sabato 7 maggio 2011
Tatuaggi
Stamattina mi sono svegliata con l'urgenza di rendere reale il tatuaggio a cui sto pensando da un paio di mesi... Senza appuntamento, senza essere mai esistita nella mente del tatuatore, mai visto un negozio di tatuaggi italiano prima d'ora, parto. Il primo da cui vado e' chiuso, una convention a Roma. Scapotto la convertibile e cambio strada...penso, intensamente, al tatuggio che voglio, al significato che ha per me, e al perche' vorrei che fosse oggi il giorno... Vado al secondo indirizzo: aprono alle 12. Ho ancora due ore, vado a fare la spesa... Arrivo puntuale all'apertura del negozio. Chiedo e mi sento rispondere che di sabato e' impossibile che ci sia un buco e il primo appuntamento libero e' fra quasi un mese. Il tatuaggio che voglio io richiede solo mezz'ora di tempo... "se mi siedo qui e aspetto, magari qualcuno non viene...intanto sfoglio questi caratteri calligrafici"... La tatuatrice esce, chiede se sono arrivati i due che volevano assolutamente farsi fare il tatuaggio da lei, "non sono ancora arrivati - le risponde l'altra - ma se vuoi la ragazza sa gia' cosa vuole fare" "vieni". Seguo Kriszta, e osservo il diamante che ha tatuato sulla gola mentre lei osserva il tatuaggio che voglio farmi fare... "Mi piace, e' scritta ma sembra anche disegno a prima occhiata..." "Si". La frase le piace, "su polso ti fara' piu' male - mi avverte" il dolore e' assolutamente sopportabile, e' il giusto dolore che deve esserci quando fai una cosa che ti cambia. Esco dopo aver guardato con lei foto di libellule che volano o appoggiate su un ramo. Sono foto vere, di animali reali nella natura, ne abbiamo scelte un po' che piacevano a tutte e due con l'accordo che disegnera' una libellula per me. Alla ragazza che mi aveva accolto mostro i tatuaggi che ho fatto, "sai che e' quasi incredibile che mi avevi chiesto se potevi farli subito e si e' liberato un posto giusto per te..." "Mi capita a volte - le dico - desidero cosi fortemente una cosa che per me ha un significato speciale, che gli eventi si spostano per farmela ottenere... Non lo faccio con tutto, solo con le cose che hanno un significato particolare per me. Stamattina ho detto deve essere oggi. E cosi e' stato. Grazie a tutte e due!" I miei tatuaggi sono solo due scritte, ma sono importanti per me. Mi ricordano una persona e quanto e' stata determinante nelle scelte che sto rendendo reali a questo punto della mia vita. Quello che mi ha portato ad essere come sono e che me lo ha fatto incontrare, grazie a questo ho capito che dovevo fare l'ultimo pezzo del percorso, e diventare libera. Mi ha insegnato l'amore, anche se forse non credeva di farlo, e io per questo non la dimentichero' mai.
martedì 3 maggio 2011
Conosci il Tuo Nemico
Come ogni anno si sente in questo periodo, fortissimo, il profumo dei tigli in fiore. Viaggio cabriolet, bombtrack a palla, le lacrime sul bordo. Conosci il tuo nemico, lo conosco: sono io.
lunedì 2 maggio 2011
La bestia a due schiene
...La sua abilità nello spogliarla, la facilità con cui le fece passare il vestito sopra la testa senza incastrare la cerniera con la sua coda e la velocità con cui sciolse l'elastico che le teneva fermi i capelli la impressionarono. Deve avere una figlia, pensò Sarah. Gli uomini con delle figlie sapevano come svestire una ragazza. Ma anche lei aveva delle carte con cui impressionare il suo amante: materializzò come dal nulla un preservativo, lo scartò con una mano e glielo infilò ancor prima che lui protestasse perchè preferiva farlo senza. Quindi, con un movimento di bacino quasi impercettibile, uno slittamento pelvico appena visibile, lui si trovò dentro di lei. Il suo volto cambiò all'istante, trasformandosi in quell'espressione che faceva quasi innamorare Sarah di tutti gli uomini che si portava a letto: stupore, miscelato a gratitudine nei suoi confronti per avere permesso che ciò accadesse. Nella maggior parte dei casi, quell'espressione appariva soltanto all'inizio, poi si modificava in una maschera di trionfo o di determinazione a concludere. Ma questo padre leggermente sovrappeso e dallo sguardo dolce rimase stupito fin quasi alla fine. Sarah venne, come succedeva di solito, perchè conosceva alla perfezione il funzionamento del proprio corpo: in quale posizione mettersi, come rilassare i muscoli, lasciarsi andare e irrigidirsi, e posticipare l'orgasmo dell'amante perchè potesse raggiungere il suo. Il professor Carr - un altro uomo che aveva imparato dalle figlie come spogliare una ragazza senza scompigliarle i capelli - le aveva rivelato quei segreti, e gliene sarebbe stata grata per tutta la vita. Ma le aveva anche insegnato che un orgasmo non significa nulla: era solo un grido o uno starnuto. Così, sebbene ricercasse il piacere sessuale come la dipendenza da una droga e raggiungesse l'orgasmo a ripetizione, sperava ogni volta nella componente nascosta: la fusione in un'unica entità, la creazione della bestia a due schiene. Ogni volta, e con ogni uomo, attendeva quel momento trascendente, la fusione del proprio io che permetteva di assorbire un altro io già fuso: desiderava disperatamente che non fosse il professor Carr l'unico a ridurla in quello stato. (la bestia a due schiene - emily maguire)
Purtroppo questo pezzo non l'ho scritto io, mi è tornata in mente la figura di questo amante che sa spogliare una ragazza senza scompigliarle i capelli, perchè è padre di una figlia femmina. E' una cosa che mi ha sempre colpito, la competenza, la praticità delle mani di un uomo, nel togliere rapidamente i vestiti. Senza malizia, erotismo, ma come quando sei in ritardo per la scuola, i codini già fatti, e il papà ti veste senza spettinarti un capello... ed è proprio per questo motivo, la competenza delle mani, che diventa erotico.
venerdì 29 aprile 2011
Se non sei disposto a rischiare non saprai mai cosa la vita ha destinato per te.
Un anno fa ho deciso di incontrare una fan del mio blog, che voleva assolutamente conoscermi, ci eravamo scritte via e- mail e di lei avevo solo una foto.
Quando ho comunicato che sarei andata a Milano per raggiungerla e passare tutto il giorno con lei, la mia decisione ha suscitato perplessità, timore... "...e se è un pedofilo?" mi veniva posta questa domanda...
La sera prima di incontrarci ho mandato un sms alla mia "amica" mai vista ne sentita dicendole delle paure che avevo sollevato negli altri con il mio gesto sconsiderato, la sua risposta è stata "Se anche io fossi un pedofilo, TU non sei una bambina".
