature più basse ma Lost Cherry rimane, per il mio gusto, troppo dolce pungente in estate e troppo dolce sciropposo in inverno. E sottilmente candeggiante sulla mia pelle in qualsiasi stagione.

Descritto come un profumo degno di Melisandre, la strega rossa del Trono di Spade, Lost Cherry è per me un no. La ricerca di Gloria continua...


Lost Cherry (Tom Ford) - 2018 - Orientale Floreale (Louise Turner)

Ciliegia Nera, Mandorla Amara, Liquore di Amarena Griotte, Amarena, Prugna, Rosa Turca, Gelsomino di Sambac, Fava Tonka abbrustolita, Balsamo del Perù, Vaniglia, Benzoino, Cannella, Sandalo, Cedro, Chiodi di Garofano, Vetiver, Patchouli 

sabato 1 agosto 2020

Lattedoro - Maison Gabriella Chieffo

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Cocco rapè, bucato pulito al sole, latte caldo, zucchero mielato, spezie morbide biscottose, curcuma secca polverosa, latte di mandorla, olio di mandorla dolce, crema solare spiaggia anni '70, caramello brulée, crema catalana, burro dentro la pasta frolla cruda, morbidezza, accento, abbraccio avvolgente, pelle nuda, white musk. Lattedoro, Gabriella Chieffo.


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Lattedoro (Maison Gabriella Chieffo) - 2018 - Orientale Vanigliato (Gabriella Chieffo)
Bergamotto, Cannella, Curcuma, Zenzero Fresco, Noce Moscata, Latte, Burro, Iris, Gelsomino, Cocco, Sandalo, Vaniglia, Cuoio

venerdì 31 luglio 2020

Boccioli di Limone - Monotheme Venezia

Con il progetto denominato Il Libro degli Agrumi, Monotheme ha creato 6 fragranze che racchiudono il profumo degli agrumi mediterranei. Tra profumo di Zagara, il fiore d'arancio, Bergamotto, Mandarino, Pompelmo, Verde d'Arancia e Boccioli di Limone, ho scelto proprio quest'ultimo. Con la sua partenza frizzante e freschissima, con l'aleggiare di un ricordo dei ghiaccioli al limone mangiati da bambina, e il successivo dischiudersi dei boccioli dei fiori di limone, questo profumo è soave, luminoso, trasparente e solare. Come annusare dei petali bianchi di fiori agrumati con una base di buccia di limone sia la scorza dall'olio essenziale pungente che l'albedo leggermente amarognolo. 

In una giornata di caldo, come quella in cui l'ho acquistato, è una ventata di freschezza da portare in borsa e vaporizzare tutt'intorno a sé. 

Come tutti i profumi esperidati, agrumati, non ha una grande persistenza, ma va bene così perché il piacere di rispruzzarselo è collegato alla bellezza di questa famiglia olfattiva che porta una ventata di freschezza tangibile, solleva l'umore, rinfresca il corpo e la mente, riscalda l'anima e illumina il cuore. 

Boccioli di Limone (Monotheme) -  - Agrumato (-)
Fiori di Limone, Scorza di Limone


sabato 25 luglio 2020

Ragù - Maison Gabriella Chieffo

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Ragù è un gran bel profumo, speziato secco, legnoso fumoso, leggermente cuoiato, caldo. Sulla mia pelle si scalda ancora di più dopo pochi minuti e annusarlo fa sentire un fuoco salire su per le narici, come quando si annusa il pepe o certi peperoncini killer. Lo amo molto e mi piacerebbe annusarlo sulla pelle di un uomo, per sentire le differenze dell'evoluzione. Dell'amato sugo, oltre al nome, c'è un richiamo nelle spezie, che però non hanno nulla di alimentare. Nella stagione fredda, abbinato ad un bel cappotto potrete togliervi l'insano sfizio di scioccare chi vi chiederà che profumo indossate: Ragù!

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Ragù (Maison Gabriella Chieffo) - 2014 - Aromatica Speziata (Luca Maffei)
Arancia, Bergamotto, Pepe Rosa, Pepe Nero, Chiodi di Garofano, Elemi, Noce Moscata, Cardamomo, Zafferano, Cuoio, Legno di Cedro, Legno di Cashmere, Patchouli, Cipriolo o Nagarmotha, Muschio, Note Legnose, Ambra

Nel 2015 Chieffo fa uscire una Variazione di Ragù, più morbido e avvolgente, più caldo e meno graffiante di Ragù.

