
sabato 6 agosto 2011
Il grattacielo in costruzione

venerdì 5 agosto 2011
La domanda per uscire dalla pozzanghera

Venerdì 5 agosto 2011 - Stò annaspando in una pozzanghera ma non riesco ad uscirne. Dentro di me si forma il pensiero che facendo la giusta domanda alla giusta persona potrò ritornare eretta e la pozzanghera tornerà ad arrivarmi solo alle suole delle scarpe. Allungo il braccio, la mano che afferra l'aria in cerca di aiuto. Per un momento ho visto a chi devo fare la domanda. Mi sveglio in carenza d'ossigeno.
posted from Bloggeroid
giovedì 7 luglio 2011
Adrenaline Car I
Oggi mi sono ritrovata a guidare la mia vecchia auto, la prima Adrenaline Car, quella che si spegne anche mentre sta andando... All'inizio e' stata dura, in confronto alla mia macchina, questa sembra un giocattolino...e' tutto piu' piccolo e poi sei seduto in uno spazio non contenuto, c'e' il vuoto la dove invece c'e' il tunnel che ti incunea alla guida. Adrenaline Car I e' pazza. Scalpita quando davanti si trova qualche nonna abelarda che guida a 60 all'ora ostacolandola. Si impenna e a me tocca tenere tutto quello che c'e' sul sedile del navigatore che se no rotola a terra... Poi ti permette di entrare in sintonia, l'orecchio teso riconosce l'assenza del motore e la mano rimette in moto, nessuno si e' accorto. Sugli stop in salita, giu' per i tornanti, entrando nelle rotonde e' tutto un sincronismo di frizione, accelleratore per tenerla su di giri e freno a mano a diverse angolazioni per simulare il tocco del freno a pedale. E' bella Adrenaline Car I, e' bella perche' non rispetta nessuna regola. Spintona, passa con il rosso, suona selvaggia il clackson a chi si intromette sulla sua strada, e' fatta per sfrecciare libera lei! Stasera tornando mi sono fermata a lavarla, chi la usa adesso non lo fa da parecchio tempo. La macchina ovviamente si spegne tre volte per arrivare alla postazione di lavaggio ma... mentre la massaggio con l'acqua saponata e poi la risciacquo sento qualcosa. Il motore e' spento, avvicino di piu' l'orecchio e sento rumore di fusa. Grazie mia piccola macchina, mi hai trasportato per tanti anni e solo quando sei stata vecchia ti sei permessa qualche acciacco. Le bizze! E anche cosi mi hai donato sensazioni di liberta'. Come oggi, tutte e due vestite di nero audace, indomite abbiamo sfrecciato senza curarci degli altri. Solo noi due. E' stato bello!
lunedì 27 giugno 2011
Coltivare le Dee - Artemide
Capire, in maniera viscerale, quello che si è. Avere una epifania sul risultato più vicino alla completezza di quello che saremo. E ci si puo' arrivare avendo chiaro cosa si è stati, limiti e forze, e richiamando a galla quelle forze che ci sono state utili in passato. Io so che a questo punto della mia vita devo richiamare ad essere più presente in me Artemide. Ho bisogno della sua concentrazione e mira infallibile, della tensione verso l'obiettivo e della sua determinazione e capacità a non farsi distrarre. Di Artemide devo recuperare anche quella passionalità che in Athena manca. Entrambe queste dee sono state fortemente determinanti nella mia infanzia e adolescenza. Poi l'archetipo Artemide...si è perso...si è rintanato in fondo in fondo, invisibile. Ma la dea della caccia è sempre presente. Proprio come la dea aveva la capacità di scomparire improvvisamente e riapparire così è bastato quel sabato di lettera e studio (tipico approccio Athena) a farla riapparire in me. Il giorno dopo, se ne è stata buona buona, silenziosa, per quasi tutto il tempo di una gita in montagna. Ma il contatto con la natura, la dimensione aerea del viaggio, sono alimento per la dea. E poi SBAM!
