Di ritorno da Parigi mio padre mi portò, su mia richiesta, La Nuit di Paco Rabanne. Non sapevo com'era, ero solo esaltata dalla descrizione letta. Il flacone di vetro molato, il tappo dalla chiusura perfetta, (il profumo è resistito fino ad oggi!), avevo in mano un'oggetto di una fattura superiore. Aprendolo si sprigionò un profumo non riconducibile a niente che avevo sentito fino ad allora.Al momento non ne fui pienamente entusiasta. Troppo maturo per me. L'ho riscoperto qualche mese fa. Al primo impatto si sentono le note amarognole e quelle pepate, che pizzicano nel naso, con un sottofondo fiorito dolce, ma dà il meglio di sè dopo circa due ore. Dai componenti si denotava una predilezione per le spezie stravaganti e per i frutti gourmand, tipici di profumi più moderni. Il risultato era comunque "classico". Sottilmente erotico.
Source perfumeshrine.blogspot.com
La Nuit (Paco Rabanne) - 1985 - Cipriati speziati -
Rosa Muschio di quercia, Patchouly, Ambra, Cuoio, Agrumi, Bergamotto, Mirto, Artemisia, Cardamomo, Bacche Rosse, Pesca, Susina, Pepe, Peperoncino, Frutti di Bosco, Muschio animale.
In Autunno presi KL di Karl Lagerfeld, mi incuriosiva per "un segno d'aria" motto della presentazione. Mi piacque subito. Talcato speziato e dolce allo stesso tempo. Precursore di quelli che sarebbero stati i profumi preferiti dei miei prossimi anni. Descrizione dei componenti tipica degli anni '80, Doppio Giro del Mondo Carpiato.
Source www.fragrantica.comKL (Karl Lagerfeld) - 1982 - Cipriati
Frutto della passiflora, Mandarino, Gelsomino d'Egitto, Stephanotis del Madagascar, Coriandolo del Guatemala, Rosa Bulgara, Pepe di Caienna, Cedro del Libano, Legno di Rosa del Brasile, Legno di Guaiaco, Labdano dell'Esterel, Patchouly di Singapore, Garofano del Madagascar, Sandalo delle Indie, Muschio Iugoslavo, Vetiver.
Che peccato però che le bottiglie di vetro artistiche siano destinate solo alla gamma più alta del profumo. Acquisire un profumo dovrebbe essere un'esperienza polisensoriale. Olfattiva certo, ma anche visiva per l'oggetto di design che si sta portando a casa, e tattile. Esplorare le pieghe di vetro o l'assoluta compattezza di una linea senza fronzoli, gli spigoli di certi tappi che ricordano le sfaccettature delle pietre preziose, la differenza tra il vetro molato o satinato, e ad occhi chiusi sentire il freddo del contenuto, capire dove finisce il liquido e dove inizia il temuto vuoto.
L'ultimo profumo evocativo è Fidji di Guy Laroche. Non l'ho mai sentito, ma l'immagine che lo pubblicizzava mi faceva sognare terre lontane, libertà selvaggia. E il flacone con la stringa di cuoio a trattenere il tappo... che meraviglia!
Fidji (Guy Laroche) - 1966 - Floreale (Josephine Catapano) Galbano, Giacinto, Limone, Ylang-Ylang, Rosa Bulgara, Garofano, Gelsomino, Tuberosa, Iris, Spezie, Ambra Grigia, Balsamo, Muschio, Patchouly, Legno di Sandalo.