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sabato 7 aprile 2012

Con la Metropolitana Giapponese

Sabato 7 aprile 2012 - Cammino verso il fondo della stazione centrale, dove si esce verso i binari, oltre il binario 13a, a sinistra appena fuori dalla volta ci sono le scale mobili che scendono sottoterra per prendere la metropolitana giapponese. Con me c'e' Laura, abbiamo fatto shopping. Metto il piede sul gradino e sento un rumore caratteristico, come un cigolio, mi affretto so che quello e' il rumore che in Giappone avvisa che il treno sta partendo. Mi accorgo che il cigolio era dovuto ad un gradino della scala mobile, ma due ragazzi giapponesi hanno capito che io so e mi guardano compiaciuti. Il treno sta veramente partendo, ma i manovratori ci vedono e ritornano indietro di un metro per farci salire, sorrido coprendomi la bocca con la mano, siamo a bordo. Nel vagone sono tutti italiani, ci sediamo. Al mio fianco e' seduta una donna bionda, assomiglia a Marta Marzotto da giovane, ma e' fredda, controllata, mi racconta del suo compagno. Arriva il controllore giapponese, Laura e io tiriamo fuori il microchip che funge da biglietto, il mio cade. Subito il controllore mette in atto la manovra di ripristino, tira fuori dal taschino della divisa una chiave trattenuta da un cordoncino, deve annodarmela ad un dito, ma non puo' essere lui a farlo, chiama il passeggero seduto di fronte a me, e' un ragazzo con capelli lunghi da cui pende, arrotolato ad una ciocca, un bigodino. Il controllore spiega al ragazzo come deve annodarmi la chiave intorno al dito e gliela consegna. La manovra riesce dopo qualche difficolta', il controllore sorride soddisfatto e pronuncia una parola in giapponese che sembra sancire la fine della cerimonia. Il treno e' arrivato a fine corsa. I passeggeri scendono, ma io e Laura dobbiamo andare in bagno, ci infiliamo in uno scompartimento che sembra la ricostruzione di uno scompartimento dell'Orient Express. Appoggiamo le borse, entro in bagno devo fare pipí. Mi sveglio.

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lunedì 30 maggio 2011

La Casa sul Fiume, il Topo, il Gatto e Filippo




Lunedì 30 maggio 2011 - Sono nella casa su un fiume. Ci abito ma non è mia, la casa è della Proprietaria, c'è anche lei. La casa sul fiume è costruita proprio sopra i massi in mezzo alla corrente d'acqua, ha i pavimenti inclinati perché seguono la pendenza. Giro per casa studiando la disposizione delle stanze e come arredarla perché la casa è anche mia. La Proprietaria è in cucina, sta lavando i piatti, ad un certo punto sento un rumore come di arrivo e mi ritrovo con i piedi nudi immersi in dieci centimetri di acqua freddissima. Guardo la Proprietaria e lei tranquilla mi spiega che succede tutti i giorni alla stessa ora, quando il fiume si alza di livello, l'acqua scorre anche in casa, è tutto nella norma, segue la pendenza e dopo dieci minuti si riabbassa il livello. Così il pavimento è sempre pulito. Penso che è una cosa strana ma ci si può abituare, basta non lasciare niente per terra, che non vuoi venga portato via dalla corrente, e fare dei mobili con dieci centimetri di spessore impermeabile alla base. Mi sveglio, ma invece sto ancora sognando, e sono nel letto di casa mia. La mia gatta salta sul letto e mi accorgo che ha un topolino piccolissimo in bocca, è morto. Cerco di cacciarla via, la scena si ripete altre due volte, ma la terza volta il topolino è vivo, sfugge dalla bocca del gatto e corre all'impazzata tra le lenzuola. Vincendo il timore lo prendo in mano, ha il pelo morbidissimo è un batuffolo vibrante con il cuore che batte fortissimo. Penso che se ne ha trovati tre, vuol dire che ce ne sono degli altri, magari in una tana, e che se avessi la casa sul fiume, l'acqua non permetterebbe ai topi di fare la tana. Decido che devo cercare la tana nel sotterraneo della casa. Libero il topolino e lo seguo. Le fondamenta della casa sono un parcheggio abbandonato, detriti e pilastri, una scala che porta alla metropolitana, tra le arcate formate dai pilastri finestre con vetri rotti rimbalzano lame di sole. Si intravede il cielo fuori, è azzurro terso. Cerco i topi, sono armata di scopa, arrivo alla tana ma invece del topo esce un gatto adulto. Penso che il topo è cresciuto e nel sogno è normale che sia diventato gatto, è la sua naturale evoluzione. La scopa non è più sufficiente per il gatto, ci vuole un badile, ma già dentro di me non voglio prendere a badilate un gatto, lo vedo camminare sinuoso ed entrare in un anfratto, dopo poco tempo ne esce un ragazzo, è alto, magro, capelli castano dorato, occhi verdeazzurri, si chiama Filippo, è l'ultimo stadio dell'evoluzione Topo - Gatto. E' adulto ma è come se fosse nato ieri, candore e ingenuità sono le sue doti. C'è una donna affianco a lui, è la Fintabionda, l'ha preso a braccetto e lo sta convincendo di qualcosa, io mi avvicino di soppiatto, prendo la mira e lo colpisco con una badilata di piatto sulla testa. Il metallo è un guizzo argenteo sulla testa bionda. Filippo si gira e mi guarda stupito, nessuna reazione, guardando il suo sguardo meravigliato e innocente lascio cadere il badile e lo sottraggo alla Fintabionda. Filippo mi spiega che gli stava dicendo che per lui è meglio cercare lavoro in un altra nazione e che avrebbe dovuto prendere la metropolitana e andarsene. Io lo fisso negli occhi, siamo molto vicini, con voce bassa gli dico che non deve ascoltare quella donna, perché non parla nel suo interesse ma vuole solo allontanarlo da qui perché ha dei progetti e la sua presenza li intralcerebbero. Prendo il viso di Filippo tra le mani, ha la pelle liscia e delicata, sottile, lo bacio sugli occhi, sento le ciglia che fremono sotto la pressione delle mie labbra e intanto mormoro che non deve andarsene che deve rimanere insieme a me. Apre gli occhi e fa cenno di si, le nostre labbra si appoggiano, le sento morbide, calde e piene. Mi sveglio.
Filippo è il nome che avrei dovuto avere se fossi nata maschio. Filippo è l'ultimo stadio della mia evoluzione, è appena nato ma è un uomo fatto. La mia parte maschile ha finalmente raggiunto la maturità. C'è una parte di me, la Fintabionda, che se ne vuole sbarazzare, per mantenermi così, nello stato precario attuale, ma Filippo è forte, resiste senza cedere alle badilate. Ha uno sguardo candido sul mondo, guarda negli occhi e sa baciare.
E' sia preda (topolino) che predatore (gatto), è pronto a scendere nei sotterranei e a viaggiare lontano per intraprendere un nuovo lavoro. E non lo ferma niente e nessuno.

