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lunedì 4 ottobre 2010

Gli Oggetti senza Borsa, i Vetri Colorati, i Due Maestri


Avevo chiesto di sognare, e sono stata esaudita, avevo chiesto il Maestro Onirico ed è arrivato in sogno anche quello Fisico. Forse é troppo...

Sabato 2 Ottobre 2010 - Ho sognato due sogni mischiati. Mi addormento e sogno il Maestro Fisico che sta camminando davanti a me, sul bordo erboso di un fiume. Cammina dandomi le spalle, si volta leggermente e con il dito mi indica qualcosa sott'acqua, sul fondo del fiume. Sono nell'acqua ora, mi arriva alla vita, con le mani intorno agli occhi immergo il viso e vedo ciottoli di vetro colorato, colpiti dai raggi di sole mandano bagliori di colori diversi, verde rosso viola blu... mi sveglio per riprendere aria. Mi riaddormento, ora sono nel centro di una stanza bianca, ho intravisto il Maestro Onirico che passava dirigendosi verso il luogo dove tiene lezione, sono in ritardo, apro un armadietto e gli oggetti che normalmente tengo nella borsa sono tutti sparsi, la borsa non c'è. Cerco di tenerli tutti nelle mani, ma qualcosa cade sempre, sono troppi, piccoli e poco prensili. La lezione è iniziata e io sto li a domandarmi dove può essere finita la mia borsa. Non ci voleva. Mi sveglio. Mi riaddormento, sul fondo del fiume mischiati ai ciottoli di vetro colorato ci sono tutti i miei oggetti senza borsa. Sono li che gatteggiano al sole sotto un metro di acqua. Mi sveglio.

sabato 2 ottobre 2010

Dormire e forse sognare...

Provo ad andare a letto presto stasera, sono mesi che non riesco a dormire bene, me ne sto sveglia con gli occhi ostinatamente spalancati nel buio per ore...e allora mi alzo e scrivo. Molto delle sconclusionatezze che ho scritto ultimamente è dovuto a questo. Dopo qualche notte così, ne arriva una in cui cado come in catalessi, dormo senza sogni (senza avere il ricordo di aver sognato) e mi sveglio più stanca di prima.
Ciò non va bene, io devo sognare, mi manca la materia prima per il blog!

Cosa voglio sognare stanotte? Vorrei sognare la Sirena, o l'Esotica Sconosciuta, che mi dicano a che punto sono arrivata e se sto facendo la cosa giusta. Vorrei sognare il Maestro Onirico, è tanto che non lo sogno, anche lui potrebbe indicarmi cosa fare.
Oppure un bel sogno tutto nuovo di zecca. Come mi sento a tratti io in questi giorni.
Un bel sogno di carne e velluto...di occhi e mani...e capelli che sfiorano leggeri un corpo nuovo.
Un sogno di baci di labbra e ciglia...e di farfalle. Un sogno di quelli che si trascinano lenti fino a svegliarti e sei li, in bilico, le mani che arpeggiano l'aria per ricatturare il sogno che è ancora dentro di te, caldo, umido e vibrante.
 

domenica 7 febbraio 2010

Dove mi porta il vento

Domenica 7 febbraio 2010 - Sto andando a scuola, guido su una autostrada, la mia macchina è una poltroncina da ufficio a rotelle, in mano ho un ovale di gomma enorme, con le braccia lo posiziono dietro le mie spalle e al Maestro che si sporge dal casello per chiedermi cosa sto facendo, rispondo che mi porta il vento. Arrivo a scuola, ci sono due istituti uno per le femmine e uno per i maschi. Il Maestro va a quello dei maschi, io torno indietro per vederlo, devo chiedergli cosa intendeva con quella domanda. Lo trovo, ma non riesco a parlare, il cuore mi batte talmente forte che mi sveglio.

Meno male che ogni tanto il Maestro ritorna. Per ricordarmi che devo sapere dove andare.

sabato 19 settembre 2009

Manuale d'Uso per Esseri Umani

Venerdì 18 Settembre 2009 - Galleggio a mezz'aria nello scompartimento di un treno lanciato a massima velocità. Sulla mia sinistra compare il volto del Maestro e poi tutto il corpo. Anche lui galleggia. Tra le mani ha una pentola a pressione, la mia pentola a pressione. Chiusa con il coperchio. Mi guarda e sorridendomi con gli occhi mi dice che anche se sono molto chiusa, capire me è più semplice che con gli altri, perché io ho il libretto di istruzioni.
Guardo fuori dai finestrini, il paesaggio che scorre rapido è una campagna piatta che emerge a sprazzi tra la nebbia mattutina. Coltivazioni dormienti in attesa dell'arrivo del sole e della primavera. Il Maestro galleggia sempre al mio fianco, sta guardando anche lui nella mia stessa direzione. Penso a un mondo dove ogni essere umano nasce con il suo libretto di istruzioni personale. E dove il matrimonio deve fare la revisione ogni tre anni. Mi sveglio.

giovedì 3 settembre 2009

La Proposta, la Lettera

Prima di addormentarmi stavo proprio pensando che trascinata nel vortice degli ultimi avvenimenti avevo perso di vista il mio vero obiettivo. Ed ecco che prontamente, evocato, il Maestro ricompare nei miei sogni per propormi qualcosa di inaspettato e per darmi un messaggio.
Venerdì 28 Agosto 2009 - Sono alla guida della mia macchina, giro per le strade di zone industriali e palestre. Davanti ad un cancello che poi diventa un portone a vetri di una ditta-palestra che poi diventa la sua casa vedo K. Mi saluta, e mi racconta dell'incontro con alcuni rappresentanti di prodotti cosmetici che volevano provasse una crema per il corpo al cacao. Lui non voleva rimanere impegnato per un giorno con quelle persone e così gli sono venuta in mente io e ha raccontato che con la sua amica M. l'aveva già provata. Ma siccome così non era e a lui non piace raccontare palle forse era il caso di farlo davvero. Io dalla macchina ascolto tutta la sua storia e solo dopo penso che poteva essere una proposta. E' che come al solito capisco sempre in ritardo. Ora vedo i particolari della sua testa che gira in 3D come in una visualizzazione al computer ma è reale. Osservo da vicinissimo le sue sopracciglia, il naso, gli occhi, penso che è proprio bello. Bello per me. Lui mi consegna una lettera e io ricordo che gliene avevo scritta una tempo fa. Forse allora è la risposta alla mia lettera? Cerco di ricordare cosa gli avevo scritto. Mi sveglio.