Domani (cioè stasera visto che sono già quasi le tre di notte) mi fionderò appena uscita da lavoro per incontrarla e cenare insieme, e sabato passerò tutto il giorno con lei. Stabiliremo ancora una volta un record di chiacchiere ininterrotte, un flusso di confidenze che ci ha accomunato e assorellato fin da subito.
E' l'affinità elettiva. Quella sintonia che si crea immediatamente solo con alcune persone. Anche a distanza.
Anche se non le hai mai viste prima.
La mia sconsideratezza, la decisione di seguire solo il mio istinto mi ha fatto conoscere una persona speciale. Speciale per Me. E io per Lei.
Due mesi fa ho seguito di nuovo l'impulso del mio istinto. Avrei potuto incontrare un serial killer e sparire nel nulla...
Il mio istinto mi diceva che sarebbe stato un incontro incredibile.
Incredibile perchè se dovessi raccontarlo nessuno ci crederebbe. Per me è stato Sconvolgente.
Quando ho comunicato che sarei andata a Milano per raggiungerla e passare tutto il giorno con lei, la mia decisione ha suscitato perplessità, timore... "...e se è un pedofilo?" mi veniva posta questa domanda...
La sera prima di incontrarci ho mandato un sms alla mia "amica" mai vista ne sentita dicendole delle paure che avevo sollevato negli altri con il mio gesto sconsiderato, la sua risposta è stata "Se anche io fossi un pedofilo, TU non sei una bambina".
Domani (cioè stasera visto che sono già quasi le tre di notte) mi fionderò appena uscita da lavoro per incontrarla e cenare insieme, e sabato passerò tutto il giorno con lei. Stabiliremo ancora una volta un record di chiacchiere ininterrotte, un flusso di confidenze che ci ha accomunato e assorellato fin da subito.
E' l'affinità elettiva. Quella sintonia che si crea immediatamente solo con alcune persone. Anche a distanza.
Anche se non le hai mai viste prima.
La mia sconsideratezza, la decisione di seguire solo il mio istinto mi ha fatto conoscere una persona speciale. Speciale per Me. E io per Lei.
Due mesi fa ho seguito di nuovo l'impulso del mio istinto. Avrei potuto incontrare un serial killer e sparire nel nulla...
Il mio istinto mi diceva che sarebbe stato un incontro incredibile.
Incredibile perchè se dovessi raccontarlo nessuno ci crederebbe. Per me è stato Sconvolgente.
E' da questo incontro, dall'incontro con questa altra anima affine, speciale, tormentata e gioiosa, bellissima... solo da allora, che non sono più una bambina.
venerdì 15 aprile 2011
Emicrania classica
Da diversi studi statistici l'incidenza di questo tipo di emicrania risulta essere compresa tra l'uno e il due per cento della popolazione. Quello che definisce l'emicrania classica ( o emicrania oftalmica ) è la presenza di un caratteristico sintomo premonitore: l'aura. Con questo termine, per molto tempo, ci si è sempre riferiti a dei particolari segnali di un attacco epilettico, tanto che a molti "emicranici" venivano o vengono effettuati elettroencefalogrammi proprio per escludere la presenza dei fenomeni irritativi dati dall'epilessia. In realtà l'aura epilettica è diversa dall'aura emicranica, perché in quest'ultima l'insorgenza dei sintomi è lenta e graduale, non vi è perdita di coscienza e non ci sono segnali contemporanei o successivi di convulsioni.
L'aura nell'emicranico classico si presenta soprattutto come alterazione della vista: come lampi, opacità di una parte del campo visivo, flash scintillanti della durata di pochi minuti.
Altre alterazioni possono essere rumori uditivi, percezioni di odori sgradevoli, formicolii o senso di anestesia agli angoli della bocca o della lingua. Dopo questi disturbi una percentuale non definibile di persone soffre di un mal di testa del tutto simile a quello descritto nell'emicrania comune di durata però limitata ( circa 12 ore ) ma di maggiore intensità. Tuttavia non tutte le persone che presentano emicrania classica patiscono sempre di mal di testa: vi sono infatti casi in cui la manifestazione della malattia è distinta più dall'aura che dal dolore. In quest'ultima circostanza le alterazioni percettive possono comunque essere estremamente invalidanti, soprattutto dal punto di vista psicologico, per la loro imprevedibilità e variabilità temporale. Poiché è di frequente riscontro in chi soffre di mal testa la difficoltà nel proprio stile di vita di "abbandonarsi", di "lasciarsi andare", di "perdere la testa"... ecco allora che l'emicrania sembra rivelare simbolicamente una lotta interiore tra il mondo del capo, il mondo della ragione, con il mondo delle emozioni e degli istinti.
A sostegno di questa teoria starebbe il fatto che in molte occasioni la maggior parte degli emicranici è "sul chi vive", pensa molto e non ama la spensieratezza, ha uno stile corporeo di movimento e un linguaggio verbale tutto improntato al controllo di qualsiasi situazione. Infatti da studi sulla personalità queste persone sembrano non amare gli imprevisti e gli incontri inattesi, tendono a programmare tutto e spesso sono pronte a farsi carico di grandi responsabilità anche a discapito della loro serenità emotiva.
L'aura nell'emicranico classico si presenta soprattutto come alterazione della vista: come lampi, opacità di una parte del campo visivo, flash scintillanti della durata di pochi minuti.
Altre alterazioni possono essere rumori uditivi, percezioni di odori sgradevoli, formicolii o senso di anestesia agli angoli della bocca o della lingua. Dopo questi disturbi una percentuale non definibile di persone soffre di un mal di testa del tutto simile a quello descritto nell'emicrania comune di durata però limitata ( circa 12 ore ) ma di maggiore intensità. Tuttavia non tutte le persone che presentano emicrania classica patiscono sempre di mal di testa: vi sono infatti casi in cui la manifestazione della malattia è distinta più dall'aura che dal dolore. In quest'ultima circostanza le alterazioni percettive possono comunque essere estremamente invalidanti, soprattutto dal punto di vista psicologico, per la loro imprevedibilità e variabilità temporale. Poiché è di frequente riscontro in chi soffre di mal testa la difficoltà nel proprio stile di vita di "abbandonarsi", di "lasciarsi andare", di "perdere la testa"... ecco allora che l'emicrania sembra rivelare simbolicamente una lotta interiore tra il mondo del capo, il mondo della ragione, con il mondo delle emozioni e degli istinti.
A sostegno di questa teoria starebbe il fatto che in molte occasioni la maggior parte degli emicranici è "sul chi vive", pensa molto e non ama la spensieratezza, ha uno stile corporeo di movimento e un linguaggio verbale tutto improntato al controllo di qualsiasi situazione. Infatti da studi sulla personalità queste persone sembrano non amare gli imprevisti e gli incontri inattesi, tendono a programmare tutto e spesso sono pronte a farsi carico di grandi responsabilità anche a discapito della loro serenità emotiva.
lunedì 4 aprile 2011
Al Telefono...
