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mercoledì 13 luglio 2022

Coco Mademoiselle - Chanel

  


Coco Mademoiselle è semplicemente meraviglioso. E' una giornata estiva mossa da una brezza fresca proveniente da un mare nascosto. 

Creato da Jacques Polge nel 1978, si narra che fu tenuto in sospeso perché ritenuto troppo moderno e per non interferire con l'uscita appena avvenuta (4 anni prima) di Cristalle. Tutta un'altra politica rispetto all'attuale sovraffollamento di flanker su flanker in uscita a cascata quasi su base tri/semestrale. 

Allora io me lo ricordo Cristalle, l'eau de toilette, l'avevo acquistato perché lo sentivo affine a me, verde, affilato, trasparente e un po' introverso, avant-garde. D'altronde non ero nuova a questo genere di chypre agrumati, con Diorella prima e Eau Savage poi, adoravo il senso di libertà che questa famiglia olfattiva dona sempre.

Insomma creano Coco Mademoiselle ma lo tengono li, nascosto. Quando finalmente si decidono a farlo uscire sul mercato sono passati 23 anni. E' il 2001 e dopo altri 20 lo scopro io, in un giro accaldato in profumeria, dopo la cocente delusione di Coco Noire non mi ero più avvicinata ai profumi di Mademoiselle. E' un giorno caldo e sono alla ricerca di qualcosa che possa portare quella sensazione di brezza fresca, ma che non sia il solito profumo di spiaggia o un maschile. Trovo Florabotanica di Balenciaga, di cui parlerò e di cui non riuscirò a capacitarmi del suo ritiro dal mercato, e la commessa mia amica mette un paio di bustine di crema corpo di Coco Mademoiselle nel sacchetto.

Alla prima doccia apro una bustina e centellinando la crema ne metto un pochino sulle braccia. Per tutta la giornata mi accompagna questo profumo buonissimo, che provoca annusate compulsive da parte mia e anche da parte delle amiche. Nel giro di qualche giorno torno per comprare la crema corpo e dopo qualche tempo ripasso per prendere il profumo. Lo uso quando è arrivata la seconda parte della primavera, quando comincia ad esserci il caldo quasi estivo, è femminile, fresco e fiorito, salino e muschiato, ha un aggancio di resine e legni, a tratti potrebbe sembrare unisex, ma poi ritorna il connubio rosa più gelsomino che fa sentire eleganti e sicure, di quell'eleganza che non proviene dagli abiti ma da qualcosa dentro di sé. Hanno fatto bene a chiamarlo così perché conoscendo la storia di Gabrielle Chanel detta Coco, io me la immagino in estate, vestita con i pantaloni e la maglietta marinara rubata a lui, spruzzarsi di Coco Mademoiselle ed emanare luce e profumo per tutta la giornata. 



Coco Mademoiselle (Chanel) - 1978 creazione - 2001 uscita sul mercato - Orientale Floreale (Jacques Polge)

Bergamotto, Mandarino, Arancia, Fiori d'Arancio, Pompelmo, Rosa Turca, Mimosa, Litchi, Gelsomino, Ylang ylang, Opoponax, Fava Tonka, Patchouli, Vaniglia, Muschio Bianco, Vetiver



giovedì 9 giugno 2022

Scandal by Night - Jean Paul Gaultier

 


Una versione di Scandal più notturna, infatti si chiama Scandal by Night, che contiene una ciliegia sciropposa e la tuberosa al posto della combinata fiori d'arancio, gardenia. Ne risulta un profumo più dolce e ipnotico, la nota della ciliegia ha la parte sciropposa e la parta mandorlata molto ben definite, ammalianti, un tappeto vellutato di muschi, ambra e patchouli portano fino alla fine questo profumo da fata incantatrice, di quelle delle quali non è sano fidarsi.

La tuberosa qui è petali bianchi e miele, lavora nel corpo del profumo senza diventare dominante, la cera d'api e il sandalo danno rotondità e cremosità, l'olio di nardo aggiunge una nota legnosa, anch'essa comunque molto morbida, e aiuta a raggiungere quel livello di assuefazione stordente che si verifica negli stati di completo rilassamento, quella sensazione di testa vuota e corpo galleggiante benefica e calmante. E' una calma assertiva perché indossando Scandal by Night hai l'impressione di essere impermeabile alle critiche e sicura di te.




Scandal by Night (Jean Paul Gaultier) - 2018 - Orientale Floreale (Daphne Bugey)
Miele, Arancia Amara, Agrumi, Tuberosa, Ciliegia, Fiore d'Arancio, Pera, Nardo Himalayano (Jatamansi), Fava Tonka, Vaniglia, Cera d'Api, Patchouli, Sandalo, Amberwood, Muschio Bianco

sabato 15 agosto 2020

Lost Cherry - Tom Ford

 


Partiamo subito chiarendo una cosa, sono arrivata a Lost Cherry perché Gloria di Cacharel non è più sul mercato. Volevo un profumo che sapesse di amarena, la parte amara e mandorlata del profumo di amarena e sulla carta Gloria era il profumo perfetto. 

Purtroppo per dinamiche a volte incomprensibili, nonostante Gloria sia diventato così ricercato che gli ultimi esemplari rimasti vengono venduti ad un prezzo decuplicato, Cacharel non mostra di volerlo riportare in vita. 

E arriviamo a Lost Cherry. 

