Mercoledì 18 Agosto 2010 - Ho sognato stanotte che rincorsa dai ladri riuscivo ad uscire su un balcone dell'ufficio labirinto che ho sognato quasi un mese fa (Dentro il Labirinto Bianco). Sono li, sono riuscita a richiudere dietro di me la finestra e quindi sono al sicuro da loro. Ma il balcone è un secondo piano e l'unica cosa che posso fare è SALTARE GIU'. Mi sono svegliata valutando come farlo, a cosa appoggiarmi in mezzo durante il salto.
sabato 28 agosto 2010
giovedì 26 agosto 2010
Lo chalet, Homer, la Matassa e la vecchia pazza dei gatti
Martedì 8 Giugno 2010 - Ho sognato che abito in uno chalet alpino, è tutto di legno scuro, fiori rossi sui balconi, montagne e colline erbose di un verde morbido tutt'intorno. Ho fatto i mestieri di fino dentro lo chalet, è tutto in ordine, ma sui corrimano delle scale e appesi un po' in giro sulla terrazza ci sono abiti vecchi e logori. Abiti che non mi vanno più bene perché troppo larghi e che non corrispondono a come sono io. Li guardo, sono quasi tutti neri o di colori scuri, informi e larghissimi, brutti. Io sono vestita con i colori degli uccelli del paradiso, ho delle piume di pavone ai lobi delle orecchie. Guardo le grucce appese ammassate di vestiti che non metterò mai più e decido: devo sbarazzarmene. Dietro di me c'è S. che sembra Homer Simpson in carne e ossa, mugugna e cerca di convincermi che non è così necessario... non vuole che io butti gli abiti vecchi. Lo mando via dicendogli di non preoccuparsi che quando tornerà potrà di nuovo toccare i corrimano. Mi accingo ad iniziare il lavoro, quando mi accorgo che dietro di me ora c'è la vecchia pazza dei gatti dei Simpsons, che urla e cerca di ostacolarmi. Il mio sguardo si posa su un sacco nero, guardo dentro e trovo una matassa di lana per fare un tappeto kilim. La matassa è nuova e bellissima, ed è arrotolata in modo che si capisce già che disegno avrà il tappeto una volta tessuto. Fuori dal sacco c'è una grande sciarpa con lo stesso disegno ma piena di buchi e strappata in più punti. Metto in mano la sciarpa alla vecchia pazza dei gatti e le dico di disfarla e fare un gomitolo per recuperare un po' di filo da unire alla matassa nuova. Lei si rabbonisce e mi dice che è capace di fare dei nodi speciali, invisibili, grazie ai quali otterrà un filo unico che potrò usare insieme a quello nuovo per tessere il tappeto e non si noterà dove c'è il filo nuovo e dove quello vecchio. Mi viene in mente mia nonna, anche lei faceva questi nodi, la vecchia si mette al lavoro tranquilla. Io comincio a tirare giù gli ometti con i vestiti vecchi e brutti e butto via, faccio dei sacchi distinti, scrivendo fuori con un pennarello cosa contengono, ABITI VECCHI. Mi sveglio.
Gli Abiti rappresentano cosa si mostra all'esterno, la nostra immagine sociale ma gli "abiti" sono anche le Abitudini.
La Terrazza è la parte esteriore della casa, che è il nostro io. Ancora l'esteriorità. Io indosso abiti molto diversi da quelli appesi, finalmente ho indossato gli abiti dell'Esotica Sconosciuta, sono diventata l'Esotica Sconosciuta anche fuori, mi muovo sicura e decisa, valuto e risolvo le situazioni senza fatica. So cosa fare.
Il Tappeto rappresenta la trama della vita della persona, il proprio tessuto. Qui c'è filo nuovo per crearne uno da zero ma c'è anche l'intenzione di utilizzare insieme ad esso il filo della sciarpa vecchia. La Matassa nuova fa vedere il disegno che avrà il tappeto una volta finito. L'inconscio sa come siamo. Il disegno è uguale a quello della sciarpa vecchia e rotta. Ma il tappeto sarà fatto con filo nuovo e il disegno è bellissimo. L'inconscio riconosce il tessuto della propria vita come valevole, solo lo vuole ricostruire con nuovo materiale. Accetta di utilizzare il filo proveniente dalla sciarpa rotta perché riconosce il valore dell'esperienza passata, ma lo reintegra senza che da fuori sia possibile capire cos'è nuovo e cos'è vecchio.
Unire la sciarpa vecchia e rotta per creare un nuovo tappeto senza buchi, ma che contenga anche il vissuto di prima, riannodato con nodi invisibili, quindi un lavoro ben fatto, dalla vecchia pazza dei gatti, cioè io, quella parte di me folle, solitaria, isolata e aggressiva, ma bisognosa di riconoscimento del suo valore ed evidentemente di qualcosa di costruttivo da fare, di essere messa alla prova ed utilizzata per le sue qualità, per quello che è capace di fare molto bene: RIANNODARE I FILI.
Se i nodi sono invisibili, diventeranno invisibili anche per la parte conscia. Il Tappeto sarà senza difetti, un tutt'uno omogeneo. Niente più interruzioni, buchi, strappi.
Liberare per Toccare di nuovo il corrimano. Il Corrimano è il corpo. Toccare è l'azione sensuale/sensoriale.
Nel sogno voglio liberare i corrimano dai vecchi abiti che ci stanno appoggiati sopra, nascondendoli, per renderli visibili e toccabili di nuovo. C'è l'intenzione a permettere di far scorrere la mano sul corpo/corrimano senza vestiti, quindi senza ingannevoli immagini del sé e senza vecchie abitudini. Un corpo svelato e nuovo. Ciò indica un forte bisogno di contatto fisico.
Il lavoro, psichicamente, è stato fatto. La fine del sogno è lampante: il corpo è stato svelato, è stato reso accessibile e toccabile, ci si può far scorrere la mano senza impedimenti, nudo e libero, i vestiti brutti e logori non celano più la sua presenza, gli abiti vecchi (le abitudini) sono state messe nel sacco (il mio inconscio, la mia parte istintiva ha avuto la meglio su di loro) e per renderlo ancora più chiaro alla coscienza, alla parte razionale, sui sacchi chiusi ho scritto ABITI VECCHI. Come dire, non serve più aprire e guardare dentro il sacco, puoi buttare senza impicciarti di ciò che sto buttando. BUTTALI, FALLO E BASTA.
Nella realtà sono ancora con i sacchi da buttare in bella vista sulla terrazza. Sono gli ultimi kili, gli ultimi pensieri sbagliati, le ultime abitudini vecchie, gli ultimi concetti erronei sulla vita e come voglio viverla. Per qualche misterioso motivo faccio fatica a liberarmene. Nella realtà mi è venuto il gomito del tennista e alcune volte non riesco a sollevare pesi. Ho il gomito del tennista random. C'è una resistenza ancora da vincere per completare il lavoro. Nella realtà.
Ma io so, per esperienza diretta, che il sogno arriva sempre prima. Che porta alla superficie della coscienza quello che è già in atto. Il sogno ci dice che sta già succedendo.
Il sogno mi dice che il desiderio si è compiuto.
Gli Abiti rappresentano cosa si mostra all'esterno, la nostra immagine sociale ma gli "abiti" sono anche le Abitudini.
La Terrazza è la parte esteriore della casa, che è il nostro io. Ancora l'esteriorità. Io indosso abiti molto diversi da quelli appesi, finalmente ho indossato gli abiti dell'Esotica Sconosciuta, sono diventata l'Esotica Sconosciuta anche fuori, mi muovo sicura e decisa, valuto e risolvo le situazioni senza fatica. So cosa fare.
Il Tappeto rappresenta la trama della vita della persona, il proprio tessuto. Qui c'è filo nuovo per crearne uno da zero ma c'è anche l'intenzione di utilizzare insieme ad esso il filo della sciarpa vecchia. La Matassa nuova fa vedere il disegno che avrà il tappeto una volta finito. L'inconscio sa come siamo. Il disegno è uguale a quello della sciarpa vecchia e rotta. Ma il tappeto sarà fatto con filo nuovo e il disegno è bellissimo. L'inconscio riconosce il tessuto della propria vita come valevole, solo lo vuole ricostruire con nuovo materiale. Accetta di utilizzare il filo proveniente dalla sciarpa rotta perché riconosce il valore dell'esperienza passata, ma lo reintegra senza che da fuori sia possibile capire cos'è nuovo e cos'è vecchio.
Unire la sciarpa vecchia e rotta per creare un nuovo tappeto senza buchi, ma che contenga anche il vissuto di prima, riannodato con nodi invisibili, quindi un lavoro ben fatto, dalla vecchia pazza dei gatti, cioè io, quella parte di me folle, solitaria, isolata e aggressiva, ma bisognosa di riconoscimento del suo valore ed evidentemente di qualcosa di costruttivo da fare, di essere messa alla prova ed utilizzata per le sue qualità, per quello che è capace di fare molto bene: RIANNODARE I FILI.
Se i nodi sono invisibili, diventeranno invisibili anche per la parte conscia. Il Tappeto sarà senza difetti, un tutt'uno omogeneo. Niente più interruzioni, buchi, strappi.