Variazione di Ragù (Maison Gabriella Chieffo) - 2015 - Aromatica Speziata (Luca Maffei)
Arancia, Bergamotto, Pepe Rosa, Zafferano, Cuoio, Noce Moscata, Pepe Nero, Chiodi di Garofano, Elemi, Cardamomo, Legno di Cashmere, Patchouli, Legno di Cedro, Cipriolo o Nagarmotha, Muschio, Cumino, Vaniglia 

venerdì 17 luglio 2020

Taersìa - Maison Gabriella Chieffo

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Taersìa è una tuberosa proprio come piacciono a me, impetuosa, selvaggia, calda e speziata. Con quella nota canforata, mentolata iniziale che inganna i sensi come un ghiaccio bollente. E' un profumo estivo perché ci sento dentro una sensazione di mare, una percezione di pelle salata e calda sotto i raggi solari, un lievissimo profumo di crema solare di quelle che non vogliono ricordare i profumi tropicali ma quelle dal profumo raffinato, di fiori e femminilità. Il caffè è presente nella nota calda di tostatura più che del liquido. Come se in questo villaggio vicino al mare, fatto di case e strade in pietra bianca, accecanti sotto il sole, una scia lievissima provenisse da una torrefazione in un punto indefinito, nascosto tra le viuzze. A sostenere la tuberosa carnea una impalcatura di legni aromatici dolci, morbidi, non familiari, forse la nota della Cabreuva che dona una vellutatezza fresca che ho trovato solo in una altra famiglia di profumi di cui fa parte Tinharé e che chiamo Baccarat. 
Taersìa è una parola che in salentino significa Tempesta che Gabriella Chieffo ha scelto per chiamare questo profumo che nella sua ispirazione parla di una donna che si unisce ad uno sconosciuto in un amplesso amoroso per poi non rivedersi più. Complice il mare e la sua travolgente forza, questo incontro lascerà un marchio indelebile nei ricordi di entrambi. Di fatto Taersìa è un profumo sensualmente conturbante, ma non nella maniera classica bensì con un accento naturale, come quelle donne che emanano sex appeal senza esserne pienamente coscienti, per una peculiare consistenza della carne e della pelle, una luce particolare che emanano dagli occhi, per i capelli che ondeggiano ad ogni passo. Una bellezza felina e naturale. 

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Taersìa (Gabriella Chieffo) - 2016 - Floreale Legnoso Muschiato (Gabriella Chieffo)
Bergamotto, Elemi, Zenzero, Tuberosa, Incenso, Mirra, Caffè, Patchouli, Legno di Cashmere, Cabreuva, Ambra Bianca, Muschio

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lunedì 6 luglio 2020

Tranquillity Oil - Comfort Zone


Tranquillity Oil della Comfort Zone è un olio profumato che può essere usato per massaggi oppure come olio dopo il bagno o la doccia, da stendere sulla pelle ancora bagnata dove si trasforma in un fluido lattiginoso che idrata e mantiene morbida l'epidermide. Utilizzato su pelle asciutta è un olio setoso, non unto. Interamente costituito da oli naturali di mandorla dolce e di amaranto, la sua profumazione è dovuta alla presenza di oli essenziali che infondono una sensazione di benessere e tranquillità. Può anche essere aggiunto a creme corpo neutre o nell'acqua della vasca da bagno o dell'idromassaggio, dove con il calore dell'acqua espande la sua profumazione rasserenante e con la quale si può beneficiare dell'azione aromaterapica dei suoi oli.
La prima volta che mi è capitato di annusare Tranquillity oil è stato dopo un massaggio, la sua profumazione così iconica e inconfondibile aveva pervaso la mia psiche. Dopo ore era ancora presente una grande scia, la cui identità olfattiva era pari a quella di una eau de parfum. 
Quel giorno parecchie persone si erano avvicinate per annusarmi e chiedermi quale profumo indossassi.
Tutte con la stessa espressione di beatitudine dipinta sul viso.
Così, da grande utilizzatrice e appassionata di oli per il corpo profumati, sono riuscita ad accaparrarmi l'ultimo flacone e una volta a casa, ho utilizzato una boccetta vuota di un profumo di Serge Lutens, fatta l'etichetta, e confezionato una versione più adatta al trasporto di questo profumo in olio.

Ogni volta che lo metto, dopo la doccia oppure solo come profumo sui punti caldi, non posso fare a meno di inspirarne il profumo aromatico ma morbido che lo rende così fortemente riconoscibile tra molti. I legni di sandalo e di cedro sono avvolti nella morbidezza vellutata della rosa damascena, del geranio, dalla freschezza agrumata ma delicata dell'arancio dolce e dalla aromaticità balsamica del ginepro e leggerissimamente terrosa del vetiver. Tutto è però sapientemente miscelato per ottenere una profumazione dove non prevalga nessuno degli oli essenziali in particolare ma una armonia morbida e ovattata, quasi lattea, che infonda una profonda sensazione di benessere e rilassamento. Non ci sono punte ne asperità.
Avvolti da questo profumo confortante, soprattutto se usato come olio dopo doccia, si sta divinamente profumati per ore. Con la sua armonia si presta molto bene anche alle layerizzazioni, dove infonde delicatamente il suo iconico effluvio.


Tranquillity Oil (Comfort Zone) - 1996 - Legnoso Floreale Muschiato (-)
Olio di Mandorla Dolce, Olio di Amaranto, Legno di Cedro, Arancia Dolce, Rosa Damascena, Sandalo, Geranio, Vetiver, Ginepro della Virginia

sabato 4 luglio 2020

J by Jennifer Aniston - Jennifer Aniston



Ci sono volte dove provi a immaginare che profumo abbia una certa persona, ecco io se mi immagino Jennifer Aniston mi immagino che abbia proprio questo profumo, un profumo di crema solare elegante e leggera, di sabbia calda di sera, di fiori dolci bianchi, di pulito, di sale leggerissimo. Un profumo di pelle bionda castana dorata, morbida, accogliente, fresca, non aggressiva, da ragazza della porta accanto che è sexy senza saperlo. Vestita casual con colori naturali, come un acquerello, con una eleganza interiore data dal non essere artefatta ma semplicemente sensuale in modo morbido e ricettivo. 
J by Jennifer Aniston è un profumo veramente adorabile, che fa sentire bene, come dopo una giornata di mare, doccia fatta, capelli profumati asciugati dalla brezza marina, pelle ancora calda di sole, morbida di crema. 

