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giovedì 9 settembre 2021

Alamut - Lorenzo Villoresi

 


Alamut è quello che io definisco il profumo della maestra di danza classica. Mi spiego meglio, da piccola facevo danza classica dalle sorelle Piera e Armida Carosio, il primo anno, appena piccole pulcine venivamo seguite da Piera, che era severa ma con un atteggiamento e una apparenza materni; dal secondo anno si veniva divise e c'era chi veniva assegnata ad Armida, lo spauracchio di tutte. Armida, già dal nome e dalla presenza altera incuteva timore, capelli tagliati corti con la frangia ramati, un gusto nel vestire da animo dark, lunghi stivali di pelle nera, e al collo una collana d'oro con un occhio di ibis nero e oro. Non concedeva scampo ed era molto esigente, le bastava lo sguardo. Avvicinandosi per correggere potevo sentire il suo profumo, non so cosa fosse, avrebbe potuto essere il N.5 di Chanel, note aldeidate, fiori, quel quid di talcato di pelle tiepida di neonato o di donna che l'ambra solitamente conferisce. Ma quando annuso il n.5 di Chanel non mi richiama alla memoria Armida, quindi doveva essere qualcosa che fosse di quella famiglia olfattiva ma non quello. In passato ho incontrato So di Carrement Belle che mi ha fatto lo stesso effetto e ora Alamut. 

Alamut porta il nome di una antica fortezza inespugnabile dell'antica Persia. Costruita nell'840 e posta su una montagna a duemila metri sul Mar Caspio, era raggiungibile solo da una via e custodiva all'interno giardini silenziosi, biblioteche, e laboratori dove ogni intellettuale era libero di dissertare di filosofia, teologia e di scienza. Nel 1090 fu invasa da quelli che passarono alla storia come Assassini, e dal quale deriva l'aggettivo, che poterono vedere con i loro occhi gli splendidi giardini e biblioteche, fu distrutta nel 1256 da Hulagu Khan, comandante delle truppe mongole, fatto entrare dal reggente Rukn al-din Khorshah senza opporre resistenza poiché da uomo illuminato pensava che Hulagu li potesse risparmiare. Furono sterminati tutti.

Alamut è quindi un sogno, un ideale, un richiamo a quella isola felice di cultura e mischiamento che doveva essere vivere nella fortezza prima della sua distruzione. E' complesso, armonico, antico e moderno, racconta un viaggio nella storia e nelle terre di popoli dalla cultura millenaria.

L'ambra è prima tagliente ed elettrica poi si ammorbidisce e diventa talcata, in questo suo viaggio di trasformazione la accompagnano un tappeto di legni caldi e petali di fiori morbidi e carnosi, fumigazioni di incensi orientali, un cuoio lavorato finemente che ha perso ogni nota animalica, la rosa che diventa setosa e tiepida sulla pelle profumata. Tutto parla di quella sensualità che scaturisce dal connubio di mente e di tatto.



Alamut (Lorenzo Villoresi) - 2006 - Orientale Legnoso (Lorenzo Villoresi)
Rosa, Legno di Rosa, Palissandro Brasiliano, Osmanto, Fiori Esotici, Gelsomino, Labdano Francese, Ylang Ylang, Tuberosa, Fiore d'Arancio, Narciso, Ambra, Legno di Sandalo, Note Cipriate, Note Talcate, Muschio, Benzoino, Cuoio, Patchouli, Amyris

mercoledì 15 gennaio 2020

Tudor - Coquillete

Stained Glass Tudor Rose and Chaplet | Sewing patterns free, Tudor rose,  Sewing patterns



Solitamente non amo la rosa nei profumi, mentre mi piace il fiore, soprattutto le rose inglesi tutte scarruffate e profumatissime, nei profumi la nota di rosa non è tra i miei preferiti. 
In Tudor la rosa non compare neanche nella piramide olfattiva eppure sembra di averla tra le mani, geometricamente screziata di bianco e scarlatto, che profuma di verde, acerbo e spinoso, di legno.
E' un profumo che mi ricorda l'austerità di una camicia bianca stirata perfettamente. Odora di pulito prima che l'odore di pulito fosse il muschio bianco. Un pulito antico, di rosa saponosa.
Perfetto su un uomo, o una donna che non voglia esprimere sensualità ma, al contrario, rigore.