Liberare per Toccare di nuovo il corrimano. Il Corrimano è il corpo. Toccare è l'azione sensuale/sensoriale.
Nel sogno voglio liberare i corrimano dai vecchi abiti che ci stanno appoggiati sopra, nascondendoli, per renderli visibili e toccabili di nuovo. C'è l'intenzione a permettere di far scorrere la mano sul corpo/corrimano senza vestiti, quindi senza ingannevoli immagini del sé e senza vecchie abitudini. Un corpo svelato e nuovo. Ciò indica un forte bisogno di contatto fisico.
Il lavoro, psichicamente, è stato fatto. La fine del sogno è lampante: il corpo è stato svelato, è stato reso accessibile e toccabile, ci si può far scorrere la mano senza impedimenti, nudo e libero, i vestiti brutti e logori non celano più la sua presenza, gli abiti vecchi (le abitudini) sono state messe nel sacco (il mio inconscio, la mia parte istintiva ha avuto la meglio su di loro) e per renderlo ancora più chiaro alla coscienza, alla parte razionale, sui sacchi chiusi ho scritto ABITI VECCHI. Come dire, non serve più aprire e guardare dentro il sacco, puoi buttare senza impicciarti di ciò che sto buttando. BUTTALI, FALLO E BASTA.
Nella realtà sono ancora con i sacchi da buttare in bella vista sulla terrazza. Sono gli ultimi kili, gli ultimi pensieri sbagliati, le ultime abitudini vecchie, gli ultimi concetti erronei sulla vita e come voglio viverla. Per qualche misterioso motivo faccio fatica a liberarmene. Nella realtà mi è venuto il gomito del tennista e alcune volte non riesco a sollevare pesi. Ho il gomito del tennista random. C'è una resistenza ancora da vincere per completare il lavoro. Nella realtà.
Ma io so, per esperienza diretta, che il sogno arriva sempre prima. Che porta alla superficie della coscienza quello che è già in atto. Il sogno ci dice che sta già succedendo.
Il sogno mi dice che il desiderio si è compiuto.
martedì 24 agosto 2010
Cambiamenti
sabato 3 luglio 2010
Dentro il Labirinto Bianco
Sabato 3 luglio 2010 - Stanotte non ho dormito, le ore si sono susseguite finché il cielo è tornato ad essere chiaro. Oggi pomeriggio mi sono addormentata completamente immersa nella luce della stanza. Ho sognato. Ho sognato che giravo nelle stanze del mio ufficio, completamente vuote, i muri appena imbiancati di un bianco accecante, ritorno sui miei passi e scopro che hanno murato tutte le porte finestre, non c'è più uscita. Sono in un labirinto bianco, per capire dove finiscono i muri devo andare a tentoni, toccando e seguendo il perimetro come una cieca. La sensazione di angoscia la sento negli occhi che sono in fibrillazione. Vedo comparire una collega che scompare dietro un muro, cerco di seguirla e mi rendo conto che le stanze dove già sono stata hanno cambiato disposizione dei muri e delle scale. Dentro il labirinto bianco i piani sono in continuo mutamento, non ne uscirò mai.
Il Bianco è il colore della purezza senza macchia. Indica anche però un impoverimento della vita emotiva. Muniti di intenzioni sincere si è privi di alcuna esperienza di vita. Nell'impossibilità di sapere come si reagirà di fronte alle avversità e al male. Se nei sogni appare questo candore puro ciò indica l'esigenza immediata, manifestata dal Sé Superiore, di avventure diverse, il bisogno di tuffarsi in un nuovo bagno di esperienze, per temprare l'acciaio interiore e raggiungere una maturazione psicologica.
Il Labirinto è una costruzione umana in cui spesso i sognatori si smarriscono. Il Labirinto è un luogo di supplizio creato dalla volontà, nel quale l'anima si perde percorrendo corridoi che non conducono da nessuna parte, eccetto uno che porta all'uscita. L'uscita e l'entrata possono essere vicine o addirittura essere la stessa porta. Chi è intrappolato nel Labirinto percorre chilometri e chilometri senza avanzare di un passo, si sfinisce senza che i suoi sforzi valgano a qualcosa. Il Messaggio del sogno indica che si vive rinchiusi nelle proprie verità personali, nella propria morale, separati, tagliati fuori dalla realtà e se si continua si rischia di generare un mostro capace di distruggere tutto ciò che è buono e proficuo. Il Minotauro.
La soluzione per uscire dal Labirinto Onirico è smettere di girare e rigirare i problemi, l'unica via d'uscita è fare appello alla propria saggezza. Seguire all'indietro l'esile filo che ci collega alla realtà.
Il Bianco è il colore della purezza senza macchia. Indica anche però un impoverimento della vita emotiva. Muniti di intenzioni sincere si è privi di alcuna esperienza di vita. Nell'impossibilità di sapere come si reagirà di fronte alle avversità e al male. Se nei sogni appare questo candore puro ciò indica l'esigenza immediata, manifestata dal Sé Superiore, di avventure diverse, il bisogno di tuffarsi in un nuovo bagno di esperienze, per temprare l'acciaio interiore e raggiungere una maturazione psicologica.
Il Labirinto è una costruzione umana in cui spesso i sognatori si smarriscono. Il Labirinto è un luogo di supplizio creato dalla volontà, nel quale l'anima si perde percorrendo corridoi che non conducono da nessuna parte, eccetto uno che porta all'uscita. L'uscita e l'entrata possono essere vicine o addirittura essere la stessa porta. Chi è intrappolato nel Labirinto percorre chilometri e chilometri senza avanzare di un passo, si sfinisce senza che i suoi sforzi valgano a qualcosa. Il Messaggio del sogno indica che si vive rinchiusi nelle proprie verità personali, nella propria morale, separati, tagliati fuori dalla realtà e se si continua si rischia di generare un mostro capace di distruggere tutto ciò che è buono e proficuo. Il Minotauro.
La soluzione per uscire dal Labirinto Onirico è smettere di girare e rigirare i problemi, l'unica via d'uscita è fare appello alla propria saggezza. Seguire all'indietro l'esile filo che ci collega alla realtà.
venerdì 2 luglio 2010
L'uomo cieco, il nuovo amico, il cucciolo di cane, il mare, il lago.
Martedì 15 Giugno 2010 - Ho sognato che ti mandavo un sms che raccontava la storia di un uomo cieco che conosce un nuovo amico. Il nuovo amico promette al cieco di portarlo al mare, luogo in cui il cieco non è mai stato, dicendogli che il mare è bellissimo, impetuoso, salato. Partono, ma dopo qualche giorno di cammino il nuovo amico si ferma ad un laghetto e dice all'amico cieco che sono arrivati. Il cieco si ricorda però che il nuovo amico aveva detto che il mare è salato, assaggia l'acqua e non lo è. Nel sogno, tu ricevuto il messaggio sei venuto di persona a chiedermi una cosa. Hai in braccio un cucciolo di cane, e mi chiedi di bere il latte dal suo pene, mi avvicino alla pancia del cane e vedo che ha solo mammelle. Allora mi chiedi chi tra noi due è l'uomo cieco e chi il nuovo amico. Nel sogno ti rispondo facendoti un'altra domanda: "Avevi chiesto di vedere il mare, perchè ti sei accontentato di fermarti al lago di O.?"
Ancora oggi non capisco se io sono l'uomo cieco o il nuovo amico. E forse non lo capirò mai.
Ancora oggi non capisco se io sono l'uomo cieco o il nuovo amico. E forse non lo capirò mai.
giovedì 25 marzo 2010
Stratagemmi...
Mercoledì 24 Marzo 2010 - Oggi emano, effettivamente è da qualche giorno che sono in emanazione, non so neanche io di cosa. In quattro hanno provato a dirmelo. Solo uno l'ha detto nella maniera giusta.
Quando l'Osservatore Esterno smette di osservare e compie un'azione cosa diventa?
Nei Tarocchi la prima carta degli Arcani Maggiori è il Mago, il Bagatto.
Il Mago possiede tutti gli strumenti per agire e ne ha la competenza. E' l'inizio del viaggio. Quella fase della vita dove si smette di aspettare sognando diverse realtà possibili e si inizia ad agire nella realtà per far diventare possibile il sogno.
Gli strumenti del Bagatto (del Mago) sono le quattro fasi del processo di creazione:
Innesco (l'ispirazione) - ideazione di un modello archetipo,
Progetto (l'immaginazione) - visualizzazione del modello fin nei minimi particolari
Discriminazione (la selezione) - scegliere cosa mantenere del modello e perché...
Nascita (l'azione) la fase necessaria a trasformare l'archetipo in una forma tangibile/attuabile nel mondo materiale
Assomiglia molto al motto che ho deciso di seguire ultimamente:
Penso, Voglio, Desidero, Ottengo.
Penso, a come sono, cosa voglio, cosa mi manca.
Voglio, si fa chiaro in me cosa ci vuole per risolverlo.
Desidero, così ardentemente e nei minimi particolari, come se esistesse già e fosse solo da prendere.
Ottengo. Dove Ottengo presuppone agire per ottenere, nulla (o quasi) cade dal cielo già bello pronto. E necessita di tre qualità imprescindibili: ricettività, azione e flessibilità.
