Tutti i nomi di donna sono riconducibili a Marta o a Maria. Il mio nome appartine al ramo di Marta.La piccola Marta, Martina, sono io e può salvarla solo un padre, un piccolo cavaliere senza macchia e paura, e io.
Tutti i nomi di donna sono riconducibili a Marta o a Maria. Il mio nome appartine al ramo di Marta.

Mercoledì 25 Marzo 2009 - Ho sognato un triangolo bianco su fondo nero, la punta rivolta verso il basso.
Sabato 21 Marzo 2009 - Sono in un campeggio in Francia, mangio cibo cucinato alla griglia riparata sotto un tendone, piove. Mi dirigo verso la mia roulotte con Lucia, il pavimento è tutto coperto di cuscini, mi pulisco gli anfibi per poterci camminare sopra e raccoglierli per sistemarli sul divano all'entrata. Sotto lo sguardo di Lucia posiziono un metro di acciaio e pietre preziose azzurre e brillanti fissandolo in verticale, dietro lo schienale del divano di fronte al quale è seduta, poi avvolgo una tavola da surf in stoffe eleganti e la metto sul divano all'entrata nascosta tra i cuscini. Stanno arrivando. Mi sveglio.
Il sogno si chiude con un'aspettativa: Stanno arrivando. Chi o cosa sta arrivando? Forse i Razionalisti? Per il momento non mi è concesso saperlo.

La Catena Onirica indica sentimenti, valori, norme, ideali o persone a cui ci si sente legati. Esorta a liberarsi da queste catene che sono di impedimento nella vita. Ricevere una catena è un segno di incoraggiamento e di consolazione.
Far parte di un balletto denota elasticità mentale e adattamento fluido agli eventi sconvolgenti. 


Sto cercando di educare il mio bambino onirico. Non sopporto intrusioni e sono disposta a difendere la sua purezza anche attingendo al serpente che è dentro di me.
Colpisco con una testata chi mi ostacola e vuole distruggere il mio lavoro, e scopro che ferire non mi fa stare così male come temevo. Basta incutere il giusto timore e... usare la testa.
Con un colpo secco.
Il costume è quello che facciamo vedere agli altri, come ci comportiamo visti da fuori, i miei "costumi" sono doppi. Ne indosso sempre uno sopra l'altro. Il Maestro mi dice perché lo fai? "Non ne hai bisogno".con il bagno per i soli addetti ai lavori (comparso anche nel sogno de Gli Uccelli, I Cani...) nel quale la commessa mi fa entrare comunque. Contravvenire alle regole assurde (un caffè senza bagno per i clienti è assurdo), osare di più, entrare.
con lo specchio della camera dei miei genitori, le due persone che mi hanno messo al mondo e che mi amano incondizionatamente. Guardandomi allo specchio capisco quanto è strano indossare un costume sopra l'altro. Quanto è inutile nascondere la propria vera personalità. Posticipando di vivere come vorremmo, coerenti e leali verso la nostra vera natura, e finendo per vivere una vita che non ci appartiene. Dipendendo dall'autobus, adeguandomi ad orari che mi costringono a "temporeggiare" o che mi fanno arrivare in ritardo, sulle cose della vita.
con la decisione infine di guidare la mia macchina (la mia vita) per non arrivare mai più in ritardo.
Perché ho perso fin troppo tempo.
Tutti e due sono desiderosi di unirsi a me, ma aspettano che sia io a decidere come e quando.
Martedì 27 Gennaio 2009 - Sono in uno scantinato/parcheggio sotterraneo vuoto. C'è solo una macchina guidata da un amico indefinito (il Maestro?), addossati ad una parete laterale, lontani parenti in posizione marginale, ci sono io con la mia gatta e ci sono ancora io in forma di giovane ragazzo munito di motorino. Inizia a fare degli otto passando tra i piloni del parcheggio. La macchina fa lo stesso. Stanno "carburando" per fare una gara. Il mio braccio destro è lunghissimo, si proietta in alto verso il soffitto per poi ricadere ad arco verso il motorino. Con il dito indice puntato sulla testa del ragazzo in sella al motorino, lo muovo in cerchi intorno a me.
In questo sogno, è lampante, mi sto prendendo in giro ( il ragazzo/me gira intorno a me stessa guidato dal mio stesso dito).
Ancora riflessioni a ruota libera sul sogno di Domenica 11 Gennaio 2009 (Gli Uccelli, i Cani, le Tigrighepardo e i Vermiserpenti)
Nella notte tra il 24 e il 25 Gennaio 2009 "l'illuminazione" è arrivata. Poco prima di svegliarmi, quando la luce inizia a filtrare dalla sottile pelle delle palpebre, dimenticando il sogno appena fatto ma chiarendo quello che tanto mi aveva colpito.
