mercoledì 28 giugno 2023
Regal White - Zara
mercoledì 21 dicembre 2022
Reine de Nuit - Byredo
Sono in giro per Milano con la mia amica e decidiamo di entrare alla Rinascente, il reparto profumi è per me sempre di grande attrattiva, vado diretta dove ci sono quelli cosiddetti di nicchia, anche se di nicchia non lo sono proprio più visto che si trovano facilmente online e nei più forniti negozi.
Vengo attratta dalle boccette di Byredo, sistemate tutte in schiera come pedoni di una scacchiera, solitamente li apprezzo ma non sono molto nelle mie corde perché troppo "scandinavi" ma uno dal liquido scuro mi chiama, lo provo e in un secondo vengo risucchiata nelle spire della memoria, la maestra di danza classica di quando ero bambina mi appare alle spalle, in una versione dark (e Armida lo era già all'epoca) e notturna.
Solitamente non amo i profumi alla rosa, anche se amo molto il fiore e il suo profumo, ma ogni tanto nei miei percorsi olfattivi incappo in questa famiglia di profumi con la Rosa protagonista insieme al patchouly e li capitolo sempre. Lo provo. Reine de Nuit è maestoso in maniera misteriosa, notturno, insidioso, nascosto e opulento nello stesso istante. L'asprezza succosa del ribes nero umidifica la polverosità secca dello zafferano, che ne giova uscendo più morbido, vellutato. Questa vellutatezza è la cifra di Reine de Nuit, un velluto di seta morbido e dalla luminosità cangiante, la rosa damascena, dai petali di un rosa profondo e carico, opacamente vellutati e carnosi è la protagonista assoluta di questo profumo, ha l'intensità del fiore completamente aperto, la dolcezza della marmellata di rosa bulgara assaggiata da bambina, un vasetto con una etichetta minimalista, un triangolo di carta bianca grande quanto un francobollo con ritratto un profilo di donna con gli occhi chiusi, e io come quella donna chiudo gli occhi e annuso.
Annuso e nelle mie narici il profumo ineffabile delle rose diventa caldo, sciropposo, leggermente fumoso come di quel fumo di incenso che aleggia in alto nelle navate di una chiesa vuota, e terroso di terra umida, il patchouli che fa il suo ingresso ctonio, che aggancia e stabilizza queste volute. Ritorna l'ala secca dello zafferano e il cerchio si completa.
Reine De Nuit (Byredo) - 2019 - Chypre Floreale ( Jèrome Epinette, Ben Gorham)
mercoledì 9 novembre 2022
Tobacco Vanille - Tom Ford
Tobacco Vanille fa parte della collezione Private Blend di Tom Ford, sulla mia pelle, appena spruzzato, ha una partenza di cioccolato con le mandorle, quelle tavolette di cioccolato al latte finissimo con scaglie di mandorle tostate e anche di nocciole Piemonte. Questo lato gourmand viene tenuto a bada da un tappeto di legni morbidi, frutti disidratati tra i quali mi sembra esserci datteri e fichi secchi, il profumo del fiore di tabacco e il tabacco dolce, umido, appena trinciato che si usa per le pipe. Un tabacco aromatizzato e biondo. Quando si racconta che con Tobacco Vanille Tom Ford abbia voluto fare un omaggio a Londra è capibile il richiamo: Tobacco Vanille ha un aroma che nell'immaginario parla di quei salotti inglesi dove gli uomini si ritirano per fumare, parlare e gustare un bicchiere di scotch, con il camino acceso, le poltrone di pelle, il profumo del tabacco delle pipe maneggiate con calma e perizia, l'aroma sprigionato da un tumbler in cui si scalda uno scotch morbido. La vaniglia è quella della bacca, dall'odore un po' farmaceutico e resinoso, che si sviluppa e ancora tutte le fragranze alla pelle donando calore e rotondità. Non ci sono spigoli, asperità, fretta, logorio della vita moderna.
Tobacco Vanille è un profumo da meditazione come certi distillati serviti con il cioccolato.
Tobacco Vanille (Tom Ford) - 2007- Ambrato Speziato (Olivier Gillotin)
Foglie di Tabacco, Note Speziate, Vaniglia, Cacao, Fava Tonka, Fiore di Tabacco, Frutti Essicati, Note Legnose
giovedì 20 ottobre 2022
Iris Nazarena - Aedes de Venustas
Temperatura di matita, sia il legno che la grafite, camicia bianca di lino, petali di rosa schiacciati tra le dita, e poi lui, un iris secco e polveroso, antico. Iris Nazarena è uno scrigno di ricordi, ma non ha connotazioni romantiche per me, sono ricordi di bambina. In qualche modo è austero, rigoroso.
Posseggo la versione purse spray, un oggetto di metallo dal design raffinatissimo che richiama la chiusura della versione grande. Le bottiglie di Aedes de Venustas con il vetro fumé o colorato che ti faceva identificare a colpo d'occhio il profumo, la chiusura in metallo dorato satinato, erano bellissime. Ne posseggo tre, l'incenso marino di Copal Azur, il garofano fiammeggiante di Oeillett Bengale, il morbido incenso camosciato di Musc Encensé, e ringrazio di averle acquistate quando c'era ancora la vecchia confezione perché il flacone nuovo è per me motivo di imbarazzo.
