martedì 14 luglio 2009

Big Bubble Assassine

Spesso ho sognato di avere in bocca una Big Bubble insapore. Cerco di sputarla fuori ma cresce di volume, mi riempie la bocca fino a soffocarmi. Voglio svegliarmi ma gli occhi sono incollati. Cerco di togliere la Big Bubble con le dita ma la bocca è sigillata. Voglio gridare aiuto, che qualcuno venga a svegliarmi, ma la Big Bubble diventa sempre più enorme fino alla gola, soffoco. Mi sveglio in mancanza di ossigeno.

domenica 12 luglio 2009

Santal Blanc - Serge Lutens

Ultimo acquisto in ordine di tempo Santal Blanc non è il classico profumo al Sandalo, non è secco non è maschile. Anzi ha un che di dolce e lievemente alcoolico, come un whiskey giovane. Appena spruzzato è cremoso e scamosciato, poi subentra la frutta sciroppata e il whiskey, è solo dopo un bel po' di tempo che esce il profumo polveroso e talcato di sandalo e iris. Sui vestiti è molto meglio, o così sembra in rapporto all'effetto che ha sulla mia pelle. E' un profumo per tutte le stagioni che ha un'ottimo effetto sull'umore. E' "lievitante".Santal Blanc (Serge Lutens) - 2001 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Sandalo Bianco
, Cannella, Fienogreco, Pepe rosa, Rosa, Gelsomino, Radice di Iris, Muschio, Benzoino Balsamo di Copaiba, Cedro.

venerdì 10 luglio 2009

Delizia o American Cream - Lush

Uno dei complimenti più belli che mi hanno mai fatto è stato un "sapevo che eri arrivata, perché sulle scale ho sentito il profumo dei tuoi capelli" era il profumo del balsamo Delizia di Lush
... lieve come una carezza, goloso come un mignon d'alta pasticceria... così diceva la descrizione, sull'onda del successo del balsamo Delizia, Lush ha creato questo profumo solido. E' leggermente diverso, più aromatico e legnoso ma sempre notevole.
Confezionato in un barattolino di alluminio, il profumo solido si spalma nei punti caldi dura tantissimo, e si sente a metri di distanza. Delizioso!
Delizia o America Cream (Lush) - 2008 - Gourmand -
Vaniglia, Salvia Sclarea, Lavanda, Benzoino, Cumarina.

mercoledì 8 luglio 2009

Messe de Minuit - Etro

Lame di luce, sensazione tattile del legno liscio delle panche lucidate a cera. L'odore della cera delle candele, il fumo di incenso che esce dal turibolo di peltro.
Fortemente evocativo, non è un profumo per tutti i giorni. Da il meglio di se quando fa freddo, quando c'è la nebbia, sui cappotti. E come l'incenso, può prenderti alla gola.
Messe de Minuit (Etro) - 1994 - Aromatico legnoso - (Jacques Flori)
Mandarino, Bergamotto, Galbano, Legni, Mirra, Cannella, Patchouli, Vaniglia, Ambra, Miele, Muschio, Incenso

domenica 28 giugno 2009

La Strada degli Elefanti

Domenica 28 Giugno 2009 - Sto guidando lungo una strada in leggero pendio, sembra una strada statale, è costeggiata da un bosco più in alto sul lato destro, ogni tanto segnali stradali. Sono al telefono con mio zio Nino, siamo appena stati a pranzo insieme, e mi dice che è bello così improvvisato e forse è l'unico modo per incontrarci. Mentre concordo con lui che anche a me non piacciono le feste comandate, noto con la coda dell'occhio che dal bosco soprastante ogni tanto emergono degli elefanti. All'inizio penso che siano statue, immobili e con lo sguardo fisso, se ne stanno a distanza regolare dopo ogni cartello stradale. Poi osservandone uno, capto un movimento del suo occhio. Gli elefanti sono veri e vivi. Mi sveglio.Presenze silenziose lungo la strada che sto percorrendo, guardiani? osservatori?