Il Cioccolato Onirico è l'indizio di un bisogno affettivo. Riceverlo significa essere amati, offrirlo amare.
La Crema Onirica dimostra che godiamo di nuovo della approvazione degli altri.
Il Corpo incarna la personalità del sognatore.
La Fabbrica Onirica è la fabbrica della vita dove ogni prodotto grezzo del nostro vissuto subisce una metamorfosi. Quella alla quale ho accostato guidando la mia macchina è una fabbrica, palestra, casa del Maestro. Un triplice indizio che devo fermarmi per cambiare me stessa.

Cosa devo cambiare? Quali sono i punti salienti? Me lo dice il Maestro Onirico. Come al solito con il suo esempio: . Non sprecare tempo con chi non vuoi stare . Non mentire a se stessi . Tutto è possibile di mutamento . Non essere schiavo della approvazione di tutti . Ammetti il tuo bisogno di amore . Sii pronto a riceverlo, vivi il momento . Non guardare al passato perdendoti il presente.

Il Volto è l'espressione muta dell'essere. Trasmette ciò che l'individuo sente, vibra e concepisce dentro di se.
Il Naso concerne i problemi da risolvere, le situazioni da delineare.
Gli Occhi concernono la presa di coscienza.
La Lettera indica autoconoscenza, capacità di percepire e di discernere.

Tutto quello che c'è da sapere su di me lo so perché l'ho scritto. Devo solo imparare ad accettare quello che mi da il Maestro. E ricordarmelo.

domenica 31 maggio 2009

Il Sistema Corpospecchio

Domenica 31 Maggio 2009 - Sono in una piscina olimpionica, il fondo è fatto tutto a gradini, saliscendi, saliscendi, nel centro della piscina c'è una piattaforma più alta delle altre, come una piramide Maya ci si accede dai quattro lati fatti tutti a gradini. Io sto nuotando in un angolo dove l'acqua della piscina mi arriva alle spalle. Improvvisamente nell'acqua con me c'è Carlo. Mi rendo conto che è lui l'uomo più adatto a me. Anche se lui è un visivo e io una tattile. Lo tocco, tocco le spalle, il collo, i pettorali. Con le dita frementi percorro la sua pelle resa scivolosa dall'acqua. Si avvicina a me e fa la stessa cosa con me. Ha capito che quello che io faccio sul suo corpo lui deve farlo sul mio. E' il sistema Corpospecchio. Ora mi stringe a se, ha circondato la mia vita con un braccio e mi ha tirato verso di lui, nell'acqua il mio corpo è senza peso, lui mi tiene ancorata. Preme il suo viso sopra il mio, occhi contro occhi, le arcate sopraccigliari che si toccano. Ho la sua lingua nella mia bocca. E' rigida, appuntita e durissima. Anche io allora metto la mia lingua nella sua bocca, e la faccio anch'io appuntita, rigida e durissima. Premo con la lingua sopra la sua in un gioco di forza, per vedere chi cede per primo. Ora è il mio turno di resistere alla pressione. Nello sforzo gli mordo il labbro e allora mi tira giù sott'acqua. Ci guardiamo negli occhi, le bollicine di ossigeno che passano attraverso il nostro sguardo, baciandoci e respirando l'aria l'uno dall'altra. Chiudo gli occhi. Sono appena riemersa da sola in carenza di ossigeno. Sento chiamare il mio nome, mi giro e sulla piramide, in mezzo alla piscina, con l'acqua che arriva alle caviglie, vedo il Maestro.
E' appena riemerso dall'acqua, il suo corpo è costellato di piccole gocce d'acqua che scintillano alternandosi ad ogni respiro sotto le luci blu della piscina. Mi fa segno di raggiungerlo, salgo i gradini uscendo dall'acqua nel mezzo della piscina, dell'aria calda proveniente da diversi angoli asciuga la mia pelle appena fuoriesco dall'acqua. Arrivo al gradino più alto, sono a pochi centimetri dal Maestro, le gocce d'acqua sul suo corpo si staccano attratte dal mio, ma prima di arrivarci evaporano nell'aria. Mi guardo e mi vedo con gli occhi di questi due uomini come se mi vedessi per la prima volta, come se fino ad ora non avessi mai potuto vedere. Vedo il mio corpo che respira. Mi sveglio.