La storia di Aedes de Venustas ha molto a che fare con il negozio di New York dapprima in Manhattan e poi situato nel centro di Greenwich Village, dal decoro di velluti, richiamati nella confezione esterna dei profumi, le cabinet de curiosités, la sensazione di essere nell'epoca vittoriana, dai loro proprietari Karl Bradl e Robert Gerstner, il loro gusto sopraffino che esercitavano nella scelta degli oggetti e dei profumi da offrire al pubblico, la decisione di creare una loro linea di profumi con l'incenso come comune denominatore di ogni fragranza, tutte frutto di una certa estetica di indulgente opulenza che i nuovi flaconi non rispecchiano.
Mentre il trio di profumi citato prima mi rispecchia moltissimo, ognuno si riferisce ad una sfaccettatura di me, così non posso dire di Iris Nazarena, che però mi ha dato la possibilità di tenere tra le mani questo oggetto bellissimo completamente di metallo, come un amuleto, come un reperto proveniente dall'antico Egitto. Se il profumo, la fragranza, è sicuramente la parte fondamentale dell'acquisto di un profumo, il suo contenitore, la scelta del design, aggiungono una esperienza che indubbiamente ha il suo peso nell'immaginario collettivo e personale.
Iris Nazarena (Aedes de Venustas) - 2013 - Floreale Legnoso Muschiato (Ralph Schwieger)
Iris Bismarckiana, Incenso, Semi di Ambretta, Bacche di Ginepro, Anice Stellato, Cuoio, Legno di Agar, Chiodi di Garofano, Rosa di Maggio, Legni, Muschio, Vetiver
mercoledì 14 settembre 2022
Shaghaf Oud Abyad - Swiss Arabian
mercoledì 31 agosto 2022
Cristalle Eau de Parfum - Chanel
Ho sempre avuto una passione per i profumi chypre, che ora sono un po' desueti, mi piaciono soprattutto quelli agrumati o aromatici. La famiglia dei chypre ha sempre una composizione di base formata da un accordo bergamotto, patchouli, labdano e muschio di quercia, note che si trovano sempre sulle isole del Mediterraneo e soprattutto a Cipro, il cui nome in francese Chypre da il nome alla famiglia olfattiva. A questo accordo si aggiungono spesso ambra e rosa, fiori o frutti che ammorbidiscono il sentore di terra e di erba che li contraddistingue. E' un accordo forte, che non a tutti piace e che negli anni ha preso seguaci.
Affonda le sua radici nell'epoca romana, dove proprio a Cipro veniva creato un profumo con accordo di labdano, storace e calamo, molto resinoso quindi, al quale veniva aggiunto bergamotto e muschio di quercia. Ma è Jacques Guerlain, con lo zio Aimé Guerlain, che armonizza definitivamente le note, ci aggiunge la pesca e esce con Mitsouko capostipite di tutti i profumi chypre che conosciamo oggi. La famiglia Guerlain non è nuova alla pratica dell'invenzione di accordi che diventano la firma dei loro profumi, fu infatti sempre Jacques Guerlain ad inventare quella che poi venne battezzata Guerlinade, un accordo di bergamotto, rosa, gelsomino, fava tonka, iris e vaniglia che è la base di moltissimi profumi iconici di Guerlain a partire da Shalimar.
Oggi il bergamotto e il labdano vengono sostituiti da limone e vetiver, il muschio di quercia è quasi impossibile da utilizzare, per le norme IFRA, e l'accordo chypre è piano piano mutato fino a diventare più morbido e rosa e dando la nascita a profumi chypre moderni come Coco Mademoiselle.
Entrata nel mondo dei profumi tramite Diorella, il mio primo profumo, un aromatico chypre floreale, ho sempre apprezzato i chypre più aerei e freschi, dopo Diorella fu la volta di Eau Savage sempre di Dior e poi un po' più grandicella scoprii Cristalle Eau de Toilette, verdissima, cristallina, una sferzata di agrumi sorretti dall'accordo chypre che sosteneva e definiva il profumo invece di lasciarlo svanire da solo nel mondo evanescente e labile degli esperidati.
E' nella ricerca del Cristalle dei miei vent'anni, in una estate torrida, che mi sono imbattuta in Cristalle Eau de Parfum. Li ho potuti annusare entrambi e il Cristalle che ricordavo non era più come allora, troppo verde e mancante di profondità, annuso l'Eau de Parfum e mi ritrovo indietro nel tempo, eccolo è lui.