The Beauty Cove: IL PROFUMO: TUDOR di COQUILLETE PARIS

Tudor (Coquillete) - 2014 - Orientale Legnoso (Elise Juarros, Rosa Vaia)
Geranio, Legno di Palissandro, Mughetto, Benzoino, Ambra, Tintura di Terra, Labdano, Ambra Grigia, Vaniglia del Madagascar

domenica 12 gennaio 2020

Le Baiser du Dragon - Cartier



Ricordo che la prima volta che ebbi l'occasione di annusare Le Baiser du Dragon, me ne innamorai immediatamente. Purtroppo in quel momento non avevo i fondi necessari all'acquisto, e la volta  seguente, pronta a spendere, con mia estrema delusione mi scontrai con il fatto che avevano inspiegabilmente e repentinamente ritirato il profumo da ogni negozio.

E' così che, decenni dopo, per puro caso, un giorno mi imbatto in una profumeria che possiede ancora qualche flacone di Le Baiser du Dragon. 

Quando mi accingo a provarlo, a così tanto anni di distanza, sono quasi agitata, chissà se avrà ancora quell'effetto su di me...

Appena spruzzato è già una meraviglia, il bacio del dragone è un ponte immaginifico che attua il passaggio tra i profumi di concezione complessa tipica degli anni '80, opulenti e indecifrabili e il futuro dei profumi gourmand a venire con la predilezione per la scansione olfattiva nota per nota. 
E così che, su un tappeto di fiori bianchi di una orientalità leggera, soave, ma impregnante, si srotola la nota gourmand di mandorla amaretto trattata in maniera traslucida, non edibile ma misteriosamente evocativa, in lotta con la saponosità che a tratti prevale, di una rosa patchouli vetiver spigolosa. 
Subentrano i legni e le resine, accordandosi alle altre note, in maniera sinfonica, come in un bolero che a mano mano, pur ripetendosi, si gonfia, diventa sempre più pieno di strumenti, di colori, stravolgenti nella compattezza dell'armonia. 
Il bacio si addolcisce, e da tagliente ritorna ad essere morbido e rotondo, è la resina di benzoino, resa ancora più sfaccettata da un sentore effimero di caramello leggeremnte salato e da un cioccolato amaro, fondente, torbido. Le note golose sono usate per sfumare, non prevalgono mai e non fanno di questo profumo un profumo gourmand, ne addolciscono alcune spigolosità ma rimane un profumo per chi ama i legni aromatici. Dopo circa un'ora l'ambra fa la sua comparsa, è un'ambra leggermente polverosa, scalda la miscela e dona misticismo, quasi mimando un incenso a metà strada tra occidente e oriente che prende da entrambe le declinazioni l'aromaticità e balsamicità, mantendo al contempo una connotazione aerea come in un altro profumo che amo molto, Copal Azur di Aedes de Venustas.
Indossandolo ci si sente potenti in maniera sotterranea, come un drago sonnacchioso, che può permettersi di darti un bacio, un buffetto, perchè è consapevole che tutti conoscono la sua potenza distruttiva e ricreatrice. 

Le Baiser du Dragon (Cartier) - 2003 - Orientale Legnoso (Alberto Morillas)
Gardenia, Mandorla Amara, Amaretto, Neroli, Iris, Muschio, Gelsomino, Cedro, Rosa Bulgara, Ambra, Patchouli, Benzoino, Cioccolato Fondente, Caramello, Vetiver, Legno di Cedro

