venerdì 6 marzo 2020

Jean Paul Gaultier "La Belle" - Jean Paul Gaultier

Una pera succosa e zuccherina, fondente, calda, speziata, caramellata, legata a doppio filo con una vaniglia leggermente bruciacchiata, morbida, da sciarpa. Una vaniglia bourbon, raffinata. 
Questo profumo è una coccola dolce, molto femminile e scioso. Per via forse della pera mi ricorda Jimmy Choo che avevo sentito su una ragazza e avevo associato a Black Orchid di Tom Ford per tutta la sera, anche se non lo riconoscevo del tutto. Così finalmente ho chiesto alla ragazza in questione cosa indossasse e l'indomani sono andata ad annusare Jimmy Choo, che sulla mia pelle ad un certo punto ha una evoluzione che non mi piace, una nota presente anche ne L'Imperatrice di Dolce e Gabbana e in alcuni profumi freschi maschili. Una nota acidula di frutta troppo matura che mi disturba. 
La Belle invece ha una qualità suadente e calda senza note stonate e acidule, è tutto rotondo, armonico.
Dopo l'inizio allineato in gran parte con il trend del momento (dolce e patchouli) sviluppa un'anima senza tempo che ricorda l'accordo famoso chiamato Guerlinade, un accordo di iris, bergamotto, gelsomino, rosa bulgara, fiori d'arancio, vetiver, fava tonka e etilvanillina, vera novità dell'epoca, che nel 1921 Jacques Guerlain su concetto di  Pierre-François-Pascal Guerlain fece da base a Shalimar dando il via ad una nuova ondata nei profumi femminili. Così La Belle racchiude in sé modernità e storia.

La Belle (Jean Paul Gaultier) - 2019 - Orientale Vanigliato (Quentin Bisch, Sonia Constant)
Pera, Bergamotto, Vetiver, Vaniglia, Ambra, Cuoio, Muschio, Legni, Note Floreali, Note Tostate


mercoledì 4 marzo 2020

Eros e l'Alveare sulle Ginocchia




Mercoledì 1 ottobre 2014 - Sono all' Ikea ho comprato una stoffa con un disegno variegato e colorato per farmi un abito. Quando la porto a casa qualcuno la utilizza e inizia a cucirmi addosso il vestito. In pochi minuti il vestito è finito. Mi guardo allo specchio e il vestito è metà bianco e metà nero, della stoffa bellissima multicolore non c'è più traccia. Si è trasformata in questa specie di abito da sposa, che mi divide a metà verticalmente e orizzontalmente con quattro riquadri alternati bianchi e neri. Nel riflesso allo specchio vedo che ho indosso un velo da sposa sulla testa, anche se nella realtà non c'è. Chiudo gli occhi e li riapro, sono su un treno. Viaggiamo di notte, stiamo andando al mare, ci sono persone che conosco, siamo una compagnia, e durante il viaggio, il fratello di una mia amica inizia a corteggiarmi. E' un ragazzo bellissimo, capelli con onde morbide e occhi dolci e magnetici. Ma nasconde un segreto: è bello di giorno ma, mi racconta, brutto di notte, e per questo motivo non vuole farsi vedere neanche alla luce di una candela. Ci baciamo nell'oscurità, mentre il treno viaggia verso Sud. Chiudo gli occhi e li riapro, sono da sola nel vagone, ho acceso una candela, sollevo il vestito che ora è tutto bianco. Mi guardo le gambe, sulle ginocchia ho degli alveari piatti, formati da un'unica cella. Alzando un piccolo sportello che chiude la cella dell'alveare, vedo che dall'interno proviene una luce dorata, immerso nel miele c'è una microscopica monetina d'oro con incisa un'ape. Richiudo la cella. Mi sveglio.




E' qualche giorno che ripenso a questo sogno, la storia di Eros e Psiche mi ha sempre affascinato, i quattro compiti che Afrodite assegna a Psiche per riconquistare Amore sono molto simbolici per me. Alcuni li ho forse superati, forse anche l'ultimo. Ma l'epilogo della storia, racchiude un significato che ancora non riesco a comprendere e fare mio. So solo che mi attrae e nella mia mente si è legato a questo sogno. Non so perché. Devo rileggere di nuovo i quattro compiti di Psiche e rielaborarli.

Nella statua del Canova, Psiche posa delicatamente una farfalla, simbolo della sua anima, nelle mani di Eros, consegnandosi nella sua completezza all'amato. 

L'ape è un animale sacro sia ad Artemide, archetipo che sento molto forte in me soprattutto nella parte relativa ai rapporti con le donne, amiche e colleghe e a Demetra, una dea che non mi è mai stata familiare, ma la cui istanza, di cura e amore materno, evidentemente si sta facendo strada in me anche se non sono madre di nessuno.
Nelle mie ginocchia ci sono miele e monete d'oro raffiguranti api. A distanza di 6 anni, le molte cose avvenute e cambiate nella mia vita, il pensiero ricorrente a questo sogno, proprio ora, richiede di essere ascoltato.

martedì 3 marzo 2020

Parfum Divin et Huile Divin - Caudalie

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Mai nome fu più appropriato secondo me di questo. Parfum Divin profuma divinamente, come petali di rosa. E' uno di quei profumi di cui vorresti riempirti le narici, femminile, rotondo, morbido, elegante e raffinato. Di solito non amo i profumi alla rosa, ma quando questa fa parte di una combinazione così perfetta da non prevaricare, mi piace molto. Qui è un tappeto di petali di rosa vellutati, appena appena piccanti ma di quella piccantezza delicata e aromatica data dal pepe rosa, anche leggermente aspra a tratti, ma mai fastidiosamente. In Parfum Divin tutto è equilibrato e fa sentire estremamente femminili e atemporali. Come il frusciare in vestiti di seta, come il contatto con i capelli sciolti in morbide onde sulla pelle nuda. 
Il creatore di questo gioiellino, Jacques Cavallier, è stato anche il creatore di Midnight Poison, altro profumo dove la rosa si fondeva al patchouli in un accordo perfetto e divino. Un po' lo ricorda, non tanto per l'effluvio ma per la rotondità e la perfezione di una rosa divinamente adornata e amalgamata a tutte le altre note della composizione. 
Di questo femminilissimo profumo esiste anche la versione in olio: Huile Divin si utilizza sul corpo e sui capelli, e li lascia entrambi nutriti e delicatamente profumati. Sui capelli ricci rende al meglio mentre sui capelli dritti e finissimi va utilizzato con estrema parsimonia, è sufficiente accarezzare l'aura intorno ai capelli, con le mani leggermente umettate di due gocce di Huile Divin, o meglio ancora di ciò che rimane sulle mani dopo averlo steso sulla pelle del corpo con gesti delicati. Una coccola prima di andare a dormire oppure per intensificare il profumo, di per sé già piuttosto intenso, per preparare la pelle a carezze amorevoli, per mantenerla morbida e luminosa, per far risplendere una delicata abbronzatura dorata, per rendere vellutata come petali di rosa una pelle candida come alabastro.