Cristalle parte come una lama di sole, l'acuminatezza del limone, del petit grain e del bergamotto è verde, tagliente, luminosa, pungente di basilico e di galbano. Dopo pochi minuti subentrano le note del mandarino più dolce e il profumo del melone, che se ne sta ancora intero seduto nell'orto, un misto di terra calda e buccia retata, che preannunciano i fiori. Il profumo del Giacinto, che solitamente nel fiore trovo troppo profondo, è qui appoggiato su un caprifoglio limoncino, narciso e gelsomini fatti di luce, pesca e fiori bianchi. Cristalle rimane così, tutto il tempo che ci vuole per innamorarsi e infine ci conduce all'ombra del bosco, calda dopo una giornata di sole pieno, l'odore terroso del muschio di quercia, del fieno, del vetiver più secco, dei legni. Non è resinoso, è piuttosto aromatico come lo può essere un arbusto. Sono li nel bosco caldo, all'ombra, come una volpe nel bosco, sono solo respiro, guardinga tra le felci, gli occhi verde oro che scrutano in silenzio.
Cristalle edp (Chanel) - 1993 - Chypre floreale (Jacques Polge)
Limone di Sicilia, Bergamotto, Basilico, Petit grain, Galbano, Hedione, Mandarino, Melone, Giacinto, Legno di Rosa brasiliano, Narciso, Ciclamino, Cumino, Caprifoglio, Assoluta di Gelsomino, Pesca, Ylang ylang, Mughetto, Iris di Firenze, Muschio di Quercia, Fieno, Vetiver, Cedro, Labdano, Temperatura di Matita, Legno di Sandalo, Zibetto, MuschioLimone di Sicilia, Bergamotto, Basilico, Petit grain, Galbano, Hedione, Giacinto, Legno di Rosa brasiliano, Caprifoglio, Assoluta di Gelsomino, Muschio di Quercia, Fieno, Vetiver, Cedro, Labdano, Temperatura di Matita
mercoledì 13 luglio 2022
Coco Mademoiselle - Chanel
Coco Mademoiselle è semplicemente meraviglioso. E' una giornata estiva mossa da una brezza fresca proveniente da un mare nascosto.
Creato da Jacques Polge nel 1978, si narra che fu tenuto in sospeso perché ritenuto troppo moderno e per non interferire con l'uscita appena avvenuta (4 anni prima) di Cristalle. Tutta un'altra politica rispetto all'attuale sovraffollamento di flanker su flanker in uscita a cascata quasi su base tri/semestrale.
Allora io me lo ricordo Cristalle, l'eau de toilette, l'avevo acquistato perché lo sentivo affine a me, verde, affilato, trasparente e un po' introverso, avant-garde. D'altronde non ero nuova a questo genere di chypre agrumati, con Diorella prima e Eau Savage poi, adoravo il senso di libertà che questa famiglia olfattiva dona sempre.
Insomma creano Coco Mademoiselle ma lo tengono li, nascosto. Quando finalmente si decidono a farlo uscire sul mercato sono passati 23 anni. E' il 2001 e dopo altri 20 lo scopro io, in un giro accaldato in profumeria, dopo la cocente delusione di Coco Noire non mi ero più avvicinata ai profumi di Mademoiselle. E' un giorno caldo e sono alla ricerca di qualcosa che possa portare quella sensazione di brezza fresca, ma che non sia il solito profumo di spiaggia o un maschile. Trovo Florabotanica di Balenciaga, di cui parlerò e di cui non riuscirò a capacitarmi del suo ritiro dal mercato, e la commessa mia amica mette un paio di bustine di crema corpo di Coco Mademoiselle nel sacchetto.
Alla prima doccia apro una bustina e centellinando la crema ne metto un pochino sulle braccia. Per tutta la giornata mi accompagna questo profumo buonissimo, che provoca annusate compulsive da parte mia e anche da parte delle amiche. Nel giro di qualche giorno torno per comprare la crema corpo e dopo qualche tempo ripasso per prendere il profumo. Lo uso quando è arrivata la seconda parte della primavera, quando comincia ad esserci il caldo quasi estivo, è femminile, fresco e fiorito, salino e muschiato, ha un aggancio di resine e legni, a tratti potrebbe sembrare unisex, ma poi ritorna il connubio rosa più gelsomino che fa sentire eleganti e sicure, di quell'eleganza che non proviene dagli abiti ma da qualcosa dentro di sé. Hanno fatto bene a chiamarlo così perché conoscendo la storia di Gabrielle Chanel detta Coco, io me la immagino in estate, vestita con i pantaloni e la maglietta marinara rubata a lui, spruzzarsi di Coco Mademoiselle ed emanare luce e profumo per tutta la giornata.
Coco Mademoiselle (Chanel) - 1978 creazione - 2001 uscita sul mercato - Orientale Floreale (Jacques Polge)
Bergamotto, Mandarino, Arancia, Fiori d'Arancio, Pompelmo, Rosa Turca, Mimosa, Litchi, Gelsomino, Ylang ylang, Opoponax, Fava Tonka, Patchouli, Vaniglia, Muschio Bianco, Vetivergiovedì 9 giugno 2022
Scandal by Night - Jean Paul Gaultier
Una versione di Scandal più notturna, infatti si chiama Scandal by Night, che contiene una ciliegia sciropposa e la tuberosa al posto della combinata fiori d'arancio, gardenia. Ne risulta un profumo più dolce e ipnotico, la nota della ciliegia ha la parte sciropposa e la parta mandorlata molto ben definite, ammalianti, un tappeto vellutato di muschi, ambra e patchouli portano fino alla fine questo profumo da fata incantatrice, di quelle delle quali non è sano fidarsi.
