venerdì 7 gennaio 2011

Le Dandy - Parfums D'Orsay


Stavo cercando un cambio nella mia vita. Qualcosa che imprimesse una sferzata, una svolta. Spesso ho agito lavorando sull'esteriorità per raggiungere l'interno.
Con me ha sempre funzionato.
Cambio di taglio ai capelli, una ulteriore spinta di originalità e innocente trasgressione all'abbigliamento... era da qualche settimana che non indossavo più né anelli né profumo, strano, è come andare in giro senza un pezzo di me...
Va bene, ho tre ore di tempo libero in cui nessuno sa dove sono, mi dirigo alla mia profumeria di fiducia (Miolo).
Tiziana, la proprietaria, ha sempre affrontato con passione il viaggio tra le fragranze che mi accingo a fare. E' ispirata e i profumi che ho scelto con lei non mi hanno mai deluso, come se capisse ciò che sono in quel momento, di cosa ho bisogno, cosa può esprimere un profumo per me. La voce interiore.
Mi fa sentire le novità, le sue spiegazioni sono sempre interessanti e ricche di spunti.
Poi, improvvisamente mi dirige verso i profumi maschili. L'etichetta pour homme è solo una convenzione - mi dice - è la pelle ciò che conta.
Mi fa annusare questa esplosione di frutta esotica, frizzante, crepitante di tabacco e cognac, invasivo e suadente. Lo spruzziamo sulle braccia... Ecco riparte di nuovo, un cuoio squillante e profumo di cipria, caramelle alla menta e liquirizia e infine legna accatastata vicino ad un camino acceso.
Cos'è? Le Dandy. Bam! Sono io. La mia parte razionale. Esteta, curiosa, amante del lusso, ma non schiava della moda imperante. Alla ricerca del dettaglio per differenziarsi dalla massa. Anticipatrice delle mode. Narcisista. Immodesta. Consapevole.
Ora il profumo si è tranquillizzato, legni aromatici, e frutti canditi piccanti. Rimane sollevato ad un metro dalla pelle e dagli abiti, e rimarrà così per le prossime dodici ore.
Abbacinante!

Per la Sirena c'è tempo, è sempre in attesa dentro di me. Pronta ad affiorare con il suo profumo di ambra per incantare chi si avvicina abbastanza.
Ora devo andare a caccia travestita da preda. Maschio e femmina insieme, un dandy, come sono io.

Le Dandy (Parfums D'Orsay) - 1923/1998 - Legnoso Speziato Cuoiato - (1923 da appunti di Alfred D'Orsay. Rielaborato nel 1998 da Dominique Preyssas)
Whisky, Rhum, Tabacco, Ananas, Prugna, Pesca, Mela, Zenzero, Cardamomo, Cannella, Noce Moscata, Chiodi di Garofano, Legno di Sandalo, Legno di Cedro, Muschio di Quercia, Patchouli, Fava Tonka, Benzoino del Siam, Ambra, Cuoio, Balsamo del Perù, Frutta Secca, 


giovedì 6 gennaio 2011

Aqua Gold - Kiko

Era l'estate 2009, era il giorno dello shopping con la mia amica Laura, ci fiondiamo in un grosso, enorme, centro commerciale dalle 8 e 30 del mattino e con caparbia determinazione spulciamo, proviamo, scartiamo, ci esaltiamo per i vestiti per le restanti 10 ore (e oltre...). Entrate da Kiko ci facciamo massaggiare le braccia dalla commessa, con una crema corpo setificante ed esaltatrice dell'abbronzatura. Per tutto il resto del giorno il profumo di quella crema ci accompagna nelle nostre scorribande e alla fine della giornata ne acquistiamo un tubo a testa (io due). La crema è andata fuori commercio, peccato era buonissima! Ma ecco che nel periodo di natale di quest' anno, Kiko esce con una linea Gold tra cui compare anche un' acqua idratante profumata per il corpo... e sorpresa... la fragranza è molto, molto simile alla mia fantastica crema.
Porto a casa e inizio la comparazione.
La crema ha un profumo polveroso, caldo, inebriante, niente fiori. L'acqua ha in più una manciata di petali misti di fiori, strofinati e poi fatti annusare dalle mani a coppa. Dopo circa cinque minuti, le due scie olfattive cominciano a convergere, una verso l'altra, la crema sempre a-floreale, l'acqua meno floreale di come era in partenza. E' un profumo che richiama alla memoria altri profumi, quelli che sfuggono dalle porte a vetri delle profumerie del centro di una cittadina francese, era forse Avignone, da dove uscii con neanche un centimetro di pelle delle braccia libero da fragranze, le volevo provare tutte.
Sono passati quindici minuti e la crema e l'acqua si sono avvicinate ancora un poco. I fiori sono diventati un suono olfattivo di sottofondo, non disturbano ma non permettono l'omeogenesi.
Dopo venti minuti l'acqua profumata è un sottile miscuglio di fiori e sale, timida, delicata, marina.
Le crema è diventata più rarefatta ma il suo profumo inconfondibile, opulento, di polvere calda, è rimasto e si è fuso con il tepore della pelle. Un profumo da dea greca.
Aqua Gold (Kiko) - 2010 - Floreale 
Oro colloidale, rubino, oligoelementi remineralizzanti.

mercoledì 5 gennaio 2011

Ambre - L'Occitane en Provence

Ambre era un profumo prodotto da L`Occitane en Provence, partendo non dall'ambra grigia ma da una resina di una pianta che cresce nel bacino mediterraneo. Era perché, al momento, non è più acquistabile. Ne ho una boccetta regalatami da una gentile commessa, vista la mia euforia per aver trovato un profumo all'ambra che possa usare anche in estate... senza essere troppo stordente.
Nonostante tutto, Ambre è un profumo intenso, caldo, voluttuoso, talcato e morbido. Appena spruzzato si sente una nota quasi di cacao amaro mischiata con un fiore dolce e delicato. Subito si insinua un odore erbaceo, verde fresco, di erba appena tagliata, e una nota di talco. Non quello dei bambini però, ma quello più adulto, è un odore sensazione, come camminare a piedi nudi su sassi caldi e rotondi, quelli che lasciano il bianco sulle piante dei piedi. Leggendo le note olfattive, scarse, l'unico ingrediente accreditato è il Galbanum. Questa è una essenza ricavata dalla resina di una pianta della famiglia delle Ombrellifere, la stessa del Finocchio e dell'Anice, che nello specifico cresce in Iran. In qualche modo in Ambre si percepisce questo tappeto di erbe selvatiche del mediterraneo. Sassi ed erbe scaldate dal sole. Paesaggi comuni in Corsica, in Grecia, sulle Isole Balcaniche. E' un orientale addomesticato, come un gattino sonnacchioso. Ma come tutti i proprietari di gatti sanno, il gatto è comunque un animale pericoloso...
Ambre (L'Occitane en Provence) - 2001 - Orientale - 

