mercoledì 25 febbraio 2009

La Caviglia e la Libertà

A due anni di distanza, sempre intorno al mio compleanno, mi sono distorta di nuovo la caviglia.
Le caviglie per la precisione, tutte e due. Scendendo le scale hanno letteralmente ceduto, e quella che l'altra volta mi aveva bloccato per 3 settimane ha avuto ovviamente la peggio.
A due anni di distanza, dopo una presa di coscienza e un enorme cambiamento nel primo anno, mi sono riseduta, e il secondo anno stava passando sciabordando.
Ecco allora il secondo avvertimento.

La caviglia è la libertà. La caviglia è la femminilità. La caviglia è il vedere oltre. La caviglia è andare con passo sicuro.

Tutte cose su cui ho riflettuto ma delle quali non ho fatto niente.

E così il mio corpo mi ha ricordato, molto efficacemente, cosa vuol dire essere schiavi, stare con la catena alla caviglia. Veramente. E mi ha dato un'altra possibilità.

Cosa ho intenzione di fare? Come sfrutterò questa seconda chance?

lunedì 23 febbraio 2009

La Finta Addormentata



Proprio l'altra sera parlavo di emisfero destro ed emisfero sinistro e della mia teoria sul cannoncino e il bignè.

Domenica 22 Febbraio 2009 - Sono in piscina. Ci sono due vasche gemelle, in quella di sinistra stanno due bambine identiche vestite con costumi svolazzanti hanno la faccia dipinta con vernice d'oro, i capelli biondi raccolti in morbidi boccoli. Mangiano pasticcini prendendoli da un vassoio al bordo della vasca. L'istruttrice le sgrida e loro tra gridolini e risa continuano a provare la loro danza. Nella vasca di destra c'è un corso di nuoto. E' il compleanno di una ragazza bionda. Ha il viso incantevole ma è molto grassa. Beve champagne direttamente dalla bottiglia e ride sguaiata. Gli altri ballano, mangiano pasticcini e pizzette da bordo vasca e brindano con in mano calici di vino. La loro istruttrice pensa che è impossibile contenerli e quindi si unisce alla festa. Io vado a sdraiarmi su un lettino e mi addormento. Sento arrivare il Maestro, riconosco il suo passo, i rumori che fa spostando gli attrezzi. Si avvicina a me e io fingo di continuare a dormire, il braccio mollemente abbandonato sopra la testa e oltre il bordo del lettino. Il Maestro si è fermato proprio dietro di me, prende il mio braccio tra le mani e lo muove, fa girare la mano studiandone l'articolazione, cerca di svegliarmi toccandomi leggermente la spalla ma io fingo ancora di dormire. Allora afferra il mio braccio e lo strattona, un colpo secco. Il dolore mi toglie dal mio stato di finta addormentata. Il Maestro si sta dirigendo verso la vasca di destra, fa uscire tutti quanti interrompendo le gozzoviglie. Deve iniziare la lezione. Sono in acqua ora, mi arriva alle ginocchia e non riesco a saltare. Con gli occhi fissi sul Maestro per non perdermi l'esercizio, mi sposto verso l'acqua più alta. Mi sveglio.

I miei due emisferi cerebrali si sono dati alla pazza gioia, disubbidiscono e festeggiano sguaiatamente. Di nuovo è arrivato il Maestro Onirico ha rimettermi in riga. Lui si occupa della vasca destra, dell'emisfero destro, perché è quello preposto al corpo ed essendo un Maestro di ginnastica guarda il corpo. L'istruttrice delle due bambine dalla faccia dipinta riesce a malapena a farsi ubbidire. L'istruttrice sono io. E anche le due bambine con il volto coperto sono sempre io. Ho dei problemi a darmi delle regole e a seguirle. Ho dei problemi a rivelare me stessa. Indosso una maschera.
Io sono anche l'istruttrice del corso di nuoto che si tiene nella vasca/emisfero destro. Una istruttrice che non riuscendo a tenere a bada gli allievi, si aggrega al festino. Anche la ragazza grassa dal viso incantevole sono sempre io. Invece di nuotare, di imparare a nuotare, mangio.
Perché succede tutto questo? Perché sto dormendo. E quando avrei la possibilità di agire, preferisco far finta di dormire.
Ci vuole il Maestro Onirico per riportarmi dentro nell'acqua e per scuotermi. I suoi modi sono prima dolci e poi sbrigativi, ha capito che non deve lasciarmi adagiare. Devo rientrare nell'acqua, è un passo indietro rispetto a qualche sogno fa. E in più l
'acqua mi arriva alle ginocchia, indica che non sono più nello stato emozionale, ho perso lo slancio, la motivazione. Devo tenere gli occhi sul maestro, eseguire l'esercizio e ricominciare tutto da capo, immersa nell'acqua.
Devo ricominciare dall'emisfero destro.

mercoledì 18 febbraio 2009

Mini e Max

Mercoledì 18 Febbraio 2009 - Sono nella camera dei miei genitori, nella casa dove abitavo quando ero piccola. Sdraiata nel lettone, con me c'è un uomo che mi vuole violentare, si chiama Mini. Mi circuisce e corteggia e poi mi stupra. Mi parla del suo amico Max che arriverà dopo a fare la stessa cosa. Piango. Mini non mi piace, ma conosco Max ed è bello e ben fornito (a differenza di Mini) penso che se per avere Max devo passare da Mini forse vale la pena, ma che comunque resta uno stupro. Continuando a piangere mi sveglio.

Mini Mas è il nome di un fitoterapico per la pressione alta. Forse è il caso di farmela controllare e di cominciare a riprenderlo. L'altra volta aveva funzionato e la pressione era tornata normale.

Del resto del sogno, per ora, non voglio parlarne.

giovedì 12 febbraio 2009

La Testata di Dexter

Mercoledì 11 Febbraio 2009 - Ho un bambino nel sogno. Ha capelli neri riccioluti e enormi occhi verde azzurri. Mi chiede perché abbiamo fatto i regali solo a S. e io gli rispondo che quando è il compleanno di qualcuno i regali li riceve solo quella persona perché si festeggia il giorno in cui è nata, perché si è grati della sua esistenza. Mentre spiego queste cose, S. si intromette con commenti sgradevoli e spoetizzanti, allora lo porto in bagno e gli ricordo dell'accordo che abbiamo fatto, secondo il quale qualsiasi disaccordo non deve essere esplicitato davanti al bambino. Lui continua con lo stesso atteggiamento distruttivo, allora lo prendo per il collo e lo sollevo lungo la parete del bagno, sotto la doccia aperta. Poi lo rimetto giù e, con l'indice e il medio della mia mano, girata verso i miei occhi, gli dico "questi sono gli occhi del serpente, memorizzali bene, perché quando li vedi devi avere paura" poi abbasso le dita e gli dò una testata che lo scaraventa a terra, dove batte ulteriormente la testa sullo spigolo di un armadio. Nel sogno penso che non mi sono fatta poi così male, pensavo peggio. Mi sveglio.

Sto cercando di educare il mio bambino onirico. Non sopporto intrusioni e sono disposta a difendere la sua purezza anche attingendo al serpente che è dentro di me.

Colpisco con una testata chi mi ostacola e vuole distruggere il mio lavoro, e scopro che ferire non mi fa stare così male come temevo. Basta incutere il giusto timore e... usare la testa.

Con un colpo secco.

martedì 10 febbraio 2009

Stivali

Domenica 8 Febbraio 2008 - Porto stivali da Ussaro lunghi fino a metà coscia per andare a cena a Rapallo. Indosso un miniabito che sarebbe provvisto di calze dense ma io invece lo porto senza calze e senza cappotto. Sento la disapprovazione degli altri ma c'è un uomo importante con il cappotto che invece si interessa a me. Se a Milano non porto cappotto perchè lo dovrei portare qui che fa più caldo? In un negozio acquisto magliette con disegnati sopra dei teschi.
Al lavoro ho la scrivania affiancata a quella di Elisa, beve l'acqua dal mio stesso bicchiere, non so come comportarmi, ma non mi da fastidio. Mi sveglio.

lunedì 9 febbraio 2009

I Due Costumi

Martedì 3 Febbraio 2009 - La piscina è nel porticciolo della frazione di Riva sul Lago di Garda. Io di solito arrivo prima perché prendo l'autobus e gli orari sono quelli. Oggi sono in ritardo però. Ho la lezione di acquagym con il Maestro. E' una lezione solo per me, personale. Sono disorganizzata, devo portare in acqua un mucchietto di riso (crudo) e non so come fare, dove contenerlo. Lo avvolgo in un costume da uomo a pantaloncino, è bianco con un disegno di fiori tropicali bianchi bordati di rosso, ma il riso esce dai buchi delle gambe e dall'apertura davanti. Il Maestro mi fa fretta, anche se sta ridendo, mi chiede cos'è quel costume, a cosa mi serve visto che ne ho già uno indosso, io rispondo che è il secondo costume, quello che indosso sempre sopra il mio. Lui mi dice "non ne hai bisogno". Allora trovo una cuffia nella borsa della piscina e ci metto dentro il riso chiudendola con un nodo. Consegno l'involto a Lucia che è in acqua, sono entrata anche io nel frattempo, poi lo riprendo da lei e ci faccio un secondo nodo.

Improvvisamente sono tornata indietro nel tempo, aspetto l'orario di inizio della lezione, temporeggiando in un negozio che prima era una cartoleria libreria e ora è diventato un caffè. Cerco il bagno, anche se ci sono già stata qui, non trovo la porta. Poi la trovo ma è chiusa a chiave. La commessa mi apre il bagno anche se, dice, non potrei usarlo perché è solo per il personale addetto. Mi chiedo come può esserci un caffè che non ha il bagno per i clienti. Entro nel bagno ed è la stanza da letto dei miei genitori nella casa di quando ero piccola. Apro l'armadio, appesi agli ometti ci sono i miei costumi da bagno. Decido di indossarne subito due, così non farò aspettare il Maestro per cambiarmi. Come al solito ne indosso uno sopra l'altro. Mi guardo allo specchio e mi rendo conto che è strano ed inutile. Ne tolgo uno. Sono pronta. Invece di andare in autobus ho deciso di guidare la mia macchina, così non arriverò mai più in ritardo. Mi sveglio.
Il costume è quello che facciamo vedere agli altri, come ci comportiamo visti da fuori, i miei "costumi" sono doppi. Ne indosso sempre uno sopra l'altro. Il Maestro mi dice perché lo fai? "Non ne hai bisogno".