mercoledì 16 gennaio 2019

Opoponax - Diptyque

Tutto ha avuto inizio da una candela di Mad et Len chiamata Petits Papiers.
A parte il fatto che è un oggetto di misteriosa bellezza, è una bugie apothicaire della serie che Mad et Len ha prodotto racchiusa in un vaso di ferro battuto, con il suo coperchio, opera di un fabbro nordafricano che le crea a mano, il suo profumo per me è una meraviglia. Assuefacente.
Così tanto che ho provato a prelevare un po' della sua cera naturale con il dito e ad applicarla sui polsi. Dopo ore il profumo inebriante del benzoino, delle mandorle, delle resine e dei balsami era ancora li, caldo, morbido e soavemente vanigliato come solo il benzoino sa essere.
Dopo qualche giorno, alla ricerca di un profumo simile, mi sono imbattuta nell'ultimo pezzo di Opoponax di Diptyque risalente a prima del repackaging, insieme all'ultima boccetta da 100 ml di Traversée du Bosphore dell'Artisan Parfumeur pre riformulazione. Ovviamente non me li sono lasciati sfuggire, conosco e ho già Traversée du Bosphore e trovo sia un profumo magnifico della famiglia Loukum senza che abbia la polverosità fastidiosa degli altri loukum.
Ma procediamo.
Opoponax di Diptyque è la fragranza per la casa abbinata ad Eau Lente, che possiedo e custodisco gelosamente e centellino.
Torno a casa e provo Opoponax sulle tende, si sprigiona un profumo speziato buonissimo, un pochino bruciante, lo annuso nell'aria e penso come mi sembri sprecato per le tende, così ne provo un micro spruzzo sul polso. Nessuna reazione strana. Riprovo, questa volta una dose normale.
L'inizio è caldo, speziato, di cannella e di arancia candita, di pepe nero e mirra. Poi arriva un'ondata di agrumi amari, resine e fiori d'arancio, di mirra dolce (l'opoponax) e bacello di cardamomo, noce moscata, macis (quella cannella meno pungente e più rotonda), chiodi di garofano, pepe bianco profumato e aromatico... un tripudio di essenze legnose, balsamiche e resinose che ho cercato di annotare e messo nella lista delle note qui sotto, visto che in questo caso le informazioni sono laconiche. Così come l'anno di creazione, che presumo sia intorno al 1986, data di uscita di Eau Lente e dei nasi creatori che nel caso di Diptyque sono sempre loro.
Dopo circa una mezz'oretta il profumo (perché di profumo si tratta d'ora in poi per me) si fonde con la pelle e comincia ad emanare, un sentore morbido, talcato e famigliare. Continuo ad annusare e sotto il calore delle mie narici avviene una misteriosa trasformazione, quello che sto annusando è uno Shalimar morbidissimo, privo della nota fredda leggermente plasticosa che me lo aveva fatto considerare "non per me" quando nel giugno del 2008 mi ero imbattuta in una delle tante riformulazioni. Questo è lo Shalimar che ricordavo da piccola, spruzzato dalle sorelle di mia mamma mentre si preparavano ad uscire. Il vero Shalimar. Un profumo estremamente raffinato, esoticamente femminile, caldo e vibrante, avvolgente come una nuvola talcata di bellezza senza tempo.
Capostite di una nuova concezione dei profumi orientali, innovativo e seducente.
Sono felice, felice di questa fortunata scoperta, di avere il mio Shalimar che si fonde perfettamente con me, senza asperità ne note stonate. Un punto fermo per quando non ci si riesce a decidere tra tutti gli altri profumi e si ha voglia di essere semplicemente incantevoli senza sforzo.
Quelle magnifique surprise!

Opoponax (Diptyque) - Presumo: 1986 - Orientale Legnoso (Desmond Knox-Leet, Serge Kaloguine )
Opoponax, Mirra, Mirra Dolce, Fiori d'Arancio, Arancia Candita, Vaniglia Balsamica, Pane Speziato, Cedro, Bergamotto, Resine, Incenso, Limone, Cannella, Chiodi di Garofano, Cardamomo, Anice Stellato, Pepe Nero, Pepe Bianco, Macis, Chiodi di Garofano, Noce Moscata, Storace, Legni, Cuoio, Fumo di Incenso delle Chiese Ortodosse, Ambra, Cera d'Api, Benzoino, Iris, Sandalo, Patchouli, Vetiver, Rosa, Gelsomino, Muschio, Zibetto, Fava Tonka