Galbanum 

martedì 4 gennaio 2011

Labdanum de Séville - L'Occitane en Provence


Labdanum de Séville de L'Occitane en Provence fa parte della linea Voyage en Méditerranée, unico eau de parfum. Il profumo ruota intorno all'assoluta di labdanum di Siviglia in Spagna, il cisto. Il cisto è una pianta selvatica dalla quale si ricava una nota calda e delicatamente ambrata, soavemente animale.
A me è piaciuto subito e mi ricorda moltissimo Fille en Aiguilles di Serge Lutens, un'altro profumo resinoso e balsamico. Come se fossero fratelli, Fille en Aiguilles è il fratello più grande, ombroso, introverso, con quel fascino misterioso che solo le persone complesse hanno. Labdanum de Séville invece è il fratello minore, solare, estroverso, un animale sociale, "tutto in superficie".
Appena messo si nota subito un aroma dolce e caldo come miele e sabbia scaldata dal sole, rametti di una pianta che sopravvive senza acqua e alla prima pioggia notturna regala un fiore peloso e soffice che sembra già secco. Poi diventa lievemente liquoroso, un liquore scaldato nel bicchiere, da una mano calda di uomo. L'uomo ha gli occhi chiusi. Nel posacenere si consuma lentamente un cigarillo. La sua pelle sa di acqua di miele e marmellata d'arancia amara. Nella stanza è entrata silenziosa una donna, cammina a piedi nudi sul pavimento di terracotta, la gonna e la camicia bianche producono il fruscio di due stoffe diverse. Si avvicina e posa le sue labbra leggere nell'angolo di pelle che sta tra i baffi e le labbra dell'uomo. Ne ispira l'odore caldo e deposita un bacio.

Labdanum de Séville (L'Occitane en Provence) - 2001 - Balsamico legnoso - (Karine Dubreuil)

Marmellata d'Arancio, Albicocca Disidratata, Cognac, Legno di Cedro, Patchouli, Legno di Sandalo, Polpa di Noce di Cocco essiccata, Cannella, Pepe, Cisto Labdanum, Tabacco biondo al miele, Benzoino, Vaniglia, Vetiver. 

lunedì 3 gennaio 2011

Fille en Aiguilles - Serge Lutens

Fille en Aiguilles è un profumo di rottura. Come del resto la maggior parte delle creazioni di Christopher Sheldrake. Per me è stata una rivelazione. Così differente da tutto il resto già sentito. Molto complesso, sfaccettato. Illuminante.
Immediatemente appena spruzzato si sente profumo di incenso, quello usato nelle chiese cattoliche, e odore di zucchero caramellato. Sacro e profano. Dopo qualche istante compare il sentore di trementina, il profumo dei pini marittimi e di aria salata. Poi in sequenza: mele cotte con le spezie e olio canforato. Una goccia di sciroppo di menta che cade in un bicchiere di latte caldo e poi di nuovo il bosco di conifere scaldato dai raggi di un sole pieno, estivo. Ah... e ovviamente le cicale.

Quando ho sentito Fille en Aiguilles mi è venuta in mente una persona a cui sono legata in modo inconsueto. Un naso bloccato indica una mente bloccata, questa frase si è materializzata nel mio cervello mentre si faceva strada in me il desiderio di farglielo annusare. Ci accomuna una mente iperimmaginativa e un atteggiamento esteriore molto compassato. Ma io ho deciso di rendere esterno il turbine che porto dentro.
Un po' per volta, come la ragazza sulle spine del nome del profumo. Per diventare una ragazza sui tacchi.

Fille en Aguilles (Serge Lutens) - 2009 - Balsamico legnoso - (Christopher Sheldrake)
Frutti Cotti, Vetiver, Incenso, Cumino, Coriandolo, Cardamomo, Aghi di Pino Marittimo, Essenza di Trementina, Alloro, Resina, Ambra

domenica 2 gennaio 2011

Patchouly - L'Erbolario Lodi

Il Patchouli è una pianta della famiglia delle Labiate, cresce maggiormente in Malesia, Filippine, Giava. In quei luoghi è ampiamente usata anche a scopo farmacologico, come pianta tonificante e rinvigorente.

Patchouly si presenta sotto forma di profumo solido, reminescenza di un modo di profumarsi di antichissima memoria.
Normalmente sulla mia pelle i profumi che contengono molto patchouli virano verso un odore di cantina muffosa e l'eau de toilette de L'Erbolario di Lodi non ha fatto eccezione, ma questo profumo solido si. Probabilmente la composizione per fare un profumo solido cambia e non c'è quell'ingrediente che subisce lo  strano effetto su di me. Solo Borneo 1834 di Serge Lutens non prende quella piega, forse è una questione di quale parte della pianta è stata utilizzata per estrarne l'essenza.
Patchouly  parte da subito con una miscela floreale resinosa e calda, dolce. Con un sottofondo erbaceo e di terra bagnata, molle. Dopo qualche minuto compare il legno, aromatico, e l'odore un po' di chiuso che contraddistingue da sempre questa essenza. E' un orientale molto diverso dall'ambra o dall'incenso, non è mistico o sensuale. E' pungente, un po' pepato, secco. Condivide con i popoli da dove proviene la pianta, quella caratteristica di asciuttezza dei modi tipica del sud est asiatico. Tagliente e riflessivo. Molto maschile, molto Yang. Usato da solo non mi appartiene, ma il suo essere così affilato, sostiene e dà corpo ai profumi romantici, un po' svenevoli. Lo porto in borsa, e quando sono stufa del troppo romanticismo, prelevo un po' di balsamo dalla scatolina e lo miscelo sulla pelle già profumata. Un tocco sulle tempie, uno dietro i lobi delle orecchie, e la mente si schiarisce...
E' non è così strano, alla famiglia delle Labiate appartengono anche la Lavanda, il Rosmarino, la Salvia, il Basilico, la Menta, e tante altre "aromatiche" tipicamente mediterranee che condividono quell'effetto pungente sfruttato in aromaterapia per combattere il malditesta e tante altre contratture muscolari e non che il nostro organismo sviluppa quando è sotto stress.
Allora il patchouli arriva in soccorso, dona sollievo e chiarezza di mente come un pensiero buddhista e ti fa olezzare divinamente...

Patchouly (L'Erbolario di Lodi ) - 2009 - Orientale  - 
Rosa Damascena, Vaniglia, Muschio Bianco, Patchouly di Java

sabato 1 gennaio 2011

Tea for Two - L'Artisan Parfumeur

Il Lapsang Souchong è uno dei miei tea preferiti. Ha gusto affumicato e pulito, lo si può gustare così, in purezza, oppure mettendo delle fette di limone direttamente nella teiera insieme alle foglioline di tea e versandoci sopra l'acqua a bollore. Per questo motivo, quando ho sentito per la prima volta Tea for Two ho individuato subito la nota del Lapsang Souchong. E' inconfondibile.
Tea for Two è un profumo strano, su di me ha un andamento circolare. Appena spruzzato si sente il succo di limone, lo zucchero di canna e il vapore che sale dalla tazza di tea. Poi, dopo qualche minuto subentra e sostituisce con la sua presenza il profumo del Lapsang Souchong, addolcito da un lievissimo sentore di miele di fiori d'arancio. Ancora una svolta e si fa strada il profumo di zenzero, quasi un biscottino, e di legno tirato a lucido con la cera d'api, e poi ritorna lo zucchero e il limone, il tea nero affumicato, il miele e la cera, il biscotto e il legno... in un girotondo che dura per quasi due ore. Buonissimo. Spruzzato sulla stoffa del cappotto (è un profumo per l'inverno) prevale il fumo, rendendo misterioso alle narici dei passanti, chi lo porta.

