giovedì 17 aprile 2008

Il ponte ad angolo

Mercoledì 16 Aprile 2008 - Sto guidando la mia macchina per andare in piscina. La strada è diversa da quella reale. Ad un certo punto devo percorrere un ponte alto e stretto che ha una curva a gomito proprio nel mezzo. Sotto il ponte, che è alto circa 30/50 metri, scorre un torrente. Arrivo troppo velocemente e sulla curva esco di strada volando giù dal ponte. La macchina precipita e si incunea con il muso nella rena del torrente. Io esco dalla macchina illesa, recupero la borsa di carta del cibo e mi avvio per la salita. Torno indietro per riprendere anche il palmare e il Nintendo DS dalla mia borsa che avevo lasciato là. Ci ripenso e prendo anche la borsa che fuori è sporca di fango dorato ma dentro è rimasto tutto pulito e asciutto. Mi inerpico per la scarpata e arrivo sulla strada. Chiamo S. e gli racconto che ho avuto un'incidente, se mi può venire a prendere. Io voglio andare comunque in piscina perché sono stressata e li sò che mi rilasso. Mi accompagna. Proviamo le bici e i tappeti, gli dico di sentire come è calda l'acqua. Poi vedo arrivare istruttori nuovi con i baffi. Vado a cambiarmi per la lezione. Mentre mi sto infilando il costume intero sul due pezzi olimpionico mi saluta con un bacio sulle labbra, per mostrare che sono di sua proprietà. Mi dirigo alla lezione.

Quando mi sveglio ho la netta sensazione che l'uscita di strada e la caduta dal ponte siano altamente significativi.

L'automobile rappresenta come conduciamo la nostra vita.

Il ponte collega gli opposti, le contraddizioni interiori. E' il legame tra due stati d'animo. Obbliga il sognatore ad attraversare un periodo di vuoto. E' l'incapacità di sentirsi con un terreno solido sotto i piedi. Raffigura cio' che può salvarci in questo periodo di transizione.
L'angolo indica che si è presa una nuova direzione ma che non si è effettuata una svolta radicale.

Il Precipizio è uno sguardo sul proprio incoscio e non sempre quello che si vede può piacere.

Cadere nel vuoto indica la paura di non riuscire a realizzare i propri progetti

sabato 9 febbraio 2008

L'assistente

Giovedì 6 Febbraio 2008 - Sono diventata l'assistente del Maestro di acquagym. Studiamo nuovi esercizi e ad un certo punto inventa e costruisce nuovi attrezzi (molle, pedane, imbracature) da farmi provare. In particolare ha una molla che serve per poter saltare più in alto. Mentre la sta costruendo io vado a sdraiarmi su un lettino e fingo di dormire. Dopo un po' mi chiama, vado a fare la doccia e ha già indossata una muta nera, aderentissima e sottile, con il cappuccio, poi mi aiuta a mettere l'imbracatura. Con le molle faccio salti altissimi nell'acqua, sollevando ondate e schizzi. Molto divertente.

Saltare esorta a sfruttare più coraggiosamente una possibilità o a superare degli ostacoli. A superare i propri limiti.

Sognare di dormire è segno di una calma ingannevole, c'è qualcosa che andrebbe percepito consciamente.

O forse è solo un sogno sessuale sotto mentite spoglie?

domenica 3 febbraio 2008

L'impiegata notarile

Ogni tanto dal passato riemergono vecchi amici, ed è come se fossero sempre stati lì con noi. Nel sogno il tempo è un Ponte Elastico, ciò che sogni può essere come fosse stato ieri.
O un'altra vita.

Giovedì 31 Gennaio 2008 - Sono una impiegata notarile in trasferta presso lo studio di M. in Sicilia. Ci lavora Carlo*, devo aiutarlo perché hanno sbagliato a stampare l'autentica su un documento che deve andare all'estero. Suggerisco di fotocopiarla, riscriverla a mano su un foglietto e rifotocopiarla. Dopo qualche prova cerchiamo il foglietto giusto e non lo troviamo più. Smantelliamo il divano, cerchiamo sulle scrivanie, nei sacchi di carta. Nell'altra stanza ci sono i clienti che aspettano il documento e il tempo stringe. Ci guardiamo negli occhi e vedo il ricordo e il rimpianto, poi sento calore tangibile al viso e al collo e le labbra morbide e asciutte sulle mie, odore di caldo. Svegliata.


*l'Osservatore Esterno (il primo)

giovedì 31 gennaio 2008

"Singing in the rain"

Source www.dailykos.com
Lunedi 28 Gennaio 2008 - Ho sognato che facevo nuoto sincronizzato da sola, e dovevo ballare con la canzone "Singing in the rain" di Gene Kelly. Nell'acqua con giacca, cappello e ombrello, che mi serviva per fare il pezzo degli schizzi che Gene faceva con i piedi. Sono stata bravissima, mi sono svegliata con un senso di esaltazione.







mercoledì 16 gennaio 2008

Le pulci
















Spesso le pulci sono un sogno indotto dal fisico. Indicherebbero una sovraeccitazione del sistema nervoso in corso, o un suo indebolimento, forse a seguito di un periodo di ipereccitabilità.