mercoledì 10 ottobre 2018

Féminité du Bois - Serge Lutens - Shiseido


La prima volta che ho avuto modo di annusare Féminité du Bois era ancora nella boccetta sinuosa di Shiseido, era appena uscito ed era il profumo che portava la mia amica Tiziana, una donna bellissima e dolce, con una nuvola di capelli biondi lunghi e vaporosi, l'incarnato di porcellana e le movenze morbide di una fata buona. Era il suo profumo, le si addiceva moltissimo.
Risentendolo oggi, la prima cosa che si nota è la quasi totale mancanza delle spezie, che prima aprivano il profumo, in maniera secca ed austera. Ora è come se partisse già dalla fase successiva, dove le spezie si ammorbidiscono nell'abbraccio sciropposo della prugna e della cera d'api, che porta in sé stessa una nota lontanissima di miele d'acacia. I fiori sono un tappeto morbido e ovattato sul quale si adagia una nota scamosciata che amo molto. C'è una violetta candita, zuccherina, contrapposta al profumo di legni morbidi e suadenti, come una foresta incantata, nella quale procedi, il rumore dei passi attutiti dal terreno ricoperto di foglie umide, gli alberi che ti racchiudono in un abbraccio come una cupola, un velo di malinconia, e poi lo squittio di piccoli animali, il profumo della loro pelliccia leggermente coperta dalla brina, piccoli fiori del sottobosco, la natura che si appresta ad affrontare le lunghe notti dell'inverno.
Ancora fino a qualche tempo fa, nella versione di Serge Lutens con la boccetta da 50 ml, trasparente, che faceva intravedere il liquido color glicine, Féminité du Bois era un profumo diverso dagli altri, che si faceva riconoscere nella folla.
Ora che sono state ritirate tutte e sostituite con la versione più grande e dalla grafica moderna, non ho il coraggio di tornare ad annusare.
La malinconia che prima era un passaggio momentaneo del profumo ora è tangibile e concreta.

Féminité du Bois (Serge Lutens già Shiseido) - 2009 (1992) - Orientale Legnoso (Christopher Sheldrake) (Pierre Bourdon, Christopher Sheldrake)
(Miele, Garofano, Cera d'Api, Cardamomo), Cedro della Virginia, Prugna, Pesca, Cannella, Chiodi di Garofano, Ylang-ylang, Violetta, Fiori d'arancio, Zenzero, Rosa, Vaniglia, Sandalo, Benzoino, Muschio animale 





mercoledì 22 febbraio 2017

Shaal Nur - Etro



Shaal Nur è una sciarpa in seta e cachemire di Etro, chiamata come una principessa indiana, ed è un profumo. Come la sciarpa, Shaal Nur profumo ha una partenza quasi tessile, sa di stoffa nuova con un melange di profumo di agrumi e di pepe nero. Gli agrumi si smorzano e al pepe si unisce l'incenso, è un incenso morbido, che non richiama l'austerità della chiesa, ma piuttosto il calore dei legni di un tempio indiano, secchi e intagliati. Compare il sandalo, il legno di cedro, il vetiver, che lo rendono frizzante, legnoso e speziato. C'è una nota di polvere sospesa, leggera, erbe aromatiche mediterranee secche calde che crescono tra i sassi bianchi sulla costa, fiori lontani, evanescenti, dolci, bianchi.
E' un profumo speciale da indossare, ti fa sentire protetta e unica. Avvolta in un aurea luminosa.

Shaal Nur (Etro) - 1997 - Orientale Legnoso  (-)
Limone, Bergamotto, Pompelmo, Legno di Rosa Brasiliano, Coriandolo, Mandarino, Rosmarino, Dragoncello, Rosa, Timo, Karo Karounde, Petitgrain, Incenso, Opoponax, Cedro, Vetiver, Patchouli, Muschio Animale, Noce Moscata, Giunchiglia, Vaniglia, Narciso, Spezie