Tea for Two (L'Artisan Parfumeur) - 2000 - Speziato Cuoiato - (Olivia Giacobetti)
Genziana, Neroli, Bergamotto, Anice Stellato, Semi di Anice Verde, Tea Lapsang Souchong, Cannella, Zenzero, Spezie, Miele, Vaniglia, Legno di Guaiaco.

venerdì 31 dicembre 2010

Dzongkha - L'Artisan Parfumeur


Gli Dzong sono dei monasteri fortezza sparsi sul territorio del Bhutan, dove viene parlata la lingua Dzongkha, che deriva dal Tibetano Antico. Ecco, annusare questo profumo apre le porte ad un viaggio immaginario verso questi spazi. Legno, polvere, farmaco, foresta, terra asciutta sono i primi sentori di Dzongkha, poi una nota verde e boschiva, meditativa. Qualcosa di piccante, pepato... corteccia amara. Odore di pioggia in lontananza. Questo profumo mi fa sentire selvaggia...

Dzongkha (L'Artisan Parfumeur) - 2006 - Cuoiato Legnoso - (Bertrand Duchaufour)
Litchee, Cardamomo, Thé bianco, Peonia, Incenso, Iris, Legno di Cedro, Vetiver, Papiro Indiano, Cuoio.

martedì 28 dicembre 2010

Havana Vanille (Vanille Absolument) - L'Artisan Parfumeur

Cremoso, come cioccolato bianco, aromatico come rhum invecchiato in botti di legno, leggermente fumoso, come una voluta sfuggita ad un sigaro di passaggio vicino ad una finestra aperta. Caldo e speziato, quasi marino ad un tratto... e poi la vaniglia, satura, verde, sfaccettata, pepata.
Chi si aspetta la crème caramel rimarrà deluso. Questo è un gourmand per palati sopraffini.
Havana Vanille (ora Vanille Absolument) (L'Artisan Parfumeur) - 2009 - Gourmand - (Bertrand Duchaufour)
Cuoio, Foglie di Tabacco, Rhum, Chiodo di Garofano, Frutta Secca, Narciso, Elicriso, Fava Tonka, Assoluta di Vaniglia Messicana, Legni affumicati, Muschio, Note Balsamiche.

lunedì 27 dicembre 2010

Vanille et Coco - E.Coudray

E. Coudray esercita a Parigi dal 1822. Questa casa di profumi ha mantenuto la filosofia dei profumi dell'epoca e uno stile art deco per tutta la sua gamma di prodotti. Profumi insoliti, che aleggiando dal passato arrivano fino a noi con il loro mistero.
L' olio profumato per il corpo, Vanille et Coco ha un profumo raffinato, di grande eleganza. Non ha niente delle note gourmand della Vaniglia né del Cocco. Invece ha sintetizzato la dolcezza, l'esoticità e la fresca carnosità del cocco con la nota quasi farmaceutica, orientale, e leggermente speziata della vaniglia. E' un olio alla vecchia maniera, non secco, lascia la pelle morbida come velluto di seta e profumata sottilmente ma tenacemente per tutto il giorno e la notte... Ad ogni movenza, una leggera onda di profumo quasi impercettibile lascerà il corpo e veleggerà verso nasi ricettivi alla femminilità nascosta. Molto particolare.

giovedì 23 dicembre 2010

Ambre Extreme - L'Artisan Parfumeur



I Profumi de L'Artisan Parfumeur sono un universo tutto da scoprire. Io ho avuto questa fortuna grazie alla proprietaria della Farmacia Corti. Una donna dotata di una perspicacia psicologica che applica al mondo dei profumi e delle essenze. Come in un viaggio onirico ho annusato profumi di terre lontane, di piante rare e connubi insoliti di stupefacente impatto. Grazie a lei ho capito perché sono attratta dai profumi all'ambra e perché si sposano meravigliosamente con la mia pelle. Come una tipologia psichica-olfattiva possa rivelare lati sconosciuti o vagamente sospettati al soggetto stesso è per me fonte di stupore bambino. Ognuno di noi anela al disvelamento mediante l'altro, è come innamorarsi.  

Ambre Extreme ha tutte le caratteristiche che mi piacciono in un profumo, bontà, persistenza, fusione. E' dolce e seducente, aromatico ed animale. Richiama il contatto fisico mediante i suoi toni di cuoio dolce, mare, talco. Sontuoso e di grande eleganza è un profumo che cela una animalità sensuale e spirituale insieme.

Da quando l'ho scoperto, e lo uso, con potenti pinnate ha portato all'azione un lato di me audace che finora era stato sempre mentale. Come il capodoglio che emerge dalle profondità marine per depositare l'ambra grigia sulla  superficie dell'acqua, e' un' audacia che arriva dal profondo delle acque interiori, e che contiene la consapevolezza di essere l'espressione di una forza primordiale.

Ambre Extreme (L'Artisan Parfumeur) - 2001 - Orientale Speziato - (Jean-Claude Ellena)
Cardamomo, Noce Moscata, Macis, Pepe, Sandalo di Mysore, Patchouli, Rosa Turca, Ambra, Lacrime di Benzoino, Note Muschiate, Fava Tonka,Vaniglia. 
    

mercoledì 22 dicembre 2010

Le Stelle e il Mago

Le parole possono essere sassi che affondano nell'acqua stagnante della mente di una persona, e magari rimangono lì, sul fondo, impantanati nella melma dei nostri pensieri vischiosi e ripetitivi.
Ma in una mente fantasiosa e creativa prima o poi succede qualcosa, la melma si scuote, e quello che sembrava un sasso si rivela un seme. Dal seme spunta una pianta, piano piano, lottando contro la corrente, si fa strada verso la luce della coscienza. Due timide foglie raggiungono la superficie dell'acqua e lì si nutrono della luce della realtà. In questo modo sboccia il fiore di loto della conoscenza.
Quando uno conosce può agire.

Pensa sesso e sii una visione...

E' così che ho coltivato la mia audacia.
  

domenica 12 dicembre 2010

A' La Nuit - Serge Lutens

Il Gelsomino di A' la Nuit è un gelsomino notturno, fresco e dolce. E in qualche modo frizzante e leggero. Normalmente l'essenza di gelsomino sulla mia pelle non rende giustizia al fiore. A' la Nuit è un gelsomino che posso portare, lo metto e odoro di uno dei miei fiori preferiti, ma proprio del profumo del fiore... portato dalla brezza in una notte estiva, con tutta la verde freschezza delle foglie e il calore del giorno trattenuto dalla terra. Per me è un Verde Floreale Intenso, che me lo rende amato, nonostante io non ami particolarmente i profumi verdi né quelli floreali.
Portato in estate si scalda e ammalia come il fiore, portato in inverno è l'esaltazione della femminilità.

A' la Nuit (Serge Lutens) - 2000 - Floreale - (Christopher Sheldrake)
Gelsomino Indiano, Egiziano e del Marocco, Miele, Chiodo di Garofano, Benzoino, Muschio.

mercoledì 1 dicembre 2010

Peonie - l'Erbolario di Lodi


Peonie è un eau de parfum dell'Erbolario di Lodi. Romantico come un giardino inglese, è un floreale ben costruito che in poco tempo sviluppa una morbida nota talcata. Per quando ci si vuole sentire un po' ottocentesche... senza odorare per forza di rosa.