...e la casa? per il momento, sono ancora con l'acqua ai piedi... non so se è positivo o negativo, si vedrà.

mercoledì 5 agosto 2009

Essere spietati - Le Scarpe Vecchie

Giovedì 16 Luglio 2009 - Le portavo nel baule della macchina da mesi. Un grosso sacco pieno di scarpe vecchie, mai messe, messe e tolte subito ogni volta, nuove o mai usate. Scarpe che non mi identificano più, che non mi hanno mai rappresentato. Eppure se ne stavano li. Ogni volta d'impiccio per la borsa del nuoto e la spesa. Occupavano quasi metà del baule.
Ieri sera mi sono fermata davanti al cassonetto della Caritas, sulla strada che faccio tutti giorni, casa-lavoro, lavoro-casa, ho lanciato le mie gambe fuori dalla postazione di guida della mia macchina, con passo sicuro sui tacchi a spillo delle mie nuove scarpe ho girato intorno alla macchina, ho aperto il baule e ho preso il sacco. TAPUM!, un suono sordo e le scarpe erano sul fondo del cassonetto.
Inizia una nuova vita.
La nuova vita prevede anche l'essere spietati. Dove la pietà è il sentimento sul quale fanno leva le persone che vogliono manipolarti, che vogliono costringerti, che ti legano a sè per non farti volare con le tue ali.
Essere spietati è l'obbligatoria fase di transizione tra il volare a un metro da terra di cortile e lo spiccare il volo per sorvolare nuovi paesaggi.
Bisogna essere spietati per troncare le relazioni. E' l'unico modo. Non ci si può permettere di provare pietà. La posta in gioco è troppo alta, la tua libertà contro il continuare come prima a vivacchiare rinchiusi nel cortile.
Non si può guardare negli occhi, bisogna essere spietati, altrimenti ti ritrovi di nuovo legato e costretto in una vita non tua, abitudini, relazioni, pseudoamicizie tenute in piedi da un senso di comunione falsato.
Bisogna essere spietati con chi ti mette sotto una cappa per averti solo per sè.
Buttare senza pietà e liberarsi delle scarpe vecchie per poter volare.

martedì 28 aprile 2009

La Collana della Sirena e i Sandali d'Argento

Martedì 28 Aprile 2009 - Sogno di entrare in un negozio dove sono già stata qualche sogno fa, solo che non me lo ricordavo, fino ad ora. E' una gioielleria etnica. Con me c'è Z. e altre amiche, Z. mi porta a vedere una collana che ho già visto l'altra volta e che costava 129,00. Quando la vedo mi sembra diversa da come la ricordavo, è un cerchio di metallo con un pendente grande quanto un melone, sembra un feto, mi rendo conto che non potrei portare questo gioiello senza rimanere con il collo piegato in avanti. Guardo il cartellino del prezzo ora c'è scritto 3x39,00. Le altre amiche si sono dirette subito verso una libreria in cristallo che espone bracciali rigidi d'argento e collane bellissime, sono fatte di piastrine collegate tra loro a formare un triangolo che copre il petto, flessibili e cangianti come scaglie di pesce. Eccola, quella è la collana che avevo visto l'altra volta, ora la ricordo chiaramente, è composta da un laccio morbido intorno al collo al quale sono collegate, a scalare in un triangolo che copre il petto lasciando scoperti i seni, piastrine d'argento lavorate con simboli misteriosi, ad ogni spostamento d'aria, le piastrine si muovono fluide creando un onda che riflette le luci, il sole, il cielo fuori dalla vetrina. Improvvisamente ritorno all'inizio del sogno, avevo pensato di salire la scalinata coperta di velluto rosso. So che sopra ci sono sandali in corda e argento di cui ho bisogno, ma ero stata distolta da Z. prima di poter salire. Vengo svegliata. Nel dormiveglia cerco di riprendere il sogno per poter salire le scale... suona la sveglia. Ci proverò nel prossimo sogno.