Nocciolo di albicocca, mandorla amara, amarena sciroppo, fumo di legna proprio quello di camino in montagna, queste le prime sensazione che salgono da Lost Cherry appena spruzzato sulla mia pelle.

Fa caldo e queste avvisaglie mi dicono che non è proprio la stagione più adatta, rischia di diventare veramente ingestibile. E poi fanno capolino i legni speziati pungenti caldi, talmente pungenti per le narici da essere termicamente percepibili. La cannella, quella delle cicche Brooklyn rosse amaranto gusto cinnamon per chi se le ricorda, è molto presente, come il suo olio essenziale che annusato molto da vicino irrita lievemente la mucosa più interna delle labbra che iniziano a formicolare.

Visto il gioco di parole nascosto dietro il nome del profumo, questo effetto sembra quasi voluto. 

Lost Cherry è un profumo dolce stucchevole in maniera differente, per via dello sciroppo di amarene invece che dalla classica vaniglia. Rende meglio sulla pelle rispetto ai vestiti proprio perché sulla stoffa rimane più tempo dolce sciropposo mentre sulla pelle, la mia perlomeno, vira ai legni caldi affumicati dopo circa mezz'ora. Ma c'è un ma. Annusandolo bene e nello sviluppo, percepisco un sentore come di detersivo vim clorex. Alla mia pelle è precluso qualsiasi profumo di mughetto, perché lo trasforma in men che non si dica in odore di candeggina. Niente Diorissimo per me. Questo sentore di polvere candeggiante di atavica memoria che scaturisce e rimane sottostante le altre note olfattive, nonostante sia tra i miei profumi di pulito preferiti, qui mi disturba. 

L'ho provato anche con temperature più basse ma Lost Cherry rimane, per il mio gusto, troppo dolce pungente in estate e troppo dolce sciropposo in inverno. E sottilmente candeggiante sulla mia pelle in qualsiasi stagione.

Descritto come un profumo degno di Melisandre, la strega rossa del Trono di Spade, Lost Cherry è per me un no. La ricerca di Gloria continua...


Lost Cherry (Tom Ford) - 2018 - Orientale Floreale (Louise Turner)

Ciliegia Nera, Mandorla Amara, Liquore di Amarena Griotte, Amarena, Prugna, Rosa Turca, Gelsomino di Sambac, Fava Tonka abbrustolita, Balsamo del Perù, Vaniglia, Benzoino, Cannella, Sandalo, Cedro, Chiodi di Garofano, Vetiver, Patchouli 

martedì 23 giugno 2020

Truth or Dare - Madonna

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La storia che racconta come la cantante Madonna sia una grande estimatrice di Fracas di Piguet per via del fatto che fosse il profumo indossato dalla madre quando lei era piccola è nota. E anche il fatto che con il suo primo profumo abbia voluto ricrearlo dandogli una sfumatura più moderna. Diventato ormai quasi introvabile e con una levitazione di prezzo Truth or Dare è la dimostrazione che quando si hanno le idee chiare, e i mezzi, si riesce ad ottenere ciò che ci si è prefissati. Di Fracas, che posseggo in versione eau de toilette, ha la luminosità. Non sono identici ma lo ricorda come appunto un omaggio. Truth or Dare parte piuttosto squillante e frizzante con una accoppiata tuberosa e gardenia che rimane presente per tutta la durata del profumo. Inizialmente è una esplosione di fiori bianchi supportati da un muschio pulito che bilancia le note indoliche della tuberosa. E' una tuberosa indolica ma raffinata, cremosa, dolceamara, penetrante a tratti pungente, circondata da petali di fiori bianchi e da spezie calde e molto femminili. Una femminilità pulita, sicura, non vezzosa. Lascia una scia anche con pochi spruzzi che raccoglie complimenti e non si fa dimenticare. Possiede la sicurezza di una donna matura che osa portare un accenno vintage nel mondo attuale. Ma non è un profumo vintage, lo ricorda in parte, ne è un tributo, ma prosegue a testa alta, un po' sfrontatamente, nella sicurezza di se e di essere moderno a suo modo. E' bianco, sfavillante, croccante, arioso e nello stesso tempo ipnotico e conturbante. Sensuale. Assuefacente.

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Truth or Dare (Madonna) - 2012 - Orientale Floreale (Stephen Nilsen)
Neroli, Gardenia, Tuberosa, Gelsomino, Benzoino, Petali di Giglio, Muschio, Caramello, Ambra, Assoluta di Vaniglia

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mercoledì 3 giugno 2020

Gold Flowers - Montale

Sono stata omaggiata del sample di Gold Flowers quando sono andata in visita al negozio di Montale a Milano, dove un commesso gentilissimo e disponibile mi ha permesso di annusare tutte le profumazioni di cui avevo solo letto e che mi attraevano. Le mie curiosità spaziavano tra gelsomino, tuberosa e fiori d'arancio, vaniglie e cioccolati, e amarene di Mancera. Alla fine ho optato per Wild Cherry di Mancera, mi sono innamorata perdutamente di Choco Violette di cui il commesso mi ha preparato una travel size, e tra i tanti campioncini perfettamente aderenti ai miei gusti c'era anche Gold Flowers che non avevo annusato. L'ho provato a casa, e immediatamente sono stata presa e riportata nel passato. Il ricordo di un profumo degli anni 80 o 90, complesso come si usava allora, fiorito e opulento, raffinato, elegante. Per tutto il giorno continuo ad annusarmi l'interno del polso dove l'ho spruzzato, è una meraviglia. Incarna l'idea dei profumi fioriti degli anni '80, come Giò di Giorgio Armani, Valentino il primo profumo di Valentino, che avevo e adoravo, tutti profumi che ormai non esistono più. Profumi che richiedevano sicurezza di sé per portarli e non farsi portare in giro da loro. Stupendi, da scia, persistenti, ammantanti. 

