sabato 4 luglio 2020

J by Jennifer Aniston - Jennifer Aniston



Ci sono volte dove provi a immaginare che profumo abbia una certa persona, ecco io se mi immagino Jennifer Aniston mi immagino che abbia proprio questo profumo, un profumo di crema solare elegante e leggera, di sabbia calda di sera, di fiori dolci bianchi, di pulito, di sale leggerissimo. Un profumo di pelle bionda castana dorata, morbida, accogliente, fresca, non aggressiva, da ragazza della porta accanto che è sexy senza saperlo. Vestita casual con colori naturali, come un acquerello, con una eleganza interiore data dal non essere artefatta ma semplicemente sensuale in modo morbido e ricettivo. 
J by Jennifer Aniston è un profumo veramente adorabile, che fa sentire bene, come dopo una giornata di mare, doccia fatta, capelli profumati asciugati dalla brezza marina, pelle ancora calda di sole, morbida di crema. 

J by Jennifer Aniston (Jennifer Aniston) - 2014 - Floreale Acquatico (Jean-Marc Chaillan)
Ninfea, Bergamotto, Note Marine, Gelsomino Sambac, Magnolia, Fresia, Vaniglia Bourbon di Tahiti, Muschio, Sandalo


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Soft Sandy Beach Digital Art by Michael Thomas


sabato 27 giugno 2020

Perceive - Avon

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A volte una piccola gemma si manifesta dove meno pensavi di trovarla.
Sono arrivata a Perceive grazie alla recensione di Patrizia di Mandorla e Cioccolata e alla fiducia nel genio di Christopher Sheldrake che tanto mi ha stupito e affascinato con le creazioni per Serge Lutens. 
Perceive, che in inglese significa percepire, è un profumo molto trasparente e arioso ma ha la persistenza tenace di un profumo denso di legni, spezie e resine. Come Sheldrake sia riuscito a donare tanta persistenza ad una creazione che per note e filosofia si attesta sulla presenza sottile, rimane un segreto. In un pugno di fiori dalla consistenza fresca, speziata e lievemente carnosa, mescola la dolcezza di frutti succosi, e un pepe bianco che si fa sentire, tangibilmente, nelle narici. Un pepe caldo freddo, profumato, pulito. Questa combinazione che parla di inizio estate, rimane aleggiante intorno alla persona, facendosi appunto "percepire" come una brezza leggera, fresco come immergere il corpo in un torrente in mezzo a una radura verde di erbe, fiori e cortecce rugiadosi. Questa qualità acquosa è gelida, non marina, ma di acqua dolce in eterno movimento, che proviene dai ghiacciai. Il pepe in questa dinamica da la sensazione di respirare quell'aria pungente e fredda che si respira vicino alla neve ghiacciata. 
E' solo dopo circa un'ora che subentrano i personaggi della seconda parte della storia che Perceive racconta, ai bordi del torrente ghiacciato, come un raggio di sole a mezzogiorno, un muschio pulitissimo e cristallino illumina ancora di più ciò che fino ad ora era già percepito come al massimo della luminosità, asciuga la rugiada e il sandalo e il cedro fanno emergere quella parte legnosa e un po' secca delle cortecce asciugate dal sole. Sulla mia pelle, che solitamente scalda molto i profumi, inizia solo ora a scaldarsi un pochino. C'è una nota floreale diversa da quelle iniziali, forse dell'orchidea della vaniglia, che con soavità, senza note zuccherine o gourmand chiude il bouquet iniziato dai fiori e dai frutti gialli. I legni si fanno più presenti, le erbe più secche. 
E' una bella sensazione quella che da Perceive, un profumo che ha una evoluzione molto complessa e si trasforma nel tempo. Come sempre Christopher Sheldrake racconta una storia olfattiva che parte con note a volte quasi ostiche e che mano a mano costruisce, modella, ribalta fino ad arrivare all'armonia. 

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Perceive (Avon) - 2000 - Orientale (Christopher Sheldrake)
Pepe Bianco, Fresia Gialla, Garofano, Prugna di Damasco, Pera, Ylang ylang, Sandalo, Muschio, Orchidea Vaniglia, Cedro



martedì 23 giugno 2020

Truth or Dare - Madonna

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La storia che racconta come la cantante Madonna sia una grande estimatrice di Fracas di Piguet per via del fatto che fosse il profumo indossato dalla madre quando lei era piccola è nota. E anche il fatto che con il suo primo profumo abbia voluto ricrearlo dandogli una sfumatura più moderna. Diventato ormai quasi introvabile e con una levitazione di prezzo Truth or Dare è la dimostrazione che quando si hanno le idee chiare, e i mezzi, si riesce ad ottenere ciò che ci si è prefissati. Di Fracas, che posseggo in versione eau de toilette, ha la luminosità. Non sono identici ma lo ricorda come appunto un omaggio. Truth or Dare parte piuttosto squillante e frizzante con una accoppiata tuberosa e gardenia che rimane presente per tutta la durata del profumo. Inizialmente è una esplosione di fiori bianchi supportati da un muschio pulito che bilancia le note indoliche della tuberosa. E' una tuberosa indolica ma raffinata, cremosa, dolceamara, penetrante a tratti pungente, circondata da petali di fiori bianchi e da spezie calde e molto femminili. Una femminilità pulita, sicura, non vezzosa. Lascia una scia anche con pochi spruzzi che raccoglie complimenti e non si fa dimenticare. Possiede la sicurezza di una donna matura che osa portare un accenno vintage nel mondo attuale. Ma non è un profumo vintage, lo ricorda in parte, ne è un tributo, ma prosegue a testa alta, un po' sfrontatamente, nella sicurezza di se e di essere moderno a suo modo. E' bianco, sfavillante, croccante, arioso e nello stesso tempo ipnotico e conturbante. Sensuale. Assuefacente.

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Truth or Dare (Madonna) - 2012 - Orientale Floreale (Stephen Nilsen)
Neroli, Gardenia, Tuberosa, Gelsomino, Benzoino, Petali di Giglio, Muschio, Caramello, Ambra, Assoluta di Vaniglia

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sabato 20 giugno 2020

Hamsah - Swiss Arabian


Hamsah è un profumo grazie al fatto che stavo cercando qualcosa che assomigliasse a A' La Nuit. Avevo fatto una ricerca per note olfattive e tra i vari profumi suggeriti c'era anche questo e una ragazza lo aveva descritto come ciò di più vicino al profumo di Serge Lutens, che ho quasi finito ed è stato nel frattempo riformulato. Così, complice il fatto di avere un prezzo accessibile, ho fatto un acquisto alla cieca. Hamsah in realtà si è rivelato molto più aderente a Le Parfum di Elie Saab. 

Entrambi hanno questa partenza di miele e fiori bianchi, armoniosa e raffinata, in Hamsah il miele è più denso, più presente, e c'è una forte componente di agrumi e di fiori di agrumi che lo rende più forte, più brillante e più tessuto. Gli olii essenziali degli agrumi pizzicano quasi il naso e lo riempiono di frizzante solarità e trasparenza, è un profumo che porta gioia e luce. Mentre il pizzicorio delle note di buccia di agrumi continua a persistere, si va formando una scia sottostante di una bellezza naturale. Un fiore grande, bianco, saponoso, pulito e femminile si schiude piano e inonda le narici. E' bello, di una bellezza cristallina e sfaccettata. Di una bellezza rarefatta e fredda. Di una femminilità tenuta sotto controllo, pulsante e viva sotto l'aspetto elegante e gelido. Hamsah è un profumo di primavera percorso da una brezza ancora fredda, mi ricorda la bellezza di Grace Kelly nei film di Hitchcock, composta, sfavillante, gelida. 



