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domenica 3 giugno 2012

Che Cos'e' La Casa


La Casa non e' un luogo. La Casa e' dove vuoi tornare per amore. Dove ti senti completamente libero di essere te stesso, senza l'assillo di sentirti giudicato per come sei, non sei, dovresti essere, cosa ti piace e cosa non ti piace. Senza filtri, senza maschere. La Casa e' dove puoi dedicarti. A te stesso, a chi ami, a cio' che ti piace fare e pensare. Sicuro che non verrai interrotto quando sei totalmente concentrato nel dedicarti a te stesso, a chi ami, a cio' che ti piace fare e pensare. Nessun commento minante. Completa accettazione. La Casa per me deve essere pace e silenzio. E musica bella. Nessun rumore solo per riempire il vuoto. Lontano dai centri di aggregazione dove il rumore regna sovrano, dal traffico, dagli allarmi, da vicini compulsivi di giardinaggio molesto e assordante, dai luoghi dove si fa "casino" per fare.
Sogno e perseguo la vicinanza con il mare. Un piccolo giardino dove coltivare erbe e fiori profumati, frutti ed amicizie, una vasca da bagno grande per pensare, che ospiti anche i pensieri di un altro.
Desidero la vicinanza dell'arte, dei libri, della natura, dell'umanita' scevra da sovrastrutture emozionali contorte ma vuote.
Sogno e desidero una dimensione lavorativa piu' umana, gratificante. Il fare qualcosa che rimane o che nutre, corpo o mente, non importa. Raggiungibile in bicicletta, perche' la benzina serva per raggiungere solo posti piu' lontani, eccezionali, i luoghi nuovi, i luoghi dei ricordi.
Che cos'e' La Casa e' quello che ognuno di noi dovrebbere chiarirsi in mente e nel cuore. La Casa e' quello che ci fa sentire felici e vivi. Non il possedimento di beni. Perche' i beni finiscono per possedere te.
Non l'accumulo di oggetti, perche' gli oggetti finiscono per seppellirti sotto il loro peso. Impedendoti di muoverti veloce.
La Casa che voglio e' la possibilita' di esprimermi nella mia arte. Manualita', lettura, scrittura, danza, sesso.
Dove la manualita' e' diretta alla condivisione con gli altri, cucinare per qualcuno, coltivare, aggiustare, modificare, convertire, costruire cose ed oggetti per rendere piu' belle ed artistiche le cose. Personali. Non omologate.
Dove la lettura è accrescimento e condivisione.
Dove la scrittura e' la stanza tutta per se'.
Dove la danza e' l'espressione dell'amore, la trance, il contatto con la natura circostante e interiore. Il cerchio piu' stretto dove puo' entrare solo qualcuno, spettatore o attore non importa.
E dove il sesso e' legato all'amore, puro, libero, totalizzante. Il desiderio di fusione, di appartenere a qualcuno che desidera appartenere a me.
La Casa non e' il luogo.
La Casa e' con Chi ti senti a casa.
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lunedì 27 giugno 2011

Coltivare le Dee - Artemide

Sembrerò fissata ma io ogni tanto vado a rileggermi "Le dee dentro la donna" (e di conseguenza spulcio anche "Gli dei dentro l'uomo" e a ruota "Tipi psicologici") un libro (un trittico indissolubile) che SEMPRE SEMPRE SEMPRE mi attiva. Questa volta ci ho passato un intero sabato, il tempo vola quando sei immersa e concentrata in qualcosa che ti appassiona. Il motivo per cui sono tornata a rileggerli è perché ho in mente una bozza di profilo che mi serve per capire a che punto sono del mio percorso. E cosa mi serve ora per dare un ulteriore giro di vite al cambiamento.