J by Jennifer Aniston (Jennifer Aniston) - 2014 - Floreale Acquatico (Jean-Marc Chaillan)
Ninfea, Bergamotto, Note Marine, Gelsomino Sambac, Magnolia, Fresia, Vaniglia Bourbon di Tahiti, Muschio, Sandalo


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Soft Sandy Beach Digital Art by Michael Thomas


sabato 27 giugno 2020

Perceive - Avon

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A volte una piccola gemma si manifesta dove meno pensavi di trovarla.
Sono arrivata a Perceive grazie alla recensione di Patrizia di Mandorla e Cioccolata e alla fiducia nel genio di Christopher Sheldrake che tanto mi ha stupito e affascinato con le creazioni per Serge Lutens. 
Perceive, che in inglese significa percepire, è un profumo molto trasparente e arioso ma ha la persistenza tenace di un profumo denso di legni, spezie e resine. Come Sheldrake sia riuscito a donare tanta persistenza ad una creazione che per note e filosofia si attesta sulla presenza sottile, rimane un segreto. In un pugno di fiori dalla consistenza fresca, speziata e lievemente carnosa, mescola la dolcezza di frutti succosi, e un pepe bianco che si fa sentire, tangibilmente, nelle narici. Un pepe caldo freddo, profumato, pulito. Questa combinazione che parla di inizio estate, rimane aleggiante intorno alla persona, facendosi appunto "percepire" come una brezza leggera, fresco come immergere il corpo in un torrente in mezzo a una radura verde di erbe, fiori e cortecce rugiadosi. Questa qualità acquosa è gelida, non marina, ma di acqua dolce in eterno movimento, che proviene dai ghiacciai. Il pepe in questa dinamica da la sensazione di respirare quell'aria pungente e fredda che si respira vicino alla neve ghiacciata. 
E' solo dopo circa un'ora che subentrano i personaggi della seconda parte della storia che Perceive racconta, ai bordi del torrente ghiacciato, come un raggio di sole a mezzogiorno, un muschio pulitissimo e cristallino illumina ancora di più ciò che fino ad ora era già percepito come al massimo della luminosità, asciuga la rugiada e il sandalo e il cedro fanno emergere quella parte legnosa e un po' secca delle cortecce asciugate dal sole. Sulla mia pelle, che solitamente scalda molto i profumi, inizia solo ora a scaldarsi un pochino. C'è una nota floreale diversa da quelle iniziali, forse dell'orchidea della vaniglia, che con soavità, senza note zuccherine o gourmand chiude il bouquet iniziato dai fiori e dai frutti gialli. I legni si fanno più presenti, le erbe più secche. 
E' una bella sensazione quella che da Perceive, un profumo che ha una evoluzione molto complessa e si trasforma nel tempo. Come sempre Christopher Sheldrake racconta una storia olfattiva che parte con note a volte quasi ostiche e che mano a mano costruisce, modella, ribalta fino ad arrivare all'armonia. 

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Perceive (Avon) - 2000 - Orientale (Christopher Sheldrake)
Pepe Bianco, Fresia Gialla, Garofano, Prugna di Damasco, Pera, Ylang ylang, Sandalo, Muschio, Orchidea Vaniglia, Cedro



martedì 23 giugno 2020

Truth or Dare - Madonna

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La storia che racconta come la cantante Madonna sia una grande estimatrice di Fracas di Piguet per via del fatto che fosse il profumo indossato dalla madre quando lei era piccola è nota. E anche il fatto che con il suo primo profumo abbia voluto ricrearlo dandogli una sfumatura più moderna. Diventato ormai quasi introvabile e con una levitazione di prezzo Truth or Dare è la dimostrazione che quando si hanno le idee chiare, e i mezzi, si riesce ad ottenere ciò che ci si è prefissati. Di Fracas, che posseggo in versione eau de toilette, ha la luminosità. Non sono identici ma lo ricorda come appunto un omaggio. Truth or Dare parte piuttosto squillante e frizzante con una accoppiata tuberosa e gardenia che rimane presente per tutta la durata del profumo. Inizialmente è una esplosione di fiori bianchi supportati da un muschio pulito che bilancia le note indoliche della tuberosa. E' una tuberosa indolica ma raffinata, cremosa, dolceamara, penetrante a tratti pungente, circondata da petali di fiori bianchi e da spezie calde e molto femminili. Una femminilità pulita, sicura, non vezzosa. Lascia una scia anche con pochi spruzzi che raccoglie complimenti e non si fa dimenticare. Possiede la sicurezza di una donna matura che osa portare un accenno vintage nel mondo attuale. Ma non è un profumo vintage, lo ricorda in parte, ne è un tributo, ma prosegue a testa alta, un po' sfrontatamente, nella sicurezza di se e di essere moderno a suo modo. E' bianco, sfavillante, croccante, arioso e nello stesso tempo ipnotico e conturbante. Sensuale. Assuefacente.