Il Mago è la persona ma è anche la condizione in cui ci si viene a trovare per aver Pensato, Voluto, Desiderato e Ottenuto. E' un inizio.
"Sei di una bellezza disarmante..."
(...per forza, sono sotto ecstasy...)
Quando l'Osservatore Esterno smette di osservare e compie un'azione cosa diventa?
Nei Tarocchi la prima carta degli Arcani Maggiori è il Mago, il Bagatto.
Il Mago possiede tutti gli strumenti per agire e ne ha la competenza. E' l'inizio del viaggio. Quella fase della vita dove si smette di aspettare sognando diverse realtà possibili e si inizia ad agire nella realtà per far diventare possibile il sogno.
Gli strumenti del Bagatto (del Mago) sono le quattro fasi del processo di creazione:
Innesco (l'ispirazione) - ideazione di un modello archetipo,
Progetto (l'immaginazione) - visualizzazione del modello fin nei minimi particolari
Discriminazione (la selezione) - scegliere cosa mantenere del modello e perché...
Nascita (l'azione) la fase necessaria a trasformare l'archetipo in una forma tangibile/attuabile nel mondo materiale
Assomiglia molto al motto che ho deciso di seguire ultimamente:
Penso, Voglio, Desidero, Ottengo.
Penso, a come sono, cosa voglio, cosa mi manca.
Voglio, si fa chiaro in me cosa ci vuole per risolverlo.
Desidero, così ardentemente e nei minimi particolari, come se esistesse già e fosse solo da prendere.
Ottengo. Dove Ottengo presuppone agire per ottenere, nulla (o quasi) cade dal cielo già bello pronto. E necessita di tre qualità imprescindibili: ricettività, azione e flessibilità.
Il Mago è la persona ma è anche la condizione in cui ci si viene a trovare per aver Pensato, Voluto, Desiderato e Ottenuto. E' un inizio.
mercoledì 10 marzo 2010
Dragonball, Dragonfly
Oggi sono carica. Entro in acqua, gli esercizi di riscaldamento sono già arrivati alle braccia. Muovo l'acqua in onde energiche, la mente che va svuotandosi dal chiacchiericcio. Talmente energiche che la maestra viene da me, sono arrivata in ritardo quindi mi sono messa in disparte, attrae la mia attenzione e mi chiede "tutto bene?" "si perchè?" "ho sentito una palla di energia che arrivava da qui e se ne sono accorte anche le altre, mi fai paura sembri un Dragonball" Ridiamo. Dragonball, sarebbe bello. Iniziamo a correre per tutta la vasca, in pochi secondi, corro così forte che ho lasciato indietro tutte, le saluto dall'altro lato. Una signora mi grida, "sai come ti chiamiamo? La Libellula" "Perchè?" "Perchè ti muovi con la leggerezza di una farfalla, ma sei forte e veloce, come una libellula" Aumento ancora, Libellula, Dragonfly. Dragonball, Dragonfly... Si forse devo imparare a vedermi con gli occhi degli altri. Di quegli altri che mi guardano senza invidia, senza filtri.
Pensavo di essere una farfalla e invece ho scoperto di essere una libellula. Carica di energia.
Devo studiare.
Pensavo di essere una farfalla e invece ho scoperto di essere una libellula. Carica di energia.
Devo studiare.
mercoledì 3 marzo 2010
Il Grumo - Compressione, Decompressione
In un periodo di profondo sconforto, trovare una persona che da invece di chiedere è come riemergere da una apnea con i polmoni completamente vuoti e trovare aria.
Mi è capitato ultimamente (tre volte) di avere un fortissimo impulso di lanciarmi a folle velocità con la macchina contro un palo che vedo tutte le sere quando torno a casa. E' li sul rettilinio di v., tra i campi, prima delle ville sul lato dx.
Sento che questo romperebbe il grumo che sento nel petto. Come se quell'urto fosse ciò che serve per liberare la compressione dentro di me. Poi subentra quasi subito la razionalità e penso a tutti i problemi e ulteriori responsabilità che ne deriverebbero... è questo che mi scoraggia. E il pensiero di rimanere lesa permanentemente. Per non ferire, tieni tutto dentro e aspetti che passi. Ma non passa.
La terza volta, ho deciso di dare voce, vibrazione, suono al grumo.
Ho iniziato a gridare, e il mio era un grido di rabbia, poi da sola è emersa una frase "Perchè? Perchè tutti che chiedono e nessuno che da?"
Dire a voce è diverso che pensare. Il suono esce e porta fuori qualcosa, la vibrazione entra e va a toccare qualcos'altro.
Forse, sicuramente, ciò che è uscito dalla mia bocca è la visione egocentrica del dolore. Dove la colpa è tutta fuori.
Ma dare voce al grumo è servito. Dopo qualche giorno di prostrazione completa, qualcosa è cambiato.
Ho pensato che se il dare per me è importante, allora devo farlo comunque, a costo di iniziare io dal niente, senza riserve, sempre, con tutti. E aspettare che tra questi tutti qualcuno risponda utilizzando la mia stessa vibrazione, la mia stessa lunghezza d'onda...
Passo sempre per quella strada, ho deciso di guardare oltre il palo. Oltre il palo c'è un segnale di direzione obbligatoria, sempre dritto. Ecco, se proprio devo andare a sbattere contro qualcosa sarà il cartello segnaletico... sempre dritto. Come è la vita, direzione obbligatoria, senza possibilità di tornare indietro.
E allora, visto che è così, bisogna lavorare su ciò che c'è oltre.
Mi è capitato ultimamente (tre volte) di avere un fortissimo impulso di lanciarmi a folle velocità con la macchina contro un palo che vedo tutte le sere quando torno a casa. E' li sul rettilinio di v., tra i campi, prima delle ville sul lato dx.
Sento che questo romperebbe il grumo che sento nel petto. Come se quell'urto fosse ciò che serve per liberare la compressione dentro di me. Poi subentra quasi subito la razionalità e penso a tutti i problemi e ulteriori responsabilità che ne deriverebbero... è questo che mi scoraggia. E il pensiero di rimanere lesa permanentemente. Per non ferire, tieni tutto dentro e aspetti che passi. Ma non passa.
La terza volta, ho deciso di dare voce, vibrazione, suono al grumo.
Ho iniziato a gridare, e il mio era un grido di rabbia, poi da sola è emersa una frase "Perchè? Perchè tutti che chiedono e nessuno che da?"
Dire a voce è diverso che pensare. Il suono esce e porta fuori qualcosa, la vibrazione entra e va a toccare qualcos'altro.
Forse, sicuramente, ciò che è uscito dalla mia bocca è la visione egocentrica del dolore. Dove la colpa è tutta fuori.
Ma dare voce al grumo è servito. Dopo qualche giorno di prostrazione completa, qualcosa è cambiato.
Ho pensato che se il dare per me è importante, allora devo farlo comunque, a costo di iniziare io dal niente, senza riserve, sempre, con tutti. E aspettare che tra questi tutti qualcuno risponda utilizzando la mia stessa vibrazione, la mia stessa lunghezza d'onda...
Passo sempre per quella strada, ho deciso di guardare oltre il palo. Oltre il palo c'è un segnale di direzione obbligatoria, sempre dritto. Ecco, se proprio devo andare a sbattere contro qualcosa sarà il cartello segnaletico... sempre dritto. Come è la vita, direzione obbligatoria, senza possibilità di tornare indietro.
E allora, visto che è così, bisogna lavorare su ciò che c'è oltre.
giovedì 25 febbraio 2010
Manrovescio
Giovedì 25 Febbraio 2010 - Mi sono addormentata al semaforo, sto andando al lavoro, ho sognato che F. mi faceva talmente incazzare che lo portavo alla macchinetta del caffè e gli mollavo un manrovescio. Mi sveglio che sto ancora vedendo la sua faccia stupefatta, la bocca aperta, senza parole.
E' già il secondo sogno dove un uomo rimane senza possibilità di parola. Vorrà dire qualcosa?
E' già il secondo sogno dove un uomo rimane senza possibilità di parola. Vorrà dire qualcosa?
lunedì 8 febbraio 2010
Naiadi e Ninfe
Domenica 7 Febbraio 2010 - Sono in villeggiatura, un albergo a picco sul mare che sembra uscito da un racconto di Agatha Christie. Il mio compagno ha circa 10 anni più di me, e ha le fattezze di David Duchovny (il Fox Mulder di X File). Il mare è sempre mosso e freddo, siamo al Nord, forse in Francia forse in Gran Bretagna. Altri personaggi si aggirano per l'albergo, anche loro come usciti da un romanzo. Gli uomini in completo chiaro e cappello, le donne con vestiti da cocktail. Io scendo sulla spiaggia, la sabbia è bianca, la piscina ha l'acqua mossa anche lei per il vento. C'è la compagna di un altro ospite dell'albergo. Indossa una tunica bianca, come me, e ha i capelli sciolti e ricci, lei è bionda io sono ramata, indossa una coroncina di fiori sul capo. Un'altra ragazza bruna vestita come noi ci osserva seduta sulla sabbia. La ninfa bionda si avvicina a me che sono una naiade, siamo nude ora. La pelle candida di due diverse sfumature, la sua bianco latte, la mia leggermente più dorata. Mi sfiora le spalle, i seni e la vita, poi con la mano scende e mi tocca il pube. Dal balcone Fox ci ha viste e sta gridando qualcosa, il vento si porta via la sua voce. Io vengo mentre mi sveglio.
domenica 7 febbraio 2010
Dove mi porta il vento
Domenica 7 febbraio 2010 - Sto andando a scuola, guido su una autostrada, la mia macchina è una poltroncina da ufficio a rotelle, in mano ho un ovale di gomma enorme, con le braccia lo posiziono dietro le mie spalle e al Maestro che si sporge dal casello per chiedermi cosa sto facendo, rispondo che mi porta il vento. Arrivo a scuola, ci sono due istituti uno per le femmine e uno per i maschi. Il Maestro va a quello dei maschi, io torno indietro per vederlo, devo chiedergli cosa intendeva con quella domanda. Lo trovo, ma non riesco a parlare, il cuore mi batte talmente forte che mi sveglio.
