martedì 20 marzo 2012

Il Negozio di Passamanerie


Martedi 20 marzo 2012 - Lavoro in un negozio di stoffe e passamanerie, dai soffitti pendono lunghi scampoli di stoffa fluttuanti. Il negozio si trova su un pontile, dalle vetrate si vede un parcheggio e un piccolo lago. I clienti arrivano in macchina o con la loro imbarcazione, possono entrare da dove vogliono, le vetrate sono completamente aperte, soffia una leggerissima brezza proveniente dal lago, gonfia le tende e attorciglia in mulinelli gli scampoli di stoffa penzolanti. Io sono l'unica commessa, ma sono divisa in sette. Ogni settima parte di me ha un suo aspetto e carattere differente. Il negozio non ha orario. Ora e' chiuso ma tu entri, lo stesso, dalle finestre spalancate che danno sul lago. Mi accorgo della tua presenza per il fruscio dei tuoi capelli che hanno sfiorato la tenda. Nella parte piu' interna del negozio regna il silenzio e il buio. Lo spostamento della tenda dal quale sei entrato, ha creato una lama di luce che e' penetrata fino a li in fondo. Nella lama pulviscolo cosmico in sospensione. A tratti illuminato, riflette il sole. Mi vedo avanzare in tutte le mie sette persone, io sono a volte in un una a volte in un altra ma ho la percezione di essere tutte. Procediamo come un serpente, mosse da una musica rarefatta, spira dopo spira, ognuna con movenze diverse. Poi parte dall'ultima in cui io sono piu' presente una camminata a passi ritmati dai tacchi, come in una sorta di flamenco improvvisato, ogni parte di me segue il suo ritmo ma il risultato e un tappeto sonoro pieno e armonico. A sfilare usciamo dentro e fuori dalle vetrate. Stai osservando immobile seguendoci con sguardo ipnotico, un pezzo di passamaneria viola in mano. Mi sento risucchiata in un unica persona, capelli, veli, stoffe, tende, nappe e orecchini metallici, in un turbine caldo, freddo, duro, liscio, morbido. Mi sveglio.



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lunedì 19 marzo 2012

Con i Tacchi Alti


Domenica 18 marzo 2012 - Sono in una citta' straniera, credo Barcellona o una cittadina del sud della Francia, ho appena lasciato il negozio del parrucchiere. Cammino da sola per la strada, tacchi alti, vestita in nero con fodera del cappotto e suole delle scarpe rosse. La strada e' deserta, una via romana a lastroni di basalto, il rumore dei tacchi mi fa sentire che sto camminando a passo lungo e sicuro. E' giorno, luce fredda e vento gelido sulle guance. Carte per terra mi fanno capire che c'e' stata una festa, forse carnevale. Nella mano sinistra stringo il mio telefono, o almeno lo credevo, lo guardo e nella mano ho un telefono obsoleto, sembra una ricetrasmittente di forma trapezoidale, ha una sola manopola in centro. Penso che ho tirato su questo oggetto al posto del mio telefono, nel negozio del parrucchiere. Panico. Mi immagino il mio telefono appoggiato la', alla merce' di tutti. Metto la mano in tasca e lo trovo, non ho borsa. Cammino dritta e spedita, senza pesi inutili, senza zavorra, ho solo quello che mi serve: il mio telefono, portamento, un bel cappotto e tacchi alti. Non ho voglia di tornare sui miei passi per riportare la ricetrasmittente...mi sveglio.

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mercoledì 14 marzo 2012

Come Gestire un Cavallo.

Sabato 10 Settembre 2011 - Stamattina sul tragitto per andare al lavoro, davanti a me c'era un trasporto cavalli. La scritta ATTENZIONE TRASPORTO ANIMALI VIVI mi ipnotizzava...e se si aprisse improvvisamente?  Mi viene in mente di quella volta che ho sentito raccontare la storia di un camion di questo tipo, viaggiava in autostrada gli si apre il portellone e il cavallo salta giù. In mezzo alle macchine che sfrecciano. Imbizzarrito, confuso, il cavallo si scaglia correndo a ritroso contro una macchina. Centinaia di milioni di danno, al proprietario del cavallo...manco gli avesse azzoppato Varenne.
Guardo il trasporto cavalli, così snello e traballante ad ogni buca. Li dentro c'è questa bestia meravigliosa.
Rallento...metto un po' di ulteriore distanza tra me e il camion. Metti che sbuca fuori il nuovo Varenne?