Giovedì 31 Marzo 2011 - Stanotte ti ho sognato: ero in giro con le mie amiche di ieri sera e sento il cellulare squillare, stiamo entrando in un bar, mentre cerco di prendere il telefono intanto che cammino, tu mi compari davanti, con il telefono vicino all'orecchio e mi fai segno di rispondere. Mi dirigo verso di te, e intanto parliamo. Mi prendi sotto il braccio e mi dirigi verso un tavolo d'angolo, lì ci sono già dei tuoi amici seduti. Mi infilo per sedermi dopo di te, sento irresistibile la voglia di baciarti, ti prendo per le spalle e ti do un bacio a stampo, rimani a bocca aperta ( un po' tutti ) perchè mi stavi presentando... ti guardo da vicino, hai i capelli diversi, sono dritti spaghetti e biondi quasi arancio, ma gli occhi, sono indimenticabili, sono i tuoi, morbidi, caldi, del colore indefinibile di un prato soleggiato. Incuranti di dove siamo iniziamo a baciarci, il brusio scompare chiudo gli occhi un attimo nel sogno, li riapro... sono sveglia.
sabato 2 aprile 2011
Uscire, stare dentro.
Domenica 10 ottobre 2010 - Sono a casa mia ci sono tante persone, tra cui il Mago seduto in un angolo che osserva, e i miei familiari. Tutti stanno guardando un film in bianco e nero di Totò, io mi annoio e mi sdraio sul pavimento. Mio padre si lamenta che non vado a trovarlo e io gli ricordo quello che dice sempre, che per non trovarsi bisogna essere in due, poi me ne vado in camera per guardare delle fotografie. Ritorno in salotto, e inizio a piangere, lamentandomi al contempo che tutti guardano il film invece di uscire, oggi che c'è il cielo azzurro e il sole. Me ne sto lì qualche minuto poi ad un certo punto prendo il coraggio e esco da sola. Penso che il primo gradino l'ho superato, poi incontri nuova gente, fai nuove amicizie, magari ti innamori... il Mago guarda con occhi spalancati e si rende conto che forse c'aveva azzeccato. Mi sveglio.
domenica 6 marzo 2011
Nutrire i Cinque Sensi
Ciò che non viene usato, cesserà gradualmente di funzionare. Ecco perchè bisogna nutrire bene non solo il corpo, la mente, l'intelligenza e la fantasia ma anche i sensi. Il gusto ha bisogno di essere sfidato ma anche assecondato poichè è proprio attraverso l'ascolto di ciò che si desidera che si apporta il giusto nutrimento. Gli occhi hanno bisogno di vedere cose belle. Più riusciamo a vedere la bellezza in noi stessi più riusciremo a vederla anche fuori di noi. Come l'interno si riflette all'esterno, così l'esterno influenza l'interno e circondarsi di cose e persone belle migliorerà la nostra visione della vita e di noi. Le orecchie hanno bisogno di sentire suoni melodiosi, come la musica o i suoni della natura, le vibrazioni sonore entrando attraverso le orecchie faranno vibrare tutto il corpo, scuotendolo dal torpore. Il naso ha bisogno di sentire buoni profumi, annusare la vita e tutto ciò che è vivo e vitale. E la pelle ha bisogno di essere accarezzata, con tenerezza e delicatezza. Tutta ricoperta di recettori sensoriali, la pelle rappresenta il confine tra il dentro e il fuori, essere accarezzati riempie il nostro bisogno di nutrimento affettivo. Non nutrire i cinque sensi, così come smettere di usarli consapevolmente affievolirà gradualmente la capacità di percepire la vita. E smetteranno di funzionare. Rendendoci come macchine. Socialmente adattati ma mancanti della consapevolezza di aver perso l'umanità.
Incapaci di ricevere, incapaci di donare...
Chi non guarda e non si pone in modo di essere guardato, chi non ascolta e non proferisce parole meritevoli di essere ascoltate, chi non assapora, annusa la vita e non si cura di ciò che sa e di come odora, chi non sa come usare le braccia, le mani, il corpo tutto per far sentire amato, nutrito affettivamente, desiderato l'altro, non riconosce all'altro che esiste. Tutto concentrato in se stesso non si rende conto di essere lui stesso la causa della sua solitudine.
Ecco perchè ciò che non viene usato smette di funzionare, perchè è l'unico modo che la mente sa adottare per non soffrire. Eliminando lo stimolo, elimina la spiacevole sensazione di carenza non colmabile.
Insensibili, indifferenti, non stimolanti, traccheggiando passivamente verso la fine della vita. Non rendendosi conto di non stare già più vivendo da un pezzo.
Ciò che non viene usato, smette di funzionare... l'unica consolazione è che neanche ce ne si accorge...
... e chi invece sente la mancanza? E' ancora in tempo per nutrire ed essere nutrito, con tutto sé stesso.
Perchè funziona ed è vivo!
Incapaci di ricevere, incapaci di donare...
Chi non guarda e non si pone in modo di essere guardato, chi non ascolta e non proferisce parole meritevoli di essere ascoltate, chi non assapora, annusa la vita e non si cura di ciò che sa e di come odora, chi non sa come usare le braccia, le mani, il corpo tutto per far sentire amato, nutrito affettivamente, desiderato l'altro, non riconosce all'altro che esiste. Tutto concentrato in se stesso non si rende conto di essere lui stesso la causa della sua solitudine.
Ecco perchè ciò che non viene usato smette di funzionare, perchè è l'unico modo che la mente sa adottare per non soffrire. Eliminando lo stimolo, elimina la spiacevole sensazione di carenza non colmabile.
Insensibili, indifferenti, non stimolanti, traccheggiando passivamente verso la fine della vita. Non rendendosi conto di non stare già più vivendo da un pezzo.
Ciò che non viene usato, smette di funzionare... l'unica consolazione è che neanche ce ne si accorge...
... e chi invece sente la mancanza? E' ancora in tempo per nutrire ed essere nutrito, con tutto sé stesso.
Perchè funziona ed è vivo!
giovedì 24 febbraio 2011
La rana
Giovedì 24 febbraio 2011 - Mi sveglio nel cuore della notte mentre grido "ti prego, ti prego... aiuto!!!" Le sole immagini che ricordo del sogno mi vedono in ufficio. Una rana, verde brillante, guizzante, è entrata dalla porta e si è diretta verso di me, spicca un salto, le cosce affusolate e muscolose completamente estese... e atterra sulla mia spalla con morbidezza. Io ne sono spaventata e attratta, cerco di scappare gridando ma dentro vorrei che rimanesse ancora un po' sulla mia spalla, per abituarmi e non averne più paura.
giovedì 17 febbraio 2011
Occhi
Michela ha occhi dolci, si sciolgono come cioccolatini mentre ti guarda con occhi di mamma. Vedono come sei e pian piano ti portano a vederti con i tuoi occhi.
Paola ha occhi vibranti, in continuo movimento hanno il colore degli occhi dei cervidi. Ti guarda dal profondo della foresta brumosa, e non capisci mai fino in fondo il suo pensiero. Un battito di ciglia ed è già sparita.