L'Elefante Onirico esprime forti bisogni sessuali. Nei sogni delle sognatrici il desiderio ardente di un partner sessuale forte e capace di provare empatia.
L'Elefante è simbolo di prosperità e realizzazione. Esaudisce tutti i desideri, dona la pace, la pioggia e l'abbondanza. Vederlo stimola allo sviluppo e a rivolgere la mente verso la conoscenza, la pietà e il riserbo.
L'Elefante porta fortuna, più il suo colore è chiaro e in base a quanti se ne vedono tanta sarà la fortuna.
L'Elefante è il più nobile tra gli animali selvaggi. E' una potenza elevata, anche perché per vivere non si nutre di altri animali. E' una forza naturale e indomita. E' l'emblema dei nostri istinti domati e sublimati, ci mostra il nostro stato interiore, attinente alle nostre possibilità.

martedì 23 giugno 2009

Spazio Tempo Sospeso

E' sabato mattina, sto guidando sulla superstrada, i finestrini completamente abbassati su tutte e due i lati fanno volare i miei capelli, mi sferzano il viso come fruste di seta. Guidando nella corsia in mezzo mi chino per cercare una cosa nella borsa, la musica ha un ritmo ossessivo. Un clakson ha suonato, sollevo la testa verso il suono, in ascesa sulla corsia d'uscita un ragazzo guida una jeep verde militare. Ha la T-shirt di un bianco candido, o almeno così sembra dal contrasto con la pelle abbronzata, occhiali da sole e cappellino verde militare con visiera. Mi saluta senza quasi sorridere, mi guarda fissamente. Lo riguardo e per un attimo la velocità è rimasta in sospeso. Viaggiavamo ed eravamo fermi nello stesso spazio/velocità.

lunedì 8 giugno 2009

Ultrapercettività Sensoriale

Mi sono addormentata da un'ora ed ora sono sveglia. Lucida. Mi ha svegliato la consapevolezza improvvisa di una luminosità liquida che galleggia intorno a me. La vedo, il punto di origine è dove oggi, ormai ieri, mi ha toccato I. Per tre volte ha appoggiato la sua mano sul mio braccio, ogni volta sostando sempre un po' di più. Il mio braccio immobile per paura che qualsiasi movimento potesse far scaturire all'esterno l'elettricità che sentivo dentro. Dal braccio sinistro ora, il contatto si spande in ondate vibranti per tutto il corpo, fino a riempire l'intera stanza. E' talmente reale che temo possa svegliare chi sta dormendo accanto a me.
La mia pelle è un tappeto sensoriale iper-ricettivo, ad ogni lieve sfiorare delle mie dita che ripercorrono i contorni dell'impronta lasciata su di me, si sollevano vapori dorati, galleggiano a cinque centimetri dalla pelle e poi ricadono come se si fossero resi conto improvvisamente di avere un peso. Ritornando a contatto con la mia pelle si spandono in onde circolari e poi giù nella carne, portando con sé liquidità luminosa e calda. Il mio respiro è profondo e circolare, percepisco l'odore di terra umida del prato sottostante la finestra, nel buio della stanza vedo l'immagine di un corpo che galleggia, è I. si avvicina al mio, la sensazione di tutte le possibili reciprocità è fortissima. Ora c'è anche M. nella stanza, penso lucidamente che lei è la donna con la quale potrei provare. Sono passate circa quattro ore, lo capisco dal cinguettare degli uccellini e dal lieve chiarore che filtra attraverso le persiane. Chiudo gli occhi. Mi addormento. Fra un'ora circa mi devo alzare.
Sveglia. La sensazione di liquidità persiste in me. Sono in vibrazione continua, sento che se qualcuno mi toccasse, il mio corpo risponderebbe immediatamente con ondate orgasmiche. Nessuno l'ha fatto.
Entro in acqua, la lezione di acquagym ha inizio. Lentamente, l'energia repressa viene utilizzata in questa attività di sublimazione, disperdendosi nell'acqua fredda. Riesco a vedere la luminescenza che lascia il mio corpo ad ogni movimento. Che spreco.

