domenica 8 giugno 2008

Profumi anni '70 e '80

Un Natale di qualche anno dopo mi arrivarono in regalo Givenchy III, dalla zia Rosanna, e Mystère de Rochas. Givenchy III era troppo secco per me e nonostante la linearità del flacone con l'etichetta dorata e la scritta asciutta mi affascinasse, mi ricordava troppo la lacca per i capelli (odore che non ho mai sopportato). Mystère invece era buonissimo. Lo conservo ancora e ogni tanto lo annuso. Molto del suo fascino era dovuto al nome, per una adolescente era promessa di nuove scoperte.

Givenchy III (Hubert de Givenchy) - 1970 - Cipriati verdi
Bergamotto,
Mandarino, Mughetto, Giacinto, Rosa d'Oriente, Gelsomino, Muschio di quercia, Sandalo, Patchouly. Fresco alla partenza, evolve verso una nota floreale verde, in accordo con rosa e gelsomino.


Mystère (Rochas) - 1978 - Floreale - (Nicolas Mamounas)
Bergamotto, Caprifoglio, Gelsomino, Rosa, Narciso, Gardenia, Magnolia, Frangipani. Profondo, deciso e un po' stregone, per la donna che colpisce, affascinante e misteriosa

L'estate di quello stesso anno, con due amiche andai a Nervi. Una giornata di mare e risate adolescenziali, una parentesi spensierata in un periodo di tristezza che avrebbe avuto un'epilogo tragico di lì a poco. Partimmo la mattina presto e facemmo il viaggio sul furgone del padre di Alessandra, doveva sbrigare delle faccende e noi fummo libere di vivere la giornata in piena autonomia. La spiaggia, la focaccia ligure e una capatina in profumeria, dove procedetti all'acquisto del primo profumo scelto e pagato solamente da me. Chloè. Aveva una tuberosa di vetro opaco come chiusura. Unico. Neobarocco. Diverso. Così veniva descritto. Come volevo essere io.

Chloè (Karl Lagerfeld) - 1975 - Soliflores: Tuberosa

178 elementi tra i quali Mughetto, Giunchiglia, Ylang-Ylang delle Comore, Coriandolo, Tuberosa, Gelsomino di Grasse, Rosa Bulgara, Iris, Sandalo.

La passione era stata innescata. Leggevo di profumi e mi fermavo nella profumeria vicino a casa ad annusare i profumi di cui avevo letto, con la complicità e la gentilezza della proprietaria, la signora Wanda, provai in sequenza sparsa Paris, Eau Sauvage, Cacharel pour l'Homme, Rive Gauche...

Scelsi l'Eau Sauvage. Ancora un nome evocativo di promesse. E recentemente ho ricomprato Cacharel pour l'Homme, che trovo ancora sferzante, lo uso quando ho malditesta, quando non potrei sopportare gli altri profumi che con l'evoluzione sono entrati a far parte di me. Ho la tendenza ad identificarmi lo so.

Eau Sauvage (Christian Dior) - 1966 - Esperidati floreali cipriati - (Edmond Roudnitska)
Limone, Lavanda, Rosmarino, Basilico, Gelsomino (Helione), Muschio di quercia.
http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_archives/2005/4/19/594915.html

Paris (Yves Saint Laurent) - 1983 - Floreale - (Sophia Grojsman)
Rosa di Parigi, Mimosa, Biancospino, Violetta, Iris, Geranio del Marocco, Gaggia, Fiori d'Arancio, Caprifoglio, Nasturzio, Vetiver, Sandalo, Muschio, Ambra
http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_archives/2008/6/2/3725295.html


Cacharel pour l'Homme - 1981 - Esperidati speziati - (Gerard Goupy)
Bergamotto, Lavanda dell'Alta Provenza, Noce Moscata del Brasile, Nocciola, Ylang-Ylang delle Comore, Geranio, Sandalo, Cedro, Muschio, Vetiver, Gelsomino di Shiraz, Agrumi

Mentre Eau Sauvage e Cacharel pour l'Homme sono rimasti tra i miei preferiti, Paris l'ho regalato, non mi piaceva più. Chloè lo annuso ogni tanto, ci sono affezionata ma non lo uso, non mi rispecchia più. La tuberosa è un fiore che continuo a prediligere ma quella di Chloè è fredda, come il vetro di cui è fatto il fiore del flacone che tanto mi aveva colpito.
Questa primavera cercavo un profumo di fiori, cosa insolita per me che amo gli ambrati. Senza saperlo ero alla ricerca del tempo perduto, della rinascita come donna nuova. L'ho ritrovata, davvero sola o quasi, più matura, più carnosa. Come sono diventata io. L'ho ritrovata tutta sola in Tuberose Intoxication di Agent Provocateur, che è un olio per il corpo che lascia la pelle setosa e persistentemente profumata. E in Datura Noir di Serge Lutens, un profumo che non posso mettere tutti i giorni, per indossarlo devo essere in quello stato di grazia dove la vita ti sembra sempre Primavera.
P.S. La Primavera che intendo io non è sbocciare di fiori, e uccellini in volo, ma il prepotente riaffiorare alla superficie di sensualità e carnalità. Una Primavera dei Sensi.

giovedì 5 giugno 2008

(GMT - 1.00 h) Azzorre

Su questo blog vige il fuso orario delle Azzorre. Mi piaceva l'idea.
In realtà scrivendo quasi sempre di notte, è risultato anche comodo per rimanere abbastanza giusta con le date.