Lucia ha occhi che brillano come stelle luminose in fondo al nero di un pozzo. Spalancati sulla vita, colgono sfumature sfuggevoli a tutti gli altri. Quando mi guarda so che vede dentro di me.
L'Allievo Maestro ha gli occhi cangianti. C'è un momento, appena prima che succeda, in cui sono scuri, morbidi e profondi, della pastosità opaca del cioccolato fondente. Poi all'improvviso mutano aspetto e diventano come lucidi specchi. Come due pozzanghere sull'asfalto, improvvisamente illuminate da un raggio di sole, scintillano ad ogni spostamento di prospettiva. Diventano liquidi, metallici, guizzanti. Due pesci argentati che nuotano appena sotto la superficie del mare. E sorridono.
Ho visto una sola volta gli occhi del Mago da vicino. Così vicino che le sue ciglia mi spolveravano le guance. Il Mago ha occhi che brillano nel buio, ne escono filamenti dorati che ti raggiungono fin dentro l'anima. E ti cambiano per sempre. Chi mi ha guardato, dopo, ha visto le stelle nei miei occhi.
Il Maestro d'Armi ha occhi neri e penetranti come carbone affilato. Sono occhi intensi come i miei. Difficile indovinarne il picco, ma vedi che c'è. Ti trafigge e poi ti lascia lì, in sospeso. Tocca a te imparare. Lottare e combattere. O scomparire.
Attraverso il loro occhi ho visto me stessa, e ho capito cosa posso essere, cosa voglio essere. Ho capito che mi mancava essere guardata. Ho capito che non guardavo. E che non voglio più essere cieca.
P.S. La foto si intitola Ninja Eye, tutto un programma...
Paola ha occhi vibranti, in continuo movimento hanno il colore degli occhi dei cervidi. Ti guarda dal profondo della foresta brumosa, e non capisci mai fino in fondo il suo pensiero. Un battito di ciglia ed è già sparita.
Lucia ha occhi che brillano come stelle luminose in fondo al nero di un pozzo. Spalancati sulla vita, colgono sfumature sfuggevoli a tutti gli altri. Quando mi guarda so che vede dentro di me.
L'Allievo Maestro ha gli occhi cangianti. C'è un momento, appena prima che succeda, in cui sono scuri, morbidi e profondi, della pastosità opaca del cioccolato fondente. Poi all'improvviso mutano aspetto e diventano come lucidi specchi. Come due pozzanghere sull'asfalto, improvvisamente illuminate da un raggio di sole, scintillano ad ogni spostamento di prospettiva. Diventano liquidi, metallici, guizzanti. Due pesci argentati che nuotano appena sotto la superficie del mare. E sorridono.
Ho visto una sola volta gli occhi del Mago da vicino. Così vicino che le sue ciglia mi spolveravano le guance. Il Mago ha occhi che brillano nel buio, ne escono filamenti dorati che ti raggiungono fin dentro l'anima. E ti cambiano per sempre. Chi mi ha guardato, dopo, ha visto le stelle nei miei occhi.
Il Maestro d'Armi ha occhi neri e penetranti come carbone affilato. Sono occhi intensi come i miei. Difficile indovinarne il picco, ma vedi che c'è. Ti trafigge e poi ti lascia lì, in sospeso. Tocca a te imparare. Lottare e combattere. O scomparire.
Attraverso il loro occhi ho visto me stessa, e ho capito cosa posso essere, cosa voglio essere. Ho capito che mi mancava essere guardata. Ho capito che non guardavo. E che non voglio più essere cieca.
P.S. La foto si intitola Ninja Eye, tutto un programma...
sabato 12 febbraio 2011
In Assenza di Amigdala
Una volta ho sentito una teoria secondo la quale l'orgasmo nella donna, per poter esplodere, deve trovare libera la via verso il cervello. Quale via? La via che parte da lì, passa per lo stomaco, arriva al cervello e poi ritorna giù. Quindi se lo stomaco è pieno blocca il passaggio. Se lo stomaco è chiuso, aggrovigliato, acido, ipernutrito non fa passare il segnale, che non arriva al cervello e rimane lì, passivo, sottoutilizzato e frustrato.
Qualche tempo fa hanno monitorato un campione di donne, registrando gli impulsi dei loro cervelli nel percorso che da una cena romantica portava alla camera da letto. L'amigdala, quella zona del cervello che decide rapidissima in situazioni di attacco o fuga, è normalmente illuminata e funzionante. Durante la cena, con il progredire del rilassamento e del corteggiamento il suo segnale si ammorbidisce, ma è sempre pronto al minimo percepire di qualcosa che non va, una interruzione, un gesto non gradito, a ritornare ai watt di un luna park. Così hanno dimostrato scientificamente che per la donna, tutto quello che succede nelle 12 ore precedenti ricade nei preliminari, che deve avere fame per poter sentire le farfalle nello stomaco, che deve sentirsi a suo agio nell'ambiente e con l'uomo. E avere i piedi caldi. Il perchè non si sa, ma contano anche loro. Se tutto procede bene, la supervisione dell'amigdala si affievolisce fino a spegnersi del tutto. Ed è soltanto quando la donna si trova in assenza di amigdala che si compie quel risveglio interiore, quella partecipazione completa e non filtrata, che porta al completo abbandono delle inibizioni. Il corpo decide con la sua fisicità ed animalità. Ricercando e promuovendo ciò che lo fa stare bene e portandolo fino all'orgasmo.
Qualcuno ha detto che per rimanere giovani bisogna avere una mente porca. Mi sa che ha ragione.
Qualcuno ha detto che per rimanere giovani bisogna avere una mente porca. Mi sa che ha ragione.
mercoledì 9 febbraio 2011
Fluorescenze
Lunedì 7 Febbraio 2011 - Sono andata a letto tardi stanotte, verso le 4, mi avvolgo nella coperta di pile e poi mi infilo sotto il piumone, il caldo che ha lasciato chi si è appena alzato non durerà molto. Sogno di essere seduta al bancone di un bar, le uniche luci provengono da scritte fluorescenti verdi e rosa, tutto intorno è buio e fumoso. Seduto vicino a me c'è questo ragazzo appena conosciuto, siamo seduti così vicini che sento il calore del suo corpo provenire a ondate, ogni volta che respira. Gli chiedo se lo infastidisce se lo tocco, respira di no. Con le dita percorro la linea squadrata della mandibola, sento le ossa, la pelle, la barba corta e definita. Proseguo scontornando gli zigomi, sono simili ai miei. Il ragazzo indossa una maglietta nera, ha le maniche arrotolate, le braccia nude, seguo la massa muscolare e riesco a sentire, quasi impercettibili, le linee in rilievo dei suoi tatuaggi. Sopra il cotone ridisegno le costole e i muscoli degli addominali. E' un ipermaschio propulso dal testosterone e dall'adrenalina, ma è capace di fluire. Penso che potremmo baciarci, lo fanno anche tra amiche, non c'è nulla di male. Mi sveglio.
mercoledì 26 gennaio 2011
La Fragola
Venerdì 17 Luglio 2009 - Mi stai spiegando la complicatezza delle connessioni internet, ti seguo bene. Sei bravo a spiegare le cose, il tuo sguardo fermo, le mani concise che illustrano i vari passaggi. Io mi sono sciolta i capelli, ondeggio con il piede nudo della gamba accavallata rivolto verso di te.