I sandali nel loro ricoprire parzialmente i piedi, che rappresentano a loro volta l'anima del sognatore, raffigurano una apertura dell'anima verso l'esterno.
Il collo rappresenta l'unione tra mente e corpo, di conseguenza una collana simboleggia l'unione tra questi due lati di noi.

La collana che cercavo non era il giogo con il feto, questa volta non mi sono fatta distogliere da
chi voleva farmi credere che quella fosse la collana che volevo.
La collana che avevo visto e che cercavo ha la flessibilità del pesce, che cambia direzione con un colpo di coda.
Ma c'è una cosa più importante che devo fare, salire le scale, compiere un cambiamento di livello per migliorare il contesto della vita affettiva e spirituale. Lassù so che troverò i sandali di cui ho bisogno, li ho già visti, sono fatti di corda e d'argento.
La suola di corda implica essa stessa un'appoggio stabile per la salita verso l'alto.
La corda scaturisce dalle virtù personali, lega e sigilla, unisce e aiuta a sorreggersi.
Intorno al piede, a trattenere il sandalo, lacci d'argento lucente e lavorato. Esso parla di un'anima che ha accolto in sé un amalgama di influenze, l'argento, metallo della Luna, corrisponde ad una emotività passiva.

Così come di dipendenza in amore parlano i braccialetti rigidi e chiusi.

La scala è ricoperta di velluto rosso, esso simboleggia un successo conquistato grazie alle nostre capacità interiori.

Questo sogno in apparenza semplice e insignificante, parla di come sono riuscita a liberarmi da un giogo che mi costringeva ad una posizione fetale, ripiegata su me stessa e senza possibilità di evoluzione, di come con un colpo di coda degno della sirena che ho sognato più volte di essere, ho cambiato direzione nel mare dell'emotività, di come abbia rifiutato di essere dipendente in amore, rigida e chiusa come il bracciale da schiava e di come aneli a salire ad un livello superiore di consapevolezza. Dove troverò scarpe adatte per procedere sul cammino intrapreso e far intravedere un po' più di me e di quello che sono dentro, mostrando la mia emotività passiva.
Devo tornare a dormire. Per sognare. E per indossare i sandali.

sabato 21 marzo 2009

Il metro e la tavola da surf

Sabato 21 Marzo 2009 - Sono in un campeggio in Francia, mangio cibo cucinato alla griglia riparata sotto un tendone, piove. Mi dirigo verso la mia roulotte con Lucia, il pavimento è tutto coperto di cuscini, mi pulisco gli anfibi per poterci camminare sopra e raccoglierli per sistemarli sul divano all'entrata. Sotto lo sguardo di Lucia posiziono un metro di acciaio e pietre preziose azzurre e brillanti fissandolo in verticale, dietro lo schienale del divano di fronte al quale è seduta, poi avvolgo una tavola da surf in stoffe eleganti e la metto sul divano all'entrata nascosta tra i cuscini. Stanno arrivando. Mi sveglio.

Mi ricordo che da piccola rimasi molto colpita dal fatto che in un museo vicino a Parigi fosse conservato un metro, creato da un gioielliere, che rappresentava l'esatta unità di misura a cui tutti dovevano fare riferimento. Me lo immaginavo tempestato di pietre preziose. Dopo questo sogno sono andata a vedere e scopro che effettivamente il metro era in platino, che ha lo stesso colore dell'acciaio, e fu commissionato a Marc Etienne Janety nel 1795 dai razionalisti francesi. In platino perché è l'unico metallo che garantisce l'inalterabilità nel tempo. Sia il chilo che il metro originali creati da Marc Etienne Janety sono tuttora conservati all'Istituto Internazionale di Pesi e Misure di Sèvres.

Questo ricordo dimenticato per tanto tempo è rispuntato fuori ora, perché adesso? e cosa significa?

Il Metallo simboleggia la costanza, la resistenza e la coerenza. Si riferisce alla vita naturale, sessuale. Esprime la qualità e l'atmosfera di una relazione. Simboleggia il caos dell'anima e tutte le separazioni da effettuare tra gli opposti, il bene dal male, l'indifferenziato dal differenziato nei propri contratti amorosi.
Il metallo lucente, che è stato sottoposto a varie lavorazioni simboleggia l'anima che ha accolto in sé un amalgama di influenze che l'hanno portata sulla via del completamento e del perfezionamento.
I Metalli preziosi indicano la nostra più profonda e intensa capacità di amare.

