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venerdì 21 marzo 2014

Uccelli


...mi è entrato un uccello in casa, uno di quelli che gugolano dalle cinque del mattino sopra il tetto di casa mia. Era già due giorni consecutivi che aprendo la finestra della camera e tornando sotto le coperte, veniva a posarsi sulla ringhiera di ferro battuto un piccionetortoracolomba.
Se ne stava li, a guardare dentro casa...allora sollevavo il piumone e volava via.
Mi ero chiesta se questo avvenimento potesse voler dire qualcosa, come gli àuguri romani che osservavano gli uccelli per trarne auspici, mi ero fatta un appunto mentale...
poi la quotidianità prevale e te ne dimentichi
Oggi sto scrivendo al portatile e improvviso come falcopiccionetortora entra 'sto pollastro. E non riesce più ad uscire perchè si è infilato tra le finestre accostate.
Mi parte un grido strozzato, non posso farne a meno, il cuore mi salta nel cervello e ci si aggrappa con tutte le sue forze determinato a non tornare giù. Mentre l'uccello prova ad uscire a capocciate contro il vetro, agguanto una cartellina e la uso come prolunga per cercare di aprire le ante. Il volatile alterna una finestra all'altra e io di conseguenza, in una danza di allontanamento come un minuetto. Finalmente, con i polsi che tremano, comincio a parlare bassa all'uccello. "Stai tranquillo che ti apro, stai tranquillo che ti apro, stai tranquillo che ti apro io..."
Il mantra sembra funzionare, l'uccello si acquieta e riesco ad aprirgli la finestra da sopra, credo di aver avuto le braccia lunghe un metro in quel momento.
Un fruscio d'ali e puf...sparito.
Ora che sto scrivendo ho ancora il tremore adrenalinico...

Urge assolutamente scoprire che messaggio c'era per me.

P.S....senso di leggerezza, di volo, tenerezza, saudade, desiderio di pace, veicolato dalla colomba del diluvio. Spirito Santo.

Il piccione annuncia amicizie e riconciliazioni. Rappresenta la donna innamorata ma volubile. In sogno raffigura il sognatore stesso, concentrato sulla direzione prescelta.

Capito tutto. I fiori stanno funzionando. C'è una energia cosmogonica che si muove dalla notte dei tempi. Basta vederla e prenderla.

mercoledì 14 marzo 2012

Come Gestire un Cavallo.

Sabato 10 Settembre 2011 - Stamattina sul tragitto per andare al lavoro, davanti a me c'era un trasporto cavalli. La scritta ATTENZIONE TRASPORTO ANIMALI VIVI mi ipnotizzava...e se si aprisse improvvisamente?  Mi viene in mente di quella volta che ho sentito raccontare la storia di un camion di questo tipo, viaggiava in autostrada gli si apre il portellone e il cavallo salta giù. In mezzo alle macchine che sfrecciano. Imbizzarrito, confuso, il cavallo si scaglia correndo a ritroso contro una macchina. Centinaia di milioni di danno, al proprietario del cavallo...manco gli avesse azzoppato Varenne.
Guardo il trasporto cavalli, così snello e traballante ad ogni buca. Li dentro c'è questa bestia meravigliosa.
Rallento...metto un po' di ulteriore distanza tra me e il camion. Metti che sbuca fuori il nuovo Varenne?

Mercoledì 14 Marzo 2012 - Avevo ragione.