giovedì 26 gennaio 2017

L'Homme Ideal - Guerlain



Una parte di me, a tratti, è attirata dai profumi cosi detti "da uomo", ed ogni tanto ci riprovo.
Ma tutte le volte rimango delusa.
La maggior parte dei profumi da uomo in vendita nelle profumerie che hanno un settore "uomo" (poiché nella profumeria di nicchia non esiste classificazione) non mi piace. E' il solito accordo fresco virile pungente dopobarba che mi infastidisce e a volte disgusta anche sugli uomini stessi.
Nel tempo ho individuato una tipologia di profumi maschili che mi piacciono moltissimo e che si discostano molto dal solito, Farehnheit (il primo) Eau Savage (il primo quello degli anni '70) Eau pour l'Homme de Cacharel (introvabile ormai) ultimamente l'Envol di Cartier e l'Homme Ideal di Guerlain nella versione Eau de Parfum.
Tutti profumi con caratteristiche simili che sanno di cuoio o tabacco o di frutti o di fiori.

Mentre l'Envol secondo me è un profumo femminile etereo, L'Homme Ideal è un profumo maschio ma del tipo che piace a me:
Sa di canditi e di tabacco, liquirizia, pelle e cuoio. Sa di caramelle, dolcetti di pasta di mandorle, pane appena sfornato, talco, fiori, foglie di erbe aromatiche stropicciate. Si scalda sulla pelle e profuma di tabacco al miele il giorno dopo sui vestiti e le sciarpe. Ti abbraccia morbido eppure pungente, protettivo e forte. Dura tantissimo ed è presente. Cosa si può volere di più da un uomo ideale? 

L'Homme Ideal - Eau de Parfum (Guerlain) - 2016 - Orientale Legnoso (Thierry Wasser, Delphine Jelk) 
Bergamotto, Mandorla, Spezie, Lavanda, Rosmarino, Timo, Rosa Bulgara, Vaniglia, Incenso, Ciliegia, Fava Tonka, Sandalo, Cuoio

domenica 16 ottobre 2016

L'Envol - Cartier



 Ho provato L'Envol, una sera che sono andata a vedere uno spettacolo di flamenco.
A differenza delle altre volte, dove l'avevo messo direttamente sulla pelle, l'ho spruzzato sulla sciarpa.
Sulla pelle, perlomeno la mia, l'Envol dura pochissimo, letteralmente prende il volo. Ma sulla sciarpa... arrivo allo spettacolo circa un'ora dopo averlo messo, e immediatamente i nasi di chi sto salutando si allertano e entrano in modalità annusamento divino, che buon profumo...
Il patchouli è responsabile della magia, un patchouli legnoso e secco, che si lega ad un muschio completamente differente dai soliti. Ne pulito come muschio bianco, che personalmente non amo e su di me sa di lacca per capelli, ne il muschio animalico di certi profumi di nicchia, dove apprezzo l'esperimento ma non amo il risultato, il muschio non mi piace ne pulito ne sporco.
Qui è delicato, non sovrasta ed ha una qualità di trasparenza aerea, come annusare il profumo delle nuvole, si lega a doppio filo con la terrestre essenza del patchouli e avviene la magia.
Come nel flamenco, danza legata alla terra, radicata fortemente al terreno con la parte inferiore del corpo, sanguigna, densa, nervosamente secca e con la parte superiore del corpo in ricerca di ascensione e volo, con i polmoni pieni e le mani che disegnano fiori nell'aria, con le braccia aperte e grandi come ali potenti, in grado di sollevare in un solo battito il corpo, e staccarlo da terra vincendo la calamita che lo tiene ancorato al nucleo magnetico della terra.
Il patchouli e il muschio sono nascosti, dietro le quinte, presenti ma occulti. Davanti, prima, un miele leggero e un legno aromatico e morbido sono avvolti, come in un abbraccio, dalla burrosità dell'iris, fiore e radice come nel flamenco, l'iris muta, si muove, danza, fino a diventare impalpabile come una cipria. C'è una nota frizzante, speziata, come di acqua gassata e zenzero che sale su per il naso e lo solletica, fresca e piccante insieme, veicola il profumo e lo porta fino alle narici di chi ti annusa.



