venerdì 30 gennaio 2015

Pour Un Homme - Caron


Questa estate, era luglio, cercavo spasmodicamente un profumo di lavanda. Strano. Perché, la lavanda, mi piace ma non nei profumi. Mi piace il fiore e il suo profumo, mi piace il colore. Ma i profumi alla lavanda non sono la mia tazza di tè.
A volte il cambiamento, la crescita nella vita, viene annunciata da piccoli messaggi impercettibili. Un arrotondamento del senso del gusto, che percepisce meglio i sapori. Una evoluzione.
Oppure...
... oppure a volte la ricerca di una cosa completamente diversa da prima. Che rappresenti lo stacco dal quale poi riprendere. Come una molla, che per poter avanzare deve raccogliersi su se stessa, bloccarsi per caricarsi di tutta l'energia possibile e BAM! fare il balzo in avanti.
Nella molla rimane impigliato solo ciò che intrinsecamente fa parte di essa. Mentre tutto il resto viene lasciato indietro, zavorra che è servita solo per caricare meglio il salto.
Cercavo un profumo di lavanda e mi sono imbattuta in Pour un Homme di Caron. Preso di impulso, messo qualche giorno e poi tralasciato. Non Serviva Più. 
Ero pronta per il Neroli e da li in poi non ho ancora smesso di sapere di fiori d'arancio ogni due o tre giorni.

Stanotte ha nevicato.
La pelle profumata lievemente dall'olio di mandorle dolci e ylang-ylang dopo la doccia, riprovo Caron.

Pour un Homme di Caron è pulito, trasparente e classico.
Appena spruzzato si sente solo la lavanda, per un millesimo di secondo ha un guizzo caprino che sparisce subito, sostituito da una nota talcata di bebè, che inizia a scaldarsi. Miscelandosi con la mia pelle, assume calore e perde il freddo della lavanda e del talco, subentra sottile un aroma di tabacco al miele e di ambra, una nota leggera e animale di nappa e appare la vaniglia...lievemente medicinale all'inizio e poi morbida e setosa, si miscela alla rosa e alla lavanda. E' un alternarsi di caldo e freddo ora, aderente alla pelle come un profumo per un uomo deve essere. Ritorna la nota di talco, ma non più bambino ora, sa di pulito, di uomo fresco, di sicurezza e di casa.
Sulla stoffa prevale la nota fredda, ma sulla pelle...sulla pelle ora è solo calore e morbidezza.
E mi piace così.

Diventerà uno di quei profumi "da maschio" a cui rivolgermi quando voglio togliere il senso di incertezza e sospensione nella vita con Fahrenheit, Eau Sauvage, Cacharel pour l'Homme, Fleur du Male e Dior Homme Intense, che per loro intrinseca struttura o per essere legati al profumo di un uomo reale, ne hanno il potere.

Pour un Homme (Caron) - 1934 - Aromatico cuoiato (Ernest Daltroff)
Lavanda, Vaniglia, Muschio, Bergamotto, Limone, Salvia, Rosmarino, Cedro del Libano, Legno di Rosa, Fava Tonka, Rosa, Muschio di Quercia



lunedì 26 gennaio 2015

Vitriol d'Oillet - Serge Lutens


Ho sempre adorato il profumo del garofano, sia il fiore che la spezia, toccano una corda in me e la fanno vibrare. Così sono arrivata speranzosa a Vitriol d'Oillet.
Si apre con una rosa calda, che svanisce subito e diventa piccante e speziato, sotto si forma una riunione di legni e cortecce di spezie che lo rendono stabile e duro. Sale l'ambra, morbida e vellutata e la violaciocca, un altro fiore che adoro per via del suo profumo di chiodi di garofano.
Quando lo indosso mi sento scivolare in un altro tempo, non è un profumo moderno, è più inizio '900.
Vitriol d'Oillet mi piace, perché è anacronistico in modo strano. Non riconducibile a nessun altro profumo.
Ecco... ora è pepato e pizzica il naso annusandolo, brucia e scalda. Una meraviglia.
Sono passati quaranta minuti, il pizzicore sta lentamente svanendo e rimane un tappeto morbido di muschio e fiori bagnati. Freddo come l'ombra in un bosco che nasconde creature pulsanti.