Parfum Divin (Caudalie) - 2014 - Floreale Legnoso Muschiato (Jacques Cavallier)
Pompelmo, Rosa, Pepe Rosa, Vaniglia, Muschio, Cedro

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Huile Divin (Caudalie) - 2014 - Floreale Legnoso Muschiato (Jacques Cavallier)
Pompelmo, Pepe Rosa, Rosa del Marocco, Rosa Bulgara, Cedro, Vaniglia, Muschio Bianco


mercoledì 26 febbraio 2020

Velvet Orchid - Tom Ford

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Velvet Orchid è stato l'ultimo profumo acquistato ancora in modalità normale, chiacchierando amabilmente con una commessa di Sephora molto competente, gentilissima e disponibile. Entrambe quasi coetanee, entrambe pensierose su ciò che stava succedendo ma decise a prendere in considerazione la bellezza. Avevo già sentito Velvet Orchid in estate e mi aveva lasciata perplessa, poi parlandone con una amica conosciuta attraverso la pagina di Adjumi, che adora la rosa, la tuberosa e che aveva descritto Velvet Orchid con parole che mi avevano affascinato, il primo giorno di riposo dopo l'ultimo giorno di lavoro (che avrei scoperto essere l'ultimo prima del lockdown) sono andata in missione.
Quella sera la gentile commessa mi donò anche un campioncino di Metallique sempre di Tom Ford. Un profumo strano, mai sentito prima, che non riuscivo a inquadrare e che durante la quarantena mi ha fatto compagnia nel mio mutamento e di cui mi sono innamorata mutando.
Nella mia mente questi due profumi sono collegati l'uno all'altro, come due sfaccettature di me, Velvet Orchid alla mia essenza femminile che già conosco, ma che ha una modalità tutta esteriore per celare il mio io più segreto, Metallique a quella me stessa che è emersa dopo aver metabolizzato in 91 giorni di clausura e solitudine, nuove dinamiche, riflessioni e profondi mutamenti. Dopo che una distanza lunghissima e profonda è stata riavvicinata e ho riaperto il mio cuore. Mostrando la parte più vulnerabile e segreta di me.

Velvet Orchid inizia con uno sbuffo di sentori fruttati dolci e liquorosi che si modificano immediatamente, come se si aprisse la lampada del genio e ne uscisse una nuvoletta che immediatamente si trasforma in una geniessa piuttosto minacciosa e al contempo appitonante.
Incombe fluttuando un metro sopra di te e rimani lì, imbambolato per la magnificenza di fiori dal sentore di miele amarognolo che cola liquido e dorato, petali vellutati e umidi, carezzevoli e conturbanti. 
Per un istante ricorda l'effluvio di Black Orchid, così come incontrando la cugina di tua moglie capti un movimento, uno scostarsi i capelli dal viso, identico ma nello stesso tempo esotico. 
Avvolto in questa nuvola ovattata, ci si sente sollevare a pochi centimetri da terra, mentre la liquidità densa del profumo continua a scendere avviluppandoti completamente. Subentrano a sostenere questa cornucopia di fiori delle note balsamiche morbide, voluttuose. E' tutto molto rotondo, niente spigolosità, molto morbido, come accarezzare una nappa scamosciata da cui si sprigiona profumo di fiori e di femminilità, di una lontanissima e flebile mandorla amara e di uno zucchero di canna e melassa liquoroso e leggermente vanigliato.
Velvet Orchid non passa inosservato, non è nella sua natura, e per portarlo ci vuole baldanza e confidenza nel proprio essere se stessi, allora come il genio della lampada realizza il tuo desiderio.
Ma come spesso accade con i geni, non sempre la realizzazione del tuo desiderio è come te lo aspettavi, la geniessa è capricciosa e ti porta dove vuole, l'unica salvezza è non opporsi e seguire il flusso, pronto e adattabile ad affrontare ogni deviazione del percorso. Un percorso inaspettato che riserva una trasformazione finale. Bonne chance!


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Velvet Orchid (Tom Ford) - 2014 - Orientale (Yann Vasnier, Calice Becker, Shyamala Maisondieu, Antoine Maisondieu)
Bergamotto, Mandarino, Rum, Miele, Gelsomino, Olio di Rosa, Orchidea Nera, Orchidea, Fiori d'Arancio, Magnolia, Giacinto, Narciso, Eliotropio, Balsamo del Perù, Labdano, Sandalo, Mirra, Pelle Scamosciata, Vaniglia, 

lunedì 10 febbraio 2020

Moramanga - Coquillete Paris




Moramanga è una cittadina, che da il nome anche al Distretto omonimo, nell'entroterra dell'isola del Madagascar; circondata da terreni boscosi, adiacente al fiume Mangoro, all'incrocio delle due strade principali che percorrono l'isola. Il nome Moramanga significa "dove il mango cresce in abbondanza" che in Malgascio è un modo per descrivere la bellezza lussureggiante di questa zona. 
Ogni estate a Moramanga si tiene il concorso per decidere l'orchidea più bella, tra cui anche quelle dalle quali si ricava il baccello della vaniglia, il più delle quali sono endemiche della foresta pluviale del Parco Nazionale di Andasibe-Mantadia o Riserva di Périnet che circonda il Distretto di Moramanga.
Da piccola sognavo di visitare l'Isola del Madagascar e l'Isola di Zanzibar, ai miei occhi paradisi di bellezza naturale e verdeggianti.
E lussureggiante è proprio la parola esatta per descrivere questo profumo che si apre come una ventata schiaffeggiante di fiori bianchi e gialli, carnosi, sfacciatamente opulenti e grondanti di goccioline di pioggia tropicale, si possono distinguere una gardenia carichissima compresa di foglie lucide come pietre bagnate, l'inizio di banana e latte dello ylang ylang, a cui presto fa seguito il suo carnale profumo esotico, una tuberosa esplosiva che diventa lattiginosa come acqua di cocco proprio come piace a me e un gelsomino finissimo, splendente nella notte. Le resine che stillano pungenti ma fresche dagli alberi.
E' un profumo magico, iper femminile ma di una femminilità naturale, nuda, fatta solo della potenza di fiori tropicali immersi nell'assordante rumore di migliaia di uccelli diversi nascosti nella foresta pluviale. Dopo qualche ora il rumore della foresta pluviale si zittisce, i fiori si chiudono, e scende la notte. E' solo il profumo dei gelsomini ad aleggiare nell'aria appoggiandosi ogni tanto al terreno di vaniglia e resine e muschio, quasi impercettibili, come un fruscio sommesso di animali notturni. Brillante come stille di pioggia rimaste aggrappate alla foglie, delicato e luminoso come la pelle di una donna che dorme.  
Ho scoperto Moramanga, che è diventato uno dei miei profumi preferiti, grazie alla Farmacia Corti, che tiene Coquillette e mi ha fatto fare un percorso olfattivo di questa casa profumiera. 
E' il profumo che mi permette di esprimere sensualità solare, femminilità potente e assertiva, seduzione palese non verbale. Da voce al mio emisfero destro, all'istinto e all'audacia, al mistero dato dalla non intellegibilità. Non c'è mediazione verbale. Solo purezza animale.