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Truth or Dare (Madonna) - 2012 - Orientale Floreale (Stephen Nilsen)
Neroli, Gardenia, Tuberosa, Gelsomino, Benzoino, Petali di Giglio, Muschio, Caramello, Ambra, Assoluta di Vaniglia

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sabato 20 giugno 2020

Hamsah - Swiss Arabian


Hamsah è un profumo grazie al fatto che stavo cercando qualcosa che assomigliasse a A' La Nuit. Avevo fatto una ricerca per note olfattive e tra i vari profumi suggeriti c'era anche questo e una ragazza lo aveva descritto come ciò di più vicino al profumo di Serge Lutens, che ho quasi finito ed è stato nel frattempo riformulato. Così, complice il fatto di avere un prezzo accessibile, ho fatto un acquisto alla cieca. Hamsah in realtà si è rivelato molto più aderente a Le Parfum di Elie Saab. 

Entrambi hanno questa partenza di miele e fiori bianchi, armoniosa e raffinata, in Hamsah il miele è più denso, più presente, e c'è una forte componente di agrumi e di fiori di agrumi che lo rende più forte, più brillante e più tessuto. Gli olii essenziali degli agrumi pizzicano quasi il naso e lo riempiono di frizzante solarità e trasparenza, è un profumo che porta gioia e luce. Mentre il pizzicorio delle note di buccia di agrumi continua a persistere, si va formando una scia sottostante di una bellezza naturale. Un fiore grande, bianco, saponoso, pulito e femminile si schiude piano e inonda le narici. E' bello, di una bellezza cristallina e sfaccettata. Di una bellezza rarefatta e fredda. Di una femminilità tenuta sotto controllo, pulsante e viva sotto l'aspetto elegante e gelido. Hamsah è un profumo di primavera percorso da una brezza ancora fredda, mi ricorda la bellezza di Grace Kelly nei film di Hitchcock, composta, sfavillante, gelida. 



Hamsah (Swiss Arabian) - 2010 - Floreale Legnoso Muschiato ()

Fiore d'Arancio, Gardenia, Fiori di Mandarino, Rosa, Vetiver, Miele

giovedì 18 giugno 2020

Vanillary - Lush Gorilla Perfume

Vanillary fa parte della linea di profumi creati da Lush. Come tutti i prodotti Lush vengono fatti utilizzando solo ingredienti naturali e solitamente nascono dall'esigenza di tramutare in eau de perfume il profumo dei prodotti per la cura e l'igiene del corpo più amati dai clienti, prodotti che perseguono l'obbiettivo di essere naturali, freschi, senza conservanti e possibilmente adatti ad una clientela attenta all'ambiente, spesso vegetariana, anche vegana. Il problema e la meraviglia dei profumi fatti con gli oli essenziali e le assolute naturali è però di difficile risoluzione, soprattutto se si vuole produrre su larga scala: non si riesce a garantire una continuità e un risultato omogeneo nel tempo, non sono mai uguali, perché gli oli essenziali estratti dai fiori e dalle altre parti delle piante risente tantissimo di come è andato il raccolto sotto il profilo meteoreologico e non solo. I profumi creati con le essenze naturali, sono più instabili, collaborano molto più strettamente con la pelle, a volte hanno un sentore oleoso alimentare a volte di carne o animale, sono strani. I profumi di Lush non possono essere comprati alla cieca, fidandosi delle recensioni o di come li abbiamo sentiti su qualcuno. Vanno provati sulla propria pelle. O se si procede al blind buy bisogna essere preparati al fatto che non siano profumi addomesticati. 

Ho acquistato Vanillary alla cieca. Appena spruzzato ha un sentore di fiore delicato, molto apprezzabile ma dopo circa dieci minuti il fiore si delinea meglio e sulla mia pelle compare l'odore dei fiori della photinia. La Photinia è un cespuglio utilizzato spesso nei giardini, a ridosso delle recinzioni, perché è mascherante e molto coreografica con la sua variazione di colore del fogliame che passa dal verde fino al porpora. A primavera fiorisce e i suoi fiori bianchi hanno un profumo molto intenso, dolciastro, che attira gli scarabei. Nel giardino dei miei c'era questo cespuglio di photinia fiorita che brillava al sole per i riflessi metallizzati di una decina di scarabei che si erano andati a posare sui fiori appiccicosi. Il profumo dei fiori di photinia e di conseguenza il viraggio di Vanillary su di me in questi primi 40 minuti è dolciastro, carneo, indolico, appiccicoso appunto e non mi piace. Lo trovo quasi insopportabile. Dopo questa oretta che mi ha messo a dura prova, inizia ad aggiungersi un sentore di mandorla che legandosi al profumo di photinia, fa assomigliare Vanillary ad una crema corpo profumata di quelle che si trovano spesso in erboristeria. Dopo un'altra ora così, finalmente la photinia se ne va, e la mandorla diventa amara e poi assume un sentore di noce macadamia, vaniglia e gelsomino, e lì rimane, nonostante la doccia, come uno skin scent intenso, fino al giorno dopo.