Sta di fatto che è da Mercoledì che non vado a dormire prima delle due e trenta, tre e trenta di notte. Al mattino mi devo catapultare fuori dal letto in un nanosecondo. Risultato non mi ricordo più cosa ho sognato. A sprazzi durante la giornata mi ritornano in mente dei particolari, o forse sto dormendo e sognando proprio in quel momento. Quindi ho preso una decisione.
Stasera smetto qui. Vado a dormire e a sognare.

mercoledì 4 giugno 2008

Dall'Oculista Onirico


Dopo essere stati dal Parrucchiere, ovviamente si va dall'Oculista Onirico. Per vederci meglio.

Lunedi 2 Giugno 2008 - Vado dall'ottico per fare la visita agli occhi, devo cambiare gli occhiali, c'è tanta gente in negozio, ma io insisto e mi fa salire. Invece di controllarmi la vista, inizia a farmi la pulizia del viso. Mi depila. Esco. Vado in farmacia, è chiusa. Ho già pagato per una crema che non è ancora arrivata. Ritorno dopo un po' e la farmacista mi comunica che il prodotto che volevo è stato cambiato. Ora è in stick a due fasi, una profumata, l'altra no. La prendo. Vado a casa. Con il brodo delle cosce di pollo preparo un risotto buonissimo.

LOculista Onirico aiuta a correggere un'ottica sbagliata, un modo distorto di giudicare una situazione. Rivela anche che si è pronti per percepire le cose più chiaramente.

Gli Occhiali esprimono il desiderio di comprendere meglio la vita, se stessi, gli altri.

Depilarsi vuol dire purificarsi attraverso il sacrificio e la rinuncia.

Pulendo ci si libera da influenze psichiche opprimenti.

Qualsiasi medicamento o rappresentante della medicina è simbolo della psiche che si trova nel corso di un lavoro di liberazione dalle ossessioni, dalle paure e dalle angosce del vissuto.

I rimedi rappresentano nuove aperture del pensiero. Consentono di attuare un distacco da ciò che ci distrugge o causa ristagno.

Il riso, il chicco, rappresenta le esperienze fatte e la maturazione della personalità come compenso a fronte di delusioni e sofferenze subite.

Cucinare incoraggia a superare in modo consapevole avvenimenti negativi, a liberarsi dall'ossessione che esercitano.

venerdì 30 maggio 2008

Puah! Minestrone

Già non mi piace nella vita, ora mi tocca mangiarlo anche nei sogni.

Giovedì 29 maggio 2008 - Ho sognato di mangiare passato di minestrone di verdure.

Da una piccola ricerca sui libri dei sogni risulta che mangiare significa "incorporare", esperienze, conoscenze, valori (del "passato" evidentemente). La minestra nello specifico esorta a sopportare conseguenze di situazioni in cui ci si è cacciati da soli. Come dire "o mangi la minestra...o salti la finestra", rimango sopportando o scappo? Ma chi esce dalla finestra sta scappando di nascosto e taglia tutti i legami con il passato (ancora...).

Nell'altro libro mangiare la minestra è simbolo di guarigione o della scomparsa di una ossessione.
Preferisco il secondo. Quindi mi sa che, nel mio caso, è più giusto il primo.

giovedì 29 maggio 2008

Direzioni e direttive nei sogni

Si, lo so. Sono strana. Entrando nel sito può sembrare che non ho più pubblicato niente, ma... andando indietro compaiono post che prima non c'erano. E' che proprio DEVO metterli in ordine cronologico. Questo è nuovo però.

Mercoledì 28 maggio 2008 - Sono in un ufficio con tutte le scrivanie sistemate a gruppi in una sola stanza. Ho sognato spesso le scrivanie messe così, in un periodo precedente al black-out onirico. Vado in bagno e accendo il forno a micro onde per cucinarmi del cibo. Salta la corrente, qualcuno deve aver messo in funzione fotocopiatore e macchina del caffè contemporaneamente. Spengo il forno e, facendo finta di non sapere niente, esco dal bagno. Il capo non riesce a fissare una tenda, con mossa geniale la blocco a metà sfruttando un gancio che penzola dalla tenda e fissandolo alla maniglia della finestra, con un movimento da sotto in su. Nel sogno penso al pensiero laterale.

Faccio ripartire i computers rispondendo alle domande come se non fossi responsabile del black-out. E dando risposte tecniche esaurienti. Nel buio, prima, c'è un ragazzo, mi ha preso la mano, mi abbraccia e mi bacia. Senso di calore umano e pienezza del cuore. E' tornata la luce. Mi trucco le labbra di rosso e mentre parlo con altre persone, allungo il braccio all'indietro e tocco la mano destra del ragazzo. Lo guardo negli occhi e ricambia lo sguardo. Mi sveglio mentre spiego alla collega perché ho un debole per lui.

Il forno è un simbolo di creazione e trasformazione. E' la maturazione dei nostri progetti.
Il ritorno dell'elettricità rappresenta il "chiarimento".
Il giovane uomo, la mano, la destra, dal sotto in su, sono tutti simboli di azione, creatività, intenzione, del conscio, del portare all'esterno.