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Moramanga (Coquillete Paris) - 2012 - Orientale Floreale (Elise Juarros - Rosa Vaia)
Gelsomino, Gardenia, Iris Giapponese, Balsamo del Tolù, Opoponax Etiope, Benzoino, Tuberosa del Madagascar, Ylang ylang della Polinesia, Vaniglia del Madagascar, Muschio Asiatico

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La Farmacia Corti si trova a Giussano in Via Gabrio Piola, 11

giovedì 6 febbraio 2020

Tinharé - Le Couvent des Minimes

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Tinharé è un'isola del Brasile, famosa per le sue spiagge di sabbia finissima e per il mare incontaminato, la natura tropicale rigogliosa che si riversa fino all'Oceano, i cieli tersi di un turchese vetrificato. 
Questo lo spunto, l'ispirazione data al naso, per creare uno dei profumi de Le Couvent des Minimes che si situa tra le altre creazioni, tutte ispirate a luoghi lontani, antichi porti e rotte di viaggio della via delle spezie. Di questi luoghi e di queste ispirazioni fanno parte anche Smyrna e Santa Cruz di cui ho già scritto su questo blog. 
Ma Tinharé non parla la lingua del mare, della frutta tropicale succosa, del sole sulla pelle, Tinharé parla una lingua tutta sua, fatta di sussurri che si insinuano sotto la pelle dell'altro.
Un linguaggio nuovo indecifrabile, non scandagliabile, misterioso, dove l'intento non è capire le singole note parole ma farsi avvolgere dal suono di questa lingua straniera. 
Ogni volta, ogni volta, ogni volta che lo metto c'è qualcuno che mi ferma per dirmi che buon profumo ho, con la faccia interrogativa di chi non riesce a collocare una nuova informazione tra quelle già acquisite, catturato dalle note come dalle parole di un incantesimo pronunciato con un soffio di voce, perché Tinharé non urla, non riempie la stanza in maniera squillante ma lo fa insinuandosi, sostituendosi alla atmosfera, così sottilmente che non ci si rende conto che in breve tempo ti ha portato in un altra dimensione, su un pianeta parallelo dove le percezioni sono di pelle.
Non si sente il mandarino o il gelsomino o la vaniglia, ma ci sono. Impregnano le note di legni morbidi leggermente salati, e creano una amalgama che coinvolge il senso del tatto insieme all'odorato, come se le parole della sua lingua sconosciuta, toccassero la pelle dell'altro con il soffio caldo dell'atto del pronunciare. Morbide e delicate come carezze uditive olfattive. Come se donasse una seconda pelle, fusa con la propria, calda e magica, che vibra e risuona sommessamente ad ogni sospiro.
Tinharé è il profumo del desiderio intuito. 

Tinharé (Le Couvent des Minimes) - 2019 - Orientale Floreale Baccarat (Eric Fracapane)
Mandarino, Gelsomino, Note Legnose, Vaniglia

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venerdì 31 gennaio 2020

Vaniglia e Muschio - Gandini 1896


















Mi sono imbattuta in questo profumo molti anni fa, sentendolo su una ragazza che molto gentilmente me ne spruzzò un po' sul polso tirando fuori una boccetta enorme da una borsa grandissima.
Fui investita da una nuvola magnifica, che proveniva da lei e che si estendeva a me e che mi accompagnò anche nei giorni seguenti complice la persistenza straordinaria sulla pelle e perché ne era finito un po' sul polsino dell'abito che indossavo. 
Per anni ogni volta che capitavo nelle profumerie che vendevano il marchio chiedevo se ci fosse o se fosse possibile ordinarlo, e ogni volta le commesse mi davano risposta negativa, come se questo profumo non fosse mai esistito. Avevo smesso di cercarlo anche se ogni tanto mi ritrovavo a pensarci quando un giorno lo trovo navigando online.
Lo scruto, è ancora il vecchio packaging, perché nel frattempo Gandini ha cambiato il design delle bottiglie e ha introdotto nuove fragranze.
Faccio ricerche ma di Vaniglia e Muschio nessuna traccia sul loro sito, quindi acquisto alla cieca, solo sull'onda del ricordo.
Dopo qualche giorno di attesa, ecco il corriere che mi consegna la scatoletta ben imballata, è estate, la bottiglietta non è molto bella, ma sorvolo, lo spruzzo e non lo riconosco, all'iniziale delusione in una frazione di secondo si sostituisce la certezza che questo profumo deve essere provato quando fa freddo e così lo archivio in attesa dell'inverno. 
Vaniglia e Muschio apre sulla mia pelle con una nota bizzarra, tipo l'odore dei bambolotti quando ci si giocava da piccole, l'odore di pelle di bambola per intenderci. Per i primi venti minuti rimane così, un po' acre in gola, poi magicamente muta e diventa il profumo che ricordavo, che tanto mi aveva affascinato su quella ragazza e su di me. E' un odore rotondo, fondente, come di un seme oleaginoso in cui i denti affondano e la lingua trova un sapore burroso ma aromatico simile alla noce del Brasile. 
A corollario di questo odore sapore ci sono dei fiori umidi, l'aroma di legni morbidi muschiati e un sottotesto dolce e pizzicante. 
L'impressione annusando la pelle impregnata del profumo è di pulito rugiadoso aleggiante su un letto di morbidi legni e dolcezza. La vaniglia qui non è edibile, ma è pepata. 
Questo profumo rende in inverno, con temperature vicino allo 0, con i maglioni di lana a collo alto morbidamente avvolgenti, con l'aria sferzante della montagna, dove l'alternanza di vetrosità boschiva e burrosità aromatica continua a giocare e stupire. 