Hamsah (Swiss Arabian) - 2010 - Floreale Legnoso Muschiato ()

Fiore d'Arancio, Gardenia, Fiori di Mandarino, Rosa, Vetiver, Miele

giovedì 18 giugno 2020

Vanillary - Lush Gorilla Perfume

Vanillary fa parte della linea di profumi creati da Lush. Come tutti i prodotti Lush vengono fatti utilizzando solo ingredienti naturali e solitamente nascono dall'esigenza di tramutare in eau de perfume il profumo dei prodotti per la cura e l'igiene del corpo più amati dai clienti, prodotti che perseguono l'obbiettivo di essere naturali, freschi, senza conservanti e possibilmente adatti ad una clientela attenta all'ambiente, spesso vegetariana, anche vegana. Il problema e la meraviglia dei profumi fatti con gli oli essenziali e le assolute naturali è però di difficile risoluzione, soprattutto se si vuole produrre su larga scala: non si riesce a garantire una continuità e un risultato omogeneo nel tempo, non sono mai uguali, perché gli oli essenziali estratti dai fiori e dalle altre parti delle piante risente tantissimo di come è andato il raccolto sotto il profilo meteoreologico e non solo. I profumi creati con le essenze naturali, sono più instabili, collaborano molto più strettamente con la pelle, a volte hanno un sentore oleoso alimentare a volte di carne o animale, sono strani. I profumi di Lush non possono essere comprati alla cieca, fidandosi delle recensioni o di come li abbiamo sentiti su qualcuno. Vanno provati sulla propria pelle. O se si procede al blind buy bisogna essere preparati al fatto che non siano profumi addomesticati. 

Ho acquistato Vanillary alla cieca. Appena spruzzato ha un sentore di fiore delicato, molto apprezzabile ma dopo circa dieci minuti il fiore si delinea meglio e sulla mia pelle compare l'odore dei fiori della photinia. La Photinia è un cespuglio utilizzato spesso nei giardini, a ridosso delle recinzioni, perché è mascherante e molto coreografica con la sua variazione di colore del fogliame che passa dal verde fino al porpora. A primavera fiorisce e i suoi fiori bianchi hanno un profumo molto intenso, dolciastro, che attira gli scarabei. Nel giardino dei miei c'era questo cespuglio di photinia fiorita che brillava al sole per i riflessi metallizzati di una decina di scarabei che si erano andati a posare sui fiori appiccicosi. Il profumo dei fiori di photinia e di conseguenza il viraggio di Vanillary su di me in questi primi 40 minuti è dolciastro, carneo, indolico, appiccicoso appunto e non mi piace. Lo trovo quasi insopportabile. Dopo questa oretta che mi ha messo a dura prova, inizia ad aggiungersi un sentore di mandorla che legandosi al profumo di photinia, fa assomigliare Vanillary ad una crema corpo profumata di quelle che si trovano spesso in erboristeria. Dopo un'altra ora così, finalmente la photinia se ne va, e la mandorla diventa amara e poi assume un sentore di noce macadamia, vaniglia e gelsomino, e lì rimane, nonostante la doccia, come uno skin scent intenso, fino al giorno dopo.

Tempo fa, chiacchierando con la proprietaria della Farmacia Corti di Giussano, si esplorava il campo delle layerizzazioni e ricordo mi disse che trovava piacevole alleggerire a volte i profumi molto carichi di vaniglia, abbinandoli a profumi agrumati. Soprattutto con quelli contenenti le note del limone.

Nel tentativo di neutralizzare la nota di photinia ed utilizzare Vanillary senza aspettare che diventi uno skin scent dopo ore di tortura olfattiva, ho fatto l'esperimento, memore del consiglio. 

Normalmente quando faccio le layerizzazioni non stratifico ma vaporizzo prima un profumo e poi l'altro da lontano. A volte invece profumo un lato del corpo con uno profumo e l'altro lato del corpo con l'altro profumo, come per creare una dualità maschio/femmina e stupirmi (e stupire) ad ogni gesto che compio, proveniente da un lato o dall'altro. In questo caso invece ho deciso per la stratificazione umida, che consiste nello spruzzare uno sopra l'altro, quando il primo profumo è ancora umido, in rapidissima sequenza, con l'obbiettivo di mescolare i liquidi per crearne un altro sulla pelle. Normalmente non mi piace utilizzare questa tecnica, poiché ritengo che snaturi il profumo. E' cosa ben diversa vaporizzare una nuvola di profumo che si deposita sui vestiti, seguita da un'altra nuvola di un profumo differente, come fosse un nuovo giorno, perché i profumi rimangono integri in se stessi e l'amalgama che ne risulta è naturale e a volte è possibile capire le note olfattive di uno e dell'altro distinte ma che contribuiscono insieme a creare un'aurea profumata personale. 

Un'altra tecnica di stratificazione è quella per intensificare. L'intensificazione per stratificazione si utilizza per rendere più durevoli e consistenti i profumi leggeri ed evanescenti, ripetendo la spruzzata dello stesso profumo, una seconda e a volte anche una terza volta, sullo stesso punto della pelle, dopo che il profumo si è asciugato, quindi circa 5 minuti dopo, nel tentativo di fissare sulla pelle il profumo con il profumo stesso. 

E' lo stesso concetto dell'utilizzo di docciaschiuma, olio corpo, crema corpo, body mist e infine profumo appartenenti alla stessa linea del profumo e molto in voga qualche decennio fa. Le molecole si legano tra loro e ancorano il profumo più efficacemente alla pelle. 

In qualche modo assomiglia al procedimento che prevede l'utilizzo dell'olio profumato sopra il quale spruzzare il profumo, facendo attenzione ad utilizzare un olio corpo profumato la cui profumazione svanisce dopo poco, e non i profumi in olio di tipo arabo, chiamati anche Attar, che invece hanno molta persistenza. Una pelle ben nutrita, idratata e leggermente ammorbidita da creme e olii sarà più ricettiva e tendenzialmente tratterrà meglio il profumo, rispetto ad una pelle secca e disidratata. 

Vi è mai capitato di lavare le mani alla sera, o andare in piscina, e a contatto con l'acqua risentire magicamente il profumo messo al mattino e che sembrava sparito da ore? 

Tornando al mio esperimento ho quindi provato a mischiare Vanillary con Cedrat di Roger et Gallet, ed è risultato un ottimo profumo fresco dove però Cedrat ha prevalso, trasformandolo in un agrumato persistente. Dell'odore di photinia nessuna traccia, ma purtroppo anche della vaniglia e del gelsomino. 