domenica 24 maggio 2009

Il Treno, il Bacio

Domenica 24 Maggio 2009 - Esco dalla piscina e mi dirigo verso gli uffici. Gli uffici sono su un barcone che è anche un treno. In un ufficio ci sono due ragazze che stanno parlando con K. Si girano tutti a guardarmi perché sono entrata dove non mi sarebbe consentito l'accesso. K. si congeda dalle due ragazze e si dirige verso di me, le ragazze ci osservano, il treno comincia a muoversi, io ho due borse sulle spalle e mi sbilancio indietro, K. sfrutta l'accelerazione del treno e mi viene addosso, chiudendomi in un angolo mi guarda fisso negli occhi e sussurra "Adesso che sono qui non ti lascio più andare" io cerco di distogliere lo sguardo come mio solito, ma poi decido di sostenere lo sguardo, c'è uno scossone e un'altra accelerazione del treno, forse siamo passati su uno scambio, mi ritrovo con il viso vicinissimo al suo, gli occhi sempre gli uni negli altri, con la punta della lingua lecco il suo labbro superiore e una parte di denti che sporgono perché sta sorridendo, distoglie lo sguardo improvvisamente timido, farfuglia qualcosa sulla discrezione, sul non voler mischiare il lavoro con la vita privata, poi ci ripensa, altro strattone di un altro scambio, il treno sta prendendo velocità, si avvicina con le labbra semiaperte, io con le labbra morbide ma chiuse sento la morbidezza calda delle sue e il pungere di un po' di barba. Schiudo le labbra e faccio uscire un pezzetto di lingua, solo la punta. Anche lui la sua, e così a mezz'aria tra scossoni e la velocità che aumenta esploriamo ognuno la lingua, le labbra e la bocca dell'altro. Mi sveglio.
Il Treno Onirico è l'immagine del nostro percorso vitale, portatore di novità e sorprese, ci mostra che la nostra vita è in marcia e lo slancio vitale è ripreso, grazie a propositi e programmi precisi che faranno in fretta progressi. I Bagagli che si portano con se rappresentano l'indispensabile, il necessario, l'essenziale che pone il sognatore di fronte all'obbligo di fare delle scelte per l'adattamento sociale.
I bagagli ingombranti rappresentano le nostre illusioni, le nostre proiezioni, le fissazioni, i desideri di vanità, le ribellioni, l'odio, il rancore, gli appetiti inutili. Di quante emozioni opprimenti ci lasciamo caricare, quanto gravano sul morale e ci allontanano da nuove vie da scoprire?
La Lingua rappresenta la manifestazione esteriore di se e la capacità di stabilire dei contatti. Evidenzia bisogni erotici o più in generale sentimenti che diventano sempre più pressanti e che dovrebbero essere tenuti meglio sotto controllo.
Il Bacio incarna il desiderio ardente di un amore tenero ed esprime interessamento per qualcuno. Dare un bacio indica comprensione. Lo Sguardo è un messaggio, parla da se, possiede un potere magnetico ed è in grado di indurre un mutamento dello stato d'animo.
Lo Sguardo palesa l'intenzione di influenzare, amare o vendicarsi.
Nel sogno si percepisce chiaramente che tipo di fluido magnetico scorre tra gli sguardi dati e ricevuti.

Sono partita, la strada intrapresa ha subito dei cambi e un aumento della velocità.
A bordo di un ufficio dove non potrei stare.
Ho due borse sulle spalle, a causa loro ho perso l'equilibrio e sono rimasta chiusa in un angolo.
Riuscirò a scegliere quale borsa tenere e quale lasciare?
O deciderò di tenerle tutte e due per andare ancora in luoghi non consentiti, a provare l'ebrezza della velocità, dello scambio e dell'esplorazione, dell'essere chiusa in un angolo a sostenere sguardi e baci?

mercoledì 6 maggio 2009

Preparazione alla Danza

Mercoledì 6 Maggio 2009 - Sono ancora nel cortile del condominio dell'altro giorno (La Compensazione), c'è una scuola di danza ora. Io sono in tutù e scarpette da punta. Ho visto il Maestro in una sala, ci ho parlato ma non ricordo di cosa. Aiuto un'altra istruttrice a portare dentro delle scatole larghe e piatte, sta piovendo. Ad un certo punto prendo una decisione, lascio la maestra e mi dirigo verso la sala dove so che c'è il Maestro. Correndo nello spiazzo, sotto la pioggia, cerco di non bagnare le scarpette di raso, evito le pozzanghere e mi stringo nel cache-coeur perché ho freddo. Entro nella sala, una lama di luce entra da una finestra in alto, nella lama pulviscolo cosmico galleggia. C'è un silenzio irreale, calma e tepore, il rumore della pioggia è rimasto chiuso fuori. Mi sistemo davanti al grande specchio ed inizio a salire sulle punte. Non c'è lezione qui dentro, ognuno procede autonomamente nei suoi esercizi. Sento un rumore dietro di me, riflesso nello specchio vedo il Maestro, maglietta bianca e calzamaglia blu ha una gamba estesa sulla sbarra, arcua la schiena per toccare il piede con le braccia allungate. Non toglie lo sguardo da me. Si sta preparando per danzare.

martedì 5 maggio 2009

Se incontri Buddha per la strada, uccidilo.

Perché il vero Buddha è dentro di te.
Così recita un'altro insegnamento Buddista.
Nel percorso di apprendimento il Buddismo sostiene che solo quando l'allievo è pronto il maestro arriva. Ma poi quando il Maestro ha esaurito tutto ciò che poteva insegnarci, diventa un ostacolo alla nostra potenzialità di crescita. Perché lui è lui e noi siamo noi. Per questo, nel momento in cui incontriamo Buddha per la strada ad un certo punto dobbiamo ucciderlo*, perché è un falso Buddha, nel senso che essendo "altro da noi" non può essere il nostro obbiettivo finale di budditudine. L'unico vero Buddha è quello che è dentro di noi, per ognuno di noi. Buddha è uno stato di coscienza, è la capacità di sentire dentro di noi il Maestro Interiore. Vero nella sua unicità nostra personale. Poiché dovrebbe essere nostro dovere morale realizzare completamente se stessi, quando si è sfruttato appieno l'insegnamento del Maestro, bisogna superarlo.