L'Envol (Cartier) - 2016 - Orientale Legnoso  (Mathilde Laurent) 
Miele, Legno di Guaiaco, Muschio, Patchouli, Iris, Tabacco

venerdì 27 maggio 2016

Kashnoir - Laboratorio Olfattivo



Ho scoperto Laboratorio Olfattivo per caso, girovagando in un negozio dove ricordo tenevano le candele profumate di Mad et Len.
Subito mi colpì la varietà, 11 profumi completamente differenti tra loro, esperimenti di nasi diversi lasciati liberi di creare. Uno per uno li ho testati prima sui cartoncini e poi, come faccio sempre, quelli che più sento miei, sulla pelle. Appena arrivata a Kashnoir ho capito subito che era mio.
Un profumo come nessun altro, mai sentito, inusuale. potente, stordente, ipnotico.
Parte con una miscela di fiori e agrumi amari, sono fiori di carne e sole. Sbocciano sulla pelle e subito si amalgamano con il suo calore.
Se Daimiris è di una bellezza lunare, nascosto, sottile, asciutto e spigoloso come una chiesa gotica, come Artemide, Kashnoir è Afrodite, sensualità calda e di pelle, morbido e umido, solare, splendente, di una bellezza abbacinante, che lascia senza fiato.
Nella sua evoluzione, rimane sempre potente, la concentrazione al 20% di essenza aiuta molto, non è un profumo per timide, ha un raggio di azione molto ampio e una durata eccezionale, dopo un giorno e una notte è ancora percepibile, e sui tessuti, immutato. Si spostano leggermente e dalla stoffa emana ancora come appena spruzzato.
Sulla pelle, è un altra cosa, si modifica, compenetra, trasforma.
La lavanda, la rosa e i fiori d'arancio sono travolti dalle spezie e da resine vischiose. Dopo poco fanno la loro comparsa il benzoino, l'eliotropio e la vaniglia, che danno il via ad un viaggio magico, dolce ed assuefacente, non riconducibile a nessun profumo presente in natura, come nella profumeria prima che cercasse di imitare gli odori della natura puri.
In questo senso Kashnoir è fratello di Shalimar, di Poison, di tutti quei profumi opulenti, irregolari e stupefacenti come una perla barocca.
Dopo otto ore, è ancora li, l'assoluta di vaniglia, sulla mia pelle, sa di biscotti danesi al burro, non è la prima volta che mi succede con alcuni profumi la cui forte componente della vaniglia, si trasforma, facendomi dire da chi mi annusa il mattino dopo, come sai di buono, sai di biscotti...
Con Kashnoir so di biscotti e calore di spezie, di fiore carnoso e leggermente amaro, di legni resinosi caldi. Mi annuso e non posso smettere.



Kashnoir (Laboratorio Olfattivo) - 2013 - Orientale Legnoso  (Cécile Zarokian)
Limone, Bergamotto, Lavanda, Coriandolo, Rosa, Fiori d'Arancio, Patchouli, Benzoino, Eliotropio, Vaniglia



venerdì 8 aprile 2016

Nuit - Zara




Ho trovato questo profumo, in uno dei miei vagabondaggi sniffatorii.
Non avevo mai guardato i profumi di Zara, ma tempo fa mi era capitato di testare quelli da uomo con un amico e li avevo trovati interessanti, così mi sono diretta, un altro giorno, da sola, a testare quelli da donna.
Sono tanti. La scrematura è durata un paio d'ore. Provo i profumi per linea, riordino lo scaffale, elimino le mouillettes di quelli che so già non sono il mio genere e riannuso dopo un po' quelli che al primo sniffo sembravano carini. L'eliminazione procede, fino ad arrivare a quattro.
E' ora di provarli sulla pelle. Libero quattro aree distanti, spruzzo e annuso dopo un po' e poi dopo 10 minuti e dopo una ventina. E' così che si sono autoeliminati due dei quattro.
Sono rimasti Joyful Tuberose, di cui ho scritto qui. Un profumo non solito per me, ma che mi ha attratto con la sua dolce freschezza, e Nuit.
Nuit di Zara è un eau de parfum, a differenza di tutti gli altri che sono eau de toilette.

E' un piccolo gioiello di luce ed ombra.
Denso e pastoso, profondo.
Luminoso e dolce salato come una giornata di sole sulla spiaggia. Odora di cocco fresco e sabbia.