La tuberosa qui è petali bianchi e miele, lavora nel corpo del profumo senza diventare dominante, la cera d'api e il sandalo danno rotondità e cremosità, l'olio di nardo aggiunge una nota legnosa, anch'essa comunque molto morbida, e aiuta a raggiungere quel livello di assuefazione stordente che si verifica negli stati di completo rilassamento, quella sensazione di testa vuota e corpo galleggiante benefica e calmante. E' una calma assertiva perché indossando Scandal by Night hai l'impressione di essere impermeabile alle critiche e sicura di te.
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Scandal by Night (Jean Paul Gaultier) - 2018 - Orientale Floreale (Daphne Bugey)
mercoledì 18 maggio 2022
Scandal - Jean Paul Gaultier
Un design accattivante a volte è la chiave per attirare. A volte la storia finisce li, la bella bottiglia di design contiene un profumo come tanti altri. Non è questo il caso. Jean Paul Gaultier riserva sempre delle belle sorprese, profumi cosiddetti piacioni, in gergo, ma che hanno una loro personalità che si discosta dalla massa.
Scandal viene definito un profumo al miele, in realtà comparato con un altro profumo al miele che posseggo, Miel du Bois di Serge Lutens, dove la nota di miele è preponderante e molto realistica, il miele di Scandal è un miele che fa nascondino in un bouquet di fiori d'arancio, gardenia e un gelsomino delicato, il profumo agrumato e zuccherino dell'arancia rossa è molto spiccato soprattutto in apertura, dopo un po' subentra anche il profumo di cera d'api che si aggancia nella memoria al profumo di legni aromatici, in un gioco di richiami di chi ha avuto un infanzia negli anni '60/'70. Il legno non c'è ma la mente riempie i buchi.
Scandal è un profumo molto femminile dal profilo seduttivo giocoso, nessuna femme fatale o almeno non quella iconica. Ha un suo modo di fare misterioso tutto alla luce. E' accogliente e solare, di quel tipo di femminilità non respingente, che si afferma con le affinità elettive invece che con le differenze di carattere.
In estate ne basta uno spruzzo per essere avvolti dalla sua nuvola vibrante per ore, sembra di sentire il ronzio delle api, morbido e caldo, pervasivo. Fa sentire bene e seducenti.
mercoledì 27 aprile 2022
Gieffeffe Bianco Assoluto - Gianfranco Ferré
mercoledì 16 marzo 2022
Farah - Brecourt
Farah (Brecourt) - 2010 - Orientale Speziato (Emilie Bouge)
Cannella, Storace, Bergamotto, Datteri, Miele Bianco, Cuoio, Cedro della Virginia, Benzoino, Fava Tonka, Labdano Francese, Patchouli, Muschio
mercoledì 9 febbraio 2022
R.E.M. - Ariana Grande
Ariana ci riprova e riesce ancora a fare un profumo non dolcione come va di moda adesso.
Con R.E.M. porta la famiglia dei suoi profumi dal packaging sempre interessante ad avere un fratello adulto, meno dolce rispetto al precedente Cloud, più maturo e ascrivibile alla famiglia olfattiva Baccarat in maniera tangente. Appena spruzzato infatti si avverte una lavanda pulitissima e un lieve profumo di meringa, un pizzico di sale, come quello che rimane sulla pelle al tramonto dopo una nuotata nel mare.
E' un profumo che potrebbe essere usato benissimo in ufficio e anche da un uomo, camicia bianca croccante, freschi di doccia e consapevolezza di sé e del flacone, rimasto sulla mensola, di questo profumo color quarzo rosa inserito nella bellissima concrezione di cristalli.
E' etereo, delicato, confortante, un profumo di non grande proiezione ma che sottilmente si dipana intorno al punto dove è stato spruzzato, modificando l'atmosfera in maniera discreta, senza urlare.
R.E.M. (Ariana Grande) - 2020 - Ambrato Vanigliato (Dora Baghriche, Clement Gavarry)
Zefir, Caramello, Fico, Sale, Mela Cotogna, Lavanda, Fiore di Pero, Muschio, Fava Tonka, Sandalo
giovedì 13 gennaio 2022
Gucci Bloom Profumo di Fiori - Gucci
mercoledì 15 dicembre 2021
Goddess - Lush Gorilla Perfume
Stare dietro ai mutamenti di etichetta dei profumi di Lush è un lavoro a se stante. Inizialmente messi sotto la linea Gorilla Perfume, poi passati al semplice nome del marchio, poi inseriti nella linea The Perfume Library, cambi di flaconi, di etichette, di formati. Discontinuazioni senza un criterio capibile, vabbé... a parte la frustrazione di non trovare più il profumo che ti era piaciuto tanto, da un giorno all'altro, senza avvisi, la profumeria di Lush si distingue per l'uso di materie prime naturali e per un gusto molto particolare che deve scoraggiare l'acquisto al buio. Spesso i profumi nascono dal successo di una ballistica o di un altro prodotto cosmetico Lush e così è successo per Goddess.