Lunedi 14 Gennaio 2008 - Ho sognato che toglievo le pulci al mio gatto. Le vedo nere sul lenzuolo bianco.

Indicano anche liti, contrasti, fastidi. E chi non sarebbe logorato vivendo così?
Altro che pulci...

martedì 25 dicembre 2007

La Maestra Vecchia e la Feritoia

La Maestra Vecchia rappresenta la saggezza. Una guida spirituale.
La Casa rappresenta la vita del sognatore, e i suoi stati d'animo di fronte agli eventi della vita reale.

23 Dicembre 2007 - Ho sognato che tornavo alla lezione di aquagym nella piscina con la Maestra Vecchia. Questa maesta assomiglia alla mia vera vecchia maestra di yoga. Questa piscina l'ho già sognata un'altra volta, ha le pareti della vasca in pietra nera ed è di forma irregolare. Da all'acqua un colore scuro come sulle spiagge vulcaniche, ma è perfettamente trasparente e l'impressione è di galleggiare in acque profonde e misteriose. Nel sogno ho la gamba sinistra tutta coperta di lividi e croste. Quando sono uscita dall'acqua mi sono diretta agli armadietti al bordo, avevo tre paia di scarpe: ciabatte infradito, scarpe stringate marroni e scarponi da montagna. Entro in una casa Multipiano, direttamente dalla camera da letto del piano più alto. Nel letto gente che dorme. Scendendo da piano a piano, trovo sempre camere da letto con gente che dorme, o letti disfatti. Arrivata al piano terra penso di apportare delle modifiche e che dal garage voglio ricavare un giardino interno (si materializza) con un bagno e una camera. Nell'atrio una parete curva nasconde alla vista queste stanze. Nella parete una feritoia orizzontale all'altezza degli occhi mi permette di vedere, senza essere vista, chi vuole entrare. E' la mia casa.

Forse dormo troppo.

martedì 18 settembre 2007

Il mio primo profumo

L'iniziazione al profumo avvenne da parte di zia Rosanna (la sorella di mia madre). Ancora alle elementari trascorsi qualche mese da lei al mare. Amante delle fragranze secche e chypre di Guerlain, i suoi profumi avevano nomi evocativi di paesi lontani: Mitsouko, Chamade... Detti da lei nomi come Shalimar, Guerlain, con la sua erre arrotolata, assumevano un fascino misterioso ed esotico tutto particolare. Un giorno decise che dovevo avere il mio primo profumo, andammo nella profumeria dalla quale si serviva sempre, e a colpo sicuro scelse per me Diorella. Fu subito amore. Mi piaceva la sua freschezza agrumata ma anche quella nota quasi piccante, un po' secca e la sua consistenza dolce e fiorita che lo differenziava dalle eau de cologne sentite fino ad allora, fresche, pulite ma evanescenti (4711, Roger et Gallet...). Quello era un vero profumo, in effetti una eau de toilette, ma per me era anche una ragazza con un giacchino corto in vita e i pantaloni affilati, che cammina sorridendo nell'aria primaverile. La bottiglia con il pied de poule bianco e nero, la conservo ancora. Da allora la passione per i profumi è sempre aumentata, tanti profumi sono stati, a turno, il "mio profumo" con la subitanea consapevolezza che presto sarebbe stato sostituito da un'altro, nuovo, diverso. No, non sono fedele e così ogni volta, ogni profumo ha scandito un periodo più o meno breve della mia vita. Alcuni sono "i miei preferiti", posti sul gradino più in alto di una scala che non ha il gradino "dell' Unico, il Solo". Altri si alternano, a periodi ritornano, per riprendere un'umore, altri ancora rimangono li, inutilizzati perché il mio divenire non coincide più con la loro espressione. Altri ancora, brutalmente fatti fuori perché divenuti insopportabili. Recentemente ho ricomprato Diorella. A parte il dispiacere di una bottiglietta un po' anonima senza più la sua stoffa primaverile, l'ho trovato diverso. E forse lo è, chi lo sa. Forse, solo, non sono più la bambina a cui viene donato il primo assaggio della femminilità. Ma ogni tanto annuso quello vecchio, e subito mi ritrovo in cappottino primaverile, sul lungo mare, a passeggio con la zia Rosanna.

Diorella (Christian Dior) - 1972 - Cipriati fruttati - (Edmond Roudnitska)
Gelsomino del Marocco, Vetiver, Patchouly, Caprifoglio, Bergamotto d'Italia, Limone di Sicilia, Basilico, Pesca, Muschio di quercia. Essenza di modernità, verde freschezza
http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_archives/2005/4/20/600118.html

domenica 16 settembre 2007