Mercoledì 14 Marzo 2012 - Avevo ragione.

lunedì 12 marzo 2012

Dioniso e il Cancello

Sabato 10 marzo 2012 - Sono in caccia, sto andando in macchina per incontrarmi con Dioniso. Ho deciso che non posso piu' aspettare. Con me c'e' anche K., ha voluto per forza seguirmi e io estenuata alla fine ho acconsentito, se ne pentira'. Arrivo nel solito posto dell'appuntamento. Dioniso e' in ritardo, io vado in bagno e inizio da sola. Sono in piedi, appoggiata al muro nell'angolo, stordimento e orgasmo. Si apre la porta ed entra Dioniso, lo bacio subito, e' una sensazione bellissima, poi mi preoccupo piu' volte che abbia girato la chiave per chiudere la porta, mi tranquillizza ma io devo controllare di persona. La porta non era chiusa. Chiudo la porta e tengo il mazzo di chiavi. Lo facciamo nel bagno, in piedi, baci mani corpi convulsi. Improvvisamente sono all'aperto. Fuori dal bagno, dalla casa, dal giardino recintato. Sul marciapiede a ridosso del cancello da cui si accede alla proprieta'. Sono sdraiata per terra, addosso ad una ragazza seminuda, e' bella, giovane, il corpo snello ed efebico, leggero. Comincio a baciarla sul collo e le tocco i seni sotto gli occhi esterefatti di K.. La ragazza diventa ritrosa, non vuole, mi dice che mi sto comportando come un maschio, che non funziona cosi, che non vuole farlo per strada. Mi alzo e mi dirigo verso Dioniso, ci sono persone intorno a lui, amici. K. vuole portarmi via. Non so come salutare Dioniso, perche' in effetti non voglio andarmene, lui mi tira a se' e ci baciamo, mi afferro al cancello a cui e' appoggiato e lo comprimo con tutto il mio corpo, come a voler passare attraverso di lui e poi oltre la recinzione. E' un bacio lunghissimo, profondo, di intima comunione, contatto, ma alla fine mi dice che non ci rivedremo piu', chiedo perche', ma lui dice soltanto che e' meglio cosi'. Sento un fiotto di gelo nel cuore, fa malissimo, mentre intanto, sotto, pulsa un globo di calore che si spande, sto' venendo. Mi sveglio.

Il bagno onirico e' il luogo dove ci si purifica, dove lasciamo andare lo scarto dei nostri processi di cambiamento e dove ci si lava per tornare puliti. La chiave rappresenta la scoperta, il potere e il comando. Nella serratura indicano il potere dell'adattamento e che si ha la potenza energetica per operare il cambiamento (giro la chiave e mi tengo il mazzo, e' mio). Il recinto contiene lo spazio protetto della nostra vita interiore, all'interno ci sono i sentimenti e l'utensileria costituita dai nostri meccanismi di pensiero e le nostre virtu'. E' lo stato interiore che porta a voler vivere nella totale consacrazione delle proprie convinzioni. Non posso piu' accedere al mio giardino, alla mia casa, passando attraverso il corpo di Dioniso, non e' piu' possibile. Anche la ragazza nuda lo sostiene, che se la voglio devo portarla in casa. La ragazza nuda sono io. La casa di cui posseggo le chiavi del bagno. E se posseggo il bagno, allora anche la casa e' mia, e il giardino protetto dalla recinzione. Nel mazzo di chiavi c'e' anche quella per aprire e chiudere il cancello. Devo cercarla.


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venerdì 9 marzo 2012

Sogni Tattili - Arruffamento

Venerdì 9 marzo 2012 - Ti ho sognato stamattina, un sogno di sensazioni tattili e olfattive, di variazioni di temperature e pelle, ad occhi chiusi, solo percezione di te. Di capelli che mi sfioravano, di sentirmi respirata, di alito caldo sulle mie guance. Un sogno arruffato fatto solo di sensazioni, un sogno fatto solo di te.

lunedì 5 marzo 2012

La Radiografia (rivelazione)