Le Pietre preziose rappresentano l'identificazione dell'anima con una forma di perfezione.
Il Diamante è una vetta da conquistare mediante l'espansione. Esso dona la capacità di comprendere gli altri partendo da una perfetta conoscenza di se stessi.
Lo Zaffiro libera dal senso di imprigionamento e come il Turchese simboleggia l'evoluzione spirituale.
Il Cuscino preannuncia che gli agi e le comodità stanno volgendo al termine e che d'ora in poi bisogna sforzarsi di più.
Gli Stivali, come le scarpe sono il vestito dell'anima.
Il Caravan Onirico compare nei sogni di sfogo e appaga un bisogno imperativo di vivere da nomadi, viaggiare, cambiare relazioni e genere di vita. Sprona a proseguire il proprio cammino con perseveranza, senza farsi fuorviare da dubbi o problemi, perseguendolo con pazienza, tenacia e capacità di resistenza e sopportazione perché queste sono le doti necessarie per superare i problemi e poter ottenere risultati positivi nella vita.
La Tavola (intesa come asse) rappresenta la speranza di protezione, l'appoggio di qualcuno che ci vuole bene e di cui si ha bisogno.
Le Tende simboleggiano le opportunità che provengono dalle relazioni e dalle affiliazioni.

Forse questo sogno è il sequel di quello della Attenzioni della Fintabionda, riuscita a fuggire dalla macchina della Bionda Finta il sogno finiva con me nella pioggia. Anche in questo sogno piove, ma sono riparata sotto un tendone e mangio cibi cucinati alla griglia in compagnia di Lucia, una figura incontrata una sola volta nella vita da sveglia ma che mi ha profondamente segnato/insegnato. Il campeggio si trova in Francia il paese dell'amore e del divertimento anche un po' sconsiderato. Con lei mi sto nutrendo con cibi cucinati al barbecue, una parola francese che indica "dalla barba alla coda" dell'animale, che è come dire dalla testa alla coda: interamente. Accompagnata da questa Maestra nutro tutto il mio essere. Mi dirigo poi verso la MIA roulotte. Ho una casa ora. Mia. E' una casa viaggiante, ed è già comparsa sotto forma di furgone camperizzato nel sogno della Rosa e della Catena. Il pavimento è cosparso di cuscini sui quali devo camminare per poterli mettere da un'altra parte. Devo calpestare gli agi e le comodità a cui sono abituata e metterle momentaneamente da parte. Lo faccio con degli stivali anfibi, che proteggono la mia anima dall'intrusione dell'acqua, e quindi dalle emozioni, è una cosa che devo per forza fare per potermi muovere nella mia nuova casa, lo faccio senza emotività, mostrando però rispetto e infatti pulisco le suole prima di camminarci sopra. I cuscini vengono messi vicino all'entrata, da un'entrata si entra ma si esce anche. Nel cuore della mia casa, in una roulotte i divani più interni sono quelli dove si mangia e che poi diventano il letto matrimoniale, posiziono il Metro Perfetto. E' perfetto perché è quello conservato presso l'Istituto Internazionale dei Pesi e delle Misure, ed è perfetto perché è cosparso di diamanti e zaffiri, perché è di metallo lucente e lavorato. Esso è anche immutabile nel tempo, come il platino. E' rispuntato fuori dai miei ricordi di bambina per rammentarmi che devo essere fedele solo a me stessa e che devo dare il giusto peso e la giusta misura all'amore e al sesso. Devo usare un Metro di Giudizio coerente alla mia natura sia per misurare ciò di cui mi nutro sia per misurare ciò di cui ho bisogno come donna. Il nutrimento fisico e spirituale rappresentato dal divano e dal desco e l'espansione sessuale ed emotiva rappresentata dal letto matrimoniale. Il Metro di Giudizio che devo usare, che devo avere sempre sotto gli occhi è il Metro di Giudizio fedele e coerente al mio essere più radicato e profondo e l'obiettivo è il perfezionamento e il completamento.

Posseggo anche una tavola da surf, la tavola è la mia sicurezza di poter richiedere l'aiuto di chi mi vuole bene, la avvolgo in tende di tessuto elegante, l'aiuto arriva da persone preziose per la mia vita. Per il momento la nascondo sotto i cuscini all'entrata. So che è lì, la userò quando ne avrò bisogno. E' una tavola da surf, mi permetterà di sfiorare le acque delle emozioni, coinvolta ma non immersa completamente, facendomi avvolgere dall'onda ma potendone uscire volando, in piedi sulle mie gambe, sulla tavola da surf.
Immersa nella Green Room, la stanza verde, ma possedendo la capacità di stare in piedi e di uscirne senza farmi travolgere. Il sogno si chiude con un'aspettativa: Stanno arrivando. Chi o cosa sta arrivando? Forse i Razionalisti? Per il momento non mi è concesso saperlo.

venerdì 6 marzo 2009

Le attenzioni della Fintabionda

Ho trovato l'appunto di questo sogno fatto prima della Voce dei Sassi e de I Due Costumi e completamente rimosso. La Virago, la Bionda Assassinata è sempre la Fintabionda. Quindi non era morta... dove si è tenuta nascosta tutto questo tempo?

sottotitolo: Il Ritorno della Virago ovvero la Bionda Assassinata si è fatta vedere di nuovo.

Venerdì 30 Gennaio 2009 - Sono in una macchina di rappresentanza, seduta dietro. A fianco a me c'è una bionda vestita di bianco, molto aggressiva, seno rifatto. Indossa un cappotto avorio tenendolo appoggiato sulle spalle come una cappa. Si sporge sul bordo del sedile, le sue ginocchia che toccano le mie, si avvicina a me, sento il calore del suo respiro sul mio collo, sta per abbracciarmi, io cerco di farmi piccola per non essere toccata. Guardo fuori dai finestrini appannati della macchina, sta piovendo. Abbasso per metà il finestrino dal mio lato perché ho bisogno di aria, poi con gesto rapido apro la portiera e scatto fuori dalla macchina. Mi sveglio.