Vitriol d'Oillet (Serge Lutens) - 2011 - Orientale Speziato (Christopher Sheldrake) 
Noce Moscata, Chiodo di Garofano, Pepe Nero e Pepe Rosa, Ylang Ylang, Paprika, Pepe di Cayenna, Giglio, Violaciocca, Fava Tonka, Ambra, Rosa Damascena



venerdì 23 gennaio 2015

Fleurs d'Oranger - Serge Lutens



l'Uovo
Perché i fiori d'arancio ti creano intorno un guscio protettivo e nello stesso tempo luminoso.
Perché la tuberosa ne è il cuore denso e morbido, nutritivo e sensuale.
Perché il gelsomino è fluido, cristallino, brillante.


Fleurs d'Oranger è un profumo per grandi spazi chiusi, dal tuo nucleo centrale inizia a spandersi nell'aria in cerchi concentrici, onde di vibrazione altissima che possono stordire.
Affascinante e ipnotico, ha la freschezza e la carnosità dei fiori bianchi. Vicino alla pelle è caldo e pastoso, nutriente. Nel metro di aria intorno a te è leggiadro e aereo.
Chi ti passa accanto annusa e ricorda. 
O forma un ricordo tutto nuovo e scintillante. Tu.



Fleurs d'Oranger (Serge Lutens) - 1995/2003 - Floreale (Christopher Sheldarake)
Boccioli di Fiori d'Arancio, Neroli, Gelsomino Bianco, Tuberosa Indiana, Rosa Bianca, Scorze di Agrumi, Semi di Ibisco, Cumino, Legno di Cedro, Muschio, Noce Moscata, Zibetto



mercoledì 21 gennaio 2015

Blv II - Bvlgari


"Una fragranza positiva ed incoraggiante che connette gli opposti." Così lo descrive il suo creatore, Jacques Cavallier, che racconta di essersi ispirato al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry per inventare questo profumo. Sottile come una nuvola, all'apparenza essenziale ma invece molto complesso, Blv II è un profumo di pelle. Rimane aderente ad essa fin dal primo spruzzo, discreto e raffinato, è come un sussurro.
Un sussurro che sa di liquirizia e anice stellato, un pochino di vetro scintillante e un accenno di fiore timido e delicato, non un fiore bianco carnoso ma un fiorellino. Dopo circa un quarto d'ora, sulla mia pelle, si scalda e assume un tono di scamosciato, caramelle alla violetta e legnetto di liquirizia.
Diventa un tutt'uno con la pelle che assume solo un aurea radiante. Sa di me, ma profumata.
Un orientale trasparente. Ecco.

Dopo due ore percepisco la nota del mandarino, delle bucce, amarognola e fresca. Frizzante.

Questo profumo me l'ha regalato una persona a cui tengo molto. L'avevo sentito su di lei e, come sempre quando annuso qualcosa di buono, chiedo. Quando, dopo tempo, me l'ha regalato è stata una sorpresa. Quando lo metto so un po' di me e un po' di lei ed è una sensazione strana e bella. Confortante.
Blu II (Bulgari) - 2009 - Orientale Gourmand Floreale (Jacques Cavallier)
Violetta, Anice Stellato, Liquirizia, Ghiacciata di Mandarino, Assoluta di Iris, Petali di Gelsomino, Mughetto, Legni Pregiati, Cisto Spagnolo, Patchouli, Vetiver di Haiti, Ambra grigia, Benzoino, Labdano, Fava Tonka, Muschio





"Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato, Tu sei responsabile della tua rosa..."

domenica 11 maggio 2014

Vanille West Indies - Ligne St. Barth


Ho scoperto questo profumo per caso, ero andata nel negozio di profumi di mia fiducia, dopo molto tempo, in cerca di un regalo da fare ad un caro amico.
Chiedo se ci sono novità e mi viene illustrata la linea St. Barth che prima non avevano.
Tra tutti i nove, credo, profumi, mi ha colpito particolarmente Vanille West Indies, me ne spruzzano un po' sul polso e sul polsino del trench, mi spiegano la collezione e dopo poco me ne esco con il mio pacchettino regalo e la nuvola di vaniglia addosso.
Passano alcuni giorni e il profumo è ancora li, tenace sulla stoffa, magnifico e caldo, dolce ma non dolciastro, edibile ma non budinoso, afrodisiaco, confortante.
Non resisto. devo averlo.
Quando lo spruzzi, si crea un film oleoso sulla pelle, è la concentrazione altissima di olio essenziale di bacca di vaniglia. lo spalmi delicatamente e la pelle inizia a profumare divinamente. Ma la resa maggiore è sulla stoffa, Bastano le poche particelle volatili dello spray che si depositano sul vestito, per odorare di buono per giorni. Una delizia.