Peonie (Erbolario di Lodi) - 2010 - Floreale -
Peonia, Iris, Fiori Bianchi, Frutti, Spezie e Legni.  

martedì 30 novembre 2010

Ambraliquida e Myrrhae - l'Erbolario di Lodi

Questi due olii per il corpo sono meravigliosi. Lasciano la pelle di seta, assolutamente non unta. E senza quella sensazione strana che io percepisco con l'olio secco (che non amo). Usarli dopo la doccia o un bagno caldo, fa rivivere il rito dell'unzione del corpo descritta nelle antiche scritture. Quando la preparazione all'amore era scrupolosa e magica.
Ambraliquida è molto profumato, persistente, prevaricante. Caldo, resinoso e stordente. Buonissimo.

Myrrhae è più discreto, un profumo secco che si sviluppa nel sottofondo, come un tappeto di corteccia si miscela al profumo di ciò che verrà messo sopra, donando un sentore di bosco ombroso.

Di entrambe le profumazioni esiste tutta la linea bagno, ma quelle che più sono interessanti sono le creme corpo, altamente nutrienti e sontuose. La crema corpo Myrrhae contiene mica polverizzata che dona alla pelle una luminescenza stellata, perfetta in estate o per chi si sente brillare e vuole mostrarlo...

domenica 28 novembre 2010

Loulou - Cacharel


Ispirato a Louise Brooks protagonista del film "Lulù - Il Vaso di Pandora" (regia di G. W. Pabst - 1928) nel ruolo di Lulù, questo profumo è uno dei classici profumi intensi e opulenti degli anni '80.
Louise Brooks era una donna trasgressiva ed emancipata, lo era per l'epoca ma lo sarebbe anche ai giorni nostri. Loulou di Cacharel è un profumo estremo, persistente, femminilissimo, quasi importabile, a meno di non avere una personalità molto forte, tanto quanto il profumo stesso.
I suoi fiori sono voluttuosi, carnosi e pesanti. Non c'è niente di arioso in questo profumo. Eppure, come la protagonista del film rimane "pulita" anche passando attraverso le situazioni più umilianti, Loulou di Cacharel è un profumo di innocenza. Di sensualità primordiale e libera.

Loulou (Cacharel) - 1987 - Orientale floreale legnoso - (Jean Guichard)
Violetta, Prugna, Cassis, Gelsomino, Bergamotto, Fiori d'Arancio, Mimosa, Albicocca, Margherita, Anice, Cashmeran, Fiore di Tiaré, Ylang-Ylang, Iris, Legno di Sandalo, Vaniglia, Incenso, Fava Tonka, Benzoino, Muschio.

venerdì 26 novembre 2010

Myrrhe Ardente - Annick Goutal

Ci sono profumi che ti avvolgono impalpabili, caldi e morbidi come una sciarpa di cachemire. Ripenso a Impérial Opoponax, a Hypnotic Poison e a Karma ... Myrrhe Ardente è così. Dolce, morbido, raffinato, silenzioso.
Di quel silenzio denso di significato. Lo si percepisce arrivando vicino alla pelle, così che la sensazione è sia olfattiva che termica, le narici si riempiono del calore della carne e della sottile presenza di questo profumo. Ma è una presenza che si fonde e rimane per tanto tempo, tantissimo, sulla pelle, diventando un tutt'uno.
Myrrhe Ardente - (Annick Goutal) - 2007 - Orientale - (Isabelle Doyen - Camille Goutal)
Cera d'Api, Legno di Guaiaco, Fava Tonka, Benzoino, Mirra, Vaniglia

mercoledì 24 novembre 2010

In Occultamento


Sento che mi sto' occultando. Scarica di ogni energia, apatica. Non mi succedeva da tanto. Lo stadio successivo, lo so, è l'accidia. E' già successo tempo fa.
Devo reagire, trasformare l'occultamento perlomeno in immersione...

venerdì 12 novembre 2010

Sensi

Venerdì 12 Novembre 2010 - Oggi mi sento così, con i sensi in stato di ipersollecitazione morbida. Sono vestita a strati, strati di stoffe sovrapposte a strati, tessuti differenti, la ruvidezza del cappotto di lana, la compostezza inconsistente della giacca in maglia, la fluidità della sciarpa sottile, la croccantezza della camicia e della gonna di cotone. In questa confusione di stoffe ci sono io, mi sento carne morbida da abbracciare, capelli lisci, sottili e setosi di bambina che si mischiano alla stoffa della sciarpa e al metallo freddo degli orecchini pendenti. Sono fatta di profumo e calore. Dalla camicia semi aperta emergono rotondi e morbidi i miei seni. Hanno il tepore e la consistenza di uova alla coque. Me ne sto quiescente, aspettando di essere abbracciata e spogliata. Strato dopo strato dopo strato, fino a rimanere nuda e vibrante. Senza accesso alla mente. Solo sensi e fisicità.

domenica 31 ottobre 2010

La Sciarpa Rossa, il Neonato, lo Sconosciuto

Domenica 31 Ottobre 2010 - Sono sul letto della mia stanza da bambina, sto parlando con uno sconosciuto, siamo seduti uno di fronte all'altra, di traverso, sul letto. C'è continuamente gente che entra ed esce dalla stanza, forse c'è una festa, non so. Il letto viene usato per depositare i cappotti. Lo sconosciuto è carino, alto, magro, occhi e capelli neri, viso piuttosto squadrato, un misto tra Alessandro Gassman e Antonio Banderas. Io ho tra le braccia un neonato. Deve essere il bambino di qualcuno che partecipa alla festa, l'ha lasciato qui insieme ai cappotti. Il ragazzo mi parla in una lingua che non capisco, anzi no, è solo che parla così sottovoce che non riesco a sentirlo. Si avvicina, moltissimo, i nostri visi sono quasi a contatto, mentre mi parla, prende una grande sciarpa rossa dal mucchio di vestiti lì accanto, la apre e con un gesto ampio me la posa sulle spalle, è morbida, leggera e calda, quasi impalpabile, la incrocia davanti, incorporando il bambino al mio petto, mi abbraccia intorno alla vita e incrocia di nuovo la sciarpa dietro la mia schiena, intanto mi dice "Accarezzami", io gli tocco una coscia, indossa una tuta da ginnastica, la stoffa lucida, liscia, setosa. Risalgo, lui è tornato ad incrociare sul davanti la sciarpa che sembra non finire mai, mi dice "Strofinami" gli tocco il pene, sotto la stoffa tesa è morbido e duro, la cucitura crea una costola in rilievo che ne segue tutta la lunghezza, gli abbasso i pantaloni, sotto le mie dita sento il calore della pelle tesa degli addominali, e la delicatezza diafana della pelle del suo cazzo. Qualcuno entra nella stanza, all'apertura della porta l'onda sonora del chiacchiericcio si fa più intensa, prendono qualcosa dalla tasca di una giacca, non fanno caso a noi che ci siamo bloccati. Immobili in sospensione di tutti i gesti comunicando solo con gli occhi, i miei stanno dicendo che non si può andare avanti, non con questo andirivieni continuo, i suoi si abbassano sulla mia gonna, rapido la solleva, mi toglie le mutande, ed entra dentro di me. Il Bambino non c'è più, la sciarpa rossa è avvolta strettamente intorno al mio corpo nudo, si incrocia ripetutamente davanti e dietro, coprendomi il seno e creando un triangolo perfetto intorno all'ombelico, abbasso la testa per guardarlo, per guardarci, un tutt'uno unito, io che lo avvolgo, lui tutto dentro di me. Il ragazzo sorride, mi mette una mano sulla bocca, non mi sono accorta che sto gridando mentre vengo. Mi sveglio.