L'avevo chiamato, il mio io interno, non ricordavo di averlo fatto finchè mi è capitato di rileggere qui . Blateravo, come al solito, sull'altro mio blog, di come bisognerebbe approcciarsi al cibo e mi dicevo che se mangi poco la sera, vai a letto con la pancia e la mente sgombra di schifezze e magari riesci a sognare come sei dentro. A permettere all'inconscio, lasciando la via libera tra pancia e cervello, di parlare. Come parla l'inconscio? Con i sogni, le metafore, i simboli, i giochi di parole, le immagini contenute nei sogni.
L'avevo chiamato, era un po' che non ricordavo i sogni ed era tantissimo che non sapevo più a che punto ero. Ho fatto un sogno all'apparenza semplice, la scansione del mio corpo con una radiografia. In effetti nel sogno c'è tutto quello che deve esserci. Cosa mi dice il sogno? che sono tornata normale. Non più un crostaceo duro fuori (la corazza) ma troppo tenero dentro. Come tutti gli esseri umani sani, sono morbida fuori, fatta di carne, ma con uno scheletro duro dentro. Che è forte, che resiste agli urti. L'esoscheletro non è per gli esseri umani. Nel pentolone della vita si rischia di rimanere cotti dentro, la corazza si spezza e si è in balia di chiunque si voglia nutrire di te.
E cosa c'è dentro lo scheletro? Protetto dalla struttura ossea c'è il cuore che pulsa. Luminoso e caldo. Pronto.



sabato 3 marzo 2012

Breve Corso sui Sogni

I sogni sono modelli che si ripropongono constantemente con sfumature sempre diverse.
[...]
Era il mio sogno o quello del mio cliente? Le mie immagini diventano sempre piu' vaghe, come se una potente fionda mi scagliasse nell'anima di qualcun altro, lacerato tra propulsione e repulsione.
[...]
Un sogno e' un accadimento nello spazio, una sua articolazione. Durante il sogno crediamo di essere svegli, cosi come crediamo di esserlo quando lo siamo veramente. Ecco perche' e' importante ricordare i sogni come strutture spaziali, di modo che le nostre esperienze nello spazio del sogno possano essere ricordate adeguatamente.

(estratto da Breve Corso sui Sogni di Robert Bosnak)

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giovedì 1 marzo 2012

La Radiografia


Giovedì 1 marzo 2012 - Mi sveglio da un sogno confuso, cerco di riacchiappare le ultime immagini... da uno scanner escono radiografie di me, il corpo in posizione fetale... tutte le costole in evidenza e una luminescenza dove c'è il cuore. Mi sveglio. Sono attivata.
Sottoporsi a una radiografia onirica è indice di una volontà di cambiamenti decisivi, sicuri di avere protezioni esterne e di essere pronti, fin nelle ossa, alla modificazione strutturale della nostra vita.

domenica 26 febbraio 2012

Recepire i messaggi


Ogni tanto consulto i Tarocchi. Non per conoscere il futuro, ma per avere una visione simbolica di quello che mi sta succedendo. Attraverso i simboli mi si chiariscono alcune cose. E' una comprensione atavica. Un modo per dare un nome alle cose che so in maniera viscerale. Cosa mi dicono? Niente di nuovo, tutte cose che so gia'. Ma aiutano il passaggio tra sentire che una cosa e' giusta, capire perche' lo e', per poterla spiegare a chi ne chiede ragioni e lottare per essa. Perche' la forza di agire, quella la devi trovare dentro di te. Nel mondo si e' soli. Puoi incontrare persone che ti aiutano con la loro energia, ma quando chiudi gli occhi, dietro ci sei solo tu.

...e se la soluzione fosse tenere gli occhi spalancati, ben aperti? Con gli occhi aperti puoi vedere la luminosita' che qualcuno sprigiona, apri il tuo cuore puro e ti senti meno solo.

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venerdì 17 febbraio 2012

La Fagiana

Venerdì 17 Febbraio 2012 - Sto guidando sciolta per andare al lavoro, Pa La Pimpi risuona finalmente non solo nella mia testa...ma si spande per tutta la macchina... ed eccola, sul bordo della strada, una zampa sull'asfalto e una già sull'erba una fagiana. Mi guarda, il capo girato verso di me, il corpo proiettato verso il prato, la zampa che era sulla strada bloccata a mezzaria. E' bella, giovane e tutta nuova, il piumaggio vibrante nel freddo del mattino, il cuore che pulsa caldo sotto i raggi di questo tiepido sole quasi timidamente primaverile. La supero e lei spicca un piccolo balzo, un semivolo...
Ho capito.
Il Fagiano è, in virtù delle sue caratteristiche, emblema di libertà interiore. Sognarlo significa essere ben coscienti, infatti, della buona salute mentale che ci assiste, e che ci rende più sicuri della bontà delle nostre azioni.
Simbolo di fertilità e nutrimento è associato a Demetra, la Madre Terra.
La comparsa del fagiano annuncia che è in atto un rinnovamento. E’ un simbolo di nascita e rinascita e aiuta a progredire, con la consapevolezza che il cambiamento in atto ti aiuterà a esprimere il tuo valore e i tuoi talenti. Evoca anche il recupero di energia sessuale e potere.
Gli antichi identificavano la Fenice col fagiano dorato, tanto che questa associazione ne deriva il simbolo di rinascita dalle ceneri.
Demetra, dea delle messi, che ciclicamente si blocca e fa seccare tutto perchè le hanno rapito la figlia Persefone, rappresenta il ciclo della natura. Ma come in natura, l'inverno è solo una apparente sterilità del terreno, noi sappiamo che sotto, nelle profondità della terra, nascosto agli occhi dei mortali, i semi stanno germogliando. Il ritorno di Persefone dal mondo ctonio coincide con l'arrivo della Primavera. La madre, Demetra, e la figlia, Persefone, si riuniscono. E la Fagiana ne è la rappresentazione. La Dea Fagiana è colei che nutre e che si rinnova.
Fertilità e Nutrimento.
Il dio interno si manifesta.