Vanille West Indies (Ligne St. Barth) - 2007 - Caraibico  (-)
Bacca di Vaniglia, Semi di Vaniglia, Orchidea, Butterscotch

sabato 10 maggio 2014

Suprême Patchouli - Blancheide


I'm in Love, I'm in love, I'm in love with my strict machine. (Goldfrapp "Strict machine").
Ecco, se fosse una canzone sarebbe questa delizia. Crea assuefazione e ti abbraccia e conforta.
Io non amo il patchouli, che su di me sa di muffa, ma sono innamorata di Suprême Patchouli.
Ne devo aspettare lo sviluppo, le prime due ore è indigesto, si, ma poi...poi mi ripaga. Per giorni.
Doccia dopo doccia, lui è ancora li. Vicino. Ti baciano e vedi le pupille che si dilatano...come sai di buono...
Si lo so.



Suprême Patchouli (Blancheide) - Orientale (-)
Arancia, Patchouly, Cedro, Pino, Vaniglia, Muschio, Fava Tonka


venerdì 9 maggio 2014

Coco Noir - Chanel

Coco Noir è quello che comunemente viene chiamato un profumo da pelliccia. Opulento e molto femminile. Fin da subito si percepiscono i tre fiori cardine su cui ruota tutta la fragranza: gelsomino, rosa e narciso. Eppure non bisogna pensare ad un profumo anni '80, invasivo e persistente.
La sua modernità sta nell'essere intimo e aderente alla pelle. Sottile.
Ispirato alle stoffe veneziane, al barocco e al bizantino, Coco Noir ha, di tutte queste cose, la texture tessile. Copre come una stoffa diafana la pelle e rimane li, a pochi millimetri. Del barocco ha l'opulenza degli ingredienti e del bizantino la cristallinità e la raffinatezza.
Compresa la bottiglia in ossidiana nera, lucida come una rondine.
Coco Noir (Chanel) - 2012 - Orientale Floreale Aldeidato (Jacques Polge - Christopher Sheldrake)
Pompelmo, Bergamotto, Rosa, Narciso, Gelsomino, Foglie di Geranio, Patchouli Indonesiano, Legno di Sandalo, Fava Tonka, Muschio Bianco.Vaniglia, Incenso

giovedì 8 maggio 2014

Chêne - Serge Lutens


Chêne è il profumo che credevo fosse Chypre Rouge, che non mantiene la promessa iniziale che mi piace tanto.
Entrambi partono con questa nota iniziale simile, terrosa e erbacea, come di elicriso e radice di liquirizia, erba secca di scogli, bosco e curry. Tutto mischiato insieme.
Poi Chypre Rouge vira su dei frutti rossi melensi e invece Chêne spiega le ali e vola.
E' un profumo di grande respiro e profonda meditazione.
Trasportati dal suo battito, ci si ritrova in un bosco centenario. Maestoso e crepitante di rumori.
Acre di aghi di pino, morbido di muschio, caldo e freddo di terra.
Ti sdrai sotto la sua ombra e guardi i raggi di sole occhieggiare tra le foglie dei suoi rami.
La quercia era l'albero sacro dei druidi. Ecco mi immagino un druido passare silenzioso nel bosco, le falde del mantello aleggiano ad ogni falcata, e si sente il suo profumo.
Lana, bosco e cuoio.