*Ovviamente metaforicamente. Mi sembra stupido ribadirlo, ma non si sa mai...

lunedì 4 maggio 2009

La Compensazione

Domenica 3 Maggio 2009 - Vivo in un complesso di condomini disposti a raggiera angolata, sono fuori dal palazzo, nell'area comune. C'è il Maestro con il quale continuo a battibeccare e altri amici indefiniti. Vorrei farmi conoscere per come sono ma le continue punzecchiature mi fanno rispondere a tono e non riesco ad aprirmi. Sento che parla di me agli altri e che sta dicendo che quando sono andata dal medico, mi ha messa su una scala per vedere meglio la "compensazione", insinua che sono strana visto che devo essere visitata in posizioni anomale. Io mi ricordo vagamente di essere già stata dal medico e che mi ha effettivamente fatta salire su una scala tipo quelle da imbianchino, ma non ricordo per quale motivo, perdo il ritmo del rispondere e quindi il Maestro continua a fare battute su di me, fingendo che io non sia presente, e fa allusioni a sfondo sessuale con un suo amico. Improvvisamente mi ritorna in mente il motivo della strana visita, era per vedere meglio come stavo in piedi perché secondo il medico stavo "compensando" una stortura interna. Penso ad un'ernia al disco. Ora sono nello studio medico, oltre al dottore è presente anche il Maestro, io sto in piedi in cima ad una scala, un piede sull'ultimo gradino da un lato e l'altro piede sull'ultimo gradino dell'altro lato. Il medico sta dicendo che l'ernia va operata, parlano di continuo tra loro, ricordando di come all'inizio il medico non fosse stato accettato dallo staff del Maestro, perché a seconda del tipo di scarpe giudicavano la sveltezza nel rispondere e il senso dell'umorismo di una persona e lui indossa ciabatte di feltro, ma poi l'avevano rivalutato. Interrompo il loro ciarlare per chiedere quanto durerà l'operazione e il decorso: 1 giorno per sistemare l'ernia, 8 mesi di immobilità e un'altra cosa che non ho capito perché stavo già pensando che avrei perso le lezioni di acquagym e io non voglio rinunciarci. Sono contrariata e il Maestro sostiene che ho un carattere impossibile che faccio sempre di testa mia. Scocciata, saluto secca il dottore e me ne vado. E' infastidito perché avrebbe voluto spiegami meglio. Il Maestro gli fa un cenno con la testa "vedi, è questo che intendevo..." Ora sono in casa, arrabbiata e triste perché ancora una volta mi sono chiusa in me e sono andata a chiudermi in un luogo dove nessuno può raggiungermi. Mi sono resa ancora una volta invisibile, intoccabile, inavvicinabile e piango anche per questo. Penso che se rimarrò ferma per 8 mesi, tornerò come prima, prigioniera del mio grasso. Ma anche ora, con questo atteggiamento di fuga sono comunque prigioniera di me stessa e della mia incapacità a lasciarmi andare davanti agli altri. In lontananza, attraverso i muri, sento che il Maestro sta ancora discutendo di me e percepisco nella sua voce che è sinceramente interessato ma non vuole cedere per primo. Mi sveglio.

venerdì 3 aprile 2009

La Cena di Rappresentanza

Venerdì 3 Aprile 2009 - Devo andare ad una cena di rappresentanza con il Maestro, ma non posso. Allora gli propongo una sostituta. La scelta cade su Eve, le spiego come sarà la serata e facciamo le prove della pettinatura. Siamo nella mia cameretta di quando vivevo con i miei. La pettino facendole una acconciatura raccolta molto morbida, con ciocche che ricadono a boccoli sul viso, tipo le acconciature delle donne dell'antica Grecia, e per completare utilizzo un cordoncino cangiante rosso arancio bianco sfumati, che faccio passare incrociandolo più volte tra i capelli e poi intorno al collo. Prendo la collana di cristalli di rocca e la apro, le dico di tenerne una estremità e comincio ad avvolgergliela intorno al polso destro (come la catena intorno al gambo della rosa nel sogno La Rosa e la Catena) le prime volte non riesco, rimane troppo molle, la collana sfugge, poi riesco ad avvolgerla bene e chiudo le due estremità. Siamo d'accordo, andrà lei. La sera della cena vedo Eve non ancora pronta, le chiedo se non è in ritardo con i preparativi e lei mi risponde che non vuole andare e che ci andrà Valentina, la sorella, al posto suo. Penso che è troppo giovane e che si annoierà ma ormai è tardi per cambiare idea. Sono seduta al tavolo della cena, di fronte a me, sfasata di un posto sulla destra, c'è Vale e alla sua sinistra il Maestro. La guardo e vedo che si sta annoiando, sbocconcella i cibi che evidentemente non le piacciono. Guardo il Maestro che sta guardandomi da un po', con gli occhi mi fa segno che potevo esserci io li al posto di Vale. Tra i commensali seduti vicino a noi scatta il quiz "quanti anni dimostri, quanti anni hai". Nessuno crede alla mia età vera e si complimentano tutti. Mentre il Maestro mi sta spiegando come accompagnare a casa Valentina e poi vederci, io mi sveglio, rispondendogli che può venire a qualsiasi ora, anche in piena notte, e che se starò dormendo io mi sveglierò.

martedì 31 marzo 2009

La Serra

Venerdì 27 Marzo 2009 - Sono in una piscina cinema, ai lati della vasca uscite protette da tende di velluto blu scuro, un grande schermo bianco trasparente sovrasta la vasca, non c'è proiettato nulla in questo momento. Faccio la mia lezione di acquagym solita, quella che finisce alle 22,00 e vado a fare la doccia, poi decido di fare un'altra lezione alla fine della quale altra doccia e altro shampoo, infine mi fermo per fare ancora un'altra lezione, è l'ultima. Uscendo dalla vasca incrocio lo sguardo del Maestro ma lui gira apposta la testa dall'altro lato. Percorro un pezzo di bordo e mi rituffo in acqua, riesco ad immergermi e a guardare sotto con gli occhi aperti. Mi metto in fila alla scaletta per uscire dalla piscina, dietro di me c'è un ragazzo che ha fatto il corso con noi. Guardo insistentemente il Maestro, lui saluta tutti distrattamente, dicendo "'more, 'more" anche al ragazzo dietro di me, anzi sembra più interessato a lui. Non trovo più il mio borsone, ero sicura di averlo lasciato sulle panche vicino ad una delle uscite. Cerco ancora e mi dirigo nello spogliatoio, l'avevo lasciato lì. Mi faccio la terza doccia della serata e mi dirigo verso Paola che mi stava aspettando. Camminando verso l'uscita noto le pareti di vetro, sono altissime e formano una cupola trasparente sopra di noi, al riparo di queste pareti, come in una enorme serra, piante tropicali altissime e rigogliose, e librerie in legno scuro che sorreggono vasi di cristallo. Parliamo dei maschi e di come il suo compagno abbia deciso di fare i conti di casa il prossimo Venerdì di Pasqua. Lei comprende che i conti sono importanti, ma vorrebbe fare altro. Io concordo con lei sul decadimento dei rapporti di coppia per differenze di aspettative. Allora decidiamo di uscire libere.