Non ho bisogno di nascondere il mio vero io. Sotto un costume da uomo, a pantaloncino.


I chicchi di riso rappresentano le esperienze fatte e la maturazione della personalità come compenso per le delusioni e le sofferenze subite.


Io porto i miei chicchi di riso in un contenitore inadatto, i pantaloncini da uomo, che rischiano di far cadere e perdere i chicchi dai buchi. Ancora una volta il Maestro mi prende in giro, evidenzia l'inefficacia di quel contenitore. Me ne devo liberare, non devo portarlo addosso e neanche contenerci la mia esperienza che va persa.

La cuffia simboleggia quello che avviene nella mente, che comportamento ci indicano i nostri pensieri. Indica anche il nostro adattamento sociale. Sembrerebbe un contenitore più adatto, io lo chiudo con ben due nodi.

Il nodo onirico evidenzia una situazione intricata e confusa che va chiarita.
E' anche simbolo di un legame, di una forza, una energia collegata ad un'altra energia. Con il nodo si può aprire o chiudere un passaggio, esso quindi è anche un limite oltre il quale non si può o non si vuole andare.


Tutta la maturazione, l'esperienza, le riflessioni vengono tenute chiuse dentro con un doppio nodo nella mia mente. Mi autolimito.


Il consiglio su come agire arriva alla fine del sogno:

con la libreria che è diventata un caffè. Un luogo contenitore di grande profondità ma anche di solitudine (si legge da soli) è diventato un luogo di incontro e socializzazione.

con il bagno per i soli addetti ai lavori (comparso anche nel sogno de Gli Uccelli, I Cani...) nel quale la commessa mi fa entrare comunque. Contravvenire alle regole assurde (un caffè senza bagno per i clienti è assurdo), osare di più, entrare.

con lo specchio della camera dei miei genitori, le due persone che mi hanno messo al mondo e che mi amano incondizionatamente. Guardandomi allo specchio capisco quanto è strano indossare un costume sopra l'altro. Quanto è inutile nascondere la propria vera personalità. Posticipando di vivere come vorremmo, coerenti e leali verso la nostra vera natura, e finendo per vivere una vita che non ci appartiene. Dipendendo dall'autobus, adeguandomi ad orari che mi costringono a "temporeggiare" o che mi fanno arrivare in ritardo, sulle cose della vita.


con la decisione infine di guidare la mia macchina (la mia vita) per non arrivare mai più in ritardo.

Perché ho perso fin troppo tempo.

lunedì 2 febbraio 2009

La Voce dei Sassi

Lunedì 2 Febbraio 2009 - Cammino per le strade di un paesino di mare, tipo isola greca, mi accodo ad una marcia, è una strada che mi rendo conto ho già fatto prima arrivando sempre fino ad un certo punto e non oltre. Voglio superare la gente in marcia, mi danno fastidio le loro voci anche se devo rendere atto, parlano sommessamente. Ma io voglio il silenzio. La strada è quella dei sassi, una striscia di sabbia in mezzo al mare. Mi porto a capo della coda ma c'è un uomo che non vuole che io stia davanti, non vuole lasciarmi passare. Gli dico che voglio stare da sola per poter sentire la voce dei sassi e allora mi lascia andare. Cammino veloce e incontro personaggi raccoglitori di sassi che ho già incontrato prima. Procedo oltre fino a dove quasi nessuno è arrivato. L'acqua si è alzata ma riesco ancora a camminare, sento sassi, coralli, conchiglie e sabbia sotto i miei piedi, proseguo. Appoggiandomi all'ultimo pilone mi assicuro lo zainetto sulle spalle, per non perderlo, fino ad ora mi ha seguito autonomamente. Sono quasi in mare aperto, ed ecco che cominciano ad arrivare imbarcazioni di legno, è un punto di transito, creano grosse onde, faccio fatica a rimanere sulla striscia di terra sott'acqua, la vedo e vedo i miei piedi che ci camminano sopra. L'acqua mi arriva al petto, le barche mi passano vicino, decido di togliermi dalla traiettoria nuotando per raggiungere un canotto con sopra mia zia Rosanna. Ci salgo, intenzionata a chiedere un passaggio fino a riva. Improvvisamente è diventato un veliero di legno, a bordo c'è unicamente una coppia che io so va al largo per provare scene d'amore tratte dai libri. Oggi sono indecisi tra Robin Hood e Lady Marian e Francesca da Rimini. Chiedo se possono accompagnarmi che poi li lascio soli. Sono seduta sul letto di legno, lenzuola candide e fresche, la brezza del mare che entra dalla porta che incornicia in un alone luminoso il ragazzo a torso nudo, la ragazza si avvicina e si mette sul letto, mi racconta le storie dei due libri chiedendomi consiglio, io le faccio un'analisi comparativa spiegandole i due diversi concetti di amore espressi dai racconti, intanto controllo che ci siano tutti i documenti per vidimare i libri. La ragazza ha i capelli lunghi e rossi, mi bacia sulla bocca e sulle mani, fa un cenno di intesa al ragazzo. Lui è asiatico, forse giapponese, ha i capelli neri tagliati scalati che arrivano alle spalle e un pizzetto tipo d'Artagnan, occhi seri e dolci, il torace glabro nervosamente muscoloso. E' minuto e gentile. Percepisco che vogliono provare qualcosa di nuovo, sento che lasceranno a me la decisione, se farlo solo con lei e lui stare a guardare o, se lo vorrò, far entrare anche lui. A loro andrà bene come deciderò io. Mi sveglio.

Il Sasso è ciò che non ha ancora assunto una forma in amore.
La Sabbia è amore, ci si distende per riscaldarsi, si modella in base alla forma del nostro corpo.
Il Corallo congiunge i tre regni, animale, minerale e vegetale e rappresenta l'amore
passionale.
La
Conchiglia incarna una personalità emotiva, facilmente vulnerabile e ipersensibile che si nasconde dietro una dura scorza esteriore. E' simbolo di un segreto da custodire. Rappresenta la femminilità, l'inconscio e l'immaginazione del sognatore.
Sentire una Voce in sogno indica un avvertimento. Le voci vengono udite per una reale necessità in un periodo di transizione nella propria esistenza.
Il Canotto compare in sogno per parlare di un aiuto necessario che giunge nel momento più opportuno. Indica un momento di transizione tra due fasi stabili della vita.

Il Veliero rappresenta la donna intelligente e intuitiva

Il
Letto simboleggia il centro della vita. E' simbolo di unione tra corpo e anima del sognatore. Un Letto in disordine designa una insoddisfazione sessuale. Una persona di sesso opposto nel proprio letto indica desideri sessuali incompresi e inappagati, vedersi nel letto o vedere una persona del proprio sesso nel letto è indizio di un malessere psichico, c'è qualcosa a cui non riusciamo ad adattarci. Quello che si trova nel letto annuncia qualcosa che non può più continuare nel contesto della vita attuale. L'oggetto rappresenta l'elemento nascosto della vostra esistenza.

Vedersi fare l'amore in sogno con una persona dello stesso sesso indica il superamento di una dualità interiore. La comparsa della forza che permette di accettare l'inaccettabile, il ritrovamento di un'armonia attraverso l'unione degli opposti.
Con il sesso opposto, desiderio di unione.


Il Libro concerne la vita del sognatore poiché lo informa e influenza il suo destino. E' una nuova forma di conoscenza, un nuovo orientamento del pensiero, una riconsiderazione dell'organizzazione della vita. Spesso fornisce una risposta a una domanda che il sognatore si pone nella vita da sveglio.


Finalmente sono riuscita ad andare A CAPO della CODA. Sono pronta ad andare oltre nel cammino introspettivo (Il Mare è l'Inconscio, la Strada è la Vita).
Finalmente ho una borsa/zaino che si muove da sola, e che devo portare addosso solo quando c'è ne bisogno. (Non intendo portare responsabilità sempre sulle mie spalle, solo quando è
necessario).
Nel tumulto delle navi troppo grosse che mi soverchiano (come le voci delle persone della marcia) trovo l'aiuto di cui ho bisogno (il canotto).

Il Veliero sono io, dentro di me la mia parte femminile e la mia parte maschile sono pronte ad iniziare una Nuova Cosa.

Questa Nuova Cosa non è la copia di una storia scritta da altri, ho tutti i documenti in regola per vidimare/certificare i libri ma non ne ho bisogno. Essi sono solo uno spunto. La vera storia, come andrà, la deciderò solo io.


La ragazza con i capelli rossi indica una natura sensuale e passionale. Mi bacia. Con lei ho già confidenza. E' l'Esotica Sconosciuta. La ragazza sono io.

Dopo il neonato, il bambino, il ragazzo handicappato, il ragazzo suicida, finalmente un ragazzo sviluppato (ha la barba) anche se ancora giovane (ha il petto non villoso, è minuto).

Questo ragazzo sono io. La mia parte maschile, attiva, tutta nuova e pronta. E' Asiatico quindi votato e abituato alla Spiritualità ed è Giapponese quindi anche pragmatico e volitivo.
Egli è un Osservatore Esterno ma è anche pronto a penetrare in me.
Tutti e due sono desiderosi di unirsi a me, ma aspettano che sia io a decidere come e quando.