Davanti ad un torrente dove tutti erano stesi a prendere il sole, io ho recuperato il mio costume dalla borsa della piscina che ho sempre nel baule della macchina e velocemente mi sono cambiata. Sono entrata nell'acqua freddissima, sotto lo sguardo attonito di tutti. Un tuffo e per un attimo sono MORTA. Niente più aria in me, nessuna funzione atta a respirare. Tutto fermo. Con la bocca spalancata, in assenza di respiro, ho nuotato verso la riva. Anzi no, il mio corpo è stato nuotato verso la riva, perché io di certo non ne avevo la percezione ne tantomeno il controllo. Per tre volte ho ripetuto questa piccola morte, morendo sempre un po' di meno.
Dopo questi shock me ne sono stata immersa, nuotando tranquilla, completamente unita all'acqua del torrente. Ho sentito rinascere in me Artemide e ho capito che non mi aveva mai lasciato. Invisibile ha sempre palesato la sua forte presenza in me, quando guido godendo della macchina e della velocità, quando determino la mia vita in maniera audace e improvvisa, seguendo solo l'impulso, quando mi incapriccio e agisco per togliermi immediatamente il capriccio. Quando in solitudine non mi sento sola.
Adesso so che è stata sempre in me. Forte. E ho iniziato il processo di risveglio. Lei mi aiuterà a partorire me stessa.
Come Signora degli animali, era per i Greci l'invisibile guardiana degli animali selvatici, colei che uccideva con le sue frecce acuminate chiunque desse la caccia a bestie gravide o a cuccioli. Un altro istinto su cui vegliava era quello della riproduzione, nelle sue manifestazioni del sesso e del parto; essa seguitò a essere la protettrice delle partorienti anche nella leggenda più tarda; quando la sua importanza come dea era ormai oscurata da quella degli dei maschi, il mito descriveva ancora Artemide come la gemella (nata prima) del sole (che in origine non era considerato suo fratello), la quale avrebbe fatto da levatrice durante la nascita di quest'ultimo. Artemide era la forza della creazione, colei che le madri greche invocavano quando le doglie del parto avevano inizio, trovando un sollievo nella credenza che essa le assistesse durante il travaglio così come faceva per qualsiasi femmina animale in procinto di partorire.
Ella rientra nella categoria delle Dee vergini che, a differenza di altre, non fu mai rapita o abusata e rappresenta un senso di integrità, di completezza, il cui valore non dipende da "con chi" essa sta, ma da ciò che essa "è" e "sa fare".
La sua abilità di arciera fa di lei l'archetipo di un femminile che si pone un obiettivo e senza indugi lo raggiunge, dunque rappresenta la capacità di realizzare i propri progetti, una volta messi a fuoco.
Per quanto competitiva, Artemide non vede nelle altre donne delle rivali, bensì delle sorelle. Infatti corre per i luoghi selvaggi sempre accompagnata dalle sue ninfe, divinità minori dei boschi, delle montagne e dei ruscelli. Per altro si arrabbia tantissimo e si attiva per difendere le altre donne, quando queste sono in pericolo. Si tratta dunque di un femminile che prova un senso di solidarietà con le altre donne, la cui compagnia considera irrinunciabile e i cui diritti difende a spada tratta. Per questa ragione è stata presa quale simbolo da molti movimenti femministi.
Nei confronti degli uomini ha un atteggiamento cameratesco, ma senz'altro non cade preda di innamoramenti e fascinazioni. Il gemello Apollo, dio del sole, può essere visto come la sua controparte maschile: lui il sole, lei la luna.
Il suo amore per la natura selvaggia, per i luoghi incontaminati e gli animali liberi fanno di lei anche un modello di donna ecologista, impegnata nella lotta per la salvaguardia dell'ambiente.