Chêne (Serge Lutens) - 2004 - Legnoso Cuoiato (Christopher Sheldrake)
Kummel, Cedro, Quercia, Rhum, Betulla, Timo. Elicriso, Cera d'Api, Fava Tonka




mercoledì 7 maggio 2014

Dior Homme Intense - Christian Dior

All'inizio sa di carta. Carta asciutta e sassi caldi. Poi esplode la lavanda, ma non il fiore, piuttosto le foglie e i gambi e la terra secca. Dior Homme Intense sa di radici e di terra. E' un profumo difficile, caos e indifferenza, ostico. Poi, come una fiamma morbida, scaturisce la cremosità della vaniglia e dell'iris e dell'ambra, ed è come un calore che ti avvolge, come infilarsi da sotto nel maglione di un uomo, rientrare nel nido, il profumo e il tepore della pelle, la luce che filtra dall'intreccio della maglia, sentirsi protetti nell'abbraccio.
Io lo metto quando mi manca questa sensazione di braccia che ti circondano e ti stringono a lungo, forti.
Manca della polverosità dell'iris, che in altre fragranze mi rendono malinconica. E' incenso e legno, e poi morbidezza e calore.
Non il classico profumo da uomo di cui non condivide le note verdi e fresche abituali o speziate e secche.
E' asciutto non secco. Sfaccettato e solido. Forte. Come piace a me.
Alla fine le note si adagiano su un tappeto olfattivo morbido, un profumo di pulito, talcato e caldo. Odore di pelle di bambino.



Dior Homme Intense (Christian Dior) - 2007 - Floreale Legnoso (Francois Demachy)
Lavanda, Iris, Vaniglia, Ambra, Vetiver, Cedro della Virginia




martedì 6 maggio 2014

Un Bois Vanille - Serge Lutens

Claudia Weyrich - Malerei


All'inizio è pura liquerizia. Quella nera e lucida. Poi sale il legno di sandalo e aleggia morbido come un'ala senza fare rumore. Un Bois Vanille è il profumo della bacca di vaniglia, chi si aspetta il profumo dolce non lo troverà. Legnoso e carneo, rimane aderente alla pelle per tantissimo tempo...
il mattino dopo annusi l'aria e senti profumo di biscotti. Sei tu.


Un Bois Vanille (Serge Lutens) - 2003 - Orientale Vanigliato (Christopher Sheldrake)
Legno di Sandalo, Liquerizia Nera, Latte di Cocco, Cera d'Api, Mandorla Amara, Muschio, Vaniglia, Benzoino, Legno di Guaiaco, Fava Tonka




lunedì 31 marzo 2014

Breath of God - Gorilla Perfume Lush


Appena spruzzato Breath of God è strano. Sa di sassi all'ombra e di legno fumoso. In effetti riflettendoci bene sa di tempio. Dopo circa cinque minuti, arriva un effluvio di fiori dolci, zuccherosi, e odore di terra bagnata. Asfalto bagnato dalla pioggia dopo una giornata di solleone.
Si sente dell'incenso in un angolo del profumo e ad un certo punto una nota fresca e frizzante. E poi odore di dolce, come miele o cera d'api e limone.
L'impatto è quello di entrare in una chiesa ombrosa. Sentendo il rumore dei passi sul pavimento di marmo lisciato dal passaggio di fedeli per millenni. La mano tocca la superficie delle panche di legno, calda, il freddo del marmo dell'acquasantiera, l'odore dell'acquasanta, salato, la carta secca dei libri di preghiera.
Non è il tipo di profumo che porto abitualmente, ma ogni tanto, quando si sente il bisogno di ritiro in se stessi e di spigolosità verso il fuori, io optavo per l'Eau Trois. Ora so che ho anche questo, meno spigoloso ma che ugualmente oppone un piano riflettente verso gli altri.

Breath of God (Gorilla Perfume/Lush) - 2010 - Orientale Legnoso Cuoiato (Simon Constantine)
Neroli, Limone di Amalfi, Melone, Gelsomino, Rosa, Vetiver, Legno di Sandalo, Cedro della Virginia, Ambra, Muschio, Incenso, Pompelmo, Pepe Nero, Ginepro, Oud, Cuoio