venerdì 17 febbraio 2012

La Fagiana

Venerdì 17 Febbraio 2012 - Sto guidando sciolta per andare al lavoro, Pa La Pimpi risuona finalmente non solo nella mia testa...ma si spande per tutta la macchina... ed eccola, sul bordo della strada, una zampa sull'asfalto e una già sull'erba una fagiana. Mi guarda, il capo girato verso di me, il corpo proiettato verso il prato, la zampa che era sulla strada bloccata a mezzaria. E' bella, giovane e tutta nuova, il piumaggio vibrante nel freddo del mattino, il cuore che pulsa caldo sotto i raggi di questo tiepido sole quasi timidamente primaverile. La supero e lei spicca un piccolo balzo, un semivolo...
Ho capito.
Il Fagiano è, in virtù delle sue caratteristiche, emblema di libertà interiore. Sognarlo significa essere ben coscienti, infatti, della buona salute mentale che ci assiste, e che ci rende più sicuri della bontà delle nostre azioni.
Simbolo di fertilità e nutrimento è associato a Demetra, la Madre Terra.
La comparsa del fagiano annuncia che è in atto un rinnovamento. E’ un simbolo di nascita e rinascita e aiuta a progredire, con la consapevolezza che il cambiamento in atto ti aiuterà a esprimere il tuo valore e i tuoi talenti. Evoca anche il recupero di energia sessuale e potere.
Gli antichi identificavano la Fenice col fagiano dorato, tanto che questa associazione ne deriva il simbolo di rinascita dalle ceneri.
Demetra, dea delle messi, che ciclicamente si blocca e fa seccare tutto perchè le hanno rapito la figlia Persefone, rappresenta il ciclo della natura. Ma come in natura, l'inverno è solo una apparente sterilità del terreno, noi sappiamo che sotto, nelle profondità della terra, nascosto agli occhi dei mortali, i semi stanno germogliando. Il ritorno di Persefone dal mondo ctonio coincide con l'arrivo della Primavera. La madre, Demetra, e la figlia, Persefone, si riuniscono. E la Fagiana ne è la rappresentazione. La Dea Fagiana è colei che nutre e che si rinnova.
Fertilità e Nutrimento.
Il dio interno si manifesta.

martedì 10 maggio 2011

La Serotonina e' un Cavallo Nero che Ti Guarda da un Cancello



Oggi ho deciso di farmi aiutare, di nuovo. Non e' facile per me, che sono abituata alla solitudine e cerco sempre, fino allo stremo delle forze di risolvere i miei problemi da sola. Senza intrusioni. Ho fatto bene. Ho ricevuto il segno che me lo conferma.
L'ho visto tornando.  Dietro il cancello di una villa, affacciato a guardarmi, c'era un cavallo. E' il cavallo che spesso ho visto la sera, lo guardavo e pensavo "ecco allora la giornata e' andata bene". Era li, pronto ad aspettarmi, passo con la macchina, rallento e lui mi segue con lo sguardo... E' uno sguardo profondo, indagatore ma libero. Quel cavallo sono io. Il  cancello che ci divide e' un cancello pronto a spalancarsi su prati verdi dove poter correre senza ostacoli.
Imparare a gestire gli impulsi ossessivi, e saperli trasformare in passione senza compulsione. Questo e' il meccanismo che gestisce la serotonina.
La capacita' di fluire.
Indipendente dal bisogno, con la capacita' di creare energia per me stessa. Sapendo creare la bolla di luce.
Padrona di me.

giovedì 23 dicembre 2010

Ambre Extreme - L'Artisan Parfumeur



I Profumi de L'Artisan Parfumeur sono un universo tutto da scoprire. Io ho avuto questa fortuna grazie alla proprietaria della Farmacia Corti. Una donna dotata di una perspicacia psicologica che applica al mondo dei profumi e delle essenze. Come in un viaggio onirico ho annusato profumi di terre lontane, di piante rare e connubi insoliti di stupefacente impatto. Grazie a lei ho capito perché sono attratta dai profumi all'ambra e perché si sposano meravigliosamente con la mia pelle. Come una tipologia psichica-olfattiva possa rivelare lati sconosciuti o vagamente sospettati al soggetto stesso è per me fonte di stupore bambino. Ognuno di noi anela al disvelamento mediante l'altro, è come innamorarsi.  

Ambre Extreme ha tutte le caratteristiche che mi piacciono in un profumo, bontà, persistenza, fusione. E' dolce e seducente, aromatico ed animale. Richiama il contatto fisico mediante i suoi toni di cuoio dolce, mare, talco. Sontuoso e di grande eleganza è un profumo che cela una animalità sensuale e spirituale insieme.

Da quando l'ho scoperto, e lo uso, con potenti pinnate ha portato all'azione un lato di me audace che finora era stato sempre mentale. Come il capodoglio che emerge dalle profondità marine per depositare l'ambra grigia sulla  superficie dell'acqua, e' un' audacia che arriva dal profondo delle acque interiori, e che contiene la consapevolezza di essere l'espressione di una forza primordiale.

Ambre Extreme (L'Artisan Parfumeur) - 2001 - Orientale Speziato - (Jean-Claude Ellena)
Cardamomo, Noce Moscata, Macis, Pepe, Sandalo di Mysore, Patchouli, Rosa Turca, Ambra, Lacrime di Benzoino, Note Muschiate, Fava Tonka,Vaniglia. 
    

venerdì 3 settembre 2010

Ciclotimia a Razzo di una Razza

Ieri, sono su su su, sono nel punto più alto, inconsapevole, sono pronta, posso salire ancora, ancora di più...
Sono un uccello del paradiso, sono una visione. Riempio gli altrui occhi solo di me.