Viene infatti anche rappresentata come Dea dalle cento mammelle, rappresentazione dell'Artemide Efesia.
sabato 25 giugno 2011
Adrenaline Car II
Prima avevo una macchina che anche in moto poteva spegnersi improvvisamente, l'avevo soprannominata Adrenaline Car, non tanto per me, che mi accorgevo dell'assenza del motore e riavviavo ancora in movimento, ma per chi era a bordo con me... una bella sferzata di adrenalina soprattutto quando uscivi da uno stop in salita per immetterti in strade di grande percorrenza...
Adesso ho una macchina decappottabile che mi fa sentire la morsa ai reni quando accellero.
Ecco ci sono delle giornate di sole, come oggi, che non hai voglia di tornare a casa, ancora meno del solito, e allora giro prima della curva che porta al cancello e al garage e prendo la superstrada. Tutte e due, io e la mia macchina, siamo felici. Musica alta, vento nei capelli, sole tiepido sulla nostra pelle. Sorrido. E penso a chi gode delle stesse sensazioni andando in moto...
E' una ricerca di emozioni quello che accomuna chi gode di queste piccole cose.
La macchina risponde bene, legnosa e docile allo stesso tempo. Quando imbocco la corsia di accellerazione sento l'ombelico che si va a schiacciare contro la spina dorsale, gli addominali contratti, le spalle rilassate. E sento che lei è la mia estensione animale. Scintilla ad ogni raggio di sole. E' metallo liquido. E non ne ha mai abbastanza. Come me.
venerdì 24 giugno 2011
Il Grumo - parte II
lunedì 20 giugno 2011
The Shaper - il Modellatore
Già un'altra volta è successo che un personaggio del mio inconscio abbia varcato il confine e si sia palesato nella realtà. Il Giardiniere/Stilista compare a tratti nei miei sogni, quando sono in un certo stato d'animo. Ha sempre sembianze di maschio latino, viso squadrato, labbra carnose, occhi profondi, capelli scuri. Il Giardiniere si è palesato in un modo molto particolare. L'ho cercato io. Ma quasi subito ho avuto la certezza che fosse lui, per un certo modo di prendere in mano la situazione, dominarmi con polso ma autorevolezza e comprensione. E' Morfeo il Modellatore. L'ultima fase che mi mancava per completare questo tratto di percorso. Così come aiuta a crescere, concima, lega ai tutori i rami deboli, pota i rami secchi, sotto forma di Giardiniere, così come ha tagliato su misura per me nuove vesti che si adattassero e valorizzassere il mio corpo, adesso interviene sulla mia forma mentale. Il suo eloquio è carezzevole ma non ammette tentennamenti. Ed è ciò di cui ho bisogno.
venerdì 17 giugno 2011
In Immersione
...in oscillazione continua
...in immersione
...sommersa
...in occultamento
...occultata...
e a volte invece mi sento solo un involucro.
Non so cosa è meglio.
giovedì 16 giugno 2011
Come Baciare
Ho trovato questo trattatino non ricordo più dove, ogni volta che lo rileggo smuove in me qualcosa di fresco e tenero.