Non è la prima volta che il mio inconscio sceglie uomini dal fascino prettamente latino. L'altra volta un misto di Depp e Cortes, questa volta questi due...  (Un pigro pomeriggio in campagna)

Lo Sciarpa denota il desiderio di essere amati, e indica una iniziativa sentimentale che avrà successo o meno a seconda del contesto del sogno. 
Il Neonato Onirico è simbolo di una nascita interiore che è cominciata con una sconfitta o un successo importante nella vita del sognatore. Ci dice che qualcosa è mutato dentro di noi, che siamo in evoluzione. L'età del Neonato Onirico ci indica quando ha avuto inizio il cambiamento. Se ha sei mesi di vita, vediamo quale emozione è sorta in noi sei mesi fa, o quale progetto abbiamo iniziato ad accarezzare silenziosamente a quel tempo. Da quanto siamo alle prese con questa lotta o scoperta interiore, questa sconfitta o questo successo, questa grande pena d'amore.
L'Ombelico raffigura il centro di ogni esistenza. Sognare di guardarselo indica un grande sconvolgimento in atto. Un cambio di esistenza. La necessità di mettere in atto un altro genere di vita.
Il Letto riveste un significato di unione di corpo e anima del sognatore. Rappresenta la stabilità nella vita. 
Il Principio Maschile nei sogni femminili rappresenta il risveglio della parte maschile dell'anima della sognatrice. Il mio principio maschile sa cosa vuole, lo chiede ed agisce, è deciso e protettivo nei miei confronti. Perfettamente sviluppato.
La Bardatura indica che ci si è accollati un compito e si deve portarlo a termine con pazienza, coraggio e una buona dose di sottomissione.
Il Rosso ci mette in rapporto con lo spirito di vitalità, infonde energia, volontà e combattività. 
Sognare di raggiungere l'orgasmo indica un desiderio di unione, di amore passionale. Raggiungerlo nella realtà a seguito del sogno denota che il flusso delle energie fisiche e psichiche è libero e attivo. Ma forse sottoutilizzato. 
Nei sogni la sessualità è connessa alla spiritualità poiché il corpo rappresenta l'anima. Il Fallo Onirico simboleggia la fonte di energia che penetra nell'anima e che rende possibile la creazione di una nuova vita. Indica la capacità di amare se stessi e gli altri. Sostiene una espansione della personalità, e la riuscita dal punto di vista evolutivo ed espressivo di tutto ciò che concerne la vita, il lavoro, l'amore.
Il Fallo Onirico opera una fusione ed è elemento creatore sotto tutti i punti di vista.

sabato 30 ottobre 2010

Togliere il grasso


Sabato 30 ottobre 2010 - Sono nella cucina di una casa al mare, le finestre aperte fanno entrare odore di salsedine e sento il rumore della risacca. Sto preparando il bollito. Ho già messo sedano, carote e chiodi di garofano nell'acqua della pentola a pressione, ma ho deciso che proverò a cucinarlo normalmente, senza il coperchio che manda in pressione, voglio usare un coperchio normale. Mi siedo al tavolo, indosso un maglione a collo alto, il bordo inferiore è ripiegato per formare un marsupio, in questa culla dorme la mia gatta. Sta su da sola. Maneggio un coltello da cucina, sul tagliere davanti a me c'è un grosso pezzo di carne rossa, devo staccare la parte grassa. Dentro di me sento due voci, una che dice che è un peccato buttare il grasso perché solo quelli come noi apprezzano il sapore che dona al brodo e alla carne, la consistenza cedevole che offre ai denti quando lo si mangia... l'altra voce sostiene invece che tutto quel grasso è dannoso, che mangiarlo significa introiettare talmente tante calorie da non riuscire a bruciarle negli anni utili di una vita... Con colpi precisi e affilati separo il grasso dalla carne. Lo ripiego a fisarmonica e lo guardo attentamente, il grasso è una stoffa blu a disegni grafici bianchi e pois, tutta ricoperta di uno strato gelatinoso stabilizzato. So che la stoffa è blu perché è quella di un mio vestito, ma non si capisce il colore vero, perché il grasso gelatinoso lo altera e sembra un marrone strano. La mia gatta si è svegliata e osserva anche lei la scena immobile, mi domando perché non cerca di prendere la carne. Mi sveglio.

Il grasso che ci portiamo addosso, a volte altera la percezione che gli altri hanno di noi. Così come un bel vestito dai colori intensi, ricoperto da uno strato di gelatina, perde in brillantezza e non se ne capisce il vero colore. 
Il vestito del sogno è un vestito che io ho davvero, mi ci sento bene dentro, sensuale e trasgressiva, misteriosa e moderna... blu, nero, con disegni di spirali, anelli, bolle che si alternano a patchwork, una manica diversa dall'altra... è un vestito che amo molto e con il quale ho ricevuto parecchi complimenti... 
Ecco il mio inconscio l'ha usato come simbolo, io sono così come il vestito, mutevole e sfaccettata, ma con il comportamento che ho assunto in questo ultimo periodo sto ricoprendo la stoffa di cui sono fatta con una massa che la altera e distorce. Che non fa percepire fuori, agli altri, come sono davvero, il mio vero colore.

La Pentola è la donna, la pentola a pressione nei miei sogni, ormai lo so, sono io. 
L'Acqua simboleggia il regno delle emozioni.
La Carota nei sogni indica l'organo sessuale maschile. 
Il Sedano simboleggia l'eterna giovinezza.
La Carne rappresenta i bisogni materiali e fisici, anche sessuali. 
La Culla indica un apparente senso di protezione e sicurezza, ma avverte di essere prudenti e non dare troppa fiducia.
Il Coltello indica aggressività e una sessualità immatura.
Cucinare in sogno incoraggia a superare certe esperienze per liberarsi finalmente dall'oppressione che esercitano su di noi. Significa trasformare con la "cottura" le parti di cui siamo fatti e cambiare in meglio, rendendo più gustoso e digeribile ciò che in principio è materia rozza.
La Gatta è simbolo di sensualità e bisogno di tenerezza.
Il Chiodo indica una forte coesione interna, con la propria personalità.
Il Garofano simboleggia l'amicizia.
Il Vestito esprime bisogni, aspettative, qualità personali che si dovrebbero manifestare all'esterno più chiaramente.