Devo solo ricordare cosa stava dicendo la Voce dei Sassi.

venerdì 30 gennaio 2009

I 1000 modi del Maestro ovvero dell'Autodistruzione consapevole

Lunedì sera avevo voglia di sushi per via del sogno mattutino, invece sono andata a mangiare cose sfiziose ma assolutamente fuori dieta, consapevole di quello che stavo facendo. Ed ecco allora che è arrivata subito la bacchettata sulle mani. Il Maestro ha deciso di non farsi vedere, ma la sua presenza è stata dolorosamente tangibile...Martedì 27 Gennaio 2009 - Sono in uno scantinato/parcheggio sotterraneo vuoto. C'è solo una macchina guidata da un amico indefinito (il Maestro?), addossati ad una parete laterale, lontani parenti in posizione marginale, ci sono io con la mia gatta e ci sono ancora io in forma di giovane ragazzo munito di motorino. Inizia a fare degli otto passando tra i piloni del parcheggio. La macchina fa lo stesso. Stanno "carburando" per fare una gara. Il mio braccio destro è lunghissimo, si proietta in alto verso il soffitto per poi ricadere ad arco verso il motorino. Con il dito indice puntato sulla testa del ragazzo in sella al motorino, lo muovo in cerchi intorno a me.
Il ragazzo vuole suicidarsi e io lo so. Ad un certo punto il ragazzo dirige il motorino verso una rampa, io recupero la gatta e la tengo in braccio, il ragazzo sta puntando verso il muro di cemento nell'angolo dello scantinato. Sulla parete c'è un dipinto murale, vegetazione tropicale, verde blu violetto. Con il motorino a tutta velocità il ragazzo va a sbattere violentemente contro la parete, dalla testa si spande una macchia di sangue che muta il dipinto aggiungendo un enorme fiore rosso arancio, il ragazzo si rialza, barcollando scende dalla rampa, si toglie il casco e beve acqua da una bottiglietta, gli altri accorrono, io rimango immobile a guardare la scena, con in braccio la gatta, mi domando se morirà o sopravviverà. Mi sveglio.In questo sogno, è lampante, mi sto prendendo in giro ( il ragazzo/me gira intorno a me stessa guidato dal mio stesso dito).

Nella corsa verso l'autodistruzione consapevole e programmata ho ancora un barlume di autoconservazione (la gatta, l'acqua).

Se la risposta è nel fiore di sangue e cervello che modifica il dipinto, allora la domanda qual'è?

La domanda del mio corpo è il riempimento di amore, la domanda della mia mente è il dissetarsi con l'espressione artistica.

giovedì 29 gennaio 2009

Sushi point

Lunedì 26 Gennaio 2009 - Cammino per le strade di una cittadella, i pavimenti antichi a lastroni di marmo, è la cittadina oltre la piscina. Improvvisamente sono alla guida della mia macchina, ora la pavimentazione delle strade è in porfido. Dietro una curva arrivo ad un giardinetto pubblico, e lì c'è un sushi point - trattoria. Finalmente un posto dove potrò andare a mangiare nella pausa pranzo, che costa poco e che ha cibo sano e che a me piace tanto. Pesce crudo. Mi sveglio con la sensazione che questo posto esista davvero, devo solo cercarlo meglio.

mercoledì 28 gennaio 2009

Senza capo ne coda

Ancora riflessioni a ruota libera sul sogno di Domenica 11 Gennaio 2009 (Gli Uccelli, i Cani, le Tigrighepardo e i Vermiserpenti)

Uccidere in sogno significa lasciare uscire i contenuti repressi.
I vermi simboleggiano la rinascita.
Il serpente simboleggia i contenuti dell'inconscio che finalmente vengono portati allo stato di consapevolezza.
Io per mezzo dei cani e delle tigrighepardo uccido i serpenti mozzandogli testa e coda.
La testa è la razionalità, la coda il sesso, l'istinto

... senza ne capo ne coda...

Le mie due nature, cani e tigrighepardo, uccidono i significati inconsci venuti allo scoperto, rendendoli senza ne capo ne coda, cercando di renderli indecifrabili.

Le mie due nature lo fanno per proteggermi.

Ma io so che i serpenti sono sempre stati nell'armadietto, liberi di entrare e uscire non visti.

Cosa rappresentano? qual'è il loro messaggio reso incompleto? Il sesso? la capacità di essere cattiva per la sopravvivenza della vera me stessa?

cane=amicizia
tigregheparo= sessualità e sensualità (atteggiamento verso)

serpente=sesso (esigenze, bisogni)

l'amicizia e il mio modo di vivere la sessualità hanno mozzato le mie esigenze rendendole senza ne capo ne coda, incomplete, ma come i vermi esse si rigenerano e girano liberamente dentro e fuori dall'armadietto dell'inconscio, hanno inoltre permesso la sopravvivenza, nutrendoli, dei 21 uccelli.

Il serpente ci ricorda che non si può piacere a tutti, perché dentro di noi ci sarà sempre una sfaccettatura che non piacerà a qualcuno. Rinunciarci però, rinunciare al serpente, significa rinunciare a una parte di se stessi
.

Chi, in nome dell'amicizia o dell'amore, esige questa rinuncia non ci ama veramente ne ci è amico.

Ci vuole senza capo ne coda.


Ho imparato a eliminare e rimuovere i serpenti, MA DEVO invece integrare anche loro nel mio bestiario personale

Per essere completa. Di capo e coda.

domenica 18 gennaio 2009

Gli Uccelli, i Cani, le Tigrighepardo e i Vermiserpenti

Quando ci si ricorda così vividamente di un sogno, vuol dire che esso ha un particolare significato per la vita del sognatore. La parte più difficile è capire cosa significa. E a volte si preferisce non capire per un po', continuando a vivere come si è abituati.

Domenica 11 Gennaio 2009 - Cammino con i tacchi alti e vestita con un abito e calze nere da donna. Giro tra i corridoi di un cinema. Con me c'è Chiara, lei è in bikini. Cerchiamo i bagni, devo fare pipì. Troviamo solo gabinetti alla turca. Provo lo stesso, ma con le calze lunghe, la gonna stretta e i tacchi alti non riesco a stare in equilibrio. Continuiamo la ricerca, il cinema è anche un campeggio, una piscina e una clinica. Ci infiliamo in un corridoio attraverso una porta con la scritta VIETATO ENTRARE - SOLO PERSONALE ADDETTO, il corridoio è piuttosto scuro, con i muri non imbiancati e vecchi, lame di luce lo squarciano provenendo dall'alto. Sul lato sinistro ci sono le docce circolari, sul lato destro i bagni con il water, in fondo infermiere a fine turno si stanno cambiando, entro rapidamente in un gabinetto, è scuro, non c'è luce, ed è piccolo, non riesco quasi a muovermi. Mi siedo e mi accorgo che c'è giù il coperchio. Allora infilo una mano sotto la coscia e sollevandomi quel tanto che riesco, alzo il coperchio, intanto penso che non ho neanche guardato se era pulito o sporco. Il rotolo della carta igienica penzola da un fildiferro, ci sono attaccati gli ultimi quattro foglietti. Riesco a fare pipì e mi dico che tanto con il buio che c'è non sarei riuscita a vedere lo stesso. Esco e mi lavo le mani, apro una porta che da su un corridoio arioso e inondato di luce bianca. Improvvisamente sono nella mia cucina, nella casa in cui vivo ora, ma ci vivo con la mia famiglia di origine: mia mamma, mio fratello, mio papà. Apro un armadietto vicino alla porta finestra che da sul balcone, so che li dentro c'erano dei vermi, li ho visti l'ultima volta che l'ho aperto. Ora dentro ci sono degli uccelli, richiudo rapidamente, ma si sono svegliati e spingono da dentro, riapro e vengono fuori una dopo l'altra delle ochegalline, vanno verso il balcone e poi volano via. Sono bluverdigialle, le conto, ci sono anche quattro piccioni, due piccoli uccelli neriblu, penso allodole, e una grande oca bianca con la cresta, è molto aggressiva, ha il becco spalancato e vedo denti aguzzi come di coccodrillo e una lingua rossa appuntita, dico a mia mamma di spostarsi per lasciarla libera di volare via anche lei. In tutto ho contato 21 uccelli tra galline, oche, piccioni e le due allodole. Chiudo l'armadietto. Ho visto dentro dei serpenti, ma i serpenti sono usciti da sotto. Li conto, sono tre serpenti gialloverdeblu, girano sul pavimento della cucina, vedo che si avvicinano ai piedi nudi di mia mamma, di lei vedo soltanto i piedi per tutto il sogno, io sono con i piedi sulle barre di due sedie, i serpenti passano sotto le mie gambe. Abbiamo 3 cani, una mamma con due cuccioli, sono cocker setter. La mamma cane uccide un serpente staccandogli la testa con un morso, i due cuccioli uno in braccio a me e uno a mio fratello osservano attenti, si lanciano verso il soggiorno all'inseguimento dei serpenti e li uccidono. Hanno imparato. Dall'armadietto sono usciti altri 3 serpenti, sono rossogialli. Abbiamo una mamma tigreghepardo con i suoi due cuccioli. Sono tutti e tre di piccole dimensioni, prendo uno dei due cuccioli dalle braccia di mio fratello, lo accarezzo è morbido. Osserviamo tutti la mamma tigreghepardo avventarsi sul serpente e ucciderlo staccandogli la testa con un morso secco. I cuccioli scendono dalle nostre braccia e uccidono gli altri due serpenti. Li uccidono insieme, uno tiene il serpente per la coda l'altro cucciolo gli stacca la testa. Conto i pezzi di serpente mentre li raccolgo per buttarli, voglio essere sicura di averli buttati tutti. Vado in camera da letto, mi viene il dubbio che ci sia un quarto serpente, con mio papà guardiamo sotto il letto, lo cattura e lo butta via. Rifaccio il letto e continuo a pensare che potrebbero essercene degli altri e che non potrò più dormire tranquilla, poi penso che ho vissuto tutti questi anni con i serpenti in casa, anche se pensavo fossero vermi chiusi nell'armadietto, e che invece erano serpenti che potevano uscire dall'armadietto quando volevano, e quindi ho sempre rischiato. Ma ora abbiamo i cani e le tigrighepardo che sanno come ucciderli. Con la mamma torno a guardare nell'armadietto e ne tira fuori un nido con dentro delle piccole uova grigioazzurrine puntinate. Non si sono schiuse. Dico che possiamo tenerle per ricordarci di quei 21 uccelli che sono vissuti nell'armadietto e che hanno potuto vivere perché mangiavano i vermi serpenti. Le teniamo. Vado a letto e sogno la fine del sogno di prima, cammino giù per una ripida discesa verso il mare, sono vestita con un abitino nero e i tacchi alti, sto andando ad un funerale, ma non sono triste, cammino in discesa in perfetto equilibrio, mi sento potente, la giornata è brillante di sole e davanti a me, il mare luccica. Mi sveglio.Nella notte tra il 24 e il 25 Gennaio 2009 "l'illuminazione" è arrivata. Poco prima di svegliarmi, quando la luce inizia a filtrare dalla sottile pelle delle palpebre, dimenticando il sogno appena fatto ma chiarendo quello che tanto mi aveva colpito.