Le persone si baciano, anche se nemmeno una su un milione sa come ottenere la felicità di un paio di labbra più di quanto sappia cavare diamanti dal carbone... Prima di tutto scegliete chi state per baciare: non saltate su come un pupazzo a molla per baciare la prima donna che passa sul collo, sull'orecchio, sull'angolo della fronte o sulla punta del naso... l'uomo dovrebbe essere rasato di fresco, l'occhio gentile, la bocca espressiva. Non baciate chiunque, non sedetevi per farlo, rimanete in piedi...Prendete con la vostra mano destra la sinistra della signora, mettete la mano sinistra delicatamente sulla spalla di lei e lasciatela scendere sul lato destro. Non abbiate fretta... avvicinatela gentilmente, amorevolmente al vostro cuore. La sua testa si abbasserà fino ad appoggiarsi sulla vostra spalla. Ora procedete con calma. La sua mano sinistra è nella vostra destra, deve sentirla, perciò non stringete troppo forte, solo una presa delicata, carica di elettricità, sentimento e rispetto. La sua testa è appoggiata sulla vostra spalla: siete cuore a cuore. Guardatela negli occhi socchiusi; uno sguardo tenero ma virile; stringetela al petto. Rimanete saldi in piedi, siate coraggiosi, ma senza fretta. Le sue labbra sono quasi aperte, piegate la testa, ma non il corpo, leggermente in avanti; prendete la mira; le bocche si uniscono, gli occhi si chiudono, il cuore si apre; l'anima dimentica le tempeste, i problemi e i dolori di ogni giorno (mantenete la calma) il paradiso è davanti a voi, il mondo passa sotto i vostri piedi come una meteora che attraversa il cielo stellato (non abbiate timore). Nessun trambusto, nessun frastuono, nessuna agitazione incontrollata come quella dei vermi sull'amo. Baciare non fa male, e non richiede nessuna autorizzazione dello Stato.(C.C. Bombaugh, The Literature of Kissing, J.B.Lippincott & Co, 1876)
lunedì 13 giugno 2011
Athena, la Tessitrice

lunedì 30 maggio 2011
La Casa sul Fiume, il Topo, il Gatto e Filippo
mercoledì 25 maggio 2011
Parlare all'Emisfero Destro
Se l'emisfero sinistro del cervello capisce le istruzioni verbali, le liste delle cose da fare, l'analisi, l'emisfero destro invece funziona per immagini, "vede" la sintesi, è per cosi dire il cervello del corpo, della fisicità.
Il linguaggio per l'emisfero destro ha delle caratteristiche precise. Esso ha una struttura che non prende in considerazione gli aspetti analitici; è un linguaggio fatto per immagini e per questo evocativo.
Watzlawick parla per questo di un linguaggio terapeutico. Questo linguaggio fa parte di tutta quella serie di tecniche comunicative usate nell'approccio strategico. Già Erikson utilizzava questo tipo di linguaggio, utile nel cambiamento della struttura del problema dei pazienti. Le forme linguistiche sono quelle dell'induzione ipnotica, il linguaggio evocativo-persuasivo è rappresentato in modo eccellente dagli innumerevoli esempi tratti dalle sue terapie.
Queste forme linguistiche, proprie dell'emisfero destro sono: il linguaggio dei sogni, il linguaggio immaginativo, il linguaggio persuasivo, gli aforismi, gli aneddoti, le metafore, le prescrizioni comportamentali ecc.
La comunicazione presa in considerazione è quella evocativa, in grado, attraverso un linguaggio opportuno, di suscitare nel paziente specifiche immagini. Erickson, come detto in precedenza, utilizzava spesso questa forma di linguaggio. Alle domande dei pazienti sul perchè dei loro problemi, molto spesso rispondeva raccontando storie. Oppur molto efficacemente, per abbassare le resistenze individuali utilizzava un tipo di comunicazione estremamente efficace, per esempio in uno stralcio di induzione di trance vediamo molto bene di cosa si tratta (Erickson): "e quel fermacarte; lo schedario; il suo piede sul tappeto; la luce sul soffitto; le tende; la sua mano destra sul bracciolo della sedia; i quadri sulla parete; la messa a fuoco dei suoi occhi che cambia mentre si guarda attorno; l'interesse per il titolo del libro; la tensione che c'è nelle sue spalle; la sensazione che le viene dalla posizione sulla sedia; i rumori e i pensieri che disturbano; il peso delle mani e dei piedi; il peso dei problemi; il peso del tavolo; la vaschetta degli oggetti di cancelleria; le schede di molti pazienti; i fenomeni della vita; della malattia; dell' emozione; del comportamento fisico e mentale; il senso di riposo e rilassamento...".
Lo scorrere monotono delle parole è apparentemente senza senso, in realtà alcune frasi e parole sono poste in modo da indurre la trance, questa procedura si chiama 'tecnica di disseminazione' (interspersal technique); in un discorso apparentemente privo di senso vi è un'immagine nascosta, una gestalt con un significato ben preciso che accede direttamente all'emisfero destro.Parlare all'Emisfero Destro quindi permette una induzione di comportamento basato sulla visualizzazione e di conseguenza più incisiva, perchè agisce su radici profonde, agisce sull'istinto.