Nella mia pentola, che non voglio tenere sotto pressione, ho messo emozioni, sesso, bisogni fisici, voglia di eterna giovinezza, amicizia e una maggiore coesione con me stessa.
Ho lasciato fuori il grasso, per cucinare un vestito che rispecchi fedelmente il fuori con il dentro. La mia immagine esteriore con quello che sento di essere dentro.

martedì 26 ottobre 2010

Il Coniglio

Venerdì 22 Ottobre 2010 - Sono all'uscita del parcheggio della piscina, è sera, è buio. I fari della macchina illuminano il prato che si spande tutt'intorno, un movimento congelato ed ecco che guardando meglio vedo un coniglio. Se ne sta lì fermo immobile, piccolo, molto piccolo, del colore indefinito dei cereali, solo l'interno delle orecchie, bianco, spicca. Indietreggio un poco e nella frazione di buio si sposta e poi si riblocca ipnotizzato dalle luci della mia macchina. Potremmo stare lì, io e lui, in sospensione. Per vedere chi tra i due si muove per primo. Vado.

Il Coniglio rappresenta un evento inaspettato nella vita di chi lo sogna o lo vede. Esso simboleggia la comprensione di una realtà altra che può destabilizzare le convinzioni della persona. Seguirlo indica una volontà di attenzione agli eventi a prima vista insignificanti, ma che potrebbero invece rivelarsi determinanti.
Come Alice, chi si incuriosisce, e rimane aperto e ricettivo, può essere trasportato in un Paese delle Meraviglie che dona un diverso modo di percepire la realtà circostante.
Il Coniglio, come la Lepre, è un animale lunare, incarna la lussuria, i desideri carnali e sensuali. Rappresenta anche l'abbondanza, la fortuna, la lascivia, la procreazione, la pubertà, lo slancio, la crescita, l'amore e il rinnovamento tipico primaverile.

Nella civiltà asiatica riveste il ruolo di condottiero, una guida che illumina e accompagna chi lo segue nel viaggio tra due mondi.
"Tutto parte dal coniglio, è il coniglio che indica la strada, è il coniglio il punto di partenza per arrivare a vivere veramente."

Il Coniglio Onirico raffigura una persona docile, che si può ferire con facilità.

Va bene, ho capito.
 

giovedì 21 ottobre 2010

Due Cani

Giovedì 21 Ottobre 2010 - E' mattina, guido assonnata per andare al lavoro, una leggera nebbia staziona a mezzo metro sui prati. Il muro di cinta che corre lungo la strada custodisce i giardini delle ville di cui si vede solo la portineria sulla strada. Ci deve essere una piccola collina all'interno di una di queste perché ad un metro in linea d'aria dal muro di cinta galleggiano due cani. Con un balzo sincronizzato puntano le zampe davanti sul muro e poi giù, mi attraversano la strada e atterrano nel prato di fronte. Uno dei due è più grande, compie un giro su stesso e l'altro lo imita ad un secondo di distanza, come due pattinatori levrieri. Le orecchie tese, il muso puntato, con passo baldanzoso si inoltrano nella nebbia. Inghiottiti e spariti con un unico movimento di coda.

martedì 19 ottobre 2010

Ossessione, Compulsione, Vecchia Me, Nuova Me


Ci sono persone che hanno un talento naturale nell'adottare le strategie giuste per aiutare gli altri. Dicono una cosa e a me si apre tutto un nuovo percorso di ragionamento e azione.
Il Maestro Fisico con Istinto e Fai, la mia amica Lucia con Vecchia Me Nuova Me.

Con Lucia parlavamo di come a volte il cibo diventa un pensiero che ti domina la mente e condiziona l'agire.
E lei di punto in bianco se ne esce con "...quella era la vecchia te. Ora sei una nuova te, vista dal fuori. Devi adeguare il dentro a quello che si vede fuori." "Cosa si vede fuori?" " Una bella donna, con le forme al posto giusto, che deve perdere solo qualche kilo. Una persona normale."

Ma com'è una persona normale? Una che non pensa ossessivamente una sola cosa alla volta. Perdi in capacità di concentrazione ma guadagni in soglia di attenzione.

A volte la mia concentrazione su una cosa è così totalizzante da dimenticare dove mi trovo e cosa o chi mi circonda. Come il fascio di luce proiettato da una torcia, illumino nella notte un solo obiettivo. A volte può essere veramente fondamentale questa capacità di astrarsi dal resto. Ma poi rischi di perderti chi sta intorno a te. Estraniandosi troppo, diventi una aliena.

Prima, alcuni cibi evocavano dentro di me un'immagine così forte e irresistibile da annullare qualsiasi altro pensiero. Prendendo in mano la volontà e guidandola verso l'acquisizione e l'incameramento del cibo prescelto. Ma tutta questa capacità di concentrazione usata per pensare al cibo non è ossessiva e compulsiva?  Le cose nella vita per cui vale la pena agire così sono veramente poche. E il cibo non credo sia fra queste. Allora il cibo è un simbolo. Un dirottamento. Quando riesci a capire quale era la vera direzione della tua mente prima che dirottasse sul cibo, capisci cosa è importante per te. E cambi.
Ora, penso ai broccoli, l'immagine si forma e poi vola via. Fuggevole come un pensiero inconsistente. Quale è.

Ecco, la Nuova Me è forse meno capace di concentrarsi annullando tutto il resto, ma vive.
Devo imparare quando usare il raggio luminoso della torcia, dritto e puntato sull'obiettivo, un obiettivo veramente valevole, ma poi essere capace di rimanere la maggior parte del tempo con la luce diffusa.
Per non perdersi la vita intorno.

lunedì 18 ottobre 2010

Il piacere delle donne visto dagli uomini

Sono lì impegnata in un lavoretto niente male. So come farlo, me l'hai insegnato tu e io ci ho messo del mio studiando e immedesimandomi nel tuo piacere. La mia bocca è piena, la mia lingua esplora tutte le colline e i dirupi del tuo cazzo. Ecco, si sta modificando ancora, dove c'erano rughe morbide ora è tutto teso, gonfio, enorme. Ti annuso e improvvisa nella pancia una voglia di riempimento. Lascio le tue palle in una sola delle mie mani e con la mia scendo. Sollevo la gonna, porto stivali alti con calze parigine, sento la pelle delle cosce fresche, salgo. Sposto le mutande, calde, e soffice incontro la mia carne umida.

Come viene percepita una donna che si procura piacere mentre lo dà? Una donna che si masturba, vista da un'altra donna, può essere imbarazzante, triste, piena di vergogna o squallida. Ma un uomo invece vede ciò che fa lui.
E apprezza. Il suo essere uomo apprezza la competenza.
Il saper gestire il corpo, il proprio e quello dell'altro. L'esplorazione, la sperimentazione e l'applicazione delle conoscenze.
E la capacità di sapersi procurare il piacere senza il bisogno di dipendere dall'altro.
Questo è l'erotismo. La versione adulta della sessualità. Avere una natura erotica significa pensare al sesso e a come farlo, studiare per conoscere meglio i meccanismi che lo regolano e poi sfruttare queste conoscenze sapendo lasciarsi andare, ma non totalmente, se non in un crescendo.
Che dall'erotismo passa di nuovo alla fisicità della sessualità primordiale.
Erotico è tutto ciò che è voluto, con intenzione. Sessuale ciò che è innato. Come sempre, come in ogni cosa, le due nature sembrano antagoniste, contrapposte. La fusione, che è quello a cui tutti anelano, è quando il confine tra intenzionale e innato non esiste più, e l'essere erotici, sessuali, primordiali, sensuali, diventa carne della nostra carne e mente della nostra mente.
Non pensiero. Non intenzione di azione. Ma incontrollato fluire.

lunedì 11 ottobre 2010

Il Messaggio della Volpe

Lunedì 11 ottobre 2010 - Sto' tornando a casa dalla piscina, l'acqua ha fatto il suo effetto, non penso a niente. Guardo distrattamente il susseguirsi del paesaggio notturno. Ecco il Palo e poi il Cartello di direzione obbligatoria e... ho visto una volpe. Se ne stava lì come un gatto smilzo sul bordo della strada, due zampe già sul prato e due ancora sull'asfalto. Mi sta aspettando. Mi guarda fissa negli occhi, per un momento siamo sospese nello stesso spazio tempo.
L'ho oltrepassata, nello specchietto retrovisore ho visto la coda sparire flessuosa tra le stoppie.
Spesso mi capita di vedere animali selvatici. Sempre penso che abbiano un messaggio. Per me.

