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sabato 10 dicembre 2011

La Diga




Sabato 10 Dicembre 2011 - Sono nella foresta pluviale, la natura e' verde scuro e umida, sento versi di uccelli striduli, dal piumaggio colorato che volano tra gli alberi, ne intravedo i colori sgargianti che mandano riflessi sotto le lame di luce. C'e' un rumore di acqua, mi incammino per trovarne la fonte. Ad un tratto mi rendo conto di essere scesa nel letto di un fiume asciutto, alla mia sinistra si erge una diga antica e maestosa tutta coperta di licheni e muschio. E' quasi impossibile capire che e' una diga, i mattoni di cui e' fatta sono tutti nascosti dalla vegetazione che ci e' cresciuta sopra per via di alcune infiltrazioni. Sotto il muschio, tra le fessure dei blocchi di pietra scorre, a rivoli, l'acqua. Si sente la sua presenza lì dietro, preme contro il muro altissimo come un animale vivo. Con un dito scosto il muschio e comincio a scavare un buco, voglio far defluire un po' l'acqua. Subito si crea un torrentello vivace. In quel momento vedo, buttata per terra, come una cosa non mia, la mia borsa. Dentro la borsa so di avere martello e scalpello, me li ha suggeriti il terapeuta, prima della seduta. Con martello e scalpello non si può smantellare una diga ma si possono fare delle piccole crepe. Li prendo riluttante. Inizia a piovere. La diga e' piena fino all'orlo e basta un po' di pioggia perché l'acqua esca anche dall'alto, strabordando. Penso che se riuscissi ad allargare qualche buco, l'acqua troverebbe una via di fuga, uno sbocco, cosi da non rischiare, se dovesse arrivare una pioggia monsonica, che il repentino aumento di acqua travolga e distrugga la diga, allagando buona parte della foresta sottostante. Ma poi penso: che diritto ha l'uomo di fermare lo scorrere di un fiume? Guardo la diga,  e' bellissima... ma intanto sento che e' contronatura.


Perché si costruiscono le dighe? Per creare terra la dove prima c'era un corso d'acqua. Ma è una terra che vive sempre in stato di allerta. Non si può costruire sul terreno reso fruibile dalla diga. O almeno non è intelligente farlo. E allora...perché si costruiscono le dighe?


venerdì 17 giugno 2011

In Immersione

...in emanazione
...in oscillazione continua
...in immersione
...sommersa
...in occultamento
...occultata...

e a volte invece mi sento solo un involucro.




Non so cosa è meglio.

martedì 14 luglio 2009

Big Bubble Assassine

Spesso ho sognato di avere in bocca una Big Bubble insapore. Cerco di sputarla fuori ma cresce di volume, mi riempie la bocca fino a soffocarmi. Voglio svegliarmi ma gli occhi sono incollati. Cerco di togliere la Big Bubble con le dita ma la bocca è sigillata. Voglio gridare aiuto, che qualcuno venga a svegliarmi, ma la Big Bubble diventa sempre più enorme fino alla gola, soffoco. Mi sveglio in mancanza di ossigeno.