Immaginare come se fosse già accaduto cio' che si desidera E' per il l'emisfero destro del cervello già acquisito.
L'Emisfero Destro non conosce il tempo, è solo qui ed ora. Non conosce Se e Ma, è solo Fai.
Istinto e Fai.
lunedì 16 maggio 2011
La Penna, la Carta
Le labbra scrivono parole solo per l'altro e le appoggiano sulla sua pelle, sugli occhi, sulla bocca.
La Carta dove si tracciano i segni del desiderio. Come la carta aspettare che arrivi una penna a riscrivermi. E da foglio bianco, vergine, essere riempita di tracce nuove.
Riprovare quella sensazione di essere solo in due nella bolla e godere del momento.
martedì 10 maggio 2011
La Serotonina e' un Cavallo Nero che Ti Guarda da un Cancello
Oggi ho deciso di farmi aiutare, di nuovo. Non e' facile per me, che sono abituata alla solitudine e cerco sempre, fino allo stremo delle forze di risolvere i miei problemi da sola. Senza intrusioni. Ho fatto bene. Ho ricevuto il segno che me lo conferma.
L'ho visto tornando. Dietro il cancello di una villa, affacciato a guardarmi, c'era un cavallo. E' il cavallo che spesso ho visto la sera, lo guardavo e pensavo "ecco allora la giornata e' andata bene". Era li, pronto ad aspettarmi, passo con la macchina, rallento e lui mi segue con lo sguardo... E' uno sguardo profondo, indagatore ma libero. Quel cavallo sono io. Il cancello che ci divide e' un cancello pronto a spalancarsi su prati verdi dove poter correre senza ostacoli.
sabato 7 maggio 2011
Tatuaggi
Stamattina mi sono svegliata con l'urgenza di rendere reale il tatuaggio a cui sto pensando da un paio di mesi... Senza appuntamento, senza essere mai esistita nella mente del tatuatore, mai visto un negozio di tatuaggi italiano prima d'ora, parto. Il primo da cui vado e' chiuso, una convention a Roma. Scapotto la convertibile e cambio strada...penso, intensamente, al tatuggio che voglio, al significato che ha per me, e al perche' vorrei che fosse oggi il giorno... Vado al secondo indirizzo: aprono alle 12. Ho ancora due ore, vado a fare la spesa... Arrivo puntuale all'apertura del negozio. Chiedo e mi sento rispondere che di sabato e' impossibile che ci sia un buco e il primo appuntamento libero e' fra quasi un mese. Il tatuaggio che voglio io richiede solo mezz'ora di tempo... "se mi siedo qui e aspetto, magari qualcuno non viene...intanto sfoglio questi caratteri calligrafici"... La tatuatrice esce, chiede se sono arrivati i due che volevano assolutamente farsi fare il tatuaggio da lei, "non sono ancora arrivati - le risponde l'altra - ma se vuoi la ragazza sa gia' cosa vuole fare" "vieni". Seguo Kriszta, e osservo il diamante che ha tatuato sulla gola mentre lei osserva il tatuaggio che voglio farmi fare... "Mi piace, e' scritta ma sembra anche disegno a prima occhiata..." "Si". La frase le piace, "su polso ti fara' piu' male - mi avverte" il dolore e' assolutamente sopportabile, e' il giusto dolore che deve esserci quando fai una cosa che ti cambia. Esco dopo aver guardato con lei foto di libellule che volano o appoggiate su un ramo. Sono foto vere, di animali reali nella natura, ne abbiamo scelte un po' che piacevano a tutte e due con l'accordo che disegnera' una libellula per me. Alla ragazza che mi aveva accolto mostro i tatuaggi che ho fatto, "sai che e' quasi incredibile che mi avevi chiesto se potevi farli subito e si e' liberato un posto giusto per te..." "Mi capita a volte - le dico - desidero cosi fortemente una cosa che per me ha un significato speciale, che gli eventi si spostano per farmela ottenere... Non lo faccio con tutto, solo con le cose che hanno un significato particolare per me. Stamattina ho detto deve essere oggi. E cosi e' stato. Grazie a tutte e due!" I miei tatuaggi sono solo due scritte, ma sono importanti per me. Mi ricordano una persona e quanto e' stata determinante nelle scelte che sto rendendo reali a questo punto della mia vita. Quello che mi ha portato ad essere come sono e che me lo ha fatto incontrare, grazie a questo ho capito che dovevo fare l'ultimo pezzo del percorso, e diventare libera. Mi ha insegnato l'amore, anche se forse non credeva di farlo, e io per questo non la dimentichero' mai.