Distrattamente prendo una fragola, e la addento guardandoti negli occhi.
Devo aver fatto qualcosa, qualcosa con la bocca o le labbra perchè improvvisamente non riesci più a continuare il discorso, le mani che cercano di riafferrarlo, le parole che ti sfuggono e le pupille dei tuoi occhi che hanno cambiato sostanza, sono diventate liquide. Vedono una tua immagine di me e nello stesso tempo vedono solo me.
Per la prima volta ho capito chiaramente che effetto posso fare.
Ho giocato, perdonami. Ho continuato a fissarti per vedere fino a che punto riuscivo a tenerti sospeso, in un tempo indefinito puntellato dal tuo cercare parole normalmente a te familiari.
Poi ho distolto gli occhi e ti sei rilassato, piano piano hai deglutito e sei riuscito a riannodare i fili spezzati del discorso. La conferma di aver visto giusto l'ho avuta subito, sei arrossito e rapido hai dato una occhiata di lato per vedere se qualcuno aveva notato. Tutto nella norma. Un sospiro di sollievo e lentamente il ricordo pungente dell'immagine di me, della mia bocca, delle mie labbra, dei miei occhi e della fragola svaniscono dal tuo viso. Ma ora so, sento, che mi guardi con altri occhi.
E che ti basterà pensare a una fragola per riavermi davanti a te.
Distrattamente prendo una fragola, e la addento guardandoti negli occhi.
Devo aver fatto qualcosa, qualcosa con la bocca o le labbra perchè improvvisamente non riesci più a continuare il discorso, le mani che cercano di riafferrarlo, le parole che ti sfuggono e le pupille dei tuoi occhi che hanno cambiato sostanza, sono diventate liquide. Vedono una tua immagine di me e nello stesso tempo vedono solo me.
Per la prima volta ho capito chiaramente che effetto posso fare.
Ho giocato, perdonami. Ho continuato a fissarti per vedere fino a che punto riuscivo a tenerti sospeso, in un tempo indefinito puntellato dal tuo cercare parole normalmente a te familiari.
Poi ho distolto gli occhi e ti sei rilassato, piano piano hai deglutito e sei riuscito a riannodare i fili spezzati del discorso. La conferma di aver visto giusto l'ho avuta subito, sei arrossito e rapido hai dato una occhiata di lato per vedere se qualcuno aveva notato. Tutto nella norma. Un sospiro di sollievo e lentamente il ricordo pungente dell'immagine di me, della mia bocca, delle mie labbra, dei miei occhi e della fragola svaniscono dal tuo viso. Ma ora so, sento, che mi guardi con altri occhi.
E che ti basterà pensare a una fragola per riavermi davanti a te.
venerdì 7 gennaio 2011
Le Dandy - Parfums D'Orsay
Con me ha sempre funzionato.
Cambio di taglio ai capelli, una ulteriore spinta di originalità e innocente trasgressione all'abbigliamento... era da qualche settimana che non indossavo più né anelli né profumo, strano, è come andare in giro senza un pezzo di me...
Va bene, ho tre ore di tempo libero in cui nessuno sa dove sono, mi dirigo alla mia profumeria di fiducia (Miolo).
Tiziana, la proprietaria, ha sempre affrontato con passione il viaggio tra le fragranze che mi accingo a fare. E' ispirata e i profumi che ho scelto con lei non mi hanno mai deluso, come se capisse ciò che sono in quel momento, di cosa ho bisogno, cosa può esprimere un profumo per me. La voce interiore.
Mi fa sentire le novità, le sue spiegazioni sono sempre interessanti e ricche di spunti.
Poi, improvvisamente mi dirige verso i profumi maschili. L'etichetta pour homme è solo una convenzione - mi dice - è la pelle ciò che conta.
Mi fa annusare questa esplosione di frutta esotica, frizzante, crepitante di tabacco e cognac, invasivo e suadente. Lo spruzziamo sulle braccia... Ecco riparte di nuovo, un cuoio squillante e profumo di cipria, caramelle alla menta e liquirizia e infine legna accatastata vicino ad un camino acceso.
Cos'è? Le Dandy. Bam! Sono io. La mia parte razionale. Esteta, curiosa, amante del lusso, ma non schiava della moda imperante. Alla ricerca del dettaglio per differenziarsi dalla massa. Anticipatrice delle mode. Narcisista. Immodesta. Consapevole.
Ora il profumo si è tranquillizzato, legni aromatici, e frutti canditi piccanti. Rimane sollevato ad un metro dalla pelle e dagli abiti, e rimarrà così per le prossime dodici ore.
Abbacinante!
Ora devo andare a caccia travestita da preda. Maschio e femmina insieme, un dandy, come sono io.
Le Dandy (Parfums D'Orsay) - 1923/1998 - Legnoso Speziato Cuoiato - (1923 da appunti di Alfred D'Orsay. Rielaborato nel 1998 da Dominique Preyssas)
Whisky, Rhum, Tabacco, Ananas, Prugna, Pesca, Mela, Zenzero, Cardamomo, Cannella, Noce Moscata, Chiodi di Garofano, Legno di Sandalo, Legno di Cedro, Muschio di Quercia, Patchouli, Fava Tonka, Benzoino del Siam, Ambra, Cuoio, Balsamo del Perù, Frutta Secca,
Etichette:
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pensieri in libertà,
Profumeria Miolo Barzanò,
profumi,
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giovedì 6 gennaio 2011
Aqua Gold - Kiko
Era l'estate 2009, era il giorno dello shopping con la mia amica Laura, ci fiondiamo in un grosso, enorme, centro commerciale dalle 8 e 30 del mattino e con caparbia determinazione spulciamo, proviamo, scartiamo, ci esaltiamo per i vestiti per le restanti 10 ore (e oltre...). Entrate da Kiko ci facciamo massaggiare le braccia dalla commessa, con una crema corpo setificante ed esaltatrice dell'abbronzatura. Per tutto il resto del giorno il profumo di quella crema ci accompagna nelle nostre scorribande e alla fine della giornata ne acquistiamo un tubo a testa (io due). La crema è andata fuori commercio, peccato era buonissima! Ma ecco che nel periodo di natale di quest' anno, Kiko esce con una linea Gold tra cui compare anche un' acqua idratante profumata per il corpo... e sorpresa... la fragranza è molto, molto simile alla mia fantastica crema.
Porto a casa e inizio la comparazione.