Goddess nasce come ballistica, viola, che portava relax e meditazione. Il profumo è molto borderline, anche se non ti piace ha qualcosa di attraente, anche se ti piace ha qualcosa di respingente.
Iniziamo a dire che è un profumo fortemente balsamico, ma non balsamico da conifere, è un balsamico in senso più largo, quando il balsamico era proveniente da antiche aree del bacino del Mediterraneo fino a spingersi nelle terre più a sud e più a est. Gli oli essenziali usati da Lush nei suoi profumi contribuiscono moltissimo a questa prima impressione che in Goddess richiama l'immagine di antiche rovine di un tempio, arbusti secchi per l'aria calda e la terra riarsa, quel profumo di terra rossa, di argilla, di erba secca che circonda i siti archeologici sulle isole della Grecia.
Eppure sotto, sotto questa impressione di terra secca, il connubio di gelsomino, osmanto e rosa si percepisce come una composta di petali di fiori. E sotto la composta c'è una struttura in legno, un oud secco ma soprattutto il legno di sandalo, che aromatico e morbido, tiene a bada l'asperità del legno di Oud, tenendone solo la parte balsamica. L'aria balsamica di una foresta millenaria e antica, con alberi e resine diventate di pietra.
Quando indosso Goddess, so di portare un profumo che può lasciare interdetti e non piacere fino in fondo, ma questa d'altronde è una delle peculiarità degli dei.
Goddess (Lush Gorilla Perfume) - 2019 - Floreale Legnoso (Simon Constantine)Assoluta di Gelsomino, Assoluta di Osmanto Odoroso, Olio essenziale di Rosa Damascena, Olio essenziale di Oud - Aquilaria Agallocha, Olio essenziale di Sandalo
mercoledì 10 novembre 2021
Charlie - Revlon
Un profumo che ha rivoluzionato la società.
Intanto una premessa , Charlie e Charlie Blue sono lo stesso profumo, nel 1973, quando è uscito, si chiamava solo Charlie, me ne portò una boccetta mio papà dall'America e rappresentò una rivoluzione nel mondo dei profumi, per il suo intento di donare potenza e confidenza in se stesse alle donne, emancipandole. Nella pubblicità comparivano modelle attrici, note all'epoca, che sorridevano, indossavano pantaloni, guidavano macchine, ed emanavano modernità e sicurezza in se stesse.
Nel tempo, dopo i numerosi Charlie Red, Silver, Gold etc. Revlon ha rinominato il primo Charlie originale in Charlie Blue, per distinguerlo dagli altri colori. Seppur ovviamente riformulato e un po' il fantasma di se stesso Charlie Blue ha lo stesso DNA di Charlie prima uscita.
Ne ho comprato recentemente una boccetta e appena spruzzato, sono stata riportata indietro nel tempo. La complessità delle fragranze dell'epoca, un piccolo gioiellino di fiori, muschi, legni, terra bagnata e aldeidi che nonostante la concentrazione in eau de toilette ne bastavano due spruzzi per creare una scia che durava ore. Una fantastica ed economica macchina del tempo per tornare negli anni '70.
Ricordo che la boccetta arrivata dagli States era una edizione limitata, completamente a specchio, contenuta in un sacchettino di velluto blu. Spesso mio papà mi portava, di ritorno dai suoi viaggi all'estero, un profumo. Erano profumi chypre, da donna, ma io li adoravo e mettevo anche se piccola, a volte è solo l'attitudine che fa portare un profumo invece che farsi portare da lui.
La versione attuale vira un po' troppo sull'unisex, mancano i fiori bianchi che nella versione vintage rimanevano sempre presenti. Nonostante sia una eau de toilette ha la persistenza che avevano i profumi all'epoca quando non c'era bisogno di comprare l'eau de parfum o l'extrait de parfum per (sperare) di avere intensità e persistenza. Charlie, con un paio di spruzzi, si fa le sue due belle ore di presenza statuaria e poi se ne fa altre 6/8 come skin scent molto percepibile.
Mi piace pensare che indossandolo si possa rivivere quel periodo d'oro per le donne, dove il sapore della conquista dei diritti pari a quelli degli uomini era un sapore da gustare con forte presenza, una bella risata e caparbietà audace.
mercoledì 13 ottobre 2021
Terracotta Le Parfum - Guerlain
Terracotta Le Parfum è un profumo nato in edizione limitata per celebrare i 30 anni della linea cosmetica bronzage denominata "Terracotta" di Guerlain. Prima di lui c'erano stati nel 1999 Voile d'été e nel 2009 Eau Sous le Vent, ma al contrario di questi Terracotta ha avuto un destino diverso, da edizione limitata, a grande richiesta, è diventato un articolo continuativo. E a ben ragione! Poiché Terracotta è, come dice il suo creatore Thierry Wasser "la seduzione del sole catturata in una bottiglia".