Oggi, sono in discesa folle, vertiginosamente in picchiata, destinazione terra in due ore nette.
Un tentativo, sbatto le braccia come fossero ali... ma io sono un razzo... i razzi non hanno ali da sbattere...

BAM 
Sudore e lacrime.
Come spesso mi capita di pensare, appena abbandono le difese e mostro la mia natura, mi sfuggono.
Mi si negano. Mi colpiscono. Dalla terra è arrivato il colpo fatale.
Mi hanno abbattuto mentre ero già in curva discendente. Non è valido.
Lacrime e brividi.

Ragiono sulla mia natura animale. Ma non devo capire. Ho solo bisogno di una catarsi.

Io sono una razza, devo rientrare nel mio elemento. Ho bisogno di acqua. Le lacrime me lo stanno dicendo da questo pomeriggio.

Raccolgo questi miei stupidi arti, i pensieri, le piume, i fiori, gli stracci... due passi ancora.

Entro
Erano quasi due mesi. I muscoli, duri, si sciolgono. La testa, troppo piena di pensieri sbagliati, si svuota. Ecco...sono purificata. Senza ricordi.
Come una manta veleggio nell'acqua e vado accumulando energia elettrica.
Inconsapevole mi carico.

E' sera, guardo il mio elemento riflettersi in occhi pieni solo di me. La mia pelle è sensibile al calore, il tocco mi tranquillizza.

Hhh
Arrivano improvvise.
Sono morbide, inaspettate, decise e fugaci.

Sono su, su, su... a razzo, sono un'uccello del paradiso, sono una visione...arti, pensieri, fiori, piume, stoffe
...e morbida pelle e carne.

Sono labbra appena baciate, sono tutta lì.


mercoledì 13 gennaio 2010

Riabilitazione della Cicala

Io sono la Cicala. Ho vissuto sottoterra per anni. Pensando che quella fosse la vita. Rinchiusa nella mia crisalide osservavo il fuori. Ora che ho messo le ali scopro che sono una cicala che non riesce a volare. Una cicala muta. Devo fare qualcosa.

martedì 21 luglio 2009

Quando rinasco

La prossima volta che rinasco, rinasco gatto, delfino, balena.
La prossima volta che rinasco, rinasco farfalla, gabbiano, giraffa.

Anzi no, rinasco uomo.

Per far sentire ogni mia donna, corteggiata, adorata, la più bella.

Rinasco uomo con memoria di donna, e sarò irresistibile.

domenica 26 aprile 2009

Crisalide

Sono così trasparente? E allora se sono così trasparente perché chi mi circonda non vede dentro di me? Essere trasparente in un mondo di non vedenti è inutile.

Ho provato a farmi sentire, udito, tatto, olfatto. Niente.

L’unica strada di comunicazione era il gusto e quindi ho riversato tutta la mia potenzialità espressiva nel cibo. Prepararlo per gli altri e mangiarne io stessa, per riempire il vuoto. Un vuoto d’affetto. Comprensione, amore, sesso.
Il cibo, usato come lo uso io, stordisce. Così è più facile reprimere le emozioni, le sensazioni. E’ più facile reprimersi. In tutto.
Ho esercitato volontariamente la facoltà di non scegliere.
Passivamente.
Nell’illusione che fosse sufficiente. Che bastasse.

Nell’economia pragmatica che mi ha sempre salvato dalla presa di coscienza
e quindi costretta e rinchiusa, ho scartato le farfalle perché erano lontane migliaia di kilometri.
Un volo troppo lungo per ali così fragili.
E ora? Ho paura di essere solo una farfalla da cortile. Ho paura che queste ali nel frattempo cresciute e rese più forti, abbiano perso l'istinto al volo. Crisalide di Villa Ruzza - Scultura di Antonio di Rosa (http://www.antoniodirosa.it/)