Vaniglia Muschio (Gandini) -  - Fruttato Frizzante Acquatico Floreale Legnoso Muschiato (-)
Cocco, Noce, Ribes Nero, Accenti Marini, Iris, Magnolia, Champaca, Ninfea, Legno di Teak, Legno di Cedro, Muschio, Bacche di Vaniglia



mercoledì 22 gennaio 2020

Sulmona - Coquillete



Sulmona di Coquillete è stato creato per il giorno del matrimonio di Elise Juarros, una dei due nasi insieme a Rosa Vaia, che stanno dietro alle creazioni di questa casa di profumi a cui hanno dato vita.
Tra i vari profumi dedicati ai confetti in cui la cittadina di Sulmona eccelle, è quella che riesce ad unire soavità e persistenza. Cosa non facile. 
All'apertura si ha l'impressione di assaggiare direttamente sulla lingua del latte di mandorla fresco, non troppo dolce ma anzi con una amarezza pastosa tipica del profumo di alcune mandorle dal retrogusto amarognolo utilizzate nei dolci chiamati appunto amaretti. Questa impressione iniziale lascia ben presto spazio ad una nota di tulle e zucchero, la stessa nota che si percepisce annusando i confetti freschi avvolti nel tulle ad un matrimonio. Questa nota olfattiva di tessuto toglie l'estrema dolcezza allo zucchero e dona una trasparenza polverosa impalpabile come talco. Sotto questo velo impalpabile, il confetto alla mandorla si scalda e si mischia con un sentore rarefatto di vaniglia, e di petali di fiori bianchi. Da questo momento è un susseguirsi di mandorle fresche, confetto, mandorla amara, bacca di vaniglia, latte di mandorla, zucchero, fiori d'arancio, in un fruscio stabile che rimane sulla pelle per ore e ricompare ad ogni spostamento di ciocca di capelli come un suggerimento all'orecchio. 
E' un profumo verde caldo, che coccola, che abbraccia, che dona una aura tutt'intorno a chi lo indossa, luminosa e attrattiva. Eppure è anche un profumo che protegge, pur facendosi notare, è come uno scudo protettivo. Quando lo indosso mi sento misteriosa e potente, della potenza che ha la femminilità non svelata. 

Sulmona (Coquillete) - 2012 - Orientale Vanigliato (Elise Juarros, Rosa Vaia)
Mandorla, Zucchero, Vaniglia del Madagascar, Mandorla Amara, Fiori d'Arancio


mercoledì 15 gennaio 2020

Tudor - Coquillete

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Solitamente non amo la rosa nei profumi, mentre mi piace il fiore, soprattutto le rose inglesi tutte scarruffate e profumatissime, nei profumi la nota di rosa non è tra i miei preferiti. 
In Tudor la rosa non compare neanche nella piramide olfattiva eppure sembra di averla tra le mani, geometricamente screziata di bianco e scarlatto, che profuma di verde, acerbo e spinoso, di legno.
E' un profumo che mi ricorda l'austerità di una camicia bianca stirata perfettamente. Odora di pulito prima che l'odore di pulito fosse il muschio bianco. Un pulito antico, di rosa saponosa.
Perfetto su un uomo, o una donna che non voglia esprimere sensualità ma, al contrario, rigore.

The Beauty Cove: IL PROFUMO: TUDOR di COQUILLETE PARIS

Tudor (Coquillete) - 2014 - Orientale Legnoso (Elise Juarros, Rosa Vaia)
Geranio, Legno di Palissandro, Mughetto, Benzoino, Ambra, Tintura di Terra, Labdano, Ambra Grigia, Vaniglia del Madagascar

domenica 12 gennaio 2020

Le Baiser du Dragon - Cartier



Ricordo che la prima volta che ebbi l'occasione di annusare Le Baiser du Dragon, me ne innamorai immediatamente. Purtroppo in quel momento non avevo i fondi necessari all'acquisto, e la volta  seguente, pronta a spendere, con mia estrema delusione mi scontrai con il fatto che avevano inspiegabilmente e repentinamente ritirato il profumo da ogni negozio.

E' così che, decenni dopo, per puro caso, un giorno mi imbatto in una profumeria che possiede ancora qualche flacone di Le Baiser du Dragon. 

Quando mi accingo a provarlo, a così tanto anni di distanza, sono quasi agitata, chissà se avrà ancora quell'effetto su di me...

Appena spruzzato è già una meraviglia, il bacio del dragone è un ponte immaginifico che attua il passaggio tra i profumi di concezione complessa tipica degli anni '80, opulenti e indecifrabili e il futuro dei profumi gourmand a venire con la predilezione per la scansione olfattiva nota per nota. 
E così che, su un tappeto di fiori bianchi di una orientalità leggera, soave, ma impregnante, si srotola la nota gourmand di mandorla amaretto trattata in maniera traslucida, non edibile ma misteriosamente evocativa, in lotta con la saponosità che a tratti prevale, di una rosa patchouli vetiver spigolosa. 
Subentrano i legni e le resine, accordandosi alle altre note, in maniera sinfonica, come in un bolero che a mano mano, pur ripetendosi, si gonfia, diventa sempre più pieno di strumenti, di colori, stravolgenti nella compattezza dell'armonia. 
Il bacio si addolcisce, e da tagliente ritorna ad essere morbido e rotondo, è la resina di benzoino, resa ancora più sfaccettata da un sentore effimero di caramello leggeremnte salato e da un cioccolato amaro, fondente, torbido. Le note golose sono usate per sfumare, non prevalgono mai e non fanno di questo profumo un profumo gourmand, ne addolciscono alcune spigolosità ma rimane un profumo per chi ama i legni aromatici. Dopo circa un'ora l'ambra fa la sua comparsa, è un'ambra leggermente polverosa, scalda la miscela e dona misticismo, quasi mimando un incenso a metà strada tra occidente e oriente che prende da entrambe le declinazioni l'aromaticità e balsamicità, mantendo al contempo una connotazione aerea come in un altro profumo che amo molto, Copal Azur di Aedes de Venustas.
Indossandolo ci si sente potenti in maniera sotterranea, come un drago sonnacchioso, che può permettersi di darti un bacio, un buffetto, perchè è consapevole che tutti conoscono la sua potenza distruttiva e ricreatrice. 