sabato 10 dicembre 2011

La Diga




Sabato 10 Dicembre 2011 - Sono nella foresta pluviale, la natura e' verde scuro e umida, sento versi di uccelli striduli, dal piumaggio colorato che volano tra gli alberi, ne intravedo i colori sgargianti che mandano riflessi sotto le lame di luce. C'e' un rumore di acqua, mi incammino per trovarne la fonte. Ad un tratto mi rendo conto di essere scesa nel letto di un fiume asciutto, alla mia sinistra si erge una diga antica e maestosa tutta coperta di licheni e muschio. E' quasi impossibile capire che e' una diga, i mattoni di cui e' fatta sono tutti nascosti dalla vegetazione che ci e' cresciuta sopra per via di alcune infiltrazioni. Sotto il muschio, tra le fessure dei blocchi di pietra scorre, a rivoli, l'acqua. Si sente la sua presenza lì dietro, preme contro il muro altissimo come un animale vivo. Con un dito scosto il muschio e comincio a scavare un buco, voglio far defluire un po' l'acqua. Subito si crea un torrentello vivace. In quel momento vedo, buttata per terra, come una cosa non mia, la mia borsa. Dentro la borsa so di avere martello e scalpello, me li ha suggeriti il terapeuta, prima della seduta. Con martello e scalpello non si può smantellare una diga ma si possono fare delle piccole crepe. Li prendo riluttante. Inizia a piovere. La diga e' piena fino all'orlo e basta un po' di pioggia perché l'acqua esca anche dall'alto, strabordando. Penso che se riuscissi ad allargare qualche buco, l'acqua troverebbe una via di fuga, uno sbocco, cosi da non rischiare, se dovesse arrivare una pioggia monsonica, che il repentino aumento di acqua travolga e distrugga la diga, allagando buona parte della foresta sottostante. Ma poi penso: che diritto ha l'uomo di fermare lo scorrere di un fiume? Guardo la diga,  e' bellissima... ma intanto sento che e' contronatura.


Perché si costruiscono le dighe? Per creare terra la dove prima c'era un corso d'acqua. Ma è una terra che vive sempre in stato di allerta. Non si può costruire sul terreno reso fruibile dalla diga. O almeno non è intelligente farlo. E allora...perché si costruiscono le dighe?


mercoledì 30 novembre 2011

Non Rinunciare


Lunedì 28 Novembre 2011 - Sogno di ricevere una telefonata da un assicuratore, dice di chiamarsi Michele Micheli, sostiene che ho delle rate in arretrato da pagare. Io sono sicura che non devo nulla e discuto al telefono. L'uomo e' molto sicuro ha una parlantina veloce e faccio fatica a rimanere sul punto. Poi improvvisamente scoppia a ridere, e scopro che e' mio cugino Claudio. E' tanto che non ci vediamo, allora propone di incontrarci lunedi a cena. Io faccio un rapido calcolo e penso che perdero' un' altra lezione di acquagym, ma per un cugino che non vedo da molto... Mi sveglio con la convinzione, per cinque minuti buoni, che sia la realta'. Poi piano piano mi rendo conto che era tutto un sogno, che non dovro' rinunciare alla lezione. E' successo raramente che confondessi il sogno con la realta', so sempre, in qualche modo, che sto' sognando. Penso che il cugino lo vedro' organizzando in un giorno che non devo saltare la piscina. Mi alzo.