Come i profumi a cui faccio riferimento, Gold Flowers è un bouquet di fiori e spezie in cui è percepibile una tuberosa caldissima e speziata, il fuoco aromatico dei chiodi di garofano (che amo molto), e un tappeto legnoso morbido e caldo. Mentre le tuberose che andavo curiosando non mi avevano fatto cadere del tutto nel loro incanto, Gold Flowers è invece magico. Perfetto per quando ci si vuole sentire estremamente femminile, segretamente sexy e sensuale, potente e istintiva come quando si indossa biancheria di seta sotto una pelliccia. Erano gli anni '80 baby! 

In questo tripudio di sensualità raffinata non bisogna pensare però ai classici femminiloni orientali caldi di spezie ma anche di essenze animali. Nessun animale qui, la profondità e l'ancoraggio dei fiori è delegata ai legni secchi e caldi, e morbidi e caldi, in una combinazione perfetta che tiene legata la tuberosa e le spezie, brucianti, piccanti, in una combinazione destinata a durare ore sulla pelle. 


Gold Flowers (Montale) - 2009 - Orientale Floreale (Pierre Montale)
Tuberosa, Pepe, Chiodi di Garofano, Ylang Ylang, Legno di Sandalo, Ambra Grigia, Peperoncino


lunedì 10 febbraio 2020

Moramanga - Coquillete Paris




Moramanga è una cittadina, che da il nome anche al Distretto omonimo, nell'entroterra dell'isola del Madagascar; circondata da terreni boscosi, adiacente al fiume Mangoro, all'incrocio delle due strade principali che percorrono l'isola. Il nome Moramanga significa "dove il mango cresce in abbondanza" che in Malgascio è un modo per descrivere la bellezza lussureggiante di questa zona. 
Ogni estate a Moramanga si tiene il concorso per decidere l'orchidea più bella, tra cui anche quelle dalle quali si ricava il baccello della vaniglia, il più delle quali sono endemiche della foresta pluviale del Parco Nazionale di Andasibe-Mantadia o Riserva di Périnet che circonda il Distretto di Moramanga.
Da piccola sognavo di visitare l'Isola del Madagascar e l'Isola di Zanzibar, ai miei occhi paradisi di bellezza naturale e verdeggianti.
E lussureggiante è proprio la parola esatta per descrivere questo profumo che si apre come una ventata schiaffeggiante di fiori bianchi e gialli, carnosi, sfacciatamente opulenti e grondanti di goccioline di pioggia tropicale, si possono distinguere una gardenia carichissima compresa di foglie lucide come pietre bagnate, l'inizio di banana e latte dello ylang ylang, a cui presto fa seguito il suo carnale profumo esotico, una tuberosa esplosiva che diventa lattiginosa come acqua di cocco proprio come piace a me e un gelsomino finissimo, splendente nella notte. Le resine che stillano pungenti ma fresche dagli alberi.
E' un profumo magico, iper femminile ma di una femminilità naturale, nuda, fatta solo della potenza di fiori tropicali immersi nell'assordante rumore di migliaia di uccelli diversi nascosti nella foresta pluviale. Dopo qualche ora il rumore della foresta pluviale si zittisce, i fiori si chiudono, e scende la notte. E' solo il profumo dei gelsomini ad aleggiare nell'aria appoggiandosi ogni tanto al terreno di vaniglia e resine e muschio, quasi impercettibili, come un fruscio sommesso di animali notturni. Brillante come stille di pioggia rimaste aggrappate alla foglie, delicato e luminoso come la pelle di una donna che dorme.  
Ho scoperto Moramanga, che è diventato uno dei miei profumi preferiti, grazie alla Farmacia Corti, che tiene Coquillette e mi ha fatto fare un percorso olfattivo di questa casa profumiera. 
E' il profumo che mi permette di esprimere sensualità solare, femminilità potente e assertiva, seduzione palese non verbale. Da voce al mio emisfero destro, all'istinto e all'audacia, al mistero dato dalla non intellegibilità. Non c'è mediazione verbale. Solo purezza animale.


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Moramanga (Coquillete Paris) - 2012 - Orientale Floreale (Elise Juarros - Rosa Vaia)
Gelsomino, Gardenia, Iris Giapponese, Balsamo del Tolù, Opoponax Etiope, Benzoino, Tuberosa del Madagascar, Ylang ylang della Polinesia, Vaniglia del Madagascar, Muschio Asiatico