Sogno di riassunto della vita.
(il cinema - che mostra il film della vita, campeggio - il rifugio temporaneo, piscina - con l'acqua, l'inconscio dove tutto inizia, clinica - il luogo di cura) (le infermiere hanno finito di lavorare e si stanno cambiando, quello che c'era da fare è stato fatto, inizia la vita fuori dall'ospedale, non è più il momento della cura) io che conto gli animali e le cose, tutto sta ad indicare l'ambito in cui mettere i significati simbolici che seguiranno

Sogno di potente rinascita. (Il tunnel "VIETATO ENTRARE - SOLO PER ADDETTI AI LAVORI", la porta che separa il buio dalla luce, le uova, il funerale).

Sogno di autoperdono degli errori e di liberazione. (la pipì, i 21 uccelli come i 21 anni dell'oblio di me stessa, i vermi che erano serpenti, la liberazione di tutti i volatili, l'uccisione di tutti i serpenti).

Sogno di rivelazione. (gli anni delle ochegallina - l'inettitudine, seguiti da quelli dei piccioni - la curiosità fine a se stessa, i due anni delle allodole - le allodole hanno la capacità di innalzarsi molto rapidamente e lasciarsi bruscamente cadere a terra in un collegamento simbolico tra Terra e Cielo - Corpo e Mente, e l'ultimo anno, quello dell'oca cattiva - la rivelazione del profondo e la sua liberazione).

Sogno di consapevolezza di sé. (la turca prima, il bagno stretto e buio poi - riconoscimento dei propri limiti e adattamento ad essi ) (la mamma morta - è l'unica con i piedi nudi - mi mostra le uova azzurre, il fratello mi passa uno dei due cuccioli, il papà scova l'ultimo serpente sotto il letto - riconoscimento delle figure familiari dentro di me, ognuna preposta ad una funzione specifica, mostrare la via della rinascita, condividere l'affetto, riconoscere e proteggere dal pericolo nascosto in un luogo fidato), gli uccelli
(la capacità di sopravvivere rinchiusi, nutrendosi per anni solo di cibo e la capacità di volare ancora appena aperto l'armadietto) l'oca cattiva, (è arrabbiata, aggressiva, mostra denti aguzzi di coccodrillo per mordere e ha la lingua per parlare, ma io non ne ho paura anzi dico alla mamma di non tenerla più bloccata, di lasciare libera anche lei di volare e vivere non più rinchiusa) i cani (la giocosità dei cocker setter che imparano dalla mamma come uccidere il male) e le tigrighepardo (la morbida sensualità femminile che nasconde una aggressività organizzata cooperano per ottenere il risultato voluto - staccare testa e coda ai serpenti)

Sogno di riconoscimento del proprio potere. (I tacchi alti, i Vestiti da Donna contrapposti al bikini di Chiara - la mia adepta e seguace) (Sto in equilibrio sulle sedie e vedo passare sotto di me i serpenti - la capacità di sopraelevarsi e mantenere il controllo in situazioni di stress) (Raccolgo tutti i pezzi di serpente, mi vengono i dubbi e decido di convivere con essi perché so che sono in grado di affrontare il pericolo - i cani e le tigrighepardo hanno"imparato ad uccidere" e stanno con me) (Cammino in discesa in perfetto equilibrio su tacchi alti e mi sento potente - sto andando al funerale della vecchia me stessa, il sole è quello caldo di primavera - la rinascita - il mare brilla sulla linea dell'orizzonte e sono felice perché sento dentro di me il potere del cambiamento).

sabato 10 gennaio 2009

Come la Lepre

Giovedì 8 Gennaio 2009 - Ha nevicato e poi ha piovuto. E' sera tardi, torno dalla piscina.
La strada è asfalto nero lucido che si svolge dritta come un nastro di seta tra la neve di velluto bianco. Improvvisamente, ferma in mezzo al nastro, un'ombra doppia. Come di un gattopinocchio che si è svegliato con orecchie d'asino. Le due teste si volgono verso di me, che intanto ho rallentato la macchina, ed ecco quattro bagliori dorati, quattro bottoni di rameverdearancio. Sono quasi ferma, ipnotizzata da quegli occhi. Nel secondo che mi ci è voluto per controllare se arrivava qualche altra macchina dietro di me, due balzi e via, morbide e silenziose, le due lepri sono saltate nella neve e poi verso il bosco e nella notte.

A volte, soprattutto quando guido da sola, spengo la radio e ascolto il rumore del traffico, dei tergicristalli alternati alle gocce di pioggia, il silenzio dell'afa che galleggia in agosto... ed ecco che mi affiorano domande di natura esistenziale.

Spesso, stando attenta, la risposta arriva subito dalla natura che mi circonda. Dalla Natura in sé e dalla natura di certe cose che osservo.

La Lepre è una creatura notturna, legata alla femminilità e alla Luna. Lepri, conigli e gatti, misteriosi, familiari e spesso trasgressivi compagni dei chiari di luna dell'immaginario, simbolicamente associati alla pubertà, non hanno più le giustificazioni dell'infanzia. Simbolo di rinnovamento della vita in tutte le sue forme, portano abbondanza, esuberanza ma anche incontinenza, lussuria e sfrenatezza. Ambiguità, segretezza e mistero il loro modo di agire. Sensualità e femminilità il loro ambito. (Chevalier - Gheerbrant)

Ecco, guidavo nel silenzio della notte innevata e poi lavata dalla pioggia e riflettevo sulla sessualità e sull'amore, sui rapporti amorosi. E la risposta è arrivata.

Devo fare come la Lepre.

martedì 6 gennaio 2009

I Soldi Onirici

Domenica 4 Gennaio 2009 - Sono nel supermercato/banca sotto casa mia. Devo comprare verdure e formaggio. Ho preso dei formaggini, ma appena li metto nel cesto, la confezione si apre e il formaggino si spacca in due pezzi. Chiedo alla cassiera se può darmi della carta per incartarli meglio. Mi passa della carta crespa e faccio dei pacchettini. Continuo il giro del supermercato e mi fermo al reparto assorbenti; tra i campioni c'è un nuovo modello con ali per tutta la lunghezza, cerco la confezione corrispondente ma non c'è. Adesso si è trasformata in una pigna di tappeti, rovistando alla ricerca degli assorbenti, trovo due borsellini da donna e un portafoglio da uomo. Guardo nei borsellini, sono pieni di monete, ma non ci sono documenti. Arriva il direttore della banca/supermercato gli mostro i borsellini e apro il portafoglio, quando l'avevo trovato tra i tappeti l'avevo sentito molto pieno di banconote, ora non c'è ne sono, all'interno ci sono delle foto di scena di un film in bianco e nero, tra queste c'è anche una foto di mio papà. Guardo meglio il portafoglio e lo riconosco, è quello di S. infilo la mano tra i tappeti e trovo le banconote. Sono tanti soldi di varie nazionalità. Penso che questa è anche una banca e quindi può cambiarmeli. Mi sveglio.


La mattina della stessa notte S. mi dice di aver sognato di aver perso il portafoglio.

Sognare Formaggio indica bisogni sessuali. Mangiarlo significa buona salute se è fresco, mette in guardia dalle malattie se è duro e vecchio.


Il Borsellino rappresenta la donna e la sua disponibilità verso il sesso.


Il Portafoglio è il segno del nostro credito sociale, la nostra forza psichica e il nostro potere di scambio, la nostra sicurezza.


La Banca Onirica custodisce le nostre riserve di energia e la capacità di realizzarsi nella vita.

venerdì 2 gennaio 2009

Ancora in piscina

Giovedì 1 Gennaio 2009 - (II sogno) Vado in piscina con le colleghe. Con noi c'è anche Francesca una assistente informatica venuta ad aiutarci in questo periodo. La piscina è per metà campeggio e per metà la mia erboristeria di fiducia. Francesca lascia la mia borsa della piscina all'entrata. Cerco gli spogliatoi nuovi, sono lontani, bisogna fare un pezzo di strada sterrata sulla quale qualcuno si è accampato con le tende. Cambio strada per non inciampare nelle corde e nei picchetti. Arriviamo agli spogliatoi, una struttura di legno che si sviluppa anche sottoterra. Cerco la porta per entrare ma una è troppo piccola, una è chiusa, una è lo spogliatoio dei maschi... apro una finestrella e gridando richiamo l'attenzione di qualcuno. Arriva una donna, 50 anni fintabionda, un po' risentita perché ho urlato. Le chiedo dove si trova la porta per entrare negli spogliatoi delle donne e ci fa andare sull'altro lato ed entrare in un sotterraneo.
Sono al bordo della piscina nel giardino dell'erboristeria e penso che non mi sono organizzata per tornare velocemente al lavoro dopo il bagno. Decido di andare a recuperare la borsa con l'accappatoio e le altre cose che mi servono per fare la doccia. Mi scoccia perdere tempo così, ne rimane meno per entrare in acqua ma preferisco farlo prima così da godermi l'acqua in maniera rilassata. Le colleghe sono tutte nella piscina interna, fuori l'acqua è troppo fredda. Sistemata la faccenda della borsa e studiato dove sono le nuove docce, finalmente mi immergo nella piscina esterna, l'acqua è fredda ma io indosso un costume a tutina intero che mi protegge. Nuoto, mi sveglio.

Finalmente ho nuotato in una piscina all'aperto. Rispetto al solito è un passo avanti.
Credo...

Danzo con il Calice

Giovedì 1 Gennaio 2009 - (I sogno) Danzo insieme a S. per la stanza ci muoviamo disegnando coreografie che coprono tutto lo spazio a disposizione. In mano ho un calice pieno di vino rosso e nonostante i movimenti della danza, non ne faccio uscire neanche una goccia.

Il Calice rappresenta un momento di prova dove l'accettazione evidenzia una forza notevole.
E' anche simbolo del ventre femminile.