La bocca indica esigenze di contatto e comunicazione
Il rosso è energia, forza motrice.
Truccarsi evidenzia bisogno di un cambiamento, di essere trasformati.

Lo sguardo è il messaggio di un mutamento interiore. E' l'intuito.
Il pensiero laterale segnala che il sogno va letto non per quello che sembra. Ciò che vi succede in ordine di caos, buio e poi luce, rivelazione (la tenda aperta a metà), risoluzione dei problemi, indica un percorso fatto o ancora da fare.
Nel sogno della Maestra Vecchia, scendevo la scalinata della mia casa Multipiano. Era il momento del ritorno alle proprie capacità innate, ma anche un precipitare dentro di sè, in una fase dominata dall'incoscio e dall'istintualità. Ora, a quanto pare, sto risalendo?

domenica 25 maggio 2008

Il Festino

Questo è quello che si dice un sogno iniziatico o rivelatore.

Al festino onirico partecipano i principali personaggi della nostra vita. Intorno al banchetto sorgono situazioni complesse, sono le varie sfaccettature della vita affettiva, e dello stato interiore.

Sabato 24 Maggio 2008 - Sto guidando e sulla strada vedo due camion che hanno perso il carico per la troppa velocità. Uno ha perso Fiori di Gelsomino (o Tuberosa) ci sono degli uomini che con delle pale cercano di raccogliere i fiori e rimetterli sul camion. L'altro camion ha perso scatole bianche, vuote. Sono a piedi e faccio segno con le mani di rallentare ad altri camion che stanno arrivando da dietro una curva. Da uno di questi cade una cassapanca armadietto. Aiuto una vecchia signora molto distinta a raccoglierlo. Lo guardo e dico che, anche se è da rimontare, i pezzi ci sono tutti. Aiuto la signora a portarlo nella sua casa. E' una villa negozio che si sviluppa tutta in lunghezza, un corridoio con tante stanze. Lei mi fa specchiare in uno Specchio Magico e vedo il mio viso per metà deturpato da buchi sulla pelle. Lo Specchio Macchina Fotografica mostra in realtà come è il viso dopo l'esposizione al sole. La metà destra è giovane e bella rosea con la pelle compatta, la metà sinistra è brutta, vecchia con crateri nella pelle da dove si vede la carne sottostante marcia scottata. Poi mi mostra il trucco. Lo Specchio è in realtà un vetro semitrasparente, che riflette ma che è sovrapposto a una sua foto di quando lei stessa aveva il problema. In sequenza ci sono foto dove migliora e guarisce. Arriva mio fratello e allora gli faccio lo stesso scherzetto. Nella Villa c'è un matrimonio, io sono della troupe che fa il film. In alcuni momenti non è un matrimonio ma un festino aziendale. Gli invitati fanno cose strane seduti nei vari salotti lungo il corridoio. Coppie che si baciano, coppie che fanno l'amore, gruppi impegnati in orge. In un'altra stanza una coppia, Lui dirigente, Lei prostituta d'Ufficio lo sta allattando, ma non esce latte dal seno. Esco in giardino. C'è un uomo da solo che si tocca. Ci insegue, io sono con le mie amiche, loro scappano verso il bosco, lui segue me, io scappo verso la casa è mi chiedo perché sono rimasta da sola, perché non sono rimasta con il gruppo. Rientro in casa. Sono seduta su un divano e sto leggendo un libro (sulle conchiglie? sui minerali?) un bambino di fronte a me sta facendo i compiti, c'è un maestro che lo interroga. Una signora bionda seduta a fianco a me fa pettegolezzi e continua a parlare a vanvera ad alta voce. La zittisco, dicendo che il bambino non riesce a concentrarsi sulla lezione del maestro, ma in effetti è a me che da fastidio, non riesco a capire cosa sto leggendo. Mi sposto in un'altra stanza, c'è la sposa che sta tagliando la torta, ma prima facciamo una foto alla mamma della sposa che taglia la torta che ha fatto lei. Mangio una fetta di torta con le fragole e crema pasticciera, un po' di gelato al cioccolato, è in una scodella ma me ne hanno dato poco, solo una mezza pallina, e una fetta della crostata della mamma della sposa. Racconto a una donna dei due che ho visto e dell'allattamento, per spiegare meglio le tocco il seno, imbarazzata se ne va. Torno nella stanza dei due e siccome non do fastidio mi metto a leggere il libro. Dopo un po' mi dirigo alla stanza finale, lì c'è mio cugino Andrea, vestito tutto elegantemente, che Custodisce dei Segreti. In piedi ad una scrivania antica, dietro di lui una libreria con libri molto antichi che nascondono attrezzatura moderna per spiare. Mi sveglio prima di poter vedere i Segreti.

I Fiori simboleggiano l'anima, ne raffigurano la bellezza. Gli viene attribuito un ruolo passivo ed effimero ma anche materiale, evolutivo e poetico.

Il Carico è simbolo di doveri fastidiosi, di una colpa o di un sospetto.

Sognare un Camion vuol dire che si possiede l'energia, la forza, l'ambizione per superare i compiti difficili. Se è carico di mobili predice un cambiamento nella vita.

Scatole, pacchetti, sono l'emblema di una esperienza non ancora superata.