La crema ha un profumo polveroso, caldo, inebriante, niente fiori. L'acqua ha in più una manciata di petali misti di fiori, strofinati e poi fatti annusare dalle mani a coppa. Dopo circa cinque minuti, le due scie olfattive cominciano a convergere, una verso l'altra, la crema sempre a-floreale, l'acqua meno floreale di come era in partenza. E' un profumo che richiama alla memoria altri profumi, quelli che sfuggono dalle porte a vetri delle profumerie del centro di una cittadina francese, era forse Avignone, da dove uscii con neanche un centimetro di pelle delle braccia libero da fragranze, le volevo provare tutte.
Sono passati quindici minuti e la crema e l'acqua si sono avvicinate ancora un poco. I fiori sono diventati un suono olfattivo di sottofondo, non disturbano ma non permettono l'omeogenesi.
Dopo venti minuti l'acqua profumata è un sottile miscuglio di fiori e sale, timida, delicata, marina.
Le crema è diventata più rarefatta ma il suo profumo inconfondibile, opulento, di polvere calda, è rimasto e si è fuso con il tepore della pelle. Un profumo da dea greca.
Aqua Gold (Kiko) - 2010 - Floreale
Oro colloidale, rubino, oligoelementi remineralizzanti.
Porto a casa e inizio la comparazione.
La crema ha un profumo polveroso, caldo, inebriante, niente fiori. L'acqua ha in più una manciata di petali misti di fiori, strofinati e poi fatti annusare dalle mani a coppa. Dopo circa cinque minuti, le due scie olfattive cominciano a convergere, una verso l'altra, la crema sempre a-floreale, l'acqua meno floreale di come era in partenza. E' un profumo che richiama alla memoria altri profumi, quelli che sfuggono dalle porte a vetri delle profumerie del centro di una cittadina francese, era forse Avignone, da dove uscii con neanche un centimetro di pelle delle braccia libero da fragranze, le volevo provare tutte.
Sono passati quindici minuti e la crema e l'acqua si sono avvicinate ancora un poco. I fiori sono diventati un suono olfattivo di sottofondo, non disturbano ma non permettono l'omeogenesi.
Dopo venti minuti l'acqua profumata è un sottile miscuglio di fiori e sale, timida, delicata, marina.
Le crema è diventata più rarefatta ma il suo profumo inconfondibile, opulento, di polvere calda, è rimasto e si è fuso con il tepore della pelle. Un profumo da dea greca.
Aqua Gold (Kiko) - 2010 - Floreale
Oro colloidale, rubino, oligoelementi remineralizzanti.
mercoledì 5 gennaio 2011
Ambre - L'Occitane en Provence
Ambre era un profumo prodotto da L`Occitane en Provence, partendo non dall'ambra grigia ma da una resina di una pianta che cresce nel bacino mediterraneo. Era perché, al momento, non è più acquistabile. Ne ho una boccetta regalatami da una gentile commessa, vista la mia euforia per aver trovato un profumo all'ambra che possa usare anche in estate... senza essere troppo stordente.
Nonostante tutto, Ambre è un profumo intenso, caldo, voluttuoso, talcato e morbido. Appena spruzzato si sente una nota quasi di cacao amaro mischiata con un fiore dolce e delicato. Subito si insinua un odore erbaceo, verde fresco, di erba appena tagliata, e una nota di talco. Non quello dei bambini però, ma quello più adulto, è un odore sensazione, come camminare a piedi nudi su sassi caldi e rotondi, quelli che lasciano il bianco sulle piante dei piedi. Leggendo le note olfattive, scarse, l'unico ingrediente accreditato è il Galbanum. Questa è una essenza ricavata dalla resina di una pianta della famiglia delle Ombrellifere, la stessa del Finocchio e dell'Anice, che nello specifico cresce in Iran. In qualche modo in Ambre si percepisce questo tappeto di erbe selvatiche del mediterraneo. Sassi ed erbe scaldate dal sole. Paesaggi comuni in Corsica, in Grecia, sulle Isole Balcaniche. E' un orientale addomesticato, come un gattino sonnacchioso. Ma come tutti i proprietari di gatti sanno, il gatto è comunque un animale pericoloso...
Ambre (L'Occitane en Provence) - 2001 - Orientale -
Nonostante tutto, Ambre è un profumo intenso, caldo, voluttuoso, talcato e morbido. Appena spruzzato si sente una nota quasi di cacao amaro mischiata con un fiore dolce e delicato. Subito si insinua un odore erbaceo, verde fresco, di erba appena tagliata, e una nota di talco. Non quello dei bambini però, ma quello più adulto, è un odore sensazione, come camminare a piedi nudi su sassi caldi e rotondi, quelli che lasciano il bianco sulle piante dei piedi. Leggendo le note olfattive, scarse, l'unico ingrediente accreditato è il Galbanum. Questa è una essenza ricavata dalla resina di una pianta della famiglia delle Ombrellifere, la stessa del Finocchio e dell'Anice, che nello specifico cresce in Iran. In qualche modo in Ambre si percepisce questo tappeto di erbe selvatiche del mediterraneo. Sassi ed erbe scaldate dal sole. Paesaggi comuni in Corsica, in Grecia, sulle Isole Balcaniche. E' un orientale addomesticato, come un gattino sonnacchioso. Ma come tutti i proprietari di gatti sanno, il gatto è comunque un animale pericoloso...
Ambre (L'Occitane en Provence) - 2001 - Orientale -
Galbanum
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martedì 4 gennaio 2011
Labdanum de Séville - L'Occitane en Provence
Labdanum de Séville de L'Occitane en Provence fa parte della linea Voyage en Méditerranée, unico eau de parfum. Il profumo ruota intorno all'assoluta di labdanum di Siviglia in Spagna, il cisto. Il cisto è una pianta selvatica dalla quale si ricava una nota calda e delicatamente ambrata, soavemente animale.
A me è piaciuto subito e mi ricorda moltissimo Fille en Aiguilles di Serge Lutens, un'altro profumo resinoso e balsamico. Come se fossero fratelli, Fille en Aiguilles è il fratello più grande, ombroso, introverso, con quel fascino misterioso che solo le persone complesse hanno. Labdanum de Séville invece è il fratello minore, solare, estroverso, un animale sociale, "tutto in superficie".
Appena messo si nota subito un aroma dolce e caldo come miele e sabbia scaldata dal sole, rametti di una pianta che sopravvive senza acqua e alla prima pioggia notturna regala un fiore peloso e soffice che sembra già secco. Poi diventa lievemente liquoroso, un liquore scaldato nel bicchiere, da una mano calda di uomo. L'uomo ha gli occhi chiusi. Nel posacenere si consuma lentamente un cigarillo. La sua pelle sa di acqua di miele e marmellata d'arancia amara. Nella stanza è entrata silenziosa una donna, cammina a piedi nudi sul pavimento di terracotta, la gonna e la camicia bianche producono il fruscio di due stoffe diverse. Si avvicina e posa le sue labbra leggere nell'angolo di pelle che sta tra i baffi e le labbra dell'uomo. Ne ispira l'odore caldo e deposita un bacio.