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La Farmacia Corti si trova a Giussano in Via Gabrio Piola, 11

giovedì 6 febbraio 2020

Tinharé - Le Couvent des Minimes

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Tinharé è un'isola del Brasile, famosa per le sue spiagge di sabbia finissima e per il mare incontaminato, la natura tropicale rigogliosa che si riversa fino all'Oceano, i cieli tersi di un turchese vetrificato. 
Questo lo spunto, l'ispirazione data al naso, per creare uno dei profumi de Le Couvent des Minimes che si situa tra le altre creazioni, tutte ispirate a luoghi lontani, antichi porti e rotte di viaggio della via delle spezie. Di questi luoghi e di queste ispirazioni fanno parte anche Smyrna e Santa Cruz di cui ho già scritto su questo blog. 
Ma Tinharé non parla la lingua del mare, della frutta tropicale succosa, del sole sulla pelle, Tinharé parla una lingua tutta sua, fatta di sussurri che si insinuano sotto la pelle dell'altro.
Un linguaggio nuovo indecifrabile, non scandagliabile, misterioso, dove l'intento non è capire le singole note parole ma farsi avvolgere dal suono di questa lingua straniera. 
Ogni volta, ogni volta, ogni volta che lo metto c'è qualcuno che mi ferma per dirmi che buon profumo ho, con la faccia interrogativa di chi non riesce a collocare una nuova informazione tra quelle già acquisite, catturato dalle note come dalle parole di un incantesimo pronunciato con un soffio di voce, perché Tinharé non urla, non riempie la stanza in maniera squillante ma lo fa insinuandosi, sostituendosi alla atmosfera, così sottilmente che non ci si rende conto che in breve tempo ti ha portato in un altra dimensione, su un pianeta parallelo dove le percezioni sono di pelle.
Non si sente il mandarino o il gelsomino o la vaniglia, ma ci sono. Impregnano le note di legni morbidi leggermente salati, e creano una amalgama che coinvolge il senso del tatto insieme all'odorato, come se le parole della sua lingua sconosciuta, toccassero la pelle dell'altro con il soffio caldo dell'atto del pronunciare. Morbide e delicate come carezze uditive olfattive. Come se donasse una seconda pelle, fusa con la propria, calda e magica, che vibra e risuona sommessamente ad ogni sospiro.
Tinharé è il profumo del desiderio intuito. 

Tinharé (Le Couvent des Minimes) - 2019 - Orientale Floreale Baccarat (Eric Fracapane)
Mandarino, Gelsomino, Note Legnose, Vaniglia

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mercoledì 8 gennaio 2020

Songes - Annick Goutal


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Songes significa Sogni in francese, e questa eau de parfum è proprio capace di mettere in quella condizione meditativa che promuove i sogni ad occhi aperti. Annusandolo si viene portati inizialmente in estate, su una spiaggia di quelle con la vegetazione lussureggiante tropicale che si spinge fino a quasi l'oceano. Fiori carnosi, biancogialli, che assomigliano a frutti per quanto siano polposi. Poi subentra una nota che riporta all'inverno, ai cappotti di lana leggermente ruvida, calda. Era un sogno d'estate racchiuso nell'inverno. In questo stadio di Songes si respira il passato, fatto di profumi chypre a cui non siamo più abituati, trattato in maniera molto leggera e con mano moderna. E' questione di pochi minuti e il sogno muta ancora, si scalda, perde la ruvidezza secca chypre e si ammorbidisce in una vaniglia bellissima, da scia. Non una vaniglia gourmand ma la bacca di vaniglia bourbon, con quella sua rotondità peculiare. Una vaniglia ancora ammantata di fiori, femminile, raffinata, sognante. Dove il gelsomino e il tiarè rievocano la prima parte del sogno della spiaggia e la vaniglia, stranamente, l'inverno e il calore di essere avvolti da una morbida sciarpa.  

Songes (Annick Goutal) - 2006 - Orientale Floreale (Isabelle Doyen, Camille Goutal)
Vaniglia, Gelsomino, Ylang ylang, Frangipane, Tiarè

sabato 28 dicembre 2019

Vanille Insensée e Rose Anonyme - Atelier Cologne

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Ogni tanto vado in missione sniffatoria nelle profumerie e se trovo la commessa simpatica e competente mi piace chiacchierare ed annusare le novità che vuole propormi; è stato così che ho avuto modo di annusare i profumi di Atelier Cologne, che non conoscevo, e di essere omaggiata di alcuni campioni tra quelli che più mi avevano colpito. 

Di solito quando arrivo a casa metto i samples omaggio in attesa, per vedere se mi riattraggono di nuovo. A volte me ne dimentico, tanto che quando riprendo in mano il campioncino nel frattempo il profumo in vendita è stato riformulato, cambiato, flankerizzato, discontinuato, tolto dal mercato. 

Qualche tempo fa mi sono ritrovata a visitare con un amico, un centro commerciale ricavato da una ex fabbrica e lì ci siamo imbattuti in un negozio di candele e prodotti per il corpo che non conoscevo.

Entrambi appassionati di candele, partiamo ognuno per conto suo ad annusarle e quasi in contemporanea troviamo LA CANDELA dei sogni. Lui una aromatica legnosa e io, stranamente, una candela evocativa di viaggi in taxi a Parigi e petite pâtisserie.

La candela Paris Café di Bath & Body Works (ovviamente discontinuata) ha un aroma ricco di caffè appena tostato, brioche dolce di zucchero, crema di vaniglia e olii essenziali di fiori tra cui la rosa.

Ricordo il viaggio di ritorno passato a chiacchierare mentre la annusavo sollevando continuamente il coperchio e una volta a casa, nel giro di una notte, anche se chiusa aveva espanso il suo profumo in tutta la zona giorno. 

E' stato solo qualche mese dopo, che prendendo in mano i campioncini da annusare, mi sono imbattuta di nuovo in Atelier Cologne, e avendo provato su due porzioni di pelle attigue, Vanille Insensée e Rose Anonyme, magicamente mi hanno riportato a quel giorno e alla mia candela. 