Capire, in maniera viscerale, quello che si è. Avere una epifania sul risultato più vicino alla completezza di quello che saremo. E ci si puo' arrivare avendo chiaro cosa si è stati, limiti e forze, e richiamando a galla quelle forze che ci sono state utili in passato. Io so che a questo punto della mia vita devo richiamare ad essere più presente in me Artemide. Ho bisogno della sua concentrazione e mira infallibile, della tensione verso l'obiettivo e della sua determinazione e capacità a non farsi distrarre. Di Artemide devo recuperare anche quella passionalità che in Athena manca. Entrambe queste dee sono state fortemente determinanti nella mia infanzia e adolescenza. Poi l'archetipo Artemide...si è perso...si è rintanato in fondo in fondo, invisibile. Ma la dea della caccia è sempre presente. Proprio come la dea aveva la capacità di scomparire improvvisamente e riapparire così è bastato quel sabato di lettera e studio (tipico approccio Athena) a farla riapparire in me. Il giorno dopo, se ne è stata buona buona, silenziosa, per quasi tutto il tempo di una gita in montagna. Ma il contatto con la natura, la dimensione aerea del viaggio, sono alimento per la dea. E poi SBAM!

Davanti ad un torrente dove tutti erano stesi a prendere il sole, io ho recuperato il mio costume dalla borsa della piscina che ho sempre nel baule della macchina e velocemente mi sono cambiata. Sono entrata nell'acqua freddissima, sotto lo sguardo attonito di tutti. Un tuffo e per un attimo sono MORTA. Niente più aria in me, nessuna funzione atta a respirare. Tutto fermo. Con la bocca spalancata, in assenza di respiro, ho nuotato verso la riva. Anzi no, il mio corpo è stato nuotato verso la riva, perché io di certo non ne avevo la percezione ne tantomeno il controllo. Per tre volte ho ripetuto questa piccola morte, morendo sempre un po' di meno.
Dopo questi shock me ne sono stata immersa, nuotando tranquilla, completamente unita all'acqua del torrente. Ho sentito rinascere in me Artemide e ho capito che non mi aveva mai lasciato. Invisibile ha sempre palesato la sua forte presenza in me, quando guido godendo della macchina e della velocità, quando determino la mia vita in maniera audace e improvvisa, seguendo solo l'impulso, quando mi incapriccio e agisco per togliermi immediatamente il capriccio. Quando in solitudine non mi sento sola.
Adesso so che è stata sempre in me. Forte. E ho iniziato il processo di risveglio. Lei mi aiuterà a partorire me stessa.
In uno dei suoi aspetti Artemide era una ninfa e governava su tutte le ninfe, una forza elementare il cui regno erano i boschi, nei quali vige un ordine tanto diverso da quello umano da apparire a noi come informe e libero; ma questa libertà è quella della completa obbedienza all'istinto, che gli animali possiedono ancora, a differenza degli esseri umani. Sotto questo aspetto Artemide era la 'Signora della Selvaggina', la forza dell'istinto che assicura, attraverso la morte degli individui, la sopravvivenza della specie.
Come Signora degli animali, era per i Greci l'invisibile guardiana degli animali selvatici, colei che uccideva con le sue frecce acuminate chiunque desse la caccia a bestie gravide o a cuccioli. Un altro istinto su cui vegliava era quello della riproduzione, nelle sue manifestazioni del sesso e del parto; essa seguitò a essere la protettrice delle partorienti anche nella leggenda più tarda; quando la sua importanza come dea era ormai oscurata da quella degli dei maschi, il mito descriveva ancora Artemide come la gemella (nata prima) del sole (che in origine non era considerato suo fratello), la quale avrebbe fatto da levatrice durante la nascita di quest'ultimo. Artemide era la forza della creazione, colei che le madri greche invocavano quando le doglie del parto avevano inizio, trovando un sollievo nella credenza che essa le assistesse durante il travaglio così come faceva per qualsiasi femmina animale in procinto di partorire.
Dea più adorata della Grecia, Artemide era onorata con rituali molto popolari, anche se vari, così come vari erano gli aspettti della dea stessa. A Efeso, nel suo ricco tempio, Artemide era servita da sacerdotesse caste, che prendevano il nome di Melisse, o api, e da sacerdoti eunuchi. A Sparta era Korythalia, venerata con danze orgiastiche. Le Amazzoni adoravano la madre della guerra, Astateia, con una danza circolare durante la quale percuotevano gli scudi e battevano il suolo con i piedi ricoperti da calzari atti alla guerra. Sembra, però, che le feste più popolari in onore di Artemide fossero quelle celebrate durante le notti di luna piena, in cui i fedeli si radunavano nel bosco sacro alla Dea e si abbandonavano al suo potere, facendo baldoria e accoppiandosi senza conoscersi. La dea preferita della Grecia era dunque la personificazione della legge naturale, una legge così diversa da quelle della società, tanto più antica, forse destinata a durare eternamente.