Il Vino è simbolo di vitalità, energia e gioia di vivere. Libertà di spirito.

Danzare esprime armonia interiore.

mercoledì 31 dicembre 2008

Allo Specchio

Lunedì 29 Dicembre 2008 - (II sogno) Mi guardo allo specchio e noto un neo sul lato destro del naso. E' una macchia marrone che si espande sotto una pellicola di pelle. Tolgo la pelle e la macchia marrone è anche tutta intorno alla bocca e sul mento. Penso che non ho messo la crema con la protezione solare quando prima, nell'altro sogno, ero al lavoro con la scrivania all'aperto. Continuo a togliere la pelle: la fronte e il resto del viso hanno una pelle nuova e bella. Forse quello è lo stadio finale e devo solo aspettare che anche intorno alla bocca e il lato destro del naso diventino così.

La trasformazione è in atto. Come un serpente, sto cambiando pelle. La muta è iniziata dalla fronte, il livello intellettivo. Manca ancora il naso e la bocca, l'intuizione e il corpo, la sensorialità.
Il lato destro del naso, l'emisfero sinistro, la parte razionale, verbosa, fintabionda di me che impedisce all'istinto di esercitare completamente.

La scrivania all'aperto

Lunedì 29 Dicembre 2008 - (I sogno) Cambiate di nuovo le posizioni delle scrivanie in ufficio. Adesso siamo all'aperto. Sono nella via dove mettevano il mercato settimanale nel paese in cui vivevo da piccola. Con me c'è Tiziana, una mia amica ed ex collega. La mia scrivania è sul prato, c'è una libreria attaccata al bordo sinistro della scrivania. Sistemo il monitor del computer in una posizione più comoda per me, chi ha sistemato l'ufficio me l'ha messo tutto di lato e per vederlo dovrei assumere una posizione scomoda, da torcicollo. Mostro a Tiziana i libri sullo scaffale e noto che si è aggiunto un altro pezzo di libreria che rende instabile tutto e blocca il passaggio nel vialetto dietro di me. Osservo meglio e vedo che il pezzo aggiunto ha libri che non ho mai consultato in 17 anni. Mostro a Tiziana i libri della piccola libreria originaria, sono miei, le dico, e mi sono serviti : dizionari, enciclopedia della scienza, enciclopedia dell'arte.

Tiziana è bionda, capelli vaporosi. Ha la pelle diafana e una voce melodiosa. Io l'ho sempre associata all'immagine di una Fata, e della Fata ha anche la comprensione di tutte le cose e il potere della bontà e dell'amore.

Non so se avere il "posto di lavoro" all'aria aperta sia positivo o negativo, "essere in mezzo ad una strada" "senza un tetto sulla testa" di solito hanno connotazioni negative, ma io sono in un prato e mi godo il sole in questo sogno, non più chiusa dentro. C'è ancora qualcosa che vorrebbe costringermi ad una posizione scomoda, ma non mi voglio adattare, e che vorrebbe bloccarmi e rendermi instabile con argomenti attraenti solo in apparenza. Ad una visione più accurata questa "libreria" mi appesantisce di libri di cui non ho bisogno. I libri che mi servono, i miei, stanno su una libreria snella e compatta. I libri della mia vita sono libri di parole, scienza e arte. Come sono io.

Tiziana ha lasciato il posto di lavoro dove era mia collega perché doveva respirare un'altra aria per guarire dalla sinusite. Mostrare a lei cosa mi tiene prigioniera da 17 anni e cosa invece conta davvero per me è come chiedere alla Fata di porre rimedio.
E il rimedio è seguirne l'esempio.

Alleggerirsi dai possedimenti che mi possiedono. Liberarsi dagli impegni che mi tengono impegnata.

Cambiare aria.

domenica 28 dicembre 2008

Nello studio del Dottore - parte II

Come dico sempre, bisogna stare attenti a ciò che si desidera... c'è il rischio di essere esauditi.

Domenica 28 Dicembre 2008 - Sono entrata nello studio del dottore. Oltre a lui c'è un imbianchino Inglese che sta ridipingendo di gialloverde le pareti e il pavimento, è partito dall'angolo in fondo a destra, e una dottoressa, 50 anni fintabionda, genere sciatto con gli occhiali e trucco raggrumato nelle rughe, che temo possa essere la sostituta del dottore. Salgo sulla bilancia, è uno strumento molto complesso in parte lettino e in parte attrezzo ginnico. La bilancia segna un peso impossibile, lei mi guarda già con una faccia... ma il dottore aggiusta il meccanismo a bilanciere e le insegna come regolarlo. Mi sveglio.

Il Medico compare nei sogni come guaritore del corpo e dell'anima, è il maestro, il buon padre, il consigliere. Essere guariti da un medico in sogno preannuncia uno sblocco psicologico.

L'Imbianchino Onirico segnala bisogni erotici. Indica che per ottenere prestigio ci si dovrà impegnare molto. Preannuncia anche una sorpresa.

Sognare di imbiancare con vernice bianca indica che si sta usando un'astuzia per mettersi la coscienza a posto.

Il Giallo è il colore di Apollo, simboleggia intelligenza, intuizione e saggezza. E' il colore della felice ispirazione, del buon consiglio.

Il Verde è il colore di Afrodite, rappresenta il risveglio della natura, è il colore della speranza, della salute ritrovata e riscoperta.

L'Inghilterra suggerisce una personalità obiettiva, realistica, capace di affrontare la vita ma al contempo noiosa e priva di fantasia. Una persona che si lascia guidare da considerazioni pratiche. Esorta quindi ad essere meno pragmatici perché così facendo si reprimono molti aspetti della personalità.

La Bilancia suggerisce di pesare bene i pro e i contro prima di prendere una decisione. E che è venuto il momento di prendere una decisione. Significa anche che si ha bisogno di equilibrio e di amore anche nei giudizi sulle persone che ci stanno accanto, di imparzialità e uguaglianza di umore con tutti. Si ha bisogno di equilibrio.

I capelli biondi simboleggiano i pensieri consci.

Come sempre le donne sconosciute che compaiono nei sogni sono sempre una nostra emanazione. Questa fintabionda, fredda e un po' antipatica, questa donna noiosa che si presenta e pensa come una cinquantenne, questa donna che vorrebbe sostituirsi al dottore è quella parte di me che non amo e dalla quale mi sento imprigionata. E' il mio lato calcolatore e razionale, anaffettivo e giudicante.

Ma sto ridipingendo la stanza con i colori dell'ispirazione e dell'intuizione. Con i colori della trasformazione e della rinascita. Con i colori di Apollo, dio della bellezza e della salute e di Afrodite dea dell'amore e della creatività.

E poi c'è sempre il dottore che mi sostiene e viene in aiuto. E che insegna alla fintabionda come dare il giusto peso alle persone.

mercoledì 24 dicembre 2008

Esprimi un desiderio

A chi mi dice "che sogni che ho fatto, vivi, uno dietro l'altro, da paura" io rispondo "Beato te..."
Io è un mese che non mi ricordo più i sogni che faccio. Questo non va bene.
Mi manca materiale per il blog!

Esprimo il desiderio di fare sogni vivi, uno dietro l'altro, anche da paura... e di ricordarmeli.

martedì 16 dicembre 2008

Daim Blond - Serge Lutens


Daim Blond è l'ultimo profumo in ordine cronologico che ho acquistato. L'ho provato la prima volta questa estate ed è stata subito infatuazione. Così diverso dai miei soliti preferiti, Daim Blond è unico. E' morbido come il velluto. Non è un Cuoio vero e proprio, sa invece di pelle scamosciata, come una borsa malleabile dalla quale sprigionano profumo di donna e di caramelle alla menta, alla violetta, all'orzo. E' sottile, lo si percepisce solo da molto vicino, così che alla sensazione olfattiva si unisce anche la sensazione del calore del corpo. Ha la sensualità di un cerbiatto, grandi occhi liquidi, esili zampe pronte a scattare al primo rumore. Ora è qui, ora non c'è più. Come la bruma in un bosco. E' un profumo da Settembre, un raggio di sole che fa capolino tra le foglie umide del mattino.

Daim Blond (Serge Lutens) - 2004 - Cuoio Floreale - (Christopher Sheldrake)
Cuoio bianco, Iris Fiorentino, Seme di Albicocca, Muschio, Biancospino, Cardamomo di Ceylon, Heliotropio

lunedì 15 dicembre 2008

Chergui - Serge Lutens


Paglia, menta, erba secca, fieno, tabacco, fumo, terra, sabbia calda, té nero zuccherato, sigarette senza filtro, giacca da uomo in lana, biscotti al burro, whiskey. Un profumo uomo? Direi di sì.
Mi immagino, con la testa appoggiata sulla spalla solida di questo misto tra Cary Grant e David Niven, con quella voce calda tipica del doppiatore dell'epoca, rassicurante ma anche avventuroso. Vestito di tutto punto, per la City, nonostante il vento sollevi sabbia del deserto e non fumo di camino. Un uomo che si sa destreggiare in ogni situazione senza perdere il suo proverbiale aplomb. Un gentleman inglese in Africa.

Chergui (Serge Lutens) - 2001 - Speziato Cuoio - (Christopher Sheldrake)
Miele, Muschio, Cuoio, Incenso, Foglie di Tabacco, Zucchero di Canna, Ambra, Iris, Rosa, Legno di Sandalo

sabato 13 dicembre 2008

Heliotrope - Etro

Heliotrope è Coccoina pura. Per chi come me ha amato e mangiato questa colla da bambino, Heliotrope è irrinunciabile. Rimanda a memorie di infanzia, pulite e gaie. A quando si facevano i "lavoretti" con la maestra e i bambini erano uno sciame bianco e blu che correva nel cortile della scuola. E' il profumo della mandorla amara, del sole e della felicità. Edibile.