Mentre da soli, separatamente, non mi avevano più convinto, insieme, accostati hanno dato luogo ad un profumo molto femminile e urbano, con quel non so che di chic che hanno le parigine.

L'immagine di una corsa in taxi, un vestito di seta scivolato stretto nell'abbraccio di un trench, la colazione in un piccolo bistrot, profumo di caffè e di croissant, una brezza che porta il profumo di migliaia di rose dal fiorista di fronte al bar, odore di carta di giornale nuovo, un foulard annodato intorno al collo che profuma di donna. 

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Vanille Insensée (Atelier Cologne) - 2011 - Legnoso (Ralf Schwieger)
Coriandolo, Lime, Cedro, Vetiver, Gelsomino, Muschio di Quercia, Vaniglia, Quercia, Ambra

Rose Anonyme (Atelier Cologne) - 2012 - Orientale Floreale (Ralf Schwieger, Jerome Epinette, Cecile Hua)
Bergamotto di Calabria, Zenzero, Rosa Turca, Opoponax Somalo, Legno di Agar Oud, Foglia di Patchouli Indonesiano, Papiro, Benzoino


sabato 30 novembre 2019

Gucci Bloom Ambrosia di Fiori - Gucci

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Dopo il successo di Flora, Gucci propone un altro tripudio floreale, sceglie Alberto Morillas ed esce nel 2017 con Bloom, che divide in due il pubblico, chi lo osanna e chi invece non lo apprezza. Come è usanza dei tempi che corrono non fa in tempo ad uscire una fragranza che subito si immette sul mercato a distanza ravvicinata nel tempo, tutta una serie di variazioni sul tema, i cosidetti flanker, che sfruttano l'onda del successo del capostipite. O almeno così era, ora l'uscita dei flanker è già programmata in anticipo, sia che il primo profumo sia stato davvero amato o meno. Saturando il mercato di pseudonovità, in realtà non offrendo nulla di nuovo e anzi adeguandosi sempre di più gli uni agli altri anche tra marche diverse. Gucci in questo caso cerca di riproporre anche concettualmente il successo di Flora tramite uno spot similare, ragazze vestite con abiti svolazzanti di stampe floreali, che si abbandonano ai fiori. Ecco, abbandonano è proprio la chiave di lettura, mentre nel concetto di Flora c'era il potenziamento del femminino e la presa di coscienza delle proprie capacità attive, qui invece il messaggio è di passività. Lo spot ha una piccola ripresa verso la fine, complice la variazione del sottofondo musicale e lo spostamento delle ninfe in una pozza d'acqua, e ricorda, per un guizzo di un secondo, l'altro. Qui l'atmosfera vuole richiamare quella di alcuni quadri preraffaelliti ma manca di sostanza. 
Il profumo è un trittico di grandi fiori bianchi posato su un tappeto di petali di fiori. Sia Bloom che Bloom Ambrosia di Fiori (detesto questi nomi così didascalici e privi di inventiva) hanno una potenza quasi stordente, rispetto alla norma odierna non certo a quella di altre decadi, e proiettano un'aurea floreale e molto femminile tutt'intorno. Fanno sentire bene e felici, e questo è già una gran cosa.
Di fatto però detesto quando utilizzano lo stesso nome per tutta una serie di profumi che sono molto probabilmente le varie prove fatte prima di decidere quale fare uscire per primo, non scegliendo quindi il più convincente e rischiando e proponendo, ma sull'onda del business spalmando i guadagni su tutti i flanker successivi. 

Gucci Bloom Ambrosia di Fiori (Gucci) - 2019 - Orientale Floreale (Alberto Morillas)
Gelsomino, Caprifoglio, Tuberosa, Iris, Rosa di Damasco


Per vedere lo spot cliccate qui

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mercoledì 20 novembre 2019

Sensuale - Intimissimi

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Sensuale fa parte di una triade di profumi, insieme a Romantica e Innocente, che Intimissimi fece uscire nel 2013 come profumo per lingerie e per la persona. Le provai tutte e tre e questa è quella che più mi  colpì per la sua non banalità. E' un profumo che presto diventa un profumo di pelle, sensuale appunto, delicato e che si sente solo avvicinando il naso, ma così deve essere, secondo me.
Appena spruzzato si sente moltissimo una nota aromatica balsamica mediterranea, il mirto presumo, che presto si unisce ad una nota pungente e calda di pepe nero e successivamente ad una nota pungente aromatica di pepe bianco. In pochi minuti compaiono i fiori, delicati, e quello che io chiamo profumo di pelle di donna, quel misto di tepore e morbidezza, di leggerissima salinità, di petali di fiori, profumi e creme che la pelle di una donna trasferisce sui pizzi dei reggiseni. Questo sentore, ovviamente amplificato, è quella nota che dona sensualità ai profumi, una sensualità sommessa e tenera che mischiata alle altre note olfattive fa di questa categoria di eau de toilette, profumi di donna. Sensuale si presta molto bene alla layerizzazione, ancorando meglio il compagno e donando una base molto femminile sottostante. Spruzzato sulla biancheria, si ottiene quel sentore di biancheria pulita indossata da qualche ora su una pelle curata e profumata, rendendo sexy anche la lingerie più semplice e senza fronzoli. Il naso non percepisce il profumo applicato ma un mix molto sensuale di calore corporeo, pelle, lingerie, profumo e pulizia curata. 

Sensuale (Intimissimi) - 2013 - Orientale Floreale (-)
Loto, Mirto, Orchidea, Ambra, Vaniglia

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mercoledì 9 ottobre 2019

Splendida Tubereuse Mystique - Bvlgari







Tra tutti i fiori, nei profumi, la tuberosa è la mia preferita. In questo profumo però la tuberosa ha una connotazione non facilmente riconducibile al fiore, è come se fosse sotto copertura.
Il profumo parte con una nota dolce di frutta.
Il ribes nero che come una marmellata di mirtillo cola quasi liquida, lasciando la sua impronta bluviola sul cucchiaino. Si insinua una nota saponosa, cremosa, che sale per le narici pungendole e
arriva un sottofondo amarognolo, come acqua di cactus, che diventa pungente, quasi balsamico, fresco.
Dopo poco compare una nota di fiore bianco, grande, femminile, caldo fresco. E' una tuberosa pungente, che si fa strada risalendo le narici pizzicandole.
Accompagnate dalle note iniziali, che rimangono sotto, per sostenere il fiore vibrante.
Infine si sviluppa la mirra, tagliente, fredda, acuta. E' un femminile aguzzo, dove ogni componente, ha un suo lato tagliente.
E' solo dopo circa 40 minuti, che improvvisamente, sulla mia pelle, si crea un connubio perfetto tra cremoso e liquoroso, come un cognac morbidissimo, rotondo, setoso, leggermente legnoso, in cui galleggiano impregnandosi i petali di tuberosa, bianchi e carnosi, resi dorati da un cognac burroso con sentori di melassa e di caramello, di legno aromatizzato, di calore di un fuoco in un camino.
E' per questa nota finale, burrosa liquorosa, che mi piace. Non sapendo se è la mia pelle a reagire così o se è una evoluzione voluta. Annuso e mi inebrio.

Splendida Tubereuse Mystique (Bvlgari) - 2019 - Orientale Floreale (Sophie Labbé)
Ribes Nero, Davana, Tuberosa, Assoluta di Vaniglia, Mirra


domenica 25 agosto 2019

Dahlia Divin - Givenchy


Tutto è nato una domenica mattina, mi chiama una mia amica e mi propone una colazione aperitivo di chiacchiere, proviamo un nuovo posto che ha uno spazio all'aperto con tavolini e un bel prato.
L'aperitivo si trasforma in una gita a casa sua, per farmi vedere come è diventata dopo un intervento di restyling, bellissima. Chiacchieriamo rilassate sul divano, il suo cagnolino si è addormentato a fianco a me, respira piano. Il discorso vira sui profumi e la mia amica mi fa provare un illuminante corpo profumato di Givenchy: Dahlia Divin. Ha un profumo buonissimo e raffinato. Mi racconta dei complimenti che ha ricevuto mettendolo, complimenti sussurrati e di ammirazione.
Usciamo di nuovo, sotto il naso ho questo profumo e mentre viaggiamo in macchina osservo il mio braccio che sotto i riflessi del sole brilla di minuscole particelle dorate, continuo ad annusarmi, è un profumo che mi fa sentire bene, come una piccola dea dorata.
Il giorno dopo inizio a cercare nelle profumerie dove sono solita andare, chiedendo se hanno questa gelée corps profumata oppure il profumo stesso, invano. Sembra che non venga più prodotta, mi dicono.
Dispiaciuta rimango con la voglia di riprovare quella sensazione di divinità gioiosa.
E' qualche mese dopo, gironzolando in modalità sniffatoria di profumi di altri tempi, che mi cade lo sguardo su questa scatolina minuscola, raffinata e solitaria. I caratteri piccoli e dorati mi fanno scattare la mano, trovato!
In macchina, provo subito il mio piccolo tesoro e immediatamente si materializza di fianco la mia amica, la domenica di sole e luccichio negli occhi e sulla pelle, la gioiosità del non avere nulla di programmato e del lasciar fluire.
Dahlia Divin è un profumo femminile, sottile, etereamente raffinato, luminoso, anzi radiante.
A differenza dei profumi oggi di moda, non ha un fiore protagonista che primeggia su tutti, ma è un concerto di note fuse insieme, ognuna delle quali esalta le altre e le mette in luce nell'essere insieme.
Quando lo indosso lavora su quell'angolo della mente dove ogni donna ha la consapevolezza quiescente di essere una divinità. La divinità di Dahlia è sussurrata, ma non nascosta, è fatta di luce e di sole. Di sorrisi rilassati, di femminilità e sorellanza. Di come il potere di una donna risiede, si alimenta e irraggia dalla sorellanza con le altre donne, di come un complimento, l'aiuto, l'ascolto di un'altra donna sia illuminante e formativo della coscienza di sé e della percezione di sé nel mondo.

...e i brillantini? I brillantini ci sono già sulla pelle di una persona felice, oppure si usa una crema illuminante, che la felicità arriva.

Dahlia Divin (Givenchy) - 2014 - Orientale Floreale (Francois Demachy)
Prugna Mirabella, Agrumi, Pepe Rosa, Gelsomino di Sambac, Fiori d'Arancio, Mughetto, Rosa, Pesca, Ribes Nero, Mela, Patchouli, Sandalo, Vetiver, Cedro, Vaniglia, Muschio Bianco

mercoledì 12 giugno 2019

Nirmal - Laboratorio Olfattivo



Nirmal è una parola Hindi che significa puro, candido, bianco. Per me questo profumo è legato ad un periodo e ad una persona che non c'è più. Parlavamo molto, anche di profumi e ricordo che si era avvicinato per annusarmi, era estate e indossavo Nirmal perché l'avevo appena scoperto e lo trovavo perfetto per la stagione e per come ero io con lui. Lui indossava Angelique sous la pluie, e questi due profumi stavano bene insieme. Parlavano di musica, di cibo verde e fresco, di dolci, di natura, di alberi e di come abbracciare sia una e che gli altri. Parlavano di speranza, ricordi, sbagli e rinascite. Lui con il suo modo di fare scanzonato che nascondeva una profonda malinconica tristezza, con la timidezza nel sedersi vicino vicino, con le gambe a contatto per mostrarmi le foto del suo cane, delle sue opere, delle cose che gli piacevano, porgendomi uno dei suoi due auricolari per ascoltare insieme la stessa musica. Occhi azzurri che il sole rendeva lucidi a specchio, la pupilla una capocchia di spillo nera in due lastre di ghiaccio riflettenti. Voglio ricordarlo così, mentre annusa il mio pareo bianco profumato di Nirmal e di Oriente, prendendolo delicatamente sfiorandomi la pelle.

Nirmal parte con la spigolosità di un vetro, aereo, bianco, croccante, lucido come un metallo.
Un vetro metallo, uno specchio.
Bianco è la parola che si compone immediata e spontanea nella mente, una immagine parola.
Bianco come un completo di lino bianco, come un pareo di cotone sottile che si solleva ritmico dalla pelle per un refolo di vento.
Improvvisamente, il profumo si scalda e sale secco verso l'alto per raggiungere, come una freccia scoccata nel silenzio del bosco, un punto preciso in mezzo agli occhi. Lo percepisci da dentro e cristallino ti apre il terzo occhio.
C'è una nota di pelle scamosciata che tiene legato il profumo a te, come un filamento argenteo che fluttua dall'ombelico del corpo astrale fino al tuo. Ti senti parte del bosco, sei albero, cervo, uccello, foglie. Luce.

Nirmal (Laboratorio Olfattivo) - 2010 - Orientale Floreale  (Rosine Courage)
Carota, Iris, Violetta, Cedro, Ambra, Camoscio 



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giovedì 15 marzo 2018

Prada La Femme - Prada



Ogni volta che lo metto, ricevo sempre complimenti dagli uomini, segno che le note indoliche dei tre grandi fiori bianchi, Tuberosa - Ylang-ylang - Frangipane, sui quali le tre versioni di La Femme di Prada si costruiscono, hanno ancora una volta fatto il loro sporco lavoro. Attrazione allo stato puro.
Le note indoliche infatti, sono quelle molecole olfattive, emesse dai fiori di questo colore, che guidano gli insetti impollinatori verso i fiori bianchi, che proprio per la loro assenza di cromaticità attrattiva per gli insetti, se la devono giocare tutta sul lato odore. Impollinazione.
La Femme è femminilmente raffinato, deciso ma non invadente, dalla durata strabiliante e dalla struttura perfetta. In tutte le stagioni, a tutte le ore del giorno è sempre audace con charme sottile.
Non invade, ma si insinua. Non stanca mai e ha tutte le carte in regola per diventare un profumo classico, mai datato e sempre modernamente femminile.

Prada La Femme - eau de Parfum (Prada) - 2016 - Orientale Floreale (Daniela Roche Andrier)
Spezie, Cera d'Api, Frangipane, Tuberosa, Iris, Ylang-ylang, Vetiver, Vaniglia


sabato 11 novembre 2017

Just Rock! (for Her) - Zadig et Voltaire

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L'universo di Zadig et Voltaire è un universo parallelo, dove angeli caduti sanno di latte e legno di sandalo, dove la donna sa di mandorla e dove il Rock sa di grandi fiori bianchi e raffinatezza discreta.
E' così che Just Rock! aleggia lieve lieve sulla pelle, e spande minuscole onde di petali bianchi delicatamente velati di aeree note di legno e patchouli elevando la nota terrestre e radicata di queste due essenze e staccandola dalla terra. I fiori spariscono dal palcoscenico e rimane protagonista la sola fusione, una spezia calda e morbida, in incognito, forse pepe nero fa capolino e si aggiunge al concerto, un lieve odore di pioggia nella foresta, una foresta tropicale, dove l'acqua arriva solo a bagnare le foglie e non c'è sentore di terra, ma piuttosto fluviale, piccole catenelle di gocce di pioggia che scivolano sulle larghe foglie palmate e cadono direttamente nell'acqua del fiume.
La pioggia smette e da grandi sassi grigi evapora una nebbia azzurrina, per un attimo i suoni della natura si ammutoliscono ed è solo silenzio e rocce.

Just Rock! for Her (Zadig & Voltaire) - 2017 - Orientale Floreale (Sidonie Lancesseur - Michel Almairac) 
Gelsomino, Tuberosa, Patchouli, Vaniglia, Note Legnose

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mercoledì 14 giugno 2017

Le Parfum - Elie Saab



Le Parfum di Elie Saab è il classico profumo contemporaneo, aereo, netto, cristallino. Sa di pulito, e asciutto, di rosa salata, di petali di fiori disidratati. Questa sensazione di secchezza, di disidratazione è comune nei profumi che si contrappongono ai gourmand. Fioriti puliti, che del fiore prendono l'aroma distillato nella rugiada. Niente di opulento e carnale, nessuna fisicità. Piuttosto una rarefazione fredda e spigolosa come metallo e cristallo. Un profumo da portare con il twin set, il girocollo di perle della mamma, la gonna perfettamente stirata, le scarpe basse.

Le Parfum (Elie Saab) - 2011 - Orientale Floreale (Francis Kurkdjian)
Fiore d'Arancio Africano, Gelsomino, Patchouli, Cedro della Virginia, Rosa, Miele Bianco

sabato 27 agosto 2016

Bronze Goddess - Estée Lauder



Di Bronze Goddess la prima cosa che mi ha attratto è stato proprio il nome, mi immaginavo una dea dalla pelle liscia e lucente come seta, color bronzo dorato, stesa al sole, che evoca sensualità e desiderio di adorazione. Chi non vorrebbe essere quella dea?
In ogni donna alberga Afrodite, basta saperla evocare, e per un po' nulla ci può smuovere dalla sensazione di essere in emanazione, quella sorta di stato di benessere psicofisico in cui ci sente sensuali, morbide, femminili, ricettivamente sicure e sexy come la dea dell'Amore.

La sensazione del calore dei raggi del sole sulla pelle, dopo essere uscite dall'acqua, quel leggero stordimento e vertigine appena ci si sdraia, la molle sonnolenza felina dove le immagini del mondo esterno ti arrivano tutte fruscianti attraverso le ciglia socchiuse, i rumori della spiaggia e del mare subito dopo l'ora di pranzo quando tutti sono rintanati in casa, l'odore di sabbia calda.

Bronze Goddess ha la capacità di racchiudere in sé queste sensazioni, che da olfattive si trasformano in emotive.

E' l'odore della pelle abbronzata, calda d'estate, una traccia di crema solare, sale e sole. L'odore dei capelli puliti, dopo una giornata di salsedine e vento, l'odore dei vestiti portati in viaggio per le notti d'estate al mare.

Bronze Goddess (Estée Lauder) - 2016 - Orientale Floreale (-)
Bergamotto di Sicilia, Mandarino, Limone, Arancio, Tiarè, Gelsomino, Magnolia, Fiori d'Arancio, Ambra, Latte di Cocco, Vaniglia, Vetiver, Legno di Sandalo, Mirra

mercoledì 18 maggio 2016

Fleurs de Citronnier - Serge Lutens


Appena spruzzato è come immergere il naso nel fiore del limone, asprezza dolce, freschezza appena sbocciata, una leggera carnosità tipica dei fiori bianchi, un odore frizzante che risale le narici fino alla radice del naso. Poi subentra la dolcezza estrema del miele, un odore caldo e vischioso, che amalgama tutti gli altri e li tiene ancorati. Le prime volte che l'ho provato, Fleurs de Citronnier mi respingeva, ora è la terza volta che lo testo, e comincio ad apprezzarne la spigolosità, anche se non mi fa dire: lo devo avere. Forse questa non affinità è dovuta alla massiccia dose di muschio, una nota che non amo e che sulla mia pelle non mi piace. Il muschio diventa predominante nel giro di pochi minuti, questo è un profumo che piacerebbe a chi da adolescente usava White Musk di The Body Shop, non perché sia simile, ma perché ne è l'evoluzione adulta. Femminile di quella femminilità asciutta e senza fronzoli, pulita, camicia bianca e pantaloni, niente o pochissimo trucco, assolutamente no al rossetto, vestiti a fiorellini o di cotone bianco, di taglio romantico, d'estate, sandali bassi, capelli lunghi con il cerchietto oppure corti e pratici.
Dopo dieci minuti, Fleurs de Citronnier si assesta a due centimetri della pelle, se lo si annusa da vicino è intenso, e lo rimarrà per moltissime ore, fino alla sera, fino al giorno dopo ancora una traccia, ma non si fa notare. Come una donna schiva e timida, si rivela solo quando ti permette di avvicinarla e si scalda.


Fleurs de Citronnier (Serge Lutens) - 2004 -  Orientale Floreale  (Christopher Sheldrake)
Fiori di Limone, Petitgrain, Neroli, Miele Bianco, Iris, Muschi, Storace, Tuberosa, Noce Moscata

mercoledì 10 febbraio 2016

Lust - Gorilla Perfume Lush


Lust di Lush (già Gorilla Perfume), è un profumo che richiede baldanza per portarlo.
Sa di gelsomino e carne, invade lo spazio, resiste tenace per più di un giorno, ci vuole personalità spiccante e autoironia, per non farsi portare in giro dal profumo.
Si annuncia metri prima, rimane dopo che te ne sei andata.
Il gelsomino è radioso e stordente, come il primo sole quando finisce l'inverno, e l'ylang ylang dona il profumo della carne, sensuale e molto femminile, sessuale.
La rosa, la vaniglia e il sandalo sono fusi insieme, creano un tappeto morbido e rotondo sul quale i due fiori indolici si alleano per stendere al tappeto.
O lo si ama o...ma chi lo ama, sente il flusso ormonale smuoversi e in una modalità mai provata prima. E' amore e passione e sei perduto.



Lust (Lush - Gorilla Perfume) - 2010 - Orientale Floreale (Mark Constantine)
Assoluta di Gelsomino, Olio essenziale di Ylang Ylang,  Assoluta di Rosa Damascena, Assoluta di Vaniglia, Olio essenziale di Legno di Sandalo