La Fintabionda a volte è sciatta, con il trucco sfatto e la ricrescita di tre centimetri (Nello Studio del Dottore: Parte I il secondo sogno e Parte II)

A volte invece è tutta griffata e siliconata, sempre vestita con un tailleur pantalone bianco. (La Bionda Assassinata e in questo sogno)

Chi è la Fintabionda? Sono io? O la somma di caratteristiche umane che sono anche dentro di me e che non mi piacciono?
Qui la Fintabionda è vestita di bianco, aggressiva e prorompente nella sua bellezza artefatta, in qualche modo cerca di attirarmi a se.
Quando è sciatta, è prepotente e ha il tono della voce sempre alto, fastidioso. Giudica gli altri.
Pensavo di aver ucciso la Fintabionda aggressiva ma è tornata per sedurmi.
Questa volta io sono scappata.
Se la Fintabionda sono io, si può scappare da se stessi? Da una parte di se stessi?
No. Bisogna accettarla e darle udienza. Si potrebbe scoprire che ha qualcosa di interessante da dire su di noi.
Non ho ancora capito però, cosa ha da dirmi. E poi, io non sono bionda...

E se... E se la Fintabionda fosse una persona reale della mia vita?
Fintebionde, fintebionde... ne conosco qualcuna, nessuna verso la quale provi attrazione di alcun tipo. Forse allora il mio inconscio mi sta mettendo in guardia, mi sta dicendo liberati della bionda perché è finta. La Bionda Finta mi ghermisce, cerca di tenermi con se nella macchina, io la vedo attraente ma non è altro che una Bionda sciatta e con la ricrescita, non devo rimanere nell'auto con lei, perché sono seduta dietro, non sono alla guida della mia vita, i finestrini sono appannati così non posso vedere cosa succede fuori. Mi tiene in una campana di vetro, mi ha messo una cappa (come quella che lei porta appoggiata sulle spalle) e io ho bisogno di aria. Ho aperto un po' il finestrino ma non è sufficiente. Il sogno mi indica cosa devo fare: uscire velocemente da quell'auto dove non sono alla guida e da dove ho una visione offuscata del mondo, liberarmi dalle grinfie della Bionda Finta e cambiare vita.

Fuori piove.
La Pioggia Onirica è una prova da superare,
è una prova che purifica l'anima. La Pioggia rappresenta i sentimenti rimossi che vengono reintegrati nella coscienza.

Le gocce di pioggia sono formate da acqua, l'elemento che raffigura le emozioni, provengono da un punto indefinito e non visibile, l'aria, che è l'elemento della mente,
e cadono sulla terra, l'elemento della concretezza e della tangibilità. Senza cambiare di stato, infatti rimangono sempre fatte di acqua, cambiano però di posizione, dal cielo alla terra.

Cosi come i sentimenti e le emozioni rimossi, non accettati, stanno nell'oscurità dell'inconscio, quando vengono portati alla mente conscia e vengono vissuti passano dal regno dell'aria (la mente) al regno della terra (il corpo).
Cosa succede quando si mischia acqua e aria? il vapore, e alle volte, quando la pressione è troppa, il Geyser. Uno stato inconsistente e mutevole. Che si sfoga con uno spruzzo bollente ma che finisce subito.
Cosa succede quando si mischia acqua e terra? il fango. Nel fango ci si può impantanare e rimanere bloccati, si può scivolare ed è difficile rialzarsi. Ma con il fango si può anche costruire e creare. Con il fango e il calore del sole si costruiscono abitazioni, con il fango e il fuoco si cuociono statuette e utensili. Quando le emozioni arrivano al corpo, ad essere vissute consapevolmente, ci vuole allora un po' di fuoco, di calore e passione per costruire qualcosa.

Se al fango si unisce l'aria, si creano le sabbie mobili. E dalle sabbie mobili, senza un aiuto esterno, non si esce.
Se cerchi di uscirne da solo, affondi sempre di più finché soffochi e muori.
Muori proprio per la mancanza di quell'elemento, l'aria, che ha trasformato il fango in sabbie mobili.
Ecco allora che diventa di vitale importanza capire che aria stiamo respirando, aria pura o aria che renderà il pantano, delle nostre emozioni vissute, una trappola mortale?

Per molto tempo non ho capito di trovarmi nelle sabbie mobili, semplicemente perché avevo rimosso l'acqua dalla mia vita. Ma non si può dire di vivere se si vive senza emozioni. Come un pezzo di legno galleggiavo inconsapevole su questo pericoloso pantano. Dopo tanti sogni acquatici finalmente ho preso coscienza di ciò che mi mancava nella vita e questa consapevolezza ha dato peso e movimento al mio corpo, non galleggiavo più. E' così che ho capito che stavo affondando.
Ho allungato un braccio e c'era Michela.
Per anni è stata seduta sul bordo ad aspettare, cercando di trasformare, con la forza della mente, quel pezzo di legno in un corpo vivo e pulsante.
E quando ho ricominciato a respirare e quindi a rendermi conto che stavo affondando, ho fatto finalmente uscire un braccio, lei mi ha preso per mano e mi ha tirata fuori.

domenica 28 dicembre 2008

Nello studio del Dottore - parte II

Come dico sempre, bisogna stare attenti a ciò che si desidera... c'è il rischio di essere esauditi.