Con quei 30 ml di Vanillary ho la possibilità procedere a parecchi esperimenti, magari per svecchiare qualche profumo troppo da pelliccia, o rendere più femminile qualche profumo maschile con troppo sentore di oud. Di fatto è stata una lezione che mi ha insegnato a non acquistare più un profumo senza prima averlo annusato e sentito sulla mia pelle. A volte ci vogliamo convincere, innamorati delle belle parole di chi ne ha scritto, perché si ha bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso o che ci faccia sentire parte di una passione comune con gli altri, non tenendo conto che l'olfatto è più forte della mente, e se il nostro naso rifiuta un profumo, non varranno milioni di parole, immagini, suggestioni a farcelo piacere.

 L'olfatto è il senso più primitivo, collegato al sistema limbico e a quella parte dei cervello viscerale o primordiale che tra le altre cose è deputata alla autoconservazione. La capacità di avvisarci tramite l'olfatto che ciò che stiamo mangiando o annusando potrebbe essere potenzialmente pericoloso è ciò che ci conserva in vita, e traslando questa capacità nel campo della metafisica, un odore non gradito non ci può fare bene. Spesso questa semplice metodica discriminativa viene applicata anche nella scelta degli oli essenziali nell'aromaterapia. Come scrematura iniziale per individuare tra i vari rimedi quello che, in quel momento della nostra vita, può essere usato per risolvere il problema, si fa annusare al paziente i rimedi preposti alla cura del problema, scartando subito quelli che all'olfatto, risultano repellenti o fastidiosi per il paziente. Perché non "in linea" con la persona, così allora perché ostinarci a voler usare un profumo che non ci convince del tutto o che ha delle parti che non ci piacciono? Sarebbe come ignorare un segnale che il cervello ci sta mandando, un segnale preposto a mantenerci in vita, nel nostro miglior stato possibile in quel momento.  

P.S. siamo a maggio e ho riprovato alcune layerizzazioni tra cui Vanillary e Shaghaf Oud Aswad di Swiss Arabian, il risultato è stato quello di rendere lo Shaghaf meno da signora d'altri tempi e nello stesso tempo abbattere la nota iniziale di Vanillary che mi disturba. Molto bene!



Vanillary (Lush) -  - Orientale (Mark Constantine, Simon Constantine)

Assoluta di Vaniglia, Assoluta di Gelsomino, Assoluta di Fava Tonka, Legno di Sandalo, Caramello bruciato

mercoledì 10 giugno 2020

Today - Avon

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A volte delle piccole meraviglie olfattive si nascondono tra quelli che vengono considerati profumi figli di un dio minore, perché hanno un prezzo basso o sono di marche non blasonate. Ho scoperto questo gioiello grazie a Patrizia di Mandorla e Cioccolata, che con le sue descrizioni affascinanti riesce a farmi capire se un profumo potrebbe essere nelle mie corde. Today è della famiglia olfattiva de La Chasse Aux Papillons ma è come se fosse più brillante e più intenso. Appena vaporizzato è come essersi spruzzate addosso la primavera, una sensazione bellissima, leggiadra, che ti porta ad una espansione di cuore e un bel sorriso ti si stampa addosso, un sorriso che parte dagli occhi. Questa esplosione di fiori gialli non opulenta ma proprio come se da un cespuglio fiorito si alzassero in volo centinaia di farfalle.
E sono proprio i fiori dell'albero delle farfalle, la Buddleia, il centro intorno a cui ruota questo profumo. Un fiore giallo, composto da tanti piccolo fiori a forma di trombetta, disposti a globulo così da attirare più farfalle sullo stesso fiore e prendere l'aspetto di un fiore palpitante e vivo. 
E' un profumo che fa stare bene, così come anche Tilleul creazione di Olivia Giacobetti per D'Orsay e La Chasse aux Papillons di Anne Flipo per L'Artisan Parfumeur, che me li ricorda.
Con Today il maestro Olivier Cresp ha saputo rendere l'essenza della primavera inoltrata, quelle giornate dal cielo terso e il sole deliziosamente caldo sulla pelle, le notti tiepide inondate dal profumo degli alberi di tiglio ai margini delle strade.
Today è il profumo di una femminilità che travalica i limiti del tempo. Catapultate in una dimensione di primavera anche in pieno inverno, scalda il cuore e intenerisce l'anima.

Today (Avon) - 2004 - Floreale Legnoso Muschiato (Olivier Cresp)
Cactus, Fresia, Stephanotis, Tuberosa, Fiori d'Arancio, Ibisco, Strelizia, Buddleia o Albero delle Farfalle, Muschio, Cedro, Note Legnose, Rosa, Note Acquatiche


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venerdì 5 giugno 2020

Essence de Patchouli - Alyssa Ashley

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Un patchouli per chi non ama il patchouli. Così viene descritto Essence de Patchouli di Alyssa Ashley che con il suo omonimo di Perris Montecarlo condivide non solo note e creatore ma proprio quell'aurea di patchouli ambrato e morbido, quasi talcato. Non ci sono le note terrose, di muffa, di cantina, che a volte accompagnano e caratterizzano il patchouli. Qui il patchouli è appunto essenziale, nel senso che se ne percepisce l'essenza per tutta la durata del profumo, che è lunghissima, in sottofondo, annusando con narici acutamente indagatrici, ammantato dalle soffici note ambrate del labdano, dalla nota cipriata talcata dell'iris con una punta di rosa morbidissima e senza asprezze. Scostando i drappeggi di una vaniglia molto naturale e per niente sovradosata e la rotondità soffusa del legno di cashmere come fossero strati di stoffe che tengono caldi, si arriva ad una camicia di mussola finissima, ammorbidita dal contatto con la pelle calda, una mussola che ha ancora la freschezza del suo odore di pulito dato da un muschio bianco soave, ma che ha assorbito il profumo della pelle di un corpo lavato con profumi balsamici, legnosi, boschivi e poi toccato da una goccia di olio essenziale di patchouli direttamente in corrispondenza del cuore. E' così che, scaldato dal battito pulsante del cuore sottostante e coperto dagli strati di stoffe profumate che lo proteggono, si può percepire l'essenza del patchouli, avvicinandosi molto e spogliando per baciare il cuore rivelato. 

Essence de Patchouli (Alyssa Ashley) - 2009 - Legnoso (Gianluca Perris)
Geranio, Rosa, Rizoma di Iris, Patchouli, Legno di Guaiaco, Cedro della Virginia, Cumarina, Labdano Francese, Vaniglia, Muschio, Legno di Cashmere

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mercoledì 3 giugno 2020

Gold Flowers - Montale

Sono stata omaggiata del sample di Gold Flowers quando sono andata in visita al negozio di Montale a Milano, dove un commesso gentilissimo e disponibile mi ha permesso di annusare tutte le profumazioni di cui avevo solo letto e che mi attraevano. Le mie curiosità spaziavano tra gelsomino, tuberosa e fiori d'arancio, vaniglie e cioccolati, e amarene di Mancera. Alla fine ho optato per Wild Cherry di Mancera, mi sono innamorata perdutamente di Choco Violette di cui il commesso mi ha preparato una travel size, e tra i tanti campioncini perfettamente aderenti ai miei gusti c'era anche Gold Flowers che non avevo annusato. L'ho provato a casa, e immediatamente sono stata presa e riportata nel passato. Il ricordo di un profumo degli anni 80 o 90, complesso come si usava allora, fiorito e opulento, raffinato, elegante. Per tutto il giorno continuo ad annusarmi l'interno del polso dove l'ho spruzzato, è una meraviglia. Incarna l'idea dei profumi fioriti degli anni '80, come Giò di Giorgio Armani, Valentino il primo profumo di Valentino, che avevo e adoravo, tutti profumi che ormai non esistono più. Profumi che richiedevano sicurezza di sé per portarli e non farsi portare in giro da loro. Stupendi, da scia, persistenti, ammantanti. 