Le Baiser du Dragon (Cartier) - 2003 - Orientale Legnoso (Alberto Morillas)
Gardenia, Mandorla Amara, Amaretto, Neroli, Iris, Muschio, Gelsomino, Cedro, Rosa Bulgara, Ambra, Patchouli, Benzoino, Cioccolato Fondente, Caramello, Vetiver, Legno di Cedro

giovedì 9 gennaio 2020

Black Opium - Yves Saint Laurent



Chi si ricorda, e ha usato come me, Opium, rimarrà particolarmente interdetto.
Chi si immaginava un Opium più notturno, misterioso, opulento, quasi malvagio, non lo troverà.
Chi si aspettava un profumo di rottura rispetto a quelli di tendenza ultimamente. Ecco, no.

Il black di Black Opium si riferisce a qualcosa sicuramente nero ma non con l'accezione comunemente intesa ai vari black perfume. Qui c'è un caffè nero, senza zucchero, bollente e liquirizia calda, quasi allappante nel suo essere liquirizia purissima.
In prima istanza si viene pervasi da un profumo di pera matura e succosa, adagiata su petali di fiori bianchi, è una immagine velocissima, perché subito arriva lui, il black coffee, l'oppio moderno in una società che non permette il sogno ma che persegue la veglia ad oltranza, anche in stato confusionale, anche superato l'umano limite. Il caffè rimane come filo conduttore, ed accompagna nella danza forsennata, tutte le note che mano a mano si susseguono, una liquirizia calda e pungente, che si trasforma in morbida caramella mou alla vaniglia, che si scioglie in latte caldo, che impregna un legno dolce e cedevole, che diventa un patchouli vanigliato, non terreno, non aereo, che raggiunge un picco nell'unica nota puntuta del legno di cedro e per ritornare morbido, fluente come le luci del traffico di notte visto attraverso lenti appannate di pioggia e vapore di pelle di donna avvolta in cashmere alla vaniglia che appartiene al regno dei sensi e della carne.



Black Opium (Yves Saint Laurent) - 2014 - Orientale Vanigliato (Nathalie Lorson, Marie Salamagne, Olivier Cresp, Honorine Blanc)
Pepe Rosa, Fiori d'Arancio, Pera, Caffè, Gelsomino, Mandorla Amara, Liquirizia, Vaniglia, Patchouli, Cedro, Cashmeran

mercoledì 8 gennaio 2020

Songes - Annick Goutal


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Songes significa Sogni in francese, e questa eau de parfum è proprio capace di mettere in quella condizione meditativa che promuove i sogni ad occhi aperti. Annusandolo si viene portati inizialmente in estate, su una spiaggia di quelle con la vegetazione lussureggiante tropicale che si spinge fino a quasi l'oceano. Fiori carnosi, biancogialli, che assomigliano a frutti per quanto siano polposi. Poi subentra una nota che riporta all'inverno, ai cappotti di lana leggermente ruvida, calda. Era un sogno d'estate racchiuso nell'inverno. In questo stadio di Songes si respira il passato, fatto di profumi chypre a cui non siamo più abituati, trattato in maniera molto leggera e con mano moderna. E' questione di pochi minuti e il sogno muta ancora, si scalda, perde la ruvidezza secca chypre e si ammorbidisce in una vaniglia bellissima, da scia. Non una vaniglia gourmand ma la bacca di vaniglia bourbon, con quella sua rotondità peculiare. Una vaniglia ancora ammantata di fiori, femminile, raffinata, sognante. Dove il gelsomino e il tiarè rievocano la prima parte del sogno della spiaggia e la vaniglia, stranamente, l'inverno e il calore di essere avvolti da una morbida sciarpa.  

Songes (Annick Goutal) - 2006 - Orientale Floreale (Isabelle Doyen, Camille Goutal)
Vaniglia, Gelsomino, Ylang ylang, Frangipane, Tiarè

sabato 28 dicembre 2019

Vanille Insensée e Rose Anonyme - Atelier Cologne

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Ogni tanto vado in missione sniffatoria nelle profumerie e se trovo la commessa simpatica e competente mi piace chiacchierare ed annusare le novità che vuole propormi; è stato così che ho avuto modo di annusare i profumi di Atelier Cologne, che non conoscevo, e di essere omaggiata di alcuni campioni tra quelli che più mi avevano colpito. 

Di solito quando arrivo a casa metto i samples omaggio in attesa, per vedere se mi riattraggono di nuovo. A volte me ne dimentico, tanto che quando riprendo in mano il campioncino nel frattempo il profumo in vendita è stato riformulato, cambiato, flankerizzato, discontinuato, tolto dal mercato. 

Qualche tempo fa mi sono ritrovata a visitare con un amico, un centro commerciale ricavato da una ex fabbrica e lì ci siamo imbattuti in un negozio di candele e prodotti per il corpo che non conoscevo.

Entrambi appassionati di candele, partiamo ognuno per conto suo ad annusarle e quasi in contemporanea troviamo LA CANDELA dei sogni. Lui una aromatica legnosa e io, stranamente, una candela evocativa di viaggi in taxi a Parigi e petite pâtisserie.

La candela Paris Café di Bath & Body Works (ovviamente discontinuata) ha un aroma ricco di caffè appena tostato, brioche dolce di zucchero, crema di vaniglia e olii essenziali di fiori tra cui la rosa.

Ricordo il viaggio di ritorno passato a chiacchierare mentre la annusavo sollevando continuamente il coperchio e una volta a casa, nel giro di una notte, anche se chiusa aveva espanso il suo profumo in tutta la zona giorno. 

E' stato solo qualche mese dopo, che prendendo in mano i campioncini da annusare, mi sono imbattuta di nuovo in Atelier Cologne, e avendo provato su due porzioni di pelle attigue, Vanille Insensée e Rose Anonyme, magicamente mi hanno riportato a quel giorno e alla mia candela. 

Mentre da soli, separatamente, non mi avevano più convinto, insieme, accostati hanno dato luogo ad un profumo molto femminile e urbano, con quel non so che di chic che hanno le parigine.

L'immagine di una corsa in taxi, un vestito di seta scivolato stretto nell'abbraccio di un trench, la colazione in un piccolo bistrot, profumo di caffè e di croissant, una brezza che porta il profumo di migliaia di rose dal fiorista di fronte al bar, odore di carta di giornale nuovo, un foulard annodato intorno al collo che profuma di donna. 