venerdì 21 marzo 2014

Uccelli


...mi è entrato un uccello in casa, uno di quelli che gugolano dalle cinque del mattino sopra il tetto di casa mia. Era già due giorni consecutivi che aprendo la finestra della camera e tornando sotto le coperte, veniva a posarsi sulla ringhiera di ferro battuto un piccionetortoracolomba.
Se ne stava li, a guardare dentro casa...allora sollevavo il piumone e volava via.
Mi ero chiesta se questo avvenimento potesse voler dire qualcosa, come gli àuguri romani che osservavano gli uccelli per trarne auspici, mi ero fatta un appunto mentale...
poi la quotidianità prevale e te ne dimentichi
Oggi sto scrivendo al portatile e improvviso come falcopiccionetortora entra 'sto pollastro. E non riesce più ad uscire perchè si è infilato tra le finestre accostate.
Mi parte un grido strozzato, non posso farne a meno, il cuore mi salta nel cervello e ci si aggrappa con tutte le sue forze determinato a non tornare giù. Mentre l'uccello prova ad uscire a capocciate contro il vetro, agguanto una cartellina e la uso come prolunga per cercare di aprire le ante. Il volatile alterna una finestra all'altra e io di conseguenza, in una danza di allontanamento come un minuetto. Finalmente, con i polsi che tremano, comincio a parlare bassa all'uccello. "Stai tranquillo che ti apro, stai tranquillo che ti apro, stai tranquillo che ti apro io..."
Il mantra sembra funzionare, l'uccello si acquieta e riesco ad aprirgli la finestra da sopra, credo di aver avuto le braccia lunghe un metro in quel momento.
Un fruscio d'ali e puf...sparito.
Ora che sto scrivendo ho ancora il tremore adrenalinico...

Urge assolutamente scoprire che messaggio c'era per me.

P.S....senso di leggerezza, di volo, tenerezza, saudade, desiderio di pace, veicolato dalla colomba del diluvio. Spirito Santo.

Il piccione annuncia amicizie e riconciliazioni. Rappresenta la donna innamorata ma volubile. In sogno raffigura il sognatore stesso, concentrato sulla direzione prescelta.

Capito tutto. I fiori stanno funzionando. C'è una energia cosmogonica che si muove dalla notte dei tempi. Basta vederla e prenderla.

giovedì 13 marzo 2014

La casa sul Lago


Mercoledì 12 marzo 2014 - Sto di nuovo sognando. Sogno di andare alla casa sul lago, che già ho sognato altre volte. Questa volta ci arrivo a piedi, facendo la strada che si inerpica, costeggiando il lago. Passo di masso in masso, stando attenta a non scivolare in acqua. La strada e' isolata e io cammino solitaria. Mentre cammino mi si formano immagini nella mente, vedo il tacco dei miei stivali con le frange preferiti, che è corroso dove l'avevo fatto ricostruire.
Come una carie nel legno.
Vedo un sacchetto bucato che perde acqua. Arrivo alla casa, l'ho già vista altre volte. Di solito e' un luogo tranquillo dove ci sono solo io. Oggi c'e' lezione di flamenco con il musicista. Mi sgrida.
Mi sveglio.

domenica 29 dicembre 2013

Fleur du Mâle - Jean Paul Gaultier

Flaur du Mâle è stata una rivelazione inaspettata. Un eau de toilette intensa e persistente come un eau de parfum, Morbida e rotonda, calda, inebriante. Classificata come un profumo da uomo, è il profumo di un uomo con la pelle setosa che odora di donna, eppure mascolino. Sensuale e discreto. Esplode di fiori bianchi e miele.
Non ho saputo resistere, mossa come sotto ipnosi sono andata a cercarlo, consapevole che in Italia è quasi impossibile trovarlo. L'ho visto nella seconda profumeria, l'ultimo pezzo oltre al tester. Il torso bianco puro, il suo profumo di fiori d'arancio. Era destino...



Fleur du Mâle (Jean Paul Gaultier) - 2007 - Floreale Fougère (Francis Kurkdjian)
Petitgrain, Boccioli di Fiori d'Arancio, Neroli, Miele bianco, Felce, Muschio, Cumarina, Camomilla, Basilico  

sabato 28 dicembre 2013

I Fiori del Maschio

Venerdì 27 dicembre 2013 - Ho appena incontrato un maschio che mi ha deliziato tutta la notte, la sua pelle profuma di fiori bianchi, come di femmina. Il mattino dopo, la prima immagine sfuocata che mi appare davanti agli occhi è un mazzo di tulipani rossi, alcuni in boccio e alcuni quasi schiusi, la lingua nera all'interno del petalo che brilla lucida. La sua mano me li porge e me li fa odorare sul cuscino, metto a fuoco il suo viso: sopra un bel sorriso, occhi color tigre. Mi sveglio.