Heliotrope (Etro) - 1989 - Orientale Floreale Gourmand (-)
Bergamotto, Fiore d'Arancio, Petit Grain, Mandorla, Ylang-ylang, Rosa, Gelsomino, Heliotropio, Iris, Fava Tonka, Vaniglia, Balsamo del Tolu, Balsamo del Peru, Muschio

giovedì 11 dicembre 2008

Impérial Opoponax - Les Néréides






















La prima volta che ho letto di Impérial Opoponax è stato sul blog di Bergamotto e Benzoino, in profumi da fate. In seguito ne ha parlato più dettagliatamente qui. La sua descrizione è impareggiabile e proprio sulla base di quella descrizione chiesi ad una mia amica di acquistarmelo a Riccione nella profumeria Fragranze. Era estate e appena lo ebbi tra le mani e me lo spruzzai rimasi un po' delusa. Al primo impatto è molto "maschile", secco e per niente dolce, come la mirra dolce e la vaniglia di cui è formato farebbero presupporre. Non aveva neanche niente dell'aroma della mirra che io amo molto nella versione olio essenziale, tanto da usarla a gocce nella crema corpo inodore. Aromatica e pungente. Poi, poi a novembre l'ho riprovato e... meraviglia, era totalmente diverso da come lo ricordavo, secco si, ma anche caldo e avvolgente come una sciarpa di cachemire. E dopo qualche minuto sviluppa una ramificazione talcata che mi piace ancora di più. L'ho portato per un mese senza interruzioni, ed è raro, ed è legato a nuovi ricordi.
Già da solo è un profumo evocativo, ancora di più lo è per me.

Impérial Opoponax (Les Néréides) - Orientale Legnoso
Opoponax (mirra dolce), Legno di Sandalo, Ambra, Vaniglia, Benzoino, Agrumi

domenica 7 dicembre 2008

Eau Lente - Dyptique



Basato sulla descrizione di un profumo usato ai tempi di Alessandro Magno, Eau Lente è un profumo affascinante. Appena spruzzato si riconosce immediatamente l'aroma del chiodo di garofano e già questo screma di molto chi lo sceglierà. Subito si uniscono le altre spezie e un fondo di talco come un So di Carrement Belle più adulto e trasgressivo. Eau Lente è uno dei miei profumi preferiti, avvolgente e pungente, femminile e maschile, non è un profumo facile, si fa sentire e può stordire con le sue spezie brucianti. Ma Eau Lente tiene fede al suo nome e ti ripaga della pazienza, quando il mattino dopo, annusandoti la pelle senti questo aroma sensuale di seno di donna, pelle morbida e delicata e calda. Un po' lui e un po' tu, si è fuso con la tua carne ed è stupore.

Eau Lente (Dyptique) - 1986 - Orientale Speziato (Desmond Knox-Leet e Serge Kalouguine)
Opoponax, Spezie Indiane, Cardamomo, Cannella, Noce Moscata, Coriandolo, Chiodo di Garofano, Pepe Nero, Cumino

lunedì 1 dicembre 2008

Nello studio del Dottore

Sabato 29 Novembre 2008 - (I Sogno) Sono a cena a casa di amici, e sono in pigiama/camicia da notte, i capelli spettinati. Taglio della pancetta-bresaola con un coltello che ho portato io, ma che ho cercato in un loro cassetto. Il cassetto quasi mi rimane in mano perché è uscito tutto dalle guide. Il bambino figlio dei miei amici chiede a qualcuno se ho fatto la doccia e gli viene risposto di no. Sono risentita e poi mi chiedo perché sono l'unica ad essere in pigiama. Perché non ho avuto tempo di prepararmi, ecco perché... Mi sveglio.
mi riaddormento

(II Sogno) Sono nella sala d'aspetto di uno studio medico. Leggo il giornale (quotidiano), arriva gente, è per il consulente familiare. C'è una donna di circa 50 anni, fintabionda con la ricrescita, truccata volgare, seduta accanto a me. Comincia a parlare a voce alta, dice che la consulente familiare viene lì per dormire insinuando che quindi non lavora, e infatti la vedo di fronte a me, sdraiata su un letto matrimoniale. Si sveglia e va ad accogliere le famiglie bisognose di aiuto. Io penso che viene qui a riposare perché a casa sua non riesce, oberata dalle responsabilità sia lavorative che personali. Non riesco più a trovare il posto a sedere per me e la mia borsa che è enorme. Mi hanno preso il giornale sul quale stavo leggendo un articolo interessante, scientifico. Ne prendo altri e tra questi c'è una busta di cellophane con dentro, in regalo, una borsa. La borsa è carina, marrone, a sacco, la fodera interna è metallizzata color bronzo, il fuori è morbido camoscio color bruciato. La 50enne fintabionda di prima mi dice che se l'ho trovata io la posso tenere, anche se è evidente che la vorrebbe lei. Nella borsa c'è la tracolla da attaccare, i ganci sono arrugginiti, non capisco se li hanno fatti apposta così. Da un lato c'è un gancio solo, dall'altro un gancio più quello di sicurezza. Cerco di agganciare la tracolla ma ho difficoltà. La tracolla è una striscia di pelle marrone più un torchon enorme di perline africane bellissime sui toni del beige, verde e turchese. La borsa è un po' più piccola di quelle che uso di solito. Nel sogno penso che comunque volevo ridurre il peso e la grandezza. Mi siedo di nuovo, è lo studio del mio dottore, una donna dai capelli castani, lunghi fino alle spalle e lisci mi saluta come se mi conoscesse. Mi parla del Maestro, che non ha il suo numero di cellulare al quale risponde sempre, ma ha solo l'altro numero. Ma che i numeri sono gli stessi. Le chiedo se il Maestro conosce il dottore, mi risponde che si conoscono ma che non è suo paziente, penso allora che collaborano. Mi sveglio.


Il Giornale segnala novità a cui bisogna prestare attenzione, è anche un segno di insicurezza interiore dovuta alla incapacità di decidere tra le molte possibilità esistenti.


Il Medico compare nei sogni come guaritore del corpo e dell'anima. Incarna il buon padre, il maestro o il consigliere che dà suggerimenti concreti per la vita futura. Evidenzia anche la speranza di venire aiutati in una situazione complicata.


Una Borsa pesante può alludere a più progetti di quanti ne possiamo gestire.
Una Borsa vuota indica il desiderio di trovare nuove idee ed obiettivi nuovi.

Nel sogno compaiono due donne diverse tra loro. La Fintabionda che mi infastidisce e che vuole la mia borsa e l'Esotica Sconosciuta dai capelli lunghi, lisci e castani, lei è sempre gentile con me e in qualche modo sa sempre dirmi quello che mi serve sapere.
Chi è l'Esotica Sconosciuta?
Chi è la Fintabionda?
E se la Fintabionda non è riuscita a mettere le mani sulla borsa vuol dire allora che mi ha preso la vita?

venerdì 28 novembre 2008

Il Cane sulla pancia

Martedì 25 Novembre 2008 - Sono su una spiaggia, sento il calore del sole sulle gambe. Sulla pancia mi sta seduto un cane fulvo. Guarda a destra, le orecchie puntate verso un uomo che arriva facendo jogging. Il cane salta via dalla pancia e io mi sveglio.

Questo è un sogno "funzionale". Ero in ufficio, nella pausa pranzo, e non avevo digerito bene, così mi sono messa uno scialle, a disegni cachemire nero e marrone, a mo' di copertina e, seduta attaccata al calorifero, mi sono addormentata. Il calorifero mi scaldava le gambe, il sole, e il cane, un cocker/setter del colore dei disegni sullo scialle, il peso sullo stomaco.
Dell'uomo che arriva correndo per il momento non voglio saperne niente. E neanche del perchè la mia cockerina/setter mi si è tolta dallo stomaco per corrergli incontro.
Non c'è l'ho neanche un cane. Una volta mi hanno detto che assomigliavo a una cockerina... e comunque se dovessi avere un cane sceglierei proprio o un cocker o un setter. Femmina.

sabato 22 novembre 2008

Lucia e il Sogno

Questo sogno l'ho fatto il mattino dopo aver trascorso una giornata particolare, nella quale ho conosciuto Lucia, che ha visto oltre la carne di cui sono fatta.

Giovedì 13 Novembre 2008 - Sto guidando la mia macchina. Sono ferma ad un semaforo, è rosso. Dal marciapiede si avvicina alla mia macchina un bambino di circa 7 anni. Il giovane che lo accompagna rimane con l'altro bambino più piccolo dentro il passeggino, si dirigono verso un ponte. Ogni tanto si volta per guardare ma non fa nulla per richiamare il bambino che sta osservando l'interno della mia macchina dal finestrino. Il bambino apre la portiera e sale. In silenzio continua a guardare con curiosità. Io penso che quando scatterà il verde gli dirò di scendere dalla macchina in movimento perché devo andare al lavoro. Il semaforo diventa verde. Vorrei aprire la portiera per farlo saltare giù, poi decido di oltrepassare il semaforo e svoltare nel parcheggio. Vedo il giovane con il bambino nel passeggino che sta oltrepassando il ponte, si gira un'ultima volta e poi prosegue. Il bambino non fa cenno di voler scendere, chiudo le sicure delle portiere e inizio a guidare. Mi sveglio. John Everett Millais "Ophelia"
Una parte di me ha smesso di vivere 24 anni fa. Da quel momento mi sono lasciata vivere, reagendo invece di agire. Mio padre e mio fratello hanno continuato, hanno camminato sul ponte che porta sull'altra riva. Io sono rimasta ferma al semaforo della vita, con la mente occupata solo dal concetto di dovere. Troppo piccola per comprendere la perdita della madre, già grande per capire che dovevo sostituirla.

Dopo tutto questo tempo non sono più abituata alla presenza di questo bambino. Egli è maschio perché rappresenta l'agire. Quello che io ho lasciato perdere per così tanto tempo. Mettersi in gioco e scegliere.

Egli ha 7 anni, gli anni che sono trascorsi da quando ho iniziato il viaggio alla scoperta di come sono e perché sono così.

Il compito che mi ha dato Lucia è partorire il bambino che mi porto dentro. Un bambino fatto di grasso. Quel bambino sono io.

7 giorni dopo il dottore mi dirà le stesse identiche cose. (Me le dice da un anno ma ero chiusa dentro la corazza).

Entrambi hanno l'età per poter essere miei genitori. Dopo 24 anni di interruzione ho ricevuto da Lucia l'ultima lezione che una madre deve dare, quella che mi mancava per diventare donna e non essere più figlia, aprirmi alle emozioni e viverle. Esprimermi, volere e scegliere. Ricevere.