Quale Dea della caccia e della Luna, Artemide è la personificazione dello spirito femminile indipendente.
Ella rientra nella categoria delle Dee vergini che, a differenza di altre, non fu mai rapita o abusata e rappresenta un senso di integrità, di completezza, il cui valore non dipende da "con chi" essa sta, ma da ciò che essa "è" e "sa fare".
La sua abilità di arciera fa di lei l'archetipo di un femminile che si pone un obiettivo e senza indugi lo raggiunge, dunque rappresenta la capacità di realizzare i propri progetti, una volta messi a fuoco.
Per quanto competitiva, Artemide non vede nelle altre donne delle rivali, bensì delle sorelle. Infatti corre per i luoghi selvaggi sempre accompagnata dalle sue ninfe, divinità minori dei boschi, delle montagne e dei ruscelli. Per altro si arrabbia tantissimo e si attiva per difendere le altre donne, quando queste sono in pericolo. Si tratta dunque di un femminile che prova un senso di solidarietà con le altre donne, la cui compagnia considera irrinunciabile e i cui diritti difende a spada tratta. Per questa ragione è stata presa quale simbolo da molti movimenti femministi.
Nei confronti degli uomini ha un atteggiamento cameratesco, ma senz'altro non cade preda di innamoramenti e fascinazioni. Il gemello Apollo, dio del sole, può essere visto come la sua controparte maschile: lui il sole, lei la luna.
Il suo amore per la natura selvaggia, per i luoghi incontaminati e gli animali liberi fanno di lei anche un modello di donna ecologista, impegnata nella lotta per la salvaguardia dell'ambiente.

L'archetipo Artemide non coincide con un tipo di donna che si realizza nella maternità, bensì rappresenta un genere femminile che "si basta" e che trova la sua soddisfazione nell'essere pienamente sè stessa, libera e autosufficiente, nel lottare per ciò in cui crede e nel contatto con la natura, che rappresenta la parte più selvaggia di noi.
Tuttavia, avendo aiutato la madre a mettere al mondo suo fratello, è considerata Dea del parto e protettrice delle partorienti, che la chiamano in suo aiuto nel momento del bisogno.
Viene infatti anche rappresentata come Dea dalle cento mammelle, rappresentazione dell'Artemide Efesia.

sabato 2 ottobre 2010

Dormire e forse sognare...

Provo ad andare a letto presto stasera, sono mesi che non riesco a dormire bene, me ne sto sveglia con gli occhi ostinatamente spalancati nel buio per ore...e allora mi alzo e scrivo. Molto delle sconclusionatezze che ho scritto ultimamente è dovuto a questo. Dopo qualche notte così, ne arriva una in cui cado come in catalessi, dormo senza sogni (senza avere il ricordo di aver sognato) e mi sveglio più stanca di prima.
Ciò non va bene, io devo sognare, mi manca la materia prima per il blog!