Il Bianco è grazia, saggezza e vittoria. Ridona la pace interiore, elimina le ossessioni. Rappresenta la Donna, l'innocenza ma anche l'impoverimento della vita emotiva. E' il riflesso dell'assoluto.

L'Armadio denota la ricerca della propria vera personalità.

Vedersi brutti nello specchio è segno di solitudine mal accettata, di sofferenza.

L'Ascesso raccomanda di non coltivare pensieri e sentimenti negativi, perché nuocciono solo a noi stessi, e incita a riappropriarsi della gioia di vivere.

Cute: Una pelle scuoiata o mutata può stimolare a tentare un nuovo inizio, liberandosi dal peso delle esperienze spiacevoli del passato.


Il Corridoio rappresenta un periodo di transizione. Collega due fasi della vita (come il ponte). E' lo sforzo teso alla nascita in una nuova vita e alla piena realizzazione di una lunga ricerca interiore.
Uscire su un giardino fiorito preannuncia un periodo di felicità dopo un momento di solitudine intensa. Tutto ciò' che accade nel corridoio indica lo sviluppo di una situazione. Dal contesto del sogno si può capire se felice o infelice.

Il Matrimonio ha funzione di collegamento, di fusione. Segnala la fine di un genere di vita e l'unione con un'altra fase dell'esistenza. Qualsiasi celebrazione o festa parla di una agitazione interiore, di una messa in discussione della vita sentimentale.

Vedere altri che si baciano è spesso sintomo di uno stato d'animo depresso a causa di forti desideri insoddisfatti

Mangiare: Cioccolato è indizio di bisogno affettivo. Fragole una buona amicizia nella quale rivestono un ruolo importante anche le esigenze sessuali. Crema dimostra che possiamo di nuovo godere della pubblica approvazione, ritrovare un'amicizia o un amore.

Seno, Latte, Allattamento, Madre, Armadio, Scatola, Bianco, sono tutti segni della Madre che alberga dentro di noi.

Lo Scrittoio incarna la vita esteriore. Rappresenta il lavoro. Una scrivania da sola in una stanza è sintomo di uno stato intellettuale febbrile. Quello che succede in questa stanza concerne la vita lavorativa del sognatore.

Il Segreto è la comprensione di qualcosa di importante che può riguardare fatti, persone o un'aspetto della propria personalità. E' legato al potere. Il Segreto che viene rivelato in sogno deve essere mantenuto e rispettato. La Verità traumatizza chi non ha ancora raggiunto l'evoluzione necessaria alla sua comprensione, o viene deformata e resa ridicola da chi non può comprenderla.

sabato 24 maggio 2008

Dal Parrucchiere Onirico

Dal Parrucchiere Onirico ci si va per rimettere a posto le idee.
Tagliare e pettinare i capelli in sogno vuol dire tagliare e
riordinare pensieri, sentimenti, emozioni. Il Parrucchiere è
l'Osservatore Segreto che alberga in noi e cerca di cambiare il nostro modo di vivere.

Venerdì 23 maggio 2008 - Sogno di essere nel mio centro commerciale, quello in cui vado quando devo far compere in sogno. Normalmente è situato su un promontorio su un lago o sul mare. Non sempre riesco ad arrivarci, alle volte gli svincoli che lo circondano mi portano fuori strada, sotto il ponte, sopra il ponte, lo vedo... è li a picco sull'acqua ma non riesco a raggiungerlo. Alle volte invece è in centro città nascosto dietro un palazzo tipo Quirinale, ma che nel mio sogno si chiama Velasca. Devo lasciare la macchina al parcheggio di Lotto/Loreto e per raggiungerlo mi tocca cambiare tra treno, autobus e tram. Certe volte i negozi di quando è in città sono chiusi, tanti sforzi per niente. Quando è li ci sono due negozi di scarpe e borse, uno piccolo e con la merce tutta accatastata, scavando però ci si trovano belle scarpe e belle borse, ottimi affari. Quello di fronte invece è enorme, ma non ci sono mai stata. Quando il centro commerciale invece è sul mare è sempre aperto. Una volta ci sono andata per un negozio di vestiti, vendeva solo abbigliamento per la danza classica e contemporanea, scarpette da ballo, calzamaglie, tutine, accessori bellissimi e luccicanti, profumi... Stanotte sono riuscita ad entrare, è sul mare. Devo andare dal parrucchiere a tagliarmi i capelli. Ci sono tre parrucchieri. Una ha ricavato il negozio nello spazio dove c'è la macchinetta del bancomat, sono già stata da lei in un altro sogno, e non mi sono trovata bene, mi aveva fatto una frangia alla c... L'altra ha il "negozio" nell'area dei tavolini del bar, tutto all'aperto. Sono una di fronte all'altra e si odiano. L'unico parrucchiere uomo ha un negozio bellissimo, nel sogno penso che negozi così li trovi solo a Parigi, le poltroncine e lo specchio ovale con la cornice antica sono sistemate a isole, ogni parrucchiere ha la sua isola dove può creare... Si trova di fronte a quella all'aperto, triangolato con quella del bancomat. Poi c'è il Barbiere Automatico, una sorta di macchina per le fototessera che però ti taglia i capelli, è verso l'uscita, come sempre... Vado da quella "all'aperto" e spiego che voglio eliminare la frangia quindi più che tagliare dovrei allungare i capelli, ma comunque vorrei spuntarli tutti dritti e un po' scalati davanti. Mi fa accomodare e se ne va. Dopo parecchio tempo che nessuno si fa vivo, mi alzo e mi faccio vedere da dietro una colonna. La parrucchiera sta pettinando una signora più importante, le faccio segno e lei mi manda la ragazza "scopacapelli". Spiego anche a lei quello che voglio e inizia a tagliarmeli, quando finisce mi guardo allo specchio e ho una capigliatura tipo sarcofago di Tutankamen a casco rigido, a righe orizzontali oro e nere. Sconsolata me ne vado e mi chiedo perché, ancora una volta non sono andata da quello bello. Camminando guardo verso il Barbiere Automatico e mi domando che tagli farà. Ne vedo uscire un signore. A scodella.