In effetti, nella vita da sveglia, sto' avendo qualche problema con una assicurazione che ho riscattato e per cui mi chiedono rate "scadute" non dovute...
Nella vita emotiva tendo sempre a privilegiare i bisogni degli altri, senza neanche contrattare... ecco, il mio inconscio mi ha mandato un messaggio molto limpido questa volta, non rinunciare a ciò che ti piace (l'acquagym) per un bisogno di altri, che vivono la loro vita per molto tempo senza di te, che è sempre piacevole vedere, ma per i quali non devo più annullare me stessa. Sto' imparando.

venerdì 25 novembre 2011

Miel de Bois - Serge Lutens




Un profumo da dea. Miel de Bois non è un profumo per tutti. La maggior parte delle persone non lo sopporta. Soprattutto le donne. Ha questa partenza stordente e invasiva, vischiosa e dolcissima che fa allontanare. Dopo circa mezz'ora compaiono i fiori, petali stropicciati, e odore di legno, legno in cui è stato riposto incenso migliaia di anni fa. Poi ricompare il miele ed è morbido e rotondo miele di fiori d'arancio mischiato con un miele più crudo e acre, come di grano saraceno. Non è un profumo per tutti e non è un profumo per tutti i giorni. Ma quando lo è, è il profumo di una dea. Irresistibile e attraente, pericoloso e permeante. Dopo due giorni e diverse docce, è ancora li, attaccato pervicacemente alla pelle.
Ed è divino.



Miel de Bois (Serge Lutens) - 2005 - Legnoso Mielato (Christopher Sheldrake)
Miele Bianco Crudo, Legni d'Ebano, Guaiaco, Aloe, Quercia, Cera d'Api, Iris, Biancospino, Note Animali, Incenso


martedì 25 ottobre 2011

Womanity - Thierry Mugler

Thierry Mugler, secondo me, rappresenta nel mondo della profumeria mainstream una punta di eccellenza. I suoi profumi sono sempre innovativi sia nella scelta delle composizioni che nelle tecniche di acquisizione delle molecole profumate. E innovativi rispetto alla massa degli altri profumi che invece di rischiare si adeguano all'onda del momento. Così come Angel, Womanity introduce due "ingredienti" mai utilizzati in profumeria. O meglio, sull'aroma di fico ci sono moltissimi e buonissimi profumi e variazioni, ma in Womanity c'è il profumo del frutto aperto, succoso, zuccherino e morbido, che fino ad oggi non era stato possibile ricreare. E il caviale. Il caviale potrebbe sembrare un odore controverso, uova di pesce... ma invece è percettibile come una nota appena appena salata e fresca. Non è mare, non è sale è profumo di nero lucido e vibrante. Vivo.
Completano, in sordina, una apertura di note agrumate amare e verdi e in chiusura note calde e resinose, di legni marini. E' una miscela morbida e femminile, orientale in maniera alternativa, leggero come una carezza ma durevole.
E ha una bottiglia bellissima, come sempre tutti gli "oggetti profumo" di Mugler. Bella da vedere e da toccare, da possedere.


Womanity (Thierry Mugler) - 2010 - Orientale Fruttato Salato (Fabrice Pellegrin)
Limone, Pompelmo Rosa, Latte di fico, Fico, Foglie di Fico, Legno di Fico, Caviale, Labdano, Legno di Cedro

lunedì 24 ottobre 2011

Quando hai troppe macchine, non vai da nessuna parte... - Umidità, Staticità e Chiusura



Lunedì 24 ottobre 2011 - Sogno. O meglio ricordo di aver sognato. Sono nello studio del dottore, so che vivo li da qualche giorno, perché ho avuto problemi con l'auto. Parcheggiate fuori infatti, oltre alla mia automobile che è stata riparata, ho due vetture sostitutive che non so come fare a riportare al meccanico. Dormire sul lettino del dottore è stato scomodo ma misteriosamente mi ha fatto passare il maldischiena, questo è quello che penso mentre sto radunando le mie cose in uno scatolone di cartone e qualche sacchetto. Ho deciso che non dormirò più li. Provo diversi reggiseni, tra cui un costume, e proprio in quel momento entra, dalla porta-finestra, l'assistente del dottore, un giovane biondo occhialuto alto ossuto. Mi comunica che ho ancora due parcelle in arretrato da pagare e mi chiede se sono già d'accordo con il dottore. Io finisco di vestirmi in fretta e comincio a portare fuori le borse e lo scatolone da mettere in macchina. Il parcheggio si sviluppa tutto intorno ad una antica fortezza, circondata da un fossato, alberi altissimi e secolari la nascondono alla vista in un aggrovigliato e lussureggiante verde scuro, il ponte levatoio sollevato. E', al momento, inaccessibile. Le tre macchine sono parcheggiate in punti diversi, quindi devo andare avanti e indietro descrivendo un semicerchio intorno alla fortezza, non vedo dove sto andando, sento solo il rumore dei tacchi sull'asfalto e poi, quando cambia, sul terriccio. Ho caricato la macchina, è la macchina che avevo prima, non quella di adesso. Guardo il cellulare, anche questo è il cellulare precedente al modello che uso in realtà adesso, il display è tutta una costellazione di goccioline d'acqua. Lo studio del dottore è sulla riva di un fiume, il telefono deve aver preso umidità nella notte, la temperatura è infatti scesa bruscamente. Penso a come fare per assorbire l'umidità, perché anche strofinandolo le goccioline rimangono li. Nel sogno che si sta avviando verso la veglia, ricordo di aver visto immagini di telefoni immersi nel riso. Il riso assorbe l'umidità senza corrodere i meccanismi, come farebbe il sale... La Risposta è il Riso. Penso che dovrei chiedere per farmi aiutare a riportare le auto di cortesia dal meccanico, ma sento di non avere ne voglia ne tempo, di dover prendere la mia auto e iniziare ad andare. La Risposta è lasciarle parcheggiate li, e lasciare che ci pensino da soli a recuperarle...