Tempo fa, chiacchierando con la proprietaria della Farmacia Corti di Giussano, si esplorava il campo delle layerizzazioni e ricordo mi disse che trovava piacevole alleggerire a volte i profumi molto carichi di vaniglia, abbinandoli a profumi agrumati. Soprattutto con quelli contenenti le note del limone.

Nel tentativo di neutralizzare la nota di photinia ed utilizzare Vanillary senza aspettare che diventi uno skin scent dopo ore di tortura olfattiva, ho fatto l'esperimento, memore del consiglio. 

Normalmente quando faccio le layerizzazioni non stratifico ma vaporizzo prima un profumo e poi l'altro da lontano. A volte invece profumo un lato del corpo con uno profumo e l'altro lato del corpo con l'altro profumo, come per creare una dualità maschio/femmina e stupirmi (e stupire) ad ogni gesto che compio, proveniente da un lato o dall'altro. In questo caso invece ho deciso per la stratificazione umida, che consiste nello spruzzare uno sopra l'altro, quando il primo profumo è ancora umido, in rapidissima sequenza, con l'obbiettivo di mescolare i liquidi per crearne un altro sulla pelle. Normalmente non mi piace utilizzare questa tecnica, poiché ritengo che snaturi il profumo. E' cosa ben diversa vaporizzare una nuvola di profumo che si deposita sui vestiti, seguita da un'altra nuvola di un profumo differente, come fosse un nuovo giorno, perché i profumi rimangono integri in se stessi e l'amalgama che ne risulta è naturale e a volte è possibile capire le note olfattive di uno e dell'altro distinte ma che contribuiscono insieme a creare un'aurea profumata personale. 

Un'altra tecnica di stratificazione è quella per intensificare. L'intensificazione per stratificazione si utilizza per rendere più durevoli e consistenti i profumi leggeri ed evanescenti, ripetendo la spruzzata dello stesso profumo, una seconda e a volte anche una terza volta, sullo stesso punto della pelle, dopo che il profumo si è asciugato, quindi circa 5 minuti dopo, nel tentativo di fissare sulla pelle il profumo con il profumo stesso. 

E' lo stesso concetto dell'utilizzo di docciaschiuma, olio corpo, crema corpo, body mist e infine profumo appartenenti alla stessa linea del profumo e molto in voga qualche decennio fa. Le molecole si legano tra loro e ancorano il profumo più efficacemente alla pelle. 

In qualche modo assomiglia al procedimento che prevede l'utilizzo dell'olio profumato sopra il quale spruzzare il profumo, facendo attenzione ad utilizzare un olio corpo profumato la cui profumazione svanisce dopo poco, e non i profumi in olio di tipo arabo, chiamati anche Attar, che invece hanno molta persistenza. Una pelle ben nutrita, idratata e leggermente ammorbidita da creme e olii sarà più ricettiva e tendenzialmente tratterrà meglio il profumo, rispetto ad una pelle secca e disidratata. 

Vi è mai capitato di lavare le mani alla sera, o andare in piscina, e a contatto con l'acqua risentire magicamente il profumo messo al mattino e che sembrava sparito da ore? 

Tornando al mio esperimento ho quindi provato a mischiare Vanillary con Cedrat di Roger et Gallet, ed è risultato un ottimo profumo fresco dove però Cedrat ha prevalso, trasformandolo in un agrumato persistente. Dell'odore di photinia nessuna traccia, ma purtroppo anche della vaniglia e del gelsomino. 

Con quei 30 ml di Vanillary ho la possibilità procedere a parecchi esperimenti, magari per svecchiare qualche profumo troppo da pelliccia, o rendere più femminile qualche profumo maschile con troppo sentore di oud. Di fatto è stata una lezione che mi ha insegnato a non acquistare più un profumo senza prima averlo annusato e sentito sulla mia pelle. A volte ci vogliamo convincere, innamorati delle belle parole di chi ne ha scritto, perché si ha bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso o che ci faccia sentire parte di una passione comune con gli altri, non tenendo conto che l'olfatto è più forte della mente, e se il nostro naso rifiuta un profumo, non varranno milioni di parole, immagini, suggestioni a farcelo piacere.

 L'olfatto è il senso più primitivo, collegato al sistema limbico e a quella parte dei cervello viscerale o primordiale che tra le altre cose è deputata alla autoconservazione. La capacità di avvisarci tramite l'olfatto che ciò che stiamo mangiando o annusando potrebbe essere potenzialmente pericoloso è ciò che ci conserva in vita, e traslando questa capacità nel campo della metafisica, un odore non gradito non ci può fare bene. Spesso questa semplice metodica discriminativa viene applicata anche nella scelta degli oli essenziali nell'aromaterapia. Come scrematura iniziale per individuare tra i vari rimedi quello che, in quel momento della nostra vita, può essere usato per risolvere il problema, si fa annusare al paziente i rimedi preposti alla cura del problema, scartando subito quelli che all'olfatto, risultano repellenti o fastidiosi per il paziente. Perché non "in linea" con la persona, così allora perché ostinarci a voler usare un profumo che non ci convince del tutto o che ha delle parti che non ci piacciono? Sarebbe come ignorare un segnale che il cervello ci sta mandando, un segnale preposto a mantenerci in vita, nel nostro miglior stato possibile in quel momento.  