Come i profumi a cui faccio riferimento, Gold Flowers è un bouquet di fiori e spezie in cui è percepibile una tuberosa caldissima e speziata, il fuoco aromatico dei chiodi di garofano (che amo molto), e un tappeto legnoso morbido e caldo. Mentre le tuberose che andavo curiosando non mi avevano fatto cadere del tutto nel loro incanto, Gold Flowers è invece magico. Perfetto per quando ci si vuole sentire estremamente femminile, segretamente sexy e sensuale, potente e istintiva come quando si indossa biancheria di seta sotto una pelliccia. Erano gli anni '80 baby! 

In questo tripudio di sensualità raffinata non bisogna pensare però ai classici femminiloni orientali caldi di spezie ma anche di essenze animali. Nessun animale qui, la profondità e l'ancoraggio dei fiori è delegata ai legni secchi e caldi, e morbidi e caldi, in una combinazione perfetta che tiene legata la tuberosa e le spezie, brucianti, piccanti, in una combinazione destinata a durare ore sulla pelle. 


Gold Flowers (Montale) - 2009 - Orientale Floreale (Pierre Montale)
Tuberosa, Pepe, Chiodi di Garofano, Ylang Ylang, Legno di Sandalo, Ambra Grigia, Peperoncino


domenica 31 maggio 2020

Pepe Jeans Celebrate for Her - Pepe Jeans London


Avevo voglia di novità quel giorno, di un profumino fresco e non impegnativo che mi facesse assaporare la primavera inoltrata quando senti che sta per arrivare l'estate.
Così, mentre stavo facendo la spesa per la casa, mi sono avvicinata al reparto profumeria. Avevo già visto queste boccette bellissime, a forma di calice da cocktail, il vetro bugnato colorato, a testa in giù sul tappo stelo dorato. Ma oggi c'era quello verde che mi richiamava fortissimo. 
La gentile commessa me li ha fatti provare tutti e due e mentre il contenuto di quello rosato, anche se sulla carta poteva piacermi, sulla mia pelle, li in quel momento aveva virato verso quella nota che non sopporto e che ogni tanto ritrovo in qualche profumo, quello verde era ciò che stavo cercando.
Con una apertura di fiorellini immersi in note acquatiche, mi aveva subito ricordato la dolcezza acquosa di Dune Sun di Dior, che si è insediato al posto di Dune nelle mie fragranze preferite. Non che lo ricordi nelle note, ma nella sensazione che mi stava dando. Dopo questi leggiadri fiorellini arriva piuttosto potente la nota piccante del pepe bianco, ed è veramente così, inconfondibile come il pepe bianco si discosta per profumo e fragranza dal pepe nero più pungente e dal pepe verde più aspro. Una ventata di alcool aromatico, come uno shot che sparisce subito nel tempo di berlo in un solo colpo, e poi subentra una piccola sinfonia di vaniglia ambrata cashmerata, vellutatamente morbida e non gourmand. C'è una nota dolce molto in fondo, quasi nascosta, ma assomiglia più a un caramello caldo leggermente salato. Questo profumo fa bella mostra di sé sulla mensola in bagno, con quel verde e oro bellissimo, e ogni tanto lo metto per ricordarmi di questa estate che sta arrivando direttamente dopo l'inverno chiusi in casa. 

Pepe Jeans Celebrate fo Her (Pepe Jeans London) - 2019 - Orientale Vanigliato (Jerome Di Marino, Rosendo Mateu)
Castagna, Popcorn, Pepe Bianco, Elicriso, Note Acquatiche, Caviale, Whisky, Fava Tonka, Vaniglia, Legno di Cashmere, Ambra


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mercoledì 27 maggio 2020

Métallique - Tom Ford

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Métallique è stato il primo profumo acquistato dopo un lockdown di 91 giorni passato in solitudine. 
Era maggio e ricordo che era una giornata di sole calda quasi estiva. Dopo essere stata rinchiusa in casa, uscendo il meno possibile anche per fare la spesa, una volta ogni 30 giorni circa, improvvisamente dentro di me è sorto un bisogno inderogabile di guidare con l'aria sulla faccia, i finestrini giù, il sole sulla pelle. Ricordo come, arrivata in un area commerciale dove dovevo fare delle commissioni, con gli occhi feriti dalla troppa luce, ero passata davanti ad una profumeria e mi ero fermata incantata a guardare le vetrine. Visto da li, il mondo sembrava ancora quello di prima. 
Da giorni stavo utilizzando Métallique a casa, me ne aveva dati un paio di campioncini la commessa da cui avevo comprato Velvet Orchid, l'ultimo giorno prima della quarantena.
Un profumo, Métallique, che mi aveva lasciato stupita, e con il quale ho vissuto delle trasformazioni profonde. Decido di entrare, cercando di ritrovare nello sguardo mascherato delle commesse, quel legame che ogni tanto scatta e che ti fa riconoscere un'anima affine con la quale chiacchierare di profumi e sognare ad occhi aperti. 
Nessun link, probabilmente la nuova situazione era ancora troppo nuova e turbativa. Sono andata diretta per risentirlo sulla pelle e di nuovo ho assistito al piccolo miracolo avvenuto durante la quarantena dove Métallique mi ha fatto compagnia e mi ha riaperto all'amore.
Dopo che una distanza lunghissima e profonda è stata riavvicinata e con un abbraccio è stato riaperto il mio cuore. Superando la paura di mostrare la parte più vulnerabile e segreta di me, attraverso l'odore della pelle, lo sguardo sfocato del baciarsi ad occhi aperti, il fruscio della ciglia che strusciano, le mani che accarezzano i capelli, uno nella culla dell'altro, come in un nido, pelle contro pelle, cuore contro cuore, respirando la stessa aria dei baci, diventando un unico corpo, connessione e fusione. 
Dopo che, superato un lunghissimo arco di tempo fatto di certezze razionali, viene rivelato un amore profondo che ha radici lunghissime fino al primo giorno. E tu rimani li, scioccata, per tutte le volte che avresti voluto dire ti amo e hai avuto paura.
Métallique è un profumo di pelle, dalla durata estrema e di una intensità olfattiva pregnante ma che rimane scritto sulla pelle. Dal punto di origine dove l'hai spruzzato, si espande piano rimanendo attaccato alla pelle e in poche ore tutta la tua superficie epidermica e i capelli sanno di te che sai di Métallique. 
Appena spruzzato è come una superficie liscia e lucida, metallica appunto, come un odore di fiori serigrafati su una lastra d'argento. E' futuristico, mai sentito prima d'ora. Ha quella qualità che piace molto a me, di sfuggire alla scomposizione olfattiva come avevano i profumi fino agli anni '90. Dopo un po' sembra di riconoscere una nota di fiore come di mandorla amara, l'eliotropio. Emerge per una frazione di secondo e si inabissa subito di nuovo nella composizione. E' una meraviglia.