martedì 30 agosto 2011

Uno come Me

Rientro dalle vacanze, sulla scrivania dell'ufficio trovo un biglietto scritto da me. Spesso, tra la lista della spesa e gli appunti su idee e soggetti da scrivere, mi capita di scrivere desideri. L'appunto mi ricorda di scrivere qualcosa su Magdala e poi, sotto, un desiderio quasi inespresso...Uno come Me.

mercoledì 24 agosto 2011

Escher

Domenica 21 agosto 2011 - Sono in una tavola di Escher, i gradini sono frasi della chat. Le tue. Salgo e scendo dalle frasigradino. Mi guardo intorno, il mondo è capovolto, ciò che é dentro è fuori, ciò che non sembra é. Mi sveglio.


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lunedì 15 agosto 2011

Magdala - Laura Tonatto

Magdala è un progetto di Laura Tonatto per offrire dei profumi che rispettino i precetti della Aromacologia.
Ne sono venuti fuori quattro. Li ho annusati e qui riporto la mia modesta esperienza. Come sempre soggettiva e priva di valore scientifico.

PUREZZA - Fiori d'arancio e Lavanda
Purezza è il profumo delle spose, al primo impatto i fiori d'arancio, con la loro amara carnosità, invadono l'aria. Poi sottile e spigolosa subentra la lavanda. Pulita, quasi metallica. Sulla mia pelle, la lavanda prende un odore di fieno al sole, fiorellini secchi nei cassetti delle lenzuola candide, aria pulita.

CONCENTRAZIONE - Sandalo e Bergamotto
Questo profumo è l'essenza della mascolinità per me. Un profumo veramente di meditazione, dove il sandalo e il bergamotto si alternano e rivitalizzano continuamente. Me lo immagino su un uomo che ama vestirsi di lino bianco. Pelle abbronzata leggera, sorriso pigro.

ARMONIA - Rosa e Gelsomino
Spritz BAM! e sei preso per i capelli e depositato in un giardino inglese... petali di rosa stropicciati tra le dita, e ahhhhhhh il profumo inebriante, caldo, femminile del gelsomino di notte. Ma poi rimane la rosa.

ENERGIA - Vaniglia e Pompelmo
Energia è un profumo bifasico per la prima mezzora è sconcertante, il naso annusa frizzantezza e cremosità, amaro e dolcezza, in un continuo sovrapporsi. Come un rincorrersi per essere davanti. Il pompelmo è vitale, corposo, amaro e frizzante, dall'albeo spesso e morbido e questa ultima qualità lo lega alla vaniglia che è cremosa ma assolutamente non dolciaria. La vaniglia è burro, pastosa, aderente alla pelle. E poi il pompelmo rimane indietro con un unica nota amara, a fare da sfondo alla vaniglia che continua per ore ma secca e pungente, calda. Speziata a modo suo. Sai che è vaniglia ma lo sai con la pancia, perchè il cervello non riesce a collocarla in niente di domestico.