Domenica 28 Dicembre 2008 - Sono entrata nello studio del dottore. Oltre a lui c'è un imbianchino Inglese che sta ridipingendo di gialloverde le pareti e il pavimento, è partito dall'angolo in fondo a destra, e una dottoressa, 50 anni fintabionda, genere sciatto con gli occhiali e trucco raggrumato nelle rughe, che temo possa essere la sostituta del dottore. Salgo sulla bilancia, è uno strumento molto complesso in parte lettino e in parte attrezzo ginnico. La bilancia segna un peso impossibile, lei mi guarda già con una faccia... ma il dottore aggiusta il meccanismo a bilanciere e le insegna come regolarlo. Mi sveglio.

Il Medico compare nei sogni come guaritore del corpo e dell'anima, è il maestro, il buon padre, il consigliere. Essere guariti da un medico in sogno preannuncia uno sblocco psicologico.

L'Imbianchino Onirico segnala bisogni erotici. Indica che per ottenere prestigio ci si dovrà impegnare molto. Preannuncia anche una sorpresa.

Sognare di imbiancare con vernice bianca indica che si sta usando un'astuzia per mettersi la coscienza a posto.

Il Giallo è il colore di Apollo, simboleggia intelligenza, intuizione e saggezza. E' il colore della felice ispirazione, del buon consiglio.

Il Verde è il colore di Afrodite, rappresenta il risveglio della natura, è il colore della speranza, della salute ritrovata e riscoperta.

L'Inghilterra suggerisce una personalità obiettiva, realistica, capace di affrontare la vita ma al contempo noiosa e priva di fantasia. Una persona che si lascia guidare da considerazioni pratiche. Esorta quindi ad essere meno pragmatici perché così facendo si reprimono molti aspetti della personalità.

La Bilancia suggerisce di pesare bene i pro e i contro prima di prendere una decisione. E che è venuto il momento di prendere una decisione. Significa anche che si ha bisogno di equilibrio e di amore anche nei giudizi sulle persone che ci stanno accanto, di imparzialità e uguaglianza di umore con tutti. Si ha bisogno di equilibrio.

I capelli biondi simboleggiano i pensieri consci.

Come sempre le donne sconosciute che compaiono nei sogni sono sempre una nostra emanazione. Questa fintabionda, fredda e un po' antipatica, questa donna noiosa che si presenta e pensa come una cinquantenne, questa donna che vorrebbe sostituirsi al dottore è quella parte di me che non amo e dalla quale mi sento imprigionata. E' il mio lato calcolatore e razionale, anaffettivo e giudicante.

Ma sto ridipingendo la stanza con i colori dell'ispirazione e dell'intuizione. Con i colori della trasformazione e della rinascita. Con i colori di Apollo, dio della bellezza e della salute e di Afrodite dea dell'amore e della creatività.

E poi c'è sempre il dottore che mi sostiene e viene in aiuto. E che insegna alla fintabionda come dare il giusto peso alle persone.

lunedì 1 dicembre 2008

Nello studio del Dottore

Sabato 29 Novembre 2008 - (I Sogno) Sono a cena a casa di amici, e sono in pigiama/camicia da notte, i capelli spettinati. Taglio della pancetta-bresaola con un coltello che ho portato io, ma che ho cercato in un loro cassetto. Il cassetto quasi mi rimane in mano perché è uscito tutto dalle guide. Il bambino figlio dei miei amici chiede a qualcuno se ho fatto la doccia e gli viene risposto di no. Sono risentita e poi mi chiedo perché sono l'unica ad essere in pigiama. Perché non ho avuto tempo di prepararmi, ecco perché... Mi sveglio.
mi riaddormento

(II Sogno) Sono nella sala d'aspetto di uno studio medico. Leggo il giornale (quotidiano), arriva gente, è per il consulente familiare. C'è una donna di circa 50 anni, fintabionda con la ricrescita, truccata volgare, seduta accanto a me. Comincia a parlare a voce alta, dice che la consulente familiare viene lì per dormire insinuando che quindi non lavora, e infatti la vedo di fronte a me, sdraiata su un letto matrimoniale. Si sveglia e va ad accogliere le famiglie bisognose di aiuto. Io penso che viene qui a riposare perché a casa sua non riesce, oberata dalle responsabilità sia lavorative che personali. Non riesco più a trovare il posto a sedere per me e la mia borsa che è enorme. Mi hanno preso il giornale sul quale stavo leggendo un articolo interessante, scientifico. Ne prendo altri e tra questi c'è una busta di cellophane con dentro, in regalo, una borsa. La borsa è carina, marrone, a sacco, la fodera interna è metallizzata color bronzo, il fuori è morbido camoscio color bruciato. La 50enne fintabionda di prima mi dice che se l'ho trovata io la posso tenere, anche se è evidente che la vorrebbe lei. Nella borsa c'è la tracolla da attaccare, i ganci sono arrugginiti, non capisco se li hanno fatti apposta così. Da un lato c'è un gancio solo, dall'altro un gancio più quello di sicurezza. Cerco di agganciare la tracolla ma ho difficoltà. La tracolla è una striscia di pelle marrone più un torchon enorme di perline africane bellissime sui toni del beige, verde e turchese. La borsa è un po' più piccola di quelle che uso di solito. Nel sogno penso che comunque volevo ridurre il peso e la grandezza. Mi siedo di nuovo, è lo studio del mio dottore, una donna dai capelli castani, lunghi fino alle spalle e lisci mi saluta come se mi conoscesse. Mi parla del Maestro, che non ha il suo numero di cellulare al quale risponde sempre, ma ha solo l'altro numero. Ma che i numeri sono gli stessi. Le chiedo se il Maestro conosce il dottore, mi risponde che si conoscono ma che non è suo paziente, penso allora che collaborano. Mi sveglio.