Se dal Parrucchiere Onirico si va per cambiare, dall'Estetista Onirica per che cosa si va?

Centro Commerciale: "Il luogo sacro si trova sempre nel centro". Nella vita onirica il centro è il principio di una cosa. La Nascita. E' anche l'inizio di un'opera, l'irraggiamento e l'organizzazione. E' sia l'avvio che la sua realizzazione.

I Negozi Onirici indicano le molte possibilità che la vita ci offre e che invece si sfruttano troppo poco o che ci si lascia sfuggire.

La poltrona invita il sognatore al riposo. Indica un periodo di compromessi al quale si compensa con un desiderio di farsi valere con rispetto e dignità.

Lo Specchio raffigura il riflesso giusto e preciso di una verità ancora da scoprire. E' lo Strumento Rivelatore, sulla vita e sulla propria evoluzione.

Vedersi pettinati male significa avere idee confuse e sentimenti complicati.

venerdì 23 maggio 2008

A ritroso

Dopo circa otto mesi di black-out sono tornata. Mi rendo conto che questo periodo ha rappresentato per me una specie di ritiro dal mondo. Chiusa su me stessa ho macerato riflessioni. Dopo tanto tempo che non succedeva ho ricominciato a ricordarmi i sogni che faccio. E' iniziato più o meno a dicembre. Così ho deciso di pubblicarli a ritroso. Amore compulsivo per la cronologia.

sabato 10 maggio 2008

Il Momento del Sublime

Martedì 6 Maggio 2008 - Sono in piscina per la lezione di aquagym. L'acqua è azzurra. Quando finiamo devo ridare un libro al maestro. Dentro il libro c'è un portafoglio. Metto il portafoglio in un cassetto di un mobiletto a bordo vasca. E rientro in acqua a leggere il libro. Il titolo recita "Immersione. Tutti i tipi di immersione, dal pensiero all'immersione subacquea" vado per riportarglielo ma sta chiacchierando con amici, spaparanzato su una poltroncina di vimini. Decido di rimettermi la cuffia e gli occhialini per nuotare. Segnerò due turni se esco in ritardo. Ho tanti accappatoi nella borsa. Entro in acqua e vedo Sayid vestito di bianco, bellissimo, in piedi vicino alla vetrata. Mi dice che sto vivendo un Momento del Sublime. Chiedo cosa vuol dire e lui mi spiega che è tipico dei paesi asiatici e mitteleuropei. Chiedo "e voi cosa siete spiegati meglio... " lui risponde: "Al tramonto di una giornata dove hai fatto tutto quello che dovevi fare, Vi prende una languidità e nello stesso tempo una voglia di fare. Quello è il momento di dedicarsi alle cose che realmente ci appassionano e nel farlo tutto avverrà perfettamente, in modo sublime."
Così dicendo se ne va, io penso che lui è Indiano, e sono onorata che mi abbia fatto visita.
Inizio a nuotare. L'acqua è nera, per il solito fondo di pietra scura. Nonostante ci provi non riesco ad immergermi, rimango sempre in superficie come quegli insetti troppo leggeri per affondare, come la zanzara di Microcosmos. Non Vedo niente. Mentre mi sto svegliando capisco che non riesco a nuotare come vorrei perché il mio lato sinistro non si muove coordinato con il resto del corpo.

Il Portafoglio nei sogni rappresenta la propria personalità ed esprime il desiderio di conoscersi meglio e di realizzarsi.

Il Libro rappresenta i ricordi, le esperienze e le conoscenze maturate nella vita. Il titolo rappresenta l'individuo, leggere esorta a tenere maggiormente in considerazione le esperienze personali.

Immergersi rivela la paura dell'ignoto, del proprio inconscio quindi incita ad avere più coraggio e a rischiare.

Gli Occhiali esprimono il desiderio di capire meglio la vita, se stessi e gli altri. Ma avvertono anche di non occuparsene troppo per non dimenticarsi di vivere.

Gli Occhi simboleggiano l'intelligenza, la vivacità mentale, gli interessi spirituali, la curiosità e la conoscenza, ma anche inquietudine interiore. Non vedere prevede una svolta favorevole.

L'Indiano rappresenta la sfera irrazionale della psiche. In qualità di Guru incarna la guida che ognuno ha nel proprio inconscio. Esorta ad approfondire meglio l'autoconoscenza, ad utilizzare le esperienze maturate e a seguire le intuizioni al fine di espandere la propria coscienza e raggiungere l'armonia interiore.