Solitamente non amo i profumi al Tiaré o meglio al Monoi, che è il prodotto dell'unione dei petali dei fiori di Gardenia Taitensis detta anche Tiaré, originaria della Polinesia, fatti macerare in olio di cocco. L'olio profumato che se ne ricava è stato usato per secoli dalle donne polinesiane per la cura del corpo e dei bellissimi e lunghi capelli setosi. Il vero Monoi ha un profumo celestiale ma ormai è stato soppiantato, soprattutto nei profumi, da una nota Monoi o Tiaré che non amo. I profumi che la contengono richiamano l'estate, il profumo delle creme solari, un che di immaginario esotico tropicale; ma Terracotta non è solo un profumo che richiama l'estate, la spiaggia, il profumo delle creme solari, ne tantomeno i fiori tropicali, Terracotta è davvero il sole.
In estate si differenzia dagli altri profumi di questa famiglia olfattiva per la sua finezza floreale delicata ma persistente che ti accompagna con piccoli sbuffi ad ogni movimento. Ma è messo in inverno che da il meglio di sé, la dove gli altri sono un po' fuori luogo, Terracotta ha il potere di confortare con la sua partenza succosa di agrumi mediterranei, senza asprezze, come una spremuta di arance dolcissime e di fiori mossi da una brezza leggera. L'esoticità del Tiaré è controbilanciata dai fiori d'arancio, dal gelsomino che rendono Terracotta un profumo affascinante e sottile, un sussurro d'estate che riesce ad insinuarsi ancora nelle prime giornate ottobrine.
Quando lo indosso è come un manto di luce che mi fa sentire protetta e misteriosa, come una piccola dea ormai dimenticata dagli esseri umani ma che non ha smesso di esistere e che si manifesta improvvisamente in un raggio di sole.
Terracotta Le Parfum (Guerlain) - 2014 - Floreale (Thierry Wasser)
Tiaré, Cocco, Bergamotto, Gelsomino, Ylang ylang, Fiori d'Arancio, Vaniglia, Muschio
giovedì 9 settembre 2021
Alamut - Lorenzo Villoresi
Alamut è quello che io definisco il profumo della maestra di danza classica. Mi spiego meglio, da piccola facevo danza classica dalle sorelle Piera e Armida Carosio, il primo anno, appena piccole pulcine venivamo seguite da Piera, che era severa ma con un atteggiamento e una apparenza materni; dal secondo anno si veniva divise e c'era chi veniva assegnata ad Armida, lo spauracchio di tutte. Armida, già dal nome e dalla presenza altera incuteva timore, capelli tagliati corti con la frangia ramati, un gusto nel vestire da animo dark, lunghi stivali di pelle nera, e al collo una collana d'oro con un occhio di ibis nero e oro. Non concedeva scampo ed era molto esigente, le bastava lo sguardo. Avvicinandosi per correggere potevo sentire il suo profumo, non so cosa fosse, avrebbe potuto essere il N.5 di Chanel, note aldeidate, fiori, quel quid di talcato di pelle tiepida di neonato o di donna che l'ambra solitamente conferisce. Ma quando annuso il n.5 di Chanel non mi richiama alla memoria Armida, quindi doveva essere qualcosa che fosse di quella famiglia olfattiva ma non quello. In passato ho incontrato So di Carrement Belle che mi ha fatto lo stesso effetto e ora Alamut.
Alamut porta il nome di una antica fortezza inespugnabile dell'antica Persia. Costruita nell'840 e posta su una montagna a duemila metri sul Mar Caspio, era raggiungibile solo da una via e custodiva all'interno giardini silenziosi, biblioteche, e laboratori dove ogni intellettuale era libero di dissertare di filosofia, teologia e di scienza. Nel 1090 fu invasa da quelli che passarono alla storia come Assassini, e dal quale deriva l'aggettivo, che poterono vedere con i loro occhi gli splendidi giardini e biblioteche, fu distrutta nel 1256 da Hulagu Khan, comandante delle truppe mongole, fatto entrare dal reggente Rukn al-din Khorshah senza opporre resistenza poiché da uomo illuminato pensava che Hulagu li potesse risparmiare. Furono sterminati tutti.
Alamut è quindi un sogno, un ideale, un richiamo a quella isola felice di cultura e mischiamento che doveva essere vivere nella fortezza prima della sua distruzione. E' complesso, armonico, antico e moderno, racconta un viaggio nella storia e nelle terre di popoli dalla cultura millenaria.
L'ambra è prima tagliente ed elettrica poi si ammorbidisce e diventa talcata, in questo suo viaggio di trasformazione la accompagnano un tappeto di legni caldi e petali di fiori morbidi e carnosi, fumigazioni di incensi orientali, un cuoio lavorato finemente che ha perso ogni nota animalica, la rosa che diventa setosa e tiepida sulla pelle profumata. Tutto parla di quella sensualità che scaturisce dal connubio di mente e di tatto.