Meno male che ogni tanto il Maestro ritorna. Per ricordarmi che devo sapere dove andare.
Meno male che ogni tanto il Maestro ritorna. Per ricordarmi che devo sapere dove andare.
sabato 6 febbraio 2010
Il Progetto
Ho un progetto. Prima non ne avevo cognizione, ora so cosa devo fare.
venerdì 5 febbraio 2010
Lo scoiattolo
Oggi mentre guidavo per tornare a casa dal lavoro, uno scoiattolo mi ha attraversato la strada, si dirigeva verso il bosco. Come un'onda grigiomarronebianca, la coda lunga quanto il corpo, silenzioso e flessibile.
Guardo cosa rappresenta lo scoiattolo, sento che come altre volte in cui ho incrociato animali sulla mia strada, è un segno. (Come la Lepre)
Imprevedibilità
Pianificazione
...la pianificazione dell'imprevedibilità?
Si, si può fare.
Guardo cosa rappresenta lo scoiattolo, sento che come altre volte in cui ho incrociato animali sulla mia strada, è un segno. (Come la Lepre)
Imprevedibilità
Pianificazione
...la pianificazione dell'imprevedibilità?
Si, si può fare.
lunedì 1 febbraio 2010
La doppia vita di Veronica
...quando un desiderio di avere una doppia vita (o anche tripla o quadrupla) non si realizza, allora il corpo prende il messaggio e lo materializza come solo lui sa fare. Con il raddoppio della circonferenza della vita...
domenica 31 gennaio 2010
Lucchetti...
Domenica 31 Gennaio 2010 - Ho sognato che guardavo nella mia borsa e mancava qualcosa, riattraverso allora la strada e per terra trovo occhiali e lucchetti, li raccolgo, sono i miei.
Gli Occhiali esprimono il desiderio di comprendere più a fondo la vita, se stessi e gli altri. Ammoniscono anche a non occuparsi troppo di sé, dimenticandosi di vivere.
Il Lucchetto è una serratura con la sua chiave, ma a differenza delle serrature che si trovano sugli oggetti o sulle porte, il lucchetto è portatile, e lo si può usare per chiudere, attivamente, qualsiasi cosa. Rappresenta quindi una ragione o una logica personale che si può applicare per superare gli ostacoli o rinchiuderli. E' anche un simbolo sessuale ambivalente, al tempo stesso maschile e femminile.
La Borsa è la donna. Nella mia borsa manca qualcosa. Devo tornare sui miei passi, andare sull'altro lato della strada (Walk on the Wild Side) per ritrovare i miei occhiali, la coscienza di me, e i miei lucchetti.
Gli Occhiali esprimono il desiderio di comprendere più a fondo la vita, se stessi e gli altri. Ammoniscono anche a non occuparsi troppo di sé, dimenticandosi di vivere.
Il Lucchetto è una serratura con la sua chiave, ma a differenza delle serrature che si trovano sugli oggetti o sulle porte, il lucchetto è portatile, e lo si può usare per chiudere, attivamente, qualsiasi cosa. Rappresenta quindi una ragione o una logica personale che si può applicare per superare gli ostacoli o rinchiuderli. E' anche un simbolo sessuale ambivalente, al tempo stesso maschile e femminile.
La Borsa è la donna. Nella mia borsa manca qualcosa. Devo tornare sui miei passi, andare sull'altro lato della strada (Walk on the Wild Side) per ritrovare i miei occhiali, la coscienza di me, e i miei lucchetti.
martedì 26 gennaio 2010
Dexter
"Certi attori recitano la loro parte nell'oscurità, ma se sanno recitare con astuzia e capacità di immedesimazione quella sarà la parte migliore della loro vita."
Dexter Morgan
lunedì 25 gennaio 2010
Il Dominio della Mente, Il Regno del Corpo
Gli attaccamenti materiali sono sotto il dominio della mente. Il Fisico vive, non possiede.
E' la mente che ti spinge ad acquisire oggetti, cibi proibiti, tutto ciò che può ingannare e procastinare i reali bisogni.
La Mente Domina il Corpo.
E se invece fosse più giusto che sia il Corpo a Dominare la Mente?
Come sarebbe?
Tu possiedi gli oggetti, ma gli oggetti possiedono te. Tenendoti legato a luoghi, abitudini, costruzioni mentali.
Liberarsi degli oggetti che ti posseggono appesantendo il tuo corpo, limitandone la libertà di movimento è il primo passo verso l'Era del Dominio del Corpo.
Come sarebbe?
Tu possiedi gli oggetti, ma gli oggetti possiedono te. Tenendoti legato a luoghi, abitudini, costruzioni mentali.
Liberarsi degli oggetti che ti posseggono appesantendo il tuo corpo, limitandone la libertà di movimento è il primo passo verso l'Era del Dominio del Corpo.
mercoledì 20 gennaio 2010
Widow
Domenica 17 Gennaio 2010 - Sono a casa mia e c'è V. e una ragazza giovane Stefania. La ragazza vive con me perchè è lontana dai suoi genitori. A tratti la casa è la roulotte. Ad un certo punto Stefania comunica che deve uscire con le amiche, prende il cellulare e se ne va. Io e V ci guardiamo, c'è un attimo di imbarazzo e poi come se fosse una idea venuta contemporaneamente a tutti e due ci baciamo impacciati. Ci sistemiamo sul letto, il suo modo di fare non mi dispiace. Ora sono in roulotte e vedo la mia carta di identità, osservandola scopro che sono vedova. Penso che prima di avere altre relazioni dovrei far passare un anno. Ma nel campeggio nessuno lo sa e poi... ho mai seguito le convenzioni se non mi conveniva? Mi sveglio.
lunedì 18 gennaio 2010
Trasgressioni
Vivere seguendo il proprio codice morale personale, trasgredendo ogni obbligo imposto da altri
domenica 17 gennaio 2010
Iniezioni
Sabato 16 gennaio 2010 - Sogno che mi fanno iniezioni. La scelta è tra quale dei due glutei e, o più in basso o più in alto.
Mah?
Mah?
sabato 16 gennaio 2010
Kostrizioni
Costrizione sembra essere la parola e il modo.
Costretta a non fare ciò che voglio, prima dai miei, poi dalle convenzioni, poi dal grasso e ora dal senso di colpa e dal non voler ferire.
Costretta in fondo solo da me stessa e dall'impalcatura che mi sono costruita intorno e dentro. Così fitta e stabile da non riuscire più a liberare il nocciolo.
mercoledì 13 gennaio 2010
Riabilitazione della Cicala
Io sono la Cicala. Ho vissuto sottoterra per anni. Pensando che quella fosse la vita. Rinchiusa nella mia crisalide osservavo il fuori. Ora che ho messo le ali scopro che sono una cicala che non riesce a volare. Una cicala muta. Devo fare qualcosa.
mercoledì 30 dicembre 2009
Regressione, Trasformazione e Accettazione

Mercoledì 30 Dicembre 2009 - Sono tornata in piscina, la mia intenzione è di rimanerci anche dopo la chiusura, per vedere com'è. Sono immersa nella vaschetta dove di solito faccio acquagym, sulla superficie dell'acqua galleggia una schiuma di lattice rosa. Sta arrivando qualcuno, vado verso l'angolo cieco e mi immergo completamente. Sono in posizione quasi fetale, con l'interno delle braccia stringo le narici e con la bocca aperta provo a respirare. Funziona. L'acqua è piacevolmente tiepida, con gli occhi aperti osservo la luce rosata che filtra attraverso la schiuma di lattice. Sento i passi di chi era venuto a controllare che non ci fosse più nessuno, che si allontanano. Penso che grazie a questa schiuma l'acqua è pulita e non serve più mettere dentro ne il cloro ne il robot pulisci fondo. Nuoto respirando sott'acqua godendo della vasca tutta per me. Esco dalla vasca, ora la piscina è di nuovo frequentata. Sono tutti gli addetti ai lavori, che nelle ore di chiusura sfruttano la piscina per ritrovarsi. Patrizia mi fa notare che qualcosa è cambiato in me. Mi guardo allo specchio e vedo che ho i seni grandi e tondi come palloncini con due punte che sporgono dal reggiseno del costume, mi imbarazzano e cerco di nasconderle, Patrizia invece sostiene che sto bene. Tocco i miei seni e non mi sembrano miei, hanno la consistenza di due gavettoni pieni d'acqua. Mi riguardo allo specchio e si ridimensionano, finisco di vestirmi e saluto tutti, sentendo che li sono di casa.