mercoledì 31 luglio 2013

Le Calze Grosse e i Sandali



Mercoledì 31 Luglio 2013 - Sono nel bagno della casa di mia nonna materna, sto preparandomi per andare al lavoro. Mi trucco gli occhi di grigio bluastro ma ho preso troppo colore e vengono due macchie inverosimili, cerco di pulirle e mi accorgo che su una guancia ho disegnata la bandiera americana, le stelle fatte con le paillette. Frego con il cotone e il latte detergente ma i colori fanno fatica a venire via. Sono in ritardo, mi vesto parzialmente e caccio il resto dei vestiti nella borsa del cibo per la pausa pranzo. Devo uscire di casa per andare a prendere il treno. Mia mamma mi sgrida non so bene per cosa, litighiamo e le faccio dei gestacci ma che non vogliono dire nulla, le mani non fanno quello che voglio. Uscita dal portone mi rendo conto di aver dimenticato la borsa. Ora è la casa dove abitavo da piccola, la vetrata dove si intravede l'atrio e la portineria è enorme. Il citofono in alto e non vedo bene i nomi scritti sulle targhette. Cerco di ricordare che posizione avevamo e mi rendo conto di non sapere il nostro nome. Schiaccio a caso e fortunatamente l'inquilino apre senza chiedere chi è. Recupero la borsa e con tutti i parenti andiamo dal dottore. Devo fare un prelievo per vedere il livello di glucosio nel sangue. Il mio dottore mi ha detto di andare presso una villa e chiedere della sua infermiera, che mi farà l'esame. La villa è un castello, ponte levatoio, cortile interno, simile al Castello Sforzesco ma più piccolo, una residenza di campagna. Trovo l'ingresso dello studio medico ed entro. C'è moltissima gente, confusione, tutti in cappotto, la stanza è immersa in un buio invernale illuminato a tratti da abat-jour. Mi siedo e aspetto, cerco di individuare l'infermiera tra tutta questa massa di gente irrequieta. Improvvisamente mi si avvicina un dottore, è il collega del mio. Indossa il camice e una sciarpa di lana rossa intorno al collo. E' molto alto, con una massa di capelli ricci e occhi penetranti.
Mi prende i piedi, io li guardo e vedo che indosso sandali dorati con tacco alto e calze di lana grossa color blu piombo. Mi slaccia i sandali e mi toglie le calze. Afferra le mie gambe per le caviglie e comincia a farle oscillare e piegare. Li in mezzo alla sala d'aspetto, seduta su un divano insieme ad altri pazienti, io mi chiedo se tutto questo sia regolare, le persone intorno a me non fanno una piega. Una donna seduta alla mia sinistra si alza e si sposta. Il medico continua a sbattacchiarmi e io mi sento fuoriuscire dal corpo, sono fatta di aria. Si toglie il camice e rimane a torso nudo con la sciarpa rossa intorno al collo. Appoggia i miei piedi sul suo petto e si avvicina costringendomi in una posizione rannicchiata. Mi sento risucchiata velocemente nel mio corpo, i suoi occhi fiammeggianti a pochi centimetri dai miei. Impossibile non guardarli. Il dottore si stacca, rimette il camice e mi chiede se ho sentito qualcosa di strano, metafisico. In effetti è così ma non riesco a dirlo verbalmente. Mentre mi rivesto mi dice di tenerlo aggiornato, perché gli effetti arriveranno a breve. Ha capito ma vuole sentirselo dire.
Esco nel cortile del castello. Cammino sul selciato polveroso guardandomi i piedi. Le calze grosse e i sandali. Mi sveglio.

mercoledì 29 maggio 2013

Siamo Polipi Elettrici alla Ricerca di Risposte


























Ci sono dei segni. In qualsiasi cosa ci circonda. Basta essere pronti e coglierli. Spesso ho posto una domanda e aspettato. La risposta arrivava. Sempre. Per vie misteriose, un libro, una frase alla televisione, qualcuno che parla proprio di quella cosa li. E' come se noi buttassimo in continuazione propaggini filamentose, elettriche, ricche di ventose, intorno a noi stessi. Esse esplorano, captano, afferrano. Poi succede che un giorno si seccano tutte e cadono. Improvvisamente ti senti svuotato e scarico. Chiuso tutto su te stesso. Ci vuole tempo perché ricrescano, tempo e dedizione. Ma ricrescono. Siamo polipi elettrici alla ricerca di risposte. Ma quello che fa ricrescere i tentacoli è avere domande.