Dopo 24 anni di interruzione e chiusura in me sto imparando dal dottore che devo armarmi, lottare per cambiare, diventare indipendente. Esprimermi, volere e scegliere. Agire.

venerdì 21 novembre 2008

Bolero

Domenica 9 Novembre 2008 - Suono il pianoforte. La mano destra è agilissima sui tasti, produce una melodia dai suoni argentini e ripetitivi, ad ogni giro esercita un cambiamento. E' una musica ossessiva e rasserenante insieme. Liberatoria.

giovedì 20 novembre 2008

La Quarta Pietra, il Quarto Bacio

Sabato 8 Novembre 2008 – (II sogno) Sono ancora in bicicletta. Sono ancora al mercato. Come prima, per girare tra le bancarelle, tengo la bicicletta a mano. Improvvisamente faccio parte di un gruppo di amici, siamo diretti verso un luogo preciso, ma non so qual è.

Mi stacco dal gruppo per entrare in una tenda dove sono esposte pietre e monili d’argento.
La mia curiosità è stata attratta da pietre particolari di cui ho sentito parlare perché hanno poteri dimostrati scientificamente. Osservo i gioielli fatti con queste pietre, verde beige chiarissimo, sono molto costosi. Si avvicina la proprietaria e mi dice che se voglio posso acquistare anche la pietra da sola e mentre lo dice, smonta un bracciale composto da quattro pietre di grandezze diverse. Poi prende il mio braccialetto e lo disfa, mette le perline nere da un lato e le pietre gialle dall’altro, vorrei recuperarle ma sono in una posizione inaccessibile. Vengo distratta dalla sua proposta di provare le pietre del bracciale che ha smontato. Tira fuori uno specchio e lo appende a mio favore, poi comincia a chiudere le tende delle vetrine. Ci sta chiudendo dentro nel negozio e sono un po’ dubbiosa sulle sue intenzioni. Le pietre, nella semioscurità che si è creata, emanano una luce azzurrina. E’ la radioattività che proviene dall’interno della pietra. Ne provo una rettangolare, ha dei filamenti di metallo che la attraversano diagonalmente, poi provo la seconda, la metto al collo, è piccola e quasi trasparente, ha delle bolle d’acqua dentro che si muovono. La terza è gialla e sembra un pezzo di ambra, penso che la gente non capirebbe la differenza e la metto da parte. La proprietaria mi porge la quarta pietra. Ha una forma irregolare, levigata e polposa al centro, si sviluppa verso l’esterno, solo da un lato, con piccole gocce pietrificate che formano un ventaglio frastagliato. Ci sono due buchi, quasi allineati, da un lato e dall’altro della parte globosa. Potrei farci passare un cordoncino, ma non riesco a vedere se i buchi sono comunicanti. Prendo un filo di ferro con il quale stava trafficando la proprietaria, c'è una piccola crepa e penso che potrei rompere la pietra e poso il filo di ferro. Ora ho in mano una pietra rettangolare. E’ multicolore, a strati, sono quasi tentata di prendere questa ma mi accorgo che gli strati si stanno scollando. Poso la pietra e penso che la padrona del negozio vuole imbrogliarmi. Le chiedo il prezzo della quarta pietra, quella a ventaglio globoso. Mi dice 100 euro e io rispondo che è impossibile perché il bracciale del quale faceva parte con le altre tre pietre costava 40 euro. Entra gente nel negozio, acquistano cioccolatini a forma di peperoncino. La proprietaria mi fa accostare da un lato e mi fa segno di aspettare un attimo. Quando torna si siede di fronte a me, in un angolino, e mi dice “ok, quanti baci mi daresti, da uno a tre, per la pietra?” La guardo, le guardo la bocca. Ha labbra sottili, con un velo di gloss color mattone, denti piccoli, bianchi, perfetti. Un viso minuto con il mento appuntito, come quello di un elfo. I capelli ramati corti e la pelle sottile e leggermente abbronzata è cosparsa di piccole efelidi. Le rispondo “Tre”, mi chino su di lei e la bacio sulla bocca. Ha labbra morbide e asciutte, calde. Le infilo la lingua e la picchietto contro la sua, le suggo le labbra e finisco strofinando il naso contro il suo. Lei ricomincia a baciarmi e capisco che quello valeva per uno. E’ un bacio più appassionato, il mio seno premuto contro di lei. Il terzo bacio è casto, sulle labbra, delicato, come un appoggiarsi di ali di farfalla. Allora decido di dargliene un quarto. E’ simile al primo, ma dentro di me si risvegliano forze sopite. Mentre la bacio provo un orgasmo, le prendo la testa con le mani e le accarezzo i capelli, non sono più corti, ma lunghi come i miei. Sono i miei capelli. Mi sveglio sentendo dentro di me i movimenti finali di quello che ho appena provato.

Nel sogno la pietra ha un nome misto composto dal nome di due pietre: Rodocrosite e Apofillite.
La Rodocrosite promuove un’attitudine ottimistica per la vita. Fa in modo che si sviluppi un amore incondizionato, in grado di estendersi verso ogni cosa. Stimola l’espressione dei sentimenti. La Rodocrosite però è rosa. Quella che io vedo nel sogno è l’Apofillite.

Di colore bianco, giallastro, verde-blu, l’Apofillite viene chiamata anche Occhio di Pesce, per la sua lucentezza madreperlacea. Favorisce la calma, la tranquillità e la sincerità. Aiuta a presentarsi senza maschere, falsi pudori e falsi complessi di colpa. Allevia la paura, il senso di oppressione e il senso di insicurezza. Libera i sentimenti repressi, rendendo padroni di se stessi. Essa rappresenta un raggio di luce nei momenti di crisi, perché aiuta a superare la dipendenza e gli schemi di pensiero che ci tengono prigionieri.

Le pietre sono io, cosi come sono io la Proprietaria delle pietre.

Le quattro pietre sono le quattro fasi che ho attraversato e sto attraversando, prigioniera da legami/corazza, la fase dell'acqua, incompresa perchè diversa ma all'apparenza uguale a qualcosa di già conosciuto e l'ultima fase di centro e ramificazione verso l'esterno. Io sono li/qui, adesso. Adesso ho appena cercato di rimettermi la corazza, per paura, di infilzarmi con un filo di ferro per richiudermi ancora dentro. Ma ho capito che questo potrebbe spezzarmi. Per un momento ho avuto la tentazione di accontentarmi di una pietra falsa, un'agglomerato improbabile tenuto insieme da una colla scadente.

La Proprietaria mi toglie il bracciale (simbolo di schiavitù) di colore nero e giallo ( i colori della paura e del rimuginare) e mi fa specchiare con addosso le pietre di un bracciale che ha disfatto apposta per me. Mi ha liberato.

Ha creato il buio intorno a noi per farmi comprendere meglio la luce che la pietra, io, posso emanare. (E questo mi spaventa). Lo Specchio è la visione di come sono stata, di come sono e di come potrei essere.

Il valore della Quarta Pietra è molto più alto da sola che in gruppo con le altre. Perchè il cambiamento che non viene portato fino in fondo non ha valore. E' la trasformazione quella che conta. La Trasformazione è una pietra dalla forma femminile, tattile. E' una mammella ed è anche una coscienza in espansione. E' un ventre, ed è un cuore trafitto. E' fragile perchè ha una crepa, proprio lì, vicino ai due buchi che la trafiggono.

La Proprietaria delle pietre mi lascia tranquilla a contemplare la visione futura di me, si occupa lei di chi è venuto per acquistare solo conforto rapido e sesso (cioccolatini/peperoncini).

Quando torna si mette in un'angolino della mia mente e mi comunica che il prezzo della trasformazione è l'amore, quanto sono disposta a donarne e a chi. E' un impegno con me stessa, quanto sono disposta ad amarmi da 1 a 3 ? 4

Il bacio è il suggello di questo impegno.

Il primo bacio è un bacio nutrimento, come quello che si riceve da una madre, il secondo è un bacio di passione intensa, di femminilità esplosiva, il terzo bacio rappresenta il romanticismo e l'amore sentimentale, il quarto bacio è la comprensione attraverso l'istinto, l'abolizione della mente razionale, l'unione di ciò che normalmente è scisso. Di quale tipo di amore ho bisogno? Di tutti e quattro.

mercoledì 19 novembre 2008

Una Stanza Tutta per Sé

Avevo una stanza solo mia dove poter riflettere e scrivere. Un essere chiamato Virtob ne ha preso le chiavi e si è chiuso dentro. Lasciandomi fuori. Con l’orecchio appoggiato alla porta l’ho sentito distruggere silenziosamente il lavoro di un anno.
Con la capacità di ripresa che mi contraddistingue mi sono rialzata e ho cercato di attirarlo fuori dalla mia stanza. Tre volte ho raso al suolo e ricostruito con certosina pazienza l’edificio di sogni, desideri, stupori che era solo mio. Per scoprire che era ancora nascosto nelle fondamenta.
Per un momento ho pensato che fosse un segno del destino. Un destino diverso da quello che avevo pensato di avere. Un destino nel quale esprimere me stessa non era previsto.
Credo che il destino si preannunci con dei segnali, ma poi sta a noi accettarlo o cambiarlo.
Io credo nella volontà di cambiamento e nella sperimentazione.

Grazie Giuliano, per avermi aiutato a sconfiggere Virtob e a rientrare nella stanza.

Contattare il Maestro

Lunedi 17 Novembre 2008 - Visto che il Maestro non si fa più vedere nei sogni, ho provato a richiamarne l'insegnamento con un altro metodo. Quello che mi preme sapere da lui è come Unire il Corpo e la Mente.