Il Giornale segnala novità a cui bisogna prestare attenzione, è anche un segno di insicurezza interiore dovuta alla incapacità di decidere tra le molte possibilità esistenti.


Il Medico compare nei sogni come guaritore del corpo e dell'anima. Incarna il buon padre, il maestro o il consigliere che dà suggerimenti concreti per la vita futura. Evidenzia anche la speranza di venire aiutati in una situazione complicata.


Una Borsa pesante può alludere a più progetti di quanti ne possiamo gestire.
Una Borsa vuota indica il desiderio di trovare nuove idee ed obiettivi nuovi.

Nel sogno compaiono due donne diverse tra loro. La Fintabionda che mi infastidisce e che vuole la mia borsa e l'Esotica Sconosciuta dai capelli lunghi, lisci e castani, lei è sempre gentile con me e in qualche modo sa sempre dirmi quello che mi serve sapere.
Chi è l'Esotica Sconosciuta?
Chi è la Fintabionda?
E se la Fintabionda non è riuscita a mettere le mani sulla borsa vuol dire allora che mi ha preso la vita?

martedì 19 agosto 2008

La Bionda Assassinata

Venerdì 19 Maggio 2006 - Sono in una casa dove c'è già stato l'omicidio di un uomo, ora sto scendendo le scale, vedo macchie di sangue sulla moquette grigia. Nel bagno della cantina, c'è il cadavere di una bionda vestita di bianco. Aspettiamo la polizia.

L'uomo ucciso rappresenta la mia capacità di mettere in atto le decisioni prese. Sono io. La parte di me che una volta era attivata e che metteva in pratica le cose, invece di lasciarsi vivere. Nel mio corpo/nella casa, so che è stato messo a tacere. Scendo le scale in un viaggio di introspezione verso la parte nascosta di me, verso l'inconscio.

Il Sangue rappresenta l'energia mentale. Alimenta le forze combattive dell'uomo. E' la vita. Esse si stagliano vivide sulla moquette grigia. Una superficie che trattiene la polvere di un colore morto. Come a dire, c'è speranza dopotutto. Sei Fertile.

La Bionda Vestita di Bianco: ho sempre associato a questa immagine di donna l'idea di una Virago. Una donna che non può permettersi di esprimere la propria femminilità. Il tentativo di essere femmina (i capelli biondi) non riesce. E infatti è vestita di bianco, la purezza, la sposa illibata, la tristezza, l'impoverimento emotivo.

Essa è nel bagno della cantina, uccisa. Il Bagno rappresenta il bisogno di purificarsi, per passare ad un'altro stadio della vita. La Cantina è l'inconscio.

Chi ha ucciso la Bionda? Io? Ho ucciso quella parte di me? Sono libera?

Aspettiamo la Polizia Onirica. La Polizia metterà ordine? Verrò punita per quello che ho fatto? Lo scopriranno? Chi c'è con me nel sogno?

Domande senza risposta.

domenica 25 maggio 2008

Il Festino

Questo è quello che si dice un sogno iniziatico o rivelatore.

Al festino onirico partecipano i principali personaggi della nostra vita. Intorno al banchetto sorgono situazioni complesse, sono le varie sfaccettature della vita affettiva, e dello stato interiore.