martedì 3 maggio 2011
Conosci il Tuo Nemico
lunedì 2 maggio 2011
La bestia a due schiene
venerdì 29 aprile 2011
Se non sei disposto a rischiare non saprai mai cosa la vita ha destinato per te.
Quando ho comunicato che sarei andata a Milano per raggiungerla e passare tutto il giorno con lei, la mia decisione ha suscitato perplessità, timore... "...e se è un pedofilo?" mi veniva posta questa domanda...
La sera prima di incontrarci ho mandato un sms alla mia "amica" mai vista ne sentita dicendole delle paure che avevo sollevato negli altri con il mio gesto sconsiderato, la sua risposta è stata "Se anche io fossi un pedofilo, TU non sei una bambina".
Domani (cioè stasera visto che sono già quasi le tre di notte) mi fionderò appena uscita da lavoro per incontrarla e cenare insieme, e sabato passerò tutto il giorno con lei. Stabiliremo ancora una volta un record di chiacchiere ininterrotte, un flusso di confidenze che ci ha accomunato e assorellato fin da subito.
E' l'affinità elettiva. Quella sintonia che si crea immediatamente solo con alcune persone. Anche a distanza.
Anche se non le hai mai viste prima.
La mia sconsideratezza, la decisione di seguire solo il mio istinto mi ha fatto conoscere una persona speciale. Speciale per Me. E io per Lei.
Due mesi fa ho seguito di nuovo l'impulso del mio istinto. Avrei potuto incontrare un serial killer e sparire nel nulla...
Il mio istinto mi diceva che sarebbe stato un incontro incredibile.
Incredibile perchè se dovessi raccontarlo nessuno ci crederebbe. Per me è stato Sconvolgente.
venerdì 15 aprile 2011
Emicrania classica
L'aura nell'emicranico classico si presenta soprattutto come alterazione della vista: come lampi, opacità di una parte del campo visivo, flash scintillanti della durata di pochi minuti.
Altre alterazioni possono essere rumori uditivi, percezioni di odori sgradevoli, formicolii o senso di anestesia agli angoli della bocca o della lingua. Dopo questi disturbi una percentuale non definibile di persone soffre di un mal di testa del tutto simile a quello descritto nell'emicrania comune di durata però limitata ( circa 12 ore ) ma di maggiore intensità. Tuttavia non tutte le persone che presentano emicrania classica patiscono sempre di mal di testa: vi sono infatti casi in cui la manifestazione della malattia è distinta più dall'aura che dal dolore. In quest'ultima circostanza le alterazioni percettive possono comunque essere estremamente invalidanti, soprattutto dal punto di vista psicologico, per la loro imprevedibilità e variabilità temporale. Poiché è di frequente riscontro in chi soffre di mal testa la difficoltà nel proprio stile di vita di "abbandonarsi", di "lasciarsi andare", di "perdere la testa"... ecco allora che l'emicrania sembra rivelare simbolicamente una lotta interiore tra il mondo del capo, il mondo della ragione, con il mondo delle emozioni e degli istinti.