domenica 14 agosto 2011

Poivre Piquant - L'Artisan Parfumeur


Dopo la morbidezza estremamente femminile di Drole de Rose, avevo bisogno di una sferzata. Qualcosa che mi mettesse il pepe addosso...
Cosa meglio di una antica ricetta tratta dal Kama Sutra, il più famoso di tutti i trattati sanscriti sull'amore? Creata per la sposa prevede ingredienti dolci e ingredienti piccanti, zucchero e pepe, perchè così deve essere la donna.
Poivre Piquant ti brucia subito le narici con il suo pepe piccante e aromatico, lo senti salire e arrivare fino ai dotti lacrimali, questo dura un po' perchè non bisogna arrendersi subito, quando senti che stanno per prepararsi le lacrime subentra il latte. Il latte non ha un suo odore, ma in qualche modo percepisci la sua presenza per la morbidezza che apporta. Il pepe bianco diventa quasi cremoso e si fonde con la pelle. Uno sciogliersi dolceamaro di liquirizia nera, come a sentirlo sulla lingua. Un sentore lontanissimo di miele e zucchero, più una sensazione di dolcezza che il vero e proprio profumo di miele.
E il pepe che rimane bruciante, morbido e dolce sulla pelle, come l'impronta del bacio di un amante.



Poivre Piquant (L'Artisan Parfumeur) - 2002 - Speziato Orientale (Bertrand Duchaufour)
Miele, Pepe Bianco, Latte, Liquirizia

sabato 13 agosto 2011

Drôle de Rose - L'Artisan Parfumeur


Drôle de Rose è un profumo vintage trattato in maniera moderna. Ne esce una miscela esplosiva di donna donna, quella truccata, accessoriata e profumata. Ma dai morbidi capelli che si appoggiano in onde delicate sulle spalle e dai vestiti fruscianti che olezzano ad ogni piccolo movimento. Dalla pelle candida e morbida e tenera. Una donna da amare.
Spesso quando arriva la primavera mi viene voglia di un profumo che sappia di fiori e di femminilità. Spesso l'amore per quel profumo dura lo spazio di quel mese che attende il caldo. Quello vero. E poi svanisce. Non va più bene, perchè quando fa caldo le donne così spariscono. Non si sa dove vanno, forse in climi più miti per continuare ad indossare tacchi e gonne attillate, trucco impeccabile e guanti di camoscio.

Drôle de Rose (L'Artisan Parfumeur) - 1996 - Floreale (Olivia Giacobetti)
Fiori d'Arancio Africani, Anice Stellato, Iris, Rosa, Violette, Mandorla, Cuoio, Miele Bianco


venerdì 12 agosto 2011

Do Son - Diptyque


Do Son racconta la favola dell'infanzia di Yves Coueslant, un fondatore di Diptyque, in Vietnam. La pagoda nel porto di Haïphong, nel Nord Indocina, dove la madre riposava al riparo della calura umida tropicale. Do Son racconta di fiori bianchi a mazzi con petali grassi e umidi, la tuberosa, dal profumo stordente ed oppioide.
Eppure la tuberosa qui è resa fresca e verde e brillante come vetro. Do Son è un profumo freddo e bianco. Dalla sensualità trattenuta. Tutta l'integrità di un fiore non schiuso. La Tuberosa è appoggiata sul melange creato dagli altri ingredienti, come un bocciolo appoggiato su una candida pezza di lino.
Tutto avviene nell'ombra, e nella improvvisa folata fresca di un monsone.


Do Son (Diptyque) - 2005 - Floreale (Fabrice Pellegrin)
Foglie d'Arancio, Muschio, Rosa Canina, Tuberosa, Benzoino, Iris

giovedì 11 agosto 2011

L'Eau Trois - Diptyque

Sfaccettata e tagliente sono le parole che mi vengono in mente per descrivere L'Eau Trois di Diptyque.
Appena spruzzata ci sono le erbe, quelle che crescono tra i sassi bianchi sulle scogliere della grecia, un vaghissimo accenno di finocchio selvatico stropicciato e poi subito quel misto secco, aromatico, pungente che contraddistingue le erbe che riescono a crescere suggendo la poca acqua attraverso le spaccature della roccia. Poi si fa spazio fumosamente l'incenso, la mirra, spigolosa, metallica, con quel suo odore di legno tirato talmente a lucido da diventare duro come marmo. Un profumo di chiesa antica e fresca, buia e grigia, con lame di luce che provengono da non si sa dove a tagliare il pulviscolo. E' un profumo che sovverte tutti i meccanismi, offrendo una visione completamente diversa della realtà. Una visione interiore ma distaccata. Senza soggettività.