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Vanille Insensée (Atelier Cologne) - 2011 - Legnoso (Ralf Schwieger)
Coriandolo, Lime, Cedro, Vetiver, Gelsomino, Muschio di Quercia, Vaniglia, Quercia, Ambra

Rose Anonyme (Atelier Cologne) - 2012 - Orientale Floreale (Ralf Schwieger, Jerome Epinette, Cecile Hua)
Bergamotto di Calabria, Zenzero, Rosa Turca, Opoponax Somalo, Legno di Agar Oud, Foglia di Patchouli Indonesiano, Papiro, Benzoino


giovedì 26 dicembre 2019

Smyrna - Le Couvent des Minimes

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Smyrna è un profumo strano, bilaterale, dove alla freddezza del vetiver e soprattutto della rosa, si contrappone il calore bollente del pepe nero e delle note legnose e speziate. E così produce una sensazione di volo, con i piedi ben ancorati a terra. 
La freddezza della rosa è paragonabile a quando si tocca il marmo, freddo si ma vivo, liscissimo dove lo scultore ha lavorato per dargli una forma plastica, ruvido dove ha lasciato i segni dello scalpello. E' per questo che la rosa in Smyrna, nonostante sia fredda, da l'illusione di morbidezza e trasparenza, come certi veli cesellati nella pietra. 
Il pepe nero perde un poco la nota bollente ma rimane caldo, tangibilmente caldo attraverso le narici. 
Dopo qualche minuto, tutte queste note in combattimento, si fondono in un insieme ne maschio ne femmina, saponoso pulito, tagliente. Mi affiorano alla mente sensazioni ricordo di vetrate a piombo nelle chiese, da cui filtra la luce colorata a seconda del settore. L'odore che rimane in quelle chiese vuote dove aleggia ancora un filo di incenso. E poi è come camminare a piedi nudi su un tappeto di petali di rosa e spezie, in un continuo alternarsi tra occidente e oriente, tra chiese cattoliche e impero ottomano, tra modernità e passato. 

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Smyrna (Le Couvent des Minimes) - 2018 - Chypre Floreale (Jean-Claude Ellena, Amelie Bourgeois, Thomas Fontaine e Eric Fracapane)
Agrumi, Rosa Turca, Pepe Nero, Cardamomo, Vetiver, Note Legnose

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lunedì 23 dicembre 2019

Tonka - Reminiscence






Reminiscence è nata negli anni '70 come una piccola realtà che si è sempre contraddistinta per i suoi prodotti, tra i quali i profumi, pieni di personalità e dal carattere ben delineato e coerente alla filosofia abbracciata all'epoca dalla coppia fondatrice, l'amore per ciò che è esotico e che parla di luoghi lontani.
Ogni profumo di Reminiscence racconta una storia e Tonka racconta di un viaggio in un paese caldo, dove il tempo è rimasto sospeso, e sembra di veder spuntare un Cary Grant in completo di lino, che tira fuori dal taschino della sua sahariana il portasigarette, che profumano di tabacco biondo.
E Tonka parte proprio così, con un profumo di tabacco morbido al miele, di quelli aromatizzati per la pipa, umidi e densi. E' il profumo della fava tonka, dolce, nocciolosa, speziata ed erbacea allo stesso tempo. C'è una mandorla amara, e profumo di frutta secca e datteri. Una nota pungente come un bosco di conifere aromatico e balsamico, denso, resinoso, caldo. Al quale si unisce una vaniglia secca e terrosa, per niente dolce. Non è un profumo gourmand, ma riempie le narici e la gola, diventando assuefacente. Mi ricorda Chergui di Serge Lutens, che adoro, a cui le note cumariniche lo accomunano. Il miele infine diventa un miele leggermente fumoso e lievissimamente muschiato.
E' un profumo avvolgente, morbido, maschio femmina, misterioso e d'altri tempi. Il profumo che vorrei annusare sulla pelle di un uomo, avvicinandomi per baciarlo e affondando il mio naso sul suo collo.

Tonka (Reminiscence) - 2013 - Orientale (Fabrice Pellegrin)
Bergamotto, Anice, Chiodi di Garofano, Gelsomino, Miele, Labdano, Mandorla Amara, Fava Tonka, Vaniglia, Muschio



mercoledì 11 dicembre 2019

Tubereuse Noir - Jo Malone per Zara





"THE SINGLE NOTE
OF TUBEREUSE
IS MORE COMMANDING
THAN DIAMONDS"


Tubereuse Noir è un eau de parfum che fa parte di un progetto tra Zara e la creatrice di profumi Jo Malone, che rientrata nel mondo dell'arte profumiera dopo un periodo di astensione e dopo aver ceduto il marchio che porta il suo nome, ha deciso di tornare con una linea tutta sua che ripercorre i profumi della sua memoria e di cui la linea dedicata per Zara è una estensione.
C'era molta attesa per l'uscita di questi profumi "di nicchia" ma con una politica di accessibilità per il prezzo molto democratico con i quali vengono proposti.
In un giorno di sperimentazione olfattiva e bighellonaggio sono entrata da Zara e mi sono piazzata davanti all'angolo dei profumi femminili, con l'intenzione di intraprendere un viaggio olfattivo alla scoperta di questa nuova versione di Jo Malone. In passato ho annusato una parte dei profumi della linea che l'ha resa famosa, e non più sua, e non mi aveva particolarmente colpito, troppo rarefatti per i miei gusti (e per il costo).
Intanto un piccolo appunto a chi decide l'assegnazione dei prodotti ai vari reparti in Zara, è un vero peccato che questi profumi siano stati messi solo nell'area dedicata all'abbigliamento femminile, poiché tutta la serie, che si compone di otto fragranze, abbinate secondo le intenzioni a otto abbigliamenti iconici di Zara, è perfetta anche sulla pelle maschile.
Abbiamo Vetiver Pamplemousse, con la sua aria di pulizia e croccantezza, Amalfi Sunray, un concentrato di agrumi frizzanti e davvero solari, Fleur d'Oranger, dove il fiore d'arancio è sostenuto da una nota di petit grain che lo rende anch'esso molto unisex, Ebony Wood, molto legnoso, quasi affumicato e Fleur de Patchouli, un cuoiato patchuli secco, che sono molto più sulla deriva maschile che femminile, Bohemian Bluebells, lavanda e miele che su una pelle maschile potrebbe essere molto più interessante che su una pelle femminile, Waterlily Tea Dress, verde e con sentori di erba appena tagliata e infine Tubereuse Noir che forse è quello più classicamente definibile femminile ma la sperimentazione, come penso da sempre, è auspicabile. Il rischio è di rimanere illuminati.

