Quando cambi strada obblighi il tuo cervello a riconsiderare tutto. C'è un periodo di ricomposizione mentale per costruire le mappe da seguire in automatico.
Tutto questo lavorio è linfa nuova per la mente. Nuove prospettive. O meglio un nuovo modo di vedere la solita cosa.
Cosa è successo? E successo che la mente, che è sempre alla ricerca di soluzioni, ha riconsiderato anche la situazione psichica di disagio. Ha visto cose nuove e ha valutato con un punto di vista differente quelle abituali.
Lasciando che la tensione della concentrazione per risolvere una cosa pratica, prendesse il posto della tensione emotiva ho lasciato che l'emotività sbollisse. Privata dal ribollio emotivo, la sofferenza diventa più gestibile. Finché arriva un giorno, dopo essere implosa per sette mesi ma questa è un'altra storia, finché arriva un giorno che dici che bello quell'albero...la corteccia nera e lucida di pioggia, piccoli germogli di tenerissimo verde appena spuntati solo sulle punte dei rami...ti fermi e lo fotografi, la foto viene uno schifo perché piove e sei su una curva da cui può arrivare veloce qualsiasi cosa che ponga fine alla tua vita, ma l'albero è bellissimo, vivo! Ne senti l'energia che sale dalle radici e scorre nei rami svettanti.
E ti rendi conto che non avresti potuto vederlo se quel giorno, in cui ho lasciato penetrare la luce nel buio per un attimo, non avessi deciso di cambiare strada.
Non avresti potuto vedere con occhi guariti, quello che la vita ti pone davanti.







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