Il lato sinistro rappresenta l'anticonvenzionale, il nascosto, l'oscuro e il negativo. E' governato dall'emisfero cerebrale destro, dall'istinto.

mercoledì 7 maggio 2008

Tuffi di Rana alla piscina del campeggio

La Rana nei sogni rivela la capacità di cambiamento in riferimento alla personalità del sognatore e alla sua condizione di vita.

Lunedì 5 Maggio 2008 - Sono nella piscina a fare il corso di aquagym. Ad un certo punto il Maestro fa due segni per terra con dello scotch bianco. Uno più vicino al bordo, l'altro un po' più indietro. Entra nella piscina ad una corsia che si è creata lì affianco e ci mostra cosa dobbiamo fare. "Tuffi di Rana" con spruzzi che arrivino fino ai segni. Io temporeggio e non li faccio. Alla fine della lezione mi chiama al bordo e per poter sentire cosa dice mi sollevo oltre il bordo con la forza di un solo braccio, tipo Donna Bionica. Penso che mi voglia sgridare, invece mi chiede quanto potrebbe costare, secondo me, fare uno spot promozionale sui corsi della piscina. Gli rispondo che dipende da quante telecamere, quante situazioni vuole riprendere. Conosco qualcuno che potrebbe fargli avere un preventivo. Secondo me 4000 euro, gli chiedo se lo deve pagare lui. Lo metterebbe in nota spese e poi si farebbe rimborsare. . Arrivano le compagne di corso, mi bacia sulle guance "Auguri, Buone Feste!" ne bacia altre due e poi mi riprende e mi dà altri due baci. Le altre scherzano dicendo che sono la sua preferita. Esco. Mi dirigo agli spogliatoi ma mi rendo conto di non aver preso la borsa. Torno indietro, cerco le ciabatte e dopo averne provate un paio, troppo piccole, troppo grandi, mi rendo conto di averle ai piedi. Nell'acqua vedo galleggiare la mia borsa. E' di paglia. Dentro ho tutto. Riesco a prenderla. Non avrò asciugamani e vestiti, è tutto bagnato. Esco e c'è un campeggio. Rifaccio la strada più volte perché non trovo le docce. Chiedo, ma le indicazioni che mi danno non mi servono. Penso che questo sogno è segno che ho una malattia degenerativa che mi fa perdere la memoria su alcune cose. Riesco a farmi una doccia all'aperto e sento qualcuno (il Maestro?) dire che se mi sbrigo mi aspetta fuori. Sono in giro per il campeggio, trovo la macchina di Lucrezia (una Golf) che è parcheggiata senza freno a mano ed ha cominciato a muoversi da sola. Si dirige verso un pilone della luce e lo abbatte, poi fa andare a fuoco delle tende e delle roulotte. Cerco di fermarla tenendola per il baule, poi, in corsa, riesco ad aprire la portiera e a saltare a bordo. Tiro il freno a mano. All'improvviso alla guida c'è mio cugino Andrea. Nella realtà non guida. In retromarcia va addosso ad una macchina. Voleva provare il suo freno a mano e ha dimostrato che non funziona. I danni, dice, li pagherà tutti lui. Prendo la macchina e la parcheggio, anche io tutto in retromarcia. Dobbiamo scaricare la spesa. Io ho tre borse: una fucsia, una nera e una marrone. In più ho anche la borsa della piscina. Ci sono anche mia nonna e mio fratello. Portiamo la spesa su per una scala a chiocciola alla quale mancano dei gradini. E' di metallo, all'esterno di una scuola dove viviamo. Quando scendo per prendere le altre borse mio fratello e la nonna hanno la faccia dell'altra nonna (la mamma di mia mamma). Cerco di scendere ma non riesco perché i gradini salgono. Come in un quadro di Escher. Penso di nuovo "la Malattia Degenerativa!" Salgo in macchina con mio padre. Guida a destra e io sono dietro di lui. Giriamo per le case del paese dove abita (e, come in un'altro sogno, noto cambiamenti strutturali) case nuove, aiuole, fontane. Dalla casa dove si è appena trasferita, una mia collega mi saluta. Vorrei mettermi a fianco del posto di guida e racconto a mio padre di un sogno che ho fatto nel quale guidavo questa macchina diesel (che lui dice essere l'unica con la quale si trova bene). Nel sogno era la mia unica sicurezza e la guidavo bene. Parliamo di acquerelli e di pittura. Arriviamo a casa mia. Mettendo a posto la spesa trovo il ritratto ad acquerello che mi ha fatto. Voglio completare lo sfondo. Nelle borse della spesa ci sono 2 vasetti di yogurt usati, con dentro della pittura. Mi metto nell'angolo tra il frigorifero e il piano cottura, seduta su uno sgabello alto. Inizio con l'arancio (per il turbante) poi il giallo canarino, spando del blu (la sciarpa) che diventa bianco. Nella borsa della spesa c'è un telefono che vibra. Mi sveglio. E' il mio telefono che vibra da sotto il cuscino.
La Borsa rappresenta la donna ed il suo contenuto rappresenta la sua capacità, il suo potenziale, il suo valore. Dimenticare la borsa significa che ci si sente perduti, ritrovarla si recupererà la fiducia in se stessi.
La Paglia annuncia un periodo di stagnazione. E' necessario creare un nuovo stile di vita, nuovi atteggiamenti. Indica che la volontà non è assecondata dalla fortuna.
La Fontana rappresenta la somma delle esperienze fatte, che giacciono nel profondo dell'essere e che ne scaturiscono per essere utilizzate.
Dipingere indica come si trasformerà la propria vita. Il ritratto segnala che si è alla ricerca di se stessi e che si vuole comprendersi meglio.
I colori rappresentano i sentimenti, gli atteggiamenti, le aspettative. Arancio - idealismo immaturo e capacità di entusiasmarsi. Giallo - Voglia di armonia, giustizia, forza vitale. Blu - spiritualità e maturazione della personalità. Bianco - Simboleggia la donna, l'innocenza, ma anche l'impoverimento della vita emotiva.