Labdanum de Séville (L'Occitane en Provence) - 2001 - Balsamico legnoso - (Karine Dubreuil)
Marmellata d'Arancio, Albicocca Disidratata, Cognac, Legno di Cedro, Patchouli, Legno di Sandalo, Polpa di Noce di Cocco essiccata, Cannella, Pepe, Cisto Labdanum, Tabacco biondo al miele, Benzoino, Vaniglia, Vetiver.
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lunedì 3 gennaio 2011
Fille en Aiguilles - Serge Lutens
Fille en Aiguilles è un profumo di rottura. Come del resto la maggior parte delle creazioni di Christopher Sheldrake. Per me è stata una rivelazione. Così differente da tutto il resto già sentito. Molto complesso, sfaccettato. Illuminante.
Immediatemente appena spruzzato si sente profumo di incenso, quello usato nelle chiese cattoliche, e odore di zucchero caramellato. Sacro e profano. Dopo qualche istante compare il sentore di trementina, il profumo dei pini marittimi e di aria salata. Poi in sequenza: mele cotte con le spezie e olio canforato. Una goccia di sciroppo di menta che cade in un bicchiere di latte caldo e poi di nuovo il bosco di conifere scaldato dai raggi di un sole pieno, estivo. Ah... e ovviamente le cicale.
Fille en Aguilles (Serge Lutens) - 2009 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Frutti Cotti, Vetiver, Incenso, Cumino, Coriandolo, Cardamomo, Aghi di Pino Marittimo, Essenza di Trementina, Alloro, Resina, Ambra
Quando ho sentito Fille en Aiguilles mi è venuta in mente una persona a cui sono legata in modo inconsueto. Un naso bloccato indica una mente bloccata, questa frase si è materializzata nel mio cervello mentre si faceva strada in me il desiderio di farglielo annusare. Ci accomuna una mente iperimmaginativa e un atteggiamento esteriore molto compassato. Ma io ho deciso di rendere esterno il turbine che porto dentro.
Un po' per volta, come la ragazza sulle spine del nome del profumo. Per diventare una ragazza sui tacchi.
Fille en Aguilles (Serge Lutens) - 2009 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Frutti Cotti, Vetiver, Incenso, Cumino, Coriandolo, Cardamomo, Aghi di Pino Marittimo, Essenza di Trementina, Alloro, Resina, Ambra
domenica 2 gennaio 2011
Patchouly - L'Erbolario Lodi
Il Patchouli è una pianta della famiglia delle Labiate, cresce maggiormente in Malesia, Filippine, Giava. In quei luoghi è ampiamente usata anche a scopo farmacologico, come pianta tonificante e rinvigorente.
Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...
Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale -
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java
Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...
Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale -
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java
sabato 1 gennaio 2011
Tea for Two - L'Artisan Parfumeur
Il Lapsang Souchong è uno dei miei tea preferiti. Ha gusto affumicato e pulito, lo si può gustare così, in purezza, oppure mettendo delle fette di limone direttamente nella teiera insieme alle foglioline di tea e versandoci sopra l'acqua a bollore. Per questo motivo, quando ho sentito per la prima volta Tea for Two ho individuato subito la nota del Lapsang Souchong. E' inconfondibile.
Tea for Two è un profumo strano, su di me ha un andamento circolare. Appena spruzzato si sente il succo di limone, lo zucchero di canna e il vapore che sale dalla tazza di tea. Poi, dopo qualche minuto subentra e sostituisce con la sua presenza il profumo del Lapsang Souchong, addolcito da un lievissimo sentore di miele di fiori d'arancio. Ancora una svolta e si fa strada il profumo di zenzero, quasi un biscottino, e di legno tirato a lucido con la cera d'api, e poi ritorna lo zucchero e il limone, il tea nero affumicato, il miele e la cera, il biscotto e il legno... in un girotondo che dura per quasi due ore. Buonissimo. Spruzzato sulla stoffa del cappotto (è un profumo per l'inverno) prevale il fumo, rendendo misterioso alle narici dei passanti, chi lo porta.
Tea for Two (L'Artisan Parfumeur) - 2000 - Speziato Cuoiato - (Olivia Giacobetti)
Genziana, Neroli, Bergamotto, Anice Stellato, Semi di Anice Verde, Tea Lapsang Souchong, Cannella, Zenzero, Spezie, Miele, Vaniglia, Legno di Guaiaco.
Tea for Two (L'Artisan Parfumeur) - 2000 - Speziato Cuoiato - (Olivia Giacobetti)
Genziana, Neroli, Bergamotto, Anice Stellato, Semi di Anice Verde, Tea Lapsang Souchong, Cannella, Zenzero, Spezie, Miele, Vaniglia, Legno di Guaiaco.
venerdì 31 dicembre 2010
Dzongkha - L'Artisan Parfumeur
Gli Dzong sono dei monasteri fortezza sparsi sul territorio del Bhutan, dove viene parlata la lingua Dzongkha, che deriva dal Tibetano Antico. Ecco, annusare questo profumo apre le porte ad un viaggio immaginario verso questi spazi. Legno, polvere, farmaco, foresta, terra asciutta sono i primi sentori di Dzongkha, poi una nota verde e boschiva, meditativa. Qualcosa di piccante, pepato... corteccia amara. Odore di pioggia in lontananza. Questo profumo mi fa sentire selvaggia...
Dzongkha (L'Artisan Parfumeur) - 2006 - Cuoiato Legnoso - (Bertrand Duchaufour)
Litchee, Cardamomo, Thé bianco, Peonia, Incenso, Iris, Legno di Cedro, Vetiver, Papiro Indiano, Cuoio.
martedì 28 dicembre 2010
Havana Vanille (Vanille Absolument) - L'Artisan Parfumeur
Chi si aspetta la crème caramel rimarrà deluso. Questo è un gourmand per palati sopraffini.
Havana Vanille (ora Vanille Absolument) (L'Artisan Parfumeur) - 2009 - Gourmand - (Bertrand Duchaufour)
Cuoio, Foglie di Tabacco, Rhum, Chiodo di Garofano, Frutta Secca, Narciso, Elicriso, Fava Tonka, Assoluta di Vaniglia Messicana, Legni affumicati, Muschio, Note Balsamiche.
lunedì 27 dicembre 2010
Vanille et Coco - E.Coudray
E. Coudray esercita a Parigi dal 1822. Questa casa di profumi ha mantenuto la filosofia dei profumi dell'epoca e uno stile art deco per tutta la sua gamma di prodotti. Profumi insoliti, che aleggiando dal passato arrivano fino a noi con il loro mistero.