Me ne sto immersa in questo liquido ricoperto di materiale rosa, filtra la luce, sono in posizione fetale.
Come in una Placenta Onirica.
La Placenta simboleggia un'altra nascita e molto successo dovuto a un nuovo tipo di comportamento.
Il Seno rappresenta la misura. Sia come limitazione che come mancanza di limiti. Il seno oltremodo gonfio è messaggero di avanzamento sicuro. Anche negli affari. In quanto Petto offre protezione e amore. E' una sorgente del dono del sé.
Lo Specchio raffigura una verità da scoprire. E' lo strumento rivelatore di un'analisi su di sé, sulla propria vita, sulla propria evoluzione, sulle proprie lotte e i propri entusiasmi.
Vedersi belli e ben pettinati allo specchio indica la volontà di sedurre, di vivere l'amore che ci viene offerto.
lunedì 28 dicembre 2009
Borneo 1834 - Serge Lutens
Devo ammetterlo, ho preso questo profumo a scatola chiusa. Non era possibile testarlo ed essendo ipercuriosa non ho saputo resistere. L'accoppiata Serge Lutens/Christopher Sheldrake era comunque una garanzia di un qualcosa di alternativo alla massa.Qualcuno ha descritto Borneo 1834 come il fratello adulto di Angel. Forse si. Per me tanto Angel è squillante, cristallino e invasivo quanto Borneo 1834 è grave, torbido e profondo.
Borneo 1834 è odore di uomo chiuso. Mi viene in mente Donald Draper il protagonista di Mad Men, dall'apparenza accurata di un professionista perfettamente sbarbato, giacca e cravatta, ma impenetrabile, trasgrediente, in qualche modo amorale e segreto.
Un profumo che ha due accessi. Quello in superficie che richiama il classico insieme di profumo maschile talmente datato da non essere tracciabile in possessori di memorie che non si spingono oltre gli anni '80 e un accesso sotterraneo che sa di corteccia, terra umida, muffa, cacao amaro e polveroso, di quello che ti aderisce alla gola e non ti fa più respirare, carta di giornali accatastati in soffitta. Un profumo che non vive nelle stanze illuminate dal sole quotidiano ma che se ne sta nascosto nelle parti oscure della casa. Dalla quale esce con la maschera dell'uomo perfetto.
Borneo 1834 (Serge Lutens) - 2005 - Orientale legnoso - (Christopher Sheldrake)Patchouli, Fiori Bianchi, Cardamomo, Galbanum, Labdanum, Cacao.
domenica 27 dicembre 2009
Bubboni
Sabato 24 Ottobre 2009 - Ho sognato che avevo un rigonfiamento sul mento, lo grattavo e ne usciva pus.
Il Mento è la sede della Volontà.
Il Pus è energia in eccesso che non viene utilizzata come dovrebbe e allora trova un canale di sfogo alternativo.
Sono Volitiva ma non Agisco. Che novità.
Il Mento è la sede della Volontà.
Il Pus è energia in eccesso che non viene utilizzata come dovrebbe e allora trova un canale di sfogo alternativo.
Sono Volitiva ma non Agisco. Che novità.
domenica 22 novembre 2009
Senza Involucro
Sono rimasta senza involucro. L'involucro mi serviva per non sentire la mancanza dell'abbraccio. L'abbraccio che solo un uomo può dare. Avvolgente, confortante, rassicurante.Sono rimasta senza il mio involucro di protezione adiposa e ora sono indifesa, piccola e sola.
Allora me ne sto seduta in un angolo, con le mie stesse braccia a stringermi, ma non è la stessa cosa.
mercoledì 28 ottobre 2009
Io che arrivo da un altro pianeta
Adesso lo so. Io arrivo da un altro pianeta. E qui non mi trovo. Sul mio pianeta l'esperire reciprocità sessuali fa parte delle cose che si possono donare e ricevere tra amici. Non esiste il sentimento di possesso del corpo dell'amato né della sua sessualità. Essa è libera e scissa dal sentimento di appartenenza che può far nascere una convivenza. Sul mio pianeta nessuno giudica o viene giudicato per le sue scelte in campo sessuale. Sul mio pianeta sembrerebbe non esistere l'amore, così come lo intendete qui. Semplicemente, sul mio pianeta, l'amore è un'altra cosa. E il sesso segue la naturale inclinazione alla seduzione e all'essere sedotti. Non c'è gelosia, delusione, rabbia, frustrazione, sconforto, invidia, compensazione, sublimazione, disequilibrio, tradimento.Sul mio pianeta viviamo meglio. Siamo più felici, perché fottiamo di più e meglio. Scevro da ogni impalcatura sociale, religiosa, morale, il sesso è un modo per donare se stessi, per confortare, per sentirsi meno soli, per giocare, per provare cose nuove con chi condivide con te una delle tante inclinazioni diverse che convivono in te. Come un mosaico dove ognuno è un tassello dalla forma unica e ogni sua sfaccettatura si incastra con sfaccettature diverse di altri tasselli. Sul mio pianeta sappiamo che non esiste l'anima gemella, ma tante anime gemellabili con ogni sfumatura di noi. Sul mio pianeta siamo talmente impegnati a fare l'amore che non facciamo la guerra, rubiamo, sprechiamo, inquiniamo, consumiamo più del dovuto, uccidiamo, litighiamo, disprezziamo. Ognuno sa che troverà chi lo apprezza e glielo dimostrerà veramente. Sul mio pianeta siamo talmente impegnati a sedurre che ognuno da sempre il meglio di sé. E lo scambio di attenzione, calore, sensualità, erotismo è nutrimento ed energia. Ognuno carica o prende energia dall'altro e i rapporti sono un continuo fluire armonico. Sul mio pianeta noi pulsiamo, vibriamo, brilliamo... e siamo soddisfatti.
domenica 25 ottobre 2009
Gaultier 2 e Classique - Jean Paul Gaultier
Vaniglia, subito. E poi il rimando immediato a Jean Paul Gaultier, il primo profumo, quello che ora chiamano Classique. Ma tanto quanto Jean Paul Gaultier è un fiore che ti prende alla gola, quanto Gautier2 è la caramella che la accarezza.Il creatore del profumo per descrivere Gaultier2 disse che l'idea doveva essere di due corpi nudi nel buio. E forse si, in qualche modo lo evoca, ma sono i corpi di due metrosexual, nessun confine di sesso da varcare.
Jean Paul Gautier invece è definito, animalesco, sessuale, con quel sentore di umore salato che ne fa un profumo molto erotico.
Forse la differenza è tutta qui. Una sensualità acqua, sapone e caramelle, lineare, dove tutto è sotto controllo perchè semplicemente non c'è niente da tenere sotto controllo, contro l'erotismo esplosivo, dove il controllo è tenuto fino allo spasimo, fino al punto di non ritorno, e all'implosione.
Gaultier2 (Jean Paul Gaultier) - 2005 - Orientale vanigliato - (Francis Kurkdjian)
Ambra, Muschio, Vaniglia.
Jean Paul Gaultier - Classique (Jean Paul Gaultier) - 1993 - Orientale Floreale - (Jacques Cavallier)
Rosa, Anice Stellato, Fior d'Arancio, Mandarino, Pera, Zenzero, Iris, Prugna, Orchidea, Ylang-ylang, Vaniglia, Ambra, Muschio.
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martedì 6 ottobre 2009
La Pentola a Pressione, i Calzini Antiscivolo e il Punteruolo da Ghiaccio
Se la pentola a pressione sono io, e sono munita di libretto di istruzioni così come dice il Maestro nel sogno del Manuale d'Uso per Esseri Umani, per essere capita...
Se, così come ho capito con l'ultimo sogno* non potevo essere un ghiacciolo se volevo provare il vero amore, il punteruolo da ghiaccio mi serve per spaccare il ghiaccio di cui sono ricoperta e entro il quale mi sono rinchiusa... Allora a cosa mi possono servire le calze antiscivolo?
Per non scivolare?
O, come mi ha suggerito la mia amica Michela, per camminare sulla mia strada senza fare rumore, senza che nessuno se ne accorga?
Aspetto che arrivi il sogno sull'uso del terzo tesoro dal pianeta di ghiaccio.
La pentola è la donna e il suo contenuto è il femminino, la mia pentola, il mio essere donna, è chiuso dentro, ermeticamente, con un coperchio a pressione, senza leggere il mio libretto di istruzioni, qualcuno rischia che gli esploda in mano, facendo uscire tutto il contenuto senza possibilità di recuperarlo.
Il punteruolo da ghiaccio serve per spaccare il ghiaccio ma anche per essere armata.
Ne ho bisogno? O forse semplicemente chi è armato porta in se l'istanza di agire e non di subire un'azione altrui. Il punteruolo da ghiaccio mi serve per rompere il ghiaccio e passare all'azione.