giovedì 17 aprile 2008

Il ponte ad angolo

Mercoledì 16 Aprile 2008 - Sto guidando la mia macchina per andare in piscina. La strada è diversa da quella reale. Ad un certo punto devo percorrere un ponte alto e stretto che ha una curva a gomito proprio nel mezzo. Sotto il ponte, che è alto circa 30/50 metri, scorre un torrente. Arrivo troppo velocemente e sulla curva esco di strada volando giù dal ponte. La macchina precipita e si incunea con il muso nella rena del torrente. Io esco dalla macchina illesa, recupero la borsa di carta del cibo e mi avvio per la salita. Torno indietro per riprendere anche il palmare e il Nintendo DS dalla mia borsa che avevo lasciato là. Ci ripenso e prendo anche la borsa che fuori è sporca di fango dorato ma dentro è rimasto tutto pulito e asciutto. Mi inerpico per la scarpata e arrivo sulla strada. Chiamo S. e gli racconto che ho avuto un'incidente, se mi può venire a prendere. Io voglio andare comunque in piscina perché sono stressata e li sò che mi rilasso. Mi accompagna. Proviamo le bici e i tappeti, gli dico di sentire come è calda l'acqua. Poi vedo arrivare istruttori nuovi con i baffi. Vado a cambiarmi per la lezione. Mentre mi sto infilando il costume intero sul due pezzi olimpionico mi saluta con un bacio sulle labbra, per mostrare che sono di sua proprietà. Mi dirigo alla lezione.

Quando mi sveglio ho la netta sensazione che l'uscita di strada e la caduta dal ponte siano altamente significativi.

L'automobile rappresenta come conduciamo la nostra vita.

Il ponte collega gli opposti, le contraddizioni interiori. E' il legame tra due stati d'animo. Obbliga il sognatore ad attraversare un periodo di vuoto. E' l'incapacità di sentirsi con un terreno solido sotto i piedi. Raffigura cio' che può salvarci in questo periodo di transizione.
L'angolo indica che si è presa una nuova direzione ma che non si è effettuata una svolta radicale.

Il Precipizio è uno sguardo sul proprio incoscio e non sempre quello che si vede può piacere.

Cadere nel vuoto indica la paura di non riuscire a realizzare i propri progetti

sabato 9 febbraio 2008

L'assistente

Giovedì 6 Febbraio 2008 - Sono diventata l'assistente del Maestro di acquagym. Studiamo nuovi esercizi e ad un certo punto inventa e costruisce nuovi attrezzi (molle, pedane, imbracature) da farmi provare. In particolare ha una molla che serve per poter saltare più in alto. Mentre la sta costruendo io vado a sdraiarmi su un lettino e fingo di dormire. Dopo un po' mi chiama, vado a fare la doccia e ha già indossata una muta nera, aderentissima e sottile, con il cappuccio, poi mi aiuta a mettere l'imbracatura. Con le molle faccio salti altissimi nell'acqua, sollevando ondate e schizzi. Molto divertente.

Saltare esorta a sfruttare più coraggiosamente una possibilità o a superare degli ostacoli. A superare i propri limiti.

Sognare di dormire è segno di una calma ingannevole, c'è qualcosa che andrebbe percepito consciamente.

O forse è solo un sogno sessuale sotto mentite spoglie?

domenica 3 febbraio 2008

L'impiegata notarile

Ogni tanto dal passato riemergono vecchi amici, ed è come se fossero sempre stati lì con noi. Nel sogno il tempo è un Ponte Elastico, ciò che sogni può essere come fosse stato ieri.
O un'altra vita.

Giovedì 31 Gennaio 2008 - Sono una impiegata notarile in trasferta presso lo studio di M. in Sicilia. Ci lavora Carlo*, devo aiutarlo perché hanno sbagliato a stampare l'autentica su un documento che deve andare all'estero. Suggerisco di fotocopiarla, riscriverla a mano su un foglietto e rifotocopiarla. Dopo qualche prova cerchiamo il foglietto giusto e non lo troviamo più. Smantelliamo il divano, cerchiamo sulle scrivanie, nei sacchi di carta. Nell'altra stanza ci sono i clienti che aspettano il documento e il tempo stringe. Ci guardiamo negli occhi e vedo il ricordo e il rimpianto, poi sento calore tangibile al viso e al collo e le labbra morbide e asciutte sulle mie, odore di caldo. Svegliata.