Rosa, Legno di Rosa, Palissandro Brasiliano, Osmanto, Fiori Esotici, Gelsomino, Labdano Francese, Ylang Ylang, Tuberosa, Fiore d'Arancio, Narciso, Ambra, Legno di Sandalo, Note Cipriate, Note Talcate, Muschio, Benzoino, Cuoio, Patchouli, Amyris
mercoledì 14 luglio 2021
Sun - Jil Sander
Non avevo mai sentito Sun, è stato un acquisto alla cieca, fidandomi solo dei pareri di chi l'aveva provato. E come avevano predetto, il primo impatto è stato strano, leggermente canforato (il che non mi dispiace, io adoro l'odore della canfora) ma nello stesso tempo mi ha ricordato vagamente una persona che non voglio ricordare. Sono passata oltre al primo impatto e ho rispruzzato anche sui vestiti, e li diventa un profumo di pulito senza sapere di muschi bianchi o con l'accezione classica dei profumi di pulito. Poi scompare. come se non ci fosse più. Fa la sua ricomparsa mezz'oretta dopo e li diventa un gioiellino, nella sua discrezione rimane aderente ai vestiti e ai capelli e sussurra un olezzo di pulizia e crema, di cura e benessere. Sa di sole caldo e di pelle pulita e setosa, morbidamente nutrita. Bello!
Sun (Jil Sander) - 1989 - Ambrato Floreale (Pierre Bourdon)
Note Fruttate, Fiore d'Arancio Africano, Legno di Palissandro, Limone di Amalfi, Ribes Nero, Bergamotto, Ylang Ylang, Eliotropio, Garofano, Rizoma di Iris, Mughetto, Rosa, Vaniglia, Benzoino, Ambra, Fava Tonka, Sandalo, Muschio, Storace, Foglia di Tabacco, Patchouli
mercoledì 9 giugno 2021
Eilish - Billie Eilish
La cantante Billie Eilish, nota per le sue creazioni in campo musicale che si discostano dalla produzione di massa per il suo stile molto personale di cantare, di scrivere musica e parole e di presentarsi con una estetica non comune, si è cimentata nel campo dei profumi. E come ci si poteva aspettare da lei ha voluto non solo mettere la firma ma supervisionare da vicino tutti gli aspetti della creazione. Nasce così il primo profumo Eilish, contenuto in un mezzobusto dorato che ricorda alcune sculture moderne.
Il profumo parte aereo, quasi mentolato, che per un profumo con note di partenza di zucchero è una scelta intelligente, la parte zuccherina è mitigata e anche la parte dei frutti rossi che normalmente io non apprezzo. Dopo pochi minuti subentra una bella vaniglia dignitosa, leggermente budinosa all'inizio ma che con il passare delle ore muta e diventa rotonda, un po' bourbon e che rimane come un piccolo tatuaggio fino al giorno dopo sui capelli e sugli abiti.
E' una vaniglia rotonda secca che fa quel bell'effetto che fanno alcune vaniglie: sollevi i capelli e ti arriva morbida, con il suo profumo di bacca di vaniglia che avvolge e poi rientra. Come un sospiro, un alito di vento caldo.
Tutto qui, ma a volte le cose semplici sono le più belle.
Zucchero, Bacche Rosse, Mandarino, Vaniglia, Cacao, Note Speziate, Rosa, Fava Tonka, Ambra, Muschio, Note Legnose
mercoledì 12 maggio 2021
Insolence - Guerlain
Una volta esisteva Insolence di Guerlain, un profumo strano, a tratti disturbante per quanto fosse inusuale, che rivoluzionava il concetto di piramide olfattiva con note di testa di cuore e di fondo in successione per scardinare i ruoli e proporre un profumo "circolare" senza piramide, le cui note ritornavano dopo essere scomparse in un ciclo infinito. Un profumo come quelli che si trovavano una volta, con densità, corpo e persistenza. Una volta.
Una volta Insolence aveva una bottiglia bellissima, con semisfere violette sovrapposte sbilenche che ben rappresentavano il concetto che stava dietro il progetto "circolare" di questo profumo. Una volta.
Poi Insolence è diventato mansueto, tanto da non aver più senso portare quel nome, in una bottiglia quasi anonima, appannata, la bottiglia "les abeilles" destinata alle Acqua Allegoria, che gli ha aggiunto (insieme alla riformulazione) cento anni e tolto potenza e nervo.
Io me lo ricordo quando era uscito, era una meraviglia, potente e giustappunto insolente.
Negli anni successivi hanno in parte rimediato rivestendolo con la bottiglia dal tappo a pagoda, ma di quel liquido violetto, intenso e che non guardava in faccia a nessuno non è rimasto che un fantasma pallido e rosato.
Insolence si apre già floreale, con una violetta rosea che rimarrà presente per tutta la durata del profumo, in concerto sottostante gli altri fiori, il muschio pulito e talcato che lo rendono un profumo da indossare anche la sera prima di andare a dormire. Io adoro la nota di violetta, che sembra timida ma è caparbia e voluttuosa in un modo tutto suo. Se non fosse che la violetta di Insolence, da spavalda e indomita che era si è trasformata in una nota romantica (per non dire agée) e malinconica. Il che ne permette l'uso solo quando si è molto up up di umore ed è quindi da evitare, secondo me, nei periodi tristanzuoli che ogni tanto capitano nella vita di chiunque.