domenica 1 marzo 2009

Sulle Punte

Domenica 1 marzo 2009 - Ho sognato di indossare le scarpette da punta. Vivevo la mia vita quotidiana, vestita normalmente ma con indosso le scarpe da ballerina e camminando sulle punte ovunque dovessi andare.Far parte di un balletto denota elasticità mentale e adattamento fluido agli eventi sconvolgenti.
Il Piede consente l'equilibrio e il movimento. Il Piede rappresenta l'anima.
La scarpa riveste il piede come la vita sociale riveste l'anima.


Dopo essere caduta dalle caviglie nella realtà (vedi La Caviglia e la Libertà) ora cammino sulle punte in sogno. E' forse un invito a mostrare la mia diversità? A far coincidere la scarpa con l'anima?
Camminando sulle punte nella vita quotidiana onirica esprimo un desiderio di non omologazione, di alzarsi per avere un punto di vista diverso. E per mostrare fuori come sono dentro.

Ho cercato le mie vecchie scarpette da punta.
Sono passati moltissimi anni da quando le ho usate l'ultima volta, ero una adolescente esile, strana e solitaria, che viveva in un mondo tutto suo. Avevo le idee chiare su quello che volevo dall'amore e una mente sperimentatrice per tutto ciò che riguardava il sesso. Ero attratta da ragazzi ombrosi, belli e problematici o dai belli assoluti.

Ascoltavo musica diversa dalle mie coetanee e leggevo tantissimo.

Ero un'ostrica e una crisalide. Al pescatore che avesse avuto la perseveranza necessaria ad aprirmi avrei mostrato una natura sensuale, fantasiosa e priva di inibizioni.

Qualcosa invece ha rotto la pupa e ne sono uscita troppo presto, spiegando ali accartocciate troppo deboli per volare.
E' così che ho vissuto come una farfalla da cortile.

Ho trovato le mie scarpette da punta in fondo all'armadio,
abbandonate e dimenticate in un angolo oscuro fino ad oggi. Le ho provate e mi andavano ancora bene. Sono le mie scarpe.

Questo pomeriggio ho cucito nuovi nastri più lunghi per le mie caviglie di donna.
E sono salita sulle punte.
Le caviglie sono ancora deboli e ondeggiano, non reggono bene.
Allora mi sono ricordata del consiglio del Maestro di rinforzare
prima le caviglie, per evitare di cadere di nuovo.
Mi sono seduta per terra e ho cominciato l'esercizio.
Per poter rimettere le mie scarpe.

lunedì 23 febbraio 2009

La Finta Addormentata



Proprio l'altra sera parlavo di emisfero destro ed emisfero sinistro e della mia teoria sul cannoncino e il bignè.

Domenica 22 Febbraio 2009 - Sono in piscina. Ci sono due vasche gemelle, in quella di sinistra stanno due bambine identiche vestite con costumi svolazzanti hanno la faccia dipinta con vernice d'oro, i capelli biondi raccolti in morbidi boccoli. Mangiano pasticcini prendendoli da un vassoio al bordo della vasca. L'istruttrice le sgrida e loro tra gridolini e risa continuano a provare la loro danza. Nella vasca di destra c'è un corso di nuoto. E' il compleanno di una ragazza bionda. Ha il viso incantevole ma è molto grassa. Beve champagne direttamente dalla bottiglia e ride sguaiata. Gli altri ballano, mangiano pasticcini e pizzette da bordo vasca e brindano con in mano calici di vino. La loro istruttrice pensa che è impossibile contenerli e quindi si unisce alla festa. Io vado a sdraiarmi su un lettino e mi addormento. Sento arrivare il Maestro, riconosco il suo passo, i rumori che fa spostando gli attrezzi. Si avvicina a me e io fingo di continuare a dormire, il braccio mollemente abbandonato sopra la testa e oltre il bordo del lettino. Il Maestro si è fermato proprio dietro di me, prende il mio braccio tra le mani e lo muove, fa girare la mano studiandone l'articolazione, cerca di svegliarmi toccandomi leggermente la spalla ma io fingo ancora di dormire. Allora afferra il mio braccio e lo strattona, un colpo secco. Il dolore mi toglie dal mio stato di finta addormentata. Il Maestro si sta dirigendo verso la vasca di destra, fa uscire tutti quanti interrompendo le gozzoviglie. Deve iniziare la lezione. Sono in acqua ora, mi arriva alle ginocchia e non riesco a saltare. Con gli occhi fissi sul Maestro per non perdermi l'esercizio, mi sposto verso l'acqua più alta. Mi sveglio.