*l'Osservatore Esterno (il primo)

giovedì 31 gennaio 2008

"Singing in the rain"

Source www.dailykos.com
Lunedi 28 Gennaio 2008 - Ho sognato che facevo nuoto sincronizzato da sola, e dovevo ballare con la canzone "Singing in the rain" di Gene Kelly. Nell'acqua con giacca, cappello e ombrello, che mi serviva per fare il pezzo degli schizzi che Gene faceva con i piedi. Sono stata bravissima, mi sono svegliata con un senso di esaltazione.







mercoledì 16 gennaio 2008

Le pulci
















Spesso le pulci sono un sogno indotto dal fisico. Indicherebbero una sovraeccitazione del sistema nervoso in corso, o un suo indebolimento, forse a seguito di un periodo di ipereccitabilità.

Lunedi 14 Gennaio 2008 - Ho sognato che toglievo le pulci al mio gatto. Le vedo nere sul lenzuolo bianco.

Indicano anche liti, contrasti, fastidi. E chi non sarebbe logorato vivendo così?
Altro che pulci...

martedì 25 dicembre 2007

La Maestra Vecchia e la Feritoia

La Maestra Vecchia rappresenta la saggezza. Una guida spirituale.
La Casa rappresenta la vita del sognatore, e i suoi stati d'animo di fronte agli eventi della vita reale.

23 Dicembre 2007 - Ho sognato che tornavo alla lezione di aquagym nella piscina con la Maestra Vecchia. Questa maesta assomiglia alla mia vera vecchia maestra di yoga. Questa piscina l'ho già sognata un'altra volta, ha le pareti della vasca in pietra nera ed è di forma irregolare. Da all'acqua un colore scuro come sulle spiagge vulcaniche, ma è perfettamente trasparente e l'impressione è di galleggiare in acque profonde e misteriose. Nel sogno ho la gamba sinistra tutta coperta di lividi e croste. Quando sono uscita dall'acqua mi sono diretta agli armadietti al bordo, avevo tre paia di scarpe: ciabatte infradito, scarpe stringate marroni e scarponi da montagna. Entro in una casa Multipiano, direttamente dalla camera da letto del piano più alto. Nel letto gente che dorme. Scendendo da piano a piano, trovo sempre camere da letto con gente che dorme, o letti disfatti. Arrivata al piano terra penso di apportare delle modifiche e che dal garage voglio ricavare un giardino interno (si materializza) con un bagno e una camera. Nell'atrio una parete curva nasconde alla vista queste stanze. Nella parete una feritoia orizzontale all'altezza degli occhi mi permette di vedere, senza essere vista, chi vuole entrare. E' la mia casa.

Forse dormo troppo.

martedì 18 settembre 2007

Il mio primo profumo

L'iniziazione al profumo avvenne da parte di zia Rosanna (la sorella di mia madre). Ancora alle elementari trascorsi qualche mese da lei al mare. Amante delle fragranze secche e chypre di Guerlain, i suoi profumi avevano nomi evocativi di paesi lontani: Mitsouko, Chamade... Detti da lei nomi come Shalimar, Guerlain, con la sua erre arrotolata, assumevano un fascino misterioso ed esotico tutto particolare. Un giorno decise che dovevo avere il mio primo profumo, andammo nella profumeria dalla quale si serviva sempre, e a colpo sicuro scelse per me Diorella. Fu subito amore. Mi piaceva la sua freschezza agrumata ma anche quella nota quasi piccante, un po' secca e la sua consistenza dolce e fiorita che lo differenziava dalle eau de cologne sentite fino ad allora, fresche, pulite ma evanescenti (4711, Roger et Gallet...). Quello era un vero profumo, in effetti una eau de toilette, ma per me era anche una ragazza con un giacchino corto in vita e i pantaloni affilati, che cammina sorridendo nell'aria primaverile. La bottiglia con il pied de poule bianco e nero, la conservo ancora. Da allora la passione per i profumi è sempre aumentata, tanti profumi sono stati, a turno, il "mio profumo" con la subitanea consapevolezza che presto sarebbe stato sostituito da un'altro, nuovo, diverso. No, non sono fedele e così ogni volta, ogni profumo ha scandito un periodo più o meno breve della mia vita. Alcuni sono "i miei preferiti", posti sul gradino più in alto di una scala che non ha il gradino "dell' Unico, il Solo". Altri si alternano, a periodi ritornano, per riprendere un'umore, altri ancora rimangono li, inutilizzati perché il mio divenire non coincide più con la loro espressione. Altri ancora, brutalmente fatti fuori perché divenuti insopportabili. Recentemente ho ricomprato Diorella. A parte il dispiacere di una bottiglietta un po' anonima senza più la sua stoffa primaverile, l'ho trovato diverso. E forse lo è, chi lo sa. Forse, solo, non sono più la bambina a cui viene donato il primo assaggio della femminilità. Ma ogni tanto annuso quello vecchio, e subito mi ritrovo in cappottino primaverile, sul lungo mare, a passeggio con la zia Rosanna.

Diorella (Christian Dior) - 1972 - Cipriati fruttati - (Edmond Roudnitska)
Gelsomino del Marocco, Vetiver, Patchouly, Caprifoglio, Bergamotto d'Italia, Limone di Sicilia, Basilico, Pesca, Muschio di quercia. Essenza di modernità, verde freschezza
http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_archives/2005/4/20/600118.html

domenica 16 settembre 2007