Cosa voglio sognare stanotte? Vorrei sognare la Sirena, o l'Esotica Sconosciuta, che mi dicano a che punto sono arrivata e se sto facendo la cosa giusta. Vorrei sognare il Maestro Onirico, è tanto che non lo sogno, anche lui potrebbe indicarmi cosa fare.
Oppure un bel sogno tutto nuovo di zecca. Come mi sento a tratti io in questi giorni.
Un bel sogno di carne e velluto...di occhi e mani...e capelli che sfiorano leggeri un corpo nuovo.
Un sogno di baci di labbra e ciglia...e di farfalle. Un sogno di quelli che si trascinano lenti fino a svegliarti e sei li, in bilico, le mani che arpeggiano l'aria per ricatturare il sogno che è ancora dentro di te, caldo, umido e vibrante.
 

martedì 28 aprile 2009

La Collana della Sirena e i Sandali d'Argento

Martedì 28 Aprile 2009 - Sogno di entrare in un negozio dove sono già stata qualche sogno fa, solo che non me lo ricordavo, fino ad ora. E' una gioielleria etnica. Con me c'è Z. e altre amiche, Z. mi porta a vedere una collana che ho già visto l'altra volta e che costava 129,00. Quando la vedo mi sembra diversa da come la ricordavo, è un cerchio di metallo con un pendente grande quanto un melone, sembra un feto, mi rendo conto che non potrei portare questo gioiello senza rimanere con il collo piegato in avanti. Guardo il cartellino del prezzo ora c'è scritto 3x39,00. Le altre amiche si sono dirette subito verso una libreria in cristallo che espone bracciali rigidi d'argento e collane bellissime, sono fatte di piastrine collegate tra loro a formare un triangolo che copre il petto, flessibili e cangianti come scaglie di pesce. Eccola, quella è la collana che avevo visto l'altra volta, ora la ricordo chiaramente, è composta da un laccio morbido intorno al collo al quale sono collegate, a scalare in un triangolo che copre il petto lasciando scoperti i seni, piastrine d'argento lavorate con simboli misteriosi, ad ogni spostamento d'aria, le piastrine si muovono fluide creando un onda che riflette le luci, il sole, il cielo fuori dalla vetrina. Improvvisamente ritorno all'inizio del sogno, avevo pensato di salire la scalinata coperta di velluto rosso. So che sopra ci sono sandali in corda e argento di cui ho bisogno, ma ero stata distolta da Z. prima di poter salire. Vengo svegliata. Nel dormiveglia cerco di riprendere il sogno per poter salire le scale... suona la sveglia. Ci proverò nel prossimo sogno.

I sandali nel loro ricoprire parzialmente i piedi, che rappresentano a loro volta l'anima del sognatore, raffigurano una apertura dell'anima verso l'esterno.
Il collo rappresenta l'unione tra mente e corpo, di conseguenza una collana simboleggia l'unione tra questi due lati di noi.

La collana che cercavo non era il giogo con il feto, questa volta non mi sono fatta distogliere da
chi voleva farmi credere che quella fosse la collana che volevo.
La collana che avevo visto e che cercavo ha la flessibilità del pesce, che cambia direzione con un colpo di coda.
Ma c'è una cosa più importante che devo fare, salire le scale, compiere un cambiamento di livello per migliorare il contesto della vita affettiva e spirituale. Lassù so che troverò i sandali di cui ho bisogno, li ho già visti, sono fatti di corda e d'argento.
La suola di corda implica essa stessa un'appoggio stabile per la salita verso l'alto.
La corda scaturisce dalle virtù personali, lega e sigilla, unisce e aiuta a sorreggersi.
Intorno al piede, a trattenere il sandalo, lacci d'argento lucente e lavorato. Esso parla di un'anima che ha accolto in sé un amalgama di influenze, l'argento, metallo della Luna, corrisponde ad una emotività passiva.

Così come di dipendenza in amore parlano i braccialetti rigidi e chiusi.

La scala è ricoperta di velluto rosso, esso simboleggia un successo conquistato grazie alle nostre capacità interiori.

Questo sogno in apparenza semplice e insignificante, parla di come sono riuscita a liberarmi da un giogo che mi costringeva ad una posizione fetale, ripiegata su me stessa e senza possibilità di evoluzione, di come con un colpo di coda degno della sirena che ho sognato più volte di essere, ho cambiato direzione nel mare dell'emotività, di come abbia rifiutato di essere dipendente in amore, rigida e chiusa come il bracciale da schiava e di come aneli a salire ad un livello superiore di consapevolezza. Dove troverò scarpe adatte per procedere sul cammino intrapreso e far intravedere un po' più di me e di quello che sono dentro, mostrando la mia emotività passiva.
Devo tornare a dormire. Per sognare. E per indossare i sandali.

giovedì 24 luglio 2008

La Sirena

Nella rilettura a ritroso dei quaderni degli appunti, sul quaderno dic 2003 - nov 2004 questa è la prima volta che ho sognato la Sirena. Nel Gennaio 2007 farà la sua ricomparsa nel sogno della parrucca bionda.