Appena spruzzato forma sulla pelle una bolla profumata dalla quale scaturisce in sequenza una fiorita carnosità di petali e sabbia. Si sente l'odore di sale, ma senza la parte ozonota dei profumi marini.
C'è una nota amarognola, carnea, che dona profondità, e improvviso arriva l'odore di latte, di burro di iris e di acqua di cocco. Di pelle calda notturna dopo una giornata di sole e di spiaggia.
Dopo ore è ancora li, tenace e aggrappato con tutta la sua forza.
Indefinibile e misterioso.



Nuit (Zara) - 2013 - Orientale Legnoso  (-)
Bergamotto, Fragola, Legno di Rosa, Vaniglia, Ambra, Iris, 



domenica 17 gennaio 2016

Alien Essence Absolue - Thierry Mugler


Solitamente non amo quando le case profumiere utilizzano il nome di un profumo che è stato un successo per uscire con varianti, più o meno similari o addirittura che non c'entrano nulla o addirittura insulse. Detesto la nomenclatura aggiunta acqua light, rose, eau legére, etc. quando è chiaro e lampante che il profumo in questione sta usurpando il nome del Profumo per cercare di aumentare le vendite, senza avere meriti.


Non è il caso di Alien Essence Absolue, che dell'Alien originale mantiene la base complessa e fiorita e ci aggiunge una tonnellata di vaniglia. Una vaniglia non dolce però. Una vaniglia aromatica, medicinale e liquorosa. Trasformando un profumo, Alien, già opulento e buonissimo in una versione assuefacente.
L'Essenza Assoluta dell'Alieno si rivela essere di una sensualità purissima. Come nel film Under the Skin, l'alieno man mano scopre una caratteristica di umanità superiore a quella degli esseri umani, seppure astratta, nuova e non comprensibile, così questa versione assoluta di Alien incarna la concezione di femminilità pura e candida, come vissuta da un alieno appunto, che lo catapulta nel mondo dei profumi Uberfemminili, senza la lascivia sottointesa. 
Parte molto simile ad Alien ma senza le sue spigolosità, nel giro di un minuto si fa strada l'accordo ambra vaniglia. Questo accordo è dolce come può esserlo un fiore, non ha nessuna nota gourmand, come un fiore ricco di succo, un fiore che raccoglie tutta la sua forza per sbocciare nel deserto. Poi subentra una nota amara, una mandorla amara che lo accompagna e lo eleva. Procede così, dolce amaro, nello spandersi intorno, cerchio dopo cerchio nella conquista dello spazio esterno di chi lo porta. E' una invasione silenziosa, muta, che si insinua sotto la pelle. Una spezia resina che finge di essere fiore. 



Alien Essence Absolue (Thierry Mugler) - 2012 - Orientale Legnoso (Pierre Aulas)
Gelsomino Bianco, Radice di Iris, Vaniglia Nera, Incenso, Mirra, Ambra Bianca, Legno di Cashmere

lunedì 28 dicembre 2009

Borneo 1834 - Serge Lutens

Devo ammetterlo, ho preso questo profumo a scatola chiusa. Non era possibile testarlo ed essendo ipercuriosa non ho saputo resistere. L'accoppiata Serge Lutens/Christopher Sheldrake era comunque una garanzia di un qualcosa di alternativo alla massa.

Qualcuno ha descritto Borneo 1834 come il fratello adulto di Angel. Forse si. Per me tanto Angel è squillante, cristallino e invasivo quanto Borneo 1834 è grave, torbido e profondo.
Borneo 1834 è odore di uomo chiuso. Mi viene in mente Donald Draper il protagonista di Mad Men, dall'apparenza accurata di un professionista perfettamente sbarbato, giacca e cravatta, ma impenetrabile, trasgrediente, in qualche modo amorale e segreto.Un profumo che ha due accessi. Quello in superficie che richiama il classico insieme di profumo maschile talmente datato da non essere tracciabile in possessori di memorie che non si spingono oltre gli anni '80 e un accesso sotterraneo che sa di corteccia, terra umida, muffa, cacao amaro e polveroso, di quello che ti aderisce alla gola e non ti fa più respirare, carta di giornali accatastati in soffitta. Un profumo che non vive nelle stanze illuminate dal sole quotidiano ma che se ne sta nascosto nelle parti oscure della casa. Dalla quale esce con la maschera dell'uomo perfetto.
Borneo 1834 (Serge Lutens) - 2005 - Orientale legnoso - (Christopher Sheldrake)Patchouli, Fiori Bianchi, Cardamomo, Galbanum, Labdanum, Cacao.