La Volpe non è sempre stata un simbolo negativo. Nella cultura cinese essa serve da specchio ai pensieri degli uomini, il suo ruolo è quello di scoprire i loro desideri più riposti e di far loro prendere coscienza delle responsabilità dei propri atti. Rappresenta una seconda coscienza.
Per i bretoni era uno degli animali psicopompi, trasportatrice delle anime dei morti.

La Volpe è tra gli animali più astuti, capace di ammaliare con il suo penetrante acume. Rappresenta l'istinto dell'uomo.

Se dovessimo scegliere un animale che più di altri simbolizza il mondo furry, questo è la volpe. Esso è l'animale scelto da una buona parte dei furries, di gran lunga il più amato e rappresentato. Il motivo per cui questo animale viene adottato da così tanta gente è controverso. Secondo alcuni la volpe sarebbe da un punto di vista concettuale una sorta di via di mezzo tra i canidi e i felidi, riunendo in se i pregi degli uni e degli altri. Ma il vero motivo è oscuro: in parte c'entra la simbologia della volpe come animale che incarna la sessualità femminile attiva e disinvolta, ma basti ricordare che la ritroviamo anche come protagonista nel corpus medioevale di racconti del Roman de Renard, che ebbe a suo tempo in Francia tanto successo da far sì che per indicare l'animale si usasse da allora in avanti, in francese, il nome del protagonista, Renard appunto. (tratto da "Cos'è il furry" tigress.com)

...poi ho trovato questo racconto...

Volpe (Mada Rua).


Simbolo di astuzia. Rende pazzo chi la caccia o la segue.
I personaggi vedono una volpe che spunta dai cespugli di fronte a loro, in lontananza. E' inutile inseguirla o tentare di colpirla con armi da lancio, essa è troppo veloce. Di tanto in tanto la volpe spunta di fronte ai personaggi, li attende per qualche secondo, poi scompare solo per apparire poco più tardi. Dopo un po' di tempo a qualcuno sembrerà di essere già passato dal luogo ove si trovano (in effetti i personaggi, ingannati dalla volpe, compiono un lungo giro in tondo, come possono notare lasciando dei segni o guardando da che lato proiettano l'ombra). Per sfuggire all'inganno della furba (e permalosa) volpe i personaggi dovranno riuscire a sorprenderla: una dovrà restare nascosto per sorprenderla mentre gli altri continueranno a camminare fino a farla cadere nell'imboscata. A questo punto la volpe riconoscerà la scaltrezza dei personaggi "...siete più furbi di un coniglio, meritate una possibilità di rispondere ai miei indovinelli: se risponderete correttamente troverete la strada, altrimenti continuerete ad errare in eterno". I tre indovinelli sono:


Se un uomo portasse un fardello come il mio
Si romperebbe la schiena.
Non sono ricca
Ma lascio argento sul mio percorso.


Una scatola senza coperchio, cardini o chiave
Ma con un dorato tesoro al suo interno.


Tre vite io ho.
Gentile abbastanza da lenire la pelle,
Leggera abbastanza da accarezzare il cielo,
Dura abbastanza da rompere le rocce


Se si risponde correttamente a tutti e tre la volpe scompare assieme al suo inganno. Il premio è la risposta alle domande agognate.

 
Usa l'Istinto e il tuo Acume. Per portare alla luce i tuoi desideri più nascosti.
Questo è il messaggio della Volpe per me.

...e sparisci nelle stoppie.

venerdì 8 ottobre 2010

Sogni olfattivi: Annusando Profumo di Meloni

Martedì 20 Aprile 2010 - Vago per strade di un paese senza macchine, sono in camicia da notte ma la porto arrotolata fino alla vita, e sono senza mutande, so che devo lavarmi ed entro da un fruttivendolo che, ho già visto in un altro sogno, ha il bidet tra le cassette esposte della frutta... mi avvicino all'oggetto del desiderio, intorno ci sono peperoni e meloni gialli, mi sono quasi seduta, e checcazzo... arriva il fruttivendolo... allora con gesto sciolto, abbasso la camicia da notte e dico: "dovevo solo lavarmi le mani" passo le mani sotto il getto di acqua fresca, le mie dita tagliano l'acqua e creano un velo uniforme dai bordi frastagliati, ho il naso all'altezza delle cassette della frutta, il profumo dei meloni è fortissimo, intenso, mi sveglio

martedì 5 ottobre 2010

Io sono la macchina, la goccia, la foglia

Lunedì 4 ottobre 2010 - La mia macchina è bella. E' una lamina d'argento che brilla delle gocce di pioggia intatte e semisferiche bloccate li, in attesa di evaporare.
Foglie gialle e umide appiccicate, la baciano e non vogliono staccarsene.
Esce un raggio di sole e per un breve istante le gocce rimandano i bagliori dell'iride, l'argento si fa liquido, pulsa e sembra vivo come mercurio, le foglie hanno un fremito.
Ora vogliono che il vento le stacchi e le faccia volare per un po'.

lunedì 4 ottobre 2010

Gli Oggetti senza Borsa, i Vetri Colorati, i Due Maestri


Avevo chiesto di sognare, e sono stata esaudita, avevo chiesto il Maestro Onirico ed è arrivato in sogno anche quello Fisico. Forse é troppo...

Sabato 2 Ottobre 2010 - Ho sognato due sogni mischiati. Mi addormento e sogno il Maestro Fisico che sta camminando davanti a me, sul bordo erboso di un fiume. Cammina dandomi le spalle, si volta leggermente e con il dito mi indica qualcosa sott'acqua, sul fondo del fiume. Sono nell'acqua ora, mi arriva alla vita, con le mani intorno agli occhi immergo il viso e vedo ciottoli di vetro colorato, colpiti dai raggi di sole mandano bagliori di colori diversi, verde rosso viola blu... mi sveglio per riprendere aria. Mi riaddormento, ora sono nel centro di una stanza bianca, ho intravisto il Maestro Onirico che passava dirigendosi verso il luogo dove tiene lezione, sono in ritardo, apro un armadietto e gli oggetti che normalmente tengo nella borsa sono tutti sparsi, la borsa non c'è. Cerco di tenerli tutti nelle mani, ma qualcosa cade sempre, sono troppi, piccoli e poco prensili. La lezione è iniziata e io sto li a domandarmi dove può essere finita la mia borsa. Non ci voleva. Mi sveglio. Mi riaddormento, sul fondo del fiume mischiati ai ciottoli di vetro colorato ci sono tutti i miei oggetti senza borsa. Sono li che gatteggiano al sole sotto un metro di acqua. Mi sveglio.

sabato 2 ottobre 2010

Dormire e forse sognare...