Le calze antiscivolo lasciano al piede, che simboleggia l'anima, la possibilità di camminare senza scarpa, senza quindi il vestito sociale con il quale ricopriamo la nostra anima di fronte agli altri. Prevengono dal scivolare e cadere. In quanto calze isolano dal contatto diretto con il terreno, con la realtà, come a dire che non sono ancora pronta per andare a piedi nudi nel mondo. E ti permettono di arrivare e andartene senza che nessuno si accorga, in perfetto silenzio. Esse sono come uno strumento di invisibilità. Per poter fare le prove a denudare la propria anima senza correre il rischio di rimanere feriti o visti da tutti.
* questo sogno non l'ho ancora pubblicato, sono indecisa se farlo. Troppo personale per raccontarlo così com'è, come ho fatto con gli altri finora, troppo impersonale se dovessi cambiare qualcosa...
Ma io odio la censura...
Se, così come ho capito con l'ultimo sogno* non potevo essere un ghiacciolo se volevo provare il vero amore, il punteruolo da ghiaccio mi serve per spaccare il ghiaccio di cui sono ricoperta e entro il quale mi sono rinchiusa... Allora a cosa mi possono servire le calze antiscivolo?
Per non scivolare?
O, come mi ha suggerito la mia amica Michela, per camminare sulla mia strada senza fare rumore, senza che nessuno se ne accorga?
Aspetto che arrivi il sogno sull'uso del terzo tesoro dal pianeta di ghiaccio.
La pentola è la donna e il suo contenuto è il femminino, la mia pentola, il mio essere donna, è chiuso dentro, ermeticamente, con un coperchio a pressione, senza leggere il mio libretto di istruzioni, qualcuno rischia che gli esploda in mano, facendo uscire tutto il contenuto senza possibilità di recuperarlo.
Il punteruolo da ghiaccio serve per spaccare il ghiaccio ma anche per essere armata.Ne ho bisogno? O forse semplicemente chi è armato porta in se l'istanza di agire e non di subire un'azione altrui. Il punteruolo da ghiaccio mi serve per rompere il ghiaccio e passare all'azione.
Le calze antiscivolo lasciano al piede, che simboleggia l'anima, la possibilità di camminare senza scarpa, senza quindi il vestito sociale con il quale ricopriamo la nostra anima di fronte agli altri. Prevengono dal scivolare e cadere. In quanto calze isolano dal contatto diretto con il terreno, con la realtà, come a dire che non sono ancora pronta per andare a piedi nudi nel mondo. E ti permettono di arrivare e andartene senza che nessuno si accorga, in perfetto silenzio. Esse sono come uno strumento di invisibilità. Per poter fare le prove a denudare la propria anima senza correre il rischio di rimanere feriti o visti da tutti.
* questo sogno non l'ho ancora pubblicato, sono indecisa se farlo. Troppo personale per raccontarlo così com'è, come ho fatto con gli altri finora, troppo impersonale se dovessi cambiare qualcosa...Ma io odio la censura...
sabato 19 settembre 2009
Manuale d'Uso per Esseri Umani
Venerdì 18 Settembre 2009 - Galleggio a mezz'aria nello scompartimento di un treno lanciato a massima velocità. Sulla mia sinistra compare il volto del Maestro e poi tutto il corpo. Anche lui galleggia. Tra le mani ha una pentola a pressione, la mia pentola a pressione. Chiusa con il coperchio. Mi guarda e sorridendomi con gli occhi mi dice che anche se sono molto chiusa, capire me è più semplice che con gli altri, perché io ho il libretto di istruzioni.
Guardo fuori dai finestrini, il paesaggio che scorre rapido è una campagna piatta che emerge a sprazzi tra la nebbia mattutina. Coltivazioni dormienti in attesa dell'arrivo del sole e della primavera. Il Maestro galleggia sempre al mio fianco, sta guardando anche lui nella mia stessa direzione. Penso a un mondo dove ogni essere umano nasce con il suo libretto di istruzioni personale. E dove il matrimonio deve fare la revisione ogni tre anni. Mi sveglio.
Guardo fuori dai finestrini, il paesaggio che scorre rapido è una campagna piatta che emerge a sprazzi tra la nebbia mattutina. Coltivazioni dormienti in attesa dell'arrivo del sole e della primavera. Il Maestro galleggia sempre al mio fianco, sta guardando anche lui nella mia stessa direzione. Penso a un mondo dove ogni essere umano nasce con il suo libretto di istruzioni personale. E dove il matrimonio deve fare la revisione ogni tre anni. Mi sveglio.
lunedì 7 settembre 2009
Sul Pianeta di Ghiaccio

Lunedì 31 Agosto 2009 - Sono naufragata su un Pianeta di Ghiaccio. Ci sono arrivata in barca, non ricordo, con altre persone: donne, uomini, bambini. All'inizio cerchiamo di sopravvivere li dove siamo atterrati, una distesa biancazzurra battuta da un vento incessante. Fa molto freddo. Il rumore dei frammenti di ghiaccio che rotolano spigolosi è simile a quello di un campanellino continuo. Ben presto la situazione degenera, tra gli uomini ci sono sempre litigi e combattimenti per il poco cibo rimasto e per il comando. Le donne hanno la peggio e in più vengono sfruttate per fare i lavori più duri. Decido di andarmene. Le donne del gruppo mi seguono, con i bambini a carico. Ho individuato una grotta ghiacciata ad un giorno di cammino. Partiamo di notte ma sul Pianeta di Ghiaccio non è mai buio, il ghiaccio infatti durante la notte emana esso stesso una luce azzurrina. Arrivate alla grotta incomincio subito a renderla più accogliente. Dentro la grotta è liscia e circolare come un igloo molto grande, al centro c'è uno spazio vuoto circondato da divani di ghiaccio ricoperti con pelli. Dietro il divano, salendo due gradini, si accede all'anello superiore. Tutto intorno al camminamento, nelle pareti, sono ricavate tante nicchie grandi come stanze, ogni donna ne prende una e la arreda come vuole. Le donne con i bambini maschi sanno che li potranno tenere con loro fino al compimento degli otto anni, poi devono lasciarli andare tra gli uomini. Di fronte all'ingresso, sulla parete opposta, c'è la stanza del tabernacolo. Li decido di custodire i nostri tesori, li ho trovati cercando tra le macerie del naufragio. Essi sono una pentola a pressione, un paio di calzini antiscivolo e un punteruolo da ghiaccio. Non so ancora come potrò utilizzarli, ma so che presto mi saranno molto utili. Ho paura che gli uomini possano venire a rubarceli e quindi decido, sempre con il consenso delle altre, di istituire dei turni di guardia. Due di noi, a turno, staranno sveglie davanti all'entrata della grotta, controllando che l'altra non si addormenti e pronte ad avvisare al minimo segno di attacco. Poi penso che è inutile che stiano fuori al freddo, freddo che entra anche nella grotta. Allora stacco dalla parete esterna della grotta un grosso blocco di ghiaccio e lo faccio rotolare fino all'entrata, è della misura perfetta. Così staremo tutte dentro, anche le due di guardia potranno mettersi sul divano nell'atrio, così saranno all'interno, al caldo e comode. Tanto il mondo fuori e solo ghiaccio e vento incessante. Mi sto svegliando, guardo il blocco di ghiaccio che ho messo a chiudere l'ingresso: è quasi trasparente, enorme e spesso più di un metro, quando gli uomini arriveranno, per spostarlo o scalfirlo faranno fatica e rumore, e noi saremo pronte. Apro gli occhi, e un senso di solitudine mi pervade.
Se l'Acqua rappresenta il regno delle emozioni e dei sentimenti, io sono naufragata e devo sopravvivere in un luogo dove le emozioni e i sentimenti sono congelati.
Entrare nella Grotta Onirica significa voler analizzare nuovamente un avvenimento del passato al fine di risolvere un problema attuale. Quello che c'è nella Grotta ci da le indicazioni su come superare il blocco della situazione attuale o il trauma che ci ossessiona. Uscire dalla Grotta indica l'aver compreso come uscire dall'angoscia che ci attanaglia nella vita da svegli.
La Pentola è un simbolo femminile, crogiolo da cui ha origine la vita. Raffigura la conoscenza. La mia pentola è a pressione. Proprio come mi sento, compressa.
Le Calze indicano un bisogno di essere amati. Le mie sono antiscivolo, per associazione libera penso che voglio entrare nel mondo dell'amore con passo sicuro, senza pericolo di cadere.
Il Punteruolo o lo Scalpello servono per rompere il ghiaccio, incidere e scalfire. Potrebbero servire anche per incidere un disegno o un simbolo nella materia. Al momento non so cosa farne.
L'Igloo indica che sotto una apparenza fredda o indifferente c'è un ribollire d'amore e passione.
Io mi sono chiusa dentro, e non voglio che il blocco di ghiaccio venga scalfito, ho messo anche le guardie. Da cosa devo difendermi?
Da quegli uomini egoisti e sfruttatori che possono entrare e rubarmi una femminilità e una conoscenza tenute sotto pressione, che rischiano di esplodere, una cautela nel fare il passo e nel mostrarsi a piedi nudi, la paura di rivelare l'anima, e lo strumento che mi permetterebbe di rompere io stessa il ghiaccio e di incidere nella mia vita.
Così preferisco stare dentro. Ma è vita questa?