La foto della crisalide è tratta da
www.amisk.ca/MonarchProject/index.html

martedì 14 aprile 2009

Guepière per balenottere

Cercavo una guepière per balenottere. Non ne esistono. Alle balenottere non è concesso sentirsi sexy. Così per ottenere la mia guepière ho dovuto dimagrire. E diventare una donna.
Questa metamorfosi vista dall'esterno ha comportato "solo" un dimagrimento. C'è chi, più sensibile di altri, mi ha percepito "più piccola" nel senso che occupo un'area minore nello spazio ma anche più minuta, più fragile, indifesa. Senza più corazza, appunto.
Vissuta da dentro non ho solo perso peso, ho perso delle certezze che ho scoperto essere fittizie, una certa razionalità che mi proteggeva dal sentire veramente, ho perso l'ancoraggio con la realtà così come l'ho percepita negli ultimi anni.
Ho perso 20 kilogrammi e 20 anni. E così sono tornata me stessa. La me stessa che avevo abbandonato e smesso di crescere e far diventare adulta.
Quando si perde qualcosa di cui ci si voleva liberare, il posto vacante viene subito rimpiazzato da qualcos'altro. Non sempre positivo. Io sono stata fortunata, a prendere il posto occupato dalla balenottera è arrivata una ragazza 17enne, fresca e giovane, che non pesa niente. Quella che ero e che mi ero dimenticata di essere.
E così ho ricordato.
Lasciarsi andare. Vivere intensamente il momento. Percepire la realtà con tutti i sensi acuiti. A volte sinesteticamente. Essere improvvisamente inondata da sensazioni che altri descrivono verificarsi solo dopo uso di stupefacenti, sono per me scatenabili richiamandole da dentro me stessa. E proprio qui era il problema.
Giovane, inesperta nel gestire queste sensazioni, improvvisamente sradicata, lasciata senza alcun punto di riferimento che non sia "comune", l'unico modo che ho visto possibile attuare era annullare il sentire. Ma se questo "sentire" è parte di te, allora annulli anche la percezione di tutto il resto, quello che è normalmente accettato dagli altri. Così ho vissuto in una sorta di condizione oppiacea, con una costante fame chimica come unico sfogo degli impulsi che avevo deciso di non ascoltare.
In questi giorni ho ricominciato dal punto in cui avevo interrotto.Crescere da 17enne con l'esperienza e il bagaglio culturale di 42enne ti fa crescere rapidamente.
Con bruciante intensità sento gli impulsi dettati da un istinto messo a tacere per troppo tempo, ma la pragmaticità che ho sempre avuto, unita alla cultura che ho nel frattempo sviluppato, mi danno la capacità di riconoscere, organizzare e portare a soddisfare questi impulsi.
So cosa voglio e come. E per ottenere soddisfazione agirò senza colpo ferire, come è la mia natura, ma determinata a non rinunciare più in nome di qualcosa o qualcuno che non sia dentro di me.
E' solo questione di programmazione per sfruttare al meglio i tempi e poi togliere di mezzo la razionalità e lasciarsi andare completamente.
Sabato mi sono comprata la mia prima guepière, è bellissima. Una volta a casa, ho riordinato il cassetto della biancheria, eliminando reggiseni così grandi da sembrare inverosimili e spostando in un'altro cassetto completi ancora troppo piccoli per la me di adesso e forse anche del futuro. Con il loro carico del passato occupavano uno spazio e un tempo che non tornerà. Nel cassetto della biancheria adesso c'è solo ciò che mi sta bene, come taglia e come senso. C'è la mia guepière nuova, comprata solo per me. Quando la indosso sento che è come una corazza. Una corazza che mi fa sentire potente, ma che all'occorrenza posso togliere per mostrarmi nuda e tenera.Svuotando i cassetti, lì in fondo, mai usati, ho trovato cinque body. Non sono mai stata una donna da body, neanche quando mi andavano bene. Erano lì a languire, dimostrazione di un tentativo di omologazione mai riuscito. Perché sono diversa. Ho tagliato i body nella loro boditudine, e recuperando spalline di reggiseni persi nel tempo, li ho modificati e sono diventati delle guepière o meglio delle abeillère. Se la guepière ti fa sentire come una vespa, pericolosa e imponente una certa rigidità, la abeillère ti permette di essere un'ape, flessibile e operosa ma sempre munita di un'arma. Entrambe però hanno ciò che a me interessa di più. I laccetti che reggono le calze o le parigine.
Il sentirmi imbrigliata mi ricorda costantemente di essere un cavallo, folle e un po' selvaggia.
Mai completamente domata. Pronta a disarcionare chi mi sta addosso e a scalciare. La sensazione di avere queste briglie lungo le cosce è allo stesso tempo potente e sensuale. La mia guepière e le mie abeillère non sono ostentate. Vivono la loro vita segreta sotto abiti non conformi alla loro natura. Solo io so che sotto la T shirt e la giacca c'è la mia nuova corazza.
Che sotto i jeans ci sono le briglie. E chi comanda le briglie sono solo io.