Insolence (Guerlain) - 2006 - Floreale Fruttato (Maurice Roucel, Sylvaine Delacourte)
Lampone, Bacche Rosse, Bergamotto, Limone, Violetta, Rosa, Fiori d'Arancio, Iris, Fava Tonka, Resine, Sandalo, Muschio, Note Legnose, Note Talcate
mercoledì 7 aprile 2021
Nivea - Nivea
Chi non conosce la crema Nivea? I miei primi ricordi sono legati al barattolo in alluminio blu classico della Nivea Creme che da bambina vedevo dappertutto. Molto densa, si scioglieva con il calore del corpo e in estate, messa sopra la crema con la protezione solare, donava un effetto specchio cattura abbronzatura, mantenendo la pelle super morbida anche in presenza di vento.
Il profumo della crema Nivea, così iconico e riconoscibile tra mille, così radicato nei ricordi di tutti come se facesse parte del DNA è un profumo di pulito, floreale, talcato. E identico al profumo della crema Nivea ma più spiccato e persistente. Creato appositamente per chi ama il suo profumo, perfetto per essere messo prima di andare a dormire, è una vera coccola. Messo subito dopo la doccia crea un'aurea di freschezza, pulizia e cura che può fare da base ad un profumo più strutturato ma può anche essere lasciato così, per sentirsi candidi, nivei appunto.
Questa eau de toilette porta le sfaccettature del profumo della crema ad una altezza più percepibile, senza essere invadente, è più pungente e floreale all'inizio, un mix di petali di fiori freschi tra cui spicca la rosa senza essere profumo di rosa e olio essenziale di agrume senza essere un profumo agrumato.
Si stabilizza su un carezzevole sentore di pelle pulita talcata nella parte finale, che comunque arriva dopo qualche ora di persistenza. Spruzzato sul tessuto della camicia da notte o dei vestiti rimane presente fino al giorno dopo e oltre, donando una sensazione di ordine e pulizia.
Nivea (Nivea) - 2015 - Floreale Talcato (Isabelle Abram)
Lavanda, Bergamotto, Mandarino, Fresia, Mughetto, Ylang ylang, Rosa, Note Talcate, Sandalo
mercoledì 10 marzo 2021
Roberto Cavalli - Roberto Cavalli
Un profumo ispirato alle stampe maggiormente utilizzate dallo stilista, l'omonimo profumo in particolare è un omaggio alla stampa animalier che nello stile di Roberto Cavalli è audace ma sempre di eccellente raffinatezza nella scelta dei tessuti e negli accostamenti. Tre note caratterizzano questo profumo, la partenza di pepe rosa, pungente ma anche fragrante, che lascia quasi subito spazio all'opulenza meravigliosa dei fiori d'arancio, in una nota saponosa, cremosa, dolce e amara che avvolge la pelle e si sviluppa in un vortice che avviluppa tutta la persona con un aurea luminosa. Dopo un po' arriva la triade morbidissima della coda di vaniglia, benzoino e fava tonka, che scaldano e seducono creando assuefazione. Si assestano sulla pelle e sui tessuti e li rimangono come un felino in attesa, un piccolo cuore che batte tra il rumore delle fusa.
Roberto Cavalli (Roberto Cavalli) - 2012 - Ambrato Floreale (Louise Turner)Pepe Rosa, Fiore d'Arancio Africano, Vaniglia, Benzoino, Fava Tonka
mercoledì 10 febbraio 2021
Paradise Found - Roberto Cavalli
Ispirato nel packaging ai giardini surrealisti di Las Pozas in Messico, opera incompiuta del poeta e mecenate Edward James, Paradise Found di Roberto Cavalli è legato a triplo filo a quel luogo.
I giardini voluti dal poeta dovevano essere dei novelli Giardini dell'Eden, dove le sculture surrealiste si fondono con la rigogliosa natura in cui sono immersi. Sculture strutture in cemento e ferro con forme di alberi, frutti, piante, animali che si proiettano nel cielo.
Paradise Found richiama nella forma della bottiglia una fusione dello stile dei capitelli e delle colonne, nel nome il richiamo ad un paradiso perso e poi ritrovato e nelle note olfattive con la partenza delle foglie di palma e tutta la cornucopia dei fiori tropicali e del pepe.
In una pletora di profumi un po' tutti uguali, Paradise Found spicca per il suo guizzo in apertura di freschezza pluviale, bacche rugiadose e gonfie di succo, grandi fiori tropicali dai petali grondanti di acqua delle cascate accanto alle quali crescono. E' un profumo piacevole, che apre il respiro.
In finale la pepatezza è sempre fresca e succosa, e i legni sono umidi e morbidi.
Paradise Found (Roberto Cavalli) - 2020 - Ambrato Floreale (Emilie Bevierre-Coppermann )
Foglie di Palma, Pepe Rosa, Neroli, Gelsomino, Frangipane, Fiori d'Arancio, Eliotropio, Patchouli, Sandalo
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