Provo ad andare a letto presto stasera, sono mesi che non riesco a dormire bene, me ne sto sveglia con gli occhi ostinatamente spalancati nel buio per ore...e allora mi alzo e scrivo. Molto delle sconclusionatezze che ho scritto ultimamente è dovuto a questo. Dopo qualche notte così, ne arriva una in cui cado come in catalessi, dormo senza sogni (senza avere il ricordo di aver sognato) e mi sveglio più stanca di prima.
Ciò non va bene, io devo sognare, mi manca la materia prima per il blog!

Cosa voglio sognare stanotte? Vorrei sognare la Sirena, o l'Esotica Sconosciuta, che mi dicano a che punto sono arrivata e se sto facendo la cosa giusta. Vorrei sognare il Maestro Onirico, è tanto che non lo sogno, anche lui potrebbe indicarmi cosa fare.
Oppure un bel sogno tutto nuovo di zecca. Come mi sento a tratti io in questi giorni.
Un bel sogno di carne e velluto...di occhi e mani...e capelli che sfiorano leggeri un corpo nuovo.
Un sogno di baci di labbra e ciglia...e di farfalle. Un sogno di quelli che si trascinano lenti fino a svegliarti e sei li, in bilico, le mani che arpeggiano l'aria per ricatturare il sogno che è ancora dentro di te, caldo, umido e vibrante.
 

venerdì 1 ottobre 2010

Il Terzo Compito di Psiche

Ho letto questo libro ("Le dee dentro la donna" di Jean S. Bolen) molti anni fa e improvvisamente l'altro giorno, qualcosa mi ha fatto ricordare che c'era questa storia dei Quattro compiti di Psiche (che riporto con parole mie)...

Nella Mitologia Greca Afrodite, madre di Eros, quando scopre che Psiche è innamorata di Eros e da lui ricambiata, decide con uno stratagemma di separare gli amanti. Psiche allora cerca di riconquistare l'amore ed Eros, andando direttamente e umilmente da Afrodite.

La dea le ordina di eseguire quattro compiti, certa che non riuscirà a portarli a termine tanto sono difficili.

Il primo compito DIVIDERE I SEMI equivale a fare ordine nella propria vita separando ciò che ha valore da ciò che distoglie energie e non vale niente, fidandosi del proprio intuito (i semi differenti vanno ordinati in gruppi e separati dalle impurità, Psiche riesce perché vengono in suo aiuto le formiche, che rappresentano l'intuito che porta a livello conscio le sensazioni inconsce che abbiamo)

Il secondo compito PRENDERE UN FIOCCO DI LANA DEL VELLO D'ORO equivale ad acquisire il potere senza rimanerne schiacciate o cambiare la propria natura (Psiche riesce a prendere il vello d'oro, seguendo il consiglio di una canna del fiume, aspettando la notte quando il gregge di arieti dorme e raccogliendo il vello d'oro dai rovi in cui è rimasto impigliato) Portare a termine questo compito significa riuscire ad affermarsi in modalità assertiva e femminile, senza esprimere bisogni e rabbia in interminabili confronti aggressivi che non verrebbero comunque ascoltati e che ti etichetterebbero come una rompiballe, ma usando la flessibilità della canna, che si piega ma poi ritorna dritta com'era senza spezzarsi. Significa saper agire subdolamente, mantenendo il silenzio, per raggiungere l'obiettivo. Saper aggirare lo scontro, usando armi femminili, ma riuscire lo stesso a fare quello che si vuole. Vuol dire avere il potere e sapere come usarlo.

Il terzo compito RIEMPIRE L'AMPOLLA DI CRISTALLO CON L'ACQUA comprende il saper immergersi nel flusso d'acqua che è la vita ma saperla anche guardare da una prospettiva più distaccata per poter agire in maniera utile ad ottenere ciò che si desidera, riuscendo a nuotare nelle emozioni ma senza lasciarsi travolgere quando si ha bisogno di affrontare un cambiamento. (Qui Psiche viene aiutata dall'aquila che la solleva in volo per raggiungere la fonte. L'aquila vede il paesaggio da una prospettiva distante e poi piomba giù per afferrare ciò che le è necessario, rapidamente e andando dritta sull'obiettivo).

Il quarto compito IMPARARE A DIRE DI NO prevede il dover scendere negli Inferi con un piccolo scrigno per farselo riempire da Persefone con il balsamo dell'eterna giovinezza. Afrodite lo rende ancora più difficile perché dice a Psiche che dovrà chiudere il cuore alla compassione per tre volte. Per tre volte dovrà ignorare i lamenti dei bisognosi e procedere per la sua via. Questo compito equivale alla morte. La morte necessaria per poter rinascere mutata. Se non lo farà, rimarrà per sempre nel mondo degli Inferi, sottoterra. Questo viene considerato il compito più difficile, stabilire una meta e saper mantenere il comportamento adatto a raggiungerla, senza farsi fermare. Dire di no significa esercitare il diritto alla scelta, senza subire imposizioni o soccombere alla predisposizione naturale alla disponibilità verso gli altri sacrificando la possibilità di determinare la propria vita. Mette in guardia dal cedere alla "pietà", quale modalità di relazione con l’altro, per consentire di raggiungere la propria completezza.


Ecco io sono arrivata a dover affrontare il Terzo Compito. Fino ad ora non mi era neanche tanto chiaro, ora ne ho una comprensione che potrei definire "di pancia", SO cosa devo fare anche se NON LO SO. E' strano... è come quando in piscina, il cervello del corpo prende in mano la situazione, annulla il segnale della mente e Fa.
Sto avanzando freestyle in un mondo per me nuovo e senza conoscere le regole. Allora mi alzo in volo, guardo la situazione da un punto di vista diverso, uso la mia capacità di analisi, penso agli aggiustamenti da fare e mi rituffo. Ho deciso che le regole che seguono gli altri non è poi così vitale saperle. L'unica regola che mi sono data è Non Nuocere. Ed è da intendersi bilateralmente, non nuocere agli altri, ma non nuocere nemmeno a me stessa. 
Non so come nuotano gli altri nel fiume delle emozioni, lo scoprirò progressivamente. So che io devo imparare a nuotare e voglio immergermi sott'acqua, andare giù fino in fondo, raccogliere sassi, conchiglie, tesori. Ma lo voglio fare da sommozzatore professionista, senza trovarmi in carenza d'ossigeno, valutando le mie forze. 
Se l'immersione è nell'acqua delle sensazioni, emozioni, passioni, so che ogni tanto devo rialzarmi in volo, come l'aquila, per avere una visione più distaccata. Per non rischiare di incaponirmi su un sasso e lasciare la conchiglia. Perché in fondo io sono così. Passionale razionale. Sono le mie due nature e devo tenere conto di entrambe.