venerdì 24 maggio 2013

Nashville

Venerdì 24 Maggio 2013 - Sono a Nashville, partecipo ad una gara ma non so di che si tratta. So solo che devo cambiare abito e sfilare più volte al giorno. A Nashville ci sono diverse manifestazioni tutte contemporaneamente, è un gran casino, raduni di bikers vestiti anni anni '60, la gara dove sono iscritta io, il festival della canzone country, il raduno della guardia nazionale...le immagini del film di Altman si sovrappongono alla realtà. Mi comunicano che ho vinto. Altro cambio d'abito, i colori dominanti sono tre, verde smeraldo, giallo cromo e rosso, tre abiti da sera di raso scintillante e tacchi alti. Cammino su una strada polverosa, evitando la gente. Mi sento strana, come se il fatto di aver vinto sia la fonte stessa dell'ansia che mi attanaglia. Cammino tenendomi lo stomaco, le fitte che si attorcigliano arrivano fino alla realtà. Mi sveglio, sto male.







domenica 19 maggio 2013

L'Orto dei Profumi



Sabato 27 aprile 2013 - Ti ho sognato prima, avevamo un orto delle erbe, nel giardino di un chiostro, era bello...profumo di erbe aromatiche e silenzio...ci baciavamo...era una notte calda

Il giardino onirico è il nostro centro paradisiaco interiore, rappresenta la vita naturale, sessuale e quella dell'anima. Raffigura la percezione interiore che si rivolge all'esterno. E' il luogo dove non bisogna far entrare coloro che devastano i fiori, gli alberi, le erbe perché ogni pianta rappresenta un potere magico, affettivo, amoroso, divino che va protetto.
Nel giardino onirico c'è tutto quello che si ama. 


Le erbe rappresentano i rimedi, le meraviglie, la fortuna. Sono intimamente collegate al potere curativo e vivificante. Le erbe aromatiche oniriche sono dotate di poteri magici che attirano, ammaliano chi ne respira il profumo.



giovedì 2 maggio 2013

Passaggi a Livello


Giovedì 2 maggio 2013 - Mi guardo allo specchio, sono dal parrucchiere, ho capelli rossi ramati molto folti e vaporosi, ma spostando il ciuffo noto con angoscia che sono come quelli delle bambole e che manca completamente una parte sottostante. Non si vedeva perché il ciuffo ricadeva sopra coprendola. Improvvisamente mi trovo nel paese dove sono cresciuta da bambina, cammino verso la stazione ferroviaria, faccio fatica a riconoscere le strade e i palazzi, sono cambiati moltissimo. Come trasportata da una forza invisibile mi trovo in mezzo ai binari, dove ci sono i passaggi a livello, una fila interminabile di macchine e camion scorre a velocità sostenuta schivandomi, c'è polvere e chiasso, e in più sta arrivando il treno che sembra non aver intenzione di fermarsi, fischia, io non so come fare a salvarmi, mi sveglio in mezzo alle rotaie in preda al panico, con il treno e un camion che stanno per incrociarsi proprio dove sono io.

mercoledì 1 maggio 2013

Verde, Azzurro

Mercoledì 1 maggio 2013 - Vivo in una casa al mare con mio papà. Si è appena trasferito da me, ha una stanza tutta sua che ha attrezzato immediatamente con un telefono anni '70 di quelli che si chiudono. E' azzurro trasparente e ha allungato il filo per poterci parlare dal letto e comunicare con una vicina di casa bionda. Guardo nel frigorifero e non trovo più gli asparagi e tutte le verdure verdi che avevo comprato. Passando davanti alla sua camera noto tra le lenzuola i resti delle verdure. Le ha mangiate crude. Mi sveglio. Vado a pranzo da lui, porto gli asparagi.

sabato 6 aprile 2013

Il Vincolo

Mercoledì 3 aprile 2013 - Giro tra le bancherelle di un mercato sotto la pioggia. Cerco un vincolo che mi faccia uscire di casa. Lo trovo, è arte del riciclo, un anello delle lattine di alluminio inglobato in una mattonella di legno antico. Tocco la superficie dell'oggetto, è bellissimo. Mi sveglio.