Lunedì 20 Settembre 2004 - Stamattina presto ho sognato che ero in piscina per fare aquagym e nuotavo come una Sirena, a pancia in su, con i capelli sciolti ondeggianti intorno al mio viso. Il Maestro si è tuffato in acqua con me. Io ridevo e anche lui rideva. Svegliata.

The Race with Mermaids and Tritons (Collier Smithers) - dettaglio

Subito dopo...

Ho sognato che ero in campeggio in Croazia e che c'era un ragazzo alto e bruno che mi corteggiava.

La Sirena è per metà una donna bellissima e per metà pesce/cetaceo (in origine era per metà uccello rapace). Questo lato disumano ne fa un essere freddo e per questo affascinante. Seduce in modo fulmineo e normalmente appare in sogno quando le energie sessuali sono sopite o in declino. La Sirena non cade preda di passioni terrene e non è dominata dal cuore. La Sirena Onirica ci mostra quanto la nostra sessualità ed emotività siano in una fase stagnante.

La Sirena è, come l'archetipo di Artemide, una dea vergine, nel senso che non ha bisogno dell'uomo per essere completa in se stessa. Ma questo nell'ambito dell'amore è una carenza, perchè l'amore è condivisione e compenetrazione di anime.

... parlando dell'archetipo Artemide e paragonandolo ad una Sirena, nel suo approccio al sesso e all'amore: "A dispetto della sua mancanza di ardore e della sua mentalità calcolatrice, in parte dovuta forse alla sua stessa indifferenza, questo erotismo impersonale della donna (Artemide/Sirena) è spesso un motivo di richiamo per l'uomo" ( tratto da: Le dee dentro la donna - Jean S. Bolen)

Leggendo questo libro mi sono subito identificata in Artemide, mentre da bambina sono stata sicuramente una Athena, (archetipo che rimane tuttavia fortemente mescolato ad Artemide anche adesso che sono adulta). L'obiettivo finale per me è incorporare anche la dea alchemica, Afrodite per la capacità di creazione che apporta. Mi sono resa conto che lo sto facendo dando spazio anche all'archetipo Persefone, l'unica dea vulnerabile con la quale ho affinità, soprattutto per la sua propensione a discendere negli inferi/incoscio.

La lettura di questo libro (Le dee dentro la donna) è sempre affascinante e aiuta a rivelare molti aspetti dell'essere donna, delle pulsioni che ci muovono, dei blocchi, delle attitudini.

P.S. prometto, non andrò' a ripescare i diari di scuola... Cinque anni di "a ritroso" mi sembrano abbastanza sufficienti.

lunedì 14 luglio 2008

La Prigione Onirica, la Sirena e i Doni del Maestro

A Mermaid by John William Waterhouse
Ho trovato questo sogno trascritto sul quaderno che va da ott 2006 a nov 2007. Ho continuato a leggere e ne ho trovato altri. Scoprirlo ha cambiato in qualche modo la mia percezione di quello che sto vivendo in questo ultimo periodo, spostandone indietro di un'anno l'inizio.
Questo è un sogno che mostra i prodromi del cambiamento che sarebbe arrivato. E spiega chi dovevo andare a trovare in carcere... (La Telefonata del Maestro) e perché è stato imprigionato (La Bionda Assassinata).