P.S. siamo a maggio e ho riprovato alcune layerizzazioni tra cui Vanillary e Shaghaf Oud Aswad di Swiss Arabian, il risultato è stato quello di rendere lo Shaghaf meno da signora d'altri tempi e nello stesso tempo abbattere la nota iniziale di Vanillary che mi disturba. Molto bene!



Vanillary (Lush) -  - Orientale (Mark Constantine, Simon Constantine)

Assoluta di Vaniglia, Assoluta di Gelsomino, Assoluta di Fava Tonka, Legno di Sandalo, Caramello bruciato

mercoledì 10 giugno 2020

Today - Avon

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A volte delle piccole meraviglie olfattive si nascondono tra quelli che vengono considerati profumi figli di un dio minore, perché hanno un prezzo basso o sono di marche non blasonate. Ho scoperto questo gioiello grazie a Patrizia di Mandorla e Cioccolata, che con le sue descrizioni affascinanti riesce a farmi capire se un profumo potrebbe essere nelle mie corde. Today è della famiglia olfattiva de La Chasse Aux Papillons ma è come se fosse più brillante e più intenso. Appena vaporizzato è come essersi spruzzate addosso la primavera, una sensazione bellissima, leggiadra, che ti porta ad una espansione di cuore e un bel sorriso ti si stampa addosso, un sorriso che parte dagli occhi. Questa esplosione di fiori gialli non opulenta ma proprio come se da un cespuglio fiorito si alzassero in volo centinaia di farfalle.
E sono proprio i fiori dell'albero delle farfalle, la Buddleia, il centro intorno a cui ruota questo profumo. Un fiore giallo, composto da tanti piccolo fiori a forma di trombetta, disposti a globulo così da attirare più farfalle sullo stesso fiore e prendere l'aspetto di un fiore palpitante e vivo. 
E' un profumo che fa stare bene, così come anche Tilleul creazione di Olivia Giacobetti per D'Orsay e La Chasse aux Papillons di Anne Flipo per L'Artisan Parfumeur, che me li ricorda.
Con Today il maestro Olivier Cresp ha saputo rendere l'essenza della primavera inoltrata, quelle giornate dal cielo terso e il sole deliziosamente caldo sulla pelle, le notti tiepide inondate dal profumo degli alberi di tiglio ai margini delle strade.
Today è il profumo di una femminilità che travalica i limiti del tempo. Catapultate in una dimensione di primavera anche in pieno inverno, scalda il cuore e intenerisce l'anima.

Today (Avon) - 2004 - Floreale Legnoso Muschiato (Olivier Cresp)
Cactus, Fresia, Stephanotis, Tuberosa, Fiori d'Arancio, Ibisco, Strelizia, Buddleia o Albero delle Farfalle, Muschio, Cedro, Note Legnose, Rosa, Note Acquatiche


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venerdì 5 giugno 2020

Essence de Patchouli - Alyssa Ashley

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Un patchouli per chi non ama il patchouli. Così viene descritto Essence de Patchouli di Alyssa Ashley che con il suo omonimo di Perris Montecarlo condivide non solo note e creatore ma proprio quell'aurea di patchouli ambrato e morbido, quasi talcato. Non ci sono le note terrose, di muffa, di cantina, che a volte accompagnano e caratterizzano il patchouli. Qui il patchouli è appunto essenziale, nel senso che se ne percepisce l'essenza per tutta la durata del profumo, che è lunghissima, in sottofondo, annusando con narici acutamente indagatrici, ammantato dalle soffici note ambrate del labdano, dalla nota cipriata talcata dell'iris con una punta di rosa morbidissima e senza asprezze. Scostando i drappeggi di una vaniglia molto naturale e per niente sovradosata e la rotondità soffusa del legno di cashmere come fossero strati di stoffe che tengono caldi, si arriva ad una camicia di mussola finissima, ammorbidita dal contatto con la pelle calda, una mussola che ha ancora la freschezza del suo odore di pulito dato da un muschio bianco soave, ma che ha assorbito il profumo della pelle di un corpo lavato con profumi balsamici, legnosi, boschivi e poi toccato da una goccia di olio essenziale di patchouli direttamente in corrispondenza del cuore. E' così che, scaldato dal battito pulsante del cuore sottostante e coperto dagli strati di stoffe profumate che lo proteggono, si può percepire l'essenza del patchouli, avvicinandosi molto e spogliando per baciare il cuore rivelato. 