giovedì 11 dicembre 2008

Impérial Opoponax - Les Néréides






















La prima volta che ho letto di Impérial Opoponax è stato sul blog di Bergamotto e Benzoino, in profumi da fate. In seguito ne ha parlato più dettagliatamente qui. La sua descrizione è impareggiabile e proprio sulla base di quella descrizione chiesi ad una mia amica di acquistarmelo a Riccione nella profumeria Fragranze. Era estate e appena lo ebbi tra le mani e me lo spruzzai rimasi un po' delusa. Al primo impatto è molto "maschile", secco e per niente dolce, come la mirra dolce e la vaniglia di cui è formato farebbero presupporre. Non aveva neanche niente dell'aroma della mirra che io amo molto nella versione olio essenziale, tanto da usarla a gocce nella crema corpo inodore. Aromatica e pungente. Poi, poi a novembre l'ho riprovato e... meraviglia, era totalmente diverso da come lo ricordavo, secco si, ma anche caldo e avvolgente come una sciarpa di cachemire. E dopo qualche minuto sviluppa una ramificazione talcata che mi piace ancora di più. L'ho portato per un mese senza interruzioni, ed è raro, ed è legato a nuovi ricordi.
Già da solo è un profumo evocativo, ancora di più lo è per me.

Impérial Opoponax (Les Néréides) - Orientale Legnoso
Opoponax (mirra dolce), Legno di Sandalo, Ambra, Vaniglia, Benzoino, Agrumi

venerdì 20 giugno 2008

Alien vs. Predator - Thierry Mugler - Chistian Dior
























Ho preso Alien, e subito mi è venuto in mente Poison, non perché siano simili olfattivamente, ma concettualmente si. Tutti e due sono complessi, strutturati, pieni. Come sfere perfette, rotolano in bocca, mostrandosi sempre compatti e non offrendo nessun appiglio. Sono completi in se. Poison ruota intorno a una tuberosa dolce e carnosa, Alien ruota intorno a un gelsomino legnoso e caldo.

Finalmente ho sentito Fidji. Ha una partenza tipica dei profumi femminili fioriti anni '70. Poi improvvisamente emerge un odore di mare, conchiglie, sale, pesce. Non sgradevole ma comunque bizzarro. Un'odore conchiglioso.

Poi ho provato Dior Addict. Appena messo l'ho trovato buono ma quasi indifferente. Sono andata in giro per negozi. Camminando con calma ad un tratto sono stata presa da un senso di vertigine, uno stordimento dei sensi ed è iniziata una fase di esaltazione dovuta a ciò che stavo annusando. Camminavo velocemente e spavaldamente, sentendomi audace. Stamattina ne volevo ancora. Sono uscita mezz'ora prima per andare in profumeria, tutte chiuse! In preda ad una crisi di astinenza, le dita che tamburellavano nervose sul volante. Mai sentita così. Una ipereccitabilità caffeinica. Il piede impegnato in un'aereo tip tap. Durante il giorno un po' mi è passata, ma adesso mancano 47 minuti ad uscire. E devo averlo. Sono Addicted to Dior Addict. L'ho preso.


Alien (Thierry Mugler) - 2005 - Orientale Legnoso - (Dominique Ropion e Laurent Bruyere)
Ambra Bianca, Legni, Gelsomino Indiano


Dior Addict (Christian Dior) - 2002 - Orientale Floreale - (Thierry Wasser)
Foglie di Mandarino, Fiori di Gelso, Fiore di Cactus Regina della Notte, Rosa Bulgara, Fiori d'Arancio, Vaniglia Bourbon, Legno di Sandalo, Fava Tonka, Gelsomino


selenicereus grandiflorus - Fiore di Cactus Regina della Notte