Sabato 24 Maggio 2008 - Sto guidando e sulla strada vedo due camion che hanno perso il carico per la troppa velocità. Uno ha perso Fiori di Gelsomino (o Tuberosa) ci sono degli uomini che con delle pale cercano di raccogliere i fiori e rimetterli sul camion. L'altro camion ha perso scatole bianche, vuote. Sono a piedi e faccio segno con le mani di rallentare ad altri camion che stanno arrivando da dietro una curva. Da uno di questi cade una cassapanca armadietto. Aiuto una vecchia signora molto distinta a raccoglierlo. Lo guardo e dico che, anche se è da rimontare, i pezzi ci sono tutti. Aiuto la signora a portarlo nella sua casa. E' una villa negozio che si sviluppa tutta in lunghezza, un corridoio con tante stanze. Lei mi fa specchiare in uno Specchio Magico e vedo il mio viso per metà deturpato da buchi sulla pelle. Lo Specchio Macchina Fotografica mostra in realtà come è il viso dopo l'esposizione al sole. La metà destra è giovane e bella rosea con la pelle compatta, la metà sinistra è brutta, vecchia con crateri nella pelle da dove si vede la carne sottostante marcia scottata. Poi mi mostra il trucco. Lo Specchio è in realtà un vetro semitrasparente, che riflette ma che è sovrapposto a una sua foto di quando lei stessa aveva il problema. In sequenza ci sono foto dove migliora e guarisce. Arriva mio fratello e allora gli faccio lo stesso scherzetto. Nella Villa c'è un matrimonio, io sono della troupe che fa il film. In alcuni momenti non è un matrimonio ma un festino aziendale. Gli invitati fanno cose strane seduti nei vari salotti lungo il corridoio. Coppie che si baciano, coppie che fanno l'amore, gruppi impegnati in orge. In un'altra stanza una coppia, Lui dirigente, Lei prostituta d'Ufficio lo sta allattando, ma non esce latte dal seno. Esco in giardino. C'è un uomo da solo che si tocca. Ci insegue, io sono con le mie amiche, loro scappano verso il bosco, lui segue me, io scappo verso la casa è mi chiedo perché sono rimasta da sola, perché non sono rimasta con il gruppo. Rientro in casa. Sono seduta su un divano e sto leggendo un libro (sulle conchiglie? sui minerali?) un bambino di fronte a me sta facendo i compiti, c'è un maestro che lo interroga. Una signora bionda seduta a fianco a me fa pettegolezzi e continua a parlare a vanvera ad alta voce. La zittisco, dicendo che il bambino non riesce a concentrarsi sulla lezione del maestro, ma in effetti è a me che da fastidio, non riesco a capire cosa sto leggendo. Mi sposto in un'altra stanza, c'è la sposa che sta tagliando la torta, ma prima facciamo una foto alla mamma della sposa che taglia la torta che ha fatto lei. Mangio una fetta di torta con le fragole e crema pasticciera, un po' di gelato al cioccolato, è in una scodella ma me ne hanno dato poco, solo una mezza pallina, e una fetta della crostata della mamma della sposa. Racconto a una donna dei due che ho visto e dell'allattamento, per spiegare meglio le tocco il seno, imbarazzata se ne va. Torno nella stanza dei due e siccome non do fastidio mi metto a leggere il libro. Dopo un po' mi dirigo alla stanza finale, lì c'è mio cugino Andrea, vestito tutto elegantemente, che Custodisce dei Segreti. In piedi ad una scrivania antica, dietro di lui una libreria con libri molto antichi che nascondono attrezzatura moderna per spiare. Mi sveglio prima di poter vedere i Segreti.

I Fiori simboleggiano l'anima, ne raffigurano la bellezza. Gli viene attribuito un ruolo passivo ed effimero ma anche materiale, evolutivo e poetico.

Il Carico è simbolo di doveri fastidiosi, di una colpa o di un sospetto.

Sognare un Camion vuol dire che si possiede l'energia, la forza, l'ambizione per superare i compiti difficili. Se è carico di mobili predice un cambiamento nella vita.

Scatole, pacchetti, sono l'emblema di una esperienza non ancora superata.

Il Bianco è grazia, saggezza e vittoria. Ridona la pace interiore, elimina le ossessioni. Rappresenta la Donna, l'innocenza ma anche l'impoverimento della vita emotiva. E' il riflesso dell'assoluto.

L'Armadio denota la ricerca della propria vera personalità.

Vedersi brutti nello specchio è segno di solitudine mal accettata, di sofferenza.

L'Ascesso raccomanda di non coltivare pensieri e sentimenti negativi, perché nuocciono solo a noi stessi, e incita a riappropriarsi della gioia di vivere.

Cute: Una pelle scuoiata o mutata può stimolare a tentare un nuovo inizio, liberandosi dal peso delle esperienze spiacevoli del passato.


Il Corridoio rappresenta un periodo di transizione. Collega due fasi della vita (come il ponte). E' lo sforzo teso alla nascita in una nuova vita e alla piena realizzazione di una lunga ricerca interiore.
Uscire su un giardino fiorito preannuncia un periodo di felicità dopo un momento di solitudine intensa. Tutto ciò' che accade nel corridoio indica lo sviluppo di una situazione. Dal contesto del sogno si può capire se felice o infelice.

Il Matrimonio ha funzione di collegamento, di fusione. Segnala la fine di un genere di vita e l'unione con un'altra fase dell'esistenza. Qualsiasi celebrazione o festa parla di una agitazione interiore, di una messa in discussione della vita sentimentale.

Vedere altri che si baciano è spesso sintomo di uno stato d'animo depresso a causa di forti desideri insoddisfatti

Mangiare: Cioccolato è indizio di bisogno affettivo. Fragole una buona amicizia nella quale rivestono un ruolo importante anche le esigenze sessuali. Crema dimostra che possiamo di nuovo godere della pubblica approvazione, ritrovare un'amicizia o un amore.

Seno, Latte, Allattamento, Madre, Armadio, Scatola, Bianco, sono tutti segni della Madre che alberga dentro di noi.

Lo Scrittoio incarna la vita esteriore. Rappresenta il lavoro. Una scrivania da sola in una stanza è sintomo di uno stato intellettuale febbrile. Quello che succede in questa stanza concerne la vita lavorativa del sognatore.

Il Segreto è la comprensione di qualcosa di importante che può riguardare fatti, persone o un'aspetto della propria personalità. E' legato al potere. Il Segreto che viene rivelato in sogno deve essere mantenuto e rispettato. La Verità traumatizza chi non ha ancora raggiunto l'evoluzione necessaria alla sua comprensione, o viene deformata e resa ridicola da chi non può comprenderla.