Essence de Patchouli (Alyssa Ashley) - 2009 - Legnoso (Gianluca Perris)
Geranio, Rosa, Rizoma di Iris, Patchouli, Legno di Guaiaco, Cedro della Virginia, Cumarina, Labdano Francese, Vaniglia, Muschio, Legno di Cashmere

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mercoledì 3 giugno 2020

Gold Flowers - Montale

Sono stata omaggiata del sample di Gold Flowers quando sono andata in visita al negozio di Montale a Milano, dove un commesso gentilissimo e disponibile mi ha permesso di annusare tutte le profumazioni di cui avevo solo letto e che mi attraevano. Le mie curiosità spaziavano tra gelsomino, tuberosa e fiori d'arancio, vaniglie e cioccolati, e amarene di Mancera. Alla fine ho optato per Wild Cherry di Mancera, mi sono innamorata perdutamente di Choco Violette di cui il commesso mi ha preparato una travel size, e tra i tanti campioncini perfettamente aderenti ai miei gusti c'era anche Gold Flowers che non avevo annusato. L'ho provato a casa, e immediatamente sono stata presa e riportata nel passato. Il ricordo di un profumo degli anni 80 o 90, complesso come si usava allora, fiorito e opulento, raffinato, elegante. Per tutto il giorno continuo ad annusarmi l'interno del polso dove l'ho spruzzato, è una meraviglia. Incarna l'idea dei profumi fioriti degli anni '80, come Giò di Giorgio Armani, Valentino il primo profumo di Valentino, che avevo e adoravo, tutti profumi che ormai non esistono più. Profumi che richiedevano sicurezza di sé per portarli e non farsi portare in giro da loro. Stupendi, da scia, persistenti, ammantanti. 

Come i profumi a cui faccio riferimento, Gold Flowers è un bouquet di fiori e spezie in cui è percepibile una tuberosa caldissima e speziata, il fuoco aromatico dei chiodi di garofano (che amo molto), e un tappeto legnoso morbido e caldo. Mentre le tuberose che andavo curiosando non mi avevano fatto cadere del tutto nel loro incanto, Gold Flowers è invece magico. Perfetto per quando ci si vuole sentire estremamente femminile, segretamente sexy e sensuale, potente e istintiva come quando si indossa biancheria di seta sotto una pelliccia. Erano gli anni '80 baby! 

In questo tripudio di sensualità raffinata non bisogna pensare però ai classici femminiloni orientali caldi di spezie ma anche di essenze animali. Nessun animale qui, la profondità e l'ancoraggio dei fiori è delegata ai legni secchi e caldi, e morbidi e caldi, in una combinazione perfetta che tiene legata la tuberosa e le spezie, brucianti, piccanti, in una combinazione destinata a durare ore sulla pelle. 


Gold Flowers (Montale) - 2009 - Orientale Floreale (Pierre Montale)
Tuberosa, Pepe, Chiodi di Garofano, Ylang Ylang, Legno di Sandalo, Ambra Grigia, Peperoncino


domenica 31 maggio 2020

Pepe Jeans Celebrate for Her - Pepe Jeans London


Avevo voglia di novità quel giorno, di un profumino fresco e non impegnativo che mi facesse assaporare la primavera inoltrata quando senti che sta per arrivare l'estate.
Così, mentre stavo facendo la spesa per la casa, mi sono avvicinata al reparto profumeria. Avevo già visto queste boccette bellissime, a forma di calice da cocktail, il vetro bugnato colorato, a testa in giù sul tappo stelo dorato. Ma oggi c'era quello verde che mi richiamava fortissimo. 
La gentile commessa me li ha fatti provare tutti e due e mentre il contenuto di quello rosato, anche se sulla carta poteva piacermi, sulla mia pelle, li in quel momento aveva virato verso quella nota che non sopporto e che ogni tanto ritrovo in qualche profumo, quello verde era ciò che stavo cercando.
Con una apertura di fiorellini immersi in note acquatiche, mi aveva subito ricordato la dolcezza acquosa di Dune Sun di Dior, che si è insediato al posto di Dune nelle mie fragranze preferite. Non che lo ricordi nelle note, ma nella sensazione che mi stava dando. Dopo questi leggiadri fiorellini arriva piuttosto potente la nota piccante del pepe bianco, ed è veramente così, inconfondibile come il pepe bianco si discosta per profumo e fragranza dal pepe nero più pungente e dal pepe verde più aspro. Una ventata di alcool aromatico, come uno shot che sparisce subito nel tempo di berlo in un solo colpo, e poi subentra una piccola sinfonia di vaniglia ambrata cashmerata, vellutatamente morbida e non gourmand. C'è una nota dolce molto in fondo, quasi nascosta, ma assomiglia più a un caramello caldo leggermente salato. Questo profumo fa bella mostra di sé sulla mensola in bagno, con quel verde e oro bellissimo, e ogni tanto lo metto per ricordarmi di questa estate che sta arrivando direttamente dopo l'inverno chiusi in casa. 