I miei due emisferi cerebrali si sono dati alla pazza gioia, disubbidiscono e festeggiano sguaiatamente. Di nuovo è arrivato il Maestro Onirico ha rimettermi in riga. Lui si occupa della vasca destra, dell'emisfero destro, perché è quello preposto al corpo ed essendo un Maestro di ginnastica guarda il corpo. L'istruttrice delle due bambine dalla faccia dipinta riesce a malapena a farsi ubbidire. L'istruttrice sono io. E anche le due bambine con il volto coperto sono sempre io. Ho dei problemi a darmi delle regole e a seguirle. Ho dei problemi a rivelare me stessa. Indosso una maschera.
Io sono anche l'istruttrice del corso di nuoto che si tiene nella vasca/emisfero destro. Una istruttrice che non riuscendo a tenere a bada gli allievi, si aggrega al festino. Anche la ragazza grassa dal viso incantevole sono sempre io. Invece di nuotare, di imparare a nuotare, mangio.
Perché succede tutto questo? Perché sto dormendo. E quando avrei la possibilità di agire, preferisco far finta di dormire.
Ci vuole il Maestro Onirico per riportarmi dentro nell'acqua e per scuotermi. I suoi modi sono prima dolci e poi sbrigativi, ha capito che non deve lasciarmi adagiare. Devo rientrare nell'acqua, è un passo indietro rispetto a qualche sogno fa. E in più l
'acqua mi arriva alle ginocchia, indica che non sono più nello stato emozionale, ho perso lo slancio, la motivazione. Devo tenere gli occhi sul maestro, eseguire l'esercizio e ricominciare tutto da capo, immersa nell'acqua.
Devo ricominciare dall'emisfero destro.

lunedì 9 febbraio 2009

I Due Costumi

Martedì 3 Febbraio 2009 - La piscina è nel porticciolo della frazione di Riva sul Lago di Garda. Io di solito arrivo prima perché prendo l'autobus e gli orari sono quelli. Oggi sono in ritardo però. Ho la lezione di acquagym con il Maestro. E' una lezione solo per me, personale. Sono disorganizzata, devo portare in acqua un mucchietto di riso (crudo) e non so come fare, dove contenerlo. Lo avvolgo in un costume da uomo a pantaloncino, è bianco con un disegno di fiori tropicali bianchi bordati di rosso, ma il riso esce dai buchi delle gambe e dall'apertura davanti. Il Maestro mi fa fretta, anche se sta ridendo, mi chiede cos'è quel costume, a cosa mi serve visto che ne ho già uno indosso, io rispondo che è il secondo costume, quello che indosso sempre sopra il mio. Lui mi dice "non ne hai bisogno". Allora trovo una cuffia nella borsa della piscina e ci metto dentro il riso chiudendola con un nodo. Consegno l'involto a Lucia che è in acqua, sono entrata anche io nel frattempo, poi lo riprendo da lei e ci faccio un secondo nodo.

Improvvisamente sono tornata indietro nel tempo, aspetto l'orario di inizio della lezione, temporeggiando in un negozio che prima era una cartoleria libreria e ora è diventato un caffè. Cerco il bagno, anche se ci sono già stata qui, non trovo la porta. Poi la trovo ma è chiusa a chiave. La commessa mi apre il bagno anche se, dice, non potrei usarlo perché è solo per il personale addetto. Mi chiedo come può esserci un caffè che non ha il bagno per i clienti. Entro nel bagno ed è la stanza da letto dei miei genitori nella casa di quando ero piccola. Apro l'armadio, appesi agli ometti ci sono i miei costumi da bagno. Decido di indossarne subito due, così non farò aspettare il Maestro per cambiarmi. Come al solito ne indosso uno sopra l'altro. Mi guardo allo specchio e mi rendo conto che è strano ed inutile. Ne tolgo uno. Sono pronta. Invece di andare in autobus ho deciso di guidare la mia macchina, così non arriverò mai più in ritardo. Mi sveglio.
Il costume è quello che facciamo vedere agli altri, come ci comportiamo visti da fuori, i miei "costumi" sono doppi. Ne indosso sempre uno sopra l'altro. Il Maestro mi dice perché lo fai? "Non ne hai bisogno".


Non ho bisogno di nascondere il mio vero io. Sotto un costume da uomo, a pantaloncino.


I chicchi di riso rappresentano le esperienze fatte e la maturazione della personalità come compenso per le delusioni e le sofferenze subite.


Io porto i miei chicchi di riso in un contenitore inadatto, i pantaloncini da uomo, che rischiano di far cadere e perdere i chicchi dai buchi. Ancora una volta il Maestro mi prende in giro, evidenzia l'inefficacia di quel contenitore. Me ne devo liberare, non devo portarlo addosso e neanche contenerci la mia esperienza che va persa.

La cuffia simboleggia quello che avviene nella mente, che comportamento ci indicano i nostri pensieri. Indica anche il nostro adattamento sociale. Sembrerebbe un contenitore più adatto, io lo chiudo con ben due nodi.

Il nodo onirico evidenzia una situazione intricata e confusa che va chiarita.
E' anche simbolo di un legame, di una forza, una energia collegata ad un'altra energia. Con il nodo si può aprire o chiudere un passaggio, esso quindi è anche un limite oltre il quale non si può o non si vuole andare.


Tutta la maturazione, l'esperienza, le riflessioni vengono tenute chiuse dentro con un doppio nodo nella mia mente. Mi autolimito.


Il consiglio su come agire arriva alla fine del sogno:

con la libreria che è diventata un caffè. Un luogo contenitore di grande profondità ma anche di solitudine (si legge da soli) è diventato un luogo di incontro e socializzazione.

con il bagno per i soli addetti ai lavori (comparso anche nel sogno de Gli Uccelli, I Cani...) nel quale la commessa mi fa entrare comunque. Contravvenire alle regole assurde (un caffè senza bagno per i clienti è assurdo), osare di più, entrare.

con lo specchio della camera dei miei genitori, le due persone che mi hanno messo al mondo e che mi amano incondizionatamente. Guardandomi allo specchio capisco quanto è strano indossare un costume sopra l'altro. Quanto è inutile nascondere la propria vera personalità. Posticipando di vivere come vorremmo, coerenti e leali verso la nostra vera natura, e finendo per vivere una vita che non ci appartiene. Dipendendo dall'autobus, adeguandomi ad orari che mi costringono a "temporeggiare" o che mi fanno arrivare in ritardo, sulle cose della vita.


con la decisione infine di guidare la mia macchina (la mia vita) per non arrivare mai più in ritardo.