domenica 31 maggio 2009

Il Sistema Corpospecchio

Domenica 31 Maggio 2009 - Sono in una piscina olimpionica, il fondo è fatto tutto a gradini, saliscendi, saliscendi, nel centro della piscina c'è una piattaforma più alta delle altre, come una piramide Maya ci si accede dai quattro lati fatti tutti a gradini. Io sto nuotando in un angolo dove l'acqua della piscina mi arriva alle spalle. Improvvisamente nell'acqua con me c'è Carlo. Mi rendo conto che è lui l'uomo più adatto a me. Anche se lui è un visivo e io una tattile. Lo tocco, tocco le spalle, il collo, i pettorali. Con le dita frementi percorro la sua pelle resa scivolosa dall'acqua. Si avvicina a me e fa la stessa cosa con me. Ha capito che quello che io faccio sul suo corpo lui deve farlo sul mio. E' il sistema Corpospecchio. Ora mi stringe a se, ha circondato la mia vita con un braccio e mi ha tirato verso di lui, nell'acqua il mio corpo è senza peso, lui mi tiene ancorata. Preme il suo viso sopra il mio, occhi contro occhi, le arcate sopraccigliari che si toccano. Ho la sua lingua nella mia bocca. E' rigida, appuntita e durissima. Anche io allora metto la mia lingua nella sua bocca, e la faccio anch'io appuntita, rigida e durissima. Premo con la lingua sopra la sua in un gioco di forza, per vedere chi cede per primo. Ora è il mio turno di resistere alla pressione. Nello sforzo gli mordo il labbro e allora mi tira giù sott'acqua. Ci guardiamo negli occhi, le bollicine di ossigeno che passano attraverso il nostro sguardo, baciandoci e respirando l'aria l'uno dall'altra. Chiudo gli occhi. Sono appena riemersa da sola in carenza di ossigeno. Sento chiamare il mio nome, mi giro e sulla piramide, in mezzo alla piscina, con l'acqua che arriva alle caviglie, vedo il Maestro.
E' appena riemerso dall'acqua, il suo corpo è costellato di piccole gocce d'acqua che scintillano alternandosi ad ogni respiro sotto le luci blu della piscina. Mi fa segno di raggiungerlo, salgo i gradini uscendo dall'acqua nel mezzo della piscina, dell'aria calda proveniente da diversi angoli asciuga la mia pelle appena fuoriesco dall'acqua. Arrivo al gradino più alto, sono a pochi centimetri dal Maestro, le gocce d'acqua sul suo corpo si staccano attratte dal mio, ma prima di arrivarci evaporano nell'aria. Mi guardo e mi vedo con gli occhi di questi due uomini come se mi vedessi per la prima volta, come se fino ad ora non avessi mai potuto vedere. Vedo il mio corpo che respira. Mi sveglio.

venerdì 29 maggio 2009

Encefalogramma: piatto

Oggi ho un malditesta torbido. Si diffonde su una linea immaginaria, da sinistra a destra, sulla fronte, vicinissima all'inizio dei capelli. Non è forte, è come un tappeto musicale, il suo rumore è sordo e continuo, una musica formata da una nota sola. Michela mi ha massaggiato la testa con un olio che ha raffreddato tutto lo scalpo. Dalla finestra ogni tanto entra un alito di vento, ad ogni folata sento il cervello risucchiato fuori dalla testa, come dita rapaci che scavano nel cranio.
E' strano e piacevole. Mi fa smettere di pensare.
Devo tornare in ufficio, il sole è un caldo berretto di lana sulla mia testa. Ferma al semaforo mi guardo allo specchio mentre liscio il berretto di sole sui capelli. Lateralmente percepisco il passare di una macchina conosciuta. E' l'ora, è il luogo, è il giorno giusto. Non ho bisogno di guardare chi sta guidando, so che è lui. Invece di accellerare sta rallentando. Sento lo spostamento d'aria provocato dalla testa che si è girata. Sento lo sguardo sulla mia macchina che va rimpicciolendosi nello specchietto retrovisore. E' restio a abbandonare l'immagine. Dilata la strada e il tempo.
Il vento crea turbini visivi entrando dai finestrini completamente abbassati. Schiacciano il freddo assopito tra i miei capelli e lo fanno scivolare sul viso, entra negli occhi ed escono lacrime.
Sono in ufficio ora, spostandomi di due piastrelle per volta sento profumo di pane appena sfornato, salame ungherese, torta di mele e crema pasticcera calda, sono tutti nella mia testa.
Mi siedo, dovrei concentrarmi sul lavoro da fare, ma non ho materia cerebrale sufficiente da concentrare.