A sostegno di questa teoria starebbe il fatto che in molte occasioni la maggior parte degli emicranici è "sul chi vive", pensa molto e non ama la spensieratezza, ha uno stile corporeo di movimento e un linguaggio verbale tutto improntato al controllo di qualsiasi situazione. Infatti da studi sulla personalità queste persone sembrano non amare gli imprevisti e gli incontri inattesi, tendono a programmare tutto e spesso sono pronte a farsi carico di grandi responsabilità anche a discapito della loro serenità emotiva.
lunedì 4 aprile 2011
Al Telefono...
sabato 2 aprile 2011
Uscire, stare dentro.
domenica 6 marzo 2011
Nutrire i Cinque Sensi
Incapaci di ricevere, incapaci di donare...
Chi non guarda e non si pone in modo di essere guardato, chi non ascolta e non proferisce parole meritevoli di essere ascoltate, chi non assapora, annusa la vita e non si cura di ciò che sa e di come odora, chi non sa come usare le braccia, le mani, il corpo tutto per far sentire amato, nutrito affettivamente, desiderato l'altro, non riconosce all'altro che esiste. Tutto concentrato in se stesso non si rende conto di essere lui stesso la causa della sua solitudine.
Ecco perchè ciò che non viene usato smette di funzionare, perchè è l'unico modo che la mente sa adottare per non soffrire. Eliminando lo stimolo, elimina la spiacevole sensazione di carenza non colmabile.
Insensibili, indifferenti, non stimolanti, traccheggiando passivamente verso la fine della vita. Non rendendosi conto di non stare già più vivendo da un pezzo.
Ciò che non viene usato, smette di funzionare... l'unica consolazione è che neanche ce ne si accorge...
... e chi invece sente la mancanza? E' ancora in tempo per nutrire ed essere nutrito, con tutto sé stesso.
Perchè funziona ed è vivo!
giovedì 24 febbraio 2011
La rana
giovedì 17 febbraio 2011
Occhi
Paola ha occhi vibranti, in continuo movimento hanno il colore degli occhi dei cervidi. Ti guarda dal profondo della foresta brumosa, e non capisci mai fino in fondo il suo pensiero. Un battito di ciglia ed è già sparita.
Lucia ha occhi che brillano come stelle luminose in fondo al nero di un pozzo. Spalancati sulla vita, colgono sfumature sfuggevoli a tutti gli altri. Quando mi guarda so che vede dentro di me.
L'Allievo Maestro ha gli occhi cangianti. C'è un momento, appena prima che succeda, in cui sono scuri, morbidi e profondi, della pastosità opaca del cioccolato fondente. Poi all'improvviso mutano aspetto e diventano come lucidi specchi. Come due pozzanghere sull'asfalto, improvvisamente illuminate da un raggio di sole, scintillano ad ogni spostamento di prospettiva. Diventano liquidi, metallici, guizzanti. Due pesci argentati che nuotano appena sotto la superficie del mare. E sorridono.
Ho visto una sola volta gli occhi del Mago da vicino. Così vicino che le sue ciglia mi spolveravano le guance. Il Mago ha occhi che brillano nel buio, ne escono filamenti dorati che ti raggiungono fin dentro l'anima. E ti cambiano per sempre. Chi mi ha guardato, dopo, ha visto le stelle nei miei occhi.
Il Maestro d'Armi ha occhi neri e penetranti come carbone affilato. Sono occhi intensi come i miei. Difficile indovinarne il picco, ma vedi che c'è. Ti trafigge e poi ti lascia lì, in sospeso. Tocca a te imparare. Lottare e combattere. O scomparire.
Attraverso il loro occhi ho visto me stessa, e ho capito cosa posso essere, cosa voglio essere. Ho capito che mi mancava essere guardata. Ho capito che non guardavo. E che non voglio più essere cieca.
P.S. La foto si intitola Ninja Eye, tutto un programma...
sabato 12 febbraio 2011
In Assenza di Amigdala
Qualcuno ha detto che per rimanere giovani bisogna avere una mente porca. Mi sa che ha ragione.








