L' olio profumato per il corpo, Vanille et Coco ha un profumo raffinato, di grande eleganza. Non ha niente delle note gourmand della Vaniglia né del Cocco. Invece ha sintetizzato la dolcezza, l'esoticità e la fresca carnosità del cocco con la nota quasi farmaceutica, orientale, e leggermente speziata della vaniglia. E' un olio alla vecchia maniera, non secco, lascia la pelle morbida come velluto di seta e profumata sottilmente ma tenacemente per tutto il giorno e la notte... Ad ogni movenza, una leggera onda di profumo quasi impercettibile lascerà il corpo e veleggerà verso nasi ricettivi alla femminilità nascosta. Molto particolare.
L' olio profumato per il corpo, Vanille et Coco ha un profumo raffinato, di grande eleganza. Non ha niente delle note gourmand della Vaniglia né del Cocco. Invece ha sintetizzato la dolcezza, l'esoticità e la fresca carnosità del cocco con la nota quasi farmaceutica, orientale, e leggermente speziata della vaniglia. E' un olio alla vecchia maniera, non secco, lascia la pelle morbida come velluto di seta e profumata sottilmente ma tenacemente per tutto il giorno e la notte... Ad ogni movenza, una leggera onda di profumo quasi impercettibile lascerà il corpo e veleggerà verso nasi ricettivi alla femminilità nascosta. Molto particolare.
giovedì 23 dicembre 2010
Ambre Extreme - L'Artisan Parfumeur
I Profumi de L'Artisan Parfumeur sono un universo tutto da scoprire. Io ho avuto questa fortuna grazie alla proprietaria della Farmacia Corti. Una donna dotata di una perspicacia psicologica che applica al mondo dei profumi e delle essenze. Come in un viaggio onirico ho annusato profumi di terre lontane, di piante rare e connubi insoliti di stupefacente impatto. Grazie a lei ho capito perché sono attratta dai profumi all'ambra e perché si sposano meravigliosamente con la mia pelle. Come una tipologia psichica-olfattiva possa rivelare lati sconosciuti o vagamente sospettati al soggetto stesso è per me fonte di stupore bambino. Ognuno di noi anela al disvelamento mediante l'altro, è come innamorarsi.
Ambre Extreme ha tutte le caratteristiche che mi piacciono in un profumo, bontà, persistenza, fusione. E' dolce e seducente, aromatico ed animale. Richiama il contatto fisico mediante i suoi toni di cuoio dolce, mare, talco. Sontuoso e di grande eleganza è un profumo che cela una animalità sensuale e spirituale insieme.
Da quando l'ho scoperto, e lo uso, con potenti pinnate ha portato all'azione un lato di me audace che finora era stato sempre mentale. Come il capodoglio che emerge dalle profondità marine per depositare l'ambra grigia sulla superficie dell'acqua, e' un' audacia che arriva dal profondo delle acque interiori, e che contiene la consapevolezza di essere l'espressione di una forza primordiale.
Ambre Extreme (L'Artisan Parfumeur) - 2001 - Orientale Speziato - (Jean-Claude Ellena)
Cardamomo, Noce Moscata, Macis, Pepe, Sandalo di Mysore, Patchouli, Rosa Turca, Ambra, Lacrime di Benzoino, Note Muschiate, Fava Tonka,Vaniglia.
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mercoledì 22 dicembre 2010
Le Stelle e il Mago
Le parole possono essere sassi che affondano nell'acqua stagnante della mente di una persona, e magari rimangono lì, sul fondo, impantanati nella melma dei nostri pensieri vischiosi e ripetitivi.
Ma in una mente fantasiosa e creativa prima o poi succede qualcosa, la melma si scuote, e quello che sembrava un sasso si rivela un seme. Dal seme spunta una pianta, piano piano, lottando contro la corrente, si fa strada verso la luce della coscienza. Due timide foglie raggiungono la superficie dell'acqua e lì si nutrono della luce della realtà. In questo modo sboccia il fiore di loto della conoscenza.Quando uno conosce può agire.
Pensa sesso e sii una visione...
E' così che ho coltivato la mia audacia.
domenica 12 dicembre 2010
A' La Nuit - Serge Lutens
Il Gelsomino di A' la Nuit è un gelsomino notturno, fresco e dolce. E in qualche modo frizzante e leggero. Normalmente l'essenza di gelsomino sulla mia pelle non rende giustizia al fiore. A' la Nuit è un gelsomino che posso portare, lo metto e odoro di uno dei miei fiori preferiti, ma proprio del profumo del fiore... portato dalla brezza in una notte estiva, con tutta la verde freschezza delle foglie e il calore del giorno trattenuto dalla terra. Per me è un Verde Floreale Intenso, che me lo rende amato, nonostante io non ami particolarmente i profumi verdi né quelli floreali.
Portato in estate si scalda e ammalia come il fiore, portato in inverno è l'esaltazione della femminilità.
A' la Nuit (Serge Lutens) - 2000 - Floreale - (Christopher Sheldrake)
Gelsomino Indiano, Egiziano e del Marocco, Miele, Chiodo di Garofano, Benzoino, Muschio.
Portato in estate si scalda e ammalia come il fiore, portato in inverno è l'esaltazione della femminilità.
A' la Nuit (Serge Lutens) - 2000 - Floreale - (Christopher Sheldrake)
Gelsomino Indiano, Egiziano e del Marocco, Miele, Chiodo di Garofano, Benzoino, Muschio.
mercoledì 1 dicembre 2010
Peonie - l'Erbolario di Lodi
Peonie è un eau de parfum dell'Erbolario di Lodi. Romantico come un giardino inglese, è un floreale ben costruito che in poco tempo sviluppa una morbida nota talcata. Per quando ci si vuole sentire un po' ottocentesche... senza odorare per forza di rosa.
Peonie (Erbolario di Lodi) - 2010 - Floreale -
Peonia, Iris, Fiori Bianchi, Frutti, Spezie e Legni.
martedì 30 novembre 2010
Ambraliquida e Myrrhae - l'Erbolario di Lodi
Questi due olii per il corpo sono meravigliosi. Lasciano la pelle di seta, assolutamente non unta. E senza quella sensazione strana che io percepisco con l'olio secco (che non amo). Usarli dopo la doccia o un bagno caldo, fa rivivere il rito dell'unzione del corpo descritta nelle antiche scritture. Quando la preparazione all'amore era scrupolosa e magica.
Myrrhae è più discreto, un profumo secco che si sviluppa nel sottofondo, come un tappeto di corteccia si miscela al profumo di ciò che verrà messo sopra, donando un sentore di bosco ombroso.
Ambraliquida è molto profumato, persistente, prevaricante. Caldo, resinoso e stordente. Buonissimo.
Myrrhae è più discreto, un profumo secco che si sviluppa nel sottofondo, come un tappeto di corteccia si miscela al profumo di ciò che verrà messo sopra, donando un sentore di bosco ombroso.
Di entrambe le profumazioni esiste tutta la linea bagno, ma quelle che più sono interessanti sono le creme corpo, altamente nutrienti e sontuose. La crema corpo Myrrhae contiene mica polverizzata che dona alla pelle una luminescenza stellata, perfetta in estate o per chi si sente brillare e vuole mostrarlo...
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