Apro direttamente il libro*, per due volte compare il Matto.
Questo è il suo messaggio:

"Lo sai che in qualunque momento si può verificare un cambiamento di coscienza, lo sai che all'improvviso puoi cambiare la percezione che hai di te stesso? A volte si crede che agire significhi avere successo rispetto a qualcun altro. Errore! Se vuoi agire nel mondo, devi far esplodere la percezione dell'io che ti è stata imposta, appiccicata addosso fin dall'infanzia, e che si rifiuta di cambiare. Devi ampliare i tuoi limiti all'infinito, senza posa. Devi entrare in trance. Lasciati possedere da uno spirito più forte del tuo, da un'energia impersonale. Non si tratta di perdere la coscienza, ma di lasciar parlare la follia originale, sacra, che sta dentro di te. Smetti di essere il testimone di te stesso, smettila di osservarti, sii attore allo stato puro, un'entità in azione. La tua memoria smetterà di registrare i fatti, le parole e i gesti che hai compiuto. Perderai la nozione del tempo. Fino a ora hai vissuto sull'isola della ragione trascurando le altre forze vive, le altre energie. Il paesaggio si allarga. Unisciti all'oceano dell'inconscio. Allora sperimenterai uno stato di supercoscienza in cui non esistono fallimenti né incidenti. Non hai una concezione dello spazio, diventi spazio. Non hai una concezione del tempo: sei il fenomeno che arriva. In questo stato di presenza estrema, ogni gesto, ogni azione sono perfetti. Non puoi sbagliarti, non esistono un piano né un'intenzione. Esiste soltanto l'azione pura nell'eterno presente. Non temere di liberare l'istinto, per quanto primitivo possa essere. Superare la razionalità non significa rinnegare la forza mentale: mantieniti aperto alla poesia dell'intuizione, ai fulgori della telepatia, a voci che non ti appartengono, a una parola che proviene da altre dimensioni. Vedi come si uniscono all'estensione infinita dei tuoi sentimenti, all'inesauribile forza creatrice che ti viene conferita dall'energia sessuale. Vivi il tuo corpo non tanto come un concetto del passato, quanto come la realtà soggettiva e vibrante del presente. Vedrai che il tuo corpo cesserà di sentirsi dominato da concetti razionali e si lascerà muovere da forze che appartengono ad altre dimensioni, dalla realtà nella sua interezza. Un animale in gabbia compie movimenti che sono paragonabili alla percezione razionale. Il movimento di un animale libero nella foresta è paragonabile alla trance. L'animale in gabbia deve essere alimentato a ore fisse. Per agire, la razionalità deve ricevere le parole. L'animale selvatico si nutre da solo e non sbaglia mai cibo. L'essere in trance non agisce mosso da quello che ha imparato, ma da quello che è."

Alla terza apertura ecco la Forza:

"Il messaggio della Forza è chiarissimo: il lavoro della coscienza passa innanzitutto attraverso il rapporto con le forze istintive."

Adesso so cosa devo fare. Ritornare dal dottore, attingere alla forza depositata nel profondo di ognuno di noi e consegnare una missiva che mi porto dietro da un mese.

*La Via dei Tarocchi - Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa (Feltrinelli)

lunedì 10 novembre 2008

In bicicletta tra Hanoi e Bologna

Chiodi, chiodi, ancora chiodi. Sarà perché qui non si batte chiodo?
Il Chiodo indica un forte legame interpersonale o la coesione interna della personalità.
Sabato 8 Novembre 2008 - (I sogno) Sono in bicicletta ad Hanoi, giro per le vie della città in direzione periferia. Passo tra camion parcheggiati con il motore acceso e marciapiedi imbrattati di resti animali. Arrivo in campagna, un'unica strada dritta in mezzo alle risaie, traffico e capanne di legno ogni tanto. Mi guardo pedalare, sono in costume da bagno intero nero, molto scollato sia davanti che dietro, pantaloncini corti che non coprono il fatto che mi si veda l'inizio del sedere, camicia hippie bianca e morbida che svolazza nel vento. Ho le gambe abbronzate e snelle, le mani con anelli d'argento alle dita, i capelli lunghi, un cappello di paglia tipo cow-boy. Pedalo bene e sono bella. Arrivo ad un mercato. Mi ricordo di averlo già visto, non so se in sogno o veramente. E' Bologna. Cerco una certa bancherella di gioielli etnici, è d'angolo e come l'altra volta non arrivo a vedere la merce esposta, perché la tengono in alto. Chiedo se mi danno una sedia (come l'altra volta) per salirci sopra e riuscire a vedere gli anelli, indico il punto preciso dove sono gli espositori di velluto nero che mi interessano. La figlia della signora che mi aveva servito l'altra volta mi dà una scatola mezza sfondata, la prendo già sapendo che non basterà. Chiedo la sedia di nuovo e allora lei mi abbassa i due espositori di velluto. Nel primo ci sono anelli etnici classici, ne guardo uno fatto con perline di turchese infilate su barrette e collegate all'anello come staffe. Poi guardo nell'altro espositore. Li ci sono anche le creazioni della figlia. Alcuni anelli hanno forme di animali che sorreggono una pietra, riconosco un'orsa. Le pietre sono sempre di colore verde beige chiarissimo. Vedo un anello in argento a forma di stella a quattro punte, come l'arma dei guerrieri ninja che si lancia e ruota velocissima in aria, se trova il bersaglio si conficca se no torna indietro come un boomerang. Appoggio i miei sassi che mi porto sempre dietro e lo provo. Poi la mia attenzione è attratta da una fedina d'argento dalla quale spunta una protuberanza a forma di chiodo. La testa del chiodo è di forma quadrata stondata, è incava, grande come una moneta e ha una pietra di colore cangiante tra il verde chiaro e l'avorio, incavata anche essa. Lo provo. Mi svegliano.

La Bicicletta consente di andare avanti, simboleggia il progredire nella vita e può riferirsi a propositi, programmi e obiettivi concreti o all'evoluzione personale. Segnala uno sviluppo lento e graduale, e che si dovrà confidare solo nelle proprie forze e capacità. Presagisce una maturità consapevole nell'affermazione della personalità e un buon equilibrio. Quando compare in sogno evidenzia che si rende necessaria una certa autonomia per manovrare la propria vita e le lotte che la contraddistinguono, tenendo conto delle forze che si oppongono dentro ognuno di noi. Circolare in sella ad una bicicletta indica forza e armonia interiore. Inforcare una bicicletta assume il significato di una avventura sessuale passeggera.

L'Anello indica un attaccamento, un legame che sarà eterno e che causerà proprio per questo, una dipendenza. D'argento apporterà meno gioia e dipendenza nella segretezza o nell'anticonvenzionalità.

La Figlia della Proprietaria è quella parte giovane di me che si sente un po' tradita dal mio comportamento. Non è disposta a rendermi la vita facile all'inizio. E infatti mi da una scatola rotta e che comunque non servirebbe alla bisogna. Poi improvvisamente decide di aiutarmi. Forse perché dimostro di sapere cosa voglio e di sapere dove posso trovarlo. Glielo indico. Allora diventa disponibile, e mi mostra le sue creazioni. Io sono la Figlia. La Madre non c'è più. Come la mia. La Figlia crea degli anelli. Il Primo Anello che guardo è composta da un'Orsa d'Argento che regge una pietra preziosa verde avorio.

L'Orso rappresenta la forza impetuosa, ed è uno degli aspetti pericolosi della vita inconscia. E' la sensibilità mostruosa, terrificante, distruttiva e carnivora. Rappresenta la forza crudele e aggressiva. Manca di controllo e dimora dentro di noi a differenti livelli.

Ma la mia è un'Orsa. Io so che l'Orsa è una Madre amorevole, pronta ad uccidere per difendere i suoi piccoli. E' il simbolo di Artemide, la dea della Caccia e della Luna. Una dea vergine.

Proprio in questi giorni ho pensato alla figura materna, come l'unica persona realmente e accoratamente interessata a noi. L'unica che vuole sapere davvero cosa ci frulla in testa ed è disposta a spendere tempo, energia e amore nel conoscerci. Ecco che allora nel mio sogno l'Orsa, che è una creazione della figlia (e io sono una figlia) regge una pietra di colore verde chiaro. Come la Pietra sopra la testa del chiodo. Una pietra che tornerà prepotente nel sogno a seguire. Perché in questo mi hanno svegliato e quindi non ha potuto lasciare il suo messaggio.

Lasciare sassi per prendere pietre preziose.

I Sassi indicano ciò che non ha ancora assunto una forma in amore.

Io so solo che mi sembra strano portarsi dietro normalmente dei sassi. E che nel sogno li lascio per provare un anello da guerriero e un anello che simboleggia la coesione con se stessi.

Che avessi bisogno di un anello da guerriero ninja non me lo immaginavo. E' un'arma pericolosa però, perché se non centro il bersaglio potrebbe ritorcersi addosso a me. Come un boomerang. Nella realtà non penso che funzionino proprio così. Ma qui è il sogno.

Se hai rinunciato alla Corazza (e io l'ho fatto) allora devi essere armato. Altrimenti come ti difendi?

Che ho bisogno di unione dentro di me, lo so. La sensazione di essere scissa tra mente e corpo è la mia abituale situazione. Devo parlare con il Maestro. Questa è la sua materia.

venerdì 7 novembre 2008

La Cintura

Venerdì 7 Novembre 2008 - Sogno falli sotto la doccia. Sogno che devo stendere il bucato e non ci sta tutto sullo stendino, quindi lo voglio mettere sul calorifero. Guardo per terra e vedo la cintura di S. che ha la fibbia smontata: dei chiodi sono messi ognuno in un intreccio del tappeto, il chiodo, la staffa, la fibbia, separati uno dall'altro. Mi sveglio.

Il Tappeto è la rappresentazione della vita affettiva e sociale del sognatore.
In quanto accessorio la Cintura suggerisce di non essere vanitosi, superficiali e compiaciuti di sè, a volte indica una esagerata sete di potere o bisogni sessuali. Generalmente esprime la sensazione di essere limitati. Il contesto del sogno può essere più illuminante.

Nell'altro libro alla voce Cintura una spiegazione diversa, indica attaccamento, fedeltà e dà un'idea della complessità dell'unione.
Nel mio sogno, la cintura è smontata, i pezzi ordinatamente separati pronti per essere rimontati oppure no. E non è mia.
Sto analizzando un'unione nella mia vita affettiva.
Il Calorifero, lo dice la parola stessa, è Portatore di Calore.
Ho già sognato bucato steso, dietro il quale mi nascondevo (in Freestyle), qualcosa o qualcuno mi suggerisce il detto "lavare i panni sporchi in famiglia", ma io li stendo. E vorrei che asciugassero in fretta. Sono ad una fase successiva.