Perché ho perso fin troppo tempo.

venerdì 30 gennaio 2009

I 1000 modi del Maestro ovvero dell'Autodistruzione consapevole

Lunedì sera avevo voglia di sushi per via del sogno mattutino, invece sono andata a mangiare cose sfiziose ma assolutamente fuori dieta, consapevole di quello che stavo facendo. Ed ecco allora che è arrivata subito la bacchettata sulle mani. Il Maestro ha deciso di non farsi vedere, ma la sua presenza è stata dolorosamente tangibile...Martedì 27 Gennaio 2009 - Sono in uno scantinato/parcheggio sotterraneo vuoto. C'è solo una macchina guidata da un amico indefinito (il Maestro?), addossati ad una parete laterale, lontani parenti in posizione marginale, ci sono io con la mia gatta e ci sono ancora io in forma di giovane ragazzo munito di motorino. Inizia a fare degli otto passando tra i piloni del parcheggio. La macchina fa lo stesso. Stanno "carburando" per fare una gara. Il mio braccio destro è lunghissimo, si proietta in alto verso il soffitto per poi ricadere ad arco verso il motorino. Con il dito indice puntato sulla testa del ragazzo in sella al motorino, lo muovo in cerchi intorno a me.
Il ragazzo vuole suicidarsi e io lo so. Ad un certo punto il ragazzo dirige il motorino verso una rampa, io recupero la gatta e la tengo in braccio, il ragazzo sta puntando verso il muro di cemento nell'angolo dello scantinato. Sulla parete c'è un dipinto murale, vegetazione tropicale, verde blu violetto. Con il motorino a tutta velocità il ragazzo va a sbattere violentemente contro la parete, dalla testa si spande una macchia di sangue che muta il dipinto aggiungendo un enorme fiore rosso arancio, il ragazzo si rialza, barcollando scende dalla rampa, si toglie il casco e beve acqua da una bottiglietta, gli altri accorrono, io rimango immobile a guardare la scena, con in braccio la gatta, mi domando se morirà o sopravviverà. Mi sveglio.In questo sogno, è lampante, mi sto prendendo in giro ( il ragazzo/me gira intorno a me stessa guidato dal mio stesso dito).

Nella corsa verso l'autodistruzione consapevole e programmata ho ancora un barlume di autoconservazione (la gatta, l'acqua).

Se la risposta è nel fiore di sangue e cervello che modifica il dipinto, allora la domanda qual'è?

La domanda del mio corpo è il riempimento di amore, la domanda della mia mente è il dissetarsi con l'espressione artistica.

mercoledì 19 novembre 2008

Contattare il Maestro

Lunedi 17 Novembre 2008 - Visto che il Maestro non si fa più vedere nei sogni, ho provato a richiamarne l'insegnamento con un altro metodo. Quello che mi preme sapere da lui è come Unire il Corpo e la Mente.

Apro direttamente il libro*, per due volte compare il Matto.
Questo è il suo messaggio:

"Lo sai che in qualunque momento si può verificare un cambiamento di coscienza, lo sai che all'improvviso puoi cambiare la percezione che hai di te stesso? A volte si crede che agire significhi avere successo rispetto a qualcun altro. Errore! Se vuoi agire nel mondo, devi far esplodere la percezione dell'io che ti è stata imposta, appiccicata addosso fin dall'infanzia, e che si rifiuta di cambiare. Devi ampliare i tuoi limiti all'infinito, senza posa. Devi entrare in trance. Lasciati possedere da uno spirito più forte del tuo, da un'energia impersonale. Non si tratta di perdere la coscienza, ma di lasciar parlare la follia originale, sacra, che sta dentro di te. Smetti di essere il testimone di te stesso, smettila di osservarti, sii attore allo stato puro, un'entità in azione. La tua memoria smetterà di registrare i fatti, le parole e i gesti che hai compiuto. Perderai la nozione del tempo. Fino a ora hai vissuto sull'isola della ragione trascurando le altre forze vive, le altre energie. Il paesaggio si allarga. Unisciti all'oceano dell'inconscio. Allora sperimenterai uno stato di supercoscienza in cui non esistono fallimenti né incidenti. Non hai una concezione dello spazio, diventi spazio. Non hai una concezione del tempo: sei il fenomeno che arriva. In questo stato di presenza estrema, ogni gesto, ogni azione sono perfetti. Non puoi sbagliarti, non esistono un piano né un'intenzione. Esiste soltanto l'azione pura nell'eterno presente. Non temere di liberare l'istinto, per quanto primitivo possa essere. Superare la razionalità non significa rinnegare la forza mentale: mantieniti aperto alla poesia dell'intuizione, ai fulgori della telepatia, a voci che non ti appartengono, a una parola che proviene da altre dimensioni. Vedi come si uniscono all'estensione infinita dei tuoi sentimenti, all'inesauribile forza creatrice che ti viene conferita dall'energia sessuale. Vivi il tuo corpo non tanto come un concetto del passato, quanto come la realtà soggettiva e vibrante del presente. Vedrai che il tuo corpo cesserà di sentirsi dominato da concetti razionali e si lascerà muovere da forze che appartengono ad altre dimensioni, dalla realtà nella sua interezza. Un animale in gabbia compie movimenti che sono paragonabili alla percezione razionale. Il movimento di un animale libero nella foresta è paragonabile alla trance. L'animale in gabbia deve essere alimentato a ore fisse. Per agire, la razionalità deve ricevere le parole. L'animale selvatico si nutre da solo e non sbaglia mai cibo. L'essere in trance non agisce mosso da quello che ha imparato, ma da quello che è."