Pepe Jeans Celebrate fo Her (Pepe Jeans London) - 2019 - Orientale Vanigliato (Jerome Di Marino, Rosendo Mateu)
Castagna, Popcorn, Pepe Bianco, Elicriso, Note Acquatiche, Caviale, Whisky, Fava Tonka, Vaniglia, Legno di Cashmere, Ambra


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mercoledì 27 maggio 2020

Métallique - Tom Ford

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Métallique è stato il primo profumo acquistato dopo un lockdown di 91 giorni passato in solitudine. 
Era maggio e ricordo che era una giornata di sole calda quasi estiva. Dopo essere stata rinchiusa in casa, uscendo il meno possibile anche per fare la spesa, una volta ogni 30 giorni circa, improvvisamente dentro di me è sorto un bisogno inderogabile di guidare con l'aria sulla faccia, i finestrini giù, il sole sulla pelle. Ricordo come, arrivata in un area commerciale dove dovevo fare delle commissioni, con gli occhi feriti dalla troppa luce, ero passata davanti ad una profumeria e mi ero fermata incantata a guardare le vetrine. Visto da li, il mondo sembrava ancora quello di prima. 
Da giorni stavo utilizzando Métallique a casa, me ne aveva dati un paio di campioncini la commessa da cui avevo comprato Velvet Orchid, l'ultimo giorno prima della quarantena.
Un profumo, Métallique, che mi aveva lasciato stupita, e con il quale ho vissuto delle trasformazioni profonde. Decido di entrare, cercando di ritrovare nello sguardo mascherato delle commesse, quel legame che ogni tanto scatta e che ti fa riconoscere un'anima affine con la quale chiacchierare di profumi e sognare ad occhi aperti. 
Nessun link, probabilmente la nuova situazione era ancora troppo nuova e turbativa. Sono andata diretta per risentirlo sulla pelle e di nuovo ho assistito al piccolo miracolo avvenuto durante la quarantena dove Métallique mi ha fatto compagnia e mi ha riaperto all'amore.
Dopo che una distanza lunghissima e profonda è stata riavvicinata e con un abbraccio è stato riaperto il mio cuore. Superando la paura di mostrare la parte più vulnerabile e segreta di me, attraverso l'odore della pelle, lo sguardo sfocato del baciarsi ad occhi aperti, il fruscio della ciglia che strusciano, le mani che accarezzano i capelli, uno nella culla dell'altro, come in un nido, pelle contro pelle, cuore contro cuore, respirando la stessa aria dei baci, diventando un unico corpo, connessione e fusione. 
Dopo che, superato un lunghissimo arco di tempo fatto di certezze razionali, viene rivelato un amore profondo che ha radici lunghissime fino al primo giorno. E tu rimani li, scioccata, per tutte le volte che avresti voluto dire ti amo e hai avuto paura.
Métallique è un profumo di pelle, dalla durata estrema e di una intensità olfattiva pregnante ma che rimane scritto sulla pelle. Dal punto di origine dove l'hai spruzzato, si espande piano rimanendo attaccato alla pelle e in poche ore tutta la tua superficie epidermica e i capelli sanno di te che sai di Métallique. 
Appena spruzzato è come una superficie liscia e lucida, metallica appunto, come un odore di fiori serigrafati su una lastra d'argento. E' futuristico, mai sentito prima d'ora. Ha quella qualità che piace molto a me, di sfuggire alla scomposizione olfattiva come avevano i profumi fino agli anni '90. Dopo un po' sembra di riconoscere una nota di fiore come di mandorla amara, l'eliotropio. Emerge per una frazione di secondo e si inabissa subito di nuovo nella composizione. E' una meraviglia.

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Métallique (Tom Ford) - 2019 - Floreale Aldeidato Baccarat (Marie Salamagne)
Aldeidi, Bergamotto, Pepe Rosa, Biancospino, Eliotropio, Mughetto, Semi di Ambretta, Malva Muschiata, Vaniglia, Sandalo, Balsamo del Perù

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venerdì 6 marzo 2020

Jean Paul Gaultier "La Belle" - Jean Paul Gaultier

Una pera succosa e zuccherina, fondente, calda, speziata, caramellata, legata a doppio filo con una vaniglia leggermente bruciacchiata, morbida, da sciarpa. Una vaniglia bourbon, raffinata. 
Questo profumo è una coccola dolce, molto femminile e scioso. Per via forse della pera mi ricorda Jimmy Choo che avevo sentito su una ragazza e avevo associato a Black Orchid di Tom Ford per tutta la sera, anche se non lo riconoscevo del tutto. Così finalmente ho chiesto alla ragazza in questione cosa indossasse e l'indomani sono andata ad annusare Jimmy Choo, che sulla mia pelle ad un certo punto ha una evoluzione che non mi piace, una nota presente anche ne L'Imperatrice di Dolce e Gabbana e in alcuni profumi freschi maschili. Una nota acidula di frutta troppo matura che mi disturba. 
La Belle invece ha una qualità suadente e calda senza note stonate e acidule, è tutto rotondo, armonico.
Dopo l'inizio allineato in gran parte con il trend del momento (dolce e patchouli) sviluppa un'anima senza tempo che ricorda l'accordo famoso chiamato Guerlinade, un accordo di iris, bergamotto, gelsomino, rosa bulgara, fiori d'arancio, vetiver, fava tonka e etilvanillina, vera novità dell'epoca, che nel 1921 Jacques Guerlain su concetto di  Pierre-François-Pascal Guerlain fece da base a Shalimar dando il via ad una nuova ondata nei profumi femminili. Così La Belle racchiude in sé modernità e storia.

La Belle (Jean Paul Gaultier) - 2019 - Orientale Vanigliato (Quentin Bisch, Sonia Constant)
Pera, Bergamotto, Vetiver, Vaniglia, Ambra, Cuoio, Muschio, Legni, Note Floreali, Note Tostate