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Métallique (Tom Ford) - 2019 - Floreale Aldeidato Baccarat (Marie Salamagne)
Aldeidi, Bergamotto, Pepe Rosa, Biancospino, Eliotropio, Mughetto, Semi di Ambretta, Malva Muschiata, Vaniglia, Sandalo, Balsamo del Perù

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venerdì 6 marzo 2020

Jean Paul Gaultier "La Belle" - Jean Paul Gaultier

Una pera succosa e zuccherina, fondente, calda, speziata, caramellata, legata a doppio filo con una vaniglia leggermente bruciacchiata, morbida, da sciarpa. Una vaniglia bourbon, raffinata. 
Questo profumo è una coccola dolce, molto femminile e scioso. Per via forse della pera mi ricorda Jimmy Choo che avevo sentito su una ragazza e avevo associato a Black Orchid di Tom Ford per tutta la sera, anche se non lo riconoscevo del tutto. Così finalmente ho chiesto alla ragazza in questione cosa indossasse e l'indomani sono andata ad annusare Jimmy Choo, che sulla mia pelle ad un certo punto ha una evoluzione che non mi piace, una nota presente anche ne L'Imperatrice di Dolce e Gabbana e in alcuni profumi freschi maschili. Una nota acidula di frutta troppo matura che mi disturba. 
La Belle invece ha una qualità suadente e calda senza note stonate e acidule, è tutto rotondo, armonico.
Dopo l'inizio allineato in gran parte con il trend del momento (dolce e patchouli) sviluppa un'anima senza tempo che ricorda l'accordo famoso chiamato Guerlinade, un accordo di iris, bergamotto, gelsomino, rosa bulgara, fiori d'arancio, vetiver, fava tonka e etilvanillina, vera novità dell'epoca, che nel 1921 Jacques Guerlain su concetto di  Pierre-François-Pascal Guerlain fece da base a Shalimar dando il via ad una nuova ondata nei profumi femminili. Così La Belle racchiude in sé modernità e storia.

La Belle (Jean Paul Gaultier) - 2019 - Orientale Vanigliato (Quentin Bisch, Sonia Constant)
Pera, Bergamotto, Vetiver, Vaniglia, Ambra, Cuoio, Muschio, Legni, Note Floreali, Note Tostate


mercoledì 4 marzo 2020

Eros e l'Alveare sulle Ginocchia




Mercoledì 1 ottobre 2014 - Sono all' Ikea ho comprato una stoffa con un disegno variegato e colorato per farmi un abito. Quando la porto a casa qualcuno la utilizza e inizia a cucirmi addosso il vestito. In pochi minuti il vestito è finito. Mi guardo allo specchio e il vestito è metà bianco e metà nero, della stoffa bellissima multicolore non c'è più traccia. Si è trasformata in questa specie di abito da sposa, che mi divide a metà verticalmente e orizzontalmente con quattro riquadri alternati bianchi e neri. Nel riflesso allo specchio vedo che ho indosso un velo da sposa sulla testa, anche se nella realtà non c'è. Chiudo gli occhi e li riapro, sono su un treno. Viaggiamo di notte, stiamo andando al mare, ci sono persone che conosco, siamo una compagnia, e durante il viaggio, il fratello di una mia amica inizia a corteggiarmi. E' un ragazzo bellissimo, capelli con onde morbide e occhi dolci e magnetici. Ma nasconde un segreto: è bello di giorno ma, mi racconta, brutto di notte, e per questo motivo non vuole farsi vedere neanche alla luce di una candela. Ci baciamo nell'oscurità, mentre il treno viaggia verso Sud. Chiudo gli occhi e li riapro, sono da sola nel vagone, ho acceso una candela, sollevo il vestito che ora è tutto bianco. Mi guardo le gambe, sulle ginocchia ho degli alveari piatti, formati da un'unica cella. Alzando un piccolo sportello che chiude la cella dell'alveare, vedo che dall'interno proviene una luce dorata, immerso nel miele c'è una microscopica monetina d'oro con incisa un'ape. Richiudo la cella. Mi sveglio.




E' qualche giorno che ripenso a questo sogno, la storia di Eros e Psiche mi ha sempre affascinato, i quattro compiti che Afrodite assegna a Psiche per riconquistare Amore sono molto simbolici per me. Alcuni li ho forse superati, forse anche l'ultimo. Ma l'epilogo della storia, racchiude un significato che ancora non riesco a comprendere e fare mio. So solo che mi attrae e nella mia mente si è legato a questo sogno. Non so perché. Devo rileggere di nuovo i quattro compiti di Psiche e rielaborarli.

Nella statua del Canova, Psiche posa delicatamente una farfalla, simbolo della sua anima, nelle mani di Eros, consegnandosi nella sua completezza all'amato. 

L'ape è un animale sacro sia ad Artemide, archetipo che sento molto forte in me soprattutto nella parte relativa ai rapporti con le donne, amiche e colleghe e a Demetra, una dea che non mi è mai stata familiare, ma la cui istanza, di cura e amore materno, evidentemente si sta facendo strada in me anche se non sono madre di nessuno.
Nelle mie ginocchia ci sono miele e monete d'oro raffiguranti api. A distanza di 6 anni, le molte cose avvenute e cambiate nella mia vita, il pensiero ricorrente a questo sogno, proprio ora, richiede di essere ascoltato.

martedì 3 marzo 2020

Parfum Divin et Huile Divin - Caudalie

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Mai nome fu più appropriato secondo me di questo. Parfum Divin profuma divinamente, come petali di rosa. E' uno di quei profumi di cui vorresti riempirti le narici, femminile, rotondo, morbido, elegante e raffinato. Di solito non amo i profumi alla rosa, ma quando questa fa parte di una combinazione così perfetta da non prevaricare, mi piace molto. Qui è un tappeto di petali di rosa vellutati, appena appena piccanti ma di quella piccantezza delicata e aromatica data dal pepe rosa, anche leggermente aspra a tratti, ma mai fastidiosamente. In Parfum Divin tutto è equilibrato e fa sentire estremamente femminili e atemporali. Come il frusciare in vestiti di seta, come il contatto con i capelli sciolti in morbide onde sulla pelle nuda. 
Il creatore di questo gioiellino, Jacques Cavallier, è stato anche il creatore di Midnight Poison, altro profumo dove la rosa si fondeva al patchouli in un accordo perfetto e divino. Un po' lo ricorda, non tanto per l'effluvio ma per la rotondità e la perfezione di una rosa divinamente adornata e amalgamata a tutte le altre note della composizione. 
Di questo femminilissimo profumo esiste anche la versione in olio: Huile Divin si utilizza sul corpo e sui capelli, e li lascia entrambi nutriti e delicatamente profumati. Sui capelli ricci rende al meglio mentre sui capelli dritti e finissimi va utilizzato con estrema parsimonia, è sufficiente accarezzare l'aura intorno ai capelli, con le mani leggermente umettate di due gocce di Huile Divin, o meglio ancora di ciò che rimane sulle mani dopo averlo steso sulla pelle del corpo con gesti delicati. Una coccola prima di andare a dormire oppure per intensificare il profumo, di per sé già piuttosto intenso, per preparare la pelle a carezze amorevoli, per mantenerla morbida e luminosa, per far risplendere una delicata abbronzatura dorata, per rendere vellutata come petali di rosa una pelle candida come alabastro.