Alla terza apertura ecco la Forza:

"Il messaggio della Forza è chiarissimo: il lavoro della coscienza passa innanzitutto attraverso il rapporto con le forze istintive."

Adesso so cosa devo fare. Ritornare dal dottore, attingere alla forza depositata nel profondo di ognuno di noi e consegnare una missiva che mi porto dietro da un mese.

*La Via dei Tarocchi - Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa (Feltrinelli)

martedì 30 settembre 2008

La Morsa - Il Ritorno del Maestro

Sabato 27 Settembre 2008 - Ho sognato che ero di nuovo in una piscina. E' quadrata, l'acqua bassa arriva alle ginocchia. Ci sono compagne in attesa che inizi la lezione, sono tutte nel lato destro della piscina. Io nuoto seguendo il perimetro. Nuoto a pancia in su in senso antiorario, ho una pinna arancione sul piede destro e una pinna blu sul piede sinistro. Che nuota tutto intorno c'è anche Z. è lenta e mi è d'intralcio, mi viene addosso quando la supero. Sento arrivare i passi del Maestro, mi tolgo le pinne e le lancio fuori sul lato sinistro della piscina. Intorno alla piscina vetrate, fuori paesaggio invernale, nebbioso. E' pomeriggio. Z. commenta qualcosa ma non le do più importanza. Io sono da sola nel lato sinistro della piscina. Il Maestro entra in acqua, si mette alle mie spalle mi circonda con un braccio intorno alle spalle e mi sistema il sedere sul fondo, cerco di divincolarmi e di scivolare in avanti, ma lui mi strattona, mi tira indietro il sedere e lo blocca, poi mi blocca con il braccio sinistro intorno alla gola. Non posso più muovermi. Con la mano destra accavalla la mia gamba sinistra sopra la destra, mi piega il ginocchio. Cerco di toglierla e lui stringe ancora di più la morsa intorno al collo. Davanti a noi c'è uno specchio ora, ci guardiamo negli occhi attraverso di esso. Ha occhi seri, convinti e inflessibili. Mi sistema i capelli con la mano destra. Inizia la lezione.

L'Arancione è il colore dell'equilibrio tra razionalità e istinto. Un equilibrio instabile. E' espressione di calore, affettività e presenza.

Il Blu, profondo, immateriale, freddo e puro rappresenta la notte, lo stato irreale del sogno. E' simbolo dell'inconscio.

Lo Specchio raffigura il riflesso giusto e preciso di una verità da scoprire. E' lo strumento rivelatore dell'analisi di se stessi.

Sono tornata nella piscina, come un pescecane in gabbia nuoto in tondo, perché se mi fermo sono perduta. Nuoto in senso antiorario, sto regredendo. Sto perdendo i progressi acquisiti. Nuoto con pinne adatte al mare. I miei piedi, sono pronti per portarmi dove voglio, guidati sia dall'istinto che dalla razionalità. Eppure... il Maestro mi blocca. Mi costringe all'immobilità, ad assumere una posizione. Siamo da soli nell'emisfero sinistro del mio cervello. Mette la mia gamba sinistra sopra quella destra, mi sta indicando che devo privilegiare l'istinto, l'emisfero destro e bloccare il sinistro, il controllo, la razionalità. Con gli occhi e con la postura mi sta dicendo che devo prendere una posizione e mantenerla. Che devo essere ferma nei miei propositi. Nella morsa non posso parlare. Non vuole sentire parole, che brava come sono, mi hanno sempre fornito una giustificazione nel mio procrastinare. Quello che vuole è un sguardo fermo e un impegno silenzioso. Mi accarezza i capelli per farmi capire che lo fa per il mio bene, ma che sarà inflessibile.

La lezione ha inizio.

mercoledì 17 settembre 2008

Continua lo Sciopero dei Maestri Commessi

Nessuna nuova. Nessun sogno. Il Maestro Onirico continua imperterrito nel suo Sciopero. Mi ha messo davanti ad una scelta obbligata. E devo scegliere.

martedì 16 settembre 2008

L'Essere Numinoso

Oggi è un'anno che scrivo su questo blog. Con una interruzione lunghissima, cambi di direzione.
Oggi, il Maestro mi ha parlato. Nella vita reale.
Dopo lo sciopero. Si è preparato a comunicare con me in una dimensione diversa da quella nella quale agisce abitualmente.
E mi ha detto cose sulle quali ragionare.
Il Corpo e la Mente devono funzionare Uniti.
Quando arriverò a vivere questa condizione capirò da sola cosa vuol dire.

Per ora la mia mente lavora il più delle volte in maniera anarchica se non addirittura contro il corpo. Opera in azioni di sabotaggio e l'unica soluzione che riesco a mettere in atto è ridurla al silenzio con l'intensa attività fisica.

Da qualche tempo ho scoperto che il corpo ha un altro cervello, tutto suo. Mi comunica messaggi che sul primo momento non riesco a decifrare. Poi, dentro, immagini numinose mi si visualizzano. E so cosa fare in maniera istintiva. E' come se la "cosa" avvenisse da sé. Sono spettatrice e palcoscenico di questo nuovo elemento dentro di me. Questa è la chiave. Questo cervello altro non funziona in maniera verbale. Non ha bisogno di programmi, liste di cose da fare. Fa. Subito. Mette in atto in maniera fluida, scivolando da una percezione all'altra. Da una sensazione all'altra senza soffermarsi nell'analisi. Vive. Io che ho sempre pensato che la razionalità fosse la condizione perfetta, l'obiettivo da raggiungere, scopro che per vivere veramente devo mettere il cervello a dormire. E vivere come in una condizione di sogno lucido. Dove tutto è possibile.