Tubereuse Noir si apre con una esplosione di petali di fiori saponosi, carnosi, con un tocco amaro, poi leggermente canforato, profumo di donna, femminile, suadente, sicuro.
La tuberosa qui è nella sua accezione fiorita, non ci sono sperimentalismi, ma un grande fiore bianco che offre il suo profumo intenso e sexy in maniera invece soffusa, come emanasse da tutta la pelle e non da un punto preciso. Come una luce che si espande morbida e chiara.
Dopo questa fase di trasparenza diffusa soggiunge il sandalo nella sua modalità secca saponosa.
E' un profumo pulito, radioso, dalla sensualità sussurrata, molto femminile e sicuro di sé.
Mi ricorda una immagine di donna, avvolta in una camicia bianca con collo a corolla disegnata da Gianfranco Ferré. Eleganza e raffinatezza.



Tubereuse Noir (Zara) - 2019 - Floreale (Jo Malone)
Tuberosa, Ylang Ylang, Sandalo



mercoledì 4 dicembre 2019

Copal Azur - Aedes de Venustas



Tutto è nato un pomeriggio in cui ho deciso di andare in una delle mie profumerie preferite, dove trovo la proprietaria, una signora dal carisma particolare e con una competenza magistrale e un approccio freschissimo.
Mi lascia libera di annusare e suggerisce, ricorda, si emoziona insieme a me.
Insomma quel pomeriggio avevo in programma di annusare le fragranze per case di produzione, con un primissimo approccio "mi piace/non mi piace" annusando l'erogatore, e poi testando su mouillette quelli che avevano passato il primo vaglio. Tra le varie case di produzione, volevo risentire Aedes de Venustas, di cui la signora Anita mi aveva fatto annusare Oeillet Bengale una volta precedente, quando ero in cerca di un profumo di garofano.
Aedes de Venustas (letteralmente Tempio della Bellezza) è una maison nata nel 1995 a New York, voluta da i due soci fondatori Karl Bradl e Robert Gerstner che appassionati di tutto ciò che è bello, nel 2012 hanno poi prodotto il primo profumo portante il loro nome. La linea olfattiva denominatore comune di tutti i loro profumi che seguiranno sarà sempre l'incenso. Declinato in diverse modalità, ma sempre sovradosato e presentissimo.
Annuso di nuovo Oeillet Bengale, e poi Aedes de Venustas, Iris Nazarena, Cierge de Lune, Grenadille d'Afrique, Musc Encense che mi ammalia, Palissandre d'Or, Pélargonium... e poi la signora mi mette li Copal Azur, dicendomi "questo è il mio preferito, è unico, mi da un senso di pace e di libertà" lo spruzzo meditabonda, perché sulla descrizione del libretto parlava di marino, ozonato, e io non sono molto attratta dai profumi di questa famiglia olfattiva, ma mi fido della signora Anita. Lo porto alle narici sulla mouillette e subito mi sento trasportata di peso, su una scogliera a picco sul mare, dall'altro lato vegetazione bassa ma lussureggiante e dei bracieri dai quali emana un fumo aromatico. Forse era la signora che mi stava spiegando la storia di questo profumo, fortemente voluto da uno dei due soci, dopo che, una mattina presto mentre correva su un sentiero costeggiante il mare dove era in vacanza nello Yucatan, si fosse imbattuto in una cerimonia e avesse sentito il profumo meraviglioso della copale sprigionarsi dai fumi dei bracieri. Quella immagine sensazione così vivida e scolpita, è resa davvero fortemente da questo profumo magico. Che rende l'incenso luminoso e aereo, e il profumo del mare e della salsedine completamente scollegati da tutto quanto è stato fatto finora in termini di profumi ozonati. Copal Azur è un profumo intenso senza essere invasivo, la sua intensità è più spirituale che olfattiva, non importa più riuscire ad individuare e scindere le note olfattive, respiri a pieni polmoni questa meraviglia e ti sollevi a parecchi metri da terra. Qui l'incenso agisce proprio come mezzo di trasporto verso un'altra dimensione, e l'anima vola. 


 

Copal Azur (Aedes de Venustas) - 2014 - Orientale (Bertrand Duchaufour)
Incenso, Sale, Note Ozoniche, Incenso, Patchouli, Cardamomo, Incenso, Ambra, Fava Tonka, Mirra




sabato 30 novembre 2019

Gucci Bloom Ambrosia di Fiori - Gucci

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Dopo il successo di Flora, Gucci propone un altro tripudio floreale, sceglie Alberto Morillas ed esce nel 2017 con Bloom, che divide in due il pubblico, chi lo osanna e chi invece non lo apprezza. Come è usanza dei tempi che corrono non fa in tempo ad uscire una fragranza che subito si immette sul mercato a distanza ravvicinata nel tempo, tutta una serie di variazioni sul tema, i cosidetti flanker, che sfruttano l'onda del successo del capostipite. O almeno così era, ora l'uscita dei flanker è già programmata in anticipo, sia che il primo profumo sia stato davvero amato o meno. Saturando il mercato di pseudonovità, in realtà non offrendo nulla di nuovo e anzi adeguandosi sempre di più gli uni agli altri anche tra marche diverse. Gucci in questo caso cerca di riproporre anche concettualmente il successo di Flora tramite uno spot similare, ragazze vestite con abiti svolazzanti di stampe floreali, che si abbandonano ai fiori. Ecco, abbandonano è proprio la chiave di lettura, mentre nel concetto di Flora c'era il potenziamento del femminino e la presa di coscienza delle proprie capacità attive, qui invece il messaggio è di passività. Lo spot ha una piccola ripresa verso la fine, complice la variazione del sottofondo musicale e lo spostamento delle ninfe in una pozza d'acqua, e ricorda, per un guizzo di un secondo, l'altro. Qui l'atmosfera vuole richiamare quella di alcuni quadri preraffaelliti ma manca di sostanza. 
Il profumo è un trittico di grandi fiori bianchi posato su un tappeto di petali di fiori. Sia Bloom che Bloom Ambrosia di Fiori (detesto questi nomi così didascalici e privi di inventiva) hanno una potenza quasi stordente, rispetto alla norma odierna non certo a quella di altre decadi, e proiettano un'aurea floreale e molto femminile tutt'intorno. Fanno sentire bene e felici, e questo è già una gran cosa.
Di fatto però detesto quando utilizzano lo stesso nome per tutta una serie di profumi che sono molto probabilmente le varie prove fatte prima di decidere quale fare uscire per primo, non scegliendo quindi il più convincente e rischiando e proponendo, ma sull'onda del business spalmando i guadagni su tutti i flanker successivi. 