Parfum Divin (Caudalie) - 2014 - Floreale Legnoso Muschiato (Jacques Cavallier)
Pompelmo, Rosa, Pepe Rosa, Vaniglia, Muschio, Cedro

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Huile Divin (Caudalie) - 2014 - Floreale Legnoso Muschiato (Jacques Cavallier)
Pompelmo, Pepe Rosa, Rosa del Marocco, Rosa Bulgara, Cedro, Vaniglia, Muschio Bianco


mercoledì 26 febbraio 2020

Velvet Orchid - Tom Ford

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Velvet Orchid è stato l'ultimo profumo acquistato ancora in modalità normale, chiacchierando amabilmente con una commessa di Sephora molto competente, gentilissima e disponibile. Entrambe quasi coetanee, entrambe pensierose su ciò che stava succedendo ma decise a prendere in considerazione la bellezza. Avevo già sentito Velvet Orchid in estate e mi aveva lasciata perplessa, poi parlandone con una amica conosciuta attraverso la pagina di Adjumi, che adora la rosa, la tuberosa e che aveva descritto Velvet Orchid con parole che mi avevano affascinato, il primo giorno di riposo dopo l'ultimo giorno di lavoro (che avrei scoperto essere l'ultimo prima del lockdown) sono andata in missione.
Quella sera la gentile commessa mi donò anche un campioncino di Metallique sempre di Tom Ford. Un profumo strano, mai sentito prima, che non riuscivo a inquadrare e che durante la quarantena mi ha fatto compagnia nel mio mutamento e di cui mi sono innamorata mutando.
Nella mia mente questi due profumi sono collegati l'uno all'altro, come due sfaccettature di me, Velvet Orchid alla mia essenza femminile che già conosco, ma che ha una modalità tutta esteriore per celare il mio io più segreto, Metallique a quella me stessa che è emersa dopo aver metabolizzato in 91 giorni di clausura e solitudine, nuove dinamiche, riflessioni e profondi mutamenti. Dopo che una distanza lunghissima e profonda è stata riavvicinata e ho riaperto il mio cuore. Mostrando la parte più vulnerabile e segreta di me.

Velvet Orchid inizia con uno sbuffo di sentori fruttati dolci e liquorosi che si modificano immediatamente, come se si aprisse la lampada del genio e ne uscisse una nuvoletta che immediatamente si trasforma in una geniessa piuttosto minacciosa e al contempo appitonante.
Incombe fluttuando un metro sopra di te e rimani lì, imbambolato per la magnificenza di fiori dal sentore di miele amarognolo che cola liquido e dorato, petali vellutati e umidi, carezzevoli e conturbanti. 
Per un istante ricorda l'effluvio di Black Orchid, così come incontrando la cugina di tua moglie capti un movimento, uno scostarsi i capelli dal viso, identico ma nello stesso tempo esotico. 
Avvolto in questa nuvola ovattata, ci si sente sollevare a pochi centimetri da terra, mentre la liquidità densa del profumo continua a scendere avviluppandoti completamente. Subentrano a sostenere questa cornucopia di fiori delle note balsamiche morbide, voluttuose. E' tutto molto rotondo, niente spigolosità, molto morbido, come accarezzare una nappa scamosciata da cui si sprigiona profumo di fiori e di femminilità, di una lontanissima e flebile mandorla amara e di uno zucchero di canna e melassa liquoroso e leggermente vanigliato.
Velvet Orchid non passa inosservato, non è nella sua natura, e per portarlo ci vuole baldanza e confidenza nel proprio essere se stessi, allora come il genio della lampada realizza il tuo desiderio.
Ma come spesso accade con i geni, non sempre la realizzazione del tuo desiderio è come te lo aspettavi, la geniessa è capricciosa e ti porta dove vuole, l'unica salvezza è non opporsi e seguire il flusso, pronto e adattabile ad affrontare ogni deviazione del percorso. Un percorso inaspettato che riserva una trasformazione finale. Bonne chance!


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Velvet Orchid (Tom Ford) - 2014 - Orientale (Yann Vasnier, Calice Becker, Shyamala Maisondieu, Antoine Maisondieu)
Bergamotto, Mandarino, Rum, Miele, Gelsomino, Olio di Rosa, Orchidea Nera, Orchidea, Fiori d'Arancio, Magnolia, Giacinto, Narciso, Eliotropio, Balsamo del Perù, Labdano, Sandalo, Mirra, Pelle Scamosciata, Vaniglia, 

lunedì 10 febbraio 2020

Moramanga - Coquillete Paris




Moramanga è una cittadina, che da il nome anche al Distretto omonimo, nell'entroterra dell'isola del Madagascar; circondata da terreni boscosi, adiacente al fiume Mangoro, all'incrocio delle due strade principali che percorrono l'isola. Il nome Moramanga significa "dove il mango cresce in abbondanza" che in Malgascio è un modo per descrivere la bellezza lussureggiante di questa zona. 
Ogni estate a Moramanga si tiene il concorso per decidere l'orchidea più bella, tra cui anche quelle dalle quali si ricava il baccello della vaniglia, il più delle quali sono endemiche della foresta pluviale del Parco Nazionale di Andasibe-Mantadia o Riserva di Périnet che circonda il Distretto di Moramanga.
Da piccola sognavo di visitare l'Isola del Madagascar e l'Isola di Zanzibar, ai miei occhi paradisi di bellezza naturale e verdeggianti.
E lussureggiante è proprio la parola esatta per descrivere questo profumo che si apre come una ventata schiaffeggiante di fiori bianchi e gialli, carnosi, sfacciatamente opulenti e grondanti di goccioline di pioggia tropicale, si possono distinguere una gardenia carichissima compresa di foglie lucide come pietre bagnate, l'inizio di banana e latte dello ylang ylang, a cui presto fa seguito il suo carnale profumo esotico, una tuberosa esplosiva che diventa lattiginosa come acqua di cocco proprio come piace a me e un gelsomino finissimo, splendente nella notte. Le resine che stillano pungenti ma fresche dagli alberi.
E' un profumo magico, iper femminile ma di una femminilità naturale, nuda, fatta solo della potenza di fiori tropicali immersi nell'assordante rumore di migliaia di uccelli diversi nascosti nella foresta pluviale. Dopo qualche ora il rumore della foresta pluviale si zittisce, i fiori si chiudono, e scende la notte. E' solo il profumo dei gelsomini ad aleggiare nell'aria appoggiandosi ogni tanto al terreno di vaniglia e resine e muschio, quasi impercettibili, come un fruscio sommesso di animali notturni. Brillante come stille di pioggia rimaste aggrappate alla foglie, delicato e luminoso come la pelle di una donna che dorme.  
Ho scoperto Moramanga, che è diventato uno dei miei profumi preferiti, grazie alla Farmacia Corti, che tiene Coquillette e mi ha fatto fare un percorso olfattivo di questa casa profumiera. 
E' il profumo che mi permette di esprimere sensualità solare, femminilità potente e assertiva, seduzione palese non verbale. Da voce al mio emisfero destro, all'istinto e all'audacia, al mistero dato dalla non intellegibilità. Non c'è mediazione verbale. Solo purezza animale.