L'Eau Trois (Diptyque) - 1975 - Legnosa Speziata (Serge Kalouguine )
Mirra, Mirto, Origano, Cisto, Olibano, Pino Marittimo, Alloro, Timo, Rosmarino

mercoledì 10 agosto 2011

L'Eau d'Ambre - L'Artisan Parfumeur

L'Eau d'Ambre è proprio quello che dice di essere, un'acqua d'ambra, fuggevole, diafana. Classificare L'Eau d'Ambre nella famiglia degli Orientali è quasi un misfatto. Perchè non possiede la corposità densa degli altri appartenenti alla famiglia. E' come una giovane sorella acquisita, timida e nascosta.
Possiede un equilibrio perfetto tra polverosità e ariosità. E' un profumo di pelle, tiepido e delicato come la pelle di un bambino appena nato, una pelle che non ha mai visto raggio di sole. Un profumo lunare da maiko. Non sconvolge, non insinua pensieri peccaminosi. Piuttosto crea un senso di protezione in chi lo annusa.

L'Eau d'Ambre (L'Artisan Parfumeur) - 1978 Orientale (....)
Ambra, Patchouli, Vaniglia, Geranio

martedì 9 agosto 2011

L'Eau - Diptyque


Basato su una ricetta inglese del sedicesimo secolo per creare un "pomander au clous de girofle" l'Eau di Diptyque è davvero un tuffo nel passato. Al primo impatto il naso viene aggredito da questo binomio cannella/chiodi di garofano che ne fanno un profumo veramente per appassionati. Subito dopo subentra un sentore medicinale e carneo che si miscela a poco a poco e porta ancora più su il pungente aroma di cannella. Sottovoce arriva poi una rosa saponosa, cerosa, viatico per far esplodere in tutta la sua magnificenza il chiodo di garofano che rimarrà protagonista indiscusso fino alla fine. E che fine! Questo profumo è strepitoso, opulento in una maniera tutta sua, cristallina... Punge le narici e arriva diritto al cervello come una freccia. Uno dei miei preferiti. Sempre.
L'Eau (Diptyque) - 1968 - Orientale (Desmond Knox-Leet) 
Cannella, Rosa, Geranio, Legno di Sandalo, Chiodi di Garofano

lunedì 8 agosto 2011

Traversée du Bosphore - L' Artisan Parfumeur


Marzapane è il primo aroma che emana Traversée du Bosphore, compatto, che quasi si sente sotto i denti, cedevole e pastoso. Poi arriva la Rosa, per la verità una confettura di rosa, zuccherina e non fiorita... e poi un profumo soave di guanti di camoscio stropicciati, finissimi, chiari, che hanno tenuto in mano dolcetti da té alla mandorla e mazzetti di fiori delicati, dai colori pastello.
Questo profumo è davvero un viaggio, temporale e spaziale. Un lieve afrore di salsedine e tabacco aromatico e poi si stabilizza sulla pelle con la sua nota scamosciata.
E lì rimane per ore, sottile ma percepebile. Non più edibile ma corporeo.
Traversée du Bosphore - (L' Artisan Parfumeur) - 2010- Cuoiato Gourmand - (Bertrand Duchaufour )
Mela verde, Zenzero, Melograno, Iris, Tulipano, Zafferano, Cuoio, Loukum, Vaniglia, Rosa Turca, Pistacchio, Mandorle, Note muschiate, Cedro

sabato 6 agosto 2011

Il grattacielo in costruzione

Sabato 7 agosto 2011 - Sono in bilico su una trave in movimento di un grattacielo in costruzione. E' notte, le luci della citta' friggono mute sotto di me, io soffro di vertigini. Un vento forte fa ondeggiare la mia trave che trattenuta da un cavo nel centro e' in continua ricerca di una posizione di equilibrio. Io ci sto sopra senza attaccarmi a niente, con le braccia in estensione alare cerco di non cadere. All'improvviso riesco ad intravedere qualcosa che mi faccia da punto di riferimento, la trave sta scendendo... Davanti ai miei occhi passano altre travi, cavi, putrelle, che potrebbero aiutarmi a scendere ma non oso saltare, ogni volta che guardo giu' rischio di cadere. C'e' un cambio di odore nell'aria, da rarefatto a terroso...gli appigli davanti a me sono una scala, uno scivolo, è un parchetto giochi ma ho ancora paura di fare quel piccolo salto che dalla trave mi faccia atterrare.

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venerdì 5 agosto 2011

La domanda per uscire dalla pozzanghera


Venerdì 5 agosto 2011 - Stò annaspando in una pozzanghera ma non riesco ad uscirne. Dentro di me si forma il pensiero che facendo la giusta domanda alla giusta persona potrò ritornare eretta e la pozzanghera tornerà ad arrivarmi solo alle suole delle scarpe. Allungo il braccio, la mano che afferra l'aria in cerca di aiuto. Per un momento ho visto a chi devo fare la domanda. Mi sveglio in carenza d'ossigeno.

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