Venerdì 26 Gennaio 2007 - Sono ad aquagym, sto per entrare in vasca quando il Maestro mi chiama e mi dice di seguirlo un'attimo nello stanzino degli attrezzi. Cerca tra la roba e tira fuori una parrucca bionda da Donna/Sirena. "Provala" mi guarda, "Ti sta benissimo, vorrei che la tenessi perché dovremmo fare delle riprese e voglio che la telecamera stia sempre su di te." Mi guardo allo specchio e sto proprio bene. Mi aggiusta i capelli, e un paio di volte lo slip sulla pancia. Come una mamma che sistema il figlio per andare a scuola. Entro in vasca, c'è tantissima gente. Cerco di mettermi davanti ma non riesco. Andiamo oltre l'inferriata da pallavolo (?) Il Maestro si è trasformato in una donna incinta. Io penso ma non era single? Vado verso il fondo della vasca con un corsa, insieme a me ci sono dei ragazzi, quando sono arrivata ballo meravigliosamente con indosso la mia parrucca bionda.

Attrezzi: Indicano l'intelligenza pratica ma anche la possibilità di plasmare la propria vita secondo le inclinazioni e le capacità personali, per usarle di più.

La Sirena: L'amore/sortilegio che distrugge l'anima dell'essere umano.

Parrucca: complessi di inferiorità

Pettinatura: inizio di una fase evolutiva della personalità e delle condizioni di vita.

Capelli Lunghi: sensualità o eccessiva importanza attribuita all'intelletto.

Biondi: Simboleggiano i pensieri consci. Bisogna tenere presente quindi il contesto del sogno per capire il significato con precisione.

La Prigione (l'inferriata): ci si sente limitati nella libera evoluzione. Rappresenta i doveri, le inibizioni, i principi etici, i sentimenti e le passioni che non ci lasciano liberi di crescere. La Prigione Onirica è uno stato d'animo e non un luogo. Ci sono persone che opprimono od ostacolano la libertà di espressione.

Correre: come si va avanti nella vita.

Danza: armonia interiore e desideri erotici.

Immagini (riprese): si desidera conoscersi meglio per completare/correggere l'immagine che si ha di se stessi.

Donna incinta: Fortuna e successo. Si riuscirà a portare a termine un progetto. E' imminente una nuova nascita.

Il Maestro, oltre a quello che è già evidente dal nome, rappresenta per me una persona specifica, che ammiro e che, in una sorta di strano modo, mi è di modello. Ne sono attratta anche perché vorrei essere come lui. Fisicamente, anche se in versione donna, e per la precisione derivante dalla passione, che mette nel lavoro che fa. In questo sogno, mi porta dove ci sono gli attrezzi per diventare quello che voglio. Mi dona una parrucca bionda (l'Audacia della trasmissione che vedrò) per non avere più senso di inferiorità. I capelli sono lunghi, (la Sensualità che a causa del troppo lavorio mentale non esprimo come vorrei). Sono i capelli di una Donna/Sirena (l'Impatto che vorrei avere).

Egli mi rinforza dicendo che sto benissimo e che Vuole che io mi guardi meglio (che la telecamera sia sempre su di me). Mi Aggiusta la Femminilità (i capelli) e la Sessualità (lo slip, la pancia) lo fa come una mamma, mi sta preparando per la lezione, per andare alla scuola della vita. Nella Vasca. Li si trasforma in una donna incinta, promessa di un Cambiamento di una Rinascita, rafforzata dal fatto che, visto che non riesco a stare davanti, mi fa prendere un'altra strada, e mi fa superare una inferriata (La Prigione Onirica) per farmi arrivare dove c'è gente che mi apprezza (i ragazzi) e dove mi esprimo meravigliosamente bene con la danza.

La figura mitologica della sirena ha sempre avuto per me una valenza positiva. Il primo impatto è infatti con la sirenetta della favola di Hans Christian Andersen. Quando poi incontrai le sirene di Ulisse non riuscii mai a vederle come personaggi negativi. Non facevano altro che seguire la loro natura. Stava ad Ulisse resistere.

Io devo diventare la Sirena (che distrugge per fare in modo che il Maestro/Donna incinta rigeneri).

P.S. In effetti già nel Settembre 2004 avevo sognato di essere una Sirena, con una connotazione però diversa. La Sirena