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Moramanga (Coquillete Paris) - 2012 - Orientale Floreale (Elise Juarros - Rosa Vaia)
Gelsomino, Gardenia, Iris Giapponese, Balsamo del Tolù, Opoponax Etiope, Benzoino, Tuberosa del Madagascar, Ylang ylang della Polinesia, Vaniglia del Madagascar, Muschio Asiatico

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La Farmacia Corti si trova a Giussano in Via Gabrio Piola, 11

giovedì 6 febbraio 2020

Tinharé - Le Couvent des Minimes

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Tinharé è un'isola del Brasile, famosa per le sue spiagge di sabbia finissima e per il mare incontaminato, la natura tropicale rigogliosa che si riversa fino all'Oceano, i cieli tersi di un turchese vetrificato. 
Questo lo spunto, l'ispirazione data al naso, per creare uno dei profumi de Le Couvent des Minimes che si situa tra le altre creazioni, tutte ispirate a luoghi lontani, antichi porti e rotte di viaggio della via delle spezie. Di questi luoghi e di queste ispirazioni fanno parte anche Smyrna e Santa Cruz di cui ho già scritto su questo blog. 
Ma Tinharé non parla la lingua del mare, della frutta tropicale succosa, del sole sulla pelle, Tinharé parla una lingua tutta sua, fatta di sussurri che si insinuano sotto la pelle dell'altro.
Un linguaggio nuovo indecifrabile, non scandagliabile, misterioso, dove l'intento non è capire le singole note parole ma farsi avvolgere dal suono di questa lingua straniera. 
Ogni volta, ogni volta, ogni volta che lo metto c'è qualcuno che mi ferma per dirmi che buon profumo ho, con la faccia interrogativa di chi non riesce a collocare una nuova informazione tra quelle già acquisite, catturato dalle note come dalle parole di un incantesimo pronunciato con un soffio di voce, perché Tinharé non urla, non riempie la stanza in maniera squillante ma lo fa insinuandosi, sostituendosi alla atmosfera, così sottilmente che non ci si rende conto che in breve tempo ti ha portato in un altra dimensione, su un pianeta parallelo dove le percezioni sono di pelle.
Non si sente il mandarino o il gelsomino o la vaniglia, ma ci sono. Impregnano le note di legni morbidi leggermente salati, e creano una amalgama che coinvolge il senso del tatto insieme all'odorato, come se le parole della sua lingua sconosciuta, toccassero la pelle dell'altro con il soffio caldo dell'atto del pronunciare. Morbide e delicate come carezze uditive olfattive. Come se donasse una seconda pelle, fusa con la propria, calda e magica, che vibra e risuona sommessamente ad ogni sospiro.
Tinharé è il profumo del desiderio intuito. 

Tinharé (Le Couvent des Minimes) - 2019 - Orientale Floreale Baccarat (Eric Fracapane)
Mandarino, Gelsomino, Note Legnose, Vaniglia

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venerdì 31 gennaio 2020

Vaniglia e Muschio - Gandini 1896


















Mi sono imbattuta in questo profumo molti anni fa, sentendolo su una ragazza che molto gentilmente me ne spruzzò un po' sul polso tirando fuori una boccetta enorme da una borsa grandissima.
Fui investita da una nuvola magnifica, che proveniva da lei e che si estendeva a me e che mi accompagnò anche nei giorni seguenti complice la persistenza straordinaria sulla pelle e perché ne era finito un po' sul polsino dell'abito che indossavo. 
Per anni ogni volta che capitavo nelle profumerie che vendevano il marchio chiedevo se ci fosse o se fosse possibile ordinarlo, e ogni volta le commesse mi davano risposta negativa, come se questo profumo non fosse mai esistito. Avevo smesso di cercarlo anche se ogni tanto mi ritrovavo a pensarci quando un giorno lo trovo navigando online.
Lo scruto, è ancora il vecchio packaging, perché nel frattempo Gandini ha cambiato il design delle bottiglie e ha introdotto nuove fragranze.
Faccio ricerche ma di Vaniglia e Muschio nessuna traccia sul loro sito, quindi acquisto alla cieca, solo sull'onda del ricordo.
Dopo qualche giorno di attesa, ecco il corriere che mi consegna la scatoletta ben imballata, è estate, la bottiglietta non è molto bella, ma sorvolo, lo spruzzo e non lo riconosco, all'iniziale delusione in una frazione di secondo si sostituisce la certezza che questo profumo deve essere provato quando fa freddo e così lo archivio in attesa dell'inverno. 
Vaniglia e Muschio apre sulla mia pelle con una nota bizzarra, tipo l'odore dei bambolotti quando ci si giocava da piccole, l'odore di pelle di bambola per intenderci. Per i primi venti minuti rimane così, un po' acre in gola, poi magicamente muta e diventa il profumo che ricordavo, che tanto mi aveva affascinato su quella ragazza e su di me. E' un odore rotondo, fondente, come di un seme oleaginoso in cui i denti affondano e la lingua trova un sapore burroso ma aromatico simile alla noce del Brasile. 
A corollario di questo odore sapore ci sono dei fiori umidi, l'aroma di legni morbidi muschiati e un sottotesto dolce e pizzicante. 
L'impressione annusando la pelle impregnata del profumo è di pulito rugiadoso aleggiante su un letto di morbidi legni e dolcezza. La vaniglia qui non è edibile, ma è pepata. 
Questo profumo rende in inverno, con temperature vicino allo 0, con i maglioni di lana a collo alto morbidamente avvolgenti, con l'aria sferzante della montagna, dove l'alternanza di vetrosità boschiva e burrosità aromatica continua a giocare e stupire. 


Vaniglia Muschio (Gandini) -  - Fruttato Frizzante Acquatico Floreale Legnoso Muschiato (-)
Cocco, Noce, Ribes Nero, Accenti Marini, Iris, Magnolia, Champaca, Ninfea, Legno di Teak, Legno di Cedro, Muschio, Bacche di Vaniglia



mercoledì 22 gennaio 2020

Sulmona - Coquillete



Sulmona di Coquillete è stato creato per il giorno del matrimonio di Elise Juarros, una dei due nasi insieme a Rosa Vaia, che stanno dietro alle creazioni di questa casa di profumi a cui hanno dato vita.
Tra i vari profumi dedicati ai confetti in cui la cittadina di Sulmona eccelle, è quella che riesce ad unire soavità e persistenza. Cosa non facile. 
All'apertura si ha l'impressione di assaggiare direttamente sulla lingua del latte di mandorla fresco, non troppo dolce ma anzi con una amarezza pastosa tipica del profumo di alcune mandorle dal retrogusto amarognolo utilizzate nei dolci chiamati appunto amaretti. Questa impressione iniziale lascia ben presto spazio ad una nota di tulle e zucchero, la stessa nota che si percepisce annusando i confetti freschi avvolti nel tulle ad un matrimonio. Questa nota olfattiva di tessuto toglie l'estrema dolcezza allo zucchero e dona una trasparenza polverosa impalpabile come talco. Sotto questo velo impalpabile, il confetto alla mandorla si scalda e si mischia con un sentore rarefatto di vaniglia, e di petali di fiori bianchi. Da questo momento è un susseguirsi di mandorle fresche, confetto, mandorla amara, bacca di vaniglia, latte di mandorla, zucchero, fiori d'arancio, in un fruscio stabile che rimane sulla pelle per ore e ricompare ad ogni spostamento di ciocca di capelli come un suggerimento all'orecchio. 
E' un profumo verde caldo, che coccola, che abbraccia, che dona una aura tutt'intorno a chi lo indossa, luminosa e attrattiva. Eppure è anche un profumo che protegge, pur facendosi notare, è come uno scudo protettivo. Quando lo indosso mi sento misteriosa e potente, della potenza che ha la femminilità non svelata. 

Sulmona (Coquillete) - 2012 - Orientale Vanigliato (Elise Juarros, Rosa Vaia)
Mandorla, Zucchero, Vaniglia del Madagascar, Mandorla Amara, Fiori d'Arancio


mercoledì 15 gennaio 2020

Tudor - Coquillete

Stained Glass Tudor Rose and Chaplet | Sewing patterns free, Tudor rose,  Sewing patterns



Solitamente non amo la rosa nei profumi, mentre mi piace il fiore, soprattutto le rose inglesi tutte scarruffate e profumatissime, nei profumi la nota di rosa non è tra i miei preferiti. 
In Tudor la rosa non compare neanche nella piramide olfattiva eppure sembra di averla tra le mani, geometricamente screziata di bianco e scarlatto, che profuma di verde, acerbo e spinoso, di legno.
E' un profumo che mi ricorda l'austerità di una camicia bianca stirata perfettamente. Odora di pulito prima che l'odore di pulito fosse il muschio bianco. Un pulito antico, di rosa saponosa.
Perfetto su un uomo, o una donna che non voglia esprimere sensualità ma, al contrario, rigore.

The Beauty Cove: IL PROFUMO: TUDOR di COQUILLETE PARIS

Tudor (Coquillete) - 2014 - Orientale Legnoso (Elise Juarros, Rosa Vaia)
Geranio, Legno di Palissandro, Mughetto, Benzoino, Ambra, Tintura di Terra, Labdano, Ambra Grigia, Vaniglia del Madagascar

domenica 12 gennaio 2020

Le Baiser du Dragon - Cartier



Ricordo che la prima volta che ebbi l'occasione di annusare Le Baiser du Dragon, me ne innamorai immediatamente. Purtroppo in quel momento non avevo i fondi necessari all'acquisto, e la volta  seguente, pronta a spendere, con mia estrema delusione mi scontrai con il fatto che avevano inspiegabilmente e repentinamente ritirato il profumo da ogni negozio.

E' così che, decenni dopo, per puro caso, un giorno mi imbatto in una profumeria che possiede ancora qualche flacone di Le Baiser du Dragon. 

Quando mi accingo a provarlo, a così tanto anni di distanza, sono quasi agitata, chissà se avrà ancora quell'effetto su di me...

Appena spruzzato è già una meraviglia, il bacio del dragone è un ponte immaginifico che attua il passaggio tra i profumi di concezione complessa tipica degli anni '80, opulenti e indecifrabili e il futuro dei profumi gourmand a venire con la predilezione per la scansione olfattiva nota per nota. 
E così che, su un tappeto di fiori bianchi di una orientalità leggera, soave, ma impregnante, si srotola la nota gourmand di mandorla amaretto trattata in maniera traslucida, non edibile ma misteriosamente evocativa, in lotta con la saponosità che a tratti prevale, di una rosa patchouli vetiver spigolosa. 
Subentrano i legni e le resine, accordandosi alle altre note, in maniera sinfonica, come in un bolero che a mano mano, pur ripetendosi, si gonfia, diventa sempre più pieno di strumenti, di colori, stravolgenti nella compattezza dell'armonia. 
Il bacio si addolcisce, e da tagliente ritorna ad essere morbido e rotondo, è la resina di benzoino, resa ancora più sfaccettata da un sentore effimero di caramello leggeremnte salato e da un cioccolato amaro, fondente, torbido. Le note golose sono usate per sfumare, non prevalgono mai e non fanno di questo profumo un profumo gourmand, ne addolciscono alcune spigolosità ma rimane un profumo per chi ama i legni aromatici. Dopo circa un'ora l'ambra fa la sua comparsa, è un'ambra leggermente polverosa, scalda la miscela e dona misticismo, quasi mimando un incenso a metà strada tra occidente e oriente che prende da entrambe le declinazioni l'aromaticità e balsamicità, mantendo al contempo una connotazione aerea come in un altro profumo che amo molto, Copal Azur di Aedes de Venustas.
Indossandolo ci si sente potenti in maniera sotterranea, come un drago sonnacchioso, che può permettersi di darti un bacio, un buffetto, perchè è consapevole che tutti conoscono la sua potenza distruttiva e ricreatrice. 

Le Baiser du Dragon (Cartier) - 2003 - Orientale Legnoso (Alberto Morillas)
Gardenia, Mandorla Amara, Amaretto, Neroli, Iris, Muschio, Gelsomino, Cedro, Rosa Bulgara, Ambra, Patchouli, Benzoino, Cioccolato Fondente, Caramello, Vetiver, Legno di Cedro

giovedì 9 gennaio 2020

Black Opium - Yves Saint Laurent



Chi si ricorda, e ha usato come me, Opium, rimarrà particolarmente interdetto.
Chi si immaginava un Opium più notturno, misterioso, opulento, quasi malvagio, non lo troverà.
Chi si aspettava un profumo di rottura rispetto a quelli di tendenza ultimamente. Ecco, no.

Il black di Black Opium si riferisce a qualcosa sicuramente nero ma non con l'accezione comunemente intesa ai vari black perfume. Qui c'è un caffè nero, senza zucchero, bollente e liquirizia calda, quasi allappante nel suo essere liquirizia purissima.
In prima istanza si viene pervasi da un profumo di pera matura e succosa, adagiata su petali di fiori bianchi, è una immagine velocissima, perché subito arriva lui, il black coffee, l'oppio moderno in una società che non permette il sogno ma che persegue la veglia ad oltranza, anche in stato confusionale, anche superato l'umano limite. Il caffè rimane come filo conduttore, ed accompagna nella danza forsennata, tutte le note che mano a mano si susseguono, una liquirizia calda e pungente, che si trasforma in morbida caramella mou alla vaniglia, che si scioglie in latte caldo, che impregna un legno dolce e cedevole, che diventa un patchouli vanigliato, non terreno, non aereo, che raggiunge un picco nell'unica nota puntuta del legno di cedro e per ritornare morbido, fluente come le luci del traffico di notte visto attraverso lenti appannate di pioggia e vapore di pelle di donna avvolta in cashmere alla vaniglia che appartiene al regno dei sensi e della carne.



Black Opium (Yves Saint Laurent) - 2014 - Orientale Vanigliato (Nathalie Lorson, Marie Salamagne, Olivier Cresp, Honorine Blanc)
Pepe Rosa, Fiori d'Arancio, Pera, Caffè, Gelsomino, Mandorla Amara, Liquirizia, Vaniglia, Patchouli, Cedro, Cashmeran