Se l'Acqua rappresenta il regno delle emozioni e dei sentimenti, io sono naufragata e devo sopravvivere in un luogo dove le emozioni e i sentimenti sono congelati.Entrare nella Grotta Onirica significa voler analizzare nuovamente un avvenimento del passato al fine di risolvere un problema attuale. Quello che c'è nella Grotta ci da le indicazioni su come superare il blocco della situazione attuale o il trauma che ci ossessiona. Uscire dalla Grotta indica l'aver compreso come uscire dall'angoscia che ci attanaglia nella vita da svegli.
La Pentola è un simbolo femminile, crogiolo da cui ha origine la vita. Raffigura la conoscenza. La mia pentola è a pressione. Proprio come mi sento, compressa.
Le Calze indicano un bisogno di essere amati. Le mie sono antiscivolo, per associazione libera penso che voglio entrare nel mondo dell'amore con passo sicuro, senza pericolo di cadere.
Il Punteruolo o lo Scalpello servono per rompere il ghiaccio, incidere e scalfire. Potrebbero servire anche per incidere un disegno o un simbolo nella materia. Al momento non so cosa farne.
L'Igloo indica che sotto una apparenza fredda o indifferente c'è un ribollire d'amore e passione.
Io mi sono chiusa dentro, e non voglio che il blocco di ghiaccio venga scalfito, ho messo anche le guardie. Da cosa devo difendermi?
Da quegli uomini egoisti e sfruttatori che possono entrare e rubarmi una femminilità e una conoscenza tenute sotto pressione, che rischiano di esplodere, una cautela nel fare il passo e nel mostrarsi a piedi nudi, la paura di rivelare l'anima, e lo strumento che mi permetterebbe di rompere io stessa il ghiaccio e di incidere nella mia vita.
Così preferisco stare dentro. Ma è vita questa?

giovedì 3 settembre 2009
La Proposta, la Lettera
Prima di addormentarmi stavo proprio pensando che trascinata nel vortice degli ultimi avvenimenti avevo perso di vista il mio vero obiettivo. Ed ecco che prontamente, evocato, il Maestro ricompare nei miei sogni per propormi qualcosa di inaspettato e per darmi un messaggio.
Venerdì 28 Agosto 2009 - Sono alla guida della mia macchina, giro per le strade di zone industriali e palestre. Davanti ad un cancello che poi diventa un portone a vetri di una ditta-palestra che poi diventa la sua casa vedo K. Mi saluta, e mi racconta dell'incontro con alcuni rappresentanti di prodotti cosmetici che volevano provasse una crema per il corpo al cacao. Lui non voleva rimanere impegnato per un giorno con quelle persone e così gli sono venuta in mente io e ha raccontato che con la sua amica M. l'aveva già provata. Ma siccome così non era e a lui non piace raccontare palle forse era il caso di farlo davvero. Io dalla macchina ascolto tutta la sua storia e solo dopo penso che poteva essere una proposta. E' che come al solito capisco sempre in ritardo. Ora vedo i particolari della sua testa che gira in 3D come in una visualizzazione al computer ma è reale. Osservo da vicinissimo le sue sopracciglia, il naso, gli occhi, penso che è proprio bello. Bello per me. Lui mi consegna una lettera e io ricordo che gliene avevo scritta una tempo fa. Forse allora è la risposta alla mia lettera? Cerco di ricordare cosa gli avevo scritto. Mi sveglio.
Il Cioccolato Onirico è l'indizio di un bisogno affettivo. Riceverlo significa essere amati, offrirlo amare.
La Crema Onirica dimostra che godiamo di nuovo della approvazione degli altri.
Il Corpo incarna la personalità del sognatore.
La Fabbrica Onirica è la fabbrica della vita dove ogni prodotto grezzo del nostro vissuto subisce una metamorfosi. Quella alla quale ho accostato guidando la mia macchina è una fabbrica, palestra, casa del Maestro. Un triplice indizio che devo fermarmi per cambiare me stessa.
Cosa devo cambiare? Quali sono i punti salienti? Me lo dice il Maestro Onirico. Come al solito con il suo esempio: . Non sprecare tempo con chi non vuoi stare . Non mentire a se stessi . Tutto è possibile di mutamento . Non essere schiavo della approvazione di tutti . Ammetti il tuo bisogno di amore . Sii pronto a riceverlo, vivi il momento . Non guardare al passato perdendoti il presente.
Il Volto è l'espressione muta dell'essere. Trasmette ciò che l'individuo sente, vibra e concepisce dentro di se.
Il Naso concerne i problemi da risolvere, le situazioni da delineare.
Gli Occhi concernono la presa di coscienza.
La Lettera indica autoconoscenza, capacità di percepire e di discernere.
Tutto quello che c'è da sapere su di me lo so perché l'ho scritto. Devo solo imparare ad accettare quello che mi da il Maestro. E ricordarmelo.
Venerdì 28 Agosto 2009 - Sono alla guida della mia macchina, giro per le strade di zone industriali e palestre. Davanti ad un cancello che poi diventa un portone a vetri di una ditta-palestra che poi diventa la sua casa vedo K. Mi saluta, e mi racconta dell'incontro con alcuni rappresentanti di prodotti cosmetici che volevano provasse una crema per il corpo al cacao. Lui non voleva rimanere impegnato per un giorno con quelle persone e così gli sono venuta in mente io e ha raccontato che con la sua amica M. l'aveva già provata. Ma siccome così non era e a lui non piace raccontare palle forse era il caso di farlo davvero. Io dalla macchina ascolto tutta la sua storia e solo dopo penso che poteva essere una proposta. E' che come al solito capisco sempre in ritardo. Ora vedo i particolari della sua testa che gira in 3D come in una visualizzazione al computer ma è reale. Osservo da vicinissimo le sue sopracciglia, il naso, gli occhi, penso che è proprio bello. Bello per me. Lui mi consegna una lettera e io ricordo che gliene avevo scritta una tempo fa. Forse allora è la risposta alla mia lettera? Cerco di ricordare cosa gli avevo scritto. Mi sveglio.Il Cioccolato Onirico è l'indizio di un bisogno affettivo. Riceverlo significa essere amati, offrirlo amare.
La Crema Onirica dimostra che godiamo di nuovo della approvazione degli altri.
Il Corpo incarna la personalità del sognatore.
La Fabbrica Onirica è la fabbrica della vita dove ogni prodotto grezzo del nostro vissuto subisce una metamorfosi. Quella alla quale ho accostato guidando la mia macchina è una fabbrica, palestra, casa del Maestro. Un triplice indizio che devo fermarmi per cambiare me stessa.
Cosa devo cambiare? Quali sono i punti salienti? Me lo dice il Maestro Onirico. Come al solito con il suo esempio: . Non sprecare tempo con chi non vuoi stare . Non mentire a se stessi . Tutto è possibile di mutamento . Non essere schiavo della approvazione di tutti . Ammetti il tuo bisogno di amore . Sii pronto a riceverlo, vivi il momento . Non guardare al passato perdendoti il presente.
Il Volto è l'espressione muta dell'essere. Trasmette ciò che l'individuo sente, vibra e concepisce dentro di se.
Il Naso concerne i problemi da risolvere, le situazioni da delineare.
Gli Occhi concernono la presa di coscienza.
La Lettera indica autoconoscenza, capacità di percepire e di discernere.
Tutto quello che c'è da sapere su di me lo so perché l'ho scritto. Devo solo imparare ad accettare quello che mi da il Maestro. E ricordarmelo.
domenica 30 agosto 2009
L'Ascensore del Tempo
Mercoledì 26 Agosto 2009 - Nel sogno sono con Silvia, S. e la presenza del fratello di Silvia, Marco, che è anche il mio (portano lo stesso nome). Siamo su un ascensore. Dobbiamo cercare Marco che è scomparso nel futuro. Sappiamo questo perché l'ascensore si muove oltre che nello spazio anche nel tempo, ma da solo non è sufficiente, ci vuole anche un oggetto e noi non sappiamo quale oggetto lui abbia usato. Per terra, sul pavimento dell'ascensore ci sono delle bottiglie e dei vasetti di vetro tutti senza coperchi ne tappi e ci sono due manubri per fare ginnastica, due pesi per le braccia, sono grigi. Io comincio a riordinare le bottiglie e i vasetti, spostandoli tutti da un lato e preparando in fila quelli da testare. Silvia e S. scendono dall'ascensore, ognuno con un manubrio in mano, siamo fermi ad un piano sotterraneo, è un parcheggio. Io rimango nell'ascensore ho in mano una bottiglia di vetro vuota, è la prima che ho deciso di testare, le altre attendono in fila, se non funzionano le sposto nella fila delle scartate. Mentre le porte si stanno chiudendo all'unisono diciamo "a due minuti fa!". Il tempo nell'ascensore sembra non scorrere, improvvisamente scopro che si muove in orizzontale ed è senza tetto. Sto attraversando una foresta. Con la bottiglia in mano penso che se non dovesse funzionare posso sempre buttarla fuori, nel bosco, ma poi mi assale il dubbio che se dovessi riprovarla in un altro modo non riuscirei più a recuperarla, spersa così tra la boscaglia. E poi non voglio inquinare. Mentre penso all'etica ecologica noto che l'ascensore è diventato tutto trasparente e più grande. Ed è ammobiliato. Guardo giù e vedo che si sposta seguendo un binario. La foresta sta diminuendo sul lato sinistro, ora ci sono degli spalti e c'è della gente che assiste ad una Adunanza. In lontananza sento una voce da un altoparlante che sta facendo un comizio. E' una lingua che non conosco. Sembra di assistere dal vivo ad un documentario sul nazismo ma so che invece questo è il futuro ed è un'altro pianeta. Mi appiattisco sul pavimento per evitare che mi vedano. Ma mi sono sdraiata sul lato destro e quindi sono perfettamente visibile. Avrei dovuto mettermi sul lato sinistro, nascosta dai mobili della cucina, ma non oso muovermi. Mi copro la faccia sperando che nessuno mi scorga. Mossa inutile. Infatti già qualcuno del pubblico si è alzato e mi indica con il dito e il braccio tesi. L'ascensore rallenta, in un lampo salgono a bordo dei militari vestiti di nero, mi prendono e iniziano a mettermi delle catene ai polsi. Io ho la certezza che verrò imprigionata e condannata a morte. "Ma quando finiscono i due minuti?!" penso e in quel mentre si aprono le porte e vedo S. e Silvia nel parcheggio sotterraneo con i pesi in mano "a tre minuti fa!" grido, le porte si chiudono e mi rendo conto che l'Ascensore parte sempre per il futuro e che finché loro sono lì e io sull'ascensore andremo sempre in tempi e luoghi diversi. Mi sveglio angosciata.
L'Ascensore Onirico con il suo velocizzare lo spostamento verso l'alto o il basso mette in evidenza che si vuole risolvere i problemi in fretta e facilmente. Indica anche la ricerca dell'orientamento della propria vita che può cambiare una situazione. Il mio ascensore prima scende verso un parcheggio sotterraneo e poi si muove orizzontalmente. Non è propriamente un Ascensore.
La Verticalità induce il sognatore ad attuare una presa di coscienza obbligatoria e ascendente. L'Orizzontalità il proseguire avanti (o indietro) nella vita.
Il Parcheggio reppresenta un periodo di arresto, di introspezione e la necessità di darsi un'inquadramento, di ritrovare il proprio centro e ridefinire l'orientamento della propria vita.
Nel Sotterraneo Onirico si mette ciò che deve essere dimenticato. Io lascio il parcheggio, da sola.
Il Viaggio segnala un desiderio di cambiare attività, stile di vita o di vivere un nuovo amore. Denota un mutamento che avviene a livello interiore.
Il Vetro compare in sogno quando si sta per comprendere le intenzioni proprie e altrui. Nel sogno compare sia come oggetto che mi serve per fare una cosa, sia come mutamento delle pareti del mezzo sul quale sto viaggiando.
La Bottiglia e il Vaso sono spesso l'emblema di una personalità che non riesce a sviluppare pienamente le sue qualità e rimane quindi intrappolata. Vuoti indicano bisogni sessuali insoddisfatti, inclinazione a fuggire dalla realtà.
La Bottiglia è il simbolo del femminile. Vuota indica un bisogno di affetto, di calore umano. Esprime un senso di insoddisfazione. Può inoltre avere un significato mistico.
Tra le bottiglie e i vasi che ho riordinato c'è ne uno che serve per raggiungere Marco. Egli è mio fratello, che nella mia visione ha trovato il vero amore sapendo aspettare e diventando indipendente andando a vivere da solo, e anche il fratello di Silvia, che ha appena intrapreso un percorso di indipendenza, con la separazione, e di crescita spirituale affrontando il dolore rimosso di un lutto molto simile al mio.
Il Vaso è dove risiede la forza di ciascun individuo. Quello di cui io ho bisogno non è una Bottiglia che mi faccia tornare indietro nel tempo, ma una Bottiglia che mi faccia andare in un futuro diverso, su un altro pianeta, dove non ci siano catene e prigionia e condanna a morte. Un Vaso di Coraggio e Volontà.
I Pesi rappresentano i doveri gravosi e altri oneri della vita quotidiana che probabilmente si dovrebbe cercare di ridurre. I pesi nel mio sogno sono due.
Due pesi, due misure. Devo lasciare in mano ad altri questo modo di ragionare. E fare per me quello che ritengo giusto consigliare agli altri.
Il Bosco e la Boscaglia compaiono nei sogni quando si è perso l'orientamento, quando non si percepisce più ciò che è fondamentale nella vita, quando non ci si è ancora resi conto di alcuni aspetti della propria personalità o non si sono ancora compresi appieno determinati eventi occorsi. Esorta a ricercare il senso della propria esistenza e ritrovare la direzione.
Il margine del Bosco Onirico segnale che si sta uscendo da una situazione critica. Può anche indicare una separazione imminente.
Le Rotaie indicano che una direzione di vita si dischiude davanti a noi con chiarezza.
Il Due rappresenta la dualità, l'instabilità, l'elemento passivo. Rappresenta l'opposizione in qualsiasi progetto, la confusione che impedisce la continuità usando il conflitto.
Il Tre è la concezione, l'idea. La comprensione di una verità. L'intelligenza che percepisce l'armonia. Indica equilibrio tra intelligenza, emotività e volontà. Riguarda il concepimento di una idea piuttosto che la sua realizzazione.
Il Bosco che finisce, l'Ascensore che diventa trasparente, i Binari che diventano visibili sotto i miei piedi, i Tre minuti alla fine del sogno, sono tutti simboli che alcune situazioni vissute a livello inconscio, sono uscite per palesarsi alla coscienza.
I Mobili rappresentano i sentimenti che arredano la vita del sognatore.
Il mezzo sul quale sto viaggiando, è diventato la mia casa. Infatti è un Ascensore Ammobiliato. Ma ha le pareti di Vetro, in questo viaggio verso il futuro cerco ancora di nascondermi ma è un tentativo fallito. Mi sono nascosta a destra, quindi alla luce del giorno, visibile e infatti il pubblico dagli spalti mi vede. Alcuni di loro mi indicano.
La Folla simboleggia le forze passive e inconsce. Interviene nei sogni delle persone ripiegate su se stesse che devono affrontare situazioni di separazione e solitudine.
Nascondersi in sogno esige una seria analisi per scoprire le proprie paure, i complessi e le rimozioni. Indica una paura ad affermare le proprie opinioni o ad adempiere ai propri obblighi. Paura di assumersi le proprie responsabilità e di affermarsi.
La Milizia Onirica è la manifestazione dei nostri istinti affettivi. Nei sogni femminili può rappresentare l'innamorato che dubita e sorveglia la relazione con fare possessivo. E' il principio maschile che se attacca la sognatrice è negativo e denota una scarsa fiducia in se stessi. Diventa positivo, e indice che si è presa in mano la propria vita, quando invece è benevolo verso la sognatrice.
Nel sogno la Polizia, il mio istinto in campo affettivo, mi cattura e mi incatena. Ho la consapevolezza che se non riesco ad andarmene da questo pianeta e da questo futuro, sarò imprigionata e condannata a morte. Se non cambierò il mio atteggiamento nei confronti dell'affetto e dell'amore sono destinata alla morte psichica.
La Prigione del sogno indica uno stato d'animo e non un luogo. Attorno al sognatore ci sono persone che lo opprimono e che ne ostacolano la libertà.
Il Patibolo, la Condanna a Morte, in sogno, sottointendono molta inquietudine nella vita del sognatore. Perché dovreste essere giustiziati? Cosa avete commesso? Cosa nel vostro comportamento da svegli vi fa sentire colpevoli?
E' Importante esaminare questo sogno e prendere coscienza di cosa non si riesce a perdonarsi, quale errore così grave verso se stessi o altri si è commesso. Rappresenta un momento di depressione che va superato mediante l'accettazione dei propri errori e il perdono.
La Catena Onirica rappresenta come ogni cosa sia effetto e causa. Se si è incatenati è perché il sognatore stesso con i suoi atti, ha progressivamente creato gli anelli della catena, riducendosi all'inanità. E solo il sognatore stesso può liberarsene, disfando poco alla volta, con coraggio, ciò che si è così minuziosamente costruito. La Catena Onirica suggerisce la necessità immediata di separarsi da tutte le attitudini negative.
In questo assaggio di un futuro possibile vengo salvata dal ritorno dell'Ascensore del Tempo al Parcheggio Sotterraneo.
La soluzione che penso di mettere in atto è tornare indietro nel passato, un minuto in più rispetto a prima, per poter cambiare il presente. Ma ciò non è possibile.
Perché in effetti l'Ascensore del Tempo va solo dal presente al futuro. Ti da la possibilità mediante il ritorno al Parcheggio Sotterraneo di stazionare un po' nell'inconscio e quindi nell'inconsapevolezza di quello che succede fuori, vivendo, ma poi sull'Ascensore della Vita sono da sola. Come tutti. E solo io posso decidere dove andare e come arrivarci.
Per non tornare sotto. Per non vivere applicando una misura diversa a me stessa da quella che applico agli altri. Per lasciarmi vivere liberamente, istintivamente, con il diritto ad amare ed essere amata che lascio agli altri. Scatenata.
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