Gucci Bloom Ambrosia di Fiori (Gucci) - 2019 - Orientale Floreale (Alberto Morillas)
Gelsomino, Caprifoglio, Tuberosa, Iris, Rosa di Damasco


Per vedere lo spot cliccate qui

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mercoledì 27 novembre 2019

Flora - Gucci

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Di Flora mi ha colpito in primo luogo la pubblicità, era bellissima e liberatoria, una ragazza dalle fattezze molto simili alla Primavera di Botticelli in un campo fiorito. Lo spot pubblicitario fu un incontro di menti in un momento di grazia, il regista Chris Cunningham aggiunse degli effetti sonori alla canzone di Donna Summer I Feel Love e visivi al girato che diventa un piccolo film di trasformazione di una ragazza in donna e dei poteri di modificare la propria realtà agendo su di essa.
In un campo di fiori bianchi, con alle spalle la luce del tramonto, la modella australiana Abbey Lee indossa un abito etereo e floreale di Gucci, che riprende la stampa Flora creata nel 1966 per un foulard per la Principessa Grace di Monaco. L'abito è talmente impalpabile che viene sollevato dal vento a creare come due ali di farfalla, la ragazza si trasforma in donna e con gesti decisi scuote e muove la distesa di fiori ai suoi piedi, come traboccante di amore e potere trasformativo la musica assume una connotazione magica mentre le immagini sfuocano richiamando la specularità di una immagine di Rorscharch e trasformando la donna in una dea farfalla.

Di fatto il profumo Flora, uscito come eau de toilette come prima formulazione, mantiene l'intento espresso nella pubblicità, ha la forza e il potere dei profumi di una volta, intensi e pieni. E' un bouquet di fiori magnifici dove non prevale una nota piuttosto che un'altra. Un sottofondo leggermente amarognolo lo tiene ancorato e potente, non stanca mai, non è lezioso. E' un profumo che dona una sensazione di potenza e pienezza, di femminilità attiva, la consapevolezza di avere dentro di se una forza creatrice e modificatrice, come una dea della terra e dei fiori. 

Flora (Gucci) - 2009 - Floreale (Firmenich)
Agrumi, Peonia, Mandarino, Osmanto, Rosa, Sandalo, Patchouli, Pepe Rosa

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Per vedere lo spot cliccate qui 
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mercoledì 20 novembre 2019

Sensuale - Intimissimi

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Sensuale fa parte di una triade di profumi, insieme a Romantica e Innocente, che Intimissimi fece uscire nel 2013 come profumo per lingerie e per la persona. Le provai tutte e tre e questa è quella che più mi  colpì per la sua non banalità. E' un profumo che presto diventa un profumo di pelle, sensuale appunto, delicato e che si sente solo avvicinando il naso, ma così deve essere, secondo me.
Appena spruzzato si sente moltissimo una nota aromatica balsamica mediterranea, il mirto presumo, che presto si unisce ad una nota pungente e calda di pepe nero e successivamente ad una nota pungente aromatica di pepe bianco. In pochi minuti compaiono i fiori, delicati, e quello che io chiamo profumo di pelle di donna, quel misto di tepore e morbidezza, di leggerissima salinità, di petali di fiori, profumi e creme che la pelle di una donna trasferisce sui pizzi dei reggiseni. Questo sentore, ovviamente amplificato, è quella nota che dona sensualità ai profumi, una sensualità sommessa e tenera che mischiata alle altre note olfattive fa di questa categoria di eau de toilette, profumi di donna. Sensuale si presta molto bene alla layerizzazione, ancorando meglio il compagno e donando una base molto femminile sottostante. Spruzzato sulla biancheria, si ottiene quel sentore di biancheria pulita indossata da qualche ora su una pelle curata e profumata, rendendo sexy anche la lingerie più semplice e senza fronzoli. Il naso non percepisce il profumo applicato ma un mix molto sensuale di calore corporeo, pelle, lingerie, profumo e pulizia curata. 

Sensuale (Intimissimi) - 2013 - Orientale Floreale (-)
Loto, Mirto, Orchidea, Ambra, Vaniglia

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giovedì 14 novembre 2019

Matin Calin - Comptoir Sud Pacifique




Matin Calin, a discapito del nome è un profumo che io metto la sera, prima di andare a dormire.
E proprio come dice il nome, al mattino, è ancora lì, che ti abbraccia.
Dopo la doccia, con i capelli puliti, entro nel letto con un paio di spruzzi di Matin Calin e subito mi rilassa e mi predispone ad un sonno che arriva più velocemente del solito.
Appena spruzzato, ha una nota sulla mia pelle, leggermente acidula, come se invece di latte fosse uno yougurt appena tirato fuori dal frigo e zuccherato con zucchero bianco. Dopo circa 10 minuti, la nota acidula sparisce, il profumo si scalda e sovviene un ineffabile aroma di latte scaldato nel pentolino, appena prima che inizi a bollire, quando lo spegni e si forma la pellicina buonissima sulla superficie. Probabilmente il cervello recepisce quest'odore e lo elabora a modo suo, trasformando l'odore in un triptofano olfattivo che scatena la produzione di serotonina che a sua volta si trasforma in melatonina e fa scivolare in un sonno ristoratore e sereno.
Al di là dell'ipotesi parascientifica, Matin Calin ti accompagna per tutta la notte, e con la sua persistenza delicata ma tenace, quando ti svegli è ancora li, e la sensazione è proprio quella di essere in un caldo abbraccio che sa di pelle buona, latte caldo leggermente zuccherato e vaniglia, più un ricordo che un odore, è quasi impercettibile, un accenno di tostatura che richiama un caramello misto a latte appena appena bruciacchiato e una nota cremosa, assuefacente, che esalta la pelle e i capelli caldi di sonno, che si fonde con te e inebria chi ti sta vicino.
Matin Calen si lega alle molecole del profumo che hai indossato di giorno, scaldandole un poco e riportando in vita le ultime note, ma lo fa rimanendo se stesso e perfettamente percepibile come a sé stante, con la sua personalità all'apparenza delicata e non invasiva ma che si insinua tra le lenzuola e si fa ritrovare ad aspettarti nel suo abbraccio la sera dopo. Come l'amore vero.


Matin Calin (Lait Sucré) (Comptoir Sud Pacifique) - 1999 - Orientale Vanigliato (-)
Caramello, Latte, Zucchero, Vaniglia, Sandalo