lunedì 8 giugno 2009

Ultrapercettività Sensoriale

Mi sono addormentata da un'ora ed ora sono sveglia. Lucida. Mi ha svegliato la consapevolezza improvvisa di una luminosità liquida che galleggia intorno a me. La vedo, il punto di origine è dove oggi, ormai ieri, mi ha toccato I. Per tre volte ha appoggiato la sua mano sul mio braccio, ogni volta sostando sempre un po' di più. Il mio braccio immobile per paura che qualsiasi movimento potesse far scaturire all'esterno l'elettricità che sentivo dentro. Dal braccio sinistro ora, il contatto si spande in ondate vibranti per tutto il corpo, fino a riempire l'intera stanza. E' talmente reale che temo possa svegliare chi sta dormendo accanto a me.
La mia pelle è un tappeto sensoriale iper-ricettivo, ad ogni lieve sfiorare delle mie dita che ripercorrono i contorni dell'impronta lasciata su di me, si sollevano vapori dorati, galleggiano a cinque centimetri dalla pelle e poi ricadono come se si fossero resi conto improvvisamente di avere un peso. Ritornando a contatto con la mia pelle si spandono in onde circolari e poi giù nella carne, portando con sé liquidità luminosa e calda. Il mio respiro è profondo e circolare, percepisco l'odore di terra umida del prato sottostante la finestra, nel buio della stanza vedo l'immagine di un corpo che galleggia, è I. si avvicina al mio, la sensazione di tutte le possibili reciprocità è fortissima. Ora c'è anche M. nella stanza, penso lucidamente che lei è la donna con la quale potrei provare. Sono passate circa quattro ore, lo capisco dal cinguettare degli uccellini e dal lieve chiarore che filtra attraverso le persiane. Chiudo gli occhi. Mi addormento. Fra un'ora circa mi devo alzare.
Sveglia. La sensazione di liquidità persiste in me. Sono in vibrazione continua, sento che se qualcuno mi toccasse, il mio corpo risponderebbe immediatamente con ondate orgasmiche. Nessuno l'ha fatto.
Entro in acqua, la lezione di acquagym ha inizio. Lentamente, l'energia repressa viene utilizzata in questa attività di sublimazione, disperdendosi nell'acqua fredda. Riesco a vedere la luminescenza che lascia il mio corpo ad ogni movimento. Che spreco.

venerdì 29 maggio 2009

Encefalogramma: piatto

Oggi ho un malditesta torbido. Si diffonde su una linea immaginaria, da sinistra a destra, sulla fronte, vicinissima all'inizio dei capelli. Non è forte, è come un tappeto musicale, il suo rumore è sordo e continuo, una musica formata da una nota sola. Michela mi ha massaggiato la testa con un olio che ha raffreddato tutto lo scalpo. Dalla finestra ogni tanto entra un alito di vento, ad ogni folata sento il cervello risucchiato fuori dalla testa, come dita rapaci che scavano nel cranio.
E' strano e piacevole. Mi fa smettere di pensare.
Devo tornare in ufficio, il sole è un caldo berretto di lana sulla mia testa. Ferma al semaforo mi guardo allo specchio mentre liscio il berretto di sole sui capelli. Lateralmente percepisco il passare di una macchina conosciuta. E' l'ora, è il luogo, è il giorno giusto. Non ho bisogno di guardare chi sta guidando, so che è lui. Invece di accellerare sta rallentando. Sento lo spostamento d'aria provocato dalla testa che si è girata. Sento lo sguardo sulla mia macchina che va rimpicciolendosi nello specchietto retrovisore. E' restio a abbandonare l'immagine. Dilata la strada e il tempo.
Il vento crea turbini visivi entrando dai finestrini completamente abbassati. Schiacciano il freddo assopito tra i miei capelli e lo fanno scivolare sul viso, entra negli occhi ed escono lacrime.
Sono in ufficio ora, spostandomi di due piastrelle per volta sento profumo di pane appena sfornato, salame ungherese, torta di mele e crema pasticcera calda, sono tutti nella mia testa.
Mi siedo, dovrei concentrarmi sul lavoro da fare, ma non ho materia cerebrale sufficiente da concentrare.

martedì 5 maggio 2009

Malditesta

Vedo catene infinite di corpi umani, che salgono verso l'alto, in continuo mutamento, grasso magro, grasso magro, grasso magro. Come clessidre in ascensione perpetua.
Ritorno a galla.
Sento profumo di brioche dove non può essercene.
Con la coda dell'occhio sinistro ho captato un movimento intorno al foglio di protocollo che sto leggendo, ha fatto capolino uno scarafaggio, ha zampettato veloce per tre centimetri ed è ritornato sotto.
Ho sollevato il foglio, non c'è niente.

venerdì 25 luglio 2008

Le Rose, la Persia

I sogni a volte sono solo ricordi fugaci, ma le sensazioni provate rimangono, tenacemente.

Lunedì 23 Aprile 2007 - Ho sognato Rose Mediorientali. E profumo intenso di rose tutta la notte.


Soul of the Rose (John William Waterhouse)


La Rosa in sogno indica il desiderio di un amore platonico. Simboleggia anche la perfezione. Rappresenta la realizzazione totale. Medioriente/Turchia/Persia rappresenta la ricchezza di sentimenti che manifestati con smodatezza rischiano di essere incompresi.

Il Profuma rappresenta la nostra